L'idea sionista

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L'idea sionista
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Italian

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University of Florida
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University of Florida
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oclc - 174062974
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AA00000169:00002

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MODENA


LIPEA SIONISTA
RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA

Fondata dal Prof. Cav. CARLO A. CONIGLIANI


A.XNNO II.


- 1902


MODENA
TIPOGRAFIA DEGLI OPERA
(8OCIETA ANONIMA COOPEBATIVA)
1903















SOMMARIO GENERAL DEL II. VOLUME








GENNA10-FEBBRAIO 1.0,2.*

Una dichiarazione A Basilea, F. R. L' avvenire del Sionismw ( un' intervista con Nordau ) -
II V.' Congresso Sionista (La Cronaca) L' opinion di un giovane russo (intervisla) II Sionismo
italiano e Herzl. Onoranze Conigliani Dalle Associazioni Avviso.

MARZO 3.

Sionismo e Patriottismo, MAX NORDAU Note e Commenti, FELICE RAVENNA Chi sono i a non
Sionisti ,, L. Z. Note sparse Gli ebrei in Rumenia II Siclo ed il Sionisme, G. CAIMMEO'- Sio-
nismo e Giudaismo italiano, Avv. R. OTTOLENGHI Ouoranze Conigliani.

APRILE-MAGGIO 4.-5.o

Gli ebrei in Rumenia Nel paese dei Semiti Una domanda ai sionisli, prof. G. LATTES -
Movimento intellettuale, x. y. Note sparse Ricordi di famiglia, g. r. Onoranze Conigliani -
Maimonide, prof. G. PUGLIESE Ii commercio di Gerdsalenmme.

GIUGNO-LUGLIO 6.",7

Sionismo.... occidentale, prof. F. MOMICLIANO Gli ebrei dell'Europa Orientale, A. SULLAM II
Sionismo in Italia, Avv. F. RAVENNA T. Herzl dinanzi alla Commissione per 1' immiigrazionie inglese.
( Che cosa e il Sionismo ) Ai fratelli sionisti ( inno ), G. NEPPI Note sparse ( Che cosa vogliono i sio-
nisti, Rivelazione? ecc. ) Una colonia sionista, prof. G. LATTES Gli ehrei in Rlnmenia ( II ciaygi
di B. Lazare) Maimonide, prof. G. PUGLIESE Onoranze Conigliani.

AGOSTO-SETTEMBRE 8.`,9.

II Sionismo e il sultano, D. L' emigrazione ginda;ic, TEODORO HEIZL Gli ebrei in Rimenei;:
(A proposito di una pubblicazione, A. SULLAM La K CLorda Fratres e la question rumena, Rlin. --
Assimilazioiie? n. s. La Fede, Rabbino P. MODENA Note sparse Qiiadri della vita gindaica. ( I. li
Ebrei al Cairo e in Persia, G.t.) Maimonide, prof. G. PUGLIESE LA conferenza di Minsk, Bagrow.
Barbarie modern (dall'Avanti!) L' intervento deill Pltenze a favor degli ehrei runmeni.

OTTOBRE-NOVEMBRE 10."-1.'

Gli ebrei in Rumenia: ( 11 limited fra la Corda Fratres e il Sionismo, dott. A. Foaniuwioru Una
intervista col dolt. Kauf, A. DB-CARIo Un articolo di A. LEROY BEAULIEU Varia, REB.) Paro!e
sincere, Avv. E. VIGEvaXI Note sparse Quadri della vita giudaica (lI. Disordini in Iolonia e restri-
zioni in Russia) Vecchia nuova terra, ( Altneuland ), g. p. Maimoiide, prof. G. Pluvn,. ..

DICEMBRE 12."

In Memoria, L' Idea : Carlo A Conigliani, prof. Auous;to GCAZIANI La conferenza sioniata di
Vienna Gli ebrei in Rumenia ( un memorial dell' Alleanza ai ministry di Francia e d' Italia ) Note
sparse (1 3.* convegno sionista italiano) II Giudaismo in America, e. I. Mainmoide (fine ) prof. G.
PcUGLIESE.















MODENA, 6 GENNAIO 1902


IDEA


5IONISTA


RIVISTA MENSILE PEL MOVIMENTO SIONISTA





,ARLO A. (ONIQLAiNI


T noPPO crudole e la verith, porch& nel ripen-
sarla e nel scrivcrla, noi non ci sentiamo presi
da un senso vivo e indicibile di sgomento e di
dolore!
CARLO CONIGLIANI
ii cui nome all' Italia israelitica era noto, oltre che
Fer le benemerenze
acquistate nelcampo -
(iella scienza econo-
mica, anche per la
parte nobilo e gene-
rosa da Lui soste-
nuta in questiultimi
anni a favore della
causa sionista, il no-
stro amatissimo Di-
roteore, colpito da un
morbo fulmineo, ora
nolln pifu! '-
Mentre poche set-
tiniane or sono, noi .
Lo vedevamo ancora :
lra; noi pieno di vita; '
mIlntre sognavamo '
le ricompense degne
che sarebbero state :
rese al suo merito, '
e con gioia lo vede-
va1mo inoltrarsi si-
curo nell' avvenire, '
con certezza di vit-
toria; mentre il cir-
colo dei suoi pifi '
cari si era da pochi
mesi accresciuto di .
un nuovo regal
gentile, e tutto era
gioia, era promessa ,
di vita e di felicita:
- la morte inesora- .
bile troncava una
vita cosi forte e se-
rena di lottatore, to- )
glieva alla scienza
un intelletto cosi se-
veramente educator, '
alla famiglia e a -
quanti L' amavano,
Chi meglio d' ogni altro sapeva meritare e corrispon-
dere un affetto sincere.
Ora una povera madre, una gentile sposa, due
teneri bambini, giacciono nel lutto piu sconfortato ed
amaro: parent ed amici rimangono a tanta per-
dita commossi e costernati!


Carlo Conigliani, giovanissimo, aveva giA conqui-
stato un posto eminoete fra i cultori della scienza
economic in Italia: a un ingegno critic poderosis-
simo, Egli congiungeva il dono di una parole fluent
e serrata come il suo pensiero, uno stile robusto e
smagliante con cni sapeva cogliere con egual facility
e prontezza ogni prodotto della sua analisi rigorosa-
mente positive. Ca-
~ -.-- rattere integro,
schivo di debolezze,
1 nonindietreggibmai
Sdinanzi alla causa
della giustizia e del-
1' onesti.
In political ebbo
di mira il sol-
lievo specialiinent
delle classic lavora-
Irici, chi Lo trova-
Srono sempre pronto
a portar loro ainto;
k.' f fu drlto radicale,ma,
-. piii che a 1un partito,
SEgli era avvinto alia
\ ca.usa del bene cho
Ssemipre propugn5
Scon entlusiasnmo.
yi(.3 Sinceramente Egli
ainava la la ostra
Patria, di cui studio
(- con occhio di scion-
ziato i piani tlian-
ziari, e rerentenlen-
to, domandato di
consiglio dall' onor.
Wolleminborg, pro-
pose ,Iuelle riformne
tributarie, dalle
Squalid Egl si i riipro-
i ltteva tno gralndo
Svantaggio per Ita-
lia, e che difese in
vigorosi articoli sui
Iiostri giornali poli-
tir, dedicandovi con
giovanile tenacia,
quello che doveva
essere 1' ultimo suo
scritto!
Dell' onesti e della franchezza del suo carattero
nmglior esenmpio 10i noi potremno portare (he citando
la part da Lii presa nel movimento sionista. Dinanzi
all' ideale di giustizia e di progress che in questo
si concrete, Egli non si lascio trattenere da debolezze,
e, sebbene occupasse un posto special nella vita ita-











2 L' IDEA SIONISTA


liana, pure comprese che non poteva non ritornare
ad onore I' occuparsi del miglioramento e della sorte
di una razza, che il senso umanitario e civil che pro-
gredisce, benchU con passo lento, non ha saputo ancora
completamente liberare da ignominioso martirio!
Sionista Egli fu con ogni slancio, se esser sionista
vuol dire cooperare a che siano tramandate le
grand tradizioni del giudaismo, che sempre fu primo
in ogni opera di civiltA e di umanith; preoccu-
parsi della sorte di fratelli lontani che ancor vegetano
in restrizioni incivili e cercar per loro un asilo
sicuro; farsi apostolo di una conscienza israelitica
pil' consona ai tempi nuovi e alle nuove esigenze
richieste dai popoli fra cui viviamo. In quest linee
Egli raccolse e discuss il suo programma: poich6
tutto ci6 che era eccesso, sia di pensiero come di
parole, non si adattava al suo spirit pratico.
Con questo Egli sentiva accrescere in s6 1'amore
vivo per la patria nostra italiana, per questa patria,
che, insorgendo nel period epico del suo riscatto
e continuando 1' opera in questi liberi tempi, come
Egli diceva ed anche ebbe a scrivere, costituisce
1' incitamento pih forte per noi suoi legittimi figli
perched siamo spinti a combattere per la tutela di ogni
liberty. La Sua opera ed Egli ce lo ripeteva in
quei minute in cui, ispirata da un caldo entusiasmo,
la sua parola acquistava viva forza animatrice la
voleva diretta, sempre e in ogni campo, a un ideal
di perfezionamento, e sognava quell concordia di
animi e di intent per cui questa nostra vita cosi
piena di turbamenti, potrebbe essere indirizzata a con-
quiste durature e feconde.
Ma la veriti terrible ci incalza e par quasi voglia
deriderci di questi pochi minuti in cui nel ricordo
il nostro animo aveva trovato conforto.
II nostro Maestro non 6 pill: non troviamo ormai
noppur pifl parole per esprimere il nostro cordoglio.
Ma tutto di Lui ancor non 6 spent; rimane fra
noi a tramandarLo il suo tenero figliuoletto che cre-
scerh degno di Lui e del suo esempio, rimane e si
agita ancor vivo il suo pensiero poderoso trasfuso in
molteplici opere e che sarA esca a nuovi intelletti
perchb sian conseguite le conquiste che Egli sognava
per la scienza. E a noi rimane soprattutto il suo ri-
cordo, che, in quest'ora solenne di lutto, facciamo
proponimento di seguire e di onorare con opera degna.
L' Idea Sionista.


CARLO CONIIIANI)


NA vita racchiusa nel breve ambito di poco
pifl di un trentennio, parebbe non dovesse
dar material a uno scritto biografico. Quando
Sperb chi 1' ha vissuta, in ogni ora, fin dagli
anni giovanili, con esemplare vigore ha corrisposto
a quei doveri che gli incombevano nel consorzio
social essa allora, deve necessariamente esser occa-
sione di ricordo e di compianto.
Noi ci siamo proposti di dire oggi pif ampia-
mente della vita e dell' opera di Carlo Conigliani,
perch- i nostri giovani abbian present quanto valga
la costanza nel lavoro, quanto significhi 1' onesti nella
vita pubblica, e quanto siano pure apprezzabili gli
anni vissuti a profitto della scienza, e a vantaggio
quindi e ad onore dell' opera nazionale.
Carlo Conigliani nacque a Modena da Giusto ed
Arislea Conigliani il 25 giugno 1868. Frequent con
onore gli istituti local d' istrnzione; e il 28 giugno
1889, con pieni voti assoluti e lode, veniva laureate
dottore in giurisprudenza nel nostro Ateneo.
*) Da II Panaro in data 8 dicembre 1901.


La sua tesi, che svolgeva c studi sugti effetti eco-
economici delle imposte ,, fu dichihrata degna d1
stampa. Nell' anno stesso che usciva dalla Uni-
versith, il giovane studios vinse il premio di per-
fezionamento all' interno, pel quale frequent a Pavia
le lezioni di Luigi Cossa; e finito questo corso, gli
furono rilasciati due certificate, uno del prof. Luigi
Cossa, 1' altro del prof. Ugo Mazzola con cui si
attestava del profitto e dell' operosita dimostrati du-
rante 1' anno di perfezionamento. Consegui poco
dopo 1' eleggibilita nel concorso indetto per le cat-
tedre di economic eventualmente vacant negli istituti
tecnici; e otteneva quindi, in base ai titoli presentati,
la liberal docenza in Scienza delle Finanze press la
UniversitA di Modena. Riuscito eleggibile nel con-
corso ai post di perfezionamento all'estero, si recava
a coltivare i suoi studi per qualche tempo a Londra.
- In seguito per6 all' eleggibilita ottenuta nei due
concorsi per la cattedra di Economia press le Uni-
versith di Padova (1891), e di Palermo (1892), con
decreto 5 gennaio 1892 era chiamato all'Ateneo di
Modena, incaricato di Scienza delle Finanze. Ri-
confermato 1' incarico per parecchi anni, nel dicem-
bre del '98, era nbominato, sempre nella facolta Giu-
ridica di Modena, straordinario; nel 1899 riusciva
primo nel concorso al posto d'ordinario a Cagliari,
e recentemente rimasta vacant la cattedra di Pavia,
veniva classificato terzo. L'altra mattina solamente
- nota dolorosissima -- la facolth Giuridica mode-
nese era in grado di poterLo proporre ordinario a
Modena; ma 1'altra mattina appunto la morte cru-
dele troncava questa giovine esistenza, tanto chiara
e che tanto prometteva.
Detto dei titoli accademici e didattici, vediamo
ora di quelli scientific che non tornano a meno
onore del nome del giovine scienziato. Nell' ambito
di un breve articolo, non ci e possible dire dell' o-
pera del Conigliani, rilevando i tesori di profondith
critical, di osservazioni, di analisi rigorosamente scien-
tifica in esse profuse dal dotto autore. In ogni modo
sara bastantemente eloquente una semplice esposi-
zione bibliografica degli scritti del Conigliani, che
pel numero loro sono un esempio lodevolissimo di
vera e instancabile operosita.
Ecco, senz'altro, il lungo elenco bibliografico,-
diligentemente raccolto:
t. Teoria degli effetti economic delle imposte -
Milano (Hoepli) 1890.
2.o Un nuovo sistema di tariffe ferroviarie Firenze
1890.
3. Le basi subbiettive dello scambio- Pavia (Fusi)
1890.
4. L' aumento apparent delle spese pubbliche -
Milano 1891.
5. Le dottrine monetarie in Francia nel medio evo
Modena (Namias) 1892.
6." Il diritto pubblico nei sistemi finanziari Bo-
logna (Fava) 1892.
7. La question giuridica dei pagamenti monetary
Modena (Namias) 1893.
8. L'indirizzo teorico della scienza finanziaria -
Bologna (Fava) 1894.
9." Le leggi scientifiche della finanza Roma 1895.
10. I pronostici del future social Torino (Roux)
1896.
11. Per 1'imposta progressive Torino (Roux)
1896.
12. Le < Building and Loan Associations > negli
Stati Uniti da << La Riforma Sociale > 1896.
13. 11 contabilismo social Torino (Roux) 1897.
14. G. B. Fraganeschi e le question tributarie in
Lombardia nel secolo XVIII Modena (Vin-
cenzi) 1868.
15. La riforma delle leggi sui tributi local studi
e proposte Modena( SocietA Tipografica) 1898.











L'IDEA SIONISTA 3


16.0 ber das Hausiergewerbe in Italien, in colla-
borazione col prof. Ugo Rabbeno.
17. La riforma tributaria e il congress degli agri-
coltori Torino 1898.
18.0 Gladstone e la finanza inglese Torino 1898.
19. L'economia capitalist nel sistema teorico del
Loria Modena 1899.
20. 11 profitto del capital teorico Bologna 1899.
21. Sulla disoccupazione operaia in Italia Roma
1899.
22. Sul Conguaglio dei Saggi di profitto Modena
1900.
23. La riforma tributaria dell' on. Wollemborg -
1901.
11 Conigliani stava presentemente lavorando in-
torno ad un' opera su << L' abolizione dei dazi con-
sumi ,, che gia aveva condotto in parte a termine.
Questa adunque la rassegna superficiale dell' o-
pera scientific di Carlo Conigliani, che ci dimostra
di quale operosith Egli fosse dotato. Collaborb inoltre
efficacemente in numerose riviste scientifiche fra le
quali ricordiamo la Riforma Sociale, la Critica Sociale,
la Rivista Popolare, il Giornale degli Economisti, e nei
nostri principal giornali politics, specialmente nel
Carlino di Bologna. In Modena occupy cariche pub-
bliche: presentemente copriva quella di president
della Cooperativa Tipografica degli Operai, e faceva
parte della Azienda israelitica.
Sebbene ricco, Egli non si lascii mai fuorviare
da alcuna prevenzione; studio con more la causa
del proletariato, pel miglioramento del quale coope-
rava con sollecitudine sincera; spinto da vivo senti-
mento e dall'ideale splendente di fratellanza uni-
versale, che oggi dovrebbe trovar fautori in ogni
cuore e in ogni persona civil, cerco con la sua
opera di venire in aiuto anche del proletariato e-
braico, che, fatto segno ad ogni restrizione, vegeta
nelle nazioni di Russia e Rumenia.
Tale 1' opera e la vita disgraziatamente troppo
breve di Carlo Conigliani, degna di essere merita-
tamente ricordata ed encomiata.
Ora Egli giace sul suo letto di morte, e fra poche
ore, amici, colleghi, ammiratori si raduneranno com-
mossi intorno al suo feretro, per portare a Lui l'ultimo
loro tribute di affetto e di stima. Spettacolo misere-
vole, davvero, quando la morte ci visit, per rapirci
una cara esistenza, degna di ben maggiori ricompense,
che non di esser troncata, quando la vita ad essa si
appresta pii serena e promettitrice. Spettacolo sconfor-
tante, dinanzi al quale, presi da invincibile sconforto,
siam tratti a domandarci se pur valga la pena di
medicare la nostra esistenza alla faticosa effettuazione
di fini nobili ed elevati, qnando la morte ad ogni
moment pub toglierci all' opera nostra, ai nostri
ideali!
Pensiero per6 questo che trova la sua vanity nelle
grand manifestazioni di stima e di compianto sin-
cero e duraturo, che, come oggi per Carlo Conigliani,
cosi seguono sempre la fine di quanti quaggifi si af-
faticano per un' opera di bene e di perfezione; e che
dobbiamo abituarci a considerare come la piu degna
e piu ambita ricompensa.


LE MANIFESTAZIONI DI LUTTO

LE manifestazioni di lutto che hanno seguito
la morte immatura di Carlo Conigliani sono
state numerosissime. Esse attestano della stima
e dell' affetto che circondavano 1' illustre Uomo e
sono state l'espressione sincera del senso di sgomento
provato da ogni ordine di cittadini dinanzi alla scia-
gura improvvisa che, mentre piombava nel lutto una
povera famiglia, privava la Patria e la scienza di un


figlio che aveva mostrato di saper riunire tanto l'una
come 1' altra nel medesimo culto ed more.
Non ci e possible raccogliere i cenni biografici
e necrologici che tutti i giornali politics d' Italia
hanno dedicate al povero Estinto: in questo numero
ci limitiamo a dar posto a quanto hanno scihitto i
giornali di Modena, che sara sufficient testimo-
nianza di quanta stima fosse fatto segno il chiaro
Estinto nella sua citth natale.
La Provincia di Modena, giornale della sera, or-
gano dei moderate, stampava come capocronaca la
sera del 6 Dicembre u. s.
Come quercia colpita dal fulmine, e stata spezzata
ad appena 33 anni, da morbo breve ed implacabile,
una giovane pregiata esistenza: quell del
prof. ca. avv. CARLO A. CONIGLIANI
straordinario nella Scienza delle Finanze e nel Diritto
finanziario press il nostro Ateneo.
La notizia ferale 6 stata accolta da general dolore
e tutti rimpiangono la perdita del giovane e valente
Econ8mista, a cui tante legittime speranze si schiu-
devano per 1' avvenire.
Laureatosi giovanissimo e con molta lode press
la nostra Universith, pass all' estero per perfezionarsi
e, appena tomato in patria, ebbe incarico dell'in-
segnamento delle dottrine economiche all' Ateneo di
Modena, e dopo pochi anni era promosso straordinario.
Non 6 questa 1' ora, non 6 questo il luogo di esa-
minare la sua produzione e le sue idee; certo 6 che
le sue pubblicazioni, specie quella sui Tributi local
- sono state giudicate favorevolmente e gli valsero
il plauso di tutti gli studios della material.
Ognuno ricorda che quando recentemente 1' onore-
vole Wollemborg assunse il minister dellc finanze,
il prof. Conigliani fu chiamato press il Ministro onde
consigliarlo nella riforma tributaria, che poi non fu
condotta a termine.
Fu in quella occasion che Egli fu nominate Ca-
valiere della Corona d'Italia.
Era president della Cooperativa tipografi, membro
del Consiglio d'Amministrazione dell'Azienda Israe-
litica, ed appparteneva a parecchie society? industrial.
Amatissimo dai colleghi, dagli amici, dagli stu-
denti, era idolatrato dalla moglie che ora ne piange
- di un pianto senza conforto la perdita amaris-
sima, dalla madre, che neppur deposto il velo vedo-
vile deve vestire quello per l' unico figlio adorato,
mentre due teneri bimbi ignari della perdita tre-
menda col loro ingenuo sorriso cercano invano di
allietaro le pareti in cui ii lutto 6 piombato improv-
viso, lacerante.
Ai miseri, colpiti da tanto dolore, ci manca il co-
raggio di rivolgere una parola di conforto; ma asso-
ciandosi al lutto della famiglia, degli amici, ei inchi-
niamo reverenti e commossi davanti alla salma la-
crimata.
La Provincia.

La mattina del7, il Panaro, democratic, stam-
pava.
leri mattina, quasi improvvisamente, una luttuo-
sissima notizia si spargeva per la nostra cittA; e la-
sciava tutti costernati e senza parole. II

prof, cav. avv. CARLO A. CONIGLIANI
nome caro e stimato da ogni ordine di cittadini senza
distinzione di partiti, abbattuto da un morbo fulmi-
neo, aveva cessato di vivere.
Dinanzi a tanta sciagura, la mente di ciascuno
'rimaneva incredula: amici, ammiratori e student La












4 L' IDEA SIONISTA


ricordavano fino a pochi giorni or sono fra loro, e
un sentiment di doloroso stupore e di affetto sincere
faceva parere inverosimile una notizia, hie purtroppo
perb doveva assai presto, nella sua cruda verith, venire
fuor d' ogni dubbio confermata.
Carlo Conigliani, professor di Scienze delle Finanze
nel nostro Ateneo, aveva giA, sebben giovanissimo,
conquistato un posto eminente fra i cultori della
Scienza economic in Italia; fra pochi giorni Egli
stava per raggiuugere la promozione, che le sue opere
e i suoi meriti, Gli davan diritto nell' insegnamento!
La sua opera sui Tributi local, recentemente Gli
meritava 1' onore di essere chiamato dall'on. Wollem-
borg, per concretare insieme le basi di un piano di
riforme tributarie; che, sebbene non condotte a ter-
mine, avevano per6 lasciato nell' esimio scienziato una
fede incrollabile della loro verita ed attuabilita.
Ma della vita e dell' opera del prof. Conigliani,
noi diremo domani con quella ampiezza di cui esse
son degne. Ora non sappiamo neppur trovare una
parola di conforto per la povera Madre, e per 1' in-
felice Moglie del chiaro Estinto; sia perb di sollievo
ad esse in tanto lutto, sapere che tutta la cittadinanza
partecipa al loro cordoglio con sentiment vivo di de-
vozione e rispetto, e valga a infonder in Esse coraggio
il pensiero che ancora rimangono al loro fianco due
poveri bimbi, che cresceranno al loro more, degni
del compianto Padre. II Panaro.

II Domani, socialista, scriveva nel suo numero
dell' 8, le seguenti necrologie del povero Estinto, che
segnaliamo ai nostri lettori.
L' angosciosa attesa di questi tre ultimi giorni si
6 convertita, oggi, nella straziante certezza dell' irre-
mediabile: vittima di improvvisa, crudele malattia il
professor
CARLO A. CONIGLIANI
6 morto al sorger dell' alba!
Ad allontanare la grande, immensa sventura a
nulla hanno valso le cure sapienti dei luminari della
scienza, le lagrime e le desperate invocazioni della
giovanissima sposa, della veechia madre e degl'inconsci
figliuoletti; a nulla hanno valso gli auguri prorom-
penti sinceri dal cuore di tutti gli onesti e indipen-
denti della cittA nostra che in Lui riponevano liete
speranze per un prossimo avvenire.
Carlo A. Conigliani si 6 spent a 33 anni,
quando la vita Gli sorrideva fulgida e piena di pro-
messe, quando il lavoro, assiduamente praticato, do-
veva dare a Lui e alla society& messe abbondante di
frutti. E passato come una tranquillante vision di
uomo modern, educator ai doveri nuovi che incombono
alle classic dirigenti; 6 passato, buono e calmo, fra le
invidie meschine e 1' ostentata indifferenza delle nul-
lith arrivate o coalizzate in un reciproca difesa, senza
mai nutrire rancore alcuno.
L' animo suo gentile comprendeva le ansie ed i
dubbi del memento, sentiva i problem urgenti del
proletariato e con 1' intelletto suo coltissimo tentava
'di risolverli; profuse, cosi, a piene mani, con giova-
nile entusiasmo, senza mai nulla pretendere, I'inesau-
ribile sua attiviti, sovvenendo anche materialmente se
il bisogno lo richiedeva.
Io, pih degli altri, posso affermarlo perch, ono-
rato da Lui di un' amicizia che rimarrh fra i ricordi
miei pit cari, Lo conobbi intimamente; ed 6 nella
convinzione assoluta di compiere un sacrosanto dovere
che Gli porto pubblicamente, a nome anche dei miei
compagni di lavoro tutti uniti in uno slancio di ri-
conoscenza, un affettuoso, estremo saluto!
6 dicembre 1901.
LUIGI SOLA.


11 prof. Carlo A. Conigliani non era dei
nostri, in quanto non figurava iscritto nel Partito
socialist italiano: ma era con noi nelle aspirazioni
supreme verso un ideale perfettibile di umana solida-
rietA, era con noi nella quotidiana battaglia per tutte
le libertA, era con noi nella lotta diuturna control le
ipocrisie grand e piccine che inquinano la vita political
italiana, control le vanity fatte persona, che in Modena
specialmente sono 1'esponente della duttilith del carat-
tere, della elasticity delle coscienze, delle pif nauseanti
menzogne convenzionali.
In quest' ora tragica di lutto angoscioso ricordiamo
lo scienziato dall' analisi spietatamente logical, che,
fermata in mirabili volumi, materiava di conquiste
positive le audacie del pensiero rinnovellatore; ricor-
diamo i! pensatore, il collaborator dell' Avanti e della
Critica social, e noi, nella piena del dolore, sul fe-
retro lacrimato dell' amico, dello scienziato. del fratello
di lotta, ci inchiniamo reverenti e pensosi.
La Redazione del < Domani >.
La Sezione socialist modenese.

I1 Diritlo Cattolico, clericale, si associava alle ma-
nifestazioni di lutto con queste parole:

Necrologio. Morbo implacabile ha rapito a
soli 34 anni, il giovane Cav. Avv. CARLO CONIGLIANI,
Professor straordinario alla nostra Universita di Di-
ritto finanziario, lasciando nel duolo inconsolabile la
giovane sposa, due teneri figlioletti, i parent ed anche
i suoi discepoli nel nostro Ateneo. Era distinto culture
di science economiche e uomo benefico.

11 lesto del Carlino di Bologna, di cui il chiaro
Estinto era assiduo e anonimo collaborator in temi
di economic e political finanziaria, cosi scriveva:

Ci scrivono da Modena, 6:
Un'infezione terrible, che le cure amorose della
famiglia, la sapientissima assistenza di medici non
valsero a vincere, ha in pochi giorni distrutto la fio-
rente giovinezza del prof. Carlo Conigliani, straordi-
nario di scienza delle finance al nostro Ateneo.
Laureatosi giovanissimo con grande onore nel 1889,
egli che per la larghezza del censo avrebbe potuto
darsi agli svaghi e alla vita senza preoccupazioni -
preferi medicare 1' ingegno fervido e pronto, la volonth
ferrea allo stndio delle science economiche e riusci
ben presto a farsi un nome colle dotte pubblicazioni e
le lezioni eloquenti: a trentatrA anni era straordinario
di scienza delle finanze alla nostra Universita ed aveva
gil into, da due anni, il concorso ordinario di eco-
nomia political all' Universiti di Cagliari.
11 suo lavoro sulla Riforma dei tributi locali Gli
valse 1' onore di essere chiamato dall' on. Wollemborg
come collaborator nei progetti di riforma tributaria
e su questo argomento pubblicb anche notevoli articoli
sul nostro giornale.
L' affetto della mamma che ha vissuto adorandoLo,
1' more d' una sposa gentilissima e devota, l'allegrezza
di due bimbi uno dei quali nato da pochi mesi -
le legittime speranze d' un avvenire brillante: tutto
contribuiva a fare di Lui un uomo felice. E il turbine
cieco violent infuriando tutto, tutta questa pace di
cuori, questo fiorire di ingegno e di giovinezza ha
divelto e disperse in poche ore, commovendo 1' intera
cittadinanza!
Vadano alla mamma sua, alla sua adorata moglie
ai piccoli esseri che erano ]a sua maggiore felicitA le
condoglianze piu vive.
All'Ateneo oggi in segno di lutto si sospesero
le lezioni. I funeral indetti per domani saranno certo
imponenti,












L' IDA SIONISTA 5


Apprendiamo'anche noi con vivissimo rammarico'
la inaspettata dolorosa morte del nostro valoroso col-
laboratore ed egregio amico. Di Lui anche pochi giorni
fa pubblicammo un articolo che fu accolto assai favo-
revolmente dalla stampa italiana.
La cooperazione del dotto giovane era per noi pre-
ziosissima, n6 della sua perdita potremo consolarci
presto, come certamente assai tardi si consoleranno
gli addolorati parent del Conigliani, ai quali mandiamo
la spontanea profonda espressione del nostro cordoglio.


I FUNEBRI*)

L'universale dolore per la morte immatura del
compianto prof. cav. avv. Carlo A. Conigliani ha avuto
larga, solenne, indimenticabile dimostrazione col tra-
sporto funebre, che & riuscito oltremodo commovente.
Alle ore 9,30 il corteo si ordinava e metteva in
moto dall' abitazione dell' estinto, in piazza Garibaldi
N. 1,
Precedevano gli Istituti di carith e cio6: 1' Asilo
Infantile Israelitico, 1' Istituto Israelitico, 1' Asilo In-
fantile di Saliceta San Giuliano, 1'Asilo Infantile
Urban, le Orfanelle, il Patronato dei Figli del Popolo
ed i Sordo-Muti.
II feretro, sul quale & posata la toga ed il tocco,
era portato amorosamente a braccia da student uni-
versitari, ed era circondato da altri student, dai
bidelli dell' Universita, e dalle guardie municipal
che rendevono servizio d' onore.
Reggevano i cordoni: a sinistra, il prof. cav. Pio
Sabbatini preside della FacoltA giuridica, l'avv. Cap-
pelli per I'ordine degli avvocati, il comm. prof. Triani,
Rettore dell' Universith; a destra, 1'avv. Giulio Foai,
per il Consiglio e per le Scuole dell'Univ. Israelitica,
il sig. Bettino Levi per i sionisti milanesi, I'ing. ass.
Tacchini per il Sindaco.
Subito dopo seguivano il Rabb. magg. G. Cammeo,
i. parent, gli amici, il corpo accademico della nostra
University quasi al complete, fra cui notiamo il
dott. Berti ass. com., i prof. Pantanelli, Serafini,
Franchi, Alimena, Arnb, Patrizi, Vassale, Rosa, Borri,
Sperino, Foccacci, Teglio, Carbone, Cesari, Chistoni,
Groppali, le rappresentanze delle istituzioni israeli-
tiche, della Societa Operaia di M. S., della Societh
di M. S. fra i tipografi, del Cappellificio Emiliano,
della Tipografia degli Operai, delle associazioni sio-
niste italiane, del Comitato degli Scrofolosi, della
Society della Cremazione.
II Rag. A. Donati e 1'Avv. Felice Ravenna rap_
presentavano rispettivamente le Associazioni Sioniste
di Modena, Ancona, Ferrara.
C' erano poi, colla loro bandiera e coi berretti
multicolori, moltissimi student dell' Ateneo: le ban-
diere della Societh Operaia e della M. S. fra i tipo-
grafi, seguite da parecchi soci. V' era pure un forte
nucleo di socialist, che erano stati invitati con ap-
posito manifesto.
Seguiva una grande corona in bronze inviata
dagli student della Universita << al loro amato
Maestro >>.
II mesto corteo percorse la via Emilia, mentre
un' infinitA di gente faceva ala, scoprendosi reverente
e commossa.
In piazzale S. Agostino la bara fu deposta su
apposito palco e cominciarono i discorsi.
Primo a parlare e il comm. Triani che dice dello
sgomento, oltre che del dolore, che proviamo davanti
alla scomparsa improvvisa d' una vita giovane, pro-
mettente, rigogliosa, pensando che le piui rosee spe-

*) Inutile aggiungere che la seguente relazione la desumiamo
in gran part dalla cronaca dei giornali cittadini. N. d. IR.


ranze, le liete previsioni. tutte le opere possono essere
spazzate via in un attimo, pil presto dell' arena che
un soffio di vento disperde.
Poche vite furono consolate da tante compiacenze
di success e da tanti sorrisi di fortune, come quella
di Carlo Conigliani, cosi nella famiglia, cosi negli
studi; mentre Lo circondavano la stima e affetto
universal.
L' oratore, con voce commosa, Lo ricorda student,
Lo ricorda professor, Lo ricorda nella carrier scien-
tifica, da Lui seguita con tanta lode pur combattendo
nei pin ardui cimenti, e dice che fra breve avrebbe
avuta la nomina a professor ordinario press la
nostra Universila, meritato success al quale Egli
tanto giustamente ambiva.
Invece ora non pu6 che mandare il salute alla
sua fredda salma in nome del Ministro della P I.
che di ci6 1' ha incaricato dei colleghi del-
University e di altri Atenei, anche di quelli che
gli furono rival e che, nell'ora supreme, si dimo-
strarono generosi.
Conclude rivolgendosi ai giovani e dicendo loro
che imitino gli esempi del compianto Uomo, perch
se la vita puo essere spent in un attimo, sono im-
mortali le virtue dell' animo.
Al comm. Triani che riscosse molte approva-
zioni succede il prof. Sabbatini che porta al col-
lega defunto il salute dei colleghi, all' antico allievo
il suo salute reverente e commosso.
Ricorda le virth di Carlo Conigliani, rimpiange
la sua perdita immatura ed in ultimo Gli porge un
salute a nome dei bambini dell'Asilo di Saliceta
S. Giuliano, che ebbero sempre in Lui un instancabile
benefattore.
Dopo di che, lo student Donato Donati, a nome
dei compagni dell' Universita, pronuncia queste belie
e commoventi parole:

A nome dei giovani, io porto 1' ultimo saluto a
questa giovane salma, in cui si 6 spent tanta fiamma
di vita. Saluto umile e modesto e tronco pel pianto,
come vuole 1' affezione devota, ma timida di rispetto,
dei discepoli al maestro, salute, perb, sconsolato come
di famiglia strettamente avvinta che viene sconvolta e
dispersa, che viene orbata del padre: padre per 1' au-
torita e pel senno, padre, sovra tutto, per 1' affetto.
Perched cio che forma il merito di Lui se non pih grande,
certo pif nobile e caro, i la comunione ideal di vita
intellettiva e affettiva, onde, maestro e discepoli, era-
vamo congiunti, si strettamente da porLo, rispetto a
noi, piuttosto che nel rapporto di superior a inferiore,
in quello di compagno a compagno, di amico a amico.
Povero maestro! Noi che Lo vedevamo sicuro, pieno
di vita, ridente salire la cattedra (e ci pare ancora di
vederLo), noi, che come buoni amici discreti e fidati,
eravamo eletti da Lui a ricever part dei progetti
scientific, che con Lui dividevamo ideal e speranze, e
ce Lo sentivamo vicino esuberante di forza, di fiducia,
di vita, noi siamo qui dinanzi a una bara; e restiamo
cosi profondamente attoniti che solo questo rimanga
di Lui, che dai nostri cuori giovanili, cui non pub
1' imagine della more affacciarsi altro che di sfug-
gita, sorge spontaneo un sentiment di ribellione control
quest che appare alla ingenuity& della nostra coscienza,
manchevolezza di retribuzione. Perched, ci6 che in questi
moment di pauroso stupore affligge gli animi, non 6
solo il dolore della perdita attuale, per quanto grande
e immatura, ma e come un senso di sgomento, di dubbio
angoscioso, che unr legge della retribuzione o non
esista o non trovi giusta applicazione. R la filosofia
comune della vita, e la legge della nostra coscienza
che al bene debba corrispondere il bene, che rimane
turbata e vacilla nel dubbio, e che fa sorgere, di ri-
verbero, spontanea, imperiosa una domanda angosciosa:
a che tanto sforzo di opere?












6 L'!IDEA STONISTA


Per fortune, il dubbio svanisce per quella stessa
virti chie lo ha fatto germogliare nella nostra coscienza.
Perchb, quando volgiamo il pensiero al nostro maestro,
a quella hella figure di lottatore caduto nella lotta, e
riviviamo la sua vita e i suoi ideali, noi sentiamo una
voce di fortezza, ammaestrando, sorgere oggi da quest
bara, domani da quell' urna, la quale, virile, ci rim-
brotta: Chi cade, ma cade mentre combatte, cade glo-
rioso.
Cosi Egli pensava e, di conform, cosi agiva, cosi
visse la breve vita.
E noi giovani, che a Lui abbiam portato questo
estremo salute che ci strazia il cuore, ma che ci fa
bene, perch 6 sfogo alla piena del nostro affetto, noi
giovani che ci avanziamo serrati per combattere sugli
stessi campi le stesse battaglie pronti a cadere 1' uno
dopo 1' altro, ma decisi a combattere, noi giovani cui
Egli ha fatto tanta parte del suo gran cuore, racco-
gliamo qui dinanzi alla sua spoglia in quest' ora di
disinganno, di sconforto, 1' ammaestramento di fortezza
virile, che, quasi suo ultimo dettato, sale da Lui e
aleggia sui nostri capi: solo in questo modo e in nes-
sun altro meglio che in questo, noi potremo spargere
incensi e tributare memory culto al suo nume tutelare.

L' Avv. E. Castelbolognesi con belle parole saluta
la salma del Prof. Conigliani, in nome dei colleghi
del Consiglio della Universith israelitica e degli amici.
II dott. Boari, con un discorso commovente e sincere,
parla in nome dei socialist modenesi, che vogliono
espresso il loro dolore per tanta perdita.
Quindi si avanza il Signor Luigi Sola che pro-
nuncia ii seguente discorso che vogliamo riprodotto
integralnente. A Luigi Sola, Direttore della Tipo-
grafia dove si stamp la nostra Rivista, amico sincere
del povero nostro Estinto, da cui era contraccambiato
con vera stima ed affetto, da queste colonne in que-
sto moment, mandiamo un affettuoso saluto.

Dopo le eloquent e nobili parole che qui hanno
risuonato meritamente esaltando le doti preclare che
adornarono la mente ed il cuore di questo giovanis-
simo concittadino, pure affermatosi gia quale inse-
gnante e quale scienziato, concedete a me di associarmi
a Voi interpreted di altri operai che in campo pia
modesto ma non men nobile e degno impararono ad
apprezzare ed amare il Prof. Carlo Conigliani. Per-
mettete alla mia parola povera e disadorna ma schietta
e sincere, di rammentare un altro fra i tanti titoli di
lode che formarono corona alla front che si ergeva
pulsante d' idee feconde e che oggi la pallida morte
ha chinata e resa gelida in sul fire della vita: 1' in-
teressamento, cio6, vero e profondo che il caro e com-
pianto Defunto aveva preso per una modest istituzione
operaia: la Cooperativa Tipografi.
Convinto, corn' Egli era, che tutti gli uomini di
cuore dovessero assiduamente occuparsi del migliora-
mento delle classic lavoratrici, non solo cerco con
1' indagine scientific la risoluzione dei difficili pro-
blemi tributari che ad essa si connettevano, ma con-
corse con opera efficace, aiutando moralmente e mate-
rialmente qualunque iniziativa che tendesse a questo
scopo. La nostra Associazione, entrata appena nel campo
dell' azione, Lo ebbe a suo Presidente. Nell' adempi-
mento dei gravosi doveri del non ambito e cercato
Ufficio, si rese benemerito dedicandovisi con abnega-
sione rara, con operosith instancabile. Al sodalizio, per
il quale aspra e difficile si apriva la via da percorrere,
died tutta 1'energia del suo forte ingegno; di esso
si occupy sempre, fino al minute supremo che fiaccb
sventuratamente la sua fibra giovanile, con quella co-
scienziositi austera e volonterosa, con la quale Egli
adempiva tutto cib che stimava essere suo strettissimo
dovere di uomo colto e ricco. Non tralasci5 mezzo per
estenderlo e rafforzarlo, sacrificando ad esso perfino i


pochi moment che destinava al riposo, nell' intent
di metterlo presto in condizione di dare tutti i benefici
frutti di cui era capace.
Visse fra noi, nel nostro ambient, con la stessa
semplicith di modi, con la stessa affettuositA di sen-
timenti che Lo resero carissimo a chiunque Lo avvicinb.
Anche nell' officina, come gia nella famiglia e nella
scuola, Egli insegnb con la parola convinta e con la
forza persuasive dell' esempio. E noi, che abbiamo
avuto modo di comprenderne 1' alto valore di uomo e
di cittadino; noi, che nella voce sua piena d'entu-
siasmo e di fede alta e serena, abbiamo sentito vibrare
e nell' opera sua affermarsi 1' ardente desiderio di
cooperare all' elevazione morale e material di coloro
che faticano e soffrono; noi, raccolti insieme a Voi,
nella mestizia incommensurabile dell'istante che volge,
attorno al feretro lagrimato che con la spoglia sua
esanime contiene tanta ricchezza di speranze deluse, al
Vostro grido di amaro rimpianto e di estremo saluto,
uniamo, riverenti, il nostro, che sgorga spontaneo dai
cuori esulcerati a sollievo delle anime affrante dal
dolore.
E se nella desert casa, giA allietata da tanta luce
di felicita, d' more e di pace ed ora avvolta nelle
tenebre del lutto pif angoscioso, giunge 1'eco solenne
e triste di questa unanime commemorazione, non sia
ultimo argomento di conforto quest rinovellata, pub-
blica attestazione di riconoscenza eterna e di verace
affetto che il Consiglio d' Amministrazione e la gran
part degli operai tipografi modenesi, rende, per mia
bocca, alla cara salma del Prof. Carlo Angelo Coni-
gliani!
Finiti i discorsi, la bara, posta sul carro tirato da
quattro cavalli, seguita da numerosi student, dagli
amici e da parecchie carrozze, si avvia a S. Cataldo.
Ai piedi dell'ara crematoria, il nostro carissimo amico
Avv. Felice Ravenna, fra la viva commozione degli
astanti, pr6nde la parola e pronuncia il seguente
discorso, cosi pieno di affetto per il comune amico
perduto:
Alla salma lacrimata del Prof. Cav. Carlo Coni-
gliani, a nome del Circolo Fratellanza Israelitica di
Ferrara, d6 1' ultimo saluto.
Furono pochi giorni di dolorose alternative: dalla
fulminea notizia della sua malattia alle speranze rinate
per un lieve miglioramento; dallo strazio per l'aggra-
varsi del male all' orribile sventura che ci ha atterriti.
Giovinezza. affetti, speranze, aspirazioni altissime:
tutto A miseramente sparito.
Ancora poche settimane, pochi giorni or sono ]a
famiglia di Carlo Conigliani appariva il santuario
della felicita: accanto alla vecchia madre che aveva nel
figliuolo il suo orgoglio, la sua ragione di vivere, la
gentile Signora, che Gli allietava la vita, sorrideva tra il
figliuoletto gia vispo ed intelligent e ]a bimba tut-
tora in fasce: v' era una pace, v' era un' armonica se-
renitA in quella casa, ora sospinta nel lutto e nel pianto!
A chi pia che a Lui sorrideva la vita? Poteva go-
dere le ricchezze nella pih complete tranquillitA, ed
invece, dopo studi severe brillantemente compiuti si
era dato alle discipline economiche che professava dalla
Cattedra elevandosi a tant' altezza da esser chiamato
a prestare 1' opera sua al riordinamento del sistema
tributario italiano.
NA di ci6 si teneva pago. L'assiduiti agli studi
prediletti non Gl'impediva di medicare alle pie isti-
tuzioni, israelitiche. intelligenza ed energia: nB io
posso tacere quel che costituisce per Lui uno dei
maggiori titoli d' onore.
Italiano nel senso piy vero della parola, seguace
di teorie economiche-politiche-radicali, non isdegnava
di sentirsi ebreo, di chiamarsi tale, di vantarsene.
Era convinto che gli Ebrei italiani non sarebbero
mai venuti meno al sacro dovere di patriotism, quando












L' IDEA SIONISTA 7


avessero coscienza piA esatta delle loro tradizioni, della
loro storia, quando sentissero 1' obbligo di solidariet&
verso i fratelli che soffrono: e per raggiungere 1'ideale
create con mirabile armonia dell' intelligenza col sen-
timento, si era fatto fervente apostolo di una nuova
coscienza israelitica piu coraggiosa, piu consone ai
tempi nuovi.
E qui il pensiero di Carlo Conigliani non pub,
non deve morire con Lui.
Lo spirit suo gagliardo deve rivivere in noi, onde
nel nome suo abbiamo a continuare 1' opera di Lui
che fu opera di buono, di onesto, di forte.

Dinanzi all' ara crematoria ii ch.mo prof. Luigi
Nasi pronuncia da ultimo queste parole:
Prima che i resti mortali di Carlo Conigliani siano
consumati dalle fiamme, spetta a me, suo intimo amico,
di dare 1' ultimo vale all'anima sua cara; a me che
Lo vidi ed ammirai idolo dei genitori che Egli con-
traccambiava di rispettoso affetto; a me che Lo vidi
ed ammirai raccogliere incontrastati allori negli studi,
per poi salire in si alto grado di scienziato ed inse-
gnante, quasi fino ad aver raggiunto, in cosi giovane
eta, il bastone da maresciallo; a me che Lo vidi ed
ammirai nell' intimo della famiglia, marito e padre
incomparabile e sempre figlio deferente ed affettuosis-
simo; a me cui 6 toccato 1'intenso dolore di prestarGli
1' opera mia, infruttuosa ad istrapparLo a cosi imma-
tura morte non ostante il concorso di cosi Egregi
Colleghi ed i consigli illuminati delle piu alte indi-
vidualitA scientiflche; a me cui ora tocca il doloroso
per quanto pietoso ufficio di comporne le ceneri nel-
1' urna.
Vale, o Carlo amatissimo, e questo salute di cor-
doglio vada, congiunto all' universal rimpianto, a
lenire per quanto 6 possible lo strazio delle incon-
solabili tua madre e sposa.
Alle 16 1' urna cineraria fu trasportata al Cimi-
tero israelitico.


LA PAROLE DI CARLO CONIGLIANI

L' opera largamente feconda che Carlo A. Coni-
gliani seppe portare nel campo del sapere avrebbe
avuto un grande riflesso anche nel movimento sio-
nista, se a Lui, scrittore insigne, fosse bastata la vita
per occuparsene con quella attivith ch' Egli deside-
rava. Gli scritti di argomento sionistico che ci riman-
gono di Carlo Conigliani sono ben poca cosa se si
riguarda al numero; assumono invece, rispetto alla
letteratura sionistica italiana se pure, ne 6 esistita
fino ad oggi! una importanza classic. Lo sguardo
acuto e sintetico che era una delle prerogative della
mente del nostro Conigliani, 6 specialmente rivelato
in questi suoi scritti dove spesso in un period Egli
seppe cogliere tutta la region d' essere di un fatto e.
la insita verith di un concetto. Ci sia lecito ripor-
tare qualche suo period, scelto qua e 1l, e in cui
manco a dirlo, 6 interpretato pienamente anche il
nostro pensiero.

Se il riconoscimento giuridico della eguaglianza fra
i cittadini tutti, ebrei cristiani o mussulmani, fosse
giA universal nel mondo e se, sanzionato dalle
leggi, portasse davvero una parity morale e social fra
gli uomini si potrebbe forse concedere che la mis-
sione social e political del giudaismo fosse cessata, e
che 1' israelitismo dovesse rimanere uno stato religioso
insindacabile della coscienza individual. Ma finch uno,
uno solo degli ebrei viva fra soprusi sanzionati dalle
leggi o compiuti malgrado o al di li delle leggi -
finch6 in Russia e in Rumenia 1' ebreo sia perseguitato


od espulso o in Boemia fatto oggetto di vili ca-
lunnie superstiziose o in Austria preso a material
vile su cui, a guisa di parafulmine, debbano scaricarsi
le correnti della ribellione social o in Francia sia
ritenuto a priori nemico della patria o in Inghil-
terra rifiutato come element pericoloso all'immigra-
zione o in Germania allontanato come indegno dei
gradi superior dell' esercito o negli Stati Uniti
Americani espulso da non pochi istituti superior di
istruzione finch, come in Italia (e non 6 il minor
dei mali!), gli si imponga, a condizione della parity
col cristiano, di far dimenticare o di smentire la sua
qualitA di ebreo finch cib avvenga, il giudaismo
ha ancora una nobile mission la cui idealita deve
ritemprargli una vigorosa esistenza, e la solidarieta di
razza e di religion deve esplicarsi ancora fra gli ebrei
come il compimento di un dovere sacro e divino! E
al rifiorire di questo sentiment di solidarieta per
nulla contrastante al doveroso more della patria po-
litica e dell' umanita intera deve e pub condurre
soltanto quel movimento vigoroso delle menti e delle
coscienze che da Sionne dalla patria indimenticabile
anche se piu non sia oggetto di rimpianto ha preso
il suo nome . . . .

I senza patria creati dalle barbare persecuzioni
russe sono stati il vessillo pietoso di quest rigene-
razione morale del giudaismo. Crear loro una patria,
ricostruire per essi la patria antica in Palestina -
ecco la forma concrete, il contenuto politico che nella
mente di Herzl e dei suoi seguaci ha assunto dapprima
il movimento sionnista. Ma non era quest che una
vested, un simbolo, o per lo meno una espressione par-
ziale di una tendenza ben pih larga, e meglio atta a
trascinare, come fa oggi, gli animi e gli intelletti mi-
gliori. I primi palestinofili sembrarono a nolti degli
illusi, e forse aveano scambiato il simbolo politico
colla sostanza social del sionismo: percib incontrarono
la facile accusa di utopia, quando pareva volessero
ridestare il nazionalismo ebraico e predicare la gene-
rale emigrazione degli ebrei verso Sionne. Ma erano
i primi passi tentennanti della idea ancor bambina;
il sionismo aveva poco piu d' un anno di vita, quando
assunse ii suo vero e pit bel carattere di un movi-
mento social inteso a redimere, per vie varie e piu
acconcie, il popolo ebreo dalla piaga dolorosa, dal
danno immediate dell' antisemitismo. Si comprese al-
lora e ben si intended e si ripete oggi che due 7
soli sono i mezzi coi quali gli ebrei possono sfuggire
al bivio fatal o delle vergognose abiure, o delle sof-
ferenze crudeli. L' un mezzo giova per i reietti, per i
vinti: 1' altro pei fortuuati che son cittadini di diritto, (
se non di fatto, pari agli altri. Pei deboli, che, posti
fuor di legge, son vinti gia prima di ingaggiar la
lotta coi loro oppressori, giova preparar la salvezza,
offrendo loro un asilo in cui 'possano esplicare in li-
bertA i loro diritti umani e social. Nei forti invece
che abitano in paesi civil, per cui 1' esodo sarebbe un
folle ed inutile sacrificio, giova elevare il sentiment
. della solidariata giudaica, convincerli dei loro doveri
* di fratellanza, migliorarli di mente e di animo per
guisa che sappiano meritar meglio e pii strenuamente
difendere i diritti civil loro concessi . . .

S Sarebbe dar prova di supina incoscienza il limitarci,
come molti fanno, a piangere sulla sort sempre av-
versa alla nostra razza, e proclamarla affatto immeri-
tevole delle vergogne e dei danni nuovi ed antichi.
Almeno nei tempi odierni, la maggior part della colpa
non 6 nei persecutori, 6 in noi: 6 nostra la colpa perch
limitammo a poche e ormai vetuste former religiose il
santo nodo di solidarieta coi nostri fratelli, e lasciammo
che depravandosi essi offrissero ai persecutori, se non
la ragione, 1' occasion di offenderli: 6 nostra la colpa
poich6 non sapemmo farci migliori e meglio conosciuti,












8 L' IDEA SIONISTA


n6 riuscimmo, talora, a frenare tendenze e cupidigie
in cui si compendiano le peggiori debolezze del nostro
secolo, talora, a mantener vive idealita atte ad ante-
cipare, come nelle epoche passate, le conquiste della
civiltA: 6 nostra la colpa poich6 preferimmo nasconderci
o fuggire innanzi al nemico, piuttostoch6 difendere noi
e i nostri fratelli, e, di front alle nuove sponfitte,
affermare alta e pura la coscienza dei nostri diritti
violati . . . . . . . .
Farci invece solidali coi nostri fratelli lontani, e
far noi e loro migliori: ecco il solo modo di prevenire
e di reprimere 1' antisem.itismo: ecco la meta estrema
di quella nuova tendenza che noi chiamiamo Sionismo.
Gerusalemme, temuta patria del popolo piu civil dei
suoi tempi, del popolo piii ricco di tradizioni e di
idealith Gerusalemme, eroica nella resistenza al
nemico ed eroicamente caduta Gerusalemme i il
simbolo nulla pit che un simbolo significantissimo
di questo rinnovamento israelitico. II quale non
nira a darci una patria, poich6 gia 1' abbiamo, e bella
e nobilissima; n6 ha in modo alcuno intent politics
o religiosi; non pu6 quindi giudicarsi, come una sfida
di razza o di religion, n6 come un pericolo nuovo
per Je odierne society cristiane; ma dev' essere una
sacrosauta difesa delle libertA individual. e social, ma
una propaganda di elevazione morale ed intellettuale
e con ci6 un efficace contribute a che la razza ebrea
ritorni ad essere, nel fatto e nella stima delle altre,
un fattore efficace del progress civil dell' umanita.

Col raccogliere i fatti commoventi delle persecu-
zioni odierne e le vicende delle organizzazioni israe-
litiche in Italia e fuori cosi Egli riassumeva il pro-
gramma di quest nostra Rivista, e cosi oggi noi lo
vogliamo integralinente confermato noi li incite-
remo alla solidarietA verso i loro fratelli infelici, col
di'fndere la causa degli oppressi e dei perseguitati,
faremo scattare in loro la molle dell' more per la
giustizia e per la verith: col ricercare le cause dei
movimenti antiebraici e narrare i risultati della co-
lonizzazione gindaica mostreremo loro la necessity
ed i modi della redenzione del nostio proletariato,
col rievocare i fasti gloriosi della nostra storia ed
enumerare le vittorie quotidiane dei nostri correli-
gionari, li faremo orgogliosi di essere ebrei, e consci
del dovere verso sB stessi e verso gli altri.


I TELEGRAMMI

I biglietti e i telegrammi di condoglianza ricevuti
dalla famiglia da parte degli uomini pii eminent
d' Italia, sommano a un numero grandissimo.
Per cortese concession, ci e possible riprodurne
alcuni, che sono gia valida prova di quanta stima e
ammirazione fosse contornato il chiarissimo Estinto.
Roma 6. 12. 01.
Dott. Vittorio Cardoso
press Famiglia Conigliani
Costernato terrible notizia esprimo sentitissime
condoglianze. WOLLEMBORG.
7. 12. 01.
On. Antonio Vicini
Modena
Rinnovo sentiment profondo dolore perdita amico
comune dolente esser qui trattenuto.
WOLLEMBORG.
Firenze, 6. 12. 01.
Dott. Cardoso
Casa Conigliani
Tremenda notizia mi ha profondamente addolorato.
Che tristissima subdola infezione! mancanmi parole
pqr incoraggiarvi. Prof. GRocco.


Rologna, 6. 12. 01.
Dott. Cardoso
press Conigliani
Pur prevedendolo, il dolorosissimo esito rattristami
profondamente. Prof. MuaRI.
7. 12. 1901.
Triani Rettore Universith
Modena
Addoloratissimo more college amico Conigliani
condolgomi codesta university prego sua cortesia rap-
presentarmi funeral.
Prof. GRAZIANI Napoli.
7. 12. 1901.
Rettore Universith
Modena
Apprendo con vivo dolore notizia more chiaris-
simo professor Conigliani compiacciasi rappresentarmi
funeral e porgere mie condoglianze famiglia.
Ministro NASI.
Famiglia Prof. Conigliani
Gruppo Sionistico Milanese Assemblea odierna so-
spese lavori segno lutto manda vivissime condoglianze.
RACHAH Segretario.
Rologna, 7. 12. 1901.
Famiglia Conigliani
Animo profondamente addolorato partecipo lutto
grande sventura compiangendo college amico caris-
simo. VALENTI.
Roma, 7. 12. 1901.
Emma Cardoso Conigliani
Alla Salma dell' amico un bacio a Lei nello strazio
immane il mio riverente pensiero.
ABANaIO Ruiz.
Firenzc, 7. 12. 1901.
Signora Conigliani
Perdita amico carissimo valoroso scienziato addo-
lorami profondamente prego accogliere espressioni mie
vivissime condoglianze.
Prof. DELLA VOLTA.
Napoli, 7. 12. 01.
Signora Emma Conigliani
Costernato atrocissima nuova uniscomi suo immense
dolore. IGINO PETRONE.
Padova, 12. 1901.
Famiglia Conigliani
Prendo vivissima part loro dolore profondamente
afflitto perdita caro indimenticabile amico.
ALBERTO MORELLI.
Bologna. 7. 12. 01.
Signora Conigliani
Addoloratissio more immatura distintissimo col-
lega ed amico porgo vivissime condoglianze.
EMILIO CossA.
Bologna, 7. 12. 01.
Famiglia Conigliani
Prego ricevere mie vive cond9glianze gravissima
perdita valoroso scienziato scrittoie.
Si GIULIo ALESSIO.
7. 12. 01. Napoli.
Emma Conigliani I,
Addoloratissimo perdita suo diletto consort mio
carissimo Amico piango con lei immane sventura
esprimo condoglianze sentite.
Prof. GRAZIANI.
Padova, 7. 12. 01.
Famiglia Conigliani.
Costernato perdita diletto amico valoroso compagno
studi invio sensi profonda condoglianza.
LoRiA.
Rag. AMEDEO DONAT1, Responsabile.
Modena, Tipografia degli Oporai (Sdc, Anon. Coop.)












ANNO II.. MODENA, GENNAIIO-FEBBRAI 0 Nu~r.0 l-'


IP EA


5IONISTA


RIVISTA MLENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA
FONDATA DAL PROF. CAV. CARLO A. CONIGLIANI
IE LI IIIO . . . I.III I ,TIII I I- OIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII 1111 1 1IIIII I
ABBONAMENVTO ANVUO. . . L. 2,00 ADESIOYI e CORRISPOYDEYZE at Signor
PER L'ESTERO. . . . .. . 3,00 1 BELVENUTO DOYATI MODE.VA


SOMMARIO Una dichiarazione. A. Basilea f. r. L' avve-
nire del Sionismo (un'intervista con Nordau). II V. Con-
gresso Sionista (La Cronaca). L' opinion di un giovano
russo (intervista). I1 Sionismo italiano e Horzl. Ono-
ranzo Conigliani. Dalle Associazioni. Avvisi.

Causa la messa a motore di nuove machine acqui-
state Sa//a nostra Cipografia, ii present numero ci viene
consegnato con qua/cie ritarco. possiamo perb assicurare
i/ ostri abbonati che, per avvenire, riprenderemo perio-
cicamente /e nostre pubblicazioni.


UNA DIWHIARAZIONE
L'esimio avv. Felice Ravenna, membro per
1'Italia del Comitato Direttivo di Vienna, di ri-
torno dalle sedute del Congresso di Basilea,
presa vision della significazione errata che da
parecchi nostri giornali politics era stata data al
movimento sionista, riassmneva gli intent di quest,
nella seguente e precisa dichiarazione che veniva
pubblicata nel num. 4 del Corriere della Sera
e che, riproducendola, confermiamo pienamente.

Ferrara, 3 gennaio 1:102.
Leggo, a proposito del recent Congresso di Basilea,
che i sionisti aspirerebbero alla ricostituzione del regno
d'Israele in uno Stato indipendente.
Ci6 non 6 esatto; e poich6 queste parole potrebbero
dare al movimento sionista un carattere strettamente po-
litico ed anti-patriottic6, credo mio dovere rettificarle.
I1 Sionismo, second il programma che prende il nome
da Basilea, si propone di migliorare le tristi, miserande
condizioni degli Ebrei oppressi, specialmente nell'Europa
Orientale, mediante la colonizzazione sistematica della Pa-
lestina, ottenendo cio6 dalla Turchia, e colla garanzia delle
potenze Europee, per quei coloni il godimento delle pub-
bliche e private liberty.
Devotiss.
Avv. FELICE RAVENNA.


A Basilea


IL V.0 CONGRESS SIONISTA
11 Congress 6 ritornato all' ospitale citth del Reno.
Basilea ha sentito anche quest'anno risuonare il suo
pifi sontuoso palazzo delle vivaci, delle calde discus-
sioni degli Ebrei convenuti qui d' ogni paese. E 1' eco
ha oltrepassato la vecchia ciltt tantoch6 tutta la
stamp europea si 6 occupata con simpatia, con vivo
interesse dei risultati del Congresso.
A chi ci chiede con legittinia curiosity, so stiamo
per attuare 1' ideale nostro, dobbiamo rispondere
rammentando in che cosa consist il Sionismo.


L'esperienza dolorosa di secoli ha dimostrato che
vano 6 attendere in alcuni Stati liberty, uguaglianze
di diritti per gli Ebrei. Ha dato pure sfavorevoli ri-
sultati, il vecchio sistema di guidare 1'emigrazione
israelitica ora qua ora 14, senza la sicurezza che gli
emigranti avrebbero trovato nella nuova terra oltre
che la feracith del suolo anche la pace, la tranquillitA
cui anelavano. E' sorto quindi il Sionismo, il quale
'parte da un criterio direttivo tutto divers: prima
di creare una emigrazione in Palestina, vuole fare
degli emigranti uomini liberi e coscienti, e avere la
garanzia, mediante opportune concession della Porta,
che la nuova terra non vegga risorgere a danno dei
coloni Ebrei, i pregiudizi di razza e di religion.
L'obbiettivo del Sionismo, a facile a comprendersi,
pub raggiungersi in pochi anni, e puo richiedere
invece 1'opera di pif generazioni.
E perb mentre ci si deve mettere in condizione
di approfittare di una occasion propizia anche tra
breve, sarebbe follia il ritenere indispensable il
giungere subito alla meta, e disanimarsi di front
agli ostacoli che inevitabilmente si incontreranno.
II dott. Teodoro Herzl, il coraggioso, illustre scrit-
tore che per unanime consenso 6 a capo del movi-
mento, la mattina del o1 gennaio trovandosi a Chiasso
in cordiale colloquio coi Delegati italiani si compia-
ceva con ragione dei risultati del V. Congress; di-
fatti si 6 approvato un nuovo 6 pin saldo sistema di
organizzazione, si sono creati gl'istituti della future
colonizzazione della Palestina.
Oltre ai circoli local, al Comitato d'Azione re-
sidente a Vienna, il Congresso ha create in ogni
region un Comitato direttivo cni si 6 accordata
un'ampia autonomia; mentre fin qni le single as-
sociazioni corrispondevano direttamente col Comitato
Ceonralo, ora Colnitati regional, posli a capo del
movimento in ogni Stato, possono pif facilmente,
per la minor distanza, per la maggior autorita degli
individni resident nei paesi stessi ove deve espli-
carsi la propaganda, rendere la propaganda stessa
pif uniform, pin attiva, piu efficace.
E' una vittoria del principio del discentramento
della division del lavoro, che darh risultati ec-
cellenti.
Intanto la Banca Coloniale Israelitica, raggiunta
la cifra necessaria, cominciera a funzionare e aprirh
tosto una liliale in Palestina.
Per comprendere 1' importanza di tale disposizione
convien ricordaro lo scopo della Banca, politico ed
economic insieme: politico in quanto, nella mente
dei creator, deve essere il trait d'union tra la Porta
e il Sionismo, economic per lo sviluppo della in-
dustria, dei commerce in Palestina, per l'aiuto che
darit all'agricoltura; insomma perch dev'essere la
guida, l'appoggio linanziario dci nuovi coloni.
Quest'istituto di credit 6 in embrione, perfino
il suo capital i in istato di formazione: quindi un
giudizio sui risultati sarebbe impossible: 6 tuttavia
gih una victoria che scorsi soli cinque anni dalla
proclamazione del programma di Basilea, una Banca
israelitica si disponga ad aprire i suoi uffici in Pa-


ANNO II.'


MODENA, GENNAI:O0-FEBBRAIO


NuM. 1-2











L' IDEA SIONISTA


lestina. Accanto alla Banca deve prender posto il
Fondo Nazionale capital destinato ad acquistare nella
Palestina stessa terreno da dissodare, da coltivare:
idea anche questa bella, grandiosa, di un'utilitit pra-
tica evidente pel proletariato.
11 motto del V Congresso si confondo col motto
del Sionismo: lavoro: quantunque tutti i Delegati
siano venuti a Basilea riportando quell'entusiasmo
da cii sono animati, all'idea delle rivendicazioni ci-
vili da secoli attese; tuttavia dopo il salute entusiastico
dato al loro Presidente nella seduta inaugural, sa-
luto che nella sna spontaneity unanimen equivale a
n11 prograiuma, a una pronmssa, si diedero a un
lavoro serio, eClicace tenendo in adinanze, che dura-
vano dalle dieci del mattino alle due o alle tre an-
timeridiane dell'indomani, discussion vivaci sull'or-
ganizzazione, sulla cultural, sull'indirizzo del Corni-
tato d'Azione, sull'indirizzo finanziario, preparando
infine quegli istituti che debbono cooperare al risul-
tato finale.
Cosi il Sionismo deve col lavoro raggiungere lo
scopo suo: persino gli artist non sanno raffigurare
1' avvenire del Sionismo, che colla trasforniazione
della terra ora sterile e desert in una plaga resa
fertile dal lavoro dei coloni.
Lunga e difficile 6 la via, ma i popoli, a diffe-
renza degli individui, non nuoiono.
La vita dell'Ebraismo dura da secoli: da secoli
aneora una part degli Ebrei soffrono vittime di op-
pressiono sonza nome, di un disprezzo peggiore tal-
volta della tirannide: se non saranno quelli d'oggi,
saranno i loro figli a godere del lavoro nostro.
Colla costanza nel volere, 1'avvonire i nostro.
/. r.



L' YYENIRE DEL SIONISMO

Un' intervista con Max Nordau
(dal nostro inviato)
La presenza del dottor Nordan al V Congresso,
l'interesse che egli addimostra verso il movimento
Sionista, al quale si 6 completamcnto dedicate, mi
eccitavano a sollecitare dall' illnstre scrittore, pei
lettori doll' Idea Sionislt, una breve intervista.
Chi ha 1'onore di conoscere Max Nordau, ed ha
potato ammirare in Lui 1' intelligenza brillante con-
giunta a una gentilezza affascinante, non puo ma-
ravigliarsi che l'illustre sociologo mi abbia accolto
con tale cordiality da permettermi di interrogarlo
senza alcun rignardo.
o Noi Sionisti d'Italia, cominciai io, abbiamo
< preso per programma le idee da Lei espresso nel
< 1f Numero dell' Echo Sioniste. Ella poneva allora
u nei suoi veri termini la questions, dimostrando
< il dovere degli Elrei della Europa occidental di
. far atto di solidariet't coi fratelli di razza e di fIde
a vittime di secular tirannide.
< E qual importanza ha pol Sionisino 'intervento
, degli Ebrei dell'Occidente d'Europa?
< Doll. Nordau. Anehe prescindendo dall'ob)-
< bligo di solidarieth, gli Ebrei dci nostri paesi, a-
a scrivendosi tra i Sionisti, sarclbero d'innmenso
< aiuto agli sveiturati fratelli d' Oriente. Voi lo
a vedete: quantunque i Delegati russi, polacchi ecc.
a, rappresentino 1' lite del gindaismo oriental, pure
" essi nou hanno quella pratica della vita pniblica
" parlanentare che possianmo aver noi albituativi da
p pin decenni.
Dobbiamo noi dare al Sionisiio il contribute
, dolla nostra attivith, della nostra pratica, concor-
Srcre cioe a organizzare. a disciplinary, a dirigere
a le grand masse dei proletari.


Ma il Sionismo ha anc'ora effetti utili per noi
c stessi: esso 6 un argine a quell'assimilazione, cui
aspirano, senza entire n6 la convenienza, n6 la
dignity, parecchi ebrei: esso tende a farci mag-
i<< giormente apprezzare dai nostri conterranei stessi
!, i quali non possono rispettare chi fa gettito delle
ba proprie tradizioni, delle natural simpatie verso la
'. propria razza.
o Rammentiamoci ancora che non mai godremo
di una complete stima, finch vi siano centinaia
di migliaia di fratelli di fede che popolazioni civil
si credono in diritto di sprezzare per la miseria,
< per abbiezione in cui vivono: miseria ed abbie-
< zione che spetta a noi far cessare ,.
E che cosa pensa Lei dell'attuale moment
del Sionismo?
SDolt. Nordau. Passato il period dell'entu-
s siasmo, siamo entrati nel period dell'organizza-
zione: il lavoro attuale deve essere un lavoro lento,
costante, che non si fa a base di urrah!
a E' indispensable che le grand masse del pro-
o letariato ebraico siano raccolte in circoli local,
< siano federate, e che infine le federazioni facciano
< entire la loro voce nei Congressi: mediante un'u-
< niforme organizzazione che dagli individui giunga
< a quell'elevata manifestazione che 6 il Congresso,
< ci metteremo in grado di profittare dell'occasione
< propizia >>.
E Lei crede probabile si present presto 1'oc-
casione ?
Dolt. Nordau. Presto o tardi verrA: rammen-
<< tatevi che la diplomazia, per quanto astuta, per
c quanto fredda, non pub soffocare I'esistenza di una
<( collettivith.
a Sono lieto di parlare ad un italiano, per cui
I l'esempio mi riesce facilissimo.
<< Imaginatevi nel 1850 in Italia una conversa-
< zione tra un ciambellano del Granduca di Toscana
t e un affigliato alla Giovane Italia. II ciambellano
q poteva, a ragione, dire al giovane liberal:
< Ma che cosa mai volete voi che contate soltanto
<< sull' appoggio di un matto a Londra e di un av-
< venturiero in America, mentre il mio granduca 6
- cugino dell'Imperatore d'Austria, ha 1'appoggio
<< della Russia e dell'Europa tutta? ,.
<< E pure pochi anni dopo le truppe del piccolo
<( Piemonte combattevano in Crimea accanto a quelle
<( di Francia e d'Inghilterra, il Conte di Cavour fa-
< ceva entire al Congresso di Parigi per la prima
< volta la voce dell' Italia, e nel 1860 il Granduca
< di Toscana e gli altri principati italiani, nonostante
" i potentissimi amici, prendevano la via dell'esilio.
Tutto sta a saper approfittare dell'occasione: in
< un rivolgimento europeo ci6 che parecchi riten-
< gono impossible, pub facilmente avvenire.
Ma Voi mi obbietterete che il Conte di Cavour
< mento che lo sosteneva: e noi invece!!!
E' appunto perch esista un'istituzione capace
( di esprimere la nostra volonta che si 6 create il
C( Congress.
(< Rammentatevi che soltanto in Russia vivono
, ebrei per sei o sette milioni, in numero cio su-
c periore agli ahitanti del Belgio. Quando la mas-
<< sima part di tale immensa popolazione sia mira-
< ]bilmente organizzata e riconosca nel Congresso la
i manifestazione della propria personality, quando
ic il Congresso raccoltosi per lungo volger d'anni
a abbia dimostrato di essere element di pace, di
< serieti, esso avra una forza morale importantissima
,< di cui le potenze stesse dovranno far conto.
< Percii io non mi stanchero dal ripetere la ne-
(< cessita della propaganda e dell'organizzazione ,.
E qual'6 il risultato dell'ultimo biennio?
< Dolt. Nordau. Eccellente. In Russia havvi un
< aumento continue di associazioni sionistiche >.











L' IDEA SIONISTA


Ma quei poveri paria del giudaismo sono in
grado di comprendere 1' importanza del nostro mo-
vimento ?
< Dolt. Nordau. Se non la comprendono, la
< sentono: sentono cioe che nel ritorno all'antico
paese degli antenati havvi per essi la sola speranza
< di redenzione, quindi corrono al Sionismo come
~ a faro da cui emana la luce della salvezza.
< Anche in Inghilterra il numero dei Sionisti e
o aumentato eccezionalmente per opera degli emi-
, granti russi, i quali per quanto fattisi cittadini
< inglesi, conservano, insieme al ricordo delle pas-
< sate venture, il sentiment pili vivo di solidarieta.
< In Francia le difficoltA sono maggiori: prescin-
( dendo dagli ebrei russi, alsaziani, i quali vedono
con simpatia il nostro movimento, pochi Ebrei di
< Francia sono con noi.
< Sembrava che 1' a/ltre Dreyfus li avesse scossi,
w avesse aperto loro gli occhi: la tranquillity suc-
, ceduta al process di Rennes, li ha fatti ritornare
- sulla via della pii complete assimilazione. Vedrete
" che giungeranno anche al battesimo; n6 i veri
" Ebrei avranno a lagnarsene giacchi quello ibridi-
s smo create dai matrimoni misti, e in genere dalla
< spiccata tendenza assimilatrice 6 peggiore di una
z complete apostasia >.
-- Giacche Ella ha toccato del matrimonio misto
sono lieto di esprimerle la compiacenza che ha de-
stato in Italia la campagna da Lei iniziata col Dott.
Kohn.
4 Dott. Nordau. -- Ho scritto il Dolt. Kohn perched
< ho la profonda convinzione che il matrimonio
< misto sia una delle cause del decadimento dell'i-
Ssraelitismo in Occidente.
< Per quanto gli sposi si credano indifferent alla
< question religiosa, giunge sempre il moment in
Secui quella question si present minacciosa per la
< pace domestica.-
< L' ebreo pub ben farsi piccino, pub ben sacri-
<( ficare alla nuova famiglia le proprie tradizioni, la
< fede religiosa: pub ben rinunciare alla propria
( dignity, egli non cessa di essere le sdle juif.
Se volete che qualcosa del giudaismo rimanga
< ancora press di Voi in Italia, lottate a pro del
<< Sionismo e control 1'assimilazione e combattete il
<< matrimonio misto, a cui dobbiamo la forma peg-
< giore, meno dignitosa della fuga dal Giudaismo .
E in cosi dire, il mio illustre e gentile interlocu-
tore si animava, s'infiammava, mostrando soltantQ
coll'espressione dello sguardo, col brillar degli occhi
quanto egli sia ebreo nell'anima, quanto profondo sia
il sentiment israelitico in Lui.


II V. eongresso Sionista


La Cronaca
(dai nostri inviati special)
24 dicembre.
Da qualche settimana, Basilea ha assunto un ca-
rattere alquanto piu cosmopolitan, diremmo volontieri
pii universitario che di regola; l'aggruppamento per
le vie di numerosi student e studentesse dai porta-
menti strafiieri costituisce uno dei segni caratteristici
delle citti che sono centro di studio.
Le studentesse, dagli occhi neri, dai profili accen-
tuati, vestite di grand pelliccie, appartengono tutte
alla Societh universitaria delle giovani sioniste venute
di lontano per portare la loro adesione alla question
giudaica e discutere i principY che devono essere la
base della sua soluzione. Esse si sono gia radunate
parecchie volte, per stabilire la loro linea di condotta
nel prossimo Congresso.


II Congress si inaugurera giovedi, 26, alle 10 del
mattino.
Gia da dieci giorni, bandiere bianche, traversate
da due gran fascie celesti, sventolano dal balcone del
Casino di citta esse fiancheggiano due triangoli in-
trecciati, e trapunti in oro, che rappresentano lo
stemma di David; in una grande scritta affissa al bal-
cone central si legge: Zionisten Congress.
I vasti scaloni del Casino, e i spaziosi ambulatori
sono giA affollati di delegati che vengono a ritirare
la loro carta di rappresentanza, e a domandare degli
schiarimenti. Tutte la nazioni sono rappresentate e
tutti i paesi: dall'Europa, all'Asia, all'Africa ed al-
1' America.
E fatto segno di curiosity, uno zelante sionista del
Transbaikal (Siberia) che, per recarsi al Congresso,
venendo con treno per la ferrovia transiberiana, ha
dovuto viaggiare per 18 giorni continue.
Le SocietA Sioniste sono dunque al loro quinto
Congress annual. I tre primi hanno giA avuto luogo
in Basilea, quello dell'anno scorso si 6 riunito a
Londra, ma la preferenza 6 di nuovo stata data a una
citta pih central. La carta, i programmi del Congresso
sono ornati da una bella vignetta: essa 6 la riprodu-
zione litografica di un indovinato quadro di E. M.
Lilien, in cui 6 in brevi tratti racchiuso tutto il pro-
gramma sionista. Rappresenta un vecchio proletario
ebreo, accovacciato fra i rovi; ad esso un angelo mostra
da lontano un agricoltore, che sta arando fertili camp
rischiarati dallo splendente sole d' Oriente.
Come si comprende facilmente, 1'attuale Congresso
si 6 proposto di entrare in un campo piu pratico:
1' ordine del giorno verte essenzialmente su question
che riguardano la rigenerazione della razza israelita
sotto il triplice punto fisico, intellettuale ed econo-
mico. Relatori sul primo e sul terzo problema sa-
ranno rispettivamente i dott. Jeremias di Posen, e dott.
Moser di Mannheim.
Quanto alla rigenerazione intellettuale, essa com-
prende quattro suddivisioni, studiate in altrettanti
rapporli. 11 dott. Sokoloff di Varsavia parlera della
storia e della scienza ebraica; il dott. Ehrenpreis di
Sofia parleri dell'importanza e dello studio della lingua
ebraica; 1'arte ebraica sarA studiata dal reverendo
Martin Buber, e il dott. Krenberg di Vienna dovra
riferire sull'educazione e istruzione del proletariato
ebraico.
Questi quattro rapport special sulla rigenerazione
ebraica saranno preceduti da una introduzione gene-
rale che sarA letta dall'illustre dott. Max Nordau.
E a prevedersi che 1'interesse del Congresso si
concentrerA sulla discussion di quest question; gli
altri oggetti all'ordine del giorno, come il rapporto
della gestione, la banca colonial, la nomina di com-
missioni si riattaccano piuttosto alla question del-
1'organizzazione internal.
Prima Giornata
Seduta antimeridiana
II V Congresso sionista si i solennemente inau-
gurato quest' oggi alle ore 10,30 ant.
Molto tempo prima dell' apertura della seduta,
la grande sala dei concert attigua al Casino di
Citta era gih affollatissima. Essa ha forma vera
di Parlamento; e vastissima ed B ripiena di ta-
volint distribuiti in modo da costituire tanti settori,
in cui i delegati vanno prendendo posto.
Sul dinanzi della sala e il poggio su cui sono
collocati il Bureau grann Consiglio direttivo di
Vienna) e la Presidenza. Sotto subito si siedono
a quattro gran tavoli i giornalisti e gli stenografi.
La galleria che circonda tutta la gran sala 6 af-
follatissima: a conti fatti, si pub accertare assi-
stano piiu di 900 person. I delegati present sono
278 fra cui parecchie signore: dell' Italia notiamo












4 L' IDEA SIONISTA


1'Avv. Felice Ravenna (delegate central Fer-
rara) il Rag. Amedeo Donati (Modena Ancona)
il sig Bettino Levi (Milano Napoli). I delegate
vestono tutti il frak o la redingote.
Quando alle 10,30 precise ii dott. IIerzl, pre-
sidente del Gran Comitato d'Azione, direttore della
Neue Freie Presse di Vienna, si present all' as-
semnblea, questa si alza e scoppia in grandissime
acclamazioni. Calmati gli applausi, ii dott. Herzl,
con voce chiara e sonora comincia a leggere il
discorso; I'O. e spesso obbligato a interrompersi
per lasciare calmare gli applausi che sottolineano
tutti i principal passaggi dell' eloquente discorso.
II discorso Herzl e di una importanza eccezio-
nale: gli scopi del movimento sionista sono in esso
riprodotti con una moderazione di frase e di pen-
siero, tali da rendere oggi piu che mai simpatico
il movimento sionista. Herzl ha riprodotto conm-
pletamente il nostro pensiero e i nostro programma,
e -- lasciando piu ampi comment ai prossimi nu-
meri noi siamo ben lieti di poter offrire ai nostri
lettori i' integrate traduzione di questo classic
discorso.
Discorso Herzl
Egregi Congressisti,
Noi ci raduniamo oggi per la quinta volta: per
la quarta in Basilea dove il nostro movimento
vien considerate con una benevolenza, per la quale
noi ci sentiamo veramente grati. Pub anche dirsi che
la cordial ospitalita per un movimento che vuol le-
nire miserie 1) non ha che aumentata 1' antica gloria di
questa citth. Molte cose che ci erano pur gravose
sono gii in parte passate ed altre in parte raggiunte.
Consentitemi perb di salutare anzitutto un avveni-
mento: quello che ci ricongiunge oggi fedelmente, che
cio6 gli anni non hanno raffreddato il nostro entu-
siasmo per un cosi splendente ideal.
La more ci ha rapiti parecchi valenti uomini.
L'eth, le sofferenze fisiche, o i doveri d'ufflcio hanno
trattenuto parecchi dall'esser dei nostri, ma anche
essi sono present in ispirito. Gli abitanti di altre
parti del mondo, non potevano in quest stagione
facilmente viaggiare, ma anche questi sono present e
nuovi collaborator sono aumentati in modo soddi-
sfacente: essi, notate, non sono soltanto ebrei! grandi
applausi). Non 6 accecamento di uomo di part se
io dico che i coadiutori venutici da altre confession
e nazioni appartengono ai migliori ed ai pia nobili.
Mi sia consentito di citare le parole pronunziate dal
poeta inglese Hall Caine poco tempo fa in una assem-
blea a Londra: ( Se io fossi un ebreo sarei altamente
orgoglioso di questo fatto; orgoglioso di appartenere
ad una antica razza che ha prodotto alcuni dei piut
grand uomini; orgoglioso di una comunione che ha
pur sempre una parte notevole nelle cose del mondo,
ad onta cle essa non abbia nb trono, n6 re, ne soldati,
e nemmeno un police di terra che le sia proprio;
orgoglioso di una letteratura che nella Santa Scrittura
raggiunse una elevatezza, non raggiunta da altre opere
umane; io sarei orgoglioso dell'occasione di parteci-
pare ad uno sforzo che deve innalzare la Palestina
dallo stato di arido desert ad un pacse di ricca fer-
tilitA e benessere applausei); pif orgoglioso di ogni
ogni altra cosa perb mi renderebbo l] grande possi-
biliti che si oppone agli ebrei: che cioi essi possono
agire in favore dei poveri in alcuni paesi oppressi del
loro popolo onde si avveri la possente speranza reli-
giosa che li ha conservati pel corso di 3000 crudeli
anni! o.
Cosl parla un cristiano.
Ma questo linguaggio che lo onora non si adirebbe
a noi, noi abbiamo da adempiere semplicemente un

1) Welohe nothsttnde lindern will.


dovere morale. I deboli hanno diritto all' aiuto deipii
forti (vivi applause). Sotto quale forma noi conside-
riamo questo aiuto, lo hanno esposto i nostri prece-
denti congress, ed anche questo diffonderA, 6 spera-
bile, la convinzione sulla giustizia dei nostri desideri
e la lealt& del nostro procedure. La question giudaica
non pub essere risolta che dagli ebrei stessi: quest
6 la nostra opinion.
Da questo principio, risulta logicamente tutto il
resto. Non ci siamo distolti dai metodi precedent;
noi non abbiamo cercato di provare con vituperi che
noi siamo gente piti fine. Noi non abbiamo nemmeno
in prediche indeterminate accennato al prossimo af-
frattellamento di tatti gli uomini, noi non miriamo
inoltre a mascherarci dietro un'altra nazionalith. Ed
infine noi non lavoriamo allo sconvolgimento di tutte
le cose. Tutto questo non B affar nostro. Noi riteniamo
piuttosto che nell'ordinamento giuridico
e social esistente siano da trovarsi i mezzi
per la soluzione della question giudaica.
Cib che si dovrebbe richiedere anzitutto da gente
che si accinge alla soluzione di un grande quesito, B
una sufficient serietA, non meno che la calma nel
giudicare le condizioni esistenti. Queste condizioni
sono tristi; ma coi piagnistei soltanto non si conclude
nulla (approvazioni). Se ci dimostriamo capaci di
procedure nell'azione, non ci pub mancare la coope-
razione di molti uomini onesti. Ne abbiamo sintomi
evident in abbondanza; ogni persona sincere deve anche
riconoscere, che noi proponiamo una soluzione pratica.
Oggigiorno il proletariato giudaico non B soltanto il
piu povero e il pih infelice, ma anche il pit irrequieto
e quello che produce maggior inquietudine. A masse
egli 6 costantemente in cammino, passa da una miseria
in un'altra, e come debba essere grande finora tale
miseria, se esso si espone poi alla disperazione di
nuove emigrazioni per cercare una nova miseria! -
II rendere questo proletariato stabile e laborioso, sa-
rebbe gi& di per s6 stesso molto compito, astrazione
fatta da ogni indirizzo nazionale o religioso.
Voi sapete che gia prima di noi, parecchi hanno
tentato il problema, con buona volontA ed anche con
grand mezzi material; ma poi sapete anche che i
tentativi sono falliti. Perchb? Perch6 coloro partivano
da un principio errato. Essi credevano che 1' essenziale
fosse il denaro. No, in principio quello che ha valore
S1' Idea. Col denaro si ottengono mercenary: un popolo
non si pub sollevare in questo modo. Cib non pub
ottenere che una idea: ed esso lo ha ottenuto.
Nella nostra critical dei precedent tentativi, con-
viene perb che ci guardiamo dall'orgoglio. Effettiva-
mente noi ci troviamo di front ai precedent sionisti,
soltanto nel rapporto di person che applicano mo-
derni miglioramenti, ad una veuchia macchina i
onoranda la vecchia macchina. Ma essa appartiene al
museo. Noi non accentueremmo tanto profondamente
il nostro contrast per pieta verso i precursor, che con
noi avevano comuni sentiment, se i risultati insuffi-
cienti di quei tontativi non fossero ritorti come argo-
mento control di noi. La colonizzazione prodotta dalla
beneficenza ha naufragato, la sistematica riuscira.
Ma se ci si domanda ci6 che vogliamo fare dei
coloni, non ci troviamo imbarazzati. Noi vogliamo
farne dei colonizzatori stabili. Essi devono vivere sulla
terra e della terra, non preoccuparsi come negozianti
senza forza del prezzo del mercato; essi devono fre-
quentare il mercato con quei prodotti che eccedono
dal loro bisogno. Ogni colonizzazione deve ammini-
strarsi da sb, second i principi, oggi determinati dal-
1'esperienza e dalla scienza, come society di produ-
zione agricola. A questo principio dovremo attenerci,
se, coll' aiuto di Dio, noi otterremo le guarantigie di
diritto pubblico del nostro programma. Cosi si possono
preparare le basi per quella pace durevole che il tanto
agitato popolo degli ebrei cosi ardentemente agogna.
Ci6 che sorgera da quest larga e forte base di una












L IDEA SIONISTA


popolazione agricola lavoratrice, quale edificio modern
e confortabile ne otterremo, cib dipendera dal popolo
stesso, dope che noi gli avremo procurato la deter-
minazione dei suoi destini. Cola vi ha impiego per
tutte le forze del giudaismo, per gli incolti, come pei
pii colti. Non sarA pii necessario di escludere dalle
scuole i fanciulli ebrei, come ancora occorre in alcuni
paesi. E sia citato come un tratto che non torna forse
a disonore degli ebrei che essi considerano la restrin-
zione dell'istruzione pubblica, come la maggiore delle
attuali crudelta.
Di altre oppression non vogliamo parlare affatto,
perch il nostro congress non deve divenire un nuovo
document di lamentele. Noi non dobbiamo lagnarci,
ma operare, lo dobbiamo tanto pif, in quanto che i
precedent rappresentanti degli interessi giudaici si
sono mostrati incapaci a produrre qualche cosa.
/ Far l'elemosina non significa aiutare; V'elemosina
non 6 che il vincolo che unisce it ricco osioso al povero
ozioso; ma queste due categories non rappresentano
1' intera razza giudaica. In questi ultimi anni si 6
aggiunto un sistema di cosidetto aiuto: imbarca-
zione degli sradicati dall'Enropa pel nuovo mondo. Con
altre parole la scoperta dell'America (ilarit&). Pur-
troppo quest scoperta venne un po' troppo tardi.
L'America non vuol piu saperne di poveri immigrati,
cosi come 1'Inghilterra. Anche in America vi 6 gia
una grande miseria giudaica; anche in America 6 pe-
netrata la convinzione che la soluzione da noi pro-
posta sia la giusta (approvazioni). Ne 6 prova il cre-
scente numero delle Associazioni sionistiche che si
stende in lunga catena dal Nord dell'America setten-
trionale fino al Sud dell'America meridionale, dal
Canada fine all'Argentina. Solo in certi circoli giu-
daici dell'Europa occidentale tutto si vuole intrave-
dere fuor che la veritA: che cio6 noi abbiamo ragione.
Dai nostri avversari si sostiene che vi sieno osta-
coli politics insuperabili: ma ci6 pub dirsi anche del
pih piccolo impediment, quando non si ha voglia di
superarlo! In questi cinque anni avendo considerate
tutte le manifestazioni con sguardo tranquillo, non
potemmo accorgerci di avere control di noi i popoli e
i govern (applausi). Al contrario. Se qua e 1 si sono
sentite parole amichevoli per gli ebrei lo si deve
solo al sionismo. E d'altra part anche i governi ed
i popoli devono ringratlre il sionismo pel fatto che
egli mostra come risolvitore e rappacificatore la via
per la quale si pub risolvere la question giudaica
senza barbarie, senza crudelta medioevali, ma piuttosto
colla massima pace (vivi applause).
Ma anzitutto dobbiamo naturalmente chiederci cosa
si pensi di noi in Turchia e cosa ne pensa il Sovrano.
Io ebbi nel maggio di quest'anno l'onore di essere
ricevuto da S. M. il Sultano Abdul-Hamid in lunga
udienza. La bonta e la cordiality di questa accoglienza
mi ha riempito il cuore delle migliori speranze. Dalle
parole e dal contegno di S, M., io mi formal la con-
vinzione che il popolo giudaico ha nel Califfo regnante
un amico e un protettore (vivi applause):. Il Sultano
mi ha autorizzato a comunicare cid pubblicamente (up-
plausi), lo apprendano gli ebrei del mondo intero e
intendano anche quali viste per essi sieno contenute
in questo fatto; e come potranno finalmente esser pronti
all'azione collar quale essi possono aiutarsi da s6, e
contribuire al rifiorire dell'impresa tutca.

Onorevoli Congressisti!

Noi, vostri incaricati, abbiamo ultimate il nostro
primo mandate. Noi siamo stati come i meccanici, che
avevano da costruire un impianto elettrico. Noi ab-
biamo costruito le machine che possono cambiare la
forza in oorrente; noi abbiamo anche applicati i fili
conduttori, spesso in luoghi che apparivano prima
inacoessibili ma con ci6 la nostra modest opera 6
anohe oompiuta: vedetelo oggi!


La cosa principal nel nostro impianto era questo
congress, una rappresentanza delle genti sparse per
tutto il mondo una tribune giudaica salita d'anno
in anno in maggior considerazione, grazie alla serieta
e alle oneste intenzioni di coloro ehe qui portarono la
lore parola (applausi). Qui partono gia oggi gli inci-
tamenti per tutti i derelitti che travagliano in dure
miserie.
In tutti i paesi d'Europa nel Nord e nel Sud
America, nel Nord e nel Sud Africa, persino in Siberia,
nelle Indie e in Australia vi sono oggi associazioni
sionistiche col programma di Basilea. Oggi per la
prima volta ha luogo ovunque, quasi contemporanea-
mente un annuncio: Congresso sionista mondiale. Molte
centinaia di migliaia di ebrei vi prendono part.
Mediante le nostre Associazioni 6 data al giudaismo
una vita inattesa. Vi hanno innumerevoli sforzi isolati,
che rappresentano insieme qualche cosa di potent. I
bisogni spiritual e morali del sionismo sono gia oggi
assai. rilevanti; ci6 non possono contestarlo nemmeno
i nostri avversari. Gia una pleiade di poeti di artist e
di dotti 6 stata entusiasmata dalla nostra idea. Cosa
abbastanza meravigliosa: Come abbiamo visto essi non
sono soltanto ebrei! (applausi).
Questa 6 la prova che noi annunziamo ed aspi-
riamo a cosa benefica ed umana. E gia raggi di luce
penetrano in vari angoli oscuri dove vivono i nostri
poveri. In molti luogi sorgono Toynbee-Halle, case
d'educazione pel popolo. La gioventfi, nelle scuole,
come nelle case, vede elevarsi dinanzi un nuovo ideal;
un nuovo spirit anima gli studios nelle university.
Lavoratori e cominercianti si riuniscono per discutere
i pih elevati problem. Accanto a ci6 vien piu curator
lo sviluppo fisico, e lo spirit di socievolezza con as-
sociazioni ginnastiche e di canto. Associazioni si for-
mano che hanno per scope il mutuo soccorso. Tutto ci6 6
un portato del Sionismo. Ma noi non possiamo che fon-
dare questi istituti; 6 mission comune di mante-
nerli e sovvenirli. E ci6 sia detto anche pei mezzi
material del nostro movimento.
La Banca Coloniale ebraica di Londra di cui gli
avversari in origine hanno detto molto male, 6 oggi
in attivith. Ma non vi erano n6 lucri di fondatori, e
nemmeno dividend o vantaggi qualsiasi pel consiglio
di sorveglianza, e gli amministratori non hanno avuta
altra aspirazione che di assicurare il patrimonio so-
ciale control ogni pericolo. Occorre anche procurare che
quest capital sia amministralo con la massima co-
scienziositA, con economic e piuttosto con troppa pru-
denza che con troppo coraggio. Il Congresso esercita
la sorveglianza mediante i suoi organi liberamente e-
letti, e giusta il valore dell' organizzazione. Ci si deve
rendered conto pubblicamente dell'amministrazione. Le
some destinate al bene del popolo, non possono es-
sere distratte dal lore scope per service ai capricci o
agli interessi dei singoli. Questo istituto finanziario
deve esser diretto in base ai principi precedentemente
stability dal Congresso, e con la cura che vi porterebbe
un buon e prudent padre di famiglia.
Ed era poich6 questo fondo esiste, possiamo ancora
cercare di effettuare il progetto che il defunto nostro
amico M. Schapira, professor all'Univessita di Heil-
delberg, aveva esposto al primo Congresso: la crea-
zione di un fondo nazionale (1). La Banca Coloniale
di Londra ne sarA la depositaria. Nel corso delle se-
dute,che stanno per iniziarsi, voi sarete al corrente del
nuovo progetto, e deciderete sul da farsi. II popolo
non deve essere solamente il fondatore, ma anche pa-
drone durevole di questo capital.
Cosi noi possiamo dire, in un certo sense, che il
nostro compito 6 esaurito. In molti casi, le istituzioni
nostre non sono che messe assieme, capaci quindi di
miglioramento; ma almeno esse esistono.

(1) Questo fondo, assieme alla Banca Colonialo. deve concorrere
a favorite la colonizzaziono sistematica della Palestina, Vi pag 8.
( Cl. R).











6 L' IDEA SIONISTA


II popolo giudaico pub modificarle, rafforzarle e
utilizzarle come egli crede. In tutto cib che abbiamo
fatto, ci siamo sforzati di non imporre alcun interesse
personal: 6 con questo che si crea un'opera durevole.
Nessuno di noi oggi e ormai indispensable alla causa:
quando anche qualcuno di noi sparisse per sempre, o
si allontantsse dalle nostre file, 1'organizzazione se-
guirebbe il suo cammino.
Se le combinazioni da noi preparate si verifiche-
ranno rapidamente o lentamente non sapremmo deter-
minarlo. Ci6 non dipende da noi. Noi non possiamo
che costruire l'impianto; ma la forza non possiamo
fornirla. La forza deve esser fornita dal popolo giu-
daico....... s'egli lo vuole. (Grandi, interminabili ap-
plausi).

Si procede quindi alle elezioni del Bureau che
riesce cosi composto: Presidente: Dott. Th. Herzl;
Vice-Presidenti: Dott. N. Nordau, Dott. E. W.
Tschlenow e sir Francis Montefiore; Consiglieri:
Dott. S. Bernstein Kohan, M. Ussichskin, Dott.
Al. Marmorek, Jacob Moser, Dott. Bodenheimer,
J. Weil, B. Feiwel, S. Pineles; Segretari: per le
sezioni ebraiche, J. Belkind; per la Germania Dott.
Klee e Dott. Hantke; per l'Italia, Avv. Felice Ra-
venna; per l'Inghilterra Kessler e Baker; per la
Russia, Temkin e Dott. Weizmann; per la Polonia
Dott. Mintz; per la Francia Dott. A, Marmorek;
per il Jargon, Ben Ami (Rabinowitsch).
Fra grand applausi iI Bureau occupa il suo
posto.
II President, dopo brevi parole, commemora i
decessi nell'anno 1901; ricorda con special espres-
sioni di rammarico, la perdita del nostro illustre
avv, prof. Carlo A. Conigliani.
II rag. Amedeo Donati ringrazia e pronuncia
parole commemorative dell'amico estinto.
Quindi l'architetto Oscar Marmorek dA lettura
della relazione dell'opera del Comitato d'azione
che studia le condizioni present del Sionismo.
Egli nota come ii sionismo ormai si sia esteso in
tutto il mondo, sempre pia ramificandosi e gua-
dagnando aderenti. II bisogno di portare un vivo
soccorso al proletariato ebraico oppresso, ormai
trova dei propugnatori perfino in Asia, Africa,
Australia ed America, in Persia, nel Chili; la
guerra del Transwaal non ha impedito ai sionisti
di Iohannesburg e di Pretoria di riunirsi; durante
la guerra delle Filippine, una sezione sionista si
e format fra i soldati combattenti al servizio
degli Stati Uniti; in Siberia, dove le restrizioni
dell'impero Russo, si fanno entire con maggiore
crudezza, i sionisti sono cosi numerosi da co-
stituirsi in Societh autonome.
L'oratore si dilunga a tracciare un triste qua-
dro delle persecuzioni, che hanno colpiti gli ebrei
di Rumenia. 11 rapporto conchiude con una ras-
segna delle diverse istituzioni profilatesi dal Sio-
nismo e segnala l'attivitA che si va svolgendo nella
ricerca del miglioramento intellettuale del prole-
tariato. Parecchi libri sono stati stampati in e-
braico, e fra pochi giorni, in questa lingua, vedrA
la luce un manual di storia natural, che dovrA
service specialmente all'istruzione dei coloni pa-
lestinesi. Fra non molto poi il Comitato di Vienna
stampera una dettagliata bibliografia delle opere
relative alla. Palestina. Constata parlando della
stamp sionista, come questa si sia accresciuta
quest'anno della nostra Rivista. II rapporto con-
clude rallegrandosi pei progress continue ed im-
portanti del movimento sionista. II Marmorek e
applauditissimo.
La Commission permanent, eletta fra i rap-
presentanti di tuti i paesi (per I'Italia, 6 stato
nominate ii rag. Amedeo Donati), propone al Con-


gresso la nomina della Commissione destinata agli
studi sulla organizzazione (per l'Italia riesce fra
gli eletti, I'avv. Felice Ravenna).
Alla fine della seduta si inizia una lunga di-
scussione alla quale prendono parte nelle loro
lingue moltissimi delegati tendente a modificare
l'ordine del giorno nel senso che le question pra-
tiche, cioe quelle concernenti la Banca Coloniale
e la colonizzazione della Palestina, devono ve-
nire discuss prima di quelle d'ordine teorico.
Uno dei relatori, il dott. Bubner, si eleva con
vigore control questa distinzione ed B salutato da
una vera ovazione quando atffrma che l'intento
della rigenerazione intellettuale ed economic del
proletariato, 6, prima d'ogni altra, una question
di ordine pratico.
Per conciliare tutte le varie tendenze, si sta-
bilisce di non modificare l'ordine del giorno; ma
di fissare una sed.uta per questa sera per discu-
tere sugli interessi della Banca Coloniale.

Seduta pomeridiana
Questa seduta e destinata alle critiche del rap-
porto del Comitato d' azione.
Per l'interesse statistics, il dott. Bernsteim-
Kohan parla intorno al movimento sionista in
Russia. Dice come il numero delle Associazioni
si sia esteso fra 830 e 965; come il movimento
abbia guadagnato in estensione essendosi spinto
fino ai piui lontani paesi della Siberia, dove si
sono stability veri centri sionisti.
II signor Herbst parla della Bulgaria; Sir Haas
dell'Inghilterra dove ii movimento trova grande
e generoso favore, anche fuori dai centri giu-
daici. In pochi anni si pub calcolare che le asso-
ciazioni siano gia piu di 78, contando circa 7500
aderenti. L'azione della federazione si esplica a
favore della propaganda.
Intorno alla Germania riferiscono i signori
Dott. Klee, Dott. Jeremias e Dott. Bodenheimer,
e vari ancora intorno a numerosi altri paesi. Uua
lunga discussion vien fatta circa la relazione
che esiste fra i sionisti orientali ed occidentali.
Un delegate tedesco afferma che l'occidente ha
l'egemonia nel movimento sionista; e che a questo
e date un andamento quindi pif rispondente agli
interessi degli ebrei d'occidente. Ma i delegati
concordano che il sionismo e in ogni paese, so-
lidale intorno a un programma di bene e di pro-
gresso.
II President Dott. Herzl riassume le varie re-
lazioni e la discussion finale; quindi la seduta e
tolta: sono le 20.
Sedula serale
Sir Francis Montefiore (di Londra) legge un
rapporto sulla Banca Coloniale ebraica (Jewish
Colonial Trust).
Sir Montefiore 6 una delle speranze pifl vive
del Sionismo nipote dell'illustre Moses Montefiore,
il primo che a sue spese, abbia fondato delle co-
lonie giudaiche in Palestina, b accolto al suo pre-
sentarsi da una vera ovazione da parte dei dele-
gati e delle tribune.
Constata come la Banca sia da due mesi en-
trata in azione possedendo un capital di 250000
lire. II Consiglio di sorveglianza e il Direttore
della Banca sono d'avviso di dover agire con la
piu grand prudenza, di non doversi lanciare
prematuramente in intraprese important. L'isti-
tuzione finanziaria del Sionismo, e stata costituita
in gran part con le offerte dei lavoratori: essa
e un sacro deposit; che deve tornare di vantaggio
ai lavoratori soltanto. L'amministrazione della
Banca perb non perde mai di vista lo scopo. per











L' IDEA SIONISTA 7


cui essa ha la sua region d'essere; ed 6 di con-
correre all'effettuazione del programma di Basilea,
che si propone, come ripete 1' oratore, di create
in Palestina al proletariato ebraico oppresso, un
domicilio garantito dal diritto pubblico.
It relatore fa osservare che la Banca nutre
vive speranze di poter tornare utile; visto spe-
cialmente i frutti che gia si vanno ottenendo
dalla coltivazione nella Siria e nella Palestina.
Gia i governi hanno cercato di ottenere conces-
sioni commercial in questi paesi, e la situazione
demografica di quest terre non pub che lasciare
sperar bene dell'avvenire.
Ed 6 per questo, conclude l'O., che il Sionismo
pub attendere con tutta sicurezza l'avvenire della
Banca.
La question finanziaria da luogo a una lunga
e interessante discussion. Alcuni vorrebbero che la
Banca affrontasse subito qualche intrapresa, fon-
dando filiali con preferenza in Russia. Altri invece,
avendo di mira lo scopo finale del Sionismo, si
esprimono contrary ad ogni tentative pratico.
II Dott Herzl dichiara che il Consiglio di sor-
veglianza della Banca sta studiando un impor-
tante progetto, col quale si tende frattanto a con-
cedere credit agli opera e artigiani della Pa-
lestina.
A questo punto la discussion 6 chiusa. Si
leggono vari rapporti sulla condizione degli ebrei
nei paesi dove sono perseguitati; quindi la seduta
6 tolta a un'ora precisa.

Second Giornata.
Seduta unica. 27 dicembre.

L' aspettativa pel discorso che questa mattina
1'illustre Max Nordau, dovrh pronunciare sulla
condizione fisica, morale ed economic degli ebrei
6 grandissima. Vero entusiasmo regna nell' Assem-
blea, e quando 1'0. sale alla tribune una lunga
ovazione lo accoglie. Nel suo discorso, che siamo
dolenti lo spazio ci vieti di riportare in questo
numero per intero, M. Nordau ha cominciato op-
portunamente col far notare con dispiacere come
ancora non si possiedano statistiche precise sul
popolo ebreo. In molti paesi non esiste alcuna
statistics ufflciale; in molti altri, gli ebrei sono
confusi con gli abitanti del paese dove abitano
e in quelli infine, come in Russia e in Rumenia,
dove la statistics tien conto separatamente degli
ebrei, i dati presentati devono essere accettati
con ogni riserbo. Sarebbe urgente di conoscere
con esattezza le condizioni del giudaismo, la sua
esistenza e le sue abitudini, le sue occupazioni;
bisognerebbe sapere se gli ebrei danno piu con-
tingente alla citth o alia campagna; come essi si
nutriscano, come provvedano alia loro istruzione,
a quali malattie vadano soggetti piiu facilmente.
- Ecco adunque una delle prime esigenze, cui
devono soddisfare con cura i Sionisti se essi am-
biscono procedure e costruire su basi solide. -
Nell' attesa di quest statistiche, si pub perb fin
d'ora affermare che ii popolo ebreo 6 il piiu po-
vero di tutta la terra. Gli esquimesi, gli abitatori
della terra del fuoco sono piu ricchi! Essi per lo
meno hanno incontrastato it diritto di caccia e
di pesca.
Solamente all' ebreo in certi paesi si contest
ancora il diritto e la facolth di rivolgere le sue
forze ad un lavoro razionale; nei paesi dell'Est
non gli e lecito rappresentare che la part del
paria, senza poter vivere di un mestiere, ma alla
giornata, col ricavato di una occupazione occa-
sionale. I Luftmenchen, gente priva di ogni avere,
sono una speciality del giudaismo; essi si distin-


guono dai lazzaroni, solo perch non trapassano
mai i limiti dell'onesto, e hanno vivo desiderio
di lavorare, pure incontrando da per tutto osta-
coli. II solo commercio 6 loro accessible; essi lo
affrontano senza capital e quasi senza mercanzia
senza giusti criteria. Molti padroni rifiutano
di servirsi della mano d'opera dell'ebreo. Allon-
tanato dai mestieri, fino dal tempo in cui vege-
tava nei ghetti, non si presta fede all' ability del
lavoratore ebreo; a niente approda la sua buona
volonta!
Per conseguenza, le universitA dei paesi orien-
tali sono popolate di ebrei: sembrerebbe quindi
che nelle carrier liberal essi dovessero riuscir
meglio. Ma come 1' Uomo-aria, il Luftmenchen,
il tipo dello student povero 6 una speciality del
giudaismo orientale: esso sceglie it mestiere di
studios, a preferenza di quello di paria, perch
quello si present come il pii elevator fra i due!
Per mantenersi all'UniversitA, e per procurarsi i
mezzi di sussistenza, lo student deve dare delle
lezioni, e fare altri mestieri come 1'amanuense,
il giornalista straordinario, egli non 6 quizdi cer-
tamente nelle migliori condizioni per poter dedi-
carsi a coltivare gli studi. Studioso, 6 sempre
un povero proletario.
Nelle citth dell'Est poi, gli ebrei che si dedi-
cano al commercio, non sono neppure in migliori
condizioni. Obbligati per acquistarsi una clien-
tela di cristiani a vendere le loro merci a meno
del prezzo corrente, poco o nulla 1' ebreo ricava
dai suoi sforzi, e vegeta in una miseria ancor
pif deprimente.
Senza dubbio vi sono degli ebrei milionari;
ma, da quando essi sono divenuti tall, si possono
considerare perduti per la causa ebraica. Essi
si fanno un vanto di offrire i loro denari a favor,
di ogni istituzione, da cui 6 escluso 1' ebreo. Se-
condo Max Nordau, il miglioramento economic
del proletariato ebraico 6 il punto capital del
programma sionista, al quale tutti gli altri de-
vono essere subordinati.
I miglioramenti fisici, intellettuali, artistic,
devono avere il second posto: sono quest riven-
dicazioni importantissime, ma che si effettueranno
naturalmente quando il benessere sarA raggiunto,
- E come ottenere cib? Bisogna condurre questo
proletariato in condizione da poter imparare i
mestieri con cui possa guadagnarsi la vita. -
Fino al present non si trovano operai ebrei che
fra i cappellai e i sarti. Prima di dare i mezzi
al giudaismo indigente, di aprire botteghe, di
iniziare commerce, di sollevarsi dai bassi mestieri
che egli esercita, bisogna insegnargli il suo me-
stiere. Della ingente massa di disgraziati, che
non hanno saputo ancora sollevarsi dall'abbruti-
mento della persecuzione, e da questa, ancora in
questi tempi, si lasciano sopraffare, dobbiamo tro-
vare la forza di fare uomini ed opera coscienti.
Tutti i sionisti devono unire i loro sforzi in questo
scopo; la rigenerazione del popolo ebreo deve es-
sere e sar I' opera comune del popolo ebreo tutto
intiero!
Lo smagliante discorso, che con pallidi cenni
abbiam cercato di riassumere, cosi denso di spi-
rito e di osservazioni pratiche, ha prodotto una
profonda impression, ed 6 stato accolto da grand
approvazioni e in ultimo da una grande ovazione.
Seguono le tre relazioni special. Una del
Dott. J6r6mias di Posen, pel miglioramento fisico
degli ebrei, nella quale it relatore constata la
degenerazione della razza, e fa proposte assen-
nate ed igieniche, svolgendo specialmente 1' argo-
mento del matrimonio.
Altre due relazioni seguono, che. sono vera-
mente due profonde e diligentissime conference,










8 L' IDEA SIONISTA


II Dott. Sokoloff, redattore dello Hasifirah, ha
parlato della scienza e letteratura ebraica, pas-
sando in rassegna l'opera degli storici che hanno
preso ii giudaismo, nelle sue diverse manifesta-
zioni, per oggetto di studio. 11 DJtt. Martino
Buber di Vienna, redattore del Die Welt, parla
dell'arte ebraica; meglio, come egli dice, degli
artist ebrei, giacchb presentemente non vi pub
essere una question artistic giudaica. Acclama
fra gli altri, all' opera anche di E. M. Lilien, e di
Isriael Zangwill, che sono present, e ai quali B
rivolta una calda ovazione.
Si procede quindi alla nomina di due Commis-
sioni: una per la Banca, 1' altra per la colonizza-
zione (a far parts di questa e nominate anche il
Rag. Amedeo Donati). Di una Commissione poi per
la coltura ebraica, e nominate a far part il si-
gnor Bettino Levi.
La seduta quindi e tolta: sono le 16.
Terza giornata.
29 dicembre.
Seduta unica serale.
II Congress, rimasto sospeso alle 16 di ieri
(Venerdi) si riapre questa sera alle 18 precise. -
Numerosi i delegati present. II Dott. Herzl co-
munica che al Bureau del Congresso B giunta una
letter da part del Consiglio di Reggenza del
Cantone di Basilea-Citth, di cui da lettura.
Illustre Sig. President,
Da quando il Congresso Sionista si e iniziato
per la prima volta, in questi anni, per ben quattro
volte la sua sede si mantenne in Basilea: il Con-
siglio della Reggenza coglie quindi volontieri la
occasion per inviare al Congresso il suo saluto
di ben tomato, e per esprimergli i sentiment di
sincere rispetto per le sue aspirazioni.
II Consiglio La prega di volere trasmettere
all'Assemblea questo saluto coi migliori voti pel
risultato delle riunioni.
II President
DOTT. ENRICO DAVID.
(Grandi acclamazioni ed applausi. I congres-
sisti si alzano. Grida di: Viva Basilea! Viva la
Svizzera!).
II Dott. Herzl legge ancora la risposta perve-
nuta al Bureau di un indirizzo inviato al Sultano:
< Le premier maitre deM ceremonies Ibrahim bey,
Yildiz Kiosk, au D.r TL6odore Herzl, a BAle: J'ai
mis au pied du tr6ne 1'adresse d'hommages du
congress sioniste continue dans votre t6legramme,
et j'e m' empresse des vous exprimer la plus vive
satisfaction de Sa Majeste >. (Grandi applause).
II Dott. Moses di Mannheim parla dei mezzi
che si devono tentare per favorite il miglioramento
economic degli ebrei.
II discorso Moses si riattacca alle conclusion
del Nordau: anche egli crede che nel lavoro ma-
nuale stia avvenire del proletariato ebraico; e
fa un quadro delle istituzioni che si dovrebbero
create per raggiungere lo scopo di educare il pro-
letariato ebraico, e di renderlo esperto nelle arti
da cui dovra ricavare il suo sostentamento. Gia
esistono scuole di agricoltura in Germania, di la-
vori manual in Alsazia, ed altre scuole elemen-
tari e froebeliane dove i giovanetti ebrei vengono
educati con metodo. Ma in Rumenia e in Russia
e in Galizia, grand masse di popolo sono abban-
donate senza aiuto a s6 stesse, e traggono la vita
tra miserie inaudite, in una abbiezione resa an-
cora pifi triste dalle numerose restrizioni. < II
Sionismo, dice 1 oratore, raccomanda come unica
soluzlone della question, la creazione di un ri-


fugio in Palestina. Ma occorre preparare gli
ebrei d'Oriente all'avvenire che loro prepare ii
sionismo; bisogna per conseguenza tentare, nelle
misure delle nostre forze di migliorare la loro
condizione economic. Bisognerebbe quindi dare
alla gioventi ebraica una educazione avente per
iscopo di prepararla ai lavori manual e all' agri-
coltura ,.
L'O. seguita esponendo una lunga series di
pratiche e belle proposte e conclude: II Sionismo
e sorto appunto per alleviare tante miseries; -
ma parlare 6 niente, agire 6 tutto! >. II D.r Moses
e vivamente applaudito.
Parla quindi lungamente fra la disattenzione,
general, 11 signor Griinberg di Londra, che vuol
riferire sul sionismo in Inghilterra.
Si passa quindi a trattare dell' important
question dell' organizzazione. Riferisce lo stesso
Herzl. La discussion si prolunga animata, e si
propongono moltissime modifiche allo Statuto.
A un'ora del n-attino, il Congresso decide alla
unanimity di continuare la discussion. articclo
per articolo, del progetto di organizzazione pre-
sentato dal Comitato. Questo progetto lascia alle
sezioni dei different paesi la piji grande auto-
nomia possible. II Congresso non si unira per
1' avvenire che o:,ni due anni, lasciando facolta
al Comitato d'azione di indirlo anche ogni anno
se vi sara la necessity. Negli intervalli dei due
anni vi sara una conferenza alia quale prende-
ranno part il Consiglio della Banca, il Comitato
d'azione ed il Consiglio permanent (1).
La seduta e tolta alle 3,30 del mattino.
Quarta giornata
25 dicembre.
Sedula ant. e pomeridiana
La seduta e aperta alle ore 9,30 ant.
Presidenza del Vice-presidente Max Nordau.
La seduta non desta da principio molto inte-
resse; pochi sono i delegati present, si nota
perfino 1' assenza di parecchi membri del Comitato
d' azione.
II Dott. Schelit, essendo impedito il relatore
Kremenozky, riferisce sulla proposta di fondazione
di un fondo nazionale ebraico per favorite la
colonizzazione.
Di questo fond'o si era gia decisa la creazione
fin dal IV congress, ma si era stability che non
sarebbe entrato in attivita che allorquando la
Banca avesse iniziato il suo period d' azione. II
fondo nazionale deve essere patrimonio inaliena-
bile pel proletariato ebraico; quando si sara rag-
giunta la somma di lire 200,000 lire sterline,
si dovra, dopo una decision del Congresso im-
piegarli all'acquisto di terreni in Palestina e in
Siria. Non si potra impiegare che la meta della
somma precitata, altra metA dovendo essere ca-
pitalizzata.
La discussion su questa relazione dura fin
verso le 6 pomeridiane, perchb molti oratori con una
noiosa prolissita si addentrano nella trattazione
di inutili question; alcuni parlando del mezzo
migliore per favorite questo fondo colonial, altri
volendo dimostrare a che cosa dovra ancora ser-
vire, prima che l'assemblea abbia votato di ac-
cettare la proposta di fondazioneI
II progetto di legge 6 stato anche discuss dal
punto di vista giuridico. Finalmente esso fu ac-
cettato salvo a studiarne e stabilirne la base
giuridica. ( Seduta state furono raccolte 900
lire; la cifra che si dovra raggiungere per potere

1) Nel prossimo numiro riportoremo per intero lo Statuto
modificato.











L'IDEA SIONISTA 9


seriamente aiutare la colonizzazione sarA di 200
mila lire sterline).
Seduta serale
Nella seduta serale (che comincia alle ore 20)
grande 6 l'aspettativa per it discorso che Israele
Zangwill dovrA pronunciare.
Quando l'illustre poeta inglese sale alla Tri-
buna, seguito da M. Nordau, I'assemblea present
un aspetto imponente; e rivolge all'oratore un
entusiastico applause.
Zangwill parla in inglese e quindi Nordau im-
provvisa una magistrate traduzione tedesca. Ri-
portiamo il bellissimo discorso, che in una forma
finamente satirica contiene molte verith.
Signori
Ho l'onore d'essere delegate al nostro Con-
gresso, che entra nel suo V anno anche quando
voi vi radunate d'inverno il cielo pare raddolcirsi
in una temperature d'estate come rappresen-
tante del grande paese che voi avete scelto qual
sede della Banca Coloniale ebraica. Malgrado cib,
gli ebrei di questo paese reclamano sempre fatti
positive. Noi inglesi, noi siamo pratici. Voi forse
perb, pub essere che non sappiate, che in Inghil-
terra, non ci si occupa solamente di commercio,
ma anche di Shakespeare, e che una inglese
(George Elliot) ha predicate per la prima il Sio-
nismo in Inghilterra. Tuttavia io sarb per una
volta inglese nel pifi cattivo sense della parola,
io sarb pratico come conviene a un bretone di
nascita; perch, contrariamente a gran parte
degli ebrei inglesi, io sono nato in Inghilterra. Farb
astrazione dagli uomini d'aria, su cui vi ha in-
trattenuto Max Nordau, e presenterb una mozione
che avrA per argomento una question di denaro.
Come voi sapete, il Dott. Herzl ha tanto parlato
di denaro, che lo si accusato come materia-
lista; senza dubbio, s'egli non avesse parlato di
denaro, lo si sarebbe tacciato d'idealismo (ilarith,
approvazioni).
La risposta che nella favola di Esopo, il lupo
dh all' agnello 6 universalmente conosciuta e fa
meraviglia vedere come it colloquio della scimmia,
dell'asino e della volpe concorda con le conclu-
sioni del lupo. II Dott. Herzl ha detto agli ebrei:
< Datemi due milioni di lire sterling, e io farb
grand cose o. Non gli si diede neppure un quarto
di quei due milioni: e allora, tutti gli ebrei che
avevano tenuti i quattrini nelle loro tasche, dis-
sero di lui: < Sognatore, dove sono le grand a-
zioni che tu ci avevi promesso? >. (larilt, ap-
plausi).
Cib mi ricorda un fatto che si e svolto in un
paese, non so pif dove.
I notabili della comunita israelitica decisero
di regalare una botte di vino al rabbino. Ciascun
padre di famiglia doveva contribuirvi con qualche
litro: parecchi offrirono vino del migliore, ma la
maggioranza lo inafflb con acqua; e ciascuno di
costoro in sostanza pensava: che pub contare un
litro d'acqua, in una tale quantity di vino? (la-
rit& e applausi). Poco dopo si celebrb il Bar-Mi-
zwah del figlio del rabbino che invitb a casa sua
i notabili della Comunita; e fece loro fra 1' altro,
service il vino, che aveva riservato per questa
occasion. Potete immaginarvi il furore e la col-
lera di costoro! < Come il rabbino ha avuto l'au-
dacia di offrirci una simile mistura? >. (1laritA
prolungata e applause).
Ebbene, sebbene la botte del Dott. Herzl non
sia cosi grande, tuttavia, molti occhi si sono al-
zati, molte bocche si sono aperte come s'egli a-
vesse a sue disposizione i grand mezzi di Hell-


delborg. Due milioni di lire sterline! La gente
alza gli occhi al cielo in segno di stupore men-
tre, ogni settimana si odono fondare societA per
azioni con un capital molto piu considerevole
- e non certamente collo scopo di sollevare un
popolo, o con un fine di utile generate, ma per
affari particolari. Qualche giorno fa, si e fon-
data in Londra una society per azioni, per la
fabbricazione di auguri pel Natale; e il capital
fu presto raccolto, in modo da raggiungere quasi
la somma di due milioni di lire sterling.
Al pari della nostra Banca, quest Societh
per la fabbricazione di auguri pel Natale, fu
fondata da ebrei. Ella ha come noi, i medesimi
consigli giuridici, ma piu fortunate che la nostra
Banca di Walbrook, i local di questa society
sono sotto 1'alto patronato del gran Rabbino d'ln-
ghilterra. (Ilarit& e applausi). Tuttavia, credetemi,
le azioni della nostra Banca hanno un aspetto
altrettanto artistic che quegli auguri di Natale.
Perb come diceva it mio compatriota Shakespeare
o vi t un fine di bene anche nelle cose peggiori v,
e non 6 poi una gran disgrazia, se i due milioni
di lire sterline non li possiamo raccogliere che
a poco a poco. In questo modo sono distrutte due
leggende, .che si tramandano al riguardo degli
ebrei. La primha, che tutti gli ebrei siano dei mi-
lionari; la second, che gli ebrei formino una
coalizione, control tutto it resto del mondo. Si
sarebbe pifi vicini alla verita, anche se non la
si riproducesse completamante, presentando cosi
i fatti: alcuni ebrei sono milionari, e quelli sono
riuniti control it resto degli ebrei. applausei).
Ma non abbandoniamoli ancora questi milionari:
io non credo, come il mio illustre amico Dottor
Nordau, che ogni ebreo milionario sia perduto pel
giudaismo; non si deve considerare un ebreo
come perduto, prima che sia morto. Chi avrebbe
mai creduto, che l'ebreo ritornerebbe un giorno
in un membro del Jockey-Club, il barone Hirsch,
uomo di cui non si saprebbe pronunciare il nome
senza rispetto? Egli era un uomo fatto per con-
durre ad effetto piani.eroici. In una eth avanzata,
it desiderio di liberare il suo popolo si risveglib
in lui. Mi ricordo ancora in qual modo la stampa
cristiana si interessb di questo nuovo Moise. Era
nn fatto che attirava attenzione del mondo in-
tero. Ma il mondo, come ne ha il diritto, conosce
poi il seguito della storia? Come 6 avvenuto che
un fatto di una importanza universal, si e ri-
stretto a pochi interessati?
Farb il possible di spiegare questi avvenimenti:
ed 6 appunto cib che sar& di motive alla mozione
che sto per presentarvi. Il nuovo Moise si rivolse
al suo popolo, caduto in servitii, e non vide
altro mezzo di salvezza che in un nuovo esodo.
Verso qual contrada? In un nuovo mondo, egli
pensb, ed 6 per questo ch'egli diresse l'emigra-
zione particolarmente verso l'Argentina: quale fu
il resultato? Si dice che it piii grande risultato
in queste circostanze, era stato di far crescere
due fili d'erba, lI dove prima non ne cresceva
che uno. Ma si pub dire, in verita, che la bene-
ficenza del barone Hirsch aveva avuto per risul-
tato di far crescere due pitocchi, b1 dove prima
non ne cresceva che uno. ( Viva ilarith e applausi).
I1 colonnello Goldsmith ci ha descritto lo stato
di coloro che si inviavano come coloni: erano
vecchi senza fanciulli, infermi, insomma, il rifluto
dei quartieri poveri delle grand cittA. Che prova
questo scacco? Che se it piano era cattivo, 1' ese-
cuzione fu detestabile. Tutti i precursori cammi-
nano nell'ombra, ma il barone Hirsch era un
grande uomo, e i grand uomini perfezionano la
propria educazione grazie ai loro error. Non sono
che i meschini, gli individui miseri, situati al











10 L' IDEA SIONISTA


basso della scala della famiglia umana, che non
sono suscettibili di canbiamenti. Se ii barone
Hirsch avesse vissuto per poter assistere al sor-
gere dell'attuale moviniento sionista, egli avrebbe
conosciuta una generazione nuova, ardente, che
non desidera altro se non di edilicare i propri
destini, su una terra che le appartenga; allora,
egli si sarebbe rallegrato, di trovare una occa-
sione cosi bella, perched ii denaro ch'egli avrebbe
offerto, ottenesse dei frutti belli ed utili. (ap-
plausi).
Ma questo grand'uomo e morto, e gli esecutori
testamentari regnano nel suo posto. Pii di 200
milioni, cui sono venuti ad aggiungersi alquanto
pii tardi, i 100 milioni delle colonies di Rothscild,
sono finiti nelle mani di una society composta di
parigini e di londinesi, che agirono senza piano,
senza uniformity, senza scopo determinate. Alcuni
fra essi sognavano la sparizione degli ebrei, ma
tutti sono d'accordo, per osteggiare ogni idea di
riunione e di accentramento degli ebrei. ( Vive
approvazioni).
Si potrebbe chiamarli dei piccoli ebrei, se voi
non foste persuasi che i membri inglesi altro non
sono che dei piccoli inglesi e che i membri fran-
cesi sono dei nazionalisti ardenti. Si fa una taccia
al nostro movimento, di non essere diretto da
uomini esperimentati negli affari. E coloro sono
veranente uomini d'affari: essi hanno la capacity
di procurarsi la loro fortune personal, prima di
quella del loro popolo. ( Vive approvazioni).
A noi fa duopo prendere quello che ci si dA, e
d' altra parte ne siamo abbastanza soddisfatti.
(Vive approvazioni). I migliori uomini d'affari
non son certo coloro, che si sono acquistati una
fortune personal, e, per l'ordinario, ii cancelliere
dello Scacchiere non 6 I'uomo piu ricco del suo
paese I (Ilarilt e segni di approvazione). Tuttavia
ammettiano che siano cattivi i nostri uomint
d' affari e che i nostri pochi milioni corran pe-
ricolo; che cosa dovremo dire allora dei direttori
che amministrano quei trecento milioni?
Come pub darsi che alcuno non sia in una
mortale angoscia a guardar tali uomini e tali
milioni? Chi son essi? Fra loro si trova un ce-
lebre finanziere. Ma dove prendere il tempo per
occuparsi di questi affari? Io suppongo ch' ei
non sia che l'insegna dorata della SocietA. Poi vi
ha un'altro, ch'io conosco particolarmente: un
uomo ricco, un carattere nobile, un sapiente, che
nella sua vita non ha mai guadagnato un penny;
ma questo sognatore d'Oxford ne ha invece non
malamente perduti con disinteresse, pubblicando
una rivista mensile ebraica; ora che fa questo
sapiente in codesta galera? (Ilarith). Avvi ancora
in questa societA un francese, pur letterato, che
dirige un Museo e del quale pub credersi difficil-
mente che sappia commerciare con individui vi-
venti. (Ilarild prolungata). Inoltre c' il president
dell' Alliance Israelite.
Mi permetterb di dargli il rispettoso consiglio
di leggere i giornali ebraici di quarant'anni or
sono: egli vi trovera un energico grido d'allarme
alzato control una organizzazione pericolosa, che
minacciava gravemente la condizione acquistata
dagli ebrei d'Europa e seminava i germi della
persecuzione degli ebrei; egli vi trovera dei
corrispondenti e dei padri di famiglia, ansiosi,
che accusavano codesta organizzazione d' aver
carattere politico, di esser pericolosa e non ebrea.
Orbene, questa organizzazione cosi pericolosa, cosi
poco ebrea, era.... I'Aliance Israelite, la quale a-
desso e considerate come una delle colonne del
giudaismo. Io prego il president dell'Alliance
Israelite, prego gli esecutori testamentari del ba-
rone Hirsch, di scorrere questi quaranta anni, di


mettere a profltto le lezioni'della storia per cib
che ci riguarda, di cercar di comprendere il Sio-
nismo e di interpretare il nostro movimento.
Noi facciam voti che M. Montefiore sia de'
nostri prima d'essere un felice centenario, io
auguro che egli e il signor Francis Montefiore,
come pure il loro illustre parent sir Moss6. vo-
glian rivaleggiare fra loro per diventare felici
centenari sionisti. (Risa e applausi).
Se gli esecutori testamentari non vengono a
noi, io non so vedere a quale scopo potranno im-
piegare i loro milioni a meno che non li dedichino
a una series di tentativi infruttuosi. II barone
Hirsch non era perduto per gli ebrei; temo che
lo siano i suoi milioni (llaritf). Voi sapete diggiA
come si sia ben proceduto allo scopo. Per man-
canza di precauzioni han dovuto pagare al'go-
verno inglese 25 milioni per diritti di succession:
aggiungetevi gli onorari dei legal, necessary per
condurre a buon termine questo piccolo :commercio
giuridico, e avrete appunto ii denaro bastevole a
costituire il primo fondo del Sionismo. Pub darsi
che noi siamo meschini uomini d' affari, ma pos-
siamo tuttavia, nell' ora present, nonostante tutte
le nostre spese, affermare che ogni lira sterlina
sottoscritta per la Banca 6 rappresentata nella
sua cassa da venti Schilling (Vivi segni di ap-
provazione).
Ma possiam dire di piu. Noi non avremo mai
da pagar dei diritti di succession; perch il no-
stro denaro non appartiene a un uomo in parti-
colare, ma al Sionismo, e il Sionismo non morirA
mai! (Applausi prolungati).
Ci dicono: il Sionismo 6 un sogno. Ma come
potrebbe essere altrimenti dacche gli ebrei dor-
mono? (Viva ilarila). Che gli ebrei si sveglino, e
codesto sogno non durerh pifi molto. II Sionismo
ha uno scopo precise, mentre i milioni di Hirsch
non 1'hanno affatto: come ho detto della Palestina
date un paese senza popolo a un popolo senza
paese >, cosi dico del lascito del barone Hirsch:
o date i milioni senza destinazione all'ideale senza
milioni > (Vivi applausi).
Questi milioni sono stati lasciati per la sal-
vezza del popolo ebreo, e coloro i quali ne dispon-
gono non potrebbero rimanere arrogantemente im-
mobili press Israele, lasciando che il popolo soffra
e combatta un combattimento a morte. Da ogni
parte sentiamo dire: pieta per quei visibili cie-
chi della Russia e della Rumania che, nella loro
dura miseria, si aggruppano in SocietA, rispar-
miano, famiglia con famiglia, settimana per set-
timana, delle miserabili some con cui acquistare
un' azione d' una lira sterlina della nostra Banca.
Cib non e degno di pietA: 6 magnifico! (Applausi
prolungati).
La cecith degli esecutori testamentari di Hirsch
questa si, e meritevole di considerazione. Ma voi
direte essi non possono trascurare le ultime
volonta d'un uomo! In inghilterra, nella mia pra-
tica patria, i legati dei benefattori sono spesso
modificati e distratti verso opere pii razionali,
quando la lor destinazione primitive e caduta in
disuso. L' idea sionista ha progredito cosi rapida-
mente, che adesso il programma di Hirsch non e
pif di moda; esso e degno di figurare nel museo
diretto da quel sapiente di cui parlavamo prima
(Risa).
II barone Hirsch credeva che gli ebrei potes-
sero trovare una patria sicura e durevole nella
Argentina. Orbene, come stanno le cose ? Nell' Ar-
gentina, esistono delle society sioniste, ed esiste
perfino nna Lega Dottor Herzl ( Vivi applausi).
II barone Hirsch era dunque contrario alla
Palestina? avrebbe egli escluso il Sionismo dai
suoi generosi legati ? Quel grand' uomo era pronto











L'IDEA SIONISTA 11


a tutto. Io ho ricevuto gli Statuti dell'I. C. A. di
cui ora vi leggo le principal disposizioni.
< La Societh e stata costituita allo scopo di
I. sostenere e favorite I' emigrazione degli
ebrei da qualunque part dell'Europa e dell'Asia
e particolarmente dai paesi dove essi vengon sot-
toposti alla capitazione e ad altre imposte, come
pure a disposizioni politiche od altro, alline di
condurli in quale si voglia parte del mondo, sta-
bilire e mantenere in diverse region rdell' Ame-
rica del Nord e del Sud e anche in altri paesi,
delle colonie di agricoltori, di commercianti, ecc.
II. ottenere dai Governi, dagli Stati di qua-
lunque part del mondo, delle propriety, delle terre
e altri beni, sia comprandoli, sia per donazioni o
in altra maniera; ottenere i capital, i poteri, i
privilegi che son necessary o che possan diven-
tarlo per sviluppare le risorse dei paesi cosi
acquistati e per adattarli alla colonizzazione;
III. poter accettare doni, legati, ecc.
IV. stabilirsi e svilupparsi, in qualsiasi paese,
salvo che in Europa;
V. dissodare, prosciugare, chiudere, pian-
tare, ecc.;
VI. costruire banchine, strade, ferrovie, ponti,
porte, serbatoi, magazzeni general, fortificazioni,
line telegrafiche e telefoniche, fabbriche, molini,
sinagoghe, ecc.;
VII. ottenere atti di Parlamento, decreti, atti
ecc. (Vive approvazioni).
Poich6 tali son gli statuti dell'I. C. A., era do-
vere dei direttori, quando hanno visto l'impres-
sione prodotta dal tentative di Herzl press i capi
di Stato e i Governi, di invitare il dottor Herzl
a un convegno particolare. Io non dico che essi
fossero obbligati a dare il lor denaro al Sionismo,
ma certo 6 un vero scandal che di Sionismo non
abbian voluto sentir parlare. (Avendo ii presi-
dente notata la parola scandal, I' oratore l'ha
ritirata). Sara una macchia sul loro nome, quando
si sara scritta la Meghilla della nostra storia: non
solo sono cattivi uomini d'affari, ma ancora si
son mostrati al di sotto di tutto, come ammini-
stratori.
Se il barone Hirsch avesse vissuto, si sarebbe
incomodato per parlare al dottor Herzl; e se quest
due grand uomini si fossero incontrati, non si
sarebbero avuti timori riguardo ai risultati.
Sapete voi che cosa han risposto i direttori
dell'I. C. A. agli ebrei che, quando ii trapasso
delle colonies di Rothschild li ebbe lasciati senza
pane, dicevano loro: << Dateci 400 franchi a testa,
e noi prolungheremo la vostra vita qui? >. Essi
risposero: a No, noi non possiam darvi 400 fran-
chi, ma ne avrete mille, se vorrete andare in
Argentina (Segni di indignazione). Possiamo
noi meravigliarci che non si pubblichi it bilancio
da questi consumati uomini d'affari? Ma noi, di
cui ciascuno pub vedere il bilancio, siamo uomini
d' affari deboli (BeniSsimo).
Noi veniamo disprezzati. Ma che cosa dice il
Salmista a proposito degli Idoli? Hanno occhi e
non vedono, orecchie e non sentono, piedi e non
camminano. Intanto gli esecutori testamentari di
Hirsch non sono essi stessi perduti; i loro occhi
si apriranno forse ancora; bisogna che si rendan
conto che una pietra non risalirh la montagna.
Quanto e piui facile 1'istruzione di fanciulli che
vogliono apprendere, che non quella di coloro cui
bisogna innanzi tutto allettare con un pezzo di
zucchero! Come 6 piu facile fissare la gente gih
risoluta, di buona voglia, in Palestina, anzi che
attirarla nell'Argentina con del denaro! Appunto
percib io dico agli esecutori testamentari: se site
uomini pratici d' affari, date niezzi al Sionismo.
E vi rammento quell' adagio: bis dat qui cito dat.


PerchB, se non date presto, verrA forse un giorno
in cui, comprendendo I' inutilitA de' vostri tenta-
tivi, ci offrirete i vostri milioni, e noi li riflute-
remo ( Vive approvazioni).
Esiste ancora un capital considerevole, che
pub servir agli ebrei; ii capital della Socielt per
la conversion degli ebrei (llarild).
Questi milioni che si offrono agli ebrei, non
vogliono toccarli. Codesti due grand fondi hanno
anche un'altra somiglianza tra loro; per fare un
convertito, le frasi son press' a poco le medesime
che per fare un colono (1larild e applause).
Or fra questi capital, ammassati per una specie
di 'scherzo, gli ebrei della Rumania e della Russia
muoiono e soffrono.
I missionari dicono loro: o Convertitevi o; -
gli esecutori testamentari di Hirsch dicono: o Men-
dicate >; il Sionismo dice: x lavorate >. (Ap-
plausi prolungali).
Perocch6 ii Sionismo non ha per iscopo di tras-
formare in mendicante il popolo d'Israele, ma di
redimere il suo paese; e perci io vi prego di non
sparpagliare il vostro denaro intraprendendo qua
e li dei piccoli affari, quand' anche vi rendereb-
bero motto: it vostro capital sarebbe collocato e
non disponibile, allorch6 ci sarh bisogno di una
forte somma. Impiegate il denaro solo a preparar
un asilo per it nostro popolo errant. L' antica
patria nostra giace, ohime! sotto le rovine c le
macerie; intanto, se non fosse caduta, gli abitanti
non le mancherebbero e it nostro paese ci atten-
derebbe.
Niente elemosina agli ebrei; ma date loro di
partecipare allo sviluppo all' agricoltura e della
industrial nella Palestina. Non siate impazienti,
non ascoltate quelli che poi insistentemente vi
domanderanno che cosa si sarh deciso di nuovo
nel Congresso. Credete che noi possiam fare dei
miracoli e cambiare il vino in acqua? Nell' anno
68, quando Tito assediava Gerusalemme, il padre
dell' antisionismo, lochanan ben Sakkai scappo ce-
lato in un feretro e si rifugib nel campo romano:
egli era convinto che, senza patria, gli ebrei po-
trebbero vivere unicamente della loro Thora. Og-
gidi, 1833 anni dopo, io son qui e vedo i delegati
di tutti i paesi della Diaspora che continuano a
dire: < Se ti dimentico, Gerusalemme, si dissecchi
la mia mano destra > (Vice approvasioni e ap-
plausi).
E' un miracolo. II Sionismo vive, e 1' antisio-
nismo si trova nuovamente nel feretro (Ilariti).
Che cosa sono cinque anni nella vita d'un po-
polo, dopo che abbiamo aspettato 1800 anni? Pub
darsi che nessuno di noi sia destinato a veder il"
realizzazione delle sue speranze; che il D.r Herzl,
come altra volta Mosh, non veda che da lungi la
Terra Promessa; anche in tal caso, noi saremo
felici, se avrem contribuito a preparare una po-
litica pratica riguardo all' avvenire. Noi saremo
soddisfatti se un giorno si scriverA di noi: w La
dove trovarono il caos e la scomposizione, lascia-
rono 1'idealismo e uno scopo >. (Vive approva-
zioni).
Ma quantunque dobbiamo esser soddisfatti se,
morendo, vedremo almeno germogliar delle gemme,
noi saremmo ben pli felici se il Dottor Herzl e
noi tutti che siamo qui, potessimo veder aprirsi
dei flori. Egli e percib ch' io propongo a questo
grande Congresso di non separarsi senza protester
control la condotta di coloro i quail, mentre po-
trebbero nudrirla e curarla, trascurano e lasciano
morir di fame una quantity di gante, in causa
del meschino concetto che hanno dei loro doveri
come esecutori testamentari di un grande bene-
fattoie: laddove essi sono gli esecutori testamen-
tari di un popolo che soffre. Propongo che il Con-











12 L'IDEA SIONISTA


gresso biasimi pubblicamente la condotta e i modi
d' agire degli esecutori testamentari del barone
Hirsch. (Applausi prolungati).
Seguita quindi la discussion degli statuti
della nuova organizzazione, che vengono final-
mente approvati.
Si passa a discutare i rapporti sulla Banca
Coloniale ebraica. 11 relatore Dott. Farbstein di
Zurigo parla in nome della Commissione della
Banca e fa in suo nome le proposte seguenti:
1' II Congresso riconosce che la Banca non
Suna istituzione private, ma il mezzo del Sio-
nismo politico.
2" II Consiglio di sorveglianza e incaricato
di cominciare affari in Palestina, ii pif presto
possible.
3" La Commissione raccomanda di fondare
in Russia una succursale per attivare la vendita
delle azioni.
4' II Comitato raccomanda al Congresso di
effettuare la decision presa durante il terzo Con-
gresso.
Le altre proposte del relatore concernono la
linea di condotta negli affari della Banca. S'inizia
una discussion, che a causa dell'ora tarda non
si pub continuare; e la seduta e tolta alle tre del
mattino dopo di aver deciso di prolungare il Con-
gresso di un giorno, facendo seduta anche domani.
Quinta giornata.
30 dicembre.
Sedula unica.
L'Assemblea generate degli azionisti della Banca
Coloniale ebraica ha avuto luogo oggi alle 10. II
President M. D. Wolffsohn, present il suo rap-
porto ainuale, e dopo 1'adempimento di diverse
formalitA, la riunione fu rimandata di qualche
ora. 11 Congresso e oggi animatissimo; e l'argo-
mento della Banca genera una discussion viva-
cissima e tumultuosa.
Ci i impossible seguire particolarmente i sin-
goli oratori. II nodo della question B di sapere
se la Banca Coloniale ebraica (sorta collo scopo
di favorite la colonizzazione sistematica della Pa-
lestina) nell' attesa che dalle condizioni politiche
le sia permesso di corrispondere al suo vero scopo,
ora che ha raggiunti i capital necessary, debba
cercare di farli fruttare tentando operazioni di
Banca, o invece si debba contentare del reddito
legal.
Si decide finalmente che la Banca cominci
senz' altro la sua attivith; B stato perb stability
che una certa somma, da fissarsi insieme cogli
azionisti, debba sempre esser tenuta a disposizione
del Comitato d' azione, perch', presentandosene
1' occasion, possa compare terreni colonizzabili
in Palestina. II Congresso concrete i suoi deli-
berati nelle seguenti tre raccomandazioni rivolte
al Consiglio di sorveglianza:
1. Di aprire in Palestina una succursale, la
quale si occuperh meno, pel moment, di coloniz-
zazione, che di affari di commercio generate.
2. Di creare in Russia, una succursale della
Banca Coloniale israelitica, la cui principal at-
tivita restera sugli affari della Banca.
La seduta, sospesa per poche ore, 6 ripresa
alle 21 precise.
Si nominano molte commission, e si discutono
parecchie mozioni, fra cui notevole quella del
Dottor Buber con cui il Congresso dichiara che
1' opera di miglioramento intellettuale, cio6 1' edu-
cazione del popolo ebreo, costituisce uno degli
element piul important del programma sionista
e impone ai suoi fautori di collaborare a questo
intent.


Martin Buber, del partito di sinistra della
Jeune Sion, propone a nome della Commissione ii
voto per un sussidio di 2000 franchi per la Biblio-
teca di Gerusalemme, la creazione di una Uni-
versita giudaica in Gerusalemme, quella di una
Society editrice ebraica, di una Commissione di
statistics e fa altre proposte ancora.
I Rev. Rabbinovitz e Reines si oppongono for-
malmente a quest proposte, che non hanno la
approvazione dei sionisti russi. I proponents in-
vece, con a capo it Buber, domandano si votino
subito le loro proposte; ma ii Congresso decide
invece di occuparsi dell' elezione del Comitato di
Azione. E allora si e assistito ad una scenetta
comica e curiosa. Circa 40 membri della Jeune
Sion abbandonano la sala, fra i fischi piu sonori
degli altri congressisti. Poco dopo ..... la sini-
stra democratic rientrava, e M. Berthold Fei-
wel lesse una protest firmata da 37 suoi com-
pagni control iti modo con cui il Presidente diri-
geva le discussion . Queste parole, manco a
dirlo, suscitarono una viva indignazione.
Furono poi votate l'istituzione di un Comitato
di statistics, e la pubblicazione di una enciclo-
pedia ebraica: ma la Jeune Sion si astenne.
A questo punto sale alla tribune l'avv. Felice
Ravenna, delegate central per l'Italia; 6 seguito
dal Dott. Marmorek ed 6 accolto da grand ap-
plausi. Egli present una particolareggiata rela-
zione del movimento sionista in Italia, dicendo
della fondazione del nostro giornale, della crea-
zione di nuovi circoli. Legge quindi ed illustra,
per adempiere all'incarico ricevuto dal Congresso
di Modena, il seguente ordine del giorno (giA pub-
blicato nel num. 10-11 dell'Idea Sionista) e che
noi di nuovo riportiamo ora per intero.
< I delegati delle Associazioni Sioniste Italiane:
considerate che lo sviluppo dell'idea sionista
in Italia trova ostacolo nel dubbio infondato sorto
nell'animo di molti israeliti che il Sionismo abbia
per meta tali rivendicazioni che contrastino coi
sentiment di fedelta e di affetto per la patria ita-
liana;
considerate che tali dubbi possono essere se-
condati dai non rari eccessi di parole e di pen-
siero, a cui, mossi da condizioni di ambienti dif-
ferenti dalle nostre, alcuni sionisti stranieri si
lasciano trasportare;
riaffermano solennemente la perfetta compati-
bilitA dell'idea sionista coi sentiment pifi vivi e
affettuosi verso la patria italiana, come quella
che 6 semplicemente una manifestazione di soli-
darieth verso i propri fratelli di razza e di fede,
e un desiderio di giustizia e di miglioramento
social;
riconfermano
che nei rapporti cogli israeliti degli altri paesi
unico intent del sionismo e quello di procacciare
il pieno possess dei diritti civil e politics, a
quelli, fra gli israeliti, che nei loro attuali paesi
di residenza non li posseggono; e unico mezzo a
raggiungere questo fine 6 la colonizzazione siste-
matica in Palestina, circondata cio6 da tali gua-
rentigie di diritto pubblico internazionale che as-
sicurino a quei coloni il godimento delle pubbliche
e private liberty
deliberano
di presentare al prossimo Congresso di Basilea i
voti present, perched resti chiaramente e pubbli-
camente noto it carattere e il contenuto che la
propaganda sionista assume in Italia >.
(Grandi urrah! gut! sottolineano questa di-
chiarazione). L'O. porta poi al Congresso il sa-
luto dell'Italia sionista, augurando che tutti i











L'IDEA SIONISTA 13


lievi dissensi di metodo abbiano a scomparire per
far post a un'azione unica, unanime onde rag-
giungere l'altissimo fine di bene che ci siamo
proposti. (La elevata conclusion di quest di-
scorso e salutata da una vera ovazione. Molti con-
gressisti si recano a congratularsi con l'oratore).
E siamo al moment piu impressionante del
Congress.
Ultimati i lavori proposti, Teodoro Herzl si
aiza per pronunciare it discorso di chiusura. No-
tata l'importanza dei temi trattati e le conclu-
sioni votate, e come queste sedute abbiano por-
tato ancor pii chiara conoscenza dell'opera che
si deve compiere a prb del proletariato ebraico
oppresso, egli conclude: ricchi di esperienza; molto si 6 fatto, si 6 conso-
lidate il movimento, la Banca Coloniale, e il fondo
nazionale 6 stato create, I' organizzazione perfe-
zionata.
II movimento sionista ha cessato di essere un )
sogno di utopisti: esso 6 entrato nel suo period (
di realizzazione v.
Sono le 4,30 del mattino.
La commozione e 1' entusiasmo dei delegati 6
grandissima; dopo 17 ore di Congresso, sparisce
ogni stanchezza quasi improvvisamente. II Dottor
Herzl 6 salutato da immense ovazioni, mentre si
ritira dalla sala del Congresso, accompagnato dal
gran Comitato central.
I delegati intuonano 1' inno sionista c Od lo
obdo tihvathenou > che 6 cantato in ebraico; alla
dimostrazione si associano le gallerie, che sven-
tolano i fazzoletti e i cappelli fra grand evviva.
L' animazione dura fino verso le cinque; dopo di
che i delegati cominciano ad allontanarsi lenta-
mente dalla sala del Casino, dolenti solamente,
dopo tanto lavoro, che ii termine del Congresso
sia giunto troppo presto.

I delegati italiani intendono che questi verbali
tengano post delle relazioni che essi avrebbero
dovuto singolarmente presentare ai gruppi da cui
avevano ricevuto ii mandate di rappresentanza.

L' OPINION DI UN GIOVANE RUSSO

(Intervista del nostro inviato)
Nel resoconto del Congresso avrete letto di un
cortese telegramma inviato dal Sultano al Dottor
Herzl.
Ho desiderato entire in proposito 1'opinione di
uu intelligence giovane.russo che da piu di dodici
anni milita nel campo sionista, e che, assistendo quale
Delegate a tutti i Congressi, ha avuto occasion di
conoscere uomini, di apprezzare idee, di penetrare
completamente nel pensiero del nostro movimento.
Che mi dite del telegramma del Sultano?
Giovane russo. lo1 vi ammetto molta importanza.
SL'Imperatore Turco, che non ignora le intenzioni
< nostre dimostra col dispaccio spedito al nostro
President, di apprezzare il Sionismo, non come
Sun movimento rivoluzionario che tenda a scuotere
Sla sua alta sovranith ma per quel che 6, cio6 per
Sun motor pacifico >.
E' mai possible prestar fede alle parole di
Abdul Hamid che tutta Europa conosce per la sua
ability nel giuocare la piu fine diplomazia? Occor-
rono fatti, non parole!
Giovane russo. Non presterei fede alle parole
del Sultano se non fossi convinto che in fine do-
( vrh favorite il Sionismo, perch conforme ai suoi
Sinteressi. Anche prescindendo dai vantaggi eco-
Snomici che a lui recherebbero gli Ebrei portando
Sin Palestina commercio, industrial, trasformando


c quelle region coll'agricoltura, il Sultano com-
c prende che concedendo al proletariato ebraico di
, colonizzare la Palestina alla maniera intesa dal
< sionismo, sfuggirebbe al pericolo che gli tende
< la Francia colla sua costante aspirazione verso
< quella terra ,.
Ma voi ricordate che fondamnento del pro-
gramma di Basilea 6 la concession di un Carta ai
coloni ebrei con garanzia delle potenzc europee. Anche
ammessa la concession del Sultano, che cosa ne
penserebbero i governi dell'Europa?
Giovane russo. 4 Non mi e possible in poche
o parole toccarvi dell'atteggiamiento che, a mio av-
< viso, 6 logico prendano i vari sovrani europei di
<< front al sionismo. Mi preme perb soltanto accen-
n< arvi a due alleati natural che ha il sionismo
4 nella Inghilterra e nella Russia.
< L'Inghilterra per la sua natural avversione
< alle mire espansioniste della Francia, e la Rus-
<< sia..... Voi fate un gesto d'incredulith perch vi
<< accenno insistentemente alla Russia: e pure cib
C che vi narro 6 esattissimo.
< Per la Russia non havvi soltanto un Sionismo
Sche tocca una question di political estera: vi
6 un Ebraismo che costituisce un grave pericolo
< inferno.
< Quand'anche lo Czar fosse personalmente ben
< disposto verso gli ebrei, la Russia, per le sue
c special condizioni religiose, per diversity irricon-
ciliabili di razza non potra mai concederci l'egua-
< glianza di diritti. Perci6 gli ebrei della Russia
< resteranno sempre nella quasi totality, non sol-
tanto dei cittadini politicamente inferiori, ma
< anche, come conseguenza necessaria, dei misera-
< bili.... che daranno quindi un forte contingent
, ai partili estremi: al socialism e al nichilismo
< di cui diventano fervidi propagandisti costituendo
c un costante pericolo per il governor.
< Qual miglior mezzo, del Sionismo per risol-
( vere la queslione israelitica in Russia? L'emi-
< grazione del proletariato nostro non toglierebbe
al nichilismo buona parte dei suoi aderenti?
Non ho ragione io di accennare alla Russia come
< a nostra indiretta alleata?
Siate sicuro; e la benevolenza accordataci da
" parecchi sovrani ce ne di affidamento, che il Sio-
( nismo troveri nella sua attuazione difficolth molto
< minori di quelle accampate da correligionari pau-
rosi, da avversari di mala fede: tutto 6 che gli
a ebrei sappiano volere fortemente. voler con quella
, costanza e serieth di propositi che 6 necessaria
< per raggiungere I'altissimo e benefico fine che ci
< siano proposti ,.
E stringendomi fortemente la mano tronc6 la
conversazione per accorrere ad un gruppo di com-
patrioti che con animazione pari all'importanza
del soggetto prevenivano la discussion pubblica
sull'indirizzo della Banca Coloniale.


ONORANZE CONIGLIANI
Il nostro numero unico dedicate completamente
alla memorial del nostro povero amico, e stato ac-
colto molto favorevolhnente dagli amici e dagli
ammniratori di Carlo Conigliani.
In quella pubblicazione, che dovette essere
necessariamente racchiusa in limiti assai ristretti,
noi non abbiamo potato raccogliere tutte le ma-
nifestazioni di lutto; e questo anche, perched molte
hanno avuto luogo posteriormcnte e molte si stanno
preparando. E nostro desiderio per6 di non lasciare












14 L' IDEA SIONISTA


inavvertite le espressioni di cordoglio che seguono
la perdita di Carlo Conigliani, e iniziamo quindi
una rubrica ONORANZE CONIGLIANI che prosegui-
remo per qualce h numero, e della quale il cortese
lettore ci sapra grado, pensando all'affetto vivo
che ci congiungeva al nostro povero e chiaro Di-
rettore.

Le Associazioni Sioniste. L' Associa-
zione Sionista di Modena in sua assemblea del 18
dicembre u. s. prendeva le seguenti deliberazioni:
a) di intitolarsi d'ora innanxi < Associazione
Sionista Carlo Conigliani >>.
b) di tenere una Commemorazione del chiaro
Estinto nel trigesimo della more, e di scoprire
per tal giorno un ritratto che dovrA rimanere
affisso nella sala del P. I. di Istruzione.
c) di prendere il lutto per un anno.
Le altre associazioni hanno deliberate corm-
memorazioni, di cui daremo relazione.


All' Associazione Sionistica CARLO CONIGLIANI
Lunedi 6 Gennaio si teneva una solonne comme-
morazione del povero Estinto.
Dopo belle parole del Rag, Amedeo Donati, che
a nome del Comitato Direttivo affida alla Commis-
sione agli studio della UniversitL Israelitica un Ritratto
del conipianto Professore, vengono pronunciati questi
due elevati discorsi che riproduciamo lestualmente.

In nome del Consiglio Israelitico e della Commis-
sione degli studio, a cui appartenne il lacrimato Col-
lega, prof. Carlo Conigliani, ho 1'onore di ricevere il
di lui Ritratto.
L'effigie, dell'amato, ottimo estinto, sarA religio-
samente conservata in questo Istituto Israelitico, dove
pur troppo, per brevissimo tempo, si 6 svolta l'intel-
ligente, virtuosa sua opera.
Non appena l'Associazione Sionista, che meritata-
mente s'intitola dal suo venerate Nome, potra avere
una propria sede, ben sappiamo che dovremo rinun-
ciare a tale preziosa custodia, ma, non per questo, il
nostro pensiero cessera meno dal rivolgersi, ben di
sovente, al diletto amico perduto, al preclaro Profes-
sore, che giovine ancora, ebbe il vanto di onorare una
important cattedra della FacoltA Legale, nella storica
R. University di questa sua citta natale.
( Sol chi non lascia eredith di affetti poca gioia
ha dell'urna ma l'urna che ha adunato le ce-
neri di Carlo Conigliani, nel mezzo del cammino della
sua breve e pur gloriosa esistenza, raccoglie le amare
lacrime d'una venerabile madre, d'una santa sposa e
di tanti che ben 1'amarono perched ben conobbero il
cuore ch'Egli ebbe.
A quest'urna, innanzi tempo dischiusa, rispettosi
ed ammirati andranno i suoi concittadini!
Da Basilea gia posa su quell un'aureola di gloria
e di pietA.
Ma a te. o Conigliani, a darti la vera gioia dell'urna
trarranno i piccoli teneri figli tuoi Aldo ed Elda,
guidati a mane da Colei che fu 1'idolatrata, tua an-
gelica sposa.
E non piut! Tarda a Voi tutti -- a me di udire
in quest'ora solenne la brillante e calda parola d'un
giovane che riamato am6 il bravo maestro sue. Esso
sapra degnamente intrattenervi di Lui.
Ei ne segui le severe discipline del Diritto. -
Insieme ad Esso alz6 il Vessillo del Sionismo qui in
Modena di quel Sionismo che non e vero possa
valere quale implicita rinunzia alla patria effettiva


degli Israeliti, in qualunque 1aogo sieno nati e vivano
da fratelli insieme ai lore concittadini di fede reli-
giosa divers il che sarebbe cosa control natural e
addirittura intollerabile ma di quel Sionismo, che
come di recent afferm6 l'avv. Felice Ravenna, anco
in nome del Conigliani nostro. si propone di miglio-
rare le tristi miserande condizioni degli Ebrei oppressi,
specialmente nell'Europa Orientale, mediante la colo-
nizzazione sistematica della Palestina, ottenendo cio6
dalla Turchia, e collar garanzia delle Potenze Europee,
per quei coloni, il godimento delle pubbliche e private
liberty.
Ma, davvero, non piu!
II Consiglio Israelitico e la Commissione degli
studio, ne rinnovono la promessa; conserveranno il ri-
tratto dell' illustre estinto, come cosa sacra, vicino
a quello del colonnello Cesare Rovighi, valoroso sol-
dato, patriotta intemerato anch' Esso vindice delle
ingiustizie e crudelth cde si commisero e ancora si
commettono a danno della nobilissima stirpe Ebraica.
Signore e Signori,
Diamo lacrime, diamo fiori, serbiamo nei nostri
cuori il culto dei poveri nostri gloriosi morti. -
Onore ad Essi. Onore a Carlo Conigliani.
Avy. ANGIOLo FRIEDMAN.

Signore e Signori,
Muor giovane colui che al cielo 0 caro.
Spontaneo alla mente ritorna quest verso del
poeta greco, a chi deve commemorare Carlo Conigliani.
Triste e sempre la morte, tristissima, specie, allorch6
ruba una giovane vita operosa all'affetto dei suoi cari,
alla stima degli amici, al lavoro costante e progres-
sivo della umaniti, si che unico dolce pensiero che
rimane in tanta tristezza appar quello che un ente,
superior agli uomini; abbia a s6 chiamata una delle sue
pii dilette creature.
Parlare a voi di Carlo Conigliani e oggi a me do-
loroso e nel tempo stesso dolcissimo compito: doloroso,
perch 6i il discepolo, e 1'amico, che oggi ricorda il
maestro e l'amico perduto; dolcissimo, perched ramme-
morare le virtfi dell'Estinto nell'animo mi ritempra
la fede che la profittevole opra di Lui, svoltasi, ahim6,
in cosi brevissima ora, in tempo non lontano sarA di
grandissimo giovamento ai nostri comuni ideali.
Simile al nembo, che improvviso s'addensa nel
cielo calmo e serene, e si scatena, e nella sua furia
abbatte la rigogliosa quercia, che di sua ombra era
benigna allo stance camminatore, la more giunse a
Carlo Conigliaai allorquando nella domestic felicita
assaporava il frutto della sua giovinezza spesa negli
studi severe, e Gli si parava innanzi il brillante av-
venire, che Egli con cura paziente si era venuto pre-
parando.
Mi par ieri, e son gin decorsi cinque anni, da che
io, giovanetto ancora, nelle aule dell'UniversitA che
poco prima Lo avevano ospitato student, cominciavo
ad apprendere da Lui gli element di quella scienza,
che e base ormai della amministrazione dello stato;
mi par ieri, e son gia decorsi cinque anni, da che
con lui seguivo il feretro d'un suo amico carissimo,
d' un mio carissimo maestro, Ugo Rabbeno. II cordoglio
di Lui, in quel pietoso pellegrinaggio, 6 simile al mio
in quest'ora di lutto, nella quale il nome di Ugo
Rabbeno e di Carlo Conigliani, debbono confondersi
in un unico compianto.
Altri di me piit competent vi parlera, fra brevi
giorni in aula pitY appropriate della vasta opera scien-
tifica dell' Estinto che qui commemoriamo; il mio com-
pito si restringe in ben pif modest limiti, che, dir
malamente di pregevole lavoro e menomarne il pregio.
Soltanto, e cib a dimostrazione della fecondissima at-
tivith collar quale Egli attendeva ai suoi studi predi-











L'IDEA SIONISTA 15


letti, mi pace ricordare che Egli & autore apprezza-
tissimo di ben 23 pubblicazioni, delle quali alcune di
mole ponderosa, senza tener conto degli scritti minori
sparsi in copia nei periodic che si occupano di Di-
ritto Finanziario. Ed A cosi che, giovane ancora, fra
gli scienziati italiani e stranieri, egli s' era acquistato
fama di valentissimo; ed cosi che recentemente Egli pote
giovare del suo consiglio in una spinosissima quistione,
uno degli intelligent fra i finanzieri italiani, chiamato
a reggere una delle piu akte cariche dello Stato.
A me ricordare l'opera sionistica di Carlo Coni-
gliani quando, or son due anni, Egli fu chiamato dal
voto unanime dell'assemblea dei Circolo Sionistico
Modenese, a far part del Comitato Direttivo dell'As-
sociazione appena sorta, Nella seduta inaugural, con
felicissima improvvisazione ribadi il concerto conte-
nuto nelle disposizioni statutarie che Sionismo non
avrebbe mai dovuto significare rinunzia alla patria
italiana, ma sibbene solidarieta nella ricerca dei mezzi
migliori per recar giovamento agli infelici figli d'I-
sraello, che in nazioni superstiziose e stolte subiscono
onta e persecuzioni dai governanti e dalle plebi.
E fu questo concerto, per la prima volta espresso
negli Statuti di un'Associazione Sionistica, che sov-
verti, (pub affermarsi con certo orgoglio per il Circolo
Modenese) il movimento Sionista in Italia, e fu questo
concerto che diffuse nei diversi centri italiani, decise
i titubanti a congiungersi a noi in quest'opera uma-
nitaria.
E fu Carlo Conigliani che saggiamente provide
alla propaganda di questo principio col mezzo della
stamp. Fu dapprima un opuscolo, in cui vennero
raccolti i discorsi pronunziati nel di dell'inaugurazione
del nostro circolo e nei quali il Sionismo era tratteg-
giato nella sua forma nuova; venne di poi il periodic,
del quale egli assunse la direzione, e con cui quel-
1'idea embrionale cominci5 a concretizzarsi in un
programma ben definite; successivamente si raccolse
un primo convegno sionistico in Ancona, dove si get-
tarono le basi di una concorde azione, e di una unica
finalitA nel sionismo italiano; infine il 20 ottobre
dell'anno testA decorso, in un second convegno, sotto
la Presidenza di Carlo Conigliani fu in Modena co-
stituita la Federazione delle associazioni sionistiche
italiane, affinch6 la unit dell'intento sionistico si
appalesasse sia nella form esteriore, sia nelle pratiche
manifestazioni. E fu qui che il pensiero del nostro
Estinto pote dirsi accolto pienamente; chi il convegno
di Modena mentre riaffermava solennemente la perfetta
compatibilitA dell'idea sionista coi sentiment piu vivi
e affettuosi verso la patria italiana, come quell che
A semplicemente una manifestazione di solidarietA verso
i propri fratelli di razza e di fede, e un desiderio di
giustizia o di miglioramento social, asseriva che nei
rapporti cogli Israeliti degli altri paesi unico intent
del Sionismo 6 quello di procacciare il pieno possess
dei diritti civil e politics a quelli fra gli Israeliti,
che nei loro attuali paesi di residenza non li posseg-
gono, e unico mezzo a raggiungere questo fine 6 la
colonizzazione sistematica in Palestina, circondata cioe
da tali guarentigie di diritto pubblico internazionale,
che assicurino a quei coloni il godimento delle pub-
bliche e private liberty.
Questa, o Signori, l'opera sionistica di Carlo Co-
nigliani. Un'idea ristretta dapprima in un breve cir-
colo di person, a poco a poco, per opera di Lui, si 6
fatta strada; non piii Sionne oggi simboleggia la ri-
costruzione di una nazione giudaica, che lavoro cor-
roditori di secoli ha distrutto, ma A bandiera di so-
lidarietA dei discendenti di una medesima razza, che,
con ammirevole costanza, tende a migliorare s6 stessa
ed a sfatare un pregiudizio fomentato da oscurantisti,
compiendo in tal guisa opera eminentemente civil.
II Sionismo Italiano, per 1'attivita precipuamente
di Carlo Conigliani, ha acquistato oggi oltrechi una
forma pratica, per le precise finalit& che si propone,


anche un tal quale abito scientific, pei problem so-
ciali che tend a risolvere. Per Carlo Conigliani a-
scriversi al Sionismo, e divenirne inr breve autorevo-
lissimo fautore, fu effetto di cosciente convincimento,
non di utopistica sentimentality; l'aver dato a questa
idea nuova, tanta attivith e tanto entusiasmo fu una
manifestazione dell'elevatezza del suo carattere, e della
generosity dei suoi sentiment. A Carlo Conigliani si
deve senza dubbio il rapido progredire del Sionismo
in Italia; al suo nome poi l'autorith che la Federa-
zione Sionistica Italiana ha assunto nell'ultimo Con-
gresso. Fu, ahim6, postumo trionfo di Lui, se pochi
giorni or sono quel voto espresso nel convegno di
Modena, venne accolto dal plauso unanime dei Con-
gressisti di Basilea. Per fermo con Carlo Conigliani
si 6 spent uno dei pii forti campioni del Sionismo
mondiale.
Signori.
La more tronca d' un tratto fulgidissime speranze,
non distrugge ci5 che l'estinto ha compiuto di bene;
ci avra essa rapito l'opera intelligence di Carlo Co-
nigliani; non ha distrutto le idee da Lui lasciate con
profondo intelletto d' more. A noi raccoglierle, e
sulla via da Lui saggiamente tracciata, seguire il cam-
mino che ci condurra alla conquista dei nostri nobi-
lissimi ideal; 1'esempio di Lui ci sia guida, le sue
virth ci siano sprone. Ecco il miglior elogio che in-
tessere si possa dell'amico perduto; ecco il miglior
conforto alla madre derelitta, alla vedova sconsolata,
il piu save ricordo delle virth paterne agli orfani par-
goletti.
Modena, li 6 Gennaio 1901.
Avv. AMLETO SACEBDOTI.



31 Sionismo jtaliano e ) erzl

(nostra corrispondenza)
Milano 3 - '002
Per recarsi da Basilea a Vienna il Dott. Herzl,
capo supremo di tutto il movimento sionistico,
fece una punta in Italia e ieri sera arrivava a
Milano prendendo alloggio all' Hotel Milan. Nella
sera stessa in compagnia del president del gruppo
sionistico milanese assisteva allo spettacolo della
Scala e stamattina il president stesso signor Bet-
tino Levi gli offriva una colazione in casa sua,
presieduta dalla sua gentile signora. Fra gli in-
vitati notammo 1' aw. Treves fratello dei noti e-
ditori, 1'avv. Racah segretario del gruppo mila-
nese, ed altri.
I1 Dott. Herzl, un vero CHARMEUR, raccont6
delle varie interviste da lui avute con sovrani e
segnatamente coll'Tinperatore di Gennania e col
Sultano a proposito del sionismo, e perfino con
vari cardinal di curia e coi nmmzi pontifici.
Dalle impressioui ricevute concluse che il sio-
nismo non ha altri seri avversari che gli..... ebrei
antisionisti che erano legion, e che vanno a mano
a mano perdendo terreno. Ormai e question di
denaro e questo 6 in part venuto, in part sta
venendo. La Banca Coloniale sionistica comincia
quest'anno a funzionare ed il fondo nazionale e-
braico, progettato durante 1' ultimo congress, ha
gia raggiunto una somma rispettabile.
II Dott. Herzl fece notare la part simpatica
che assumerebbero in questo movimento gli ebrei
italiani, qualora aderissero numerosi all'idea sio-
nistica rilevando come sarebbe nobile la parteci-











L' IDEA SIONISTA


pazione di person che come gli ebrei inglesi si
trovano benissimo nella loro patria e che dareb-
bero prova di grande nobilth lavorando per. un
ideal in pro' degli sfortunati. Ci6 servirebbe a
dar prestigio al nome degli italiani press gli
altri sionisti ed a rialzare il concetto ebraico
verso i concittadini d' altra religion che dapper-
tutto dicono volontieri che gli ebrei non vedono
pii la dell' interesse proprio gretto ed immediate.
Accenn6 poi alla propaganda efficace che la Fe-
derazione sionistica italiana potrebbe fare non sol-
tanto in Italia, ma in Tunisia, a Corfii ecc. dove
vivono numerose comunith ebraiche di lingua e
tradizioni italiane.
L'egregio scrittore alluse anche al suo romanzo
ALTE NEULAND che vedrA fra poche settimane la
luce. La vecchia nuova terra 6 la Palestina dove
potranno essere messi in pratica come in paese
nuovo gli ultimi e migliori postulati della mo-
derna scienza social ed economic, postulati per6
che il fine operator trova in embrione contenuti
e talvolta anche svolti nelle nostre antichissime
istruzioni ebraiche.
La lieta ed interessante riunione si chiuse
allo champagne, con un brindisi al vecchio e
sempre giovane Israele, ed alla realizzazione dei
desideri sionistici presto ai nostri tempi, BEIA-
MENN BECAROV: cosa che 6 forse pil vicina di quel
che si crede.
II Dott. Herzl partiva alle 13,5 per Venezia
da dove sabato sera riprenderh il viaggio per
Vienna. G. R.

DA MILANO
( Nostra corrislondenza )
Domenica 12 corr. ebbe luogo nella sala concessa dal Con-
sorzio Israelitico l'indetta assemble del gruppo sionistico mi-
lanese. II president sig. Bettino Levi apre la seduta leggendo
i telegrammi pervenuti dal rag. A. Donati e manda un sa-
luto all'Ass. Sionista di Modena e all'Idea. Evoca poi la lu-
minosa figure del prof. cav. C. Conigliani del quale tesse un
forbito elogio, una necrologia che nulla aveva della freddezza
ufficiale ma che sgorgava calda e sincera dal cuore commosso
di un amico intimo fino dall'infanzia del compianto capo del
sionismo italiano. L'uditorio applaud vivamente ed accolse
ad unanimit' la proposta fatta dal Rabb. Da Fano di leggere
seduta state le ultime parole dette sul sionismo dal Coni-
gliani e che sono inserite nel numero straordinario comme-
morativo dell'ottima Idea Sionista, approve pure ad unani-
mitd che a seduta finita venisse fatta dell'estinto la ufficia-
tura funebre second ii rito religioso e che venisse spedito
alla desolata famiglia un telegramma di condoglianza a nome
del Gruppo.
II president B. Levi che fu anche deputato per Milano
e Napoli a Basilea da relazioni del Congresso mondiale ul-
timamente tenutosi e legge per intiero lo splendid discorso
ivi detto da Max Nordau che viene gustato ed applaudito da
tutti i present.
II president chiude la sua lunga ed accurate relazione
deplorando l'assenza del Consiglio Direttivo della nostra Co-
munita che pure fu con insistenza invitata e dovrebbe veder
volontieri quest lavoro a pro' di un ideal israelitico in un
ambiente come Milano dove l'interessamento e l'attivith nel
campo ebraico erano quasi nulli. Ci6 tanto pit dovrebbe tor-
narvi gradito in quanto che nessuna incompatibility esiste
fra ii sionismo e ii concetto patriottico italiano come fu so-
lennemente affermato dai sionisti d'Italia congregati a Mo-
dena. Afferma pertanto essere necessario che i sionisti entrino
a far part come partito organizzato delle amministrazioni
delle comunitii israelitiche accogliendo vivissimi applausi.
Levi e Racah rispondono ad alcude interrogazioni del-
1' Avv. Jarach, del Sig. Leoni e del Sig. Dreyfus sul lavoro
pratico colonial della Banca e sulla propaganda in Italia e
raccomandano vivamente la sottoscrizioni di Azioni della
Banca Sionistica di Londra e 1' abbonamento all' Idea Sio-
nista di Modena, organo ufficiale della Societ& Italiana.


II President riferisce 'poi sul convegno di Modena e pone
in votazione 1' adesione alla Federazione, collo Statute ivi ed
allora compilato. Sulla quota federal di L. 1 per socio da
pagarsi dalle Societi Federate sorge qualche discussion data
la tenuitA della quota social del Gruppo Milanese che 6 di
L. 4. Tedeschi vorrebbe che presto venisse aumentata a L. 5.
La Signorina Prof. Josz 6 contraria a tale proposta poich6
il gruppo nostro 6 specialmente popolare e quindi dev' essere
accessible anche alle borse minime, oltre a che un aumento
ora dopo pochi mesi di vita della Societi potrebbe, per uno
spirit di economic fors' anche malintesa, allontanare chi sia
in procinto di aderire o scontentare soci attuali che non fos-
sero present.
Racah osserva che non essendo tale argomento all'ordine
del giorno una votazione sullo stesso non sarebbe valida.
Si mette ai voti 1' adesione alla Federazione Italiana collo
Statute compilato a Modena. Si approval ad unanimitA.
President Levi propone poi che date le distance di Mi-
lano e le occupazioni dei Consiglieri, il numero di questi
venga potato a 9 piu facilmente si potra cosi riunire un
numero congruo per le decision di Consiglio.
La proposta viene approvata e furono nominate ad unani-
mita a completare il numero di 9; la Signorina Prof. Lucia
Guggenheim ed i Signori Avv. Ermanno Jarach ed Angelo
Tedeschi.
Si delibera poi di mandare un telegramma al Dott. Herzl,
Vienna, di plauso e d' incoraggiamento per 1' opera grandiose
ed ottima da lui iniziata e da lui tanto sapientemente e co-
scienziosamente diretta.
La riunione era numerosissima mancavano tuttavia
parecchi soci distolti forse dall'uscir di casa dal nebbione denso
- v' erano per compenso non pochi invitati che s' iscrissero
seduta state come soci e presero cosi part anche alle vo-
tazioni.
Dopo la seduta quasi tutti gli intervenuti assistettero al-
1' Ascavi per il povero Conigliani detta dal Rabb. Maggiore
Dott. Fano nell' attiguo Tempio.
g. r.


JEWIJH COLONIAL TRUST

AVVISO.
Per incarico della Direzione della Banca Co-
loniale giudaica (Jewish Colonial Trust) si rende
pubblicamente noto, che la scadenza di tutte le
azioni sottoscritte, e fino ad oggi non total-
mente pagate, 6 stata DEFINITIVAMENTE DICHIA-
RATA, in conformith a special deliberate del Con-
siglio di sorveglianza e della quarta assemble
general degli azionisti radunatasi in Basilea.
Tuttavia in base al diritto consentitole dagli
statuti, la Direzione ha deciso di riservare una
somnna di 10,000 lire sterline, per poter in casi
special ed in certe condizioni, procedure con in-
dulgenza nell' applicazione del precedent delibe-
rato. Se cio6, per circostanze imprevedute e senza
sua colpa, ad un azionista e impossible soddisfare
ai suoi obblighi in riguardo al pagamento delle
rate arretrate sulle azioni da lui originariamente
sottoscritte e ormai scadute, i direttori saranno
disposti, per quanto 1' import di L. 10,000 ster-
line sia sufficient, nei casi che essi giudicheranno
degni, di accreditare di nuovo al relative azionista
1' import gia versato in conto e scaduto, purchi
egli effettui subito i residual versamenti sulle
azioni da lui sottoscritte, unitamente ai noti in-
teressi di sette D (PENCE) per azione o il loro
equivalent.


Brook House, Walbrook


SEGRETARIO GENERAL
JAMES H. L(EWE.
London E-C.


Sianlo costrefti a rimandare I' invio a/ Signori
abbonati della copertina del 1. anno della R i v s t a
la uniremo al prossimo qumero.


_6g AhIJiUJVA'LLrepn011 odnTiorfi eliOai(c. nnmaCoortv)


Rag. AVE ZO DOWANTI reaponoabile,


Mfodena, Tipogratia deegU Operai (Soo, Anoninia Cooperatirca).











ANNO 11.0 MOI3ENA, MARZO 1902 Nu~r.0 3


SPDEA


5IONISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA
FONDATA DAL PROF. CAV. CARLO A. CONIGLIANI

IIillHIIIIIIIIIIIIIIIIIIIlIIIIIIIIIli IIIIIIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII IIIIIIII III nti IIIIIIIIIII uIIIII IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHi tiIIIIIIIIIIIII IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
ABBONAJME.TO ANVVUO. .... L. 2,00 ADESIONI e CORRISPONDENZE al SiUiar
PER L'ESTERO . . . .. 8,00 BENVENUTO DOYATI -. JODEYA


SOMMARIO: Sionismo e Patriottismo, MAX NORDAU. -Note e
Comment, FELICE RAVENNA. Chi sono i < non Sionisti
L. Z. Note sparse. Gli Ebrei in Rumenia. II Siclo ed
il Sionismo, G. CAMMBEO. Sionismo e giudaismo italiano,
Avv. R. OTToLENoIn. Onoranze Conigliani.

SIONISMO E PATRIOTTISMO

LA PAROLE DI MAX NORDAU
Una delle obbiezioni in apparenza pii gravi fatte
al Sionismo, dagli avversari in malafede o da coloro
che parlano senza sufficient conoscenza delle finality
dell' attuale movimento, e di ritenerlo in antitesi con i
sentiment di affetto e di devozione che gli ebrei, come
cittadini, devono nutrire verso le loro patrie di nascita.
Quanto sia infondata tale accusa, parecchie volte
abbiamo cercato di dimostrare: ma siamo lieti di po-
tere riferire sull' argomento la parola autorevole tested
espressa da uno dei capi piu illustri del movimento
sionista. Max Nordau, raccogliendo 1' accusa lanciata
in proposito da un giornalista russo in un articolo
antisionista, la ribatteva ne L' Echo Sioniste, con una
letter in cui cosi scrive, toccando direttamente del
tema propostosi:
< Ecco la risposta che io ho dato a quella
obbiezione in un discorso pronunciato dinanzi a
2000 person nella sala Vittoria a Berlino, il
26 aprile 1898.
< Si dice: il sionismo sara un pericolo per
gli ebrei, perch sembra ginstificare. 1' accusa,
ch' essi mancano di patriottismo.
E chi dunque si fara paladino di tale accusa?
Forse gli antisemiti?
Ma essi non hanno atteso il sionismo per di-
chiararci stranieri e senza patria in tutti i paesi!
Essi ripeteranno sempre quest accusa: anche se
gli ebrei timidi, con la pii nobile indignazione
respingessero il sionismo.
Restano dunque quei nostri compatriot cri-
stiani, che non sono nostri nemici irreconciliabili,
n& person in malafede. Ora io non posso credere
ch' essi negheranno il nostro patriottismo, a ca-
gione della nostra partecipazione al movimento
sionista.
A chi, in vero, si dovrebbe rimproverare di
mancare di patriottismo? Forse agli ebrei che
vogliono emigrare in Palestina? Siam giusti:
costoro non possono certamente. credere di aver
trovato una patria nel loro paese di nascita,
quando da questo sono respinti! Essi non sono
ipocriti, ed & bene che apertamente dichiarino il
loro sentiment.
La loro aspirazione ormai, 6 di divenire cit-
.tadini della Palestina; il loro antico e ardente


patriottismo non pu6 avere per oggetto altro che
la terra santa' dei loro antenati.
Ed ora si vorrebbe forse rimproverare di man-
canza di patriottismo, quegli ebrei che vogliono
rimanere nei loro paesi di nascita?
Costoro evidentemente dimostrano 1' affetto
verso la loro patria, non sia altro, pel solo fatto
che desiderano di rimanere in essa. Si present
loro la scelta fra Sion e la loro patria: ed essi
si decidono per questa!
E non dovrebbe esser questo fatto sufficient,
a garantirli control le malediche insinuazioni, che
vorrebbero renderli sospetti, perched prestano una
mano fraterna a quelli dei loro fratelli cie si
decidono per Sion, e perched vogliono loro faci-
litare 1' esodo, ed aiutarli a stabilirsi in Pa-
lestina?
Il rimprovero di mancare di patriottismo, di
essere altrettanti senza-patria, 6 nn ingiuria cru-
dele nella bocca di coloro che a noi la lanciano.
Quando mai noi ci siamo dichiarati stranieri nella
nostra patria? Non' forse una delle cose alle
quali noi poniamo piui cura da secoli, di far ri-
saltare fra noi e i nostri compatriot solamente
mna differenza religiosa e punto una differenza
nazionale?
Non furono essi che, fino ai tempi nostri,
nelle statistiche ufficiali, ci designarono, non come
una comunita religiosa ma come una nazione
different? Non ci avete voi forse esclusi, in altri
tempi, dai diritti di cittadinanza? E se il Sionismo
e sorto, la ragione e a ricercarsi nel fatto che
gli ebrei non sono ancora dovunque riconosciuti
come connazionali.
Ed ora sarebbe il cohno della malafede, se si
ritorcesse la frase e ci si dicesse, ( noi non vi
riconosciamo come nostri compatrioti, perch voi
siete sionisti ,.
Molti ebrei, anche dei piu religiosi, non vor-
rebbero mai distaccarsi dalla loro patria, ammesso
anche che altri dovessero ritornare in Palestina.
Ed essi vi devono rimanere. II sionismo non
ha per scopo, e non domanda neppure, che gli ebrei
dei due mondi ritornino in Palestina: il sionismo
si propone solamente di portare sollievo a color
che soffrono e invocano soccorsi. Non mira certa-
mente a portare cambiamenti nella condizione di
color che si trovano bene.
Riguardo a quest' ultimi, vogliamo solamente
che stiano ancor meglio: questo fine si raggiun-
gerh, quando una popolazione ebraica si stabilirh,
vivrA, fiorirh in Palestina.
Poich6 noi, sionisti, nutriamo la ferma con-
vinzione, che gli ebrei che si recheranno a sta-


ANNO II.*


Num. 3


M~ODENA, MARZO 1902










18 L' IDEA SIONISTA


bilirsi in Palestina, faranno onore agli altri rimasti
nelle loro rispettive patrie.
Oggi, noi non possiamo che ricevere onta dai
.nostri correligionari che si trovano in uno stato
degradato, abbassati alla condizione di schiavi;
domani, quando la nuova Sion avrA imposto al
mondo di rispettare le attitudini giudaiche, ogni
ebreo potra alzare con piu fierezza la testa.
Colui che non denuncia, come una prova di
mancanza di patriottismo da part degli offerenti,
1' obolo di S. Pietro pagato dai cattolici di tutto
il mondo, non potra poi logicamente lanciare
quella accusa agli ebrei, che, senza rinunciare essi
stessi alla loro patria, aiutano i loro fratelli, che
sognano una esistenza nuova, a realizzare il loro
sogno V.
Ecco ci6 che io ho detto, ben tre anni or
sono.... Le person di buona fede sono rimaste
convinte; quelle di cattiva fede non potranno mai
esserlo da nessun argomento.
Scusate la prolissitm della risposta, e credetemi,
caro college, vostro
SDev.mo
D.r M. NORDAU

NOTE e VOMMENTI

Egregio Sig. H. Prague
Redattore-Capo degli Archives-Israelites
Ella redige un periodic, che ha saputo,
nell'atLiale decadimento del giornalismo israe-
litico, conservare le tradizioni antiche di serieta:
con Lei, alleato od avversario, e sempre piace-
vole discutere. Mi permetta quindi di espo-re it
mio modesto pensiero sul suo articolo < Le Sio-
nisme ), che ha visto la luce nel 1. numero di
quest'anno della Rivista da Lei redatta.
Ella attacca i capi del movimento sionista,
perched reclamano annualmente dagli affigliati
lo Scekel, che, rammentiamolo bene, vale un
franco... e nulla pit, e accenna al sacrificio di
quei capi di famiglia alla cui miseria e sottratto
ii contribute al Comitato Centrale, che Ella ci
dipinge come un demone tentatore.
Ma diciamo la veritA: questo annuo tribute
che i Comitati local sionisti, s' incaricano di
esigere nel modo migliore, potrebbe mai costituire
la fortune delle povere famiglie che ad esso si
assoggettano ?
Anche nei nostri paesi le grand leghe ope-
raie, che si vanno lentamente costituendo, im-
pongono ai soci una tassa settimanale, che, per
quanto lieve, 6 molto pif rilevante dello Scekel
sionistico; e nessuno, neppure i conservator,
control i quali diretta quell' organizzazione
operaia che si prepare a divenir potente, si sono
mai sognati di additare quell'imposta settima-
nale come una sottrazione dell'indispensabile
ai miserabili lavoratori! Lo Scekel e una ne-
cessitA di organizzazione disciplinata: certo, se
in seguito potremo esimerne i poveri sara bene;
che se dovremo invece per gravi contingenze
continuare ad esigere un franco annualmente
da tutti i sionisti indistintamente, non senti-
remo davvero il rimorso di averli per cib solo
condotti a rovina!
Ella consiglia ancora noi sionisti di rivol-
gere le nostre forze a soccorrere materialmente


quei milioni di ebrei di Russia, di Rumenia, di
Gallizia che gemono sotto un'oppressione che,
giustamente, paragona alla schiavith d'Egitto.
E question di metodo !
I sionisti partono dal principio che per ri-
sanare stabilmente le ferite materiali dei nostri
fratelli, occorre pensare a rigenerarli moralmente
e civilmente: e a questo scopo altissimo tendono
precisamente con mezzi, la cui praticitA Ella ci
potra contestare, senza tuttavia contestare ne
la nobiltL dell' idea, n6 la buona fede de' suoi
propugnatori. E d'altra parte, non Le pare, o
egregio Signore, che it suo consiglio dovrebbe
pil giustamente rivolgersi non ai sionisti che,
nella massima parte, procurano di sostituire
alia deticenza dei mezzi material la forza della
voloutA loro, la potenza di un entusiasmo ben
diretto, ma ad altri correligionari, ricchi a mi-
lioni, che pii facilmente ascolteranno la Sua pa-
rola piuttosto che la nostra?
E giacch6 siamo in tema di parole, Ella chiude
il suo brillante articolo, accusandoci di farne
molte, di ubbriacare i poveri fratelli nostri di
Oriente, cui lo stomaco indebolito da digiuni
rende debole la mente, con discorsi infuocati, e
ci consiglia: a avisez aux moyens d' en faire
des homes comme les autres, traits come
les autres et en measure d' accomplir leur de-
voirs sociaux..... >, Leggeudo quest'ultimo pe-
riodo del suo articolo, mi sono chiesto, se chi
lo scriveva era la stessa persona che poco prima
aveva accusato noi sionisti di fare a Basilea
dell' eloquenza e della dialettica! Sinceramente
parmi che anche le sue, che ho riportato te-
stualmente, siauo parole, belle come le nostre.
Havvi perb una differenza: la storia ha giA
giudicato le parole di Lei: il secolo deci-
monono ha provato che nonostante il desiderio
degli Ebrei di divenir uomini come gli altri,
trattati come gli altri, essi sono ancora, e lo
saranno, non sappiamo fino a quando, vittime di
di quell' oppression onde si sono rese trista-
mente famose la Russia e la Rumenia, e quan-
tunque gli ebrei in paesi, che Ella conosce
meglio di me, si sian rimpiccioliti, abbiano
fatto tutto quanto era possible per nascondere
la loro origine, la loro religion, hanno visto,
nel cuore dell' Austria il Municipio divenir
campo vittorioso di quel partito, che dell'an-
tisemitismo fa la sua bandiera, hanno visto a
Parigi, nel cuore del mondo, rinnovarsi col-
1'affare Dreyfus i pii vergognosi pregiudizii
di razza e di religion!
Le parole di noi sionisti hanno invece sulle
sue un vantaggio: che non potranno essere
giudicate seriamente e severamente che dai
nostri pronipoti, quando il tempo abbia provato
1'inutilitA, la futilitA degli sforzi nostri: e ben-
ch6 brillanti ingegni, come il suo, pensino e
facciano capire essere le nostre parole vuote,
io ho speranza, e 1' avrb lungo tempo ancora,
che i nostri pronipoti insieme ai suoi, inneg-
geranno alle nostre parole come a quelle che
preludiavano a una era nuova per Israele!
Mi permetta intanto che Le string la mano.
Ferrara, 20 gennaio 1902.
Dev.mo
FELICE RAVENNA.










L' IbEA SIONISTA 19


CHI SONO I < NON SIONISTI


Parlando di non sionisti >, si capisce che
intendiamo restringere il discorso nell' ambito
della society giudaica e che, percib, non vogliamo
includere nel novero gli asemiti, che non prendono,
di regola, part ufficiale al nostro movimento.
L' analisi va limitata al non piccolo numero
di coloro che, pur essendo Ebrei, per natali, se
non per convinzione, non sono sionisti.
PerchB 1' analisi sia logicamente complete, dob-
biamo pur considerare che non sionisti sono,
anzi tutto, coloro che del movimento sionistico
non hanno avuto sentore o quasi. Questi rappre-
sentano il terreno vergine, al quale principalmente
deve rivolgersi la propaganda sionistica, e tanto
pilu prontamente in quanto vi ha pericolo che
essi vengano ad avere del movimento sionistico
una.nozione inesatta (come accade tanto spesso),
il che potrebbe poi rappresentare un ostacolo forse
insuperabile per la sopraveniente propaganda.
Vengono poi coloro che, avendo sentito va-
gamente parlare del movimento, avendone letto
qualche notizia pii o meno esatta sulle gazzette,
o avendo magari ricevuto qualche numero di
saggio di un giornale di propaganda o una cir-
colare di qualche associazione, non si saranno
curati di fermarvi la mente pii che non occorresse
per ricevere 1' impression puramente acustica od
ottica; e si saranno affrettati o a trapassare ad
altro discorrere o a voltare pagina del giornale
o a butter seccati nel caminetto il numero di
saggio o la circolare. Nella modern general apa-
tia 6 il meno che possa accadere. Costoro deb-
bono essere toccati con una impression pif in-
tensa, sia poi questa fornita dalla propaganda
fatta a viva voce, oppure dalla propaganda cui
sia mediatrice una qualche manifestazione d'arte.
E indubitato perb che il peggior sordo 6
sempre quello che non vuol entire, il peggior
cieco quello che non vuol vedere: il peggior < non
sionista > 6 quello che non vuol esser sionista.
Una penna immaginosa potrebbe tracciare una
gustosissima macchietta del non sionista per de-
liberato proposito, uomo e donna.
C' 6 il giovanotto intellettuale che al vostro
parlar di sionismo sa ribattere, discorrendovi con
finissimo ragionamento di necessaria assimilazione
social, di inesistenza di razza ebraica, di giusta
sopravvivenza del piu forte e correlativo giusto
soccombere del piu debole intendd: element
ebraico), di rinascente antisemitismo, di umana
uguaglianza, di fratellanza di popoli e di tante
altre bellissime cose, le quali rappresentano o un
semplice, ma insufficient velario della paura di
mostrarsi ebreo alla luce del giorno, oppure at-
teggiamenti di poseur pii o meno indovinati.
C' 6 la donna arricchita, la pura bellezza se-
mita, che furoreggia nei salotti alla moda, la
figlia vergognosa dell' antiquario del ghetto o del
cambiavalute, alla quale il padre ha dato un nome
antipaticamente giudaico..... e la ricca dote, che
e ricevuta dalle dame della impoverita aristocrazia
nera e che (cib che 6 ancor meglio), di ricambio,
riceve, e sfarzosamente. I1 suo salotto 6 frequen-
tatissimo: c' 6 il marchese X, la principessa Y,
il conte Z. Lei sionista? Mai, mai; Lei non
ha pregiudizi di bigotta! Lei vive nell' ambiente....


degli altri, e sa che 6 bene accolta senza sorrisi,
senza allusioni, senza diffidenze n6 difference, o
almeno Lei non ha una sensibility cosi morbosa
da poterle awertire.
C' 6 1' omo pacifico, il borghesuccio tran-
quillo, che non vuol fastidi, che non sa di novita,
che paga la sua tassa di culto dove deve pa-
garla, e intended di essere alla pari con Dio e coi
seccatori, che 6 amante della sua quite, del suo
tran tran, che dice di non voler andare a Geru-
salemme, perch si trova benissimo in Italia o in
Francia o altrove, che non vuol sentir parlare
di perseguitati n6 di diseredati, perch a lui pare
di non essere n6 perseguitato n6 diseredato, e non
vuole, in ogni caso, farsi sionista, perch gib
questo sionismo non si sa proprio che cosa sia.
C' 6.... c' 6 chi ha il bilancio.... consolidate:
non 6 permesso iscrivere nessuna spesa nuova,
per quanto piccola. Se esser sionisti, non costasse
niente niente, chissh! Perch6 non li pagano i
sionisti?
C' 6 1' ebreo religioso, 1' ortodosso, misoneista
per eccellenza, che abborre da tutto ci6 che sa
di novita. Se si facesse propaganda religiosa,
meno male; ma far del socialismo giudaico! Come
se non bastasse il socialismo non giudaico! -
Lui, 6 uomo dell' ordine.
C' 6 la figure dell' arrivato: professor, avvo-
cato di grido, alto funzionario, magari ministry.
I1 suo nome a Giacobbe, ma si fa chiamar Gigi,
e il suo ultimo lavoro dato alle stamp, porta
scritto che 1' autore 6 il prof. o 1' avv. o il dott.
G. ece. E G. pub voler dire anche Giovanni,
Giuseppe, Gustavo.... Come pub aver tempo
di esser sionista, lui? Ha ben altro cui pensare!
Le sue occupazioni sono tante! Del resto, il mo-
vimento sionistico 6, per non dir altro, inoppor-
tune; risveglia odi che erano sopiti, e, dato anche
che suo fine sia di sollevare il proletariato, esso
si propone un fine che non pub raggiungere, per
il semplice fatto che, da noi, il proletariato non
esiste; son tutti ricchi gli Ebrei!....
Non 6 vero che solo in diritto la posizione
dell' ebreo sia parificata a quella di ogni altro
cittadino; egli stesso pub considerarsi come un
esempio vivente della stima nella quale 6 tenuto
un uomo di valore indipendentemente da ogni con-
siderazione di fede....
Tali e simili sono i non sionisti; nemici in-
conciliabili alcuni, perch ispirati dall' interesse o
dall' ambizione; forse conciliabili gli altri per
mezzo di una saggia e illuminate propaganda.
La quale, eliminando con cura ogni principio che
contrast a quello della pacifica coesistenza, nella
reciproca tolleranza, di tutte le confession, di
tutte le razze, di tutti gli ideali, ne renda per-
suasi che se il movimento sionistico a nato dal-
1' odio altrui, esso non vive nell' odio, ma nel-
' more; e che 6 appunto un grande senso di
more e di fratellanza quello che, avvertendoci
della origin comune che avvince noi alle altre
membra disperse del popolo d' Israele, deve es-
serci incitamento ad un' azione comune nei nomi
di diritto e di umanita.
Molte diffidenze potranno vincersi, molte forze,
ora avverse, potranno diventare alleate. Una sola
categoria sar. sempre inconquistabile: quella di
coloro che si vergognano di essere ebrei.
L. Z.












?0 L' IDEA SIONISTA


JIOTE SEPA SB



NEL NOSTRO NUMERO GENNAIO-FEBBRAIO, gia
completamiente esaurito, sono incorse alcune sviste tipo-
grafiche, le piiu gravi delle quali P intelligence lettore avra
gih da s6 stesso corrette.
Domandiamo venia e provvederemo per 1' avvenire.
UNA FILIALE DELLA BANCA COLONIAL IN
PALESTINA. Ci si comunica che mediante un viaggio
a Costantinopoli del Dottor Herzl e del Direttore della
Banca Coloniale Israelitica si sono initiate le trattative per
1' apertura di una filiale della Banca stessa, conform ai
desideri espressi nol recent congress di Basilea.
L'EBREO ERRANTE E IL SIONISMO. A pro-
posito di una brillante conferenza, tenuta su quest tema
alla Fratellanza Israelitica di Ferrara dall' egregio nostro
amice e collaborator Avv. Enea Vigevani, riceviamo la
seguente corrispondenza:
4 FERRARA (9 febbraio). Per iniziativa della locale
Fratellanza Israelitica, oggi, dinanzi ad un pubblico scel-
tissimo, 1' Avv. Enea Vigevani, teneva una conferenza sul
tema: 4 L' ebreo errant e il sionismo >.
Presentato dall' egregio Presidente della nostra Ass.,
Avv. Felice Ravenna, il chiaro conferenziere, dope breve
esordio, inizi6 la lettura della sua conferenza. Questa si
componu di due parti ben distinte: nella prima Avv. Vi-
gevani ricostrul, con metodo e diligenza, la leggenda del
1' ebreo errante, facendo specialmente risaltare con una
esposizione nitida, per quanto densa di riferimenti eruditi
la notevole part da quella avuta nelle varie lettera-
ture, sia nella nostra italiana, come nelle straniere; nella
second, considerando i cardini dell' attuale novimento
sionista, 1' 0. eloquentemente constata come esso sia opera
di giustizia, a favor di quegli ebrei, che in certi paesi
possono considerarsi ancora oome erranti, a con logical e
convinzione ribatte molte obbiezioni degli avversari, no-
tando la elevatezza delle rivendicazioni che il sionismo si
propone.
La bella e dotta conferenza fu salutata da grand una-
nimi applausi >.
LA FERROVIA DI BAGDAD. La grande ferrovia
che si sta costruendo, e che dovrA congiungere Bagdad
colla Palestina, 6 destinata ad avere i pih benevoli in-
flussi sullo sviluppo industrial delle colonies ebraiche pa-
lestinesi. I giornali sionisti si occupano cou interesse
e favor delle important iniziativa.
La concessions, infatti, test fatta dal sultano alla So-
cieth della ferrovia di Anatolia, 6 destinata a collegare la
rete ferroviaria dell' Asia -Minore con le pih lontane pro-
vince dell' impero, passando per Bagdad e Bassora, per
raggiungere poi il litorale del Golfo Persico, mettendo
cosi il Bosforo in diretta e rapid comunicazione con
1' Oceano Indiano.
t da Konia, attuale punto terminal sud della ferrovia
di Anatolia, che partirA la nuova line, la quale, dope
avere attraversati gli altipiani della Caramania, e valicata,
merc6 lavori ed opere d' arte numerosi e di difficile esecu-
zione, la catena del Tauro, scenderA con ardite pendenze
nelle fertili vallate della Cilicia settentrionale ed arrivera
ad Adana, citth industriosa, gia riunita al mare dalla fer-
rovia che fa capo a Mersina.
Da Adana, la grande line di Bagdad piega verso il
nord-est, risale la vallata del Djihan e s' inoltra nella fo-
resta montuosa che' adduce al Ghiaur Dagh (Monte del-
1' Infedele) che essa varca per la stretta di Bagt-ch6, per
dirigersi quindi, attraversoead una regions molto acciden-
tata verso il sud-sud-est, passando per Kazanali, Kilis e
Tell-Habesch.
A partire da quest'ultima locality, che sara collegata
all' important cittA di Aleppo mediante una diramazione
di circa 60 chilom., la grande line si dirige verso 1' est;
essa attraversa 1'Eufrate in un punto situate a 20 chilo-
metri circa al sud di Bircdjik, attraversando le interes-
santi ruined di una citta anticamente nota sotto il nome
d' Europus; pass per Harran, Ras-el-ain e Nussebein, eve
fa un gomito verso il sud-est, per raggiungere Mossul, ed
avvicinare cosi gli avanzi dell' antico splendor di Ninive
alla modern civilizzazione.
Da un punto situate su questo percorso, e che sara
ulteriormente determinato dal Governo imperial ottomano
per accord concessionari, si dipartirA una diramazione
che unira Urfa, 1' antica Essa, alla line principals.


Questa, lasciando Mossul, segue la riva destra del Tigr6
e, dirigendosi verso ii sud, passa per Tekrit e Sadij6,
dove invia una diramazione verso Han6kin, sita in pros-
simith della frontier persiana, e giunge a Bagdad.
Da Bagdad, la line, dopo aver attraversato il Tigri,
raggiunge Kerbela e Nedjef (Meched Ali), luoghi celebri
di pellegrinaggio, cui convengono ogni anno un immense
numero di fedeli maomettani, e si dirige quindi, passando
per Zubeir, verso il suo punto terminal, Bassora, il grande
centre commercial sul Chatt-el-Arab, mentre una dira-
mazione, partendo da Tubeis, stabilisce una diretta comu-
nicazione col litorale in un pnnto che sark ulteriormente
fissato.
Tale 6, nelle sue grand line, il tracciato che seguira
la concessa ferrovia. Compresi i tronchi, il sue sviluppo
sara press'a poco di 2500 chilometri, da Konia sine al
mare.
GIOVANNI VON BLOCH, o il papa della pace >, come
lo chiamavano al Congresso dell' Aja, dove s'era recato
a rappresentare lo Zar di Russia, 6 morto in questi ul-
timi mesi. Con questa figure d' uomo integro e labo-
rioso, die dedic6 tutti i suoi anni ad una fervida predi-
cazione per ii grand ideal della pace, sparisce una delle
maggiori glorie contemporanee per noi ebrei. Nella
Russia, dove il giudaismo trova una ospitalita cosi in-
grata, Giovanni Bloch, ebreo, aveva saputo raggiungere
uno dei posti piu eminent nella vita pubblica. Nominate
consigliere di state, fu apprezzato molto dallo Zar, che gli
concedeva una confidenza special chiamandolo come col-
laboratore nei suoi studio. La sua vita laboriosa lo ono-
rava pii di ogni titolo; e forniva una prova della verith
intuit da Guglielmo Ferrero, della grande somma cio6 di
geniality che giace latente nelle masse ebree della Polonia
e della Russia, e che si sprigionera facendo meravigliare
il mondo, appena per quella povera gene sia sorto il sole
della redenzione civil.
Frattanto in color che certi special casi della fortune
assecondano, se ne vedono, tratto tratto, alcuni esempi.
11 testamento dell' illustre uomo contiene, fra 1' altro,
parecchi legati per fondazioni giudaiche di beneficenza e
comiucia colle parole: < Io he vissuto sempre come ebreo,
e muoio come ebreo >.
ISRAEL ZANGWILL CONTROL LA & ICA . Per
< Ica >> intendesi < Jewish Association Colonisation *,
1' istituzione fondata coi milioni del barons Hirsch, per
favorite 1' emigrazione in Argentina degli ebrei oppressi.
Israele Zangwill ha gia pronunciato, a proposito dell' ul-
timo congress di Basilea, una profonda requisitoria control
gli amministratori testamentari del barone Hirsch, per il
mode con cui essi curano gli interessi della benefica fon-
dazione: e i nostri lettori hanno letto nell' ultimo numero
della Idea integralmente tradotto il discorso in parole.
Rileviamo ora per la cronaca un altro poderosissimo
discorso sull' argomento, pronunciato dal poeta inglese
dando relazione del suo operate come delegate al Con-
gresso, in una seduta general della z English Zionist Fe-
deration >, tenuta in una sala del Toynbee Halle il 1.0
Febbraio u. s.
Nella prima part 1' combatte l'operato dell' < Ia c ,
con potenza di argomentazione e smaglianza di stile;
nella second, propugna le finality del Sionismo, e ribatte
non meno energicamente le obbiezioni fatte al movimento
giudaico.
Magari, ci fosse date di riportare per intero 1'eloquenti
parole dello Zangwill! Ci limitiamo intanto a riferire 1' ul-
timo tratto del lung discorso, giacch6 esso coincide col
tema, che in questo stesso numero della Rivista, il let-
tore potra leggere, svolto dal Nordau:
< L' argomento assurdo: << abbracciare il sionismo 6 con-
trario alla lealtA verso la propria patria di nascita o adot-
tiva 5, 6 ormai completamente scalzato dal discorso pronun-
ciato dal signor S. Goldreich nel Congresso sionistico del
Sud-Africa.
< Che cosa 6 patriottismo? > egli si chiese. < Attual-
mente, nel Sud-Africa, possiamo dare una risposta ben
semplice a quest domanda: patriottismo 6 desiderio vivo
e ferma volontA di sacrificare anche la vita per il proprio
Re e per la patria.
< Orbene, signori, come presidents della Federazione
Sionista del Sud-Africa, io debbo farvi notare, che almeno
due terzi degli ebrei che era combattono in prima lines
per 1' Inghilterra, sono sionisti.
E come capo poi di una famiglia giudaica, che in
questa guerra ha cinque dei suoi membri sotto Is armi,
io respingo ogni accusa di mancanza di patriottismo, come
una crudele e vigliacca calunnia.... >








L'IDEA SIONISTA '21


QL1 EDRE! IN JRUI ENIA

NUOVE LEGGI RESTRITTIVE
Alle camere rumene 6 stato presentato dal
ministro dell'interno un progetto di legge, ri-
guardante 1'ordiuamento di polizia nei villaggi
e nei mercati, collo scopo dichiarato a di ga-
rantire la sicurezza e il mantenimento dell'or-
dine >.
In questo progetto di legge si contiene, fra
1' altro, quanto segue:
ART. 17. Al Consiglio di Reggenza e data facolth
di accordare o di negare agli stranieri il soggiorno tem-
poraneo o il fissare il domicilio nel Comune.
La concession dovr, esser convalidata dall' assenti-
mento del ministry dell' interno, ottenuto il visto favore-
vole del Prefetto.
Al ministry dell' interno 6 pure riserbato di deliberare,
dopo avere udito il parere del Prefetto, in caso di ricorso
control un rifiuto. I1 ricorso deve essere presentato nel ter-
mine di dieci giorni.
ART. 18. Coloro che assumono al loro servizio opera
stranieri, devono presentare una dichiarazione, colla quale
si impegnano di pagare, durante il soggiorno dell' operaio
assunto, le imposte governative, distrettuali e comunali che
lo riguardano; e si ritengono inoltre responsabili per ogni
eventuale danno, che, al comune lo ai private, 1' operaio
straniero dovesse arrecare.
ART. 23. Gli stranieri che non si uniformano agli
obblighi prescritti, per ordine del minister dell' intern
saranno espulsi dal paese per vie administrative.
ART. 24. Gli stranieri che col mezzo di azioni, scritti
e parole pregiudicano la general sicurezza dello Stato o
disturbano 1' ordine e la pubblica quiet o arrecano offesa
alla legge, possono, second la legge per gli stranieri, es-
sere banditi, anche se espressamente abbiano ricevuto il
permesso di soggiorno; astrazion fatta dalla' punibi-
lith per 1' offesa alla legge.
ART. 40. Nessuna pubblica impresa, locanda, albergo
di stranieri, commercio di generi, vart, caff&, negozi di
chincaglierie, forni, possono essere aperti o iniziati senza
il permesso del Consiglio di Reggenza e il visto del pre-
fetto.
ART. 44. Solamente i Rumeni e i natwralizzati pos-
sono ottenere il permesso di aprire un pubblico negozio. -
Si fa eccezione solamente per le cantine, situate nei din-
torni di fabbriche, industries boschereccie e cantieri, che
appartengono a stranieri o a society.
Ora, evidentemnente, questa legge 6 diretta
quasi esclusivamente control gli ebrei: e cib
emerge, dal fatto che nell'idioma rumeno, fino
dal 1878, gli ebrei in Rumenia sono designati
come stranieri per eccellenza, e dall'artic. 44
che accord soltanto ai rumeni e ai natura-
lizzati di aprire local pubblici; e gli ebrei ru-
meni non sono considerate come tali, anche se
hanno adempiuto all'obbligo military e da tempo
immemorabile si .sono fissati nel paese: -
d' altra parte, non vengono poi naturalizzati
che in casi rarissimi. Second ogni previsione
questo progetto di legge arrive'r fino alla ca-
mera ed al'senatb, ed otterrA la sanzione reale.
Con essa sarA sanzionata la complete rovina
economic degli ebrei di Rumenia; poichb gli
articoli 40 e 41 null' altro significant, se non
che a quelli debba esser vietato per legge di
attendere ad una industrial onesta.
Se la legislazione rumena fosse tanto leale,
quanto i tenace e'consciadegli effetti che vuol
raggiungere, il titolo del nuovo progetto avrebbe
dovuto essere cosi espresso: e sul modo di affa-
mare e di espellere indirettamente gli ebrei.dalla
Rumenia >.
L' ufficioso Die Welt, conolude:i suoi com-
menti su queste, gravi tnotizie, nel -seguen'te
modo: x Saremmo curiosi di entire quali prov-


vedimenti pensa di assumere il giudaismo uffi-
ciale antisionista dell'Europa Occidentale, con-
tro imminent pericolo di unanuova emigra-
zioue in ruassa degli ebrei rumeni.
Nel campo antisiouistico si dovrebbe anche
aver qualcosa imparato e nulla dimenticato della
catastrofe dell'estaLe del 1900! 1)

*
Nel process Verbale della seduta 18 gennaio 1901
della Filiale in Trieste della Alleanza Israelitica di Vienna,
leggiamo a questo proposito:
<< Passandosi poi all' Ordine del giorno, il sig. Presi-
dente riferisce sull' Assemblea general della Centrale, te-
nutasi a Vienna addi 16 maggio 1901, nonch6 sulla rela-
zione 12 corr. riguardo alla gestione rumena, la quale dal
1900 in poi assorbi tutte le risorse disponibili e tutte le
reserve; e siccome il bisogno per la continue emigrazione
6 tutt' ora imperioso, la Centrale si trov6 obbligata d' aprire
un' altra sottoscrizione; e si rivolge pertanto a tutti i nostri
correligionari acciocch6 vogliano contribuirvi second le
loro forze, per poter continuare cosi nella distribuzione di
soccorsi a quest esuli, i quali ad outa di essere disposti
e capaci ad ogni genere di lavoro, non riescono a procu-
rarselo in Rumenia e devono emigrare per non vedere mo-
rire d' inedia e moglie e figli. Purtroppo la nostra Centrale,
per mancanza di mezzi deve limitarsi ad inoltrare le donne
ed i figli di questi infelici, i quali giunti in America tro-
vano lavoro sufficient per mantenersi.
Non possiamo ricorrere ad una soscrizione pubblica,
poichI la stessa pubblicith farebbe aumentare a dismisura
il movimento d' emigrazione e lo sbilancio esistente alla
fine del 1901 di Cor. 100 mila, s' accrescerebbe maggior-
mente. La nostra filiale si limita solo a descrivere le con-
dizioni insopportabili di quest povere vittime dell' odio
di razza e fa quindi caldo appello ai benefattori, onde ci
soccorrano nella bisogna con delle generose elargizioni,
nonch6 con 1' associazione regolare all' istituzione, restando
fissato il minimo contribute annuo in Cor. 6. per ogni
socio ).


IL SICLO ED IL SIONISMO


Siamo, second il calendario ebraico, in Adar 20
e parlare degli Scecalim o Sicli & argomento di
attualith. E noto che il trattato misnico, detto
appunto < Scecalim >, si occupa estesamente del-
1' antica tassa testatica degli israeliti; e conosciuto
altresi che il tabernacolo eretto da Mose nel ,de
serto fu il frutto del contribute volontario di
tutto il popolo: ricchi e poveri, uomini e done
portarono la loro offerta per la costruzione di
quel tempio portatile, per la confezione degli ar-
redi sacri, e per quella degli abiti sacerdotali.
A. proposito di queste offerte volontarie, il
Cap. 36 dell' Esodo ci racconta con quanta spon-
taneita uomini e done del popolo d' Israele
pffrissero ogni mattina nuovi doni, nuovi mate-
riali per la costruzione del Tabernacolo. Gli artist
designati da Mose. trovarono che la generosity
del popolo era stata superior al bisogno, e Mose
fu costretto ad avvisare che non si recassero altre
offerte pel sacro tributo, essendo ormai a. suffi-
cienza quanto era stato elargito.
Questo racconto. biblico noi vorremmo desi-
gnare a certi correligionari, i quali tanto si .la-
gnano per.la tassa di culto.: e nell':attuale .deca-
,denza se ne trovano in tutte le Comunita! Qual
divario dai tempii di Mose ai nostril allora .oc-
correva raccomandarsi perch non si offrisse oltre

SI Su I' argomento ricoviamno lo bozzo di un poderoso studio
ohe il nostro Angelo Snilam pubblicherh prossiniamente nolla
SRiforma, Sociale ~ :Np pcrlprema diffusaoente nel prossimni
ummero. N. d. R.











22 L' IDEA SIONISTA


il necessario, ed oggi siamo arrivati a tal punto che
si fanno cause in tribunal, per esimersi dal pa-
gamento del contribute per le spese di culto o
per la sacra istruzione!
Second ancora la legge mosaica, ogni qual-
volta si voleva fare il censimento della nazione
israelitica, ogni individuo era obbligato a pagare
un mezzo siclo d' argento, che corrispondeva, se-
condo 1' affermazione del celebre Luzzatto, a circa
due lire nostre. Durante il second Tempio poi
venne in uso di pagare ogni anno questo mezzo
siclo, ed il ricavato andava a vantaggio di Ge-
rusalemme: non solo gli Ebrei della Palestina, ma
anche quelli di altre parti del mondo concorrevano
in questa offerta.
Al dire di Giuseppe Flavio, la citth di Near-
deuhA, situata sull' Eufrate, era depositaria del
religioso tribute che gli Ebrei sparsi nella Persia
inviavano annualmente a Gerusalemme.
Nel mese di Adar poi si notificava dappertutto
1' invito per 1' annuo pagamento dei Sicli: ed e
appunto in memorial di questa tradizione che in
tutte le Comunith Israelitiche, si commemora il
- Sabato di Scecalim ,, il sabato cio6 anteriore
al primo di Adar, e nell' anno bisestile quello
invece di Adar II.* e si recitano alcuni versetti
dell' Esodo Cap. 30 relativamente alla legge del
mezzo Siclo. Ed ora, una proposta!
Oggi che quest tassa non viene piui pagata,
non potrebbero gl' Israeliti inviarla ai Comitati,
ai Circoli Sionisti, i quali sono benemeriti pro-
tettori dei nostri poveri fratelli di fede, perse-
guitati e maltrattati, e cui & opera di umanith
e di giustizia offrire un asilo sicuro?
Quelle Comunita dunque che oggi ancora rac-
colgono 1' offerta del Siclo da alcuni private re-
ligiosi, invece di inviarla ai poveri di Gerusalemme,
dovrebbero devolverla agli intent del sionismo;
perch gli ebrei rumeni, russi o di altri paesi, si
trovano in assai peggiori condizioni dei nostri
fratelli palestinesi. Il mezzo siclo potrebbe essere
un' altra fonte di risorse per la causa sionistica,
che dalla riunione delle forze tutte, anche le pii
modest, del giudaismo, derived il suo generoso
avvento.
GIUSEPPE CAMMEO.


SIONISMO E GIUDAISMO ITALIANO

Senza voler gittare improvvidi allarmi, & pur
d'uopo constatare che 1'Ebraismo italiano 6, da
anni, su una china di decadimento che pareva sino
a ieri irrefrenabile; poca forza di resistenza morale,
di front all' assenza di ogni scopo per resistere. E,
ahimb come dar torto alle sorvenienti generazioni
se correvano all' assimilazione, ancor turbate da an-
tichi tristissimi ricordi? Non la forza del convinci-
mento religioso piI le assisted, scossa da una univer-
sale tolleranza filosofica appresa nelle scuole, che
relega in luogo secondario il rito: mentr'essa aveva
armato del triplice bronzo oraziano il petto dei padri.
Or dunque, giusta sorgeva la rampogna dei concitta-
dini cattolici: a qual diritto pia avete voi di sce-
verarvi? Il nume Leopardiano, che a tutti e Giove,
ci affratella. In nome di qual ideal difendete voi
una originality che non vi appartiene piu, che piu
non vi e nota? "
Il giovine, all'apostrofe, trascinato nel vortice
dell'idea modern, entro si ripiegava e scrutava
fibre a lui ascose; e sentiva in se risonare accordi di


remote eth ch'egli piu non'riusciva a distinguere.
E dolorosi stringimenti gli comprimevano 1' animal
Oh, non la universal pieth umana divinata da Isaia
e fatta ancora tale dominatrice delle coscienze, che
Israele, possa, volontario Cnrzio rinnovato nei secoli,
gittarsi nella voragine dell' annichilimento! E il
cuore ebreo ancora senate entro s6 risonare accord
che non rispondono alle voci, ai canti di spensierata e
spesso egoistica letizia che intorno a lui si intuonano.
Ma tale risposta al sollecitatore impensierito della
discordanza semitica, disturbatrice dell' equilibrio
della quite social, mal veniva al labbro del gio-
vinetto confuso; e la discordanza fra le cose ap-
parenti che lo spingevano all'amore ariano e allo
annichilimento della individuality semitica, e la
realty che confusamente glie ne rappresentava i
contrast, si confondeva per esso nel pianto e in
una lotta inefficace.
E Ario incalzava: < Oh! ben conosco il Nume
che intorno aleggia; e del potente incitatore di di-
scordanze e di separazioni e di isolamenti sento
intorno spirare 1'ambrosia. Oh, quell'aureo vitello
al quale Ario non s' inchina, da noi si dilunga! *.
Ora, dopo cinquant'anni di libero regime, due
generazioni che vissero la libertA e trassero pro-
fitto dalla esperienza degli agitati decenni, pensarono
che, se la liberty impone a Israele di collaborare
nel paese che e nostra patria, non essa pu6 imporci
cio che piu alla natural repugna: una resa a di-
screzione, una morte volontaria.
E se non 6 convenient sforzare le menti a un
regresso di religiosa intolleranza, non per quest
dev'esser negato al giovane ebreo, che pure apra
la mente a ogni piu largo sogno di umana univer-
salitA, di affermare a s6 stesso, e altrui: w E' ancora
in me, hel complesso di fibre che nei secoli form
la personality ebrea, un insieme di idee, di tradi-
zioni, di aspirazioni geniali, che io non ho diritto
di gittare, ignobile zavorra, nell' oceano dantesco, il
cui fondo il navigante
< in pelago nol vede, a nondimeno
egli 6, ma cela lui 1' esser profondo
Paradise, o. 19 .
Queste cose piu non si ardiva affermare in Italia;
da quando di quell'edifizio eccelso di antichissima
sapienza umana, di quella poesia profumata che
olezza nella Genesi, di quella filosofia sovrana che
troneggia nei Profeti, nulla piu era oggetto di culto
reverent fra noi. Un' atavica e inconscia reverenza
restava soltanto alla nostra gioventii. Or & egli ap-
punto tal voce che il Sionismo Italiano deve rin-
novare. E, nel campo pratico, deve rinverdire 1' ap,:
passito tronco d'Israele. Un rinnovamento nel-
1' educazione dei giovani deve avvenire, si che non
si perpetui quella ch' e antica tendenza dei vinti di
farsi ottimi burocratici al servizio del vincitore: po-
sciachb, dice Omero,
( Toglie mezzo al valore il di servile ,.
Chi fu in Egitto, sa che i Cofti, le cui sorti tanta
somiglianza hanno con Israele, formano il nucleo
dei segretari contabili di ogni uffizio pubblico. Gia
ai tempi degli Arsacidi, essi usavano volontieri gli
Ebrei quali pubblici funzionari; e Neemia fa da se
la sua presentazione al pubblico nella sua Cronaca,
quale eccellente sottoprefetto di Dario. Invece noi pos-
siamo nelle tradizioni della faticosa carrier di Aha-
svero trovare altri esempi pia confacenti a una no-
bile attivita umana; nell'epoca romana, i giovani
negozianti ebrei percorrevano 1'impero, diffonditori
per tutto dei traffic piu preziosi, e, colle merci del
ricco oriented, portavano in Roma il seme del Nume
universal. Onde Giovenale denunzia il proselitismo
che il negoziante Siriaco esercitava fra le dame su-
perbe, mentre all'occhio attonito dispiegava i superbi
riflessi delle sete variopinte. Strano e forse unico
esempio di union del traffic coll' idea morale e
filosofical











L'IDEA SIONISTA 23


Tale, al mio occhio di storico, appare nei secoli
la permanent caratteristica del genio ebreo; che
alla positivity della vita operosa associa. le pii alte
aspirazioni del mondo morale. E questa strana con-
sociazione non e ammessa ne compresa dall' ariano
che si fa spregiatore d' Israele: ma lo spregio, in-
giusto, non va considerate. In tempo poco pif antico,
gia durante la vita di Cristo, un commerciante ri-
duceva al Dio Ebreo la famiglia di Adiabene, la
Elena regale.
A tali caratteristiche deve informarsi a mio av-
viso il Sionismo in Italia; curando, con circoli di
ebraica e biblica coltura, associate con istituzioni di
fisica rigenerazione educativa e con scuole di me-
stieri e di arti, di foggiare una pii forte tempra
della gioventf ebrea, che nobiliti il lavoro e lo
associ, fra le esigenze pratiche del vivere, alle spe-
culazioni pii elevate del mondo morale
Avv. R. OTTOLENGHI.


ONORANZE CONIGLIANI
Numerose necrologie del nostro povero Estinto
leggiamo giornalmente nelle Riviste che ci per-
vengono. Segnaliamo per ora quelle del Die Welt,
dell'Echo Sioniste, degli Archives Israelites, dei
giornali ebraici italiani, di parecchie riviste scien-
tifiche; sulle quali tutte riferiremo al prossimo
numero. Seguitiamo per ora la cronaca delle com-
memorazioni.
La Commemorazione del Circolo Sio-
nista di Ancona.
Dal nostro corrispondente di Ancona riceviamo la
seguente:
( Per commemorare degnamente la memorial di Carlo
Conigliani, 1'avv. Roberto Ascoli consigliere del
nostro Comitato Sionista ebbe 1'incarico di tesserne
1' elogio funebre.
Molta era la aspettazione per udire un cosi geniale
orator, perci6 parve troppo ristretto il solito locale
del Talmud Tora e, richiesto, fu gentilmente concesso
l'Oratorio di rito Levantino.
La sera dell'll gennaio, il vasto locale di questo
sacro Tempio, illuminate come altre volte per com-
memorazioni di illustri defunti, era affollato della
part piui eletta della nostra ComunitA, tra cui molte
distinte signore.
Assistevano 1' Onorando Rabbino ed i Consiglieri
della UniversitB Israelitica.
Il president del Comitato Sionista sale sul pul-
pito e legge telegrammi, fra cui quelli del Comitato
di Modena, di adesione alla mesta cerimonia.
Indi l'avv. Ascoli, con parola affascinante, cosi e-
sordisce:
< Non e senza impeto di pianto che io ripenso
w alle onoranze tributate alla salma di Lui nella natia
< Modena, in un grigio mattino dello scorso dicembre.
vt Tutta la citti niuna classes social, niuna
confession religiosa esclusa partecip6 commossa
al funebre corteo, e di Carlo Conigliani tesserono
< le lodi non pure i compagni della Fratellanza Israe-
< litica, non pure i colleghi della Universit& degli
< studio, ma gli operai e i discepoli e i rappresen-
< tanti di una fede political alla quale Egli non ap-
< partenne.
4 N 1' eco di questo rimpianto si ristette nell'am-
4 bito delle mura cittadine, che tutta la stampa ita-
4 liana e il Ministro della Istruzione pubblica vollero
< onorare quest tomba anzitempo dischiusa.
,4 Perch6 cosi vivo cordoglio? Che cosa ha compiuto
< quest giovane nella sua breve vita?
a Io ve ne dirb semplicemente la ragione e vi dir6
4 anche perch siete qui convenuti ad ascoltare 1' elogio
< funebre, in questo luogo, sacro al Dio d'Israele, qui


, dove le anime fervide offrono al Signore il profumo
* delle loro preghiere.
< Gli e che Carlo Conigliani intese sin da giovi-
< netto la responsabiliti e la ragione del vivere, de-
< dic6 e svilupp6 tutte le sue forzo intellettuali e
< morali a vantaggio degli umili, gitt6 1'anima pal-
pitante nelle aspre battaglie del pensiero e dell'a-
4 zione e svolse pienamente le sue attitudini in isqui-
4 sito e fecondo equilibrio.
t Ricco, non si chiuse nA si acquet6 nella lieta
4 accidia del censo.
< .... Ebreo, non pati fastidio della sua sorte; ma levr
< alta la front, orgoglioso di appartenere alla tribi degli
" eletti, e divenne < colui che la difese a viso aperto >.
E, ritraendo luminosamente la vita del Conigliani
< quale fu nel campo intellettuale 3 rilev6 come non
si acquetasse in speculazioni scientifiche e dottrinarie;
ma < into il pensiero di una agile e forte armatura
di studio scendesse nel campo delle urgenti neces-
sita social.
Non la carita che avvilisce, non la filantropia che
si ammanta di vanitA, ma il suo altruismo fu intima
espansione dell'animo buono che s'irradiava dal suo
stesso essere nell'altrui bene o.
4 Cosi tutti i suoi studii mirarono al provvido,
- cosciente, non declamatorio miglioramento del pro-
* letariato *.
Perci6 appena sorse nell' orizzonte il fulgido ideal
del Sionismo, egli l'intese fervidamente e se ne fece
acceso banditore e propugnatore.
L' Oratore definisce il Sionismo 1' antidote dell'an-
tisemitismo, di quest lebbra che ci avvelena da so-
coli, qua contaminando il nostro spirit, 1 uccidendo
le nostre vite.
Narra come, tra gli spettacoli angosciosi di fraterne
miserie, nel nome sacro della Scienza, germogliasse nella
mente di due anime elettissime di nostra gene 1' idea
sionista, di cui precise gli obbietti e vanta gli ef-
fetti morali e material fin qui ottenuti e quelli an-
cora maggiori che si dovranno ottenere.
E s se alla nobilissima gesta prosegue 1' orators
c l'Italia ha partecipato e ha potuto essere degna-
< mente rappresentata, lo si deve in singolar modo
" all'Uomo che oggi onoriamo.
4 Egli fu, tra gli aneliti, la volonta; tra le asso-
ciazioni indeterminate, la energia sapiente, operosa>.
Ricorda, destando profonda ammirazione, l'opera
Sua compiuta e il nobile ardire nel levarsi 4 assertore
e banditore aperto, agli corazzato dalla scienza
ufficiale del diritto di vita di nostra stirpe pub-
blicando e diffondendo nei timidi ambienti delle nostre
piccole comunita, un giornale < fiammante di fede >
l'Idea Sionista.
E, rileggendo quelle sue polemiche austere, vibrant
di idealitA, gli tornano alla mente gli antichi nostri
profeti, le loro vision frementi di giustizia e di ri-
parazione social, quei gridi irrefrenabili dells loro co-
scienze, che sono tra i pit fieri che abbiano mai
fatto trasalire i ricchi nei loro palagi e versato il bal-
samo della speranza nel cuore degli oppressi ,.
Poich6 la lotta che il Sionismo combatte control
l'antisemitismo non 6 che un episodic della battaglia
che avr& per epilogo la elevazione morale, non solo
del popolo eletto, ma di tutta la umanita.
Cosi la intendano le forti anime inamorate di ideals
che fra di noi meditano ed operano.
Cosi la intendeva Carlo Conigliani, < e i dodici
numeri del suo giornale no sono document e testimo-
nianza sicura ,.
Solleva nell'uditorio fremiti di commozione vivis-
sima, quando invocando con sublime slancio lirico la
gloria e la santita dei nostri padri, esalta gli inestin-
guibili nostri ideali, e le virtii che a noi consentono
gli stessi nostri avversari.
e< ad Israele egli esclama con nobile orgoglio
<< che la umanita deve il sentiment di pieta verso
c gli umili e il principle di eguaglianza social ,.











4 L' IDEA SIONISTA


Unita della legge nel mondo e trionfo tenace della
giustizia: ecco i dogmi imperituri che Israele ha ban-
.dito fino dagli albori: della storia, elevandosi ad al-
tezza superba.
w E nel lungo volgere dei secoli, anche quando
.~ parvero allontanarsi dalla propria fede, gli uomini
, nostri riaffermarono lo spirit e le tradizioni della
.4 stirpe.
Percib, servendo lo spirit modern, Israele non fa
, che service l'opera per la quale egli ha lottato da se-
coli e per la quale egli ha tanto sofferto.
Tutto questo vide e senti Carlo Conigliani e il
4 Suo ingegno e le Sue virth ben Lo facevano degno
< di accogliere in Italia intorno a s6 le disperse forze
< d'Israele che erano lieti di acclamarLo duce e maestro ..
Con una bella imagine tolta da una leggenda
araba, cosi conclude il suo dire: %< Se alcuno potra
< annunciare a Carlo Conigliani la redenzione ma-
a teriale e morale di tutti i suoi correligionari, se
< potra dirGli che gli Ebrei oppressihanno trovato pace
v nella terra cara al Signore, mostrandosi degni della
< loro divina mission, oh allora l'anima sua ne sara
t cqnsolata! >>
La santita del luogo impede l'applauso; ma un
mormorio di approvazioni si lev6 alla fine della ele-
vata orazione, che fu veramente bella e degna, e della
persona onorata, e dell'oratore.
Tersa e smagliante la forma, denso e acuto il pen-
siero; ma soprattutto vivissimo il sentiment di soli-
darieta e di religion, da fare meravigliare chi pensi
che tali idealith, possano vibrare in uno spirit gio-
vanile ed esperto alle elegance mondane. V. A.
La Commemorazione del < Gruppo
Sionistico > di Milano.
Nell'ultimo numero dell'Idea, in una corrispon-
denza da Milano del nostro g. r., si dava notizia delle
onoranze rese dal K Gruppo Sionistico i di Milano al
compianto prof. Conigliani.
Riproduciamo ora il discorso detto in quella occa-
sione dall'egregio Presidente signor Bettino Levi:
o Al riverente tribute di stima e di affetto che
oggi reco alla memorial del compianto avv. prof. cav.
Carlo A. Conigliani, so di avervi tutti a me associate,
perch compresi della grave perdita che i] sionismo
e il giudaismo hanno subito colla Sua more.
Carlo Conigliani fu una di quelle figure che do-
vrebbero essere delineate da persona ben piu degna
di me. Le mie disadorne parole non potranno darvi
l'esatto valore di Lui che, nella Sua breve vita, lasci6
tanta traccia del Suo ingegno e della Sua generosity.
Come scienziato, la sua carrier a voi tutti nota,
e universalmente se ne riconobbe 1'alto valore. S. E.
il Ministro Wollemborg Lo chiamb a collaborare alla
riforma tributaria ed in tale occasion in Roma si
acquistb vivissime simpatie e fama di insigne econo-
mista; eccelse fra i migliori in Italia per il numero
della pubblicazioni che rimangono a dimostrare il Suo
valore, la Sua attivita instancabile.
Quello che a me preme, perb di porre in rilievo
oggi fra noi, 6 il Suo indefesso lavoro a pro' del Sio-
nismo e del Giudaismo.
Ed anche sotto questi due aspetti 6 necessario che
tutti ricordino 1'Uomo illustre, e piu specialmente Lo
ricordino i suoi correligionari. Nei tempi attuali, nei
quali molti dei nostri tentano nascondere la propria
razza, va additato come esempio Carlo Conigliani, che
in ogni event non considerava onta farsi conoscere
per ebreo e sionista.
Cosi tale esempio fosse imitato; cosi avesse a ces-
sare la piccolezza di molti uomini attuali, che allor-
quando raggiungono cariche elevate cercano dimenti-
carsi della propria razza, quasi vergognandosi di es-
sere ebrei!
Al sionismo, Carlo Conigliani si consacrb con animo
intelligence, con sicura attivita. Non senza gravi fatiche
ha potuto dar vita al giornale L'Idea Sionista >


che era diventato una delle-sue occupazioni ed uno
dei suoi pih grand onori, perch rispecchiava, intel-
letto chiaro, perseveranza incrollabile, coraggio morale.
E furono appunto queste quality che fecero con-
centrare su Lui 1'attenzione dei sionisti italiani per
erigerLo come loro capo, in un moment in cui era
;mestieri che anche 1'Italia si affermasse nel sionismo
e costituisse le proprie. associazioni.
II prof. Carlo Conigliani superb le aspettative,
vinse le prime lotte per il giornale sionista, volle si
formassero nuove corporazioni, e fa per Lui di grande
gioia quando seppe che a Milano era sorto il nostro
gruppo.
A me che onorava d'amicizia sincera sin dall'in-
fanzia, aveva promesso di venire cost per inaugurare
la nostra sede e vi si preparava con giubilo; ma pur-
troppo, anche per me non resta che il terrible strazio
di commemorarLo, mentre mi sarebbe stato tanto caro
di presentarLo a voi e farvi udire la Sua autorevole
ed affascinante parola.
Mentre giA il male minava la Sua fibra, volle si
radunasse nella Sua diletta Modena il convegno dei
delegati sionisti italiani, e bench indisposto presie-
dette, colla Sua energia riuscendo a formare la fede-
razione sionista italiana, che da tempo vagheggiava.
Oltre che alla scienza e al sionismo il prof. Coni-
gliani dedicb pure la Sua attivita ed il Suo ingegno
a prb dell'Universita Israelitica di Modena della quale
era consigliere zelantissimo.
Alla beneficenza Israelitica dava largo contribute
material e morale, non dimenticando le altre istitu-
zioni benefiche e specialmente 1'Asilo di Saliceta S.
Giuliano che ha perduto in Lui un instancabile be-
nefattore.
E nella beneficenza fu pure grande, perch non vi
fu opera buona che non venisse da Lui aiutata e protetta.
Ricco di censo, Carlo Comigliani invece di procu-
rarsi nell' ozio tutti gli agi della vita, prefer di adem-
piere fino all'ultimo moment il proprio dovere in
ogni campo della attivita.
Nella famiglia fu figlio, sposo e padre esemplare.
Nell'Universita offri ai giovani discepoli tutto il
prodotto del suo ingegno e dei suoi studi.
Si interess6 dei pihi grand problem social a fa-
vore della Patria.
Pel sionismo e pel giudaismo lavorb indefessamente:
contribuendo per il primo, a formarlo in Italia e per
il second a mantenerlo puro ed elevator nel concerto
dei suoi contemporanei.
Rievocando il passato del compianto amico mi pare
di vedermeLo vicino, di sentirLo parlare ancora, ma
purtroppo questa 6 un'illusione, poich6 Carlo Coni-
gliani non 6 pih.
Una gentilissima sposa, una egregia madre, due
teneri figlioletti Lo chiamano invano incessantemente
e ne piangono la more.
Al loro dolore ci uniamo tutti noi e quanti ebbero
la fortune di conoscerLo ed apprezzarLo. La commo-
zione che vedo trasparire dai vostri volti mi prova
che site tutti immersi nel dolore e nel lutto e che la
breve vita di Carlo Conigliani non sara perduta.
Se 1'Uomo 6 morto, 6 vivo il suo pensiero: procu-
riamo di essere noi degni di raccoglierlo, lavoriamo tutti
pazienti e concordi, seminiamolo in buon terreno e
larga messe di frutti utili e proficui non potra certa-
mente mancare.
In quest maniera, contribuendo tutti a far esteso
e prospero il sionismo, renderemo il miglior tribute
di venerazione e di affetto al grande apostolo che 6
per noi, Carlo Conigliani >.
BETTING LEVI.



Rag. AMEDEO DONATI responsabile.
Modena, Tipografia degli Operai (Soc. Anonima Cooper.)











ANNO II.. MODENA, APRILE-MAGGIO 1902 Nu~r.0 4-5


IP EA


5IONISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA
FONDATA DAL PROF. CAV. CARLO A. CONIGLIANI

ABBONAMIE.VTO ANVUO. . . L. 2,00 ADESIOI e CORRISPOYDEVZE al Signor
PER L' ESTERO ..... .... 8,00o BENVENTUTO DOATI MODENA


SOMMIARTO: Gli ebrei in Rumenia Nel paese dei Semiti.
Una domanda ai sionisti, prof. G. LATTES. Movimento
intellettuale. y. Note sparse. Ricordi di dfamiglia, r.
Onoranze Conigliani. Maimonide, prof. G. PUGLIESE. -
Ii commercio di Gernsalemme.

QLI EWREI IN RUMENIA


Le leggi di polizia e quelle operate, votate
dalla Camera Rumena, hanno ormai raggiunto il
loro scopo. L' esodo della grande maggioranza
degli ebrei della Rumenia, si & forse reso inevi-
tabile e fra poco, a quanto gia purtroppo si
prevede, dovremo assistere di nuovo agli orrori
della famosa emigrazione del 1900!
La condizione attuale e cosi riassunta nel se-
guente telegramma, diretto al Secolo di Milano:
a Le nuove leggi emanate dal Governm rumena.
control gli stranieri e particolarmente la legge
control gli artigiani, non hanno tardato a produrre
i loro effetti. Gli israeliti ne sono le prime vittime
ed essi cominciano ad emigrare in gran nunero.
A Bacau, trovandosi senza mezzi pecuniari,
sono partiti a piedi. Gli operai ebrei di Roman
hanno tenuto nella scuola una grande assemble,
decidendo di emigrare in massa verso 1' America
e 1' Australia. Da Yassy, 70 operai israeliti sono
gi. partiti per 1' America. Parecchie migliaia di
loro correligionari assistevano a quella partenza.
In un' altra riunione gli operai di Bucarest e di
Yassy hanno dichiarato che s' imbarcheranno per
1' America.
a I Comitati israeliti di Vienna e di Budapest,
di Parigi e di Londra sono stati avvisati di quest
partenze per fornire i fondi necessary agli emigrati.
Ii Governo rumeno, inquieto per quest im-
ponente esodo, ha dato ordine alla polizia di sor-
vegliare i sobillatori ed ha proibito ogni riunione
nelle sinagoghe, fuori delle ore degli uffici divini.
I sobillatori! Ma se sono il Parlamento e il Go-
verno che con le leggi proposte ed approvate
hanno provocato questa emigrazione! >.
Frattanto il movimento a favor degli ebrei
rufueni va prendendo sempre pil ampia esten-
sione. Parecchi scritti in proposito sono apparsi;
e noi principalmente vogliamo ora ricordare lo
studio pubblicato nella Rifornua Sociale dal nostro
Angelo Sullam, che per la ricchezza dei material
raccolti, per 1' obbiettivith e la serenity della espo-
sizione e delle conclusion, merita certamente di
esser -citato fra i migliori che sull' argomento ab-
biano visto la luce. Nel mondo sionista lo scritto
del Sullam 6 stato accolto co nmolto favore; e


di esso noi ci proponiamo di parlare come si merita,
quando, nel prossimo numero, in nn diffuso arti-
colo, rifaremo a larghi tratti la storia delle restri-
zioni degli ebrei in Rnmenia ed illustreremo pii
da press 1' attuale legislazione, tanto dannosa agli
interessi del proletariato giudaico runeno.
Per la cronaca, riprodnciamo ora alcuni docu-
menti, che serviranno a informare di quanto si
tenta dal Comitato d' azione Sionista, opportnna-
mente alleato alle varie Sezioni dell'Alleanza, per
rendere meno gravose le condizioni create agli
ebrei rumeni dalle nuove leggi.

I.

La Welt scrive :
< Alcuni giorni or sono, il dott. Herzl & stato
invitato a una conferenza col president della
Alliance Israelite di Vienna. Il dott. Herzl espose
il piano da lui progettato per venire in aiuto ai
nostri confratelli.
< Second il suo parere, si dovrebbe, al pii
presto, promuovere una conferenza dei president
dei gruppi dell' Alleanza e delle society che si
occupano di colonizzazione giudaica. L' organiz-
zazione sionista invierebbe anch' essa i suoi de-
legati.
a Occorrerebbe anzitutto, unificare volonth e
mezzi per rendere pii proficua 1' assistenza. Una
volta stability il piano, lo scopo si raggiungerebbe
certaniente presto e con success; noi come av-
venne dei tentativi di assistenza improvvisati or
sono dnue anni. Costituita la linea d' azione biso-
gnerebbe fornnare dei Comitati scelti dalle person
stesse desiderose d' emigrare, comitati dai quali do-
vrebbe essere escluso ogni funzionario.
a Questi comitati, diretti da statuti uniform,
dovrebbero inoltre procedure a una specie di
classificazione degli emigranti, e non accordare
appoggio che a quelli che se ne mostrano degni,
e che diano affidamento per 1' avvenire. In con-
clusione, 1' assistenza non deve consistere nel me-
todo, gia altre volte applicato, di trasportare le
genti in un posto qualsiasi; bisogna stabilirle si-
curanente, e mirare a raggrupparle in coopera-
tive di produzione, alle quali si potrebbe esser
larghi di credit. Questo piano pernetterebbe nello
stesso tempo di darsi pensiero, nei casi, urgenti,
di color che gli emigranti avranno lasciato, nelle
antiche residence.
Ora si tratta di sapere se le varie associa-
zioni si riuniranno in vista di uno scopo commune.
Frattanto speriamo che 1' Alliance accettera le pro-
poste del dott. *Herzl, e noi non potremo che


ANNO II.


Nu.r." 4-5


MIIODENA, APRILE-TMAGGIO. 1902










L' IDEA SIONISTA


rallegrarci, pur nel caso che il piano di quest
dovesse esser condotto ad effetto anche senza il
suo diretto intervento >,.

II.
Tutti i grand giornali politics inglesi hanno
pubblicato quest letter, diretta all' Anglo Je-
wish Association, dal capo del movimento sionista
dell' Inghilterra :
Sgnore,
La situazione attuale dei nostri fratelli rumeni
e di una gravitA che non si saprebbe dissimulare.
I 250,000 ebrei di .Rumenia si trovano esposti, a
nient' altro che ad essere espulsi dal regno bal-
canico Alla crisi che minaccia di sopraffarli, essi
non hanno altro rimedio da opporre che lanciare un
appello ai loro fratelli del mondo intiero. In nome
dell' umanitA, noi non dobbiamo rimaner sordi alle
loro istanze, e lasciare loro 1' unica prospettiva,
di andare ad aunentare il numero di quegli ebrei
- purtroppo gi cosi numerosi la cni esistenza
oscilla fra la dipendenza e una lotta vana per
sfuggire alla degradazione del vivere della carith
altrui.
Se questi 250,000 ebrei sono ridotti a questi
estremi, il biasimo non dovrh ricadere solamente
sul governor rumeno.
Tutti gli ebrei, che intravvedendo la sorte che
e riservata ai loro fratelli, si sentono capaci di
aiutarli, non devono rimanere indifferent allo
spirit di fraternity e devono stendere a' quei
miseri una mano pietosa. I fortunate ebrei, stability
in paesi liberi, non, possono sfuggire al dovere
che loro income. E verso 1' occidente che i pa-
ria di Rumenia si dirigono inevitabilmente; ora,
tutti gli avvenimenti recent hanno dimostrato, che
qui non vi ha piu posto per accogliere una no-
vella immigrazione di ebrei, che venisse dall' Eu-
ropa orientale. Pertanto, prima che le sorti dei
nostri fratelli rumeni siano decise, vi e ancora
tempo, col mezzo di saggi provvedimenti, di
alleviare la violenza del disastro che li minaccia.
La Vienna Allianz, comprendendo che sarebbe
appunto 1'Austria per prima a sopportare il
contraccolpo di questo disastro, ha chiamato il
dott. Herzl a far parte del suo consiglio. Egli ha
espresso il pensiero di unire imnediatamente tutti
i gruppi e tutte le associazioni private, allo scopo
di discutere sulla attuale situazione; nello stesso
tempo, il dott. Herzl offriva di mettere a dispo-
sizione di questa conferenza, 1' organizzazione uni-
versale che egli presiede, allo scopo di concorrere
all' effettuazione di quei piani che la conferenza
vorrebbe adottare. Egli ha ancora presentato uno
schema di emigrazione e di stabile fondamento
degli ebrei rumeni, basato sulla cooperazione e
sulla mutua assistenza.
Noi facciamo appello alla Association Anglo-
Juive, ai deputati e ai poteri costituiti sapendo
gia che parecchi di questi hanno sempre operator
in favor degli ebrei rumeni per invitarli a fa-
vorire, ad assistere, meglio che sia loro possible,
la indetta conferenza, e a darle un carattere lar-
gamente rappresentativo, per modo che tutti gli
ebrei conoscano lo stato attuale della que-
stione rumena, e i mezzi scelti per farvi front.
Noi non dubitiamo inoltre che, cosci nti della


crisi rumena, informati dei mezzi atti a rimediarvi,
gli ebrei verranno in aiuto ai loro fratelli, con-
fermando cosi la loro tradizione di generosity e
di bontU.
J. de Haas, H. Baker, L. J. Greenberg
Membri del Comitato d' azione per 1' Inghilterra.
III.

I dottori Nordau. e Marmorek, il primo come
president onorario della Societh Mebassereth
Sion > e x Bar Kochba >, il second come pre-
sidente della federazione dei Sionisti di Francia,
hanno indirizzato al signor Narcisse Leven, pre-
sidente dell' Alliance Israe'lite Universelle, la let-
tera seguente :
Signor Presidente,
Voi non ignorate che la nuova legislazione
rumena circa 1' esercizio dei mestieri manual per
part degli stranieri ii nome straniero significa
ebreo, nel linguaggio legal rumeno crea pei no-
stri fratelli, resident in questo paese, una situa-
zione tale, che un esodo general degli ebrei ru-
meni e purtroppo prossimamente a prevedersi.
Se questo avvenimento si realizza, 1' intero
giudaismo avri evidentemente il sacro dovere di
accorrere in soccorso di infelici, esclusi moralmente
dalla loro patria, senza che essi abbiano da ram-
maricarsi di una menoma colpa verso di questa.
Gli ebrei che hanno la fortune di abitare paesi
liberi, non possono rimanere indifferent dinanzi a
mna simile disgrazia, tanto piui che la loro stessa
condizione viene necessariamente a risentirne, giac-
ch6 gli emigranti affluiranno li dove le frontier
non sono ancora rinchiuse dinanzi ad essi, e la
Francia, il Belgio, 1'Olanda, 1'Inghilterra, la Sviz-
zera e 1' America, devono aspettarsi una vera
invasion di infelici, in cerca di un asilo e di un
soccorso.
Essendo 1' Austria per la sua posizione geo-
grafica destinata a ricevere il primo urto, 1'Alle-
anza israelitica di Vienna ha compreso il pericolo
e si prepare a pararlo nella misura delle sue forze.
Essa ha pregato il dott. Herzl di volersi unire
al suo Comitato direttivo e di partecipare agli
sforzi di organizzazione che saranno iniziati senza
indugio. Il dott. Herzl ha proposto la convoca-
zione d' una conferenza alla quale parteciperanno
i delegati di tutte le istituzioni e le society esi-
stenti fra il giudaismo europeo, e che hamio per
scopo di alleviare le sofferenze che colpiscono gli
ebrei individualmente o collettivamente, appunto
per la loro quality di ebrei. Questa conferenza
tender a stabilire un piano imico d' azione in
favor delle vittime di una legislazione crudele.
L' intervento a quella dell' Alliance Israelite
universelle, che occupa il primo posto fra quest
istituzioni, 6 particolarmente opportuna.
Abbiamo quindi 1' onore, a nome degli ebrei,
per la piu parte russi e rumeni, facenti part delle
society che noi rappresentiamo, di pregarvi di
volere sottoporre la question, tanto urgente
quanto important, al Comitato direttivo dell'Al-
leanza, affinchA voglia aderire in massima alla
conferenza, e decidere di farvisi rappresentare.
Vogliate pertanto aggradire, signor Presidente,
1' espressione dei nostri distinti sentiment.
Pott. Max Nordau Dott. Alexandre Marmorek











L' IDEA SIONISTA 27


I giornali politics riproducevano nella passata
settimana un telegramma da Bukarest, nel quale
si comunicava che 3000 ebrei rumeni si prepa-
ravano, dopo le feste pasquali, a emigrare in Cina.
La Welt nel suo ultimo numero, raccoglie la no-
tizia, facehdola seguire dai piP addolorati e ainari
comment. Gli ebrei rumeni, determinati a emigrare
in seguito alla pubblicazione delle leggi operate,
che segnano la loro complete rovina, non sanno
neppur parlare la lingua del paese nel quale inten-
dono recarsi, n6 sono forniti di alcun mezzo mate-
riale, sufficient a incoraggiare la loro iniziativa;
- senza contare che, nelle condizioni attuali, assai
problematic 6 la sorte che pub attendere una im-
migrazione in Cina. La IVelt fa appello a coloro
che si occupano di colonizzazione e emigrazione
giudaica, ai capi cio6 del movimento filantropico
giudaico, alle istituzioni dell' alleanza, ai curator
della lewish Colonisation Association, perch vo-
gliano intervenire a tempo a favore degli ebrei
rnmeni, cercando di dissuaderli dalla present ini-
xiativa e trovando modo per rispondere con effi-
cacia alle urgent necessitA del moment.
I111 IIIIII II111111111111111 IIII11111111111111111111 11111111111111111111111111111111 11111111111111111111

JNEL PAESE 'DEI SEMlITI

In un numero di questi ultimi mesi del Tempo di Milano,
leggiamo la seguente corrispondenza da Lemberg molto im-
portante per la conoscenza della condizione degli ebrei di
Oriente.
Lemberg, dicembre. -- In quest lunga corsa, traverse
confini, popoli, lingue diverse, tutto ho visitato il paese dei
Semiti. Tutti, da Cracovia a Varsavia, da Berdiceff a Kieff,
da Odessa, qui, a Lemberg, la splendid citth galiziana.
E ho notato, a second dei paesi diversi e delle pih varie
leggi persecutrici, attenuarsi o aggravarsi, in nuances visi-
bilissime, 1' impronta di dolore e di paura che, da secoli mar-
chia il tipo del popolo d' Israele.
A Berdiceff, a Kieff, a Odessa e in tutto il territorio, che
si part dalla Bessarabia, fino al paese, che conobbe le vio-
lenze e le glories dell' antica repubblica dei Zaporoghi, gli
Ebrei, che s' incontrano a ogni pass, non hanno il mede-
simo aspetto ardito che nella Polonia austriaca, ove per loro
la legge 6 meno several.
Ho cennato all' antica repubblica dei Zaporoghi, e non 6
forse inutile aggiungere in proposito due parole, per mostrare,
anche una volta, a quale barbaric sieno stati questi infelici
Ebrei sottoposti e come, nel loro immutabile spirit di con-
servazione, sieno rimasti qui, nonostante tutto; siano rimasti
qui, a ogni costo.
I Zaporoghi erano antichi Cosacchi, costituiti in repub-
blica military, e che vivevano esolusivamente di guerra e di
saccheggio. Cristiani ortodossi, per antica conversion, servi-
vano la loro fede, devastando le terre del Sultano, combat-
tendo, nell' Ucrania, control i Polacchi, cattolici, incendiando
le chiese non ortodosse, e sgozzando i nemici d' altre reli-
gioni. Valorosi e sobrii in tempo di guerra, si davano poi in
braccio a orgie special, nei loro period di pace.
Questa loro intemperanza e it disprezzo che essi avevano
d' ogi arte non guerresca aveva chiamato, in mezzo a loro,
hie eran tutti ricchi per bottini e scialacquatori per abitu-
dine, una folla di mercanti, e venditori, e spacciatori. Co-
storo, naturalment, erano Ebrei,


E quest Ebrei, odiati, tenuti in servith e in palese di-
sprezzo dai Zaporo7hi, sfidavano gli insulti quotidiani, le
frequent busse e le probabili morti, in mezzo a quei barbari
del sec. XV, esercitando il loro commercio.
In un mese di pace, ogni venditore di liquor, bibite al-
cooliche, cibi, era arricchito. Ma, quando si annunciava la
guerra e si adunava la Secht, che era tutta la folla atta alle
armi; quando, dopo la deliberazione supreme, la guerra era
dichiarata, allora i Zaporoghi si davano in preda a un' os-
sessione di festa, che diveniva una persecuzione di sangue
control gli infelici bottegai semiti.
Le botteghe erano sacclieggiate; il vino, i liquor, bevuti,
senz' alcun compenso; le botti vuote, sfasciate; il resto incen-
diato e 1' Ebreo venditore battuto a sangue e, talvolta, ucciso.

QueAto riehiamo storico mi 6 suggerito; non solo dalla
gita de' luoghi, ove, in sul confine di Europa, il cielo s'im-
porpora di gialli, aurei riflessi oriental, e nel tepore dell' aria
sembra alitare una eterna primavera; ma dal bisogno di mo-
strare, anche una volta, ii carattere della razza che, con questi
articoli, ho voluto descrivere, nella sua vita e nella sua storia
present.
Nonostante tali pericoli, gli Ebrei abitavano allora queste
terre: quest terre che abitano tuttora, quantunque, forse piu
feroce dell' intermittent persecuzione dei Zaporoghi, li col-
pisca e li fiacchi la incessant persecuzione della legge.
In tutta 1' Ucrania, in tutte le gubernie russe di Vilna,
Kovno, Grodno, Minsk, Ecaterinoslaw, Vitiepzk, ecc., e nel
resto della piccola Russia, ove it soggiorno agli Ebrei non
6 vietato, essi sono private di una vera personality civil,
concessa a tutti gli altri cittadini ivi nati come loro.
E cosi, sono chiuse ad essi tutte le vie, per impieghi
nell' esercito: non possono essere in nessun caso ufficiali.
E loro vietata la liberal profession (si che non possono
essere avvocato), ostacolata la istruzione, impedito 1' insegna-
mento, barrata la port dei pubblici impieghi.
Eppure, fra gli ostacoli e le uiniliazioni, questi martiri,
pii che della religion, della finanza cattolica, ortodossa, pro-
testante, sanno sprigionare tali energies, da farli trionfare di
tutti gli ostacoli, ne' mercati internazionali.
E, anche, fra gli egoisini, cui il loro isolamento li con-
danna, trovano tesori di solidarieti, ignorati nel mondo dei
loro persecutori.
Ho visto de' perseguitati politics, cacciati qua e l dalla
reazione internazionale; ne ho visto di tutti i paesi, in tutti
i paesi. Ebbene, di tali emigrati, gli unici che fossero al si-
curo dalla fame e dall' alloggio della... Belle itoile, crano gli
Ebrei.
Repubblicani, socialist, anarchici, si stancavano talvolta
di rispondere con 1' obolo della solidarieth, troppo frequente-
mente spremuto alle esauste scarselle: ma gli Ebrei, che vi-
vono nella persecuzione, non si rifiutano mai 1' ajuto..... che
domani, forse, dovranno essi stessi implorare.

L' Ebreo 6, gia lo dissi, conservator piu di ogni altro
popolo: ma quando egli giunga a spingere lo sguardo libero,
al di lI della Thora, e a modernarsi, lasciando da parte i
riccioli sulle tempia, il cal'tano e le calze bianche; quando,
al di sopra delle tavole mosaiche, l'istruzione gli apra il
cervello a orizzonti nuovi; allora egli, non solo diviene un
acuto iudagatore e un pensatore profondo, ma un ardimen-
toso innovatore, un filosofo ribelle, che si spinge a modernis-
sime concezioni, in political, in arte, in economic.
In tutti i paesi da me visitati, la part intellettuale
c l'intellighenzia >> degli Ebrei 6 pitt liberal e radical di
tutto il resto della classes colta.
E cosi, quceta parte eletta di loro 6 anti-czarista in
Russia, socialist in Francia, in Gernania, in Austria; so-
cialista, se non anarchica, internaaionalmente.











28 L' IDEA SIONISTA


La loro several legge religiosa li tiene serrati entro un
cerchio di ferro, oltre ii quale lo sguardo non pub penetrare:
sotto il cerchio, i pii di loro bevono gli aliti della liberty
e aspirano i profumi lella scienza con volutti insaziabile ed


1' educazione essenzialnente israelitica dei fratelli
di razza e di fede insieme col miglioramento civil,
morale ed economic degli ehrei oppress dove im-
perano i Faraoni e i conimissari di angherie. Anzi,
Farannone o-i non 6 nifi solo: ha incontrato Amanno


insaziata. Oc ..
insaziata. sul suo camminio, ed hanno stretta alleanza insieme.
Per quest, sono i pill regressivi e i pi misoneisti. o i Le loro aiime si. sono subito intense. Amanno ha
piil ardent soldati del progress, della fede, della rivoluzione. presentato i suoi capi di accusa control Israele, ma
Sofferenti da migliaia d' anni del bisogno insoddisfatto di riveduti e corretti o, per di pi6, orpellati di scienza
liberty, di noviti, quando giungano ad accostare alle loro modern.
labbra assetate la tazza della liberty, del nuovo, del bello, Amanno 6 divenuto opportunista e, occorrendo,
di tutto ci6 che non seppero e non provarono mai, essi non va anche a scuola da Darwin. Faraone poi offre i
possono centelliuare e bevono in lunghi sorsi rigeneratori. suoi commissary di angherie. Stretto Cosi il patto,
Perseguitati in tutte le terre, nei secoli tutti, quando pos- possono quei due, nell' ombra, affilare insieme le
sono soevarsi dal' atavia rassegazione, in he i iaano armi sulla pietra durissima dell'odio. Quali armi?
sono solevarsdall' atavica rassegnazione, in che i fiacano Tutte, anche le arrugginite, anche quelle che, prime,
la religion ee la tradizione loro, di popolo into e oppresso, vengono a mano, son buone: la calunnia, il pregiu-
hanno, pin che scintille, vulcani d' odio control i pregiudizi dizio patriottico, il raggiro, il soffiare sul fuoco delle
social, religiosi, politics, che ribadirono la loro secolare ca- basse passion di razza, sono i capisaldi della tattica
tena, e sentono, nel nuovo impulse ribelle, agitarsi la spe- antisemita. La barbarie guard e sorride, da trion-
ranza del riscatto, non di un popolo, ma di tutti i popoli fatrice.
della terra, e fremere le ingiustizie e i dolori, non delle genti ,: *
semiticle, ma di tutto il genere umano! / Chi difende Israele?
Per 1' acutezza della loro mente, sempre esercitata all' a- Tutti i buoni, tutti gli eletti per intelligenza e
stuzia, al lavoro, alla riflessione; per 1' estendersi e il propa- 1 per cuore, risponde la civilth. E vero, ma i nemici
garsi della cultural, fra le popolazioni ebree moderne; per la son molti e accaniti. Percio 6 necessario che la di-
loro stessa tradizione antiquata e conservatrice. credo che la fesa degli ebrel perseguilati provenga, prima di tutto,
civilth universal potri avere da questa razza condannata e dai loro fratelli di razza e di fede. Questo hanno
benemerita, vantaggi inauditi. E credo che in quest' opera inteso i Sionisti e in questo sta appunto la genero-
.internaziona (h te so a ., Ia i sita, la feconditd e la poteuza della loro idea.
al (ch tale sono la civil, la culture, i pro- Al di fuori del Sionismo, ci sono le genuflessioni
gresso) gli Ebrei troveranno anche ii propr;o riscatto di umilianti dinanzi ai novelli barbari; le vili rinnnzie
razza; di razza, che ha diritto di esistere, contribuire allo dei codardi; le simulazioni pill vili, il suicidio mo-
sviluppo della vita propria e della vita mondiale. rale di un popolo. 11 sionismo invece, cosciente che
Poichi, come bene osserva in una recent sua opera ((Iuifs) questo popolo ebbe, ha ed avri una grande mission,
George Delahache, che li chiama ( gli Armeni dell'Europa, vuoi religiosa, vuoi civil, vuoi umanitaria, intended
essi sono, in faccia al numero e alla forza, 1'inettulabile di- che viva e si affermi altero in faccia al mondo, in
ritto! ,. nome de' suoi princpi di liberty e di giustizia.
Premesso questo mio concetto del Sionismo, in-
oH>,o ..B--^E sieme con la mia fede nell'eccellenza dei suoi fini
na domanda ai i si prossimi e remoti, richiamo 1' attenzione di tutti quelli
fla do 11 da a io isi che seguono; col pensiero e col cuore il generoso
movimento, sopra una corrispondenza della Tribuna
del 9 Aprile (N. 99) di quest'anno.
Intendiamoci bene, prima di tutto. Quand'anche Ecco il succo dell'articolo a cui ho accennato.
mi si provasse, col rigore della dimostrazione d'un Prima di tutto si afferma che la Turchia e un
teorema, assoluta impossibility di raccogliere oggi, paese dove non si osserva il diritto delle gentile
o in un avvenire prossimo, tutti gli ebrei persegui- dove tutto non si pub fare -, un paese pullulante di
tati nella Palestina, io resterei sempre convinto della spie, nel quale il popolo 6 e come un greggie di
bonti e dell'efficacia del Sionismo, perch, per me, bovi condotto al macello . E' un autorevole perso-
al disopra della conquista piu o meno lontana della naggio turco che parla cosi: Mai nessun regno c
Terra Promessa, o, della floridezza delle sue colonies stato tanto crudele quanto questo..... Tutti siamo mal-
ebraiche, c' in questo ideale la forza dell'idea rin- content tutti siamo concordi nel volere un muta-
novatrice della coscienza d'Israele. mento politico radical, ma nessuno osa, nB pub far
Sion, per il popolo che, perduta la propria na- niente -. Poi il personaggio stesso accenna alla man-
zionaliti, si fece della Legge e della Tradizione una canza d'istruzione, di benessere e di giustizia nel-
patria morale vuol dire rinascimento alla vera 1' impero turco.
vita israelitica; dopo i vani sogni dell'assimilazione, Se quest fatti sono falsi o esagerati, e dovere di
vuol dire caraltere nell'affermare, in forma solenne, chi studio la question sionistica, o $mentirli o
in faccia al mondo, la propria ragione di esistere; correggerli; se sono veri.... Se sono veri poi e do-
e, pim di tutto, vuol dire coscienza e orgoglio di una veroso rispondere a questa domanda: Se non si puo
razza che ha posseduto e possiede la Legge di tutte aver fede nel Sultano e nel suo popolo, potremo
le leggi, Ia Tradizione di tutte le tradizioni, 1'idea averne nella tutela delle potenze, le quali second
religiosa generatrice di tutte le idee. il citato articolo furono sempre impotenti di front
Nella storia delle religion, la luce del Sinai e alla Turchia?
quella d'un sole, centro di un grande sistema, nel Chiediamo uno studio serio e spassionato della
quale tutte le altre credenze sono pianeti. Ma quel question, nient'altro, perch riteniamo che il pro-
sole, dando alle anime luce e calore, illumina le ec- porsi, per part degli aderenti al Sionismo, quest
colse cime dei monti e le umili pianure; fa germo- ed altre consimili obbiezioni e il rispondervi lo
gliare, ne' camp della scienza, la civiltit; nelle re- studiare, sotto ogni aspetto, il nuovo moviniento,
gioni della fede, la carit e la fratellanza universal. mostri la serieth e la sincerity dei Sionisti e sia
Essere veri ebrei, vuol dire sentirsi 1'anima riscal- mezzo per giungere al massimo sviluppo e al pro-
data da quel sole. gresso dell'idea generosa.
11 fire si fa frutto e matura alla luce del sole.


I Sionisti hanno nel loro programma dei grand
principi che son0 attuabili oggi, e, prilmo fra tutti,


Prof. GUGLIELMO LATTER.









L' IDEA SIONISTA A!


Al quesito opportunamente proposto dal nostro
chiarissimo collaborator potremmo noi stessi dare
una risposta, e forse esauriente; ma la gravity
dell' argomento che implica cosi fondamentali
interessi per l'avvenire del nostro proletariato -
c'induce ad aprir le nostre colonne a quanti vorranno
recarvi il loro contribute. Specialmente invitiamo gli
ottimi colleghi del Die Well ad occuparsi di propo-
sito della question present.


JYfovimenlo. infelleffuale


Per opera specialmente della Jeune Sion, la
nuova frazione iniziatasi in seno al movimento
sionista, si svolge in questi mesi una viva azione
di propaganda, che ha lo scopo di concorrere alla
rigenerazione intellettuale del giudaismo. Non ci
siamo mai occupati di proposito di questo tema:
quindi, in un primo articolo, ci limitiamo a rac-
cogliere alcuni particolari che possano service a
lumeggiare la present condizione del movimento
intellettuale che prende nome di giudaico, perch&
ispirato dalle nobili tradizioni di pensiero, che
fomnarono la caratteristica dell'antico giudaismo.

*
Martin Buber, uno dei pii ferventi propugna-
tori di quest nuova tendenza, nel rapporto pre-
sentato al V Congresso di Basilea sulla condi-
zione dell' arte fra il giudaismo, dava i seguenti
important ragguagli sui maggiori artist con-
temporanei, autori di un' arte che per molte ca-
ratteristiche special pub chiamarsi giudaica:
....... Fra i nostri grand artist, dar6 il
primo posto anzitutto al grande maestro Josef
Israels, ormai di fama europea (vive approvazioni).
Delle sue geniali acque forti, cosi piene di signi-
ficato, ve ne sono parecchie che ritraggono sog-
getti di carattere ebraico, come David e Saul e
il Figlio di un popolo antico.
Non perb soltanto in quest' opera, ma in tutta
la produzione del maestro si trovano caratteri-
stiche profondamente giudaiche; e per una spe-
ciale energia, egli si rivela discendente dell'an-
tica razza. Israels crea lentamente, ma con con-
tinua progression, in modo cosi natural come
un ebreo talmudista si approfondisce, giorno per
giorno, nella sua ardua lettura. D'altra parte,
egli stesso pii di una volta ha insistito su questo
suo spirit essenzialmente giudaico; nel suo libro
La Spagna, ad esempio, li dove describe, in un
modo animato ed entusiasta, il suo incontro con
ebrei spagnuoli, dai visi resi tetri dal dolore, rac-
conta anche di avere esclamato con fierezza, ri-
volgendosi a quei poveri derelitti: Gain ani
Iehudi meerez Hollande ,. L'artista ha poi, non
6 molto, espresso, parlando con sionisti, la sua
profonda simpatia pel nostro movimento e pel
nostro ideale.
Possano i tipi giudaici, ch'egli ha create,
aver vita! Il loro aspetto 6 veramente tragico;
essi son muti ed immobili, ma la voce dei secoli,
che ognuno ascolta alla vision di quelle imnia-
gini, infonde loro la parola, e si indovinano,
nello sguardo ardente, le loro grand aspirazioni
sempre contrastate dal destino! Ed e appunto
la mano gigante del destino, che par quasi li-
brarsi al di sopra di quelle rappresentazioni, in-


tercettando, come una nube grigia, ogni luce se-
rena che volesse giungere ad illuminare di spe-
ranza quei volti. Ma dalla part opposta di questa
nube, invisible ai nostri occhi, present per6bnei
sogni piu intimi del maestro, si innalza lenta-
mente 1' aurora della grande rigenerazione del-
1' israelitismo. Israels appartiene alle generazioni
che ci hanno preceduto, ma egli si rivolge alla
nostra, la prima che lo comprenda e che a luh
renda omaggio.
Durante una breve esistenza, un giovine talent
di artist si & ancora rivelato, ma ben presto e
scomparso! Accenno a Moriz Gottlieb, morto a
ventitr6 anni. Egli eccelleva nella rappresenta-
zione di cib che vi ha di tragico nel nostro po-
polo, il cui spirit sembra lo abbia avvinto per
insegnargli a soffrire e per prepararlo a morte
immatura. Egli si & ritratto una volta nel perso-
naggio di Assuero, con la corona d'oro circon-
data la front; questo simbolo lo rispecchiava esat-
tamente: egli era nato troppo presto; rappresen-
tava il neo- giudaismo, prima che questo esistesse.
I suoi dipinti, fra i quali segnalo Ebrei preganti,
Shilock e Jessicca, Uriel e Giuditta, sono un ben
degno monument commemorative, elevator alla
sua gloria. Noi amiamo quel suo carattere giova-
nile e appassionato di lottatore; ci sentiamo al-
1'unisono con lui, nelle sue lotte e nelle sue
sofferenze. Onore alla sua memorial!
A Israels si riattacca Max Liebermann. Egli
6 un grande artist; lungi dall'essere animato
come Israels da spirit giudaico, risente per6,
quasi a sua insaputa, dell'antica suo origine. Il
sentiment e 1' intuito giudaico risalta quasi in-
consciamente nei suoi quadri, per un modo tutto
special di cogliere ad esempio un vasto paesag-
gio, che va perdendosi nella lontananza, o di trat-
teggiare una contrada, o di ombreggiare i corpi.
Egli poi diviene coscientemente ebreo, quando si
ispira sulle tradizioni racchiuse nel sacro libro dal
nostro antico popolo.
Affatto opposto a Liebermann e Lesser Ury
grandi applausi). Ci6 che vi ha di ammirevole
in quest' artist e la volonth piu che umana: vo-
lonti ardente, animata da passion di libertU, che
abbatte tutti i legami e tenta di cogliere 1'inaf-
ferrabile. Egli si e fatto difensore della nostra
razza, abbattuta sotto il peso di enormi sofferenze,
non giA per via di pianti, ma per accuse; egli
non discute, ma attacca violentemente. Nei suoi
grand quadri, si agita sempre una forza viva che
lotta control la forza del destino; questo artist
ha trovato nella storia delle vicissitudini' giudai-
che dei grand simboli. Rappresentando nel suo
Gerusalemme, un piccolo gruppo di emigranti
ebrei, che si riposano su un banco alla riva del
mare, egli ha ritratto il popolo giudaico, e lo ha
magistralmente ritratto con quel tramonto triste,
in cui il cielo e il mare par quasi vogliano in
un'unica stretta congiungersi. Nel suo Geremia
ha poi, in modo mirabile, riprodotto il profeta
del dolore.
Il pil sapiente dei nostri artist e uno dei
pih giovani, e certamente Efraim Mose Lilien
grandi applause che si mutano in una ovazione
all'indirizzo dell'artista che e presente. Egli ha
penetrate fino al fondo il mistero del nostro po-
polo; ha riconosciuto il fondo e il valore dei
nostri antichi principi e se li 6 appropriate. Ha
vissuto in s& la causa del Sionismo. Appunto










30 L' IDEA SIONISTA


perched giovane, ( dei nostri; e io attend da
Jui ancora pif di quello che ha dato fin qui.
Lilien dispone di una teenica ricca e sicura;
tuttavia; la sua arte I piuttosto una promessa
cie un resultato, coni g'li sforzi della nostra
nova generazione. In tutti i casi, il suo libro
(iiula e i suoi saggi dbraici gli hanno meritato
tutta la nostra sti a, e noi abbiamo diritto di
porre in lui grande speranza.
Un altro, nelle cui opere un senso ammirabile
dogli effetti di colore si unisce a una maniera
caratteristica di espressione, i Jehuda Epstein (ap-
)p/asi). Noi abbiamo qui esposto uno dei suoi
ultimi iquadri: (liobbe e i soi amici, disgraziata-
menlte inmomiiiuto. Nel suo studio, si pub vedere
un gruppo di Jlaccabei largamente abbozzato, che
rappresenta la scena in cui Matatia si alza dinanzi
alla casa degli idoli, per esprimere la sua collera
in nome del Signore. Ho poi avuto occasion di
ammirare, in casa di Teodoro Herzl, un quadro
pi antico, rappresentante Daride dinanzi a Saul.
Queste opere d'un bbl colorito, concepite da uno
spirit austero e pieno di sentiment, collocano
artista fra i primi.
Nb la inia rassegna e qui finita; e per bre-
vita dovr6 linitarmi a notare solamente qualche
nome. Fra i tanti, nominerb in primo luogo, S.
Salomnon (appla nsi) che ha introdotto una sfuma-
tura particolarmente giudaica nella tradizionale
]ittura modern inglese.
La sua Catttra di Sansone e il suo Ititratto
di Israel Zangwill ci interessano particolarmente;
quindi il ritrattista Leopoldo Hororitz che ha dato
prova di una nobile e molto intelligence compren-
sione del tipo giudaico modern; Isidoro Kauif-
mann, di cui sono ben conosciuti i gruppi e i
quadri sulla vita giudaica; Bendemann, che ha di-
pinto le scene bibliche in un modo patetico e
assai spesso lodevole; Alffredo Lakos di cui ab-
biamo qui esposto il quadro Ebrei addolorati; il
giovine incisore Ier)ma)nn truck, che ha una rara
competenza nel modo di rappresentare con sen-
timento le test giudaiche, possiede molti pregi,
si che si ha ragione di sperare molto da lui; llirs-
.zen7ery che ha espresso con rcalismo perfetto le
condizioni della vita giudaica modern e ha pro-
dotto un notevole Asstero; Kischinewski, che ha
disegnato con un tratto penetrante e in un modo
caratteristico gli ebrei di Russia; Alfonso Levy,
che ha prodotto numerosi original in litografia
sulla vita giudaica in Alsazia; (hCglielmo Wachtel,
di cui conosciamo belle pagine di decorazione.
Fra "i nostri scultori, sono da notarsi: Marco
lAntokolsIky, certamente il primo fra tutti, e di
cui la fama e universal; la pii interessante delle
sue opere giudaiche e, senza dubbio, Spinoza; En-
rico Glitzenstein, laureate all'Accademia di Mo-
naco, autore dell'Abele che simbolizza il paziente
idealismo giudaico; Federico Beer, di cui voi tutti
conoscete la medaglia del Congresso; Aaronsohn,
di cui il gruppo II btrceaa dell'amore rappresenta
in un modo tenero pieno di attrattiva una vec-
chia leggenda giudaica; Beristein-Sinaieff, che ha
fra l'altro, scolpito un Ezra; Alfred Nossig, (vivi
applansi) che noi Pmmiriamo per un Ebreo eterno,
un Mlaccalei, e qualche ritratto fra cui quello di
Max Nordau e la cui. olera migliore la iMaschera
del re. a/lc cwe, & qui esposta; 'Boris Sc&atz di cui
bisogna ricordare un latatia; e molti altri ancora.
(II relatore seguita con osservazioni di indole ge-


nerale, accennando succintamente anche allo svol-
gimento delle altre arti).

*
1in occasion poi del V. Congresso, una sala
dello Stadt-Casino di Basilea fi dledicata a una
esposizione artistic.
Riproduciamo il catalog delle opere esposte,
dolenti che necessity di spazio ci impediscano di
parlare di ciascuna singolarmente.
1. Bendemann. Ebreo triste Geremia sulle
rovine di Gerusalemme Geremia (litografie).
2. Jehaida Epstein. Giobbe e i suoi amici (qua-
dro ad olio) Studio ad olio sui < Maccabei ,.
3. Mloriz Gottlieb. Ebrei preganti (fotografia).
4. Iosef Jsrails. Davide e Saul (a carbon-
cino) II figlio di un antico popolo (intaglio
ad acqua forte) Due tipi giudaici Fanciulli
sulla spiaggia Fratello e sorella.
5. Kischinewski. Testa di rabbino Studio
di test Due riproduzioni di studio di testa
(disegni a penna).
6. Alfred Lakos. Ebrei tristi (quadro ad olio).
7. E. lM. Lilien. Exlibris R. Brainin Exli-
bris E. Simonson Carte del Congresso -
Candelieri di Chanuka Cassa di Candelieri -
Vignetta del titolo del giornale Palestina -
Senza patria 'Titolo del giornale < Ost und
West > Golus Isaia Foglio di dedica
nel libro Juda > Sabbato (disegni a penna).
8. Oscar Marmorek. Progetto di un Palazzo
pel Congresso Piano relative Esterno di
una Sinagoga Piano relative.
9. Alfred Aossig. Maschera dell' ebreo eterno
- Maschera del re Salomone.
10. Hermann Struck. Ebreo polacco Testa
di Rabbino Studio di testa Autoritratto
(acque forti).
11. Lesser Ury. Gruppo a Gerusalemme -
Studio su Gerusalemme Due studi su Geremia
- Studio di testa.
In tutto le opere presentate sommano a 48, e
per un inizio e gia un esito soddisfacente.

*
Diamo ora notizia di due important e corag-
giose initiative. La prima promossa dal < Jtidische
Volksstimme di Bitinn, il gioInale < che vuol
essere guida ed amico dei poveri e dei lavoratori
ebrei >; la second, da un comitato di letterati e
studios tedeschi di cui sono a capo Martin Bu-
ber, Berthold Feiwel, E. M. Lilien, e il dott.
Alfred Nossig.
La Jiidische Volksstimme ha fondato in
questi mesi una Jiidischer Buch-und Kunstverlag,
che gih funziona regolaimente. e che sara di certo
di grande giovamento alla diffusione del movi-
mento sionista. La nuova casa editrice conside-
rando che < i prodotti della nuova era del giu-
daismo sono sconosciuti al gran pubblico giudaico,
e persino a coloro che prendono part attiva al
movimento divien difficile seguire, in ogni campo,
lo sviluppo della giovane letteratura giudaica ,, si
propone di pubblicare in nuove edizioni popolari
le migliori opere, fino ad ora apparse ad illustrate
ii nostro movimento; fra cui naturalmeute saranno
riprodotti fra i primi gli scritti del dott. Teo-
doro Herzl (Der Judenstaat) di Mathias Acher
(dott. N. Birnbaum, Jiidische Modeine, Cyclus von











L' IDEA SIONISTA


Vortragen tiber den Zionismus-Nationale Wieder-
geburt) del dott. Leone Pinsker (autoemancipa-
tion) ecc.
Frattanto in quest giorni venne pubblicato
in elegance edizione, di 10,000 esemplari, 1'opu-
scolo Der Zionismus del dott. Max Nordau.
La Jiidischer Verlag di Berlino invece si
propone la pubblicazione di scritti inediti d'ar-
gomento letterario ed artistic, per cui si & gi&
assicurata la collaborazione di scrittori eminenti
come Achad Haam, dott. Nathan Birnbamn, prof.
Ignazio Briill, dott. Markus Ehrenpreis, dott.
M1oses Gaster, prof. dott. Leone Kellner, J.
Perez, prof. dott. M. Philippson, N. Sokolow,
Lesser Ury, Israel Zangwill ed altri molti. Nella
circolare diramata si legge gia il titolo di tutte
le future pubblicazioni, molte delle quali verte-
ranno su comment biblici, altre rignarderanno
studi filologici su la lingua ebraica, altre la let-
teratura e la vita del giudaismo.
La Jtidischer Verlag di Berlino ha aperto
una sottoscrizione per poter costituire i fondi coi
quali corrispondere allo svolgimento del suo vasto
progetto. E di ci6 daremo pii ampi ragguagli,
riparlando di quest due initiative series e geniali
e che meritano tutto il favore di chi si augura
un'avvenire vittorioso per gli ideali del nostro
movimento. x. /y.


JVOTE SPA qRSE
............... ...............

LE ELEZIONI DEL COMITATO CENTRAL
DELL' ALLEANZA ISRAELITICA DI PARIGI
II Sionismo, 6 inutile dissimularlo, ha trovato
gli avversari piu agguerriti nel seno dell' Alleanza
Universale Israelitica di Francia e nella Jewish Colo-
nisation Association di Londr.a, pif brevemente, chia-
mata 1. C. A.
Lungi da noi 1'idea di ripetere qui quanto fu
detto, al recent Congresso di Basilea, da autorevoli
scrittori sull' opera dell' Alleanza, le cui incontesta-
bili benemerenze a pr6 dell'israelitismo sono smisu-
rate dalle sue tendenze assimilatrici che rispecchiano
pil l'egoistico desiderio dei capi, che i bisogni veri
del proletariato ebraico; n6 vogliamo qui ripetere che
1' Ica male interpreta, nell' amministrazione del sno
patrimonio, la volontA e il pensiero del barone Hirsch,
che ne fu il fondatore: non ricorderemo infine quel
che pensano tutti gli uomini di buona fede, che le
istituzioni israelitiche, gia possenti per organizzazione
e per danaro, avevano il dovere di stendere la inano
ai capi del movimento nostro.
Noi sogniamo ancora che tolte le question per-
sonali, sparite le divergenze di metodo, la concordia
venga ad ispirare tutti quanti mirano a dare la sicu-
rezza, la pace, la tranquillity agli sventurati Ebrei,
perci6 salutiamo con gioia le elezioni del Comitato
Central dell'Alleanza fissate per I'll Maggio.
Dal 1893, 1'Alleanza non aveva pii rinnovato il
suo Comitato, e tentava giustificare 1' illegality col
pericolo di agitazioni antisemitiche, che si temeva
provocate da una tal lotta elettorale.
In seguito alle energiche protest di chi invocava
le elezioni non tanto per far cessare l'illegalita, quanto
perch tutti i membri dell'Associazione giudicassero
col voto il sistema dei loro capi, le elezioni furono
indette.
I Sionisti, rammentando che l'Alleanza oltre ad
essere per s6 stessa potente, ha il diritto di nominare
tre membri della Direzione dell' Ica. danno battaglia


e tentano di far penetrare, nella retrograda cittadella
dell' Alleanza, la giovane guardia.
Queste elezioni furono il seguito di alcuni articoli
pubblicati dal Dottor A. Elias di Milhausen sul
< Die Welt >, fra cui notevoli specialmente quelli
che trattano della attivita della Alleanza. Per le ele-
zioni del Comitato central i sionisti votano tutti i
nomi dei inembri attuali, sostituiscono a tre di que-
sti i nomi di Sigmund Kornfeld, del dott. Raskine
e di Sigmund Fraenkel.
Le persecuzioni rumene control gli Ebrei, che quel
governor, ispirandosi agli interessi di classes, crea e di
cui 1' Europa tutta, col suo silenzio 6 complice, dimo-
strano quali siano i bisogni veri del giudaismo che
softire, quale il mezzo di salvezza.
Noi che plaudiamo alla lotta elettorale iniziata
dai Sionisti, saluteremo con entusiasmo la vittoria
degli amici nostri, i quali spinti non da idee demo-
litrici, ma dal desiderio di un' azione uniform e
concorde, conlidano di portare un soffio di vita nuova
nell' Alleanza Israelitica. fr.
A PROPOSITO DI UN TELEGRAMMA. A
molti e spiaciuto che i Sionisti riuniti a Congresso,
nel Dicembre scorso in Basilea, abbiano inviato al
Sultano un telegramma di saluto.
Quantunque ormai si tratti di storia vecchia, non
e fuor di luogo osservare che le censure a tale atto
di omiaggio, sono 1'ef'etto di un pregiudizio, di un
also dottrinarismo.
Che la vita private del Sultano sia simile a quella
di un bruto piuttosto che alla vita di un principle, e
fuor di dubbio; che il suo governor sia tirannico,
sanguinario, non e chi ne dubiti. Ma di grazia,
quanti di quelli che si lagnano per un saluto ad
Abdul Hamid si meraviglierebbero per un telegramma
spedito allo Czar, od al Re Carlo di Rumania?
Eppure se il Sultano 6 l'autore della carneficina
degli Armeni, lo Czar rappresenta un sistema di
governor che si regge sull' intolleranza religiosa, e
sulla pil feroce reazione, e il Re di Rumenia, non
ostante le fallaci parvenze di liberalism, va orga-
nizzando a danno degli Ebrei una persecuzione sub-
dola e crudele, che nulla ha da invidiare all'inqui-
sizione spagnuola.
Se nei rapporti politics ci dovessimo lasciare con-
durre solamente dall'amore teorico della liberty, che
deve essere patrimonio nostro individual, finiremo
col rinchiuderci in una potente e dannosa solitu-
dine!
Si dimentica ancora che il Sionismo vuol fare
della Palestina solamente un asilo, un luogo sicuro
per il proletariato ebraico. E poich6 sarebbe follia
pensare di raggiungere lo scopo colla forza, dobbiamo
tender pacificamente ad effettuarlo, mediante un lento
lavoro, basalo su pacifiche trattative; sicche e necessity.
ineluttabile, anche prescindendo dalla simpatia che
il turco ha sempre dimostrato per gli Ebrei, trattare
il Sultano come un principle, da cui si attended
1' appoggio in una si grave impresa.
Siamo pratici! la redenzione del giudaismo, il
cui martirologio continue, non ostante la pseudo-
civiltl del secolo che sorge, varrebbe ben un omaggio
al Sultano!
fr.
CONFERENZA E SEDUTA. Riceviamo da
Ferrara:
La sera del 25 Marzo, alla sede del Circolo Fra-
tellanza Israelitica, la Signorina Bice Neppi, studen-
tessa in questa Libera Universith, teneva un'applau-
ditissima conferenza sul tema: 1' Alleanza Israelitica
universal e il Sionisno.
La colta signorina superb con molta maestria la
difficolth dell' argomento. Dopo aver tratteggiato la
storia dei due istituti ed enumerate le beneme-
renze dell'Alleanza, osserv6 che 1' opera dell'Alleanza
come istituzione israelitica, propriamente detta, e











32 I IDEA SIONISTA


quasi finita, in quantoche 1'esperienza ha dimostrato
utopistica quell'assimilazione, cui l'alleanza indiret-
tamente tendeva; rilevo infine che 1'avvenire 6 per
il Sionismo, che si propone di .risolvere la secolare
question israelitica, tenendo conto della dillerenza
di nazionalitit della grande naggioranza degli Ebrei.
11 success della conferenza della modest quanto
intelligence Signorina si puo commisurare dalle nu-
inerosissime adesioni al nostro programma, che la
sera stessa si ottennero tra i present.
Dopo la conferenza Neppi,. si tenne l'adunanza
general del Circolo Sionistico Fratellanza Isruelitica,
sotto la Presidenza dell' Avv. Felice Ravenna.
Erano present piu di cinquanta soci: la nume-
rosa assemble, dopo brevissina discussion, appro-
vando l'operato del rappresentante del Circolo, deli-
berava di aderire alla Federazione Sionistica Italiana,
collo Statuto approvato nel Convegno di Modena del
20 Ottobre u. s. e di elevare la quota social, onde
concorrere nella risura statutaria alla Federazione
stessa.
IL SIONISMO IN GERMANIA. II nostro cor-
rispondente da Halbert-Stadt, il signor Karl Gold-
schmidt, ci scrive in data 17 u. s.
a Lo stato del sionismo in Germania e molto sod-
disfacente. Si lavora qui con grande attivitA per pro-
pagare in tutti i paesi i principi che informano il
present mnovimento, e per organizzare in ogni dove
delle associazioni sionisticho. A Colonia, a Berlino
e ad Annover risiedono vari comitati che dirigono
questo lavoro di propaganda. Ed 6 cosi che si sono
fondate, ad esempio, recentemente, associazioni anche
a Hameln (prov. di Annover) Oldenburg-Land e a
Lubecca; dove si i cercato di risvegliare 1' inte-
resse pel sionismo, vi si E sempre riusciti. Nume-
rose sono le conference sioniste, parecchie delle quali
tenute anche in contradditorio con non sionisti; e con
compiacenza vediamo giornalmente accrescersi il nu-
mero dei nostri. Ne noi manchiamo di oratori che
sappiano sollevare gli animi alla comprensione delle
nostre grand idealiti: il dott. Klee di Bonn, Boden-
heimer di Colonia, e Gronemann di Annover guada-
guano sempre nuovi amici al sionismo. Occorre,
lavorare, lavorare con ogni mezzo, e si riuscira sempre!
Spero di potervi informare presto di nuovi success
del sionismo in Germania o.
MISSION EVANGELICO-SIONISTA. La sera
del 14 Aprile u. s. abbiamo assistito, nella Chiesa Me-
todista Episcopale di Modena, alla conferenza del si-
gnor Isaia Israel Asch Kenasi (di Londra), sul tema:
4 Israele, suo passato, suo present ed avvenire >.
Questa conferenza era gis stata detta dal medesimo
oratore in diverse cittf italiane, fra cui Venezia, Pa-
dova, Milano; ed al present il fervent propagaudista,
a quanto ci consta, seguita il suo pellegrinaggio, allo
scopo pietoso quanto, credianio, infruttuoso di.... sal-
vare il giudaismo! Stimiamo ad ogni modo nostro
dovere di mettere in guardia i nostri amici da quest
also apostolo. L' Asch Kenasi dice dell' israelitismo
con sentiment e con passion quando rivolge lo
sguardo al passato e al present del popolo d' Israele:
sa trovare piii di una felice espressione per sintetizzare
il passato glorioso della nostra razza, ed ha parole
di sdegno, ripensando agli orrori e alle persecuzioni,
cui tanti nostri fratelli sono ancor oggi soggetti. -
Ma la sua immaginazione comincia ad errare, quando
egli pass a parlare del movimento sionista. L'Asch
Kenasi, che ama, non sappiamo con quanta lealth, di
passare per ebreo, sebbene gih da parecchi anni le
acque battesimali lo abbiano purificato, espone un
sionismo tutto suo; anzi, meglio, egli, falsando gli
obbietti del sionismo, ricama sul tema del messiane-
simo per giungere 'a quella che costituisce la vera
finality di questo suo discorso: e cioe la profezia del
prossimro ricostituirsi del regno d'Israele, compreso
delle credence del dogma cristiano, quello che dovri


salvarlo e porlo a capo del'grande movimento della
rigenerazione universal.
crediamo, dopo cib, superfluo ogni ulteriore com-
mento !
CONVEGNO SIONISTA AUSTRIACO. Nelcor-
rente Maggio si radunerd in Vienna il II. Zionisten-
Tag austriaco, prcmosso dal Landes-Comites << Ver-
band Zion >. Gli oggetti posti all' ordine del giorno
sono pih di 12 e di parecchia importanza. Si trat-
terA dell' organizzazione (stampa, contribute associa-
tivi ecc.) di argomenti che interessano le condizioni
del giudaismo; si presenteranno pareechie relazioni e
progetti. Dell' esito di questi lavori, riferiremo al pros-
simo numero.
IL 810NISMO NELL' ARGENTINA. Siamo in A-
merica; e quindi 6 lecito di esprimere il proprio entu-
siasmo sionistico, nel modo.... pih americano che sia pos-
sibile! Riportiamo pei nostri lettori una letter che da
Buenos Aires la << bociedad Zion v dirige al Comitato di
azione, pur plaudendo al vivo sentiment che ha dettate
le manifestazioni sionistiche argentine.
<< 11 primo giorno del V. Congress fu tra noi solen-
nemente festeggiato, grazie all' iniziativa dell' egregio no-
stro Josef Masel, president dell' Ass. Sionista. Sebbene
qui siano in vigore leggi politiche restrittive a cagione
del conflitto argentino-chileno, ci fu accordato per6 di pro-
muovere, col permesso delle autorith, una important festa.
Fra gli 800 mila abitanti che conta la nostra citta, circa
690 sono le famiglie di ebrei, sparse nelle varie contrade
della citth e senza eccezione assimilate e divenute estranee
al giudaismo. Quando otto giorni prima della festa, ab-
biamo pubblicato 1' avviso per una grande passeggiata at-
traverso le vie della citth, con in test le musiche e le
bandiere, abbiamo trovato oppositori solamente fra quei
nostri correligionari, che non volevano mostrarsi pubbli-
camente come ebrei. II prefetto non ci neg6 il per-
messo per la passeggiata anzi ci concesse per scorta quat-
tro gendarmi a cavallo, per proteggerci dagli eventual
oppositori.
Verso le 6 di sera, ci radunammo nel Tempio Con-
gregacion israelita >. L' ufficiante recite la preghiera << Ha-
nossen T' schuoh > per il governor del nostro paese, quindi
fece seguire un 4 Mi-Scheberech > per il dott. Herzl e gli
altri capi sionisti, fra gli immensi applausi di pih di 2000
person, che in tal modo espressero il giubilo da cui erano
animate.
Dopoch6 il signor Masel ebbe pronunciato un caloroso
discorso sul sionismo, dichiarandone lo scopo e la sua for-
mazione, il corteo si mise in moto in ordine perfetto.
Marciavano alla test 1'associazione dei fanciulli e
delle giovinette 4 Pirchei Zion > rappresentata in numero
di 10U assieme a tre file di membri del Comitato, a de-
stra e a sinistra erano la bandiere argentine, e in mezzo
un grande stendardo sionista sventolava superbamente. -
Seguiva dopo il Comitato << Chewrat Zion > con altri segni
nazionali ebraici, seguiti da una folla imponente. La
music suonava canzoni nazionali argentine, cantate con
entusiasmo dal popolo. Cosi 1' immense corteo giunse
nel centroo della citth al Palazzo della Associazione Sio-
nista, che fu occupata completamente. Qui si pronuncia-
rono nuovi discorsi sionistici, quindi molti si inscrissero
come soci. Furono estratte in lotteria molte azioni della
Banca colonial giudaica. La nostra idea ha trovato
qui molti fautori ed amici. Ch. n. w
IL SIONISMO IN EGITTO. Il nostro corrispondente
e rappresentante al Cairo, sig. A. di S. Cohen, ci invia la
seguente corrispondenza, che stampiamo con involontario
ritardo.
Conferenza sionistica. Domenica 19 Gennaio, alle 5
pom. ha avuto luogo alla Sala dei Concerti del Teatro Mon-
ferrato, una conferenza organizzata dalla Societh Sionista
d' Alessandria, Bar Kochbh.
II comitato era composto dai signori Nahman Mattatia,
President, Victor Sciamama e Jacques Pilpel. vice-presi-
denti. A. di S. Cohen, segretario, Leone Nacmias, conta-
bile, A. Kreutschmar, delegate general del Cairo per la
nostra citth. Un numeroso uditorio aveva risposto all' ap-
pello. La maggior part appartenevano alla classes popolare
israelitica. Parecchie signorine sioniste, in costumi elegant,
assistevano alla conferenza. I1 sig. I. Galitzenstein, api
la seduta presentando all' assemble il conferenziere, sig.
Hornstein professor, alla Scuola Sionista del Cairo. In
tutto il suo aspetto, il sig. Hornstein rivela convincimento
pieno e sincero.











L' IDEA SIONISTA


Egli 6 dotato d' un vero talent oratorio, 6 vivace nel
dire, trova facilmente 1' espressione che da forza al pen-
siero. Dopo aver descritte le persecuzioni di cui gli Israe-
liti sono stati vittime, ha constatato che nonostante 1' eman-
cipazione ohe loro venne concessa dalla Rivoluzione fran-
cese, essi sono oppressi ancora in molti paesi. In altre
contrade dove essi stimavansi protetti control le persecu-
zioni, sollevazioni antisemitiche si sono prodotte. Occorre
per6 notare che in certi casi era un movimento anticapi-
talistico. Nondimeno, second 1' oratore, esiste dappertutto
ostilith control 1' Israelita, considerate come straniero.
Colla ricostituzione di una terra in Palestina, gl'Israe-
liti otteranno la tranquillity e daranno la pace al mondo.
Certo, degli uomini di cuore, dei Sionisti, non con parole
ma con atti, come il barone Rothschild ed il barone Hirsch
hanno fatto molto per lenire le miseries del proletariato
giudaico. Ma la carith non basta per raggiungere lo scopo.
Solo il Sionismo pu6 rialzare e ricostituire le sorti del
proletariato ebraico. Certo il compito 6 arduo. Ma sara
superato dalla volonth unanime e ostinata di tutto un
popolo. I1 Sionismo 6 non solo la soluzione della question
israelitica ma il criterium della pace universal.
11 conferenziere terminb ringraziando il Governo di
S. A. il Khediv6, e di S. M. il Sultano per P ospitalith
ed il benevolo appoggio che cosi liberamente offrono ai
nostri correligionari.
Dopo la conferenza molte person si sono fatte inscri-
vere fra i membri della Socicta Sionista d'Alessandria.
Fra alcune settimane una nova conferenza Sionista
sark data nella nostra citth e quest voltain lingua araba
ed esclusivamente per gli Egiziani Israeliti.
IL NUOVO TEATRO GIUDAICO IN LONDRA. -
La sera di Sabato 26 aprile u. s. si 6 inaugurate in Londra
i << Teatro lirico-drammatico giudaico >, situato in Ken-
mure Road Hackney. La sala 6 molto bene arredata e con-
tieno, fra il parterre e le galleries, circa 700 person. La
sera della inaugurazione non era rimasto ii pii piccolo
posto vuoto, e si dovettero rimandare piu di 2000 person
che erano accorse per assistere alla rappresentazicne. Fu
rappresentato ( Bliimele > (Fiorelline) di Latiner, poeta ame-
ricano del Jargon. Le scene ci riconducono in Polonia all'e-
poca del regno dell' Imperatore Augusto III, il di cui medico
ebreo ha sposato ]a figlia del macellaio Lippe, Bliimele.
Fra gli spettatori, si trovava anche Israel Zangwill, il quale
vivamente s' interess6 e applaud 1' aitore e gli attori. -
11 Teatro ha gib pronto un variato repertorio. Cosi
martedi sara rappresentato a L' eroe di Gerusalemme ,
che concern 1' epoca del I Tempio, e mercoledi < II paese
d' oro > (America) di Weichkawish. L' ultima rappresen-
tazione segnerh ii clou della stagione. Si riprodurrL un
meraviglioso quadro della vita degli ebrei emigrati dalla
Russia, che susciterh certamente grande interesse non
solo press gli ebrei Russi, ma specialmente press gli
inglesi.
IL CIRCOLO SIONISTA DI NAPOLI, ha diramato
la seguente circolare, in data 12 maggio u. s.:
a I fiorente Circolo Sionista di Napoli, di cui fanno
part anche alcune distinte Signore, ha indetto per dome-
nica prossima 18 corr., alle ore 15, una prima riunione
di propaganda, che, per gentile concession dello Spetta-
bile Consiglio d' Amministrazione di questa Universith
Israelitica, si terra nella sala delle Assemblee, a Cappella
Vecchia, n. 30, p. p.
Alla S. V. sono certamente notili scopi nobilissimi
che si prefigge l'Associazione Sionistica internazionale,
della quale il nostro circolo fa part; scopi che si riassu-
mono nell' aspirazione di dare la liberty political e morale
agl'Israeliti perseguitati in Russia, Rumenia, Marocco,
ecc. La riunione suddetta comincera con una conferenza
del nostro Ecc.mo Rabbino sig. Giuseppe Sonino. La S. V.
6 vivamente pregata ad intervenirvi colla sua pregevole
famiglia. p. II Comitato Avv. DARIO ASCARELLI >>
Al prossimo numero, riferiremo sull' esito di quest
seduta.
AL PROSSIMO NUMIERO, per esigenza di spazio
rimandiamo la pubblicazione, oltre che di un diffu-
sissimo studio sulla question rumena, di varl arti-
coli, fra'cui Una giusta gomprensione del Sionismo.


RICORD1 DI FA IQLIA

Erano vecchie letter ingiallite, legate da un
nastro nero, prpbabilmente fin dall' epoca del lutto,
poich6 il nastro s' era stinto acquistando un co-
lore indeciso, e dimenticate da chi sa quanti anni
in fondo ad un cassette. Afflitto da un lutto pif
recent e riordinando le carte di un caro estinto,
le trovai fra altre vecchie carte di famiglia.
Erano letter del 1854 da Milano, da Parma,
da Modena, da Bologna e mi ricordarono subito
un antico episodio di casa nostra, udito da me
raccontare fin da bambino; una storia dolorosa
che cost una vittima e molte lagrime.
La prima letter, datata da Milano, diceva:
< Parto subito; non puoi immaginare 1' agitazione
nostra per quanto abbiamo saputo. Sarei gia in
viaggio se non mi avessero fatto perder tempo
alia polizia per i passaporti. Davide 6 a letto, ma
domani si trascinera in negozio in attesa di Giu-
seppe che 6 in Piemonte pel solito giro d'afiari.
Gli telegrafammo stamattina a Torino e spero
che, domani o dopo, potra essere qua. Io intanto
parto subito coll' Orsolina; gli al'ari e la casa
andranno come vorranno andare: fatti coraggio
e pensa che presto sarai libero. La present ti
sara recapitata dal Console Austriaco, che spero
sarh lasciato passare ed al quale scrivo perch ti
reclami come suddito dell' Imperatore. Lo zio
Giacomo che, come sai, 6 in relazione con person
della Casa del Vicer6, deve trovare qualche rac-
comandazione press il Governatore, perch anche
quest solleciti il Console Austriaco di Bologna.
Ti bacia affettuosamente la tua mamma ,.
La scrittura era di mia nonna, scrittura chi'io
ricordavo d' aver visto da ragazzetto.
La second letter era datata da Parma; era
di carattere di mia zia Orsolina ed era diretta a
mio padre a Milano: < Ci hanno tenuto quasi due
giorni ferme al confine. La paura del colera 6
cosi grande e gli ordini del duca cosi severe, che
si voleva ad ogni costo che facessimo la quaran-
tena di otto giorni. E fn una grande fortune che
il second giorno potessi trovarmi a quattr'occhi
col Commissario del posto di osservazione; con
cinquanta svanziche mi riusci di convincerlo a
lasciarci proseguire il viaggio. Non so quali ra-
gioni presenters ai snoi superior sulla nostra
scomparsa: per fortune noi stasera, spero, saremo
fuori di Stato e quindi fuor di pericolo di essere
riprese. Dello stato di Michele nulla sappiamo,
speravamo di trovare letter qui a Parma, ma fi-
nora nulla abbiamo ricevuto. La mamma, pove-
retta, piange tutto il giorno, e non so che fare per
tenerle un po' sollevato 1' animo, poichi io pure
sono triste fino alla morte. Povero Michele! Ma-
ledetti gli Stati pontifici! Ti ricordi 1' Elvira e
Cesarino che furono battezzati dalla serva? Hanno
avuto la fortune che gli zii poterono abbandonare
subito, nella notte stessa, Bologna e portarli di li
dal confine, in Toscana. Ma Michele poveretto
chi sa se potra levarsi da letto! Chi sa come lo
tratteranno! Chi sa se non gli avranno gia inflitto
il battesimo! C'6 veramente da fremere..... Giu-
seppe 6 arrivato? Ha scritto? La mamma ti sa-
luta; 6 tanto nervosa che non pub tener la penna
in mano. Ti abbraccio di cuore v.
Un' altra letter veniva da Modena. Era sempre
la scrittura di mia zia ed era diretta a mio padre;










L' IDEA SIONISTA


Per escludere la vigilanza sanitaria al confine
degli Stati modenesi siamo arrivate a Reggio per
viottole traverse, sballottate sopra un carro di
contadini e contrabbandate tra il fieno e la paglia.
Credevo cie la mamma mi svenisse. A Reggio,
senza perder tempo, abbiam preso la diligenza e
siamo ora qui in casa dei Levi che ci usano ogni
cortesia. La mamma s' 6 messa subito a letto ed
ha tn febbrone. Teniamo la cosa nascosta pil
ch' & possible, poichh anche qui si fa un gran
discorrere di cholera ed ogni malattia, grave o leg-
gera che sia, corre rischio di finire al Lazzaretto.
Prego Dio che si tratti di cosa breve, poichhe
assolutamente necessario proseguire il viaggio .
Ne seguiva un' altra datata, dal giorno seguente
e sempre da Modena: < Abbiamo ricevuto stamane
letter da Bologna. E scritta dal console austriaco.
Ha potuto vedere Michele, il quale versa in grave
stato: le game sono gia tutte gonfie, 1' acqua gli
sale al cuore, lentamente ma continuamente. Non
ha quasi piit forza di parlare, ma lotta sempre,
poveretto, control i firati. II console voleva farlo
portar fuori del Lazzaretto, ma il superior dello
Stabilimento, ch' a pure un frate, si oppose ener-
gicamente, malgrado sia provato che la malattia
di Michele non t colera. Non lessi per intiero la
letter alla mamma ch'l ancora a letto; io
sono sulle spine ma faccio conto stasera di
lasciarla qui affidata ai Levi e di andare sola a
Bologna. Povero Michele! come deve aver bisogno
di vedere la faccia d'una persona di famiglia!
Penso ancor a te che sei a letto, ma almeno sei
nel letto tuo. E Giuseppe e arrivato? m'imrma-
gino che come 1' altra volta avra dovuto andare
da Novara a Lugano ed entrare in Lombardia
dalla Svizzera, dalla parte di Como. Sono cosi at-
tenti dalla parte del Ticino i nostri padroni, dopo
i fatti del 6 Febbraio dell' anno scorso, che te-
mono sempre che dal Piemonte entri la rivolu-
zione Con questo tempo e difficile poter telegra-
fare, poichi la nebbia impedisce i segnali; tuttavia
da Bologna, se mi sarh possible, ti telegraferb
sullo state di Michele. Che Iddio ci protegga.
Orsolina ,.
Un' altra letter veniva da Bologna. Era an-
cora di mia zia a mio padre: a Non ti telegrafai
perched 1' autorith military impedisce 1' use dei te-
legrafi ai private, fine a nuovo ordine. Non so che
dirti: Michele 6 qui con noi in casa dei Pisa. Non
fu battezzato. Ebbe sofferenze indicibili; non so
se ci abbia riconosciute, non da altro segno di vita
che un lamento lungo lungo, continue, che strazia
il cuore. Non so come mi regga in piedi: he due
malati da curare! La mamma, dall' altro giorno, n6
prese cibo ne chiuse occhio. Povero Michele!
Povero Michele mio! Se fosse state curator non
sarebbe cosi >.
Poi un biglietto con due parole: E spirato,
stanotte alle due.
Ultimo un letterone di mia zia sempre da
Bologna: < Stassera partiamo. Ho il cuore che mi
sanguine per lo strazio del povero Michele. Dio
solo potra castigare come si merita 1' iniquity di
quei frati e di chi li 'sostiene, Dio che senate il
lamento degli umili. Giova sperarlo: altrimenti ci
sarebbe da impazzire di front a tanta enormity.
Temo che tu non mi dica il vero sulla tua salute;
se si trattasse di un semplice raffreddore, a quest'ora
dovresti gia essere in piedi. Curati energicamente:
eol tifo che infierisce a Milano le precauzioni non.


sono mai troppe. Non lo scrivo per ispaventarti,
ma perched tn non abbia a trascurarti. Giuseppe
ha ingiunzione di non muoversi da Milano? Ab-
biamo un gran bel governor! Da quando rientra-
rono gli Austriaci, dall' Agosto del 1848 ad oggi,
chi pu6 contare le perquisizioni fatte in casa
nostra e le ingiunzioni alla nostra famiglia ? Po-
vero paese! poveri noi! ed ancora, meglio sotto
1'Austria che sotto il Papa. Venticinque giorni
or sono Michele cominci6 a sentirsi poco bene,
quei suoi padroni di casa che devono essere spie
del papa, felici di liberarsi da un malato e di ag-
guantare quei pochi denari che aveva Michele, lo
denunciarono come coleroso e senza udir ragioni,
ipso facto, fu portato di forza al Lazzaretto che
del resto e vuoto, perched di colera qui non v' e
finora che la paura.
Una volta 1ii i frati se n' impadronirono. < Con-
fessatevi giovanotto >>. N No, reverendo ,. < Perche
no? <, Perche non sono cattolico >. < Che cosa
siete dunque? >, < Sono ebreo >. E allora tutti
quei frati si misero d' impegno per ottenere il
battesimo; una bella conversion clamorosa che
facesse una buona reclame al loro ordine e che
li mettesse tutti nelle grazie spiritual e material
del loro padrone di Roma.
Non capital ogni giorno un bel giovane di ven-
tiquattro anni simpatico, istruito di buona fami-
glia. Le penitenti di quei frati non avrebbero
mancato di andare ad animirare il neofita nella
cerimonia spettacolosa, e copiose elemosine, d' ogni
genere, avrebbero compensate i buoni frati delle
loro fatiche. E per questo, per 1' ingordigia e per
1' ambizione hanno giuocato colla vita di un uomo
e hanno spezzata questa vita per la rabbia di
non riuscire. Gli hanno fatta scontare colla more
la sua fermezza. Io non ti potrei dire le torture,
le sevizie, le mille punture d' ago continue, in-
sistenti, implacabili, il diniego di cura, il diniego
di vitto! La malattia degenerb dopo una settimana
di simile trattamento, aggravate da tn sequestro
assoluto e dall' intercettazione di qualsiasi rap-
porto coll' esterno. Le sue letter a noi, al con-
sole venivano sequestrate; a lui non pervenivano
le nostre. Lo stato febbrile si aggrava in tali
circostanze, gli s' ingross6 il fegato, si form una
raccolta d' acqua nell' addome. Ancora in tale
stato, con una puntura opportunamente, fatta un
chirurgo avrebbe potuto facilmente liberarlo e
guarirlo. Ma il chirurgo non fu chiamato. Si trat-
tava di cholera e colera doveva essere, cosi erano
tenute lontane le curiosity indiscrete.... salvo pro-
clamare che non era colera, ma solo un mal di
capo, se Michele avesse acconsentito al battesimo.
Quando il poverino ardeva di febbre e si consu-
mava dalla sete, un frate sapiente, pronipote forse
di Torquemada, gli negava un sorso d' acqua se
non prometteva di battezzarsi. Quando alle volte
nel cuor della notte, di quest notti cosi umide,
Michele era preso dai brividi per la malattia e
per il digiuno. prolungato, un frate s' incaricava
di togliergli le coperte e di aprire le finestre.
Sembrano cose incredibili, non y vero? ma un
ragazzetto che faceva i piccoli servizi ai frati e
che questi lasciavano girare senza sospetto per
il Lazzaretto desert, dove egli dimorava con loro,
le raccont6 ingenuamente al signor Pisa, quando
questi si rec6 col console per trasportare Michele
fuori da quel luogo infernale. Fu questo ragaz-
zetto che consegnb a monsieur Peras, il nostro ex










L' IDEA SIONISTA


capofabbrica che ora era impiegato qui a Bologna,
il biglietto del povero Michele. M.r Peras, saputo
che Michele era al Lazzaretto, si rec6 parecchie
volte per aver notizie. I frati gliele davano come
volevano, ma naturalmente sotto il pretesto del
contagio non fu mai lasciato entrare e nemmeno
mai notiziarono Michele di queste visit. I1 ra-
gazzo che un giorno stava mettendo in ordine
alcune cosuccie nella stanza di Michele, non es-
sendo present nessun altro, gli disse ch' era ve-
nuto un francese a domandare di lui. Michele,
poverino, vide in ci6 un' ancora di salvezza, scrisse
a lapis sopra un pezzetto di carta: Stanno facen-
domi morire non ho il colera si vuole una
conversion ad ogni costo; e fece appena in tempo
a consegnare questo biglietto al ragazzo ptrch6
lo facesse avere a M.' Peras, che gia entrava un
frate. I1 ragazzo, poverino, adempi molto bene al
suo incarico. M.r Peras che 6 un gran galantuomo,
che ci conosce da molti anni e che come fran-
cese pu6 sino ad im certo punto infischiarsi delle
autorith papaline, scrisse subito a Milano a noi la
letter che tu conosci, inform il console austriaco
della cosa, perch si aprisse un' inchiesta, ne in-
formb subito i Pisa e poi part per Venezia
dov' era chiamato a dirigere un' altra fabbrica,
lieto di porre la frontier fra s6 e gli stati pon-
tifici, dove questo suo contegno, pur essendo egli
francese, avrebbe forse potuto dargli qualche noia.
Il console si rec6 subito al Lazzaretto, non fu
ricevuto. And6 allora dal Cardinal Legato il quale
dopo molto tergiversare, fu costretto a rilasciare
al rappresentante di S. M. Apostolica un ordine
di libero ingresso. La gioia di Michele nel vederlo
fu immensa, non lo conosceva, ma senti che non
era piil completamente abbandonato nelle mani
dei frati. Era per6 gia ridotto in uno stato tale
che poco o nulla pot6 rispondere all' interroga-
torio del console. Questi voleva trasportarlo im-
mediatamente, ma ancora il superior del Lazza-
retto si oppose. Il console torn dal Cardinale il
quale rifiut6 il peimesso al trasporto. Allora scrisse
all' ambasciatore imperial a Roma e finalmente
dopo quattro giorni, egli, munito di un ordine del
Cardinale Segretario di Stato, accompagnato da
un medico e dal signor Pisa, si recb al Lazzaretto
e Michele pot6 essere trasportato a casa dei Pisa;
il console dovette ritirare e prendere sotto la sua
protezione anche il fanciullo che aveva consegnato
il biglietto a M.j' Peras e control cui s' erano ri-
volte le ire dei frati.
Michele visse ancora poco piu di due giorni,
ed era giA in agonia quando lo liberarono; si ac-
corse per6 che lo levavano dalle unghie dei frati
ed abbozzb un sorriso, pr.ese le mani del console
e del signor Pisa e le strinse a lungo. La signora
Pisa nel raccontarmi queste cose piangeva dirot-
tamente ed io piango nello scrivertele.
Avrei lasciato la mamma a Modena tanto era
affranta, ma non ci fu verso! Del resto & bene
ch' essa lo abbia visto. Non so, ripeto, se 'Michele
la vide. Siamo partiti da Modena in venerdi sera;
anche questo argomento fu adoperato dalla Re-
gina Levi per trattenerla, tanto la mamma era
estenuata. Tu sai ch'essa di Sabato non muove-
rebbe un filo di paglia, pure alla Regina rispose:
< fosse anche di Chipur andrei, Dio vede quale
viaggio io faccia >; e sali in carrozza mormorando
un salmo. Anche al confine pontificio vi sono le
quarantene. Non bisogn6 guardare a spese n6 a


preghiere. Ci buttammo in ginocchio (senza me-
tafora) davanti al comandante del posto e pian-
gemmo e pregammo come si prega Dio; offers
denaro a lui ed ai suoi dipendenti, mi recai da
sua moglie che abitava sopra gli uffici. Infine in
meno di ventiquattr' ore fuimno libere. Ti scrivo
tutto ci6 perched chi sa quanto tempo impieghe-
remo al nostro ritorno, ma oramai nulla ci im-
porta di affrettare.
Povero Michele! Sterile consolazione per noi
fu che tutti gli israeliti di Bologna si riunirono
qui dai Pisa per fare onore al povero morto e
tutti assistettero alla levata del cadavere. Di fu-
nerale pubblico per un ebreo, qui non e il caso
di parlare. Del resto anche a Milano i funeral
nostri si dissimulano.
La salna fiL portata a Cento, poich6 qui non
v' e cimitero. Gli nomini della famiglia Pisa 1'ac-
compagnarono fin l1 e presenziarono al seppelli-
mento al quale assisteva tutta la Comunita di
Cento ed una special menzione fu fatta nell'AscavA
al martirio subito dal nostro Michele, per la sua
ferma costanza nel perseverare nella vera religion
nostra.
Partiamo stassera, ma, ripeto, non so quando
arriveremo, condurremo con noi il ragazzetto dei
frati che non e possible lasciare qui, esposto alle
rappresaglie pretesche. Gli insegneremo qualcosa
e poi lo impiegheremo come apprendista in fab-
brica od in negozio. Vi saluto anche per la
mamma Orsolina >.


Mentre commosso riponevo le vecchie letter
e rammentavo i tristi event domestic d'allora
- il tifo di mio padre appunto quando moriva
il fratello Michele, ed i sospetti della polizia sul-
1' altro fratello Giuseppe, cause che impedirono
loro di recarsi a Bologna, e la lunga malattia di
mia nonna che segui a tutte queste disgrazie -
rammentavo anche che la storia di mio zio Mi-
chele, con maggiore o minore intensity, si ripete
sempre. E pensavo alla fanciulla ebrea Araten, ra-
pita in Austria, pochi mesi or sono, da alcune
monache e che ancora il padre, malgrado gli or-
dini dell' imperatore, non ha potuto rivedere. E
pensavo anche, senza andar tanto lontano ne per
tempo n6 per luogo, agli sforzi che si dovettero
fare qui in Italia, il mese scorso, in una delle citta
piu progredite per salvare dal proselitismo una
povera ebrea costretta dalla miseria a recarsi a
partorire all'Ospizio Provinciale, dove, con un'in-
sistenza veramente straordinaria, si voleva bat-
tezzare la madre ed il neonato; e pensavo che
per la vecchia razza d' Israele, per la vera e com-
pleta liberty sua, non 6 ancora finito il tempo di
combattere, qualora essa non voglia, con un ver-
gognoso suicidio, rinnegare 1' alta e pura idealita
sua, disconoscere tutta la gloriosa e secolare sua
storia, che si compendia in un' epica lotta di umili
control potenti, per la liberty del pensiero.
g. r.


Si pregano i Signori fbbonafi che
acqcora non lo avessero fafto, ai nlef-
fersi al pil presto in pari collar min-
ministraxione.











L' IDEA SIONISTA


ONORANZE CONIGLIANI

La commemorazione di Ancona. -
La corrispondleza mandataci in proposito dal nostro
v. a., apparsa nell'-ultiino nurnero dell' Idea, era
gia comnposta, quando ci giunse il testo della com-
inemorazione pronunciata dall'Avv. Roberto Ascoli.
SiainO certi i cortesi lettori ci sapranno grado di pub-
blicare ora per esteso questo discorso, che 6 ad un
tempo una calda e allettuosa rievocazione della lu-
minosa ligura di Carlo Conigliani, ed una eloquente
e mobile difesa degli ideali sionistici.

Non i senza impeto di pianto che io ripenso alle
onoranze tributate alia salma di Carlo Conigliani
nella natia Modena, in un grigio inattino dello scorso
dicembre.
Tutta la citti, niuna classes social esclusa, niuna
conlessione religiosa, partecipo commossa al funebre
corteo; e di Carlo Conigliani tesscrono le lodi, non pure
i compagni della Fratellanza lsraelitica, non pure i
colleghi della Universiti degli Studi, ma gli operai
e i discepoli e i rappresentanti d' una fede political,
alla quale Egli non appartenne.
NO 1' eco di questo rimpianto si ristette entro
1' ambito delle mura cittadine: che tutta la stamp
italiana, dall' una all' altra ala estrema, e il Ministro
della Istruzione pulbblica, vollero onorare quella tomba
alzi tempo dischiusa.
Perch>, o Signori, cosi unanimne, cosi vivo cor-
doglio ?
Che cosa ha compiuto questo giovane, nella sua
vita breve di trentatre anni?
E perch voi, di cui pochi soltanto L' han cono-
sciuto appena, siete qui convenuti ad ascoltarne
1' elogio funebre?
lo ve ne dirb assai semplicemente la ragione; e
diir, anche perch bene si compia quest cerimonia
nel luogo sacro al Dio d' Israele: qui, dove le anime
fervide offrono al Signore il profumo delle loro
preghiere.
Gli 6 che Carlo Conigliani intese fin da giovi-
netto la responsabilith e la ragione del vivere; de-
dico e sviluppo tutte le sue energies intellettuali e
morali a vantaggio degli umili, gittho anima pal-
pitante nelle aspre lotte del pensiero e dell' azione;
e svolse pienamente le sue attitudilii in squisito e
fecondo equilibrio.
Ricco, non si chiuse ni si acqueto nella beata
accidia del censo, aitante e forte nella persona, non
cedette alla lusinghe tentatrici e ingannatrici della
giovinezza; ebroo, non pati fastidio della sua sorte,
ma lev6 alta la front, orgoglioso di appartenere alla
tribfi degli eletti, e divenne c colui che la difese a
viso aperto >>.


I1 divino poeta Shelley, in un canto immortale,
rievoca e fissa, con suggestion potente, 1' ora in cui
prima, ebbe limpidi la vision e il senso della vita,
e gitto all' aura primaverile il grido della sua anima:
(< Io voglio
Essere saggio libero indulgent
e giusto, se pur tanta e in me possanza;
perb che troppo gli egoisti e i forti
io vidi dominar dospoti senza
biasimo e senza freno >.
Cosi deve essersi detto Carlo Conigliani, nell'ora
in cui la nostra coscienza si ripiega su sB stessa, e
cerca e interroga e riaflerma la ragione dell' esistenza.
Cosi da quell' ora Egli deve avere operate.


r Ir


Perch6 la sua vita, fin dal giorno in cui Egli usci
dall' Universilt, ci appare nitidamente delineata e
preordinata ad un nobile fine.
Egli intese come gia 1' austero sapiente della
Grecia che officio dell' uomo nobile e quello di
trovare studiosamente nel corso della esistenza una
series di musiche, le quali, pur essendo varie, siano
rette da un sol mnotivo dorinante, ed abbiano 1' im-
pronta d' nn solo stile.
E invero la vita di Carlo Conigliani, pure per
vie diverse in-pii campi manifestandosi, 6 impron-
tata a mirabile euritmia.
Laureatosi giovanissimo, predilesse gli studio della
economic social, e dopo aver into, lavoratore e
lottatore ardito e sicaro -, posti di perfezionamento
in Italia e all' estero, e concorsi alle cattedre Uni-
versitarie, si fermb nella piccola ma gloriosa Modena,
diventando college amato e pregiato a coloro che Gli
eran stati maestri.
Non questo e il luogo nb 1' ora di discorrer sin-
golarmente della produzione scientific del Conigliani.
Basti ricordare che la sua erudizione larghissima
e le sue intuizioni geniali passavano traverse il
vaglio di un' analisi rigorosanlente sperimnentale; che
gli editor e le riviste nostrane e straniere si dispu-
tavano la pibblicazione de' suoi lavori e de' suoi
studi, di cui molti porsero argomento a polemiche
feconde con insigni economist; che, pochi mesi in-
nanzi alla -morte, Egli dava opera, insieme con altro
insigne nostro correligionario, a quel progetto di
riforme tributarie, d' una concezione limpida, inno-
vatrice, precisa, che parve ieri ai pavidi governanti
un' audacia rivoluzionaria, ma e destinato a trionfare
in un avvenire men lontano di quel che comune-
mente si creda a reale sollievo degli umili.


Tale fu, nel campo dell' attivita intellettuale, il
giovane di cui piangiamo la perdita. Ed e notevole
che, anche come scienziato, Egli avesse piena coscienza
dei tempi. E, invero, non si restrinse ne si assorbi
nelle speculazioni metafisiche o dottrinali; ma -
cinto il pensiero di un'agile e salda armatura di
studio scese nel campo delle urgenti necessity so-
ciali. Egli intese il fremito fervido e rude, che agiti
gli spirit umani nella tormentata fine del secolo
scorso; Egli comprese 1' ufficio che la maturity dei
tempi assegna all'uomo modern, il quale ha da
essere tutto sustanziato d' indulgenza vigile, operosa,
positive.
E non ebbe per i mediocri, per i poveri la pro-
tezione e la carita scendenti dall' alto in basso come
su volgo subbietto, ni la lilantropia ornata di vanity,
ma 1' altruismo che senti e professor come un irra-
diarsi, un moltiplicarsi dello stesso essere suo nel-
1' altrui bene, come una risonanza di corde che vi-
brino, non appena una corda sia tocca.
Cosi tutti i suoi studio mirano al provvido, co-
sciente, non declamatorio miglioramento del prole-
tariato; cosi la Cooperativa dei tipografi Lo ebbe Pre-
sidente ed aiutatore; cosi fu Consigliere assiduo ed
operoso nelle aziende israelitiche di beneficienza in
Modena; cosi non appena si delineb nell'orizzonte
1' ideate radioso del sionismo Egli volle venire in
aiuto al proletariato ebraico, il quale, specie in alcuni
paesi d' Europa, 6 soggetto a sofferenze e a tormenti.
E' qui soprattutto che si pare la nobilitate di Carlo
Conigliani; 6 qui che Egli ha acquistato i il nome
che pil dura e pil onora .


lo rivedo il Conigliani, quale m' apparve, per la
prima volta, un mattino d' estate due anni or sono.
Fronte ampia ed aperta; bella faccia serena, illu-
minata dagli occhi a mandorla, intelligent ed espres-
sivi, della nostra razza. Calda la voce; e semplice
la parola, persuasive, eloquente.









L' IDEA SIONISTA 37


-Egli era tutto pieno di una vital forza interior,
d' una fede sincera, materiata di studio profondi, di
vedute large 0 sicure.
Ed insieme con Lui la giovine moglie: una
Signora leggiadra e delicate, che Lo guardava e Gli
sorrideva sovente, quasi a trasfondere ininterrotta nel
cuore di Lui la dolce fiamma dell'affetto, che inspira,
che consola e riscalda.
Povera, cara creature che oggi, stringendo al seno
il capo dei due figlioletti, piange accanto alla vecchia
madre di Lui 1' amico, il compagno, lo sposo
perduto!
Poche ore, io e i colleghi del Conitato sionistico
d' Ancona fummo col Conigliani; ma in quelle poche
ore quanta fede, quanto ardore Egli ci comunic6 per
1' opera comune! Ci sentimmo tutti pil] convinti, piu
saldi, piit buoni. Ben Egli allora ci si mostrb, come
nella similitudine dantesca,
< 1' uom che non s' affigge,
ma vassi alia via sua, checchU gli appaia,
se di bisogno stimolo il trafigge >.



Che cosa e il Sionismo, o Signori?
Ve lo dirb nella espressione pil semplice, esso e
1' antidote dell' antisemitismo.
Debbo io ripere a voi in che consista questo, ve-
nuto insinuandosi e penetrando, come un tradimento
di mali istinti e d'interessi, su la equity e la giustizia?
E non 6 present all'anima ed al pensiero di tutti
voi, il tragico episodio d' un nostro fratello, a cui
unica colpa fu nascere ebreo; per il quale furon
violate le leggi civil ed umane; e che soffri pene
da trarre lagrime, anche agli occhi che non avevan
mai pianto?
E in questa Italia, che pur 6 tra le meno afflitte
dal triste contagio, in ogni luogo, dove rechiamo
1' intelletto e ii lavoro e la mano pronta e il cuore
aperto a ogni fraterna solidarieta, non pare che ci
ricinga come un' aura di sospetto, come 1' atteggia-
mento dubbioso di gente (scarsa per verita e tratte-
nuta da .un senso imperioso di pudore) che vuol
essere nemica e non parere?
Ahim6, troppo, da non pochi di noi, si tollera il
sar'asmo velato e la misera intolleranza, quasi ascri-
vendo a fortune il nascondersi e confondersi e far di-
menticare la origine propria! Tuttavia Iddio volesse
che, da per tutto, agli Ebrei fosse consentito di vivere
come in Italia! Invece, negli altri paesi, meno che
in Inghilterra, essi patiscono assai maggiori umilia-
zioni, e, qua e la, persecuzioni violent ed atroci.
Ne c' bisogno ch'io qui le ricordi. Voi tutti le
conoscete; voi tutti ne siete pensosi e commossi.
A prevenire e a reprimere 1' antisemitismo, due al-
tissime intelligence, di quelle che, come direbbe il
Vico, balenano in acutezza, Teodoro Herzl e Max
Nordau, lanciarono al mondo giudaico 1' idea sio-
nista, vivida di speranza, feconda di salvazione.
Tra i primi che raccolsero 1' orifiamma e 1' agi-
tarono con fervido more, fu il nostro Conigliani.


Ma qual' e la vera essenza di questo Sionismo che
a taluni pare uno spettro mortificatore; e intorno al
quale ondeggiano le pil strane leggende? questo
Sionismo, che gli avversari benevoli chiamano una
utopia e i malevoli dicono una sfida alle altre razze
e alle altre religion?
11 Sionismo ha due obbiettivi semplici e precisi:
combattere 1' antisemitismo morale, con la rigenera-
zione della coscienza collettiva ebraica; soccorrere il
proletariato, favorendo 1' emigrazione in Palestina di
agricoltori e artigiani ebrei.
Sion, la sacra Sion, 6 ii simbolo dcl .rinnova-
nmento israelitico.


Ridotta a questi minimi termini, io non so vedere
come 1' idea sionista possa incontrare opposizioni nel
seno istesso del popolo d' Israele.
Pure un' obbiezione, a primo aspetto poderosa, ci
si lev6 di control. Si disse che questo moto contrast
con 1' affetto, onde ciascuno di noi 6 stretto al loco
natio; si disse che i sionisti, proseguendo il loro
ideale, si affermavano ebrei, prima che italiani o
francesi o tedeschi. All' ultima di queste accuse ri-
spose il Conigliani, con una formula limpida e felice:
w Italiani non meno che ebrei s.
E alla prima, trionfalmente, Max Nordau cosi:
s Non a chi ha la fortune di possedere una patria,
noi chiediamo di abbandonarla. 11 Sionismo s' ado-
pera a vantaggio di quelli tra gli ebrei che non
hanno questa fortune; a cui il paese, ove soino nati,
non 6 una patria, ma un carcere o un luogo di
deportazione; e per i quali questo movimento, se
riuscirA, sarh la liberazione e la salvezza -.
Si pensi che di dieci milioni d' ebrei, sette mi-
lioni e mezzo si trovano nelle condizioni di cui
parla il Nordau; ne essi possono sperare di vincere
la crudeltA, che, spiritualmente, < fuor li serra dal
bell' ovile, ove dormono agnelli -.
Ora io son lieto d'annunciarvi che molti dei
correligionari sparsi per tutto il mondo, hanno giA
corrisposto all' invito di Herzl e di Nordau con uno
slancio ammirevole; che molti giornali liberamente
si stampano in molti paesi d'Europa, diffondendo
le nostre idee; che la Banca Coloni;le ha gia rac-
colto milioni e milioni, ed 6 potentemente organiz-
zata; che molti villaggi, abitati soltanto da ebrei,
prosperano in Palestina; che i nostri maggiori uo-
mini furono con benevolenza accolti dal Sultano,
dal quale confidano ottenere la concession di vasti
territory, che permettano 1' emigrazione del nostro
proletariato.
E tutto questo si 6 ottenuto in men che cinque
anni, con 1' adesione e 1' aiuto di una infinitesima
parte dei nostri fratelli. Ma il loro numero aumenta
sempre con un crescendo consolatore.
Or dite voi, o Signori, se la nostra 6 un' utopia, se
il nostro e un sogno.
E al disopra degli effetti pratici, pensate ai pre-
ziosi risultati moral, che si sono raggiunti.
Il movimento sionista ha fatto vibrare pii vivo
nei cuori il palpito della comune origine e natural;
ha fatto risollevar le front oscurate a tanti correli-
gionari, che s' affissano ora come a un'alba di nuove
speranze; ha diffuso fervori ineffabili d' entusiasmo,
raggi d' una pura luce ideale in una moltitudine di
anime scorate, ha fatto riecheggiare pel mondo l'in-
finito dolore, da cui Israele fu percosso nei secoli.
Signori !
Se alla nobilissima gesta 1' Italia ha partecipato
e ha potuto esser degnamente rappresentata, lo deve
in singolar modo all' Uomo che oggi onoriamo.
Egli fu, tra gli aneliti, la volonth; tra le aspira-
zioni indeterminate, 1' energia viva, operosa, sapiente.
Al gruppo di Modena che trovasi all'avanguardia
del movimento italiano e che 6 format di attivi ele-
menti, Egli dette un impulso vigoroso. Leg6 stretta-
mente il suo al gruppo di Ferrara, altra cittadella
forte e secura; e via via propago il moto fecondo
per tutta la penisola, abbattendo ostacoli di pregiu-
dizii, svegliando i dormienti; ravvivando nelle pigre
coscienze lo spirit del giudaismo.
E quando io vedo questo giovane professor d' U-
niversitt, carezzato dalla scienza utficiale, nel timido
amlbiente della citth piccola, levarsi alto e farsi as-
sertore e banditore aperto del diritto di vita della
sua stirpe; qnuando Lo vedo pubblicare e diffon
dere alla luce del sole, un giornale fiammante di
fede: 1'F Idea Sionista -, in cui rivendica le glories
d' Israele, ne riafferma i dogmi non perituri, e, pieno
di sacro entusiasmo, sferza i timidi e gli indegni;.---










38 L' IDEA SIONIPTA


quando leggo le sue polenmiche austere, vibrant di
idealita; quella sua prosa veemente ed access, in
cii ii sentimento e il pensiero si fondono e si ri-
spccchiano; io penso che furon di nostra gente
quei profil'i che, in una grande ebriicth d'ideale,
f'cero f'rrieiitare tra gli uoinii il senme della giu-
stizia, e con parole che salivano fino ai cieli fecero
trasalire i ricchi nei loro palagi, e come da inesau-
ribile coppa versaron sugli umili ii balsamo delle
speranze inmmortali. Perched il Sionisino, se ha per
line imrnmdiato la liberazione dei nostri fratelli cho
soffrono, ha per ultima mnta la elevazione morale
del popolo eletto, e la elevazione morale di tutta la
inanith.
La lotta che noi vogliamo condurre a fondo control
1' antisemitismo, non e che un episodio della nostra
battaglia. Anche quando questa lebbra sara domata,
il Sionismo dovra agire, diffondersi, raccogliere le
energies e le coscienze del giudaismo. Cosi la inten-
deva Carlo Conigliani e i dodici numeri del suo
giornale ne sono documento e testimonianza securi.


E noi siamo con te, o amico perduto!
Anche noi nelle vigilie pensose abbiamo inter-
rogato sovente le pagine sacre; anche noi abbiamo
cercato, nella critical storica pil illuminate, di pe-
netrar lo spirit di nostra gente. E se talora inella
vita quotidiana il nostro piccioletto amor proprio
pati ollesa; e se i nostri vecchi han versato lacrime
amnare per tI solferenze dei fratelli lontani: se fre-
mito di sdegno ha talora agitato il nostro petto: oh!
come da queste indagini e da questi studio uscimmo
rasserenati
E non pure questa consolazione ci veune dai libri
d' Ernesto Renan, il pih eletto ed alto critico del
secolo; ma dagli stessi antori, non benevoli a noi,
che han dovuto fare ammissioni e confession preziose.
O Signori, se v' ha taluno fra voi, il quale pensa
e spera, che in pii o men lungo volger d' anni
Israele possa confondersi nelle altre razze e morire,
si disilluda subito: il suo pensiero, la sua speranza
son vani.
A quel modo che, contemplando i tipi semitici
su 1' arco di trionfo di Tito, al passante par ricono-
scere degli ebrei contemporanei; questo pii il rigoroso
esame scientific ha incontestabilmente fissato; che
- pur disperse e nascosto e confuso tra i tempera-
menti nazionali delle molte nuove dimore in noi
lo spirit di razza seguit6 sempre a sussistere, puro
ed invitto.
II Muret, che 6 tra i nostri piin fieri avversari
atferma e dimostra che la stessa forza e norma ideal,
di cui 6 permeata la Bibbia, vitrovasi nella mente e
nell'opera di Spinoza e Heine, di Carlo Marx e
Brands, di lord Beaconsfield e Max Nordau.


E sia lode a Dio che cosi avvenga!
PerchU niuna stirpe o Signori pub vantare
in conspetto della storia una nobilth piM antica e
pif gloriosa della nostra. E' ad Israele che il mondo
deve la credenza nel Dio Unico, la Bibbia, il libro
consolatore di tutte le anime.
E' con Israele che la religion della sofferenza
umana appare per la prima volta su la terra. II
principio che tutti gli uomini hanno egualmente
diritto alla felicity, primo fu rivelato e proclamato
da Israele. In una sintesi geniale e evident, Dar-
mesteter cosi riassume gli altissimi dogini del giu-
daismo : unit della legge nel mondo e trionfo ter-
restre della giustizia. E questi dogmi Isracle band
dalla sna origin, fin dall' aurora dei tempi storici,
elevandosi ad altezza superba, al di sopra degli
altri popoli, ad imagine di Saul, che sorpassava di
tutto il capo gli uomini di sua gente.


Noi fummo i primi a rispettare ed onorare il
povero. Noi, quando la donna venia reputata un
essere inferiore, la vestimmo di castith e di saggezza,
la mostramino alle genti pii preziosa d' ogni gemma,
pih dolce dell'idromole. II tipo della nostra famniglia,
della solidarietit intima ond' costituita, fu, 6, sar;
modello non superabile.
II Muret che, come dissi, e nemico nostro im-
placabile scrive che assai prima d' esser redatti
in francese, i diritti dell'uomo eran stati scritti fram-
mentariamente in ebraico; ripete con Rdnan che il
primo capitol d' Isaia fa epoca nella storia univer-
sale; confessa che noi, primi, integrammo la morale
nella religion e nella political. E sempre, nel lungo
volger dei tempi, anche quando parvero allontanarsi
dalla prisca fede, gli uomini nostri riafferinarono
lo spirit e la tradizione della stirpe. Cosi che lord
Beaconsfield apertamente scriveva, che invano si tenta
infrangere 1' inesorabile legge natural, per cui una
razza superior non sarA mai assorbita da una razza
inferiore. E nel celebre discorso, tendente ad am-
metter gli ebrei nel seno del parlamento britannico,
egli, Primo Ministro, sostenne orgogliosamente che
reclamava questa riforma non per i principi di tol-
leranza generalmente professata, ma in virtil dei
servizi resi all'urnanitil dalla razza ebrea. Dottrina
codesta che volle far sna il pif fine e idealmente
equo tra gli storici contemporanei, il quale scrisse
che, servendo lo spirit modern, 1' ebreo non fa in
realty che servir l'opera alla quale ha contribuito pin
di qualsiasi altro nel passato, e per la quale ha tanto
sofferto. E invero, come le arpe di David fremevano
al soffio dei sacri fiumi il nostalgico inno alla patria,
cosi le anime nostre, tocche dalla grande ala della
liberty, vibrarono di recondite forze, sprigionarono le
antiche energie della stirpe, temperate nella infinite
angoscia dei secoli.


Tutto questo senti e vide Carlo Conigliani.
Ogni atto della sua vita e improntato al generoso
alacre spirit della nostra razza.
L'ingegno profondo, la solida e larga preparazione
scientific, ardore dell'animo giovanilmente ga-
gliardo ben Lo facevano degno di raccogliere in
Italia attorno a sI le disperse forze d'Israele, che
eran liete d' acclamarLo duce e maestro.
Ed Egli dalla religion ritrasse, come tutti gli
Ebrei di cultural e di cuore, ardente, indornabile
fede nell' ascensione ininterrotta dell' nmanith.
0 Signori,
Tale fu nella esistenza breve, ma cosi piena e
feconda d' opere buone e di buoni pensieri Carlo
Conigliani.
Egli appartenne veramente alla tribf di coloro
che vogliono la giustizia: Egli fu di quegli uomini
rari, che sperimentano tutte le attitudini, tentano tutti
i problem, svolgono tutte le forze, avendo per guida
la volonta, per istrumento 1' azione, per meta 1' ac-
crescimento dell' essere umano.
La serenity della Sua anima era quella di un'a-
nima dabbene, sicura di trovarsi d' accord con una
regola superior. E nella vita famigliare non fu
meno amnmirevole. La madre ahime sopravvissu-
taGli -, il padre, Lo penetrarono fin dalla fanciul-
lezza d' un inestinguibile aroma, che esalo da Lui e
intorno a Lui fino alla more. Quest' Uomo, il cui
pensiero febbrilmente ricercava la luce nelle cupe
profondilt della scienza, il cui spirit s' agitava an-
sioso nelle pill rudi battaglie ritrovava si stesso
nella pace della casa, nel sorriso della sposa fedele,
nella carezza delle sue creature, le cui piccole mani
molcevano so la sa front il doloroso solco che vi
imprimeya il tunlulto delle idee e degli affetti.











L' IDEA SIONISTA 39


In una inscrizione funeraria trovata in Siria e
detto: Coraggio, poich6 tu sei morto senza aver
dovuto piangere alcuno dei tuoi figlioletti e lasciando
viva la sposa che amavi >>. E in verith io penso che
- se Carlo Conigliani ha avuto, sul letto di morto,
nell'attimo fuggente, la vision raccolta della sua
giovinezza tra le lacrime per il dolore dei suoi,
un sorriso deve averGli sfiorato le pallide labbra.
A niuno 6 dato interrogare il sacro mistero della
morte, come a niuno purtroppo e dato penetrare
1' augusto mistero della vita.
L' esistenza dell' uomo non si misura dagli anni
vissuti, ma dalle opere compiute. E noi possiamo
securamente affermare che Carlo Conigliani non
ha vissuto indarno.
Ho letto non ricordo dove che esistano nel
Libano dei vecchi testament arabi, in cui il defunto
pone per patto alle sue donazioni, che debbano av-
vertirlo nella tomba quando stia per compiersi il
sogno della sua vita.
Ebbene, io sento quale sarebbe la novella che -
susurrataGli nel sepolcreto farebbe fremer di
gioia le ceneri del compianto amico.
Se alcuno potri un giorno annunciarGli che i suoi
correligionari, tutti i suoi correligionari han rac-
colte le loro energie, che hanno sempre tenuta viva
la fiamma del loro cuore, e salda la fede nel loro
destiny; se potrh annunciarGli che il proletariato
giudaico, dopo tante sofferenze, ha trovato la pace
nella terra cara al Signore, e che tutti gli ebrei,
sparsi pel mondo, si mostran degni della loro divina
mission; se questo potra annunciarGli, 1' anima di
Carlo Conigliani ne sarh consolata.



1IA A. I MVI 0 T I ID E


Allorche s' imprende a parlare di uomini come
il Maimonide, che lasciano dietro di loro un cost
profondo solco nella storia del pensiero, e pifl che
utile necessario delineare a larghi tratti le condizioni
del secolo, nel quale vissero, descrivere sommaria-
mente 1' ambiente in mezzo al quale svilupparono le
loro mirabili forze ed esplicarono I' azione loro in-
mortale.
E siccome il movimento intellettuale del tempo
che vide nascere il Maimonide si compendia nella
storia degli ebrei, in quel moment soli cultori della
scienza, cosi & delle loro condizioni che Io storico
deve occuparsi, prima di restringersi al genio che
tutto il movimento riassume ed in se imnpersona.
Sorgeva il 12 secolo. Gli ebrei, dispersi in tutto
1' orbe, erano numerosissimi in Asia, lo erano meno
in Europa, ma pifi istruiti, piui inciviliti e pint in-
tenti che altrove a coltivar le letter e la filosolia, e
quantunqne, ahi troppo di sovente, esposti a tremendi
rovesci di fortune, pur tuttavia godevano qua e li
di liberal franchigie e del favor dei potenti, a ci6
indotti dalla molta utility che ne ritraevano e nel
campo econonico, e nel canipo politico ed in quello
filosofico. Ragione per cui, 1' Europa vuole essere
considerate in quest' epoca, come il vero centro del
gindaismo. Le celebri scuole di Cordova, di Siviglia,
di Granata e di Lucera erano bensi cadute sotto
1' oppression maomettana; ma il pensiero israelitico,
sempre irrefrenabile e pieno di risorse, aveva trovato
modo di concentrarsi nei regni cristiani di Castiglia,
del Leon, dell' Aragona, del Portogallo e della Na-
varra. La sola Toledo contava 12000 ebrei, viventi da
liberi cittadini, circondati d;lla pu]bblica stima pel
loro sapere, fusi colla popolazioni, esercitanti ogni
specie di diritto e di finzione, lino a cornbattere
come cavalieri nei tornei. Gih imnlaramnmo a cono-
scere col titolo di principle, sotto Alfonso VIII, il dotto


Schoschan, 1' Alfaar, lo storico Dauid, il poeta Flarisi,
il viaggiatore Ben Jonei, Samuel Hasdai Alevi, i
Girondi ed altri molti. Gill vedenimo la scienza israc-
litica diffondersi nella Linguadoca, nella Provenza,
ed in altre part della Francia, favorite ed ammirata
dagli Albigesi, alcuni dei quali non si peritavano
di dichiarare, ed in pubblico ed in private, essere
la religion degli ebrei migliore di quella dei cnri-
stiani.
N6 pil e d' uopo richiamare alla inemoria i noni
del Kalonimos di Narbona e dei Kimhi, ad uno dei
quali, Joseph, i, attribuita una polemica scritta in
forma di dialogo control il Cristianesimo, nella (qale
fra 1'altro 6 detto riconoscersi il valore di una reli-
gione dal valore morale de' suoi addetti: non trovarsi
fra gli ebrei ne assassini, un briganti, ni gozzovi-
gliatori, essere i figli degli ebrei educati nel timor
di Dio e nella morale, essere 1' ebreo ospitale e be-
nefico, riscattatore di schiavi e soccorritore di quelli
che soffrono.
Un soffio di tolleranza e di rispetto alla ragione
faceva animare qua e li principi e popolazioni; in
molte citta contavansi balivi ebrei: rinomate erano
le comunith di Montpellier, di Lunel, di Pousqiibres,
di Bourg S. Gilles ed altre anche al nord della Fran-
cia. E quest'alito umanitario che potev;i alffrttare
1'ora della vittoria del progress, s;arebl) duirato
senza 1'ignorante fanatismo del clero cattolico, anspice
Innocenzo III, coadinvato dalla bassa cupidigia di
Filippo Aigusto, che nell' e)reo non vedeva se non1
le ricchezze per impadronirsene, una vacca da mun-
gere ogni qualvolta erasi impinguata, valendosi dei
mezzi pifi odiosi er inventando calunnie d'ogni ma-
niera.
In Inghillerra e nei paesi da essa dipendenti si
viveva in piena sicurezza. A Lonidra, gli ebrei abi-
tavano sontnosi palazzi; nolti inglesi abbracciavano
il giudaismo; una comunit, intera era conposta di
proseliti, e sarebboro rimasti a lungo in pace, senza
il solito fanatismo clericale, rappresentato da Baldo-
vino, arcivescovo di Cantorbery, promotore dei di-
sordini che fecero capo alla valorosa difesa ed al-
1' orrendo m;issacro degli ebrei di Sork. In Germania,
dopo le gesta dei primi crociati, eran loro lasciati
alcuni diritti, come quello di porter le ;armni e di
batters in duello, ed all' assedio di Worms, ove il
rabbino aveva persino concesso che combattessero di
sabbato, davano prova di non comnne valore. Leo-
poldo d' Austria affidava il governor delle finalize ad
un ebreo, e Federico Barbarossa, prima di partire
per la terra santa, impartiva 1' ordine, poco rispettato
dipoi, di non molestare gli ebrei.
In Italia pochi soprusi pativano per la protezione
del papa Alessandro III, che aveva un amministra-
tore delle finance di nome Jehiel ben Abraham, e che
mostrava i suoi sentiment ])enevoli nel concilio la-
teranense, opponendosi formalmente ad alcino pro-
poste di fanatiche restrizioni. Sotto i normanni, nel-
1' Italia meridionale, stavano ancora meglio. Nell'im-
pero bizantino, e cioi nella Tessaglia, nella Macedonia
e nella Tracia erano sovente maltrattati, taglieggiati
con balzelli gravissimi; poca era la coltura letteraria;
vivevano della fabbricazione delle sete e della por-
pora. Nell' Asia Minore, ove dominava 1' islamismo,
erano numerosi: lo erano meno nelle citth cristiane,
tanto che la Palestina, in potere di questi ultimli, non
conteneva pii di mille ebrei. Pochissimi a Gernsa-
lemme, quasi tutti tintori.
Iniportanti erano le comunith di Bagdad e di
Mostoul. A Bagdad viveva ccrto Solomonr investito
dal califfo del titolo di princil)p, e si circondava in-
Iatti di tulta la maostt real lino ad uscire a cavallo
scortato di mn;i guardia (d'onore. La comuniitht di
Mossoul comprendeva essa sola 1non meno di settemila
fanmii.lie. Coraggiosi guerrieri ebrei stazioniavanonel
Korastan press il Mar Caspio, governati da un capo
ebreo e dediti all'allevamento del bestiame. Ottomila











L' IDEA SIONISTA


erano a Chiva e circa cinquantamila a Sanmuranda.
Le Indie erano popolate di nostri fratelli neri e nel-
1'isola di Ceilan se ne annoveravano fino a 20 mila.
11 sovrano di quest'isola aveva per costume di
nominare sedici vizir, di cui quattro ebrei, quattro
imussulmnani, quattro cristiani e quattro indigent. Ad
Aden esisteva una comunith con castelli forti, che
guerreggiava control i cristiani della Nubia e con-
traeva alleanze coll' Egitto e colla Persia. Quelli del
Semen nell' Arabia godevano riputazione di essere
caritatevoli ed ospitali. Nel nord dell'Arabia stessa
erano numerosissimi agricoltori, pastor e guerrieri.
In alcune localith erano governati da capi o principi
correligionarii. Tutte quest comunitA dipendovano
religiosamente dal principle di Bagdad, ove al tempo
di cui discorriamo risiedeva Samuele di All Alevi,
dotto quanto vanitoso, che affettando una pompa
tutta oriental, vestito di seta e d' oro sedeva nella
sua scuola come sopra un trono circondato da' suoi
duemila allievi, ai quali un interpreted comunicava
i response del gran Savio, che si arrogava sempre
nuovi diritti e sapeva imporre la sua autorith colla
violenza.
In Egitto gli ebrei viveano indipendenti da quelli
d' Asia, con un capo riconosciuto dal califfo sotto il
titolo di Naghid. Era Naghid, in quest tempo, Na-
taniele, medico celebrate, autore di parecchie opere
mediche scritte in arabo. Perb quest paese era poco
avanzato nella civilta, eppure qui doveva esplicarsi
la grande azione del sommo pensatore di cui ci oc-
cnperemo.
Questo adunque lo stato general. Riassumendo,
nel sud della Spagna 1' intolleranza degli Almoadi
inceppava il movimento israelitico. Le comunith della
Spagna cristiana, nonchi quelle del sud della Francia,
sebbene fiorenti, erano di recent formazione e poca
influenza potevano esercitare sul rest dell'Israelitismo.
Nel nord della Francia, conducevano esistenza troppo
precaria e troppo soggetta ai capricci dei principi e
delle moltitudini, per poter sperare di raggiungere
qualsiasi grado di supremazia. In Germania, erano
schiavi dell'impero e negli altri paesi d'Europa
contavano poco. In Asia 1' esiliato, aveva perduto
il suo prestigio sui lontani fratelli, cosicche l'unith
religiosa salvata a Sora, a Pombadita ed a Cordova
veniva meno un' altra volta, e ci5 malgrado gli sforzi
dei filosofi e forse anche a cagione di questi stessi
sforzi, che avevano generate molta confusion nel
Talmud, dedalo inestricahile, vera grandiose babele
di opinion, per il che il giudaismo mancando di
un indirizzo unico, atto a fame un tutto omogeneo,
minacciava di sbocconcellarsi e forse anche di venire
lentamente spegnendosi. Fu in quest moment che
apparve il Maimonide, il quale, pur non essendo
materialmente insignito diveruna dignity riconosciuta,
divenne tuttavia il ristauratore del giudaismo, la
guida onnipossente degli ebrei di Oriente e d'Oc-
cidente.
continuea) Prof. G. PUGLIESE.


1I cormmercio di Gernsalermmpe

Sotto quest titolo leggiamo nel Commercio del 15
marzo, il seguente interessante articolo:
L' ultimo << Bollettino del minister degli affari esteri >
reca un rapport dell'egregio avv. A. Pittaluga, gih reg-
gente il consolato di Gerusalemme, intorno al Matessa-
riflikc indipendente di Gerusalemme, rapport interessan-
tissimo dal punt di vista commercial.
I1 console Pittaluga comincia col descrivere lo stato
geografico e amministrativo della provincia, parts che noi
dobbiamo tralasciare per restringerci alla second che ri-
guarda appunto 1' agricoltura, industrial e il commercio
del Matessariflik di Gerusalemme.
Una delle principal risorse di tutta la Palestina 6
sempre 1' agricoltura, e se non sono ancora tornati per
quest regions i tempi. fJlici di oui narra la Bibbia, si


nota per6, da una trentina d' anni, un grande migliora-
mento nelle culture ed una nuova e promettente attivith.
Molta part del merito spetta agli europei; per6 vi 6 an-
cora da fare, sia per una migliore utilizzazione delle esistenti
culture, sia per nuovi dissodamenti e piantagioni. II
giorno in cui si potrh risolvere il problema dell' irriga-
zione, la Palestina riacquisterA molto dell' antica prospe.
rith. I prodotti piu important del suolo sono: i cereali,
gli olivi, 1' uva, il sesamo, gli aranci ed i limoni.
Le industries sono limitatissime. Unico prodotto im-
portante 6 il sapone che viene fabbricato in vari paesi
dell' interno, in piccoli laboratory, situati in case private
e con metodi primitivi; per quest fabbricazioni non si
usano che olii del paese e soda caustic importata dalla
Europa.
Una industrial important 6 quella degli oggetti reli-
giosi, e dei lavori in legno d' olivo e in madreperla. Be-
tlemme 6 il centro ove maggiormente si lavorano le con-
chiglie in madreperla scolpite, mentre il legno d' olivo 6
lavorato quasi esclusivamente in Gerusalemme a con esso
si producono i piu svariati oggetti, incominciando da ta-
vole. armadi, scrivanie di un valore di pii di mills
franchi, per venire a piccoli oggettini del prezzo di pochi
centesimi.
Sono da rammentarsi pure: 1' industrial dsi braccialetti
in vetro colorato, di quality molto ordinaria, che si fabbri-
cano in Hebron e che si consumano tutti nel paese, e
quell dells stoviglie in terra ordinaria. Una industrial
promettente sarebbe la conoia delle pelli, ma adesso quella
piccola quantity che se ne lavora 6 di quality scadentis-
sima. Esistono poi telai per la fabbricazione di stoffe in
cotone ed in cotone e sets, nelle scuole di arti e mestieri
della Alliance israelite di Gerusalemme.

*

Il principal centro marittimo per la Palestina 6 il
porto di Giaffa che durante 1' anno 1900 present un mo-
vimento di 434 velieri, 434 vapori, con un total di 523,430
tonn. La bandiera inglese occupa il prime post, mentre
1' italiana occupa il settimo dopo 1' Austria, la Francia, la
Russia e la Germania, con un movimento complessivo di
18 vapori e 17,572 tonn. di merce. Questo porto 6 stato
da noi conquistato dopo 1' istituzione delle line fra 1' I-
talia e sl cost della Siria, che per6 non soddisfa le aspi-
razioni di molti, desiderandosi un servizio pi frequent
e una diverse combinazione delle ore di arrive e di par-
tenza.
L'esportazione pih important 6 quella degli aranci
di Giaffa, e che, su un totals di 6,000,000 di franchi di
esportazioni, rappresenta circa il terzo. Viene poi 1' espor-
tazione dei semi di sesamo, per la maggior part destinati
alla Francia, e quella del sapone, consumato quasi total-
mente nel rest della Turchia e in Egitto.
L'Italia, malgrado i progress abbastanza notevoli del
suo commercio, per la Palestina occupa ancora il penul-
timo post nelle statistics di detto commercio.
I principal articoli importati in Palestina sono: tela
indiana di cotone stampata flanella di cotone (Melton)-
madapolam, calic6, e tele americane gregge seterie e
nastri di seta, velluti di seta misti di cotone e peluche panni
di lana e di lana e cotone panni fantasia colorati abiti
confezionati paracqua e parasoli cappelli di feltro e di
paglia guanti di pelle guanti di cotone, di lana e di
seta fiori artificial profumerie maglierie juta cor-
dami pellami scarpe confezionate sellerie porcellane
e terraglie vetrerie concerie marmi tegole e mat-
toni cementi e calce carta e cartoni, ecc. zolfo legno
- machine petrolio fiammiferi prodotti chimici zuc-
chero caff6 riso, conserve alimentari cioccolatta e
confetti salumi, patate castagne farine e paste bi-
sootti rini e liquor candele chincaglierie.
Il console Pittaluga riferisce che 1' Italia potrebbe pre-
ponderare nell' importazione di moltissimi dei sopraindi-
cati articoli e cosi aumentare la sua influenza in quell
promettente regions.
Il rapport terminal con quest parole: x Concludendo,
si pub affermare che la Palestina offre un largo campo
alla nostra attivith commercial, e che, state il continue
progress di quest paese, non sara difficile, a chi voglia
seriamente porsi all' opera, trovare an largo sfogo ai no-
stri prodotti in quest regions. >

Rag. AMEDEO DONATI Responsabile
Medent, Tip. degli-Operai (Societst Anonima- Ooperativa)











ANNo II.. MODENA, GIUGNO-LUGLIG 19O~2 Nu~r.0 6-7


SDPEA


5IONISTA


RIVISTA MIVENSILE DEL MOVIMENIO SIONISTA
FONDATA DAL PROF. CAV. CARLO A. CONIGLIANI

ABBONAME.VTO ANNUO. . . L. 2,00 ADESIONI e OORRISPOYDE.ZE al Signor
PER L' ESTERO. .. . . .. 8,00 BENVENUTO DO.ATI -. MODE1A


SOMMARIO Sionismo.... Occidentale, prof. F. MOMnIGLIO. -
Gli Ebrei dell' Europa Orientale, A. SULLAM. I1 Sionismo
in Italia, avv. F. RAVENNA. T. Herzl dinanzi alla commis-
sione per I' immigrazione inglese. (Che cos' e il Sionismo ). -
Ai fratelli sionisti (inno), G. NEPPI. Note sparse. (Che
cosa vogliono i sionisti, Rivelazione ? ecc.). Una Colonia sio-
nista, prof. G. LATTES. Gli Ebrei in Rumenia, (II viaggio
di B. Lazare). Maimonide, prof. G. PUGLIESE. Onoranze
Conigliani.


5IONISMO.... OCCIDENTALE

Letter all' avv. F. Ravenna
Caro Amico,
Veda .... combinazione!
II suo cortese invite a collaborare nell' Idea Sio-
nista, mi sorprende mentre sto preparando un articolo
informative sul Sionismo per l'almanacco Bemporad,
e raccogliendo dati intorno al proletariato ebraico per
uno studio sulla Nuova Antologia. Come Lei vede, la
mia cameretta di studio, anche in quest' Udine ven-
tosa e piovosa, e inondata dal sole della Palestina.
Lei sa che assai spesso un raggio di quel sole che
abbronzava le giovani membra della bella Sulamita,
& penetrate tra i miei studi. Credo di avere sulla
coscienza oltre ad una trentina di articoli d'argo-
mento ebraico. Danton diceva che la patria non si
porta sotto la suola delle scarpe e diceva una cor-
belleria. Le tradizioni storiche non si cancellano; si
annidano nel nostro sangue.
Badi bene. Io ho studiata la Bibbia attraverso
all' esegesi tedesca.... il che 6 quanto dire che non
mi sento in nessun modo vincolato al rituale ebraico.
Neppure mi tormenta la nostalgia orientale. Mio
padre ha combattuto valorosamente nelle guerre per
' indipendenza italiana e, nonostante tutte le mie
teoriche aspirazioni internazionali, mi compiaccio di
essere italiano; ed a costo di essere tacciato di qua-
rantottismio, mi esalto alle prove gloriose con cui
' Italia, la derelitta fra le nazioni come diceva il
poeta di Gerusalemme, ha acquistata coscienza di se.
Perdoni 1' improntitudine pettegola intorno all'ana-
lisi psicologica del mio lo; ma la diagnosis che faccio
di me pub, o io m' inganno, eslendersi alla pifi part
degli Ebrei d' Italia.... e percio proseguo.
-o-

Vi volete dunque sgiudaizzare ? chiederebbe a
questo punto il nostro illustre amico Max Nordau.
Intendiamoci bene. lo non mi stupisco proprio
nulla di essere caduto aal mondo antico in pieuo


secolo XIX.... anche perch di quel mondo antico
in cui vivevano i miei antenati ho sentito soltanto
parlare come ricordo lontano di una fase storica
fortunatamente oltrepassata. Pronipote di fedelissimi
al Talmud, confesso che mi trovo a grande agio
nella civilth modern. E' cosi. La civilth compie la
sua opera assimilatrice: e la storia che cammina.
Non ci fidiamo troppo delle statistiche; o almeno
studiamole con spirit critic. E' molto probable
che 1'ultimo censimento nostro (parlo dell' Italia
ma 1' osservazione vale per tutti i popoli civil)
annoveri un numero di cattolici, di protestanti,
di ebrei, su per giu proporzionale a quello dell' ul-
timo censimento......... Ma chi non sa che ciascuna
di queste famiglie religiose comprende due specie
di fedeli, gli uni ortodossi, credenti come nel me-
dioevo, gli altri invece affrancati dalla letter e riu-
niti dallo spirit, memori delle fatidiche parole dello
Schiller: a lo non ho nessuna religion, appunto per
religion )? Le religion formali non comportano
mezzi termini: o fanatismo cio6 spirit medieval,
o tolleranza general cioe spirit modern, il che e
quanto dire.... criticism.
La civilta ha trasformati i discendenti dei confi-
nati nei ghetti in uonmini modern che si sentono
contemporanei del Renan, dello Spencer, del Taine,
(accenno a tipi rappresentativi,) e non si gloriano
gran fatto di Davide, di Ester e di Ezechia.
-4-

Eppure, nonostante tutto cib io ritengo giusta e
legittima 1' aspirazione sionista.
Siamo franchi: quando sappiamo che uno dei piu
validi assertori del Sionismo 6 Max Nordau, possiamo
star tranquilli che il movente religioso.... del vecchio
Sionismo non i il principal. Che i rabbini po-
lacchi (li rivedo al congress del '98) risalutino il
nuovo Sionismo come risurrezione religiosa.... lo
capisco; ma a chi scruti oltre la buccia, s'impone
la verith che la question Sionista e essenzialmente
una question economic. Ho qui sul tavolo uno
dei libri pii tragici che siano stati pubblicati in
questi ultimi vent' anni. L' autore non e letterato e
non cerca la mozione degli affetti con mezzi retorici.
Purtroppo ad agghiacciare il lettore bastano le cifre,
le spaventose cifre onde s' infosca il volume. L' opera
s'inlitola Un pIolltarial meconnzu dell' econo-
nista russo Leonty Solow.eitschik e ci fa sfilare da-


ANNO II.'


NuM. 6-7


MlODENA, GIUGNO-LUGLIO 1902












L' IDEA SIONISTA


vanti agli occhi 1' orda stracciona degli ebrei orien-
tali, affamati, perseguitati costretti a sopportare un
peso su di ogni spalla: quello di essere ebrei e
quello di esser proletari.
Negli stati occidentali, gli ebrei sono considerati
come una piccola minoranza, irrequieta, attiva, in-
vadente, sfruttatrice mirabile di questa bella.... ed
orribile civilth industrial, nata apposta, per espri-
merci come Saccard dell' Argent di Zola, per trion-
fare con la banca e con le speculazioni finanziarie.
Ma non 6 men vero che in Polonia, in Gallizia,
in Rumenia, cioe in quei paesi che costituiscono il
semenzaio del giudaismo, i tre quarti degli Ebrei di
tutto il mondo formano uno sconfinato esercito di
proletari. Circa 75 per cento di costoro sono daunati
all' inedia, alla miseria pii squallida, perch la Santa
Russia li respinge, 1' Inghilterra li accoglie mal vo-
lontieri, 1' Austria li disprezza e fa gravare su di loro
le conseguenze dell' antisemitismo capitalist, gli
Stati Uniti escogitano leggi per impedire la soverchia
e molesta immigrazione.
Questo sionismo proletario che tien gli occhi fissi
a Gerusalemme, 6, a mio avviso, nuovo indizio del-
I'indistruttibile ottimismo del popolo ebreo. Da tempo
6 avvezzo a sperare anche control la speranza.
Sancio Pancia, il grossolano e sensuale scudiere,
si lamenta delle crudeli disgrazie a cui 6 fatto segno
in causa di quel nobile pazzo di suo padrone. Non
temere pifi3, lo assicura il generoso hidalgo; q questa
continue miseria 6 segno di una prossima fortune;
i nostri mali hanno gia durato troppo lunga pezza,
perched non debba ad essi succedere una prossima
felicith *. E' il grido secolare del popolo martire; ed
b la fede che brilla davanti a quegli infelici e li
conforta.
Ma..... lo stato giudaico? Io lascio il mestiere
di predir 1'avvenire alle zingare; ma so che ubi
homines sunt, ibi modi sunt. Senza inclinare al mes-
sianismo, si pu6 imaginary fra un mezzo secolo,
la Palestina coltivata come un giardino; e se non
scorrente latte e miele second 1' espressione biblica,
abitata da qualche milione d' uomini liberi, figli di
coloro che ora muoiono di esaurimenti nella Russia....
degli impiccatori, o sono cacciati come cani tignosi
dalla Rumenia, ed offrire rifugio, come gia 1' Ame-
rica.... in grande, a coloro che sono ripudiati dalla
madre patria.
Se il seguire codesfo movimento con viva sim-
patia, 1' adoprarsi perch si adempia, costituiscono
1' essenza del Sionismo, sono lieto di essere io pure
Sionista. Mi pare question di cuore. Su questo ter-
reno 6 piu facile intenderci.
Perdoni la chiacchierata, e mentre Le auguro che
il giornale cui anch' Ella dedica la sua attivith con-
tinui a dissipare pregiudizi, ed a mettere nella sua
luce vera il Sionismo, Le string la mano con
affetto

Udine 15 Giugno.
Suo
FELICE MOMIGLIANO.


li Ebrei dell' Europa Orientale
-------* -------- -----....-......

Quando le Potenze imposero nel Trattato di Ber-
lino del 1878 agli Stati della penisola Balcanica ed
alla Turchia 1) 1' obbligo di togliere dalle loro leggi
qualsiasi restrizione basata sulla diversity delle cre-
denze religiose 2) si potb per un moment sperare
che fosse venuto il tempo in cui gli Ebrei abitanti
nei paesi detti civil avrebbero avuto diritti ed ob-
blighi eguali a quelli di tutti gli altri uomini.
Infatti pareva allora che anche lo czar Ales-
sandro II meditasse d' introdurre nel suo immense
impero quelle riforme 8) che i suoi rappresentanti,
avevano, sia pure a malincuore, 4) imposto ai nuovi
Stati indipendenti dell' Oriente europeo.
Ma la bella speranza ebbe breve durata: centre
la Serbia, la Bulgaria 5) e la Turchia obbedivano
lealmente alle condizioni del trattato, la Rumenia
in cui vivevano circa 265,000 Ebrei 6) non solo non li

1) All' art. 5 per la Bulgaria, all' art. 27 per il Montenegro,
al 85 per la Serbia, 44 per la Rumenia, 62 per la Turchia. II
testo italiano di questi articoli si pub vedere nell' opera di
RUGGERO BONGHI, It Congresso di Berlino e la crisis d' Oriente se-
guito dal testo complete dei Protocolli della conferenza di Berlino.
Milano, Treves, Ottobre 1878.
2) Veramente la Turchia aveva gik equiparato in diritto
tutti i suoi sudditi a qualunque religion appartenessero e cib
per 1' Hatti-Cherif de Gul Khand emanate il 3 novembre 1889
e per 1' Hatti-Hamayoum del 18 maggio 1856.
Cfr. Ml. FRANCO: Essai sur Ilistoire des Israglites de 1' Empire
Ottoman depuis les origins jusqu'd nos jours (Paris, Durlacher
1897) p. 143-150.
Cfr. pure GASTON DE MONICAULT: La Question d' Orient Le
Traite de Paris et ses suites (1856-1871) TroisiBme parties II, pag.
206-290 (Paris, Rosseau, 1898).
Questo fatto del rest d riconosciuto dallo stesso art. 62 del
Trattato che comincia cosi: < Avendo la Sublime Porta espressa
la volonta di mantenere il principio della liberty religiosa, dan-
dogli la pii larga estensione, le Parti Contraenti prendono atto
di quest dichiarazione spontanea ecc. ece. Vedi Bonghi, op. cit.
pag. 511-2.
3) Cfr. LIo ERRERA, Les Jtifs Russes (Bruxelles Muquardt
1893) III, p. 15.
4) La discussion piu viva si fece riguardo alla Rumenia
cui il plenipotenziario francese Waddington propose fosse im-
posto, come agli altri stati, il principio dell' eguaglianza di
tutti i culti. Perb la proposta veune accolta da tutti i rappre-
sentanti delle potenze anche dai russi; infatti il protocollo uf-
ficiale dice: Le prince Gortchakow (Chancelier de 1'Empire
Russe) se rifirant aux expressions par lesquelles a 6t6 motive
la proposition franqaise et qui donnent la plus grande extension
a la liberty religieuse se rallie entitrement i cette proposition '
Cfr. Bonghi op. cit., Protocolli, Protocollo della seduta X.*
10 Luglio 1898.
Insisto su questo punto perched uno scrittore antisemita,
Bruto Amante, in una sua opera La Romania illustrate Ricordi
di Viaggio (Roma, Bruto Amante Editore, 1888) parlando de
< La question israelita in Romania (nel cap. XI al monte
Athos, Religione e Tolleranza religiosa) in una note (p. 190 nota II)
asserisce che a il 10 luglio 1878 il Gotschakow dichiarb di
non poter ammettere che i diritti civil e politics fossero accor-
dati agli israeliti di Romania e chiese (testuali parole) di non
confondere gli israeliti di Berlino, Parigi, Londra e Vienna,
a' quali non si poteva certamente negare alcun diritto politico
e civil, co' giudei della Serbia, della Romania e di alcune pro-
vincie russe, che sono a proprio avviso un vero flagello per le
popolazioni indigene a.
L'Amante perb si guard bene dal dire di dove ha tolte
quest testuali parole che non esistono nel test ufficiale del
Protocollo dato da me pii sopra.
5) Non parlo del Montenegro dove non esistono, o quasi,
Ebrei.
6) Questa & la cifra data nel 1876 dall' Ob6denare nella sua
opera: La Roumanie Jconomique (Paris 1876) pag. 402 e 420-423
perb nel 1878 il ministry rumeno degli Esteri Boerescou portava
il numero degli Ebroi a 300000, ma la cifra si pub ritenere esa-
gerata ad arte.












L' IDEA SIONISTA 43


equiparava agli altri cittadini ma definendoli vela-
tamente nel nuovo art. 7 della Costituzione 1) come
M stranieri non sottoposti ad una protezione stra-
niera -, ne faceva degli esseri rispetto ai quali ogni
persecuzione legal ed extra legal diveniva lecita
ed impunita.
Poco tempo dopo, I' assassinio dello czar Ales-
sandro II 2) inaugurava in Russia una reazione
feroce, che si volgeva specialmente control gli Ebrei
sia con gli incendi, i saccheggi ed i massacri corn-
messi dalle plebi briache, sia in modo pill terrible
e pif durevole con i provvedimenti legislative e con
gli abusi dei funzionari governativi.
Anche lh dove ormai era scritta negli statuti, ed
era difficile cancellare, 1' eguaglianza di tutti i culti,
risorse in quest' epora e nella stessa Berlino 8) 1'an-
tico odio control gli Ebrei, che per una pedanteria
germanica o per un pudore fuor di proposito4), venue
designate col nome di antisemitismo.
Gli antisemiti dicevano e dicono di voler sgiu-
daizzare il mondo cristiano, di voler liberare cioe
s6 stessi ed i loro fratelli di fede o di razza, (poichi
gli antisemiti discutono molto sulla question di
razza), dal predominio present o future degli Ebrei,
di questa minoranza che piena di tutte le passion
e le caratteristiche pih turpi combatte per il doninio
mondiale servendosi c d' un' arma pii d' ogni altra
potente, il denaro 5) control un nemico straordina-
riamente superior per numero e per eccellenti qua-
litA d' animo e di corpo. 6)
Naturalmente la preoccupazione degli antisemiti
e stata ed 6 pur ora quella di togliere agli odiati
Ebrei 1' arma terrible, il sozzo oro corrompitore l'oro
di cui, second i concittadini ma sopratutto second
gli antisemiti, le case degli ebrei sarebbero cinte e
ricoperte come il tempio magnifico di re Salomone. 7)

1) Votato nell'ottobre 1879. Vedi a questo proposito Edmond
Sincerus, Les Juifs en Roumanie depuis le trait de Berlin jusqu'd
cejour (Londres, Macmillan 1901) Introduction, pages 3-4.
2) 13 Marzo 1881.
3) I capi della lega antisemitica erano ihfatti lo storico
H. de Treitsckhe, il predicatore di corte dr. Stocker. Il dr. pr.
Bernardo Foerster professor di collegio a Berlino fu il princi-
pale promotore della petizione indirizzata nel novembre del
1880 al principle di Bismarck per chiedergli di togliere agli
Ebrei i diritti politics e parte dei diritti civil.
Cfr. CARL VOGT, Antisdmitisme et Barbarie, traduit de 1' al-
lemand par le docteur Georges Herv6, Paris, Schleicher frbres
1901.
4) 4 Forse con quella parole di antisemitismo si volley tempe-
rare la parole troppo recisa di antiebraismo. Fu un pudore fuori
di proposito Mons. Bonomelli, Vescovo di Cremona. Tre mesi al
di 1& delle Alpi (Milano, Cogliati 1901) Cap. XIII, Austria-Vienna
9 Antisemitismo, pag. 442). Il capitol del Bonomelli merita di
essere letto per le opinion abbastanza imparziali espresso su
gli Ebrei.
5) < Alta e santa vittoria invero (1'emancipazionc degli
Ebrei), purche i trionfatori recent non ne abusino, e i servi di
ieri non cerchino con ogni mezzo e specialmente con arma, pi4 d'o-
gni altra potente, il denaro, di diventare i padroni del domani '.
Pompeo Molmenti, Gli Ebrei e la Repubblica di Venezia ne La
Settimana 4 Maggio 1902 (Num. 2, Napoli, dir. da M. Serao
pag. 89). Anche 1' inizio dell' articoletto ricanta la solita canzone
della fortezza e prepotenza ebraica.
6) Bisogna leggere il ritratto dell' Ariano fatto da Drumont
ne < La France Juive > vol. I. per capire a quali ridicole esage-
razioni ed aberrazioni arrivino gli antisemiti.
La confutazione onesta e sincere di tutte queste teorie pii
o meno scientifiche si pub vedere in James Hocart pasteur pro-
testant liberal a Bruxelles La question Juive Cinq conferences
[Paris, Fischbacher 1899). Troisi6me conference Le Grief ethno-
graphique, pag. 75 a 114 e speciamente page 97.
7) I. Re, I, Capo VI, versetti 20-22.


Per riuscire nell'intento gli antisemiti adopera-
rono ed adoperano ogni sorta di apparecchi guer-
rieri, nuovi ed antichi, i quali per6 non hanno ancor
prodotto notevoli danni in quelle scarse schiere di
Israeliti che possedevano realmente 1'arma invidiata,
ma hanno invece colpito profondamente quelle masse
Ebraiche che, per la loro cattiva condizione econo-
mica, non avevano e non hanno alcuna difesa control
i colpi avversari.
Tale fenomeno si palesa nella massima intensity
ed estensione in Gallizia, dove tra una popolazione
complessiva di circa 6 milioni e mezzo, vivono piu
di 770.000 Ebrei, che rappresentano quindi il 12 per
cento degli abitanti, ma che in alcune citta arrivano
alla proporzione del 60 per cento, mentre scendono
nella champagne al 3.25 per cento. 1)
Per rimediare agli svantaggi di una tale spropor-
zione, gli Ebrei avrebbero avuto bisogno di poter
lottare control i rivali ad armi perfettamente eguali,
senza essere impediti in certe mosse e senza vedere
1' avversario rinforzato ad ogni moment da ainti
material e moral.
Invece, per qnanto equiparati nelle leggi ai con-
cittadini, gli Ebrei vengono esclusi da moltissimi
impieghi e riescono pif difficilmente degli altri a
vivere di certe profession e di certi mestieri, e ci6
per lo scarso sviluppo economic del paese in gene-
rale e della terrible concorrenza che gli Israeliti
sono costretti a farsi tra loro stessi.
Ma finchb durano le leggi attuali che rendono
potenzialmente gli Ebrei eguali agli altri concittadini,
io credo sia possible per quanto difficile porre ri-
paro ad un tale stato di cose, che produsse gih una
forte e deplorevole emigrazione. 2)
Bisogna per ci6 che la Inassa ebraica impari ad
usufruire dei propri diritti e sopratutto di quello elet-
torale, in modo da porre nn freno alle violence degli
antisemiti, appartengano essi al governor od alia plebe,
ed occorre d' altra part che la folla lavoratrice ab-
bandoni, almeno in parte, le profession cui ora
attended e da cui non ricava da vivere, per darsi ad
altre industries nuove, o quasi, al paese, che possano
nigliorare le general condizioni economiche e quindi
anche quelle fisiche, intellettuali e moral. 3)
Cio in. Gallizia, ripeto, 6 possible, purch6 al mal-
volere degli antiseuiti gli Ebrei oppongano sforzi
concordi, tenaci ed abili quali rendono possible le



1) Tolgo questi dati dal rapporto del Dott. A. Salz < Lagr
der Juden Galizions in geistiger, moralischer und politischer
Bezichung > in < Zionisten-Congress in Basel 129, 80 und 81 Au-
gust 1897) Officielles Protokoll e specialmente pag. 24 (Wien 1898
Verlag des Vereines Erez Israel).
2) Second il citato rapporto del Dott. Salz (pag. 28) nel
decennio 1880-1890 gli Ebrei emigrati sarebbero stati 44,000.
3) Questa proposta di modificare le occupazioni degli Ebrei
dell' Europa Orientale fu sostenuta da Max Nordau nel suo rap-
porto al V Congresso Sionista 4 Referat tiber Fragen der Kdrper-
lichen, geistigen und wirtschaftlichen Hebung der Juden *
seite 98-115 von Stenographisches Protokoll der Verhandlungen
des V Zionisten Congresses in Basel (26, 27, 28, 29 und 30 De-
cember 1901) Wien 1901. Verlag des Vereines < Erez Israel *.
Havvene une Sunto a pag. 7 del num. 1-2 dell' annata II
di quest rivista e se ne trova una traduzione italiana conm-
pleta nei numeri 11 o 12 dell'annata XL e 1 dell'anna'a XLT
(31 Marzo 30 Aprile e 81 Maggio 1902) del Corriere Israe, ico di
Trieste.











L' IDEA SIONISTA


loro condizioni intellettuali, che non sono ancora in-
feriori a quelle dei loro avversari. 1)
Ma vi sono altri paesi invece, vicini alla Gnllizia,
cior in Rumenia ed in Russia, dove la lotta si pre-
senta hen diversamente difficile e direi quasi impos-
sihile.
In cotesti paesi In condizione legale degli Ehrei
non e migliorata in quest ultimi anni, ma si e
in tal modo peggiorata da far dubitare un illnstre
scrittore cristiano, Ruggero Bonghi se le society
sieno destinate a girare intorno a se stesse e a non
avere nPssun avviamPnto sicuro a una meta qnal-
sia, e ogni idea di hene che le attragza non essere
infine se non un fantasma vano che Ie seduce >. 2)
Le restrizioni ginridiche control gli Ehrei hanno
in Rnmenia ed in Russia un identico pretesto: sal-
vare il popolo dalle male arti, dal predominio dei
Giudei; ed un identico scopo: rendered impossible
alla ninoranza ebraica, forte della sua antica civilth
( della sua intelligenza, di gareggiare con la mag-
gioranza e sopratutto con la borghesia cristiana di
unei paesi cosi addietro nella via del progress.
Alla Rumpnia, divennta indipendente per gli
art. 43 c 44t del Trattato di Berlino a condizione di
riconoscere nelle sue leggi 1' egnaglianza fli tutti i
culti, sarebbe stato impossible formulare i provve-
dimenti control gli Ebrei, se, come ho gia notato, non
fosse stata introdotta nell' art. 7 della costitnzione ]a
barbara ma ntilissima denominazione di a stranieri
non sottoposti ad alcuna protezione )>, denominazione
che ha permesso ai legislator rumeni di emanare
dal 1879 in poi un'infinilt di leggi vessatorie ed
inique che parlano solo di stranieri, ma che si ap-
plicano esclusivamente agli ebrei 8).
Le condizioni degli Ebrei in Rumenia non erano
certo liete anche prima del trattato di Berlino. Nel
gingno del 1866 la folla demoliva la Sinagoga di
Bucarest 4); nel 1867 le autoritA rumene davano la
caccia agli ebrei e ne annegavano alcuni nel Da-
nubio 5); sino al 1877 le case degli israeliti venivano
saccheggiate dalla folla e dalla polizia, gli ebrei
bastonati, feriti, vilipesi 6).
Ma d' altra parte, le leggi, se pur li gravavano
in ogni modo, non toglievano ad essi n6 il diritto
di lavorare e di vivere, ni il diritto di istruirsi. Solo
dopo il trattato di Berlino, i legislator rumeni, col

1) Le condizioni intellettuali degli Ebrei in Gallizia nella
prima moth del secolo XIX. erano molto superior a quelle dei
loro concittadini, come attestava nel 1807 il Schultes, professor
di chimica e botanical all' Universith di Cracovia, il cui parere
6 riportato da Isidoro Loeb nel suo lavoro Rfliexions sur les Juifs
(Paris, Durlacher 1894) pag. 75.
2) RUGOERO BONaoH, La caccia ai Giltdei in Nuova Antologia,
Vol. XXXIV, Serio III, 16 Agosto 1891 pag. 577.
3) Delle condizioni degli Ebrei in Rumenia, e quindi di
molte cose qui sotto sommariamente esposte, io ho gia parlato
nel mio articolo a Ritornando al Medio-evo. Le nuovi leggi ru-
mnene control gli stranieri m pubblicato a pagine 272-292 del fasci-
colo 3, anno IX, volume XII, e second Serie (15 marzo 1902) de
1.', Ifornta Sociale.
4) Cfr. Les Jtfifs Roumains sous le Prince et Roi Charles par
Julius Plotke, traduzione francese nel giornale L'Aurire (di Pa-
rigi) ottobre-novembre 1901 e precisamente nel num. del 5 ottobre.
5) IstDOra LOEB, La situation des TwraI.mit's en Turquie. en ,Rerbie
et en ltoumaine, Paris 1877. Roumanie, document 70 e Protesta
del corpo consolaro; pure pag. 163, il rapport del console inglese
Giorgio B. Ward.
6) Isid. Loeb, op. cit. pag. 167-196 e document relativi.


pretesto di salvare 1' esistenza propria 1) hanno co-
minciato ad attentare sistematicamente e continua-
mente alla vita economica,fisica, morale degli Israeliti.
Questi non possono essere avvocati 2) nB prender!
part agli appalti dei lavori pubblici 3), n6 essere
proprietari e gerenti di farmacie 4), n1 vendere ta-
bacco ne appartenere all' amministrazione dei tabac-
chi -) nB tenere osterie nei comuni rurali 6).
Per la legge del 6 aprile 1881, che ora si vorrebbe
rinforzare con nn nuovo regolamento detto di polizia
rnrale 7), gli Ebrei possono venire espulsi dalla Ru-
menia per semplice provvedimento amministrativo.
Nello stesso anno 1881 e nel successive 1882, gli
israeliti venivano esclusi dalle profession di agent
di cambio, di sensali, di commissionari e speditori
dogariali: nel 1884 per la legged che proibiva il com-
mercio ambulance 20000 ebrei restavano senza alcuna
risorsa e vi furono uomini e donne che morirono
di fame.
Second la legge del marzo 1886 gli israeliti non
possono far parte delle camere di commercio, per
il codice di commercio dell'87 6 reso loro difficile
la costitnzione di societA anonime, e per altre leggi
pure del 1887 rifatte nell'89 veniva loro tolto di
poter assumere la riscossione delle tasse comunali.
Dopo avere cosi immiseriti gli Ehrei, si pens6
anche di abbassarli intellettualmente. Con i prov-
vedimenti ministeriali dell' 87 e con le leggi del 1893
e del 1896 si posero tali restrizioni all' ammissione
dogli Israeliti nelle scuole elementary, che si riusci
in pochi anni a ridurre la proporzione tra scolari
ebrei e rumeni dal 15 al 16%, con' era prima,
al 5,50 %.
Esclusi dalle scuole elementary, gli Ebrei furono
per le leggi del 1893, del 1898 e del 1899 scacciati
a poco a poco anche dalle scuole secondarie e pro-
fessionali e per le circolari ministeriali del '99 e
del '900 videro anche ostacolata 1' azione delle stesse
scuole ebraiche.
Per la legge sanitaria del giugno 1893 e per le
amplificazioni successive veniva limitato 1' esercizio
della medicine da parte degli ebrei e si escludevano
quasi completamente gli ammalati israeliti dagli
ospedali.
Con tutta una series di provvedimenti legislative,
che va dal decembre del 1868 al luglio del 1900, si
cerca di ridurre al minimo la facolth degli ebrei di
risiedere nei comuni rurali, cosicch6, come notava re-

1) Quando si trattava di accordare agli Ebrei 1'eguaglianza
imposta dal Trattato di Berlino il Bratiano, allora capo del Ga-
binetto dichiarava che < L' Europa dovrh comprendere che l'ac-
cordare 1' indigenato agli Ebrei sarebbe stAto per noi un suici-
dio .. Cfr. SINUEIUS, Les Juifs en Roumnanie, page 3.
2) Legge del 4 decembre 1864 ed 8 giugno 1884. Queste date
e le seguenti sono second il calendario ortodosso.
3) Legge del 15 Febbraio 1868.
4) Dooreto del 25 Ottobre 1869, leggi del 8 giugno 1874, del
1885 e specialmente legge Samtana del giugno 1893.
5) Leggi del febbraio 1872 e febbraio 1887.
6) Legge del 28 marzo 1873 applicata soltanto nel 1880.
7) Un progetto di regolamento di polizia rural fu presentato
nel gennaio di quest'anno al parlamcnto rumeno dal ministry
Aureliano, ma per 1' opposizione dei rappresentanti delle potenze
estere e per le modificazioni della commission parlamehtare
non L ancora, ch'io mi sappia, divenuto legge. Vedi a questo
propolito la Neue Freie Presse (di Vienna) del 22 e 24 gennaio 1902
e Bulletin de l'Alliance Israllite Universelle, Deuxi8me s6rie, N. 16,
Ann6e 1901, II Israblites de Roumaine, pages 81-82.













L' IDEA SIONISTA'


centemente 1) Bernard Lazare, su 269.015 ebrei abitanti
in Kumenia all' epoca dell' ullinio censuinento lbuJ
,K 19Y.UU0 abitano le cilta e i'7UUUU rnaneill i grossi
borgi1i, da cui lioni Si e ailcura liuscill ad elliinarli a.
Del rest, 1' art. 7 della stessa cusailuzioue ruleiilla
toglie agil eliel il dilrto di acquisare uninmobili
rural per prescriziole, cumpera e duolazione e, be-
co olu la glurisprudenza, perstull per successiunle).
liialliente, cun la recent legge del 4 inarzu 1'JU2
sulla urgailizzazilole del mieslier, S1 pouIuollo uslaculi
d' u8gli genere all esercizio dil mleaiier auclie Mnuiel
iluiorLantl ') e plu umnli da lpanle de8ll IsraClii,
che lperl nu110n suI esclusi dal pagainentllo tulle
le lasse ed aininende chle quest legge inpuine 4).
Tolti agli Lbrei quasi tullti 1 ditrili, I lc1gilaluri
lunlellnt hlanlo lpero obbllgatl al surviziu mililtre
e Ilelle pegglorl culloiziuIl \vieitalld luou clue d us-
sere vuljuuan mledici u lailacistl e di puier a:ilvare
ad un grauo qualslasi, allclle a queiio d calporale:
israellll che auraine la guerra u nllipellndenza eraino
slult saU caipuo at Lultluyttu cLeatItL 'utictuitL, eltlter1 O Ce-
Irocesst tit o(muyyt o uata leyye.
A pru\\ eauneiti legan di sinlie entire si atg-
giunlgani IlaLtrailiaelILel abJS1l e bsuplubi d Uogil aSpjct
da pale delle autorlia a mlllllll ratio\ e glila ialrie,
cualche cent culnul lianlu lmipOuolo, coitou la co-
salltuZlue lste a, tasbe lpeciall aii Lurel, collie a\-
vevlla nel Aleuio t \o u la pulizia ha pagato e pre-
iniato i sauccule ialuri delle case degli isrlaeliti 1, i
gludici hlalIIn aasultu ed absolvo110 I1 perseculUor degli
E Lrel, 1 quail invece \ enllguolu iaulla e derlis quauluo
chleuuoiu gluoislizal.)

1) N'ella sua letter pubblicata nella Tribuna del 10 Luglio
1 JO2 Isecouiua euizionle). Queatal lle treia, sritta nel glu llo, rlyspulLde
ai ccrte iiesatte a lerliaziuoni l OCL lniatistlo il uttniiUUlit i it hoiti
signor 'lea s u bll' aiitlltI aiLuio rLuiieo C e sulllc tllJi)ritzionii
latte uagli stuuienti (ai Bucarust cuontruo i Laziare; le noLIzic (iel
signor lGeva erano uppalrse nella T'riOa'la uel I glugiu IU02 Lsu-
eondat edizione). (quctu lettca c da. nuot riportuttU in quest"o btc,-ot
utmite'u deli'lu tac ,l arutwu UG br:t tit 1 itu itn Ci t Is. d. li.)
2) Cir. UDi.metre Alexandreosc, prulesseur de dlroit civil a
i' Uniiversite dc JaSssy, DLruit unctiC ei mdIIt e t de Lt liouuilamtte,
chap. 11, LEtrangers o pages 0o-0U.
b) l'ker esempio, risuinti Lneuaus, quello delu barbiere, Art. 1,
capov. 1, alinea 11 tiella luggo.
4) but vari progetti di questa legge io ho gik parlato nel
inio citato articolo ucllLa ttiforma soceate. L['recuchi articuli deIL
test delinitivo si trovano tradotti uel Uattettit Aletsiie de I Al-
liance lo'ralitte Lttuvcrsette (Paris) Mars 1l02, pageo 31-i4 e souno
anehe riportati netl lbulleti dte I Atuance Israetite Uniiveest;tBe.
Deuxieme serio, N. 20, Anuie liU1, pages 27-40. Per6 in quest
traduzione alcuni articoli ono conlusi insienle e vencgouo saltate
moite trasi, senza tarnoe ceino come si pu6 accorgersene falcil-
mente fueendo un contronto col test runlenou Lege pentru orga-
nisarea Meseriilor. Bucuresci, 'Tipogralia C(uncurentaJ.
5) LEcco i inol dii quest coiinuni: Buzioni, Piaelia, )avihoi,
Birolari, per maggiori particolari vedi bicnerus op. cit. p. 2U(U-'ZU.
b) Q(uesto latto Veniva p1rovato alla CaaMuenaiL uIlenllL atll
deputato Marton nel marzo del l,80s.
7) Bernard Lazare nella sua monogralia Los Juifs en Rto-
manie > (tUaliers de la Quinzaine, felvrtr 19U2) raminientla a pa-
gina 48 la risposta data dia prcletto di polizia di Bucarest ad
ul tipograto ebrco, c ll protestava colntro lun arrest illegal:
* Pour vous juils, la police nie connait pus des lois -. [Per niag-
gior preuislone vedi blucerus up. cit. pag. 165-16J.
11 Lazare narra pure (up. cit. pag. 78-'i) Apris les 6meutes a
Buuarest, un juif, aveuUld par les mieutiers, vient comnme t6moin
devant le tribunal A\'e pauxc-tu pas recumaitre cuttx quti t'o
Jfrapl)l r t domiande le priiddent au milieu des ritires de 1' assistance .
JUegna pure di nota 6 la scandalosa assoluzione proiunciata
proprio nel luglio dell' altr' ainnio t191) alla corte di Assise di
Tutora di un rumeno, che aveva ucciso a LDranceini in ebreo. Su
questo giudizio si trovuno important notizie a pages 199-2W di
Alliance Isradlite Unicerselle, Bulletin muensuel, novembre 1901.


Queste lungihe e continuate persecuzioni legal
ed extra legal hanuu riduoll alia piu squallida- ini-
seria la grande inaggioranza ulegl Eiet Riument,
cumlllpua di plecun ilteguOilill e ul operate ed arta-
glaill d 0U111 gellere e lall cullulzlull pegglurarul0
atiLura in mlotuo spaventevole per la crsli eculonulca
altraversala dalla liunllcla nui 1699 e 10UU; sicche
110 g glluou dcl JUIl \i aralnullIll stai piL l di IUUUUU
eblrei dlsoccupatL, non per nalvoiere proprio, ma
percue nllo v era lavoro il lnessun gellere ed aliche
purcuc esal vellVallo bJulcullaLi dalle autornta e dai
privali runieuli.1
Da iquesta crisis econillica derive uun emigraziune
senza ineta no scopu,) cdie, calilatasi per qualche
tempo, ila ripieso pnl lerribile di prima dupo la ri-
curuawa legge sulle cuolruoaziul d' arti e Tiestleri, la
quale hai celrtallla e acciUscIulU ailchle 11 Illuller
del UlSoccuIpaLl.
Questa slebsa legge ha reso poi quasi imlpussibile
di crlea'l Iliuve t iutLrile, le quail vaiganio a gllgio-
rare ie cUIiaizUlI ucuIluIntLClite deia 11absa lavul'dra'le,
per la quale iu nlon euuI ora alira via Ui salvezza
cite ul elll'raLiuoli Ucit. urIyattzzLau ver'su quailce
pause piti uspitUalc dUlia CI iv it ltUaiulla.
l'ouice 1u nun ucrUU clie ques6a vurra ora, obbe-
denuo atl ULiatat di 15uniu gia Laite voIte villalo,
rucueicr utaiie iiiiLure culllr g ll hIiet), culle qualcile
iazituloe tell tiiru a uccluictiialt pate Vogi6a iuilare4)
e celle quall Ia ihusta e divenltua ilaestra ill questi
ulliin \ eiil animu.
N\ella prunia parte infatli del seculo decimonono
sullu il riegu al Alesaiiaru 1, di iIcula i1 dl Ales-
sanaur 11, gil tLure te i ilusia e di Iuolunla per quanto
tspulJol taiura ad an11ihelriu dl varlu gellerul') 10urul
111 yeliuelile ielai anaueitie llieri, supJraLulti d 18srullr'i,
e uUiLU\Uilieline trdllqLtllt, blCCluc pue a 6\uluel'4 Ira
eabi U li Ilalfa lice Ul'alClraia lll bid iular1 Vaiure.
I aILiu lalu gil n11peraltou rus0 1 cercaruIno di
tlug'llu g8l -Lbiel allu u-OcupaziuIII cuitn11er11 ali1 'rc-
dllarie, per Vuigerli specianlelilte all'alricuiLura,6) e se
1 Leiitaii lu\ s elU tall1 CUIlIULL1 uialle aulurlla russe
cull nia8ggiure 8aaacla e bLiunl Viere, lie saruieJJ Ve-

1) All. Isr. Unic., Bulletin mensuel, nmai-juin 10UI, page 10y.
2; It T'ies del U1 giugno 1JU2 in una uorrlspondnlza da
Viennaa qragina 7) osservava che anche all' infuori del Trattato
di Berlin ragioni di unianith dovevanuo consigliare la Rumenia
ta mutate consigli; io credo per6 che la voce del grande giornale
inglese restera purtroppo inascoltata.
3) 11 Lazare nella citata monogralia (page 18 d 1' Intro-
duction, ricordavU la decision sintomatica, presa dalla Dieta
Bavarese netc 1JU1, con 77 voti control 51, di limitare il numero
dei giudici israeliti in Baviera.
4) lpicialmencte sotto il regno di Nicola I, le conversion
forzate ui soldati ebrei [Cfr. Li.o El ntERA L s JuiJs ltuases (Bru-
xclles 3lMuuardt 189 ) page 14] o di bambini isracliti tolti ai loro
genitori UCfr. SAMUEL IINELES, bLericht iiber dtie Lage der Jude in .
1ltumdnica, Seite 42, von Zionisten-Congress in Basel (29, 80 und
81 August 1897) Otlicielles Protokoll, \\ ien b180, Verlag des Ve-
reines Erez Israel -.
5) Leggi ii bell' articolo di A. Ludvipol La littLrature
neo-hebraiique in Revue des iRevues, 15 octobre 1890 pa1g. 168-176.
6) Su questi tentativi e sulle colonic agricole obraiche allora
piantatte e cIhe ancora sussistono, vedi 1' interessantissimo articolo
Agricultural Settlements in Russia [sotto lit voce Agricultura
Settlements nel volume I, [Aach, Apocal Literat] di The Jewish
Eucyclouedia, a descriptive record of the history, religion, lite-
rature and customs of the Jewish People from the earliest
times to the present day. Isidore Singer Projector and Managing
Editor. F'unk andl Wagnalls company, Nr.w YIrk andI I.ndon,
1101.









L' IDEA SIONISTA


nuto grande giovamento non solo agli Ebrei, ma
pur anco all'economia general del paese.
In ogni n1odo, se quel period di relative benes-
sere fosse continuato, avrelbe 1' Europa molto pro-
babilniente assistito rinnova ad n inoars d un pro-
gredire splendid di quell' iminane impero per opera
dei snoi sudditi ebrei.
Ma, come ho gia detto, alla more tragica di
Alessandro II avvenne per gli Ebrei di Russia uno
spaventevole disastro. Essi si videro assaliti e perse-
guitati da folle brutali, avide di sangue e di bottino,
non rattenute ma incoraggiate anzi dal governor e
dalla legge.
1n quell' epoca tragica Pietro Smolenski, nella sua
rivista lIaschahar, lanciava le sua grida di dolore,
sublimamente strazianti come le lamentazioni di Ge-
remia profeta.
Fu in quest tempo che il Sionismo politico trov6
la sua prima e pil chiara espressione nell'opuscolo
Auto eiiancipazione del Pinsker di Odessa.1)
II 3 maggio 1882 il general Ignatief faceva
adottare una legge, che linlitava in inodo straordi-
nario la liberty di inoviniento degli Ebrei, ai quali
veniva interdetto di soggiornare nei villaggi e nelle
campaign, di preindere in affitto e di comperare beni
immobili rurali.2)
Per questa legge, qualilicata come temporanea e
cie e durata ormai vent' anni, centinaia di migliaia
di Ebrei venivano rovinati e si aggravava la con-
dizione gia triste di tutti, ammassando quei umilioni
di iniseri nelle citth o meglio solo in determinate
cittia,.) spingendoli tutti insieme a profession, che
potevano sfamarne appena una derisoria frazione.
Un'infame legislazione ed un' azione di funzio-'
nari governativi ancora pitl infame andava e va fa-
cendo sempre pili difficili le condizioni di quegli
infelici.
Come notavano special commissari del governor
legli Stati Uniti del Nord America 4) e come riaf-
termava Leonty Soloweitschik, nella sua monografia
sul proletariato ebraico, 5) ogni sorta d'angherie viene
1) Autoemancipation! Mahnruf an Seine Stammesgenossen
ron einem russischen Juden, Berlin, W. Issleib 1882.
2) Si pub vedere il testo di queste leggi in LBo Errera, Les
Juifs Rlusses (Bruxelles 1893) IV, Alexandre III. Massacres de 1881.
Lois do mai, pag. 18.
3) Per gli ukase del sonato del 1786, 1791 e 1794 era gik stato-
)roibito agli Ebrei di abitare fuori della Polonia e della Russia
)ianca, a queste provilcie per nle venue in seguito aggiunta
iualche altra.
Cfr. Errera op. cit. pag. 11-12.
Cfr. pure: Die Juden in Russland, Urkunden und Zeugnisse
ussiseher Behorden und Autoritaten, aus dem Russisehen Ulber-
etzt von August Scholz (Berlin Concordia Deutsche Verlags,
knstalt 1900) pag. 3-5 e 34-39.
4) II governor di Washington impensierito dalla straordinaria
.ffluenza di emigranti poveri mandava in Europa nel giugno
lel 1891 una commission di cinque membri a studiarne le cause.
[ commissari J. B. Weber e Dott. W. Kempster si occuparono
;pecialmente degli Ebrei della Russia e della Polonia. II loro
rapporto fu pubblicato nel 1892 a cura del governor sotto il titolo
ii: report of the Commissioners of immigration upon the causes
mhiih incite immigration to the United States (Washington Go-
'ernment printing Oince ). 'u fatta una traduzione francese
lella parte riguardante esclusivamente gli Ebrei sotto il titolo
SLa situation des Juifs en Russie Rapport adress6 an Gouver-
icment des Etats Unis par ses d61lgubs MM. I. B. Weber, Dott.
V. Kempster ( senza indicazione di data e di luogo).
5) LOSrTY SOLOWEITSCHIK, Un proletariat miconnu. Etude sur
a bi nation social et iconomique des ouvriers juifs (Bruxelles 1898).
hapitre VI. La Ru.sie pages 88-111.


messa in pratica per affamare ed annientare tutti gli
industrial che tentano di far sorgere qualche indu-
stria allo scopo di procurare un po'.di pane e un
rifugio a cotanta miseria.
Anatole Leroy Beaulieu scriveva nel Journal des
De'bats del 15 agosto 1890: Parmi toutes les popu-
lations de la vaste Russie, je n'ai rien rencontre de
plus miserable que ces maigres juifs en longues
levites et en grandes bottes qui cheminent sans repos
par les rues et les routes en quote de quelque affaire.
On parle beaucoup aujourd'hui du relevement du
proletariat et de redemption social. Je puis affirmer
que dans notre Europe il n' est rien de plus pauvre,
rien qui ait plus de mal t gagner son pain de seigle
que les neuf dixiemes des jui/'s russes ,.
Oggi, se pure e possible, queste condizioni son
ancor peggiorate.
Da un arttcolo di Henri Dagan nella Revue Blanche
del 15 ottobre 1901, si rileva che la media settima-
nale delle paghe degli operai Ebrei maschi si aggira
sui due rubli e mezzo (pari da 6 a 8 lire) e discende
per le donne a una media di rubli 3 a 4 mensili
(cioi dalle 8 alle 10 lire ), media che arriva in certi
casi a un rublo e mezzo, cioe ad italiane,lire 4,50
mensili.
Vi sono alcuni luoghi dove 1' industrial prospera
di piiu e dove i salary sono un po' piL elevati, ma
in conlpenso a Dubrovno (nella Russia bianca) i
tessitori ebrei ricevono per un lavoro di 20 ore gior-
naliere dai 75 Kopeks a un rublo per settimana, cioi
qualcosa come 2 o 3 lire, e devono nutrire con questa
paga una famiglia di 6 a 8 person.
Ebbene e straziante dover affermare che tali salari
di fame sono ancora invidiati da moltissimi tra gli
Ehrei di Russia.
Come Max Nordau ebbe a dire al V. Congresso
sionista, nel suo splendid discorso, tra quelle popo-
lazioni vive tutta una massa di << luftmenschen -,
letteralmente uomnii che vivono d' aria,o, per spiegar
meglio, gente che e costretta a vivere oziando, non
per volonth od inettitudine propria, ma perched non
pu6 o non la si lascia lavorare; gente che vive coi
pochi soldi guadagnati a caso giorno per giorno,
gente che vive pill d'aria che di pane. N6 per i
negozianti o per le classic pi4 colte la condizione 6
migliore; i negozianti, come diceva con feroce ironia
il Nordau, non hanno talora come client che se
stessi, e gli student non riescono a nulla perched non
hanno lnelimeno da mangiare.
Leggi d' ogni genere impediscono d' altro lato di
procurarsi faciluiente un' istruzione, sia pur elemen-
tarissima, sicche il livello morale ed intellettuale di
quegli infelici va sempre pit abbassandosi.
Si vada pur ora dicendo che gli Ebrei di Russia
sono sporchi e ridicoli nelle loro foggie strane, nei
loro riti medioevali, noi potremo rispondere citando
i document ufficiali dell' ispezione alle case fatta in
Odessa nel luglio 1901, 1) dai quali risulta che due
quinti delle case abitate dagli Ebrei non hanno fi-
nestre ed un altro quinto 6 costituito da cantine


1) Sono riprodotti sommariamente da Henri Dagan nel citato
articolo de La Revue Blanche.










L' IDEA SIONISTA


umide ed oscure, inondate ad ogni pioggia, che
spesso nie annega gli ospiti miserandi. 1)
Pure cotesta gente infelice ha grand virti, buon
ingegno e attitudini meravigliose al lavoro.
Ne fa fede la letteratura rinata dopo le prime
persecuzioni, ne fanno fede persino i rapporti russi
ufficiali, che devono pur constatare che gli Ebrei si
mostrano ovunque gli operai migliori e piu abili,
ma ai quali nello stesso tempo non ripugnano i
lavori pif faticosi e pil pericolosi.
Essi hanno pure dimostrato nelle 350 (circa) colonie
agricole, che la legge Russa rispetta, che essi sanno,
possono e vogliono diventare agricoltori intelligent
ed operosi, come lo furono i loro padri antichissimi,
piu di quanto non lo siano le popolazioni circo-
stanti. 2)
Esistono in Russia alcuni Ebrei nobili od insi-
gniti di qualche grado onorifico; essi sono qualcosa
di simile a quei Ho/jude ( ebrei di corte), che esi-
stevano, due o trecento anni or sono, in tutti o quasi
gli stati d' Europa.
Essi si soino imposti, in molti casi, col loro denaro
persino all'autocrata di tutte le Russie; ma dalle
leggi recent vengono anch' essi abbassati e minacciati.
Ma la loro situazione, quale si sia, non toglie e
non migliora la spaventevole condizione delle masse
di anno in anno piu affamate, piu oppresse, piu in-
sidiate ed e perci6 che di anno in anno va crescendo
la emigrazione degli Ebrei russi.
Dal 1880 al 1899 si calcola ne sieno emigrati
800,o00 0) pid di un settimo del numero totale 4), e
I' esodo continue, sempre pid lamentevole.
Questa grande corrente migratoria si volge spe-
cialmente verso I'America Settentrionale, dove af-
fluisce pure la massima pane dei profughi di Gal-
lizia e di Rumenia, ma si sparge pure a Parigi e
pia verso Londra, nelle quali citta cercano pure ri-
fugio molte vittime della barbarie rumena.
Questi emigranti ebrei subiscono nei nuovi paesi
una sorte in verita quasi altrettanto triste di quella
per la quale gemevano in patria.
Come attestava un articolo apparso nel numero
del 1 niarzo 1899 della Revue des Revues,5) e come
recentemente riaftermava il Dagan, non esistono a
Parigi operai piu mal pagati degli Ebrei immigrati.
Nel solo East End di Londra si troveranno attual-
mente pin di 100.000 operai ebrei, vittime del swea-
ting system (lett. sistelma sudatorio), degli orrori del
quale, il nome, per quanto espressivo, non pu6 dare
che una pallida idea.
Come il Soloweitschik nel citato lavoro ricorda,
esso consist nell' obbligare 1' operaio ad un lavoro
continue, insalubre per le condizioni d'ambiente in

1) Vedi la terrible descrizione che di fatti simili avvenuti
a Wilna fa il Soloweitschik op. cit. cap. cit. pag. 97.
2) Di quest colonic, oltre il gid citato articolo della Jewish
Enciclopedia, parlano con grande lodi i commissari americani a
pag. 102-110 e 189-146 del loro rapporto (traduz. francese).
8) Questa cifra 6 data dal Bulletin de Alliance Israelite U-
niverselle, Douxieme s6rie N. 24 1U' et 21 semestres 1899. Isra6-
lites de Russie page 15.
4) Second 1' ultimo censimento ufficiale del 1897 esistevano
in Russia 5.189.000 ebrei in una popolaz. complessiva di 125.668.000.
Cfr. Bulletin de 1' Alliance Israilite Universelle, Deuxieme s6rie
N. 26, Ann6e 101. < Isral6ites de Russie page 58.
5) PAUL POTTIER, Essai ur le proletariat juif en France.


cui viene compiuto, spesso anche per il material
lavorato; lavoro pagato, infine ad un prezzo doloro-
samente derisorio.
Invano control tale stato di cose lottano in ogni
modo gli ispettori governativi inglesi e le molte
istituzioni di beneficenza israelitiche; 1' infamia con-
tinua e continuerh ancora finches la miseria conti-
nuera cosi straziante e terribile.1)
Ne in condiziqni migliori si trovano i piu nu-
merosi emigranti ebrei nel Nord America e spe-
cialnente a New-York; dove hanno constatato che
le abitazioni degli i'mmigrati non potrebbero essere
sanitariamente piu pericolose, che l'alimentazione
non potrebbe essere phi malsana e pii scarsa, che i
salari non potrebbero essere pii bassi.2)
Control questi miserabili si & svolto c tra gli operai
inglesi ed americani, una specie di antisemitismo
sui generis. Ma sapete voi ci6 che i worksmen
anglo-sassoni rimprovano, il pif delle volte, agli
Ebrei? Forse di accaparrarele profession pii lucrose
e di monopolizzare la banca? No, tutt' altro; essi li
accusano invece di abbassare il tenore di vita, lo
standard of life dell' operaio, di deprimere il tasso
dei salarii, accontentandosi per il loro lavoro, di una
rimunerazione inferior. R 1' accusa che gli operai
francesi lanciano control gli operai italiani e bel-
ghi ,.3)
Questo malcontento degli operai si e gia tradotto
in America in leggi restrittive che divengono sempre
piu dure, e minacciano di esplicarsi ben presto in
simile modo anche nell' ospitale Inghilterra.
Allora agli Ebrei perseguitati non resterA altro
scampo, che quello di volgersi alia materna Asia,
alla terra antica che attended il suo rinnovamento.4)




SI Boeri del Transvaal mandarono una volta una
deputazione a Musselekasi, re dei Ma-Tabeles, per
chiedergli 1' autorizzazione di lavorare le terre del
suo regno e di stabilirvisi. 11 re rispose r Io non
voglio che vengano qui donne olandesi, vacche, pe-
core, capre, io non voglio che si costruiscano case
nel territorio dei miei stati -. Musselekasi era cieco;
egli agiva in maniera diametralmente opposta ai suoi
veri interessi, poich6 quegli Olandesi dovevano por-
targli tutti gli incommensurabili vantaggi che distin-
guono la civilta dalla barbaria. Anche se Musselekasi
avesse compreso che una volta stability nei suoi stati

1) Per avere dati pih recent, (per es. io me no sono valso
per dare il numero degli opera) e pih minuti di quelli portati
dal Soloweitschik, si pub ricorrere all' opera: The Jew in London.
A study of Racial character and Present, Day, Conditions being
two essay prepares for the Toynbee Trustees fry. C. Russell B. A.
and. H. S. Lewis M. A. nith an introduction by Canon Barnett
and a preface by the Right Hon. James Bryce M. P. (London
Fisher Unwin 1900). L'opera consta di piu che 200 pagine ed e
munita anche di una cart;,. che segna la divers distribuzione
degli Ebroi nei vari quartieri.
2) Cfr. il piu volte citato articolo del Dagan.
8) Anatole Leroy Beaulieu. L' antisemitisme. (Paris, Calman
L6vy 1897) pag. 46.
4) Io intend parlare dell' Asia in general o non soltanto
della Palestina e delle region limitrofe; del resto io vedo che
1'emigrazione ebraica si dirige gia verso la China, la meta odierna
di tutte le ambizioni. Cfr. Die Welt, Wien 9 Mai 1902 Nach
China! seite 4.











L' IDEA SIONISTA


gli Olandesi sarebbero divenuti i padroni ed i Ma-
Tabeles i servi, egli avrebbe pur sempre agito in
opposizione ai suoi interessi, poich& la condizione
delle classic operaie in un paese civil, b inlinita-
monte superior alla condizione delle classic domi-
natrici in un paese barbaro ,.1)
II giudizio di Giacomo Novicow sul riliuto di
Musselekasi mi e tomato in mente centre parlavo
dell' azione antisemitica esercitata dalle autorith gal-
liziane e dalle leggi contro gli.Ebrei emanate dai
legislator di Ruleniia e di Russia, azione e leggi,
che dirnostrano in quest reggitori di popoli civil
una barbaric ed una ccil.a superior a quelle del
re dei Ma-Tabeles.
Per non subire il predominio ebraico i govern
di Rumenia e di Russia haino impedito, ed il go-
verno d' Austria ha reso diflicile, agli Ebrei di lavo-
rare le terre dei loro reami e di farvi sorgere case
Iranquille ed olficine flunanti.
Essi sono cosi riusciti non solo a far sull'rire ter-
ribilmente gli Israeliti ed a favorite tra di essi la
propaganda dei partiti pifl pericolosi all' ordine so-
ciale,'2) Ia qui si sa govern hanno pur anco dan-
neggiato formleente 1' economia nazionale per il pre-
sente e per il fluuro.
Cacciando dai loro territori gli elenienti pifi abili
e civil si sono private dei leni economic che questi
potevano produrre'i) ed hanno reso cosi necessaria
la conquista dei loro mercati da part di comnmer-
cianti e produttori stranieri, il cui predominio si f'arl
entire in mnodo pift positive e dannoso4) di quello
molto problematic degli Elbrei.
Questi infatti se fossero pur arrivati ad impadro-
nirsi in qualche modo della massima pale delle
ricchezze nazionali, le avrebbero peiro consulate in
quelli stessi paesi e quindi a -vantaggio di quest,
mentre i pacilici conquistatori stranieri le trasferi-
scono e le trasferiranno nelle loro terre ad accre-
scimento del benessere di esse.
Da questi fatti economic, se non dai sentinlenti
di umanith e di giustizia, dovrebbero i govern
d' Austria e piul di Rumenia e di Russia essere in-
dotti a lasciare libero sfugo e ad organizzare tutte
quelle forze ch'essi invece sollbcano e disperdono,


I) J. Novicow. Les luttes entire soci6t6s humaines et leurs
phases successives (Paris Alcan 18t). Livre cinquieme. Les erreurs
de la politique moderne, chap. III. La science et 1' avenir, pages
713 4.
II primo tratto di questo brano 6 tolto a sua volta da E.
RECLUS. Nouvelle Geographie Universelle, La teire et lea hon ltes.
(Paris Hachette 1886) tome XIII p. 674.
2) En Russie le Nihilisme a recrut6 de nombreuses adeptes
dans le proletariat juif. A la suite des derniers troubles nihilistes
qui ont fait tressaillir le monde slave, il y a en 45 "/, des sen-
tences prononc6es qui frapp6rent la classes juive v. Paul Pottier
nel citato art. su LC Proletariat juif en France . Del resto
uno degli autori degli attentati avvenuti in quest' anno control
i governanti russi era ebreo.
3) II malossore economic che tormenta gli emigranti Ebrei
a Parigi, a Londra ed a New York non deriva infatti, dall' in-
foriorith dci lavoratori Israeliti di front a quelli del paese ma.
come attestano tutti gli scrittori, dalla mala organizzazione del-
I' emigrazione stessa. Del resto gli emigrati progrediscono inces-
santemente e rapidamente, si da porsi presto a pari dei concor-
renti indigeni, superandoli sempre per sobricth e morality.
4) Cfr. quanto in tesi general dice Guglielmo Ferrero nelle
sue confereize sul Militarismo. Conferenza X < Dal passato al-
I' avvenire ., pag. 414 423. (Milano Treves 18!8 II. migliaio).


dovrebbero essere indotti a trattare gli Ebrei come
uomini eguali a tutti gli altri.
v Appianate,.... appianate, sgombrate la via;
togliele ogni intoppo dal cammino del mio popolo r.1)

Venezia, Luglio 1902

ANGELO SULLAM.
1) Isaia, capo 57, versetto 14.



JI Sionismo in Jtalia


11 Sionismo va lentamente conquistando la part
migliore dell'Israelitismo italiano: per convincersene,
basta osservare le varie fasi del imovillento, quali
sono con esattezza riportale dall' Idea Sionista.
Noi non ci compiacciaimo tanto dell'aunlento delle
associazioni che seguono il programnina di Basilea,
quanto del valure dei nuovi aderenti.
Non e piul un fatto isolato quello del prof. Carlo
Conigliani ctie ricco, felice nella famiglia sua, sicuro
dell' avvenire scientific, certo di toccare le vetle pif
alte della vita pubblica nazionale, ( quante sleranze
troucate da una niorte che ci apparel sempre pifl
cruda e dolorosa!!) segue con entusiasmo il Sionismo
diventandone in breve uno dei piu forti canipioni.
OUgi giorno accorrono sponLanei, entusiasti ad
ingrossare le nostre schiere, giovani scienziati, pro-
fessionisti provetti; precisalnente quelli che, lin dai
prinii anni, hanno nelle scuole nazionali assorbiti i
sentimenti della pift pura ilalianitlt, quelli che vivono
( dobbiano pure insistere, nostro inalgrado, su questa
circostanza per tentare di far tacere le false paure
di pochi nostri correligionari che agitano ancora il
fantasnia dell' antipatriottismo ) nell' ambiente uffi-
ciale della scienza e della political.
Non e neppur raro il caso di ricevere parole di
incoraggianiento da chi, da piul decenni, era del tutto
estraneo all' israelitismo e si riteneva perduto per
la causa nostra.
11 lenomeno merita davvero di essere obiettiva-
niente studiato.
E le cause? Anzitutto il sentiment di simpatia
- adoperiamio la parola nel senso filologicamente
esatto che tutti gli Israeliti provano, anche in
proporzioni liinile, per i correligioiari sventurati,
poi la necessaria reazione che segui il contegno te-
nuto dopo la proclamazione del Regno d' Italia dagli
Ebrei risorti a complete liberty.



N6 occorrono molte parole a illustrate il nostro
pensiero.
Si pub essere ben scettici, si puu con ostentazione
abbandonare 1' ambiente israelitico: ma nessuno pub
del tutto dimenticare 1' affinity che havvi con quegli
sventurati correligionari, che nell' Oriente d' Europ;
vivono nel pif triste nledioevo.
ChU se 1' esistenza per molti e molti secoli in
region diverse, in climi diversi, con diverse consue-
tudini, ci ha tolto la maggior parte dei caratteri










L' IDEA SIONISTA


ipecilici della razza, tuttavia oltre alla religion anche
la lingua, le abitudini, tutto commune abbianmo avuto
nel tempo in cui fUmmo un popolo solo: si che qual-
cosa che in parecchi di noi sembrava per sempre
spent 6 invece soltanto sopito e talvolta si ridesta
illorche si legge degli eccidi, onde l'Oriente rosseggia
lel sangue degli Ebrei. Allorche si legge che, in
paesi, che si pretendono civil, si crea una spietata
[egislazione a danno clegli Ebrei, non si pun non
provare un sentimento di dolore per tante orrende
niserie cni riniedio efficace non si e trovato ancora:
li dispetto per 1' indilferenza; con cui la civil Europa
permette che sotto lo specioso e subdolo none di
7uestione internal, ora colla viol'nza della plebe, ora
:olla violenza ancor pifn triste ed iminorale della
legge si calpesti il principio d' uguaglianza che non
lovrebbe pin neppure essere oggetto di discussion.
L' Ebreo intelligence core col pensiero al ri-
medio; ma la Innga esperienza di secoli dolorosi gli
insegna che 1'attendere salute dalla diffusione dei
principi di fratellanza e di nmanitih vano, che le
speranze nel progress, centre niigliaia d' infelici
soffrono la fame, e sono privi di tutti i vantaggi
lell' tuiano consorzio sono espressioni di nil triste
egoismo degli Ebrei che hanno avnto la sorte di
nascere in paese civil; si convince sempre pill che
l' Israeliti debbono ormai pensare da so alla reden-
6ione della loro razza, dei loro correligionari.
Pressoche inutile si e palesato, nella second rnetl
ilel secolo scorso, il tentative di colonizzazione a
spizzico affidata all'aiuto divino o allo svolgersi fatal
degli event, senza un criteria direttivo, senza la si-
:urezza del dimani. Sicche giunge in buon punto il
Sionismo che con un metodo radical si propone di
dciogliere la question israelitica, e di far cessare le
Iristi consegnenze del dispotismo da iilI part, dal-
1' altra dell' emigrazione, create fin qui senza un pre-
ordinato sistema', senza garanzie assolute, indispen-
iabili di liberty, d'indipendenza. Tale teoria solletica,
attrae, finisce col persuadere: quel che sulle prime
sembrava utopia, sogno di cervello malato, apparel
non soltanto possible ma presto o tardi necessario:
e rappre~nta infine, per le person spassiouate e di
buon cuore, la sola speranza seria 'lie sorride ai
secolari dolori dell' Ebraismo.

4-

Abbiamo anche giustificato il favor che incontr6
il Sionismo, nella parte intellettualnmente migliore
degli Ebrci, colle condizioni special in cni i nostri
correligionari si trovano nell' Italia nuova.
Che gl' Israeliti partecipassero con entusiasmo ai
moti che prepararono 1' indipendenza d' Italia era
natural; ora natural ancora che con entusiasmo
salutnassero I'6ra nlova lch, iimentre" segnava per tatti
' in izio della liberty, abblatteva colle porte del Ghllto
le barriere moral lie separavano gli Elrwi dai lorn
i'mnlerranei. Essi non ebbero per6 la giusta misii'a
nell'apprezzare gli efletti dell'eguaglianza: e poiche lat
diflerenza di religion, che comiprendeva anche una
differenza di origine, era stata prima causa di di-
vi-1.qith di trattarnento, :i .ftuicliarono in gran piailri di


provare la assenza di diversity religiosa o almeno di
far dimenticare la religion loro.
Gli Ehrei d' Italia rappresentano, lasciatecelo dire,
nella seconla inetd del secolo decimonono il tipo del
parvenu: bnttarsi a capolitto nelle industries, nelle
profession, seguiirce con foga giovanile tutte le ma-
nifestazioni dell'attivith umana, lottare con pertinacia
nuova per raggilngerel i pi i alli gradi della vita
pubblica I proprio di chi ha energie da secoli accn-
inmlate, compresse. Tutto questo non basta: c nella
vita private si seignono pass pass le abitudini dei
concittadini cattolici: le signore gareggiano nei con-
vegni aristocratic col Insso, collo sfarzo lelle dame
della nobilth secolare, e sono spinte dai loro mariti
stessi a farsi generose patrocinatrici non gih della
carith per tutti cib che 6 dovere ma della carith
cattolica in ispecie, quando non sia la carith clericale.
I risultati li conosciamo tutti. Anche prescindendo
dalla dignity calpestata, codesti novelli crociati alla.
conquista dell' ambient cattolico sono stati e sono
tollerati: anzi i loro tentativi di gareggiare nel lusso
della vita mondana, nelle abitudini anti israelitiche
pertino negli atti di generosity, tradiscono troppo to
sforzo ed hanno spesso destato il ridicolo, ragginn-
gendo ii line opposto a quello cui tendevano.
Abbiaino visto qnindi negli lltimi anni, nun solo
il subdolo lavorio per rinfocolare nelle Alinuinistra-
zioni plubbliche quelle distinzioni, quei pregindizi
che arrelibero dovitio da questa nostra Italia essere
completamente banditi: ma net rapporti individual
risorgere pilt violent le antipatie, le esclnsioni a
danni di quegli stessi Ehrei die con maggior slancio
lavoravano per nascondcl e la loro origin.
La dedizione complete si i' avverata, si i compinto
il sacrificio della dignital per riuseire all' assimila-
zione: ma esso non i' stato gradito nepp[re da quelli
che cooperarolo all' ablbattimento delle porte che
chindevano i Ghetti, nelppur da quanti prima e dopo
hanno dato prove non dubbhi di liberalisino.
Dura, ma Ineritata lezione !!
La parte pifi intelligeute dell' Israelitisino italiano
ha gindicato con rettitluine ed esattezza le cause di
questa lezione, ha compreso che nella mlalcelata ri-
Initlanza con cui gli Ebrei assimilazionisti erano ac-
colli dai loro concittadini cattolici, v' era non solo il
pregiudizio secolare ma ancora un ginstificato senso
di antipatia verso chi per un' amnizione sconlinata,
fa getto delle proprie tradizioni. Si va comprendendo
infine che non solo Italia e Gindaisnmo sono espres-
sioni contemporaneamente possibili, ma che noi dob-
biamo sentirci Italiani, paitecipare alla cosa pulblica,
vivere della vita tutta del nostro paese, essere per
I' Italia ne pifi ni meno di quel che siano i Catto-
lici, i Valdesi, i Luterani; ma nello stesso tempo
essere ebrei.
Essere ebroo signilica, per 1'intellettialitla nostra
d(' ogi, non solo conlillnuare tra le pareti dornesticlhe,
quelle poetiche tradizioni per cui la famiglia nostra
fl gii inmilello altre volte, ma agilarsi per il rinio-
vellamento morale degli ebrei d' Occidente, far
sen ire al mrndo intero, precisamenti noi che abbianmo
nna patria, 1'iniinitil per cui pari,'chi milioni di
, nrredigi,:,uari .-iann sic,_,-tti ,'nr gim nri all, v,'s^Sti-











L' IDEA SIONISTA


zioni dei governanti, ai violent pregiudizi dei con- 11.: Questa comincia a- diventare uina question
terranei, agitarci per ridare loro una patria vera li rettorica
dove 1 eciuero i nostri lontani avi. II.: Perci6 pub dalle sue parole la Commissione
11 Sionisimo in Italia risp!ecchia precisanoente coinprendere, che gli ebrei o le associazioni giudaiche,
spingono le loro vedute oltre a ci6 che si chiama
quieslie ii ove leidenze: esso iuna pruva di sinlpatia sionismo e possono anche essere buoni e- devoti
\'r.so chli sullre, conugimnta a iia dignitosa alferrna- cittadini.
ziolle del \ero spirilo israelitico. II.: Certamente! E pii di color che
F. RAVENNA non sono slonisti.
II presidenle Lord James: Vorrebbe Ella spiegarci
***************************** he cosa signiiica second Lei la parola Sionista ?
Lord Bolhschlld : Lord James e la Commissione
TE LODO iERZL sono dcsideousi di conuscere che cosa Ella intended o
in genere qual signiticato abbia la parola Sionismo.
dinanzi a/la Commissio7e per I'immigrazione inglese Coi essa ci si vuol riferire ad un movimento gene-
S.. rale allo scopo di far sorgere di nuovo uno stato
giudaico in Palestina o colla parola sionismo e pu-
Che cos' e il Sionismo ramente signiticato un grande tentative per coloniz-
La Commission parlamentare, incaricata di stu- zare con ebrei una part del mondo ? Mi sono spie-
diare la grave question della immingrazione straniera gato chiaro ?
in lughilterra, si radunava per la sna sedicesima seduta Dolt. llerzl : Pienamente.
Giovedi 10 Luglio u. s. in Londra, nel Caxton Hall II Presideile: Ci dica insomma che cosa 6 iu
a Weslminster. Jssa e colmposta del president Lord sionisla.
James of Hereford, imembro del Gabinetto, di Lord Doll. Ilerzi: Fino dal primo Congresso di Basilea
Rothschild, membro della Camera dei Lords, del signor noi abbiamo formulate un programma, che stabilisce
Alfredo Lyttleton, del maggiore W. E. Evans-Gordon, come scopo del sionismo la creazione di una sede
del signor lHenry Norman, membro della Camera dei stabile (lleimstitlej, giuridicamente assicurata, pel
Comuni, di Sir n neilm lDgby a del signor William popolo giudaico in Palestina. Questo 6 lo scopo ul-
Vallcuce, e precede nei suoi lavori interrogando i timo: ma si possono dare moment in cui sono in-
principali uomini political che meglio possono illumi- dispensabili una pronta azione e aiuti immediate.
narla sulla soluzione da darsi all' arduo problema. Fra Orbene i sionisti si propongono, rimanendo fermi i
quesi fu naturalinente invitato anche Teodoro Herzl, loro principi e il loro progranma, di intervenire
giacche element giudaico che da paesi inospitali senlpre con qualsiasi mezzo adeguato per migliorare
Ilmnigra in Inghilterra e assai nuneroso; e, in so- Ia dlra sorte .degli ebrei oppressi.
stanza, quaUiunque alla question si voglia dare im-
Lord Rothschild: Git che siamo in aroomento, de-
portanza soltanto dal puuto di vista economic, pare ,iLrd r or cild: Gii che siamo i argomento, de-
si appougano nel vero quanti credouo lhe la progettata sidererei ancora Ln po trattenermivi. Ella sa che
legge conutio l'lmmgrazione straniera 6 priucipalmente ilanltpia, i CUi lodi o111 sta a me nominlare, hanno
diretta control ii proletariato giudaico, che, in questi gin fatto ii tentative di fondare colonies giudaiche
ultimi anni, ha fatto I'lughilterra meta delle sueleina.
dolorose peregrinazioni. Sarebbe interessante seguire ii I1.: Esse perb nlon ebbero alcun buon success.
dott. Herzl in quanto brillantemente ha esposto riguardo I. : Dunque, tutte queste colonie sono fino ad
al proletariato giudaico, alla sua condizione a ai mezzi oggi abortite ?
di cui puo disporre, in rapporto specialmente all' in- II. : Si.
ilusso che esso puo avere sul movimento economic II.: Orbene, ci sono parecchie opinion in proposito,
inglese. Avendo pero il dott. Herzl, nell' interrogatorio na la niaggioranza aflerma che esse non hanno
fattogli dal maggior Gordon, incidentallmente accen- potuto raggiungere un esito soddisfacente, perch
nato alle aspirazioni sionistiche, Lord liothschild, op- appunto il governor turco non ha mai voluto tollerarle!
portunamente, riciamo6 1' interrogate di proposito su II.: Preferisco di non parlare adesso del governor
quest argomento, dando logo al seguente interessan- turco e delle colonies palestinesi. Prego Sul Eccel-
tissimo dialogo the noi traduciamo fedeluente dai lenza di volermi concedere un breve colloquio pri-
verbali stenografati delle sedute: vato e sar lieto di comunicarLe le mie vedute in
Lord llothschild: lo vorrei richiamarLa ad alliine proposito.
risposte cie Ella ha dato al mlaggior Gordon. Crede It.: Le si e domandato in questi interrogatori rag-
Ella cle sla possible chen elJreo possa essere un guagli sulle persecuzioni degli ebrei in Polonia e in
lautuor del doul. llerzl, ciou un sionista, e nello slesso Russia. E' Ella informata personalmente della con-
tellpo uln i oi 0 cittadino della sua patria, un buon dizione degli ebrei in quest paesi?
inglese, o americano, o ausriaco? 11. : No, io non ne sono informato personalmente.
Doll. llerzl: lo ne sono profondamente convinto Le conosco per6 col mezzo di molti fatti; e posso par-
e 1' lnghilterra ha avuto la- prova di cib non piii lane, ad onta che io non mi sia mai recato in quei
tardi ell' ultlia guerra. Mi consta che nell'armata luoghi. Io ho imparato a conoscere la condizione
inglese erano iscritte due associazioni sioniste. degli ebrei in Russia da numerose fonti degne di
If.: Le ho 'atto quest domanda, perched credo, se fede.
non sbaglio, cie il inaggior Gordon desiderasse pro- B.: Potrebbe Ella informare la Commissione di
porLe questa question, nella forma appunto da me ci5 che al present avviene in Rumenia?
usata: nia egli fu pifl politico di me! In principio II.: Certamente che lo posso.
di quest nostre sedute u infatti stato detto che il 1B.: Quanti ebrei vi sono in Rumenia?
latto the unio sia sionista, gli inipedisce di esser buon IH.: Circa duecento nila.
citadino del suo paese, dal quale deve necessaria- II.: Sono obbligati al servizio military?
miente aspirare di allontanarsi. Ho ritenuto opportuno II.: Si.
di rilerniLe ci6, altinchS Ella possa far comprendere t.: Potrebbe Ella dire alla Commissione quali
alia Coniniissione come sia conciliabile per un indi- sofferenze debbono sopportare gli ebrei in Rumenia,
viduo d.i provare simpatia pei suoi fratelli perse- come siano perseguitati, in qual modo le nuove leggi
guilati in lRumlenia ed esser nello stesso tempo un che furono di recent votate, servano ad opprimerli
Iu0on1 cittadino della propria patria. niaggiormente?











L' IbEA SIONISTA


11.: In quesli ultimi tempi essi sono perfino angu-
stiati dall' incertezza del domani. lo credo che sia
una delle condizioni pil dolorose per un uomo
di essere incerto se 1' indomani potra occupare ancora
il suo impiego, od abitare la sua casa, o sarit private
dei mezzi di sussistenza !.... GiacchP in questi paesi,
e specialmente in Galizia e in tutti questi luoghi
dove regna 1' antisemitismo, 1' ebreo viene boicottato.
Passa una parola d' ordine che dice < nessuno compri
dagli ebrei! -. E in Rumenia e stato create un boi-
cottaggio del genere e, per giunta, legal, in seguito
alle leggi votate control gli operai e i commercianti
stranieri. Ora in Humenia gli ebrei sono considerate
stranieri, anche se i loro antenati hanno abitato nel
paese ed essi stessi siano nati in suolo ruineno, e
in sostanza le parole stranieri e ebrei sono sinonimi'
f.: Un ebreo pn6 essere avvocato in Runenia?
I.: lo ne conosco ad esempio uno, che peri fuI
esigliato: ma non conosco in base a quali motivi.
Gordon: Forse perched era ebreo ?
II.: Se fosse stato rumeno, non avrebbe potuto
certamente essere esigliato.
IB.: Per occupare un impiego iu Rumenia, si deve
essere ruineni, non 6 vero ?
II.: Per occuparlo stabilhnente bisogna essere cit-
tadini.
1.: E a un ebreo 6 tolta la possibility di poter
divenire rumeno ?
iI.: Ella sa che ci6 anzi 6 stability nel trattato di
Berlino.
B.: 11 trattato di Berlino stalilisce appunlo quest
pulto.
11.: Ma ogni recezione o naturalizzazione deve
essere confermata dal voto del Parlamento, quindi
su 200.000 ebrei linora non ne sono slati naturaliz-
zati che circa trecento.
B. : Supponianmo anche che il governor rumeno
fosse obbligato a uniformarsi ai voti del trattato di
Berlino e pareggiasse gli ebrei ai rumeni; ma vi
sarebbe posto per essi in Rumenia?
II.: Sua Eccellenza intended di riferirsi al terri-
torio ?
B.: lo intend di riferirni ad ogni cosa: al ter-
riiorio all' armata, ai commerce, alle industries, agli
impieghi ecc.
II.: E questa una question leorica. Io conosco
paesi dove per legge gli ebrei sono aminessi a
Lutti i diritti, ma che in pratica poi sono esclusi
da molti. E ci6 avverrebbe horsee se cio che pare
impossible le potenze europee intervenissero
presso il governor r.uneno a favore degli ebrei. Se
io fossi uomo di stato rumeno vorrei che le single
potenze intervenienti cercassero di far progredire con
buon esempi anche tutti gli altri Stati antisemiti. Su
questa base non credo quindi ad un intervento. Ma
se anche questo potesse effettuarsi, forse in pratica
la popolazione renderebbe nulla la determinazione
della legge.
11.: La popolazione ruinena odia gli ebrei ?
/I.: Si deve crederlo se essa giunge per fino a
;astonarli ed ucciderli.
II.: Ma non 6 forse la condizione di ogni povero
runieno tale, che sia egli indotto a emigrare dal
sno paese?
II.: Certo, ii proletario rumeno 6 ben un misero
IIomo!.. . . .............

Nel prossimo numero seguiteremo a riferire su
lquesto important interrogatori, in cui si trattano
vitali interessi pel proletariato giudaico.


Al FRATELLI SIONISTI


i.

Fratelli, 1' udiste la voce
che, d' alto, save, vi chiama
e invita a deporre la croce
che fa vostra vita ti grama?:

T' arrest, Aasvero, t' arrest:
solleva la candida testa:
il Cielo, non vedi?, 6 con te -

L'udiste: e gih voi, ne 1'aurora
che subita splende, o fratelli,
le front nel sol che le indora
levate sorgendo ribelli:

S' infranga il sue triste destine
e cessi Aasvero il cammino
posando lo stance suo pi6!

II.

Ribulli? si: ma.... vi seduce
del suolo dei padri 1' more;
antico pensiero di luce
fratelli, v' illumina il cuore:

e tutti, dai lidi lontani,
tendendo a un sol punto le mani,
voi dite Riviva Isra6l! -

Ed essa v' attended, guardate
l1, in pianto, Sion la desert:
di tutte le glorie passate
anela la gloria pid certa:

oh su la sua liberal terra
senz' odio, tra i figli, n6 guerra
fulgori dal libero ciel!

III.

Ma, come per mille e mille anni
ne 1' arche d' Egittto il frumento
si tenne celato agli inganni
del solo, agli inviti del vento;

e intatta serbava la vita
crescendo ne 1' ombra infinita
la forza di verginitA:

ne 1' ombra dei ghetti, o fratelli,
da tempo, cosi dolorando
pia buoni piu forti piuL belli
uscite or nel sole cantando:

e ancora, per voi, la sua face
di vita, d'amore, di pace
sul mondo Sion lever.
GIULIO NEPPI.









L' IDEA SIONISTA


JV 'TE S PA RSE


Cio ohe vogliono i Sionisti -- Ci6
clic dh ai sionisti il coraggio di affrontare le loro
faticlic d' Ercole la via vi convinzione di fare opera
iitille e necessaria, opera d'amore e di civilta, di
giustizia e di saggezza. Essi vogliono strappare
otto o diuci milioni dei loro fratelli di razza a tor-
unenti insopportabili; vogliono sbarazzare i popoli,
fra i quali essi vegetano attualnente, della loro
preseiza; vogliono togliere all'antisemitismo, che av-
vilise rla per tunto la morale pubblica e sviluppa i
peggiori istinti, la sun region d'essere; vogliono
fare degli ebrei, attualinente accusati di parassitismo,
dei veri produttori; vogliono fecondare col loro su-
dore, cultivare con le loro bhaccia una terra, oggi-
giorno desert, per farla ritornare un giardino fiorito.
In quest mnodo, il Sionismo vuole nello stesso tempo
rendered un servigio a-li ebrei disgraziati e ai po-
poli cristiani, alla civilta e alla economic universal
e i servigi ch' esso puI e vuole rendere sono cosi
grandi, da legittimnare la sna speranza di vedere ii
imondo cristiano apprezzarlo e sostenerlo colla sua
simpatia. Mtx NornAIu.
Rivelazione ? Giorni fa un colpo di revolver
esploso nelle tenebre eolpiva il general Wahl.
Ogni delitto politico che si appropria le armi e
i modi di un volgare assassinio, compiendosi con
l' astuzia e con la sorpresa, rifugiandosi nella diso-
uIsta protezione dell le rnebre, ha del ripugnante che
oscnlra I' ragioni e gli intendimenti, siano pure
onesti, dell' ato colpevole. Nel nostro secolo doloro-
samente ricco di violent morti di re, regine, mi-
nistri, Sepiaguinc e Wahl aumentano la triste ed
infelice schiera.
Pure, codesti fatti ci si rivelano accompagnati da
mna nuova espressione della coscienza popolare pifi
sensibilmente conformata: e se in ogni altro mo-
inento la inano agitautesi nelle tenebre control il
general Wahl, disvelatasi a noi la mano di un
ebreo, (i avrebbe solo resi dubbiosi e timorosi della
sort di tutti gli Ehrei della Russia, gih provati a
dure persecuzioni, oggi nel fremere mninaccioso, per
quanto con studio dissimulato, di contadini e stu-
denti aspiranti concordi a maggiori liberty, quella
inano private dell' arma infame, non ci e anche ri-
velazione, sia pure dolorosa e inattesa, della storia.
psicologica degli Ebrei di Russia?
Non la lunga schiavitf li ha abbrutiti nello
smarrimento dei sensi di dignit&, di liberty, di per-
fezione; non la sprezzante esclusione da ogni con-
sorzio intellettuale, ha ravvolto quella loro coscienza
avvilita, come in un velo di rinuncia; in una timo-
rata, rassegnata, servile umiltA ch' 6 la morte spi-
rituale dell' omo.
SEssi hanno vissuto ignoranti e ignorati fino a
che il senso pratico, che mai s' e smentito nella
stirpe giudaica, li avverti che ogni tentative di ri-
hellione sarebbe riuscito inutile; e intimamente con
la costanza del martire hanno mantenuta ed alimen-
tata la fiaccola delle fede in una futura redenzione
e subitamente, perspicaci, pur lontani da ogni eser-
cizio d' intelletto, vigili ed osservatori sempre, hanno
intesa la unova idea di progress che commuove
oggi, in armonia di sensi, i lavoratori del pensiero
e della terra e I' hanno accolta, per essa accomunan-
dosi a tutti i loro concittadini che soffrono.
Questa s'oria intima e pietosa ed ammirevole
sembra a me ci riveli anche quella ruano disgraziata.
Che avverrA? Nessun movimento di popolo, la
storia ammaestra, quando sincere, giusto ed uni-
versale, pub essere arrestato n6 dai rigori delle re-
gioni glaciali, ne dalle fustigazioni, nw. dalle con-
danne a morte. Un giorno, lontano o vicino, sia per
legge di evoluzione continue e fatal, sia per rapida


trasformazione, ebrei e greci-scismatici, atl'ratellatj
nei cimenti, liberanno insieme alla tazza della liberty
E qualunque sieno poi gli event, quegli Ebrei
ritemnprati nella lotta, fieri della vittoria, educati nellh
liberty sapranno difendere le loro conquiste.
Ma auguriamoci nello stesso tempo che il delitte
di sangue commesso da un obreo, non abbia aw
essere un funesto eseinpio, e che con alhri metodi
si svolga il nuovo stadio che, se bene ci apponianmo
si inizia nella storia dell' ebreo di Russia e che suc
cede ad un lungo, troppo Inngo period di abbat-
timento morale. VERA D' Ac.NOs.
II general Giuseppe Ottolenghi gia
da parecchi mesi dalla fiducia di S. M. il Re 6 state
chiamato a coprire 1' alta carica di Ministro della
Guerra. I giornali sionisti ed ebraici commentano i;
notevole avveniinento, notando come per la prima voltv
nella storia, ad un obreo sia dato di adempiere quest,
fra le pih delicate funzioni di uno State modern.
Noi siamo alteri che questo vanto debba conceders.
ancora alla nostra Italia.
Da quest' atto poi che grandemento onora il nostrc
giovane ed amato Sovrano ed il governor che Lo rap.
present, noi dobbiamo trarre due grand insegnamenti
II primo: che anche 1' ebreo che non abiura la pro-
pria fede, n6 ari'ossisce della propria origine, n6 ver-
gognosamente cerca di nasconderla pub raccogliere I1
stima di quanti lo circondano, meglio certo dei pavidi
cie corrono ad una codarda e infruttuosa assimilazione
Il second: che chi per virth morali e civil sa moe
strarsi degno d' onore e rispetto, nel nostro libere
paese, per la sumi qualifica di ebreo, non patisce nes.
suna odiosa inferiority.
II Sionismo in Italia 6 oggetto di un ar-
ticolo che it nostro Tobia Markus pubblica nella Dit
Welt (N. 24). L' Autore delinea lo svolgimento, 1' es-
senza, le aspirazioni del Sionismo italiano; ha espres.
sioni lusiughiere a nostro riguardo e pel modo coi
cui viene diretto tutto il movimento sionistico italiano
accenna alla comunith di Firenze, in cui si contain(
gii numerosi aderenti al nostro ideal e specialmentt
rileva 1' elevator discorso tenuto su argomento sionistic(
dall'Ecc.mo Margulies; conclude con parole di viv(
rimpianto ricordando la perdita del nostro indimenti
cabile prof. Conigliani, e riferisce a tal proposito ur
brano della affettuosa commemorazione pronunciati
dall' avv. Ascoli e da noi pubblicata nell' ultimo nu-
mere dell' Idea.
Orfanotrofio Israelitico italiano. -
Nella Tribuna del 5 u. s. leggiamo quanto segue
vivamente plaudendo all' iniziativa del comitato ro
inano:
a noto che gli orfanotrofi italiani sono rett
quasi generalmente con grande rigidezza religiosa do.
vuta in gran part alle loro tavole di fondazione, 4
che i soli fanciulli cattolici vi sono accettati.
a Finchb non cesseranno le disparity provocate dall
credenze religiose e purtroppo non sembra prossime
il giorno conviene badare che le asprezze esistent
fra i vari culti non abbiano a generare disuguaglianzi
di trattamento,' con manifesto danno di una ben intesi
civiltA.
< Animato quindi da sensi di pietosa tutela pei de
relitti, si costituito in Roma un Comitato all' intent(
di fondare un orfanotrofio israelitico italiano, ma-
schile e femminile, che accolga quel maggior number(
di fanciulli che sarA possible, per educarli ed avviarl
alle arti, ai mestieri ed all' agricoltura.
a II Comitato 6 composto dei signori: barone ing
Giorgio Levi, prof. comm. Settimio Piperno, comm
Marco Alatri, cav. Raffaele Prato, maggiore cav. Leo
nello Levi, Mois6 Esdra.


,, A sede dell' orfanotrofio e
quale capital d' Italia, e perch
polazione di oltre 7000 israeliti,


stata scelta Roma
quivi esiste una po
in gran parte poveri










L'IDEA SIONISTA


e dove non meno di 80 fanciulli reclamano 1'appoggio
di un istituto complete di educazione.
< L' egregio Comitato, presieduto dal barone ing.
Giorgio Levi, specialmente coadiuvato per 1' attuazione
della filantropica idea, dalla gentilissima sua signora
baronessa Xenia Poliakoff, nonch6 dal maggiore cav.
Leonello Levi, ha diramato circolari per raccogliere i
fondi necessary.
Molte furono le promesse di aiuti, che certamente
non mancheranno, ma il benemerito Comitato, deside-
rando di sollecitare 1' apertura dell' istituto, stabili di
ospitarvi intanto alcuni fanciulli in piiu urgente bisogno
di ricovero, e domenica 29 giugio p. p. venne inau-
gurato 1' orfanotrofio, al quale auguriamo la migliore
prosperity, mentre diamo lode agli egregi fondaturi per
la loro pratica iniziativa ,.
La speranza d' Israele si intitola un ele-
vato discorso pronunciato dal reverendo Rabbino Mag-
giore Dott. Cav. S. H. Margulies, ii primio giorno di
Pasqua nel Sacro Tempio di Firenze, e che ora vede
la luce in elegant opuscolo per cura della a Associa-
zioue fra la gioventi israelitica Fiorentina >. L Ecc.mo
oratore, prendendo le mosse dal versetto < Quest'anno
qui, 1' anuo venture nella terra d' Israele, quest' anno
schiavi, 1' anno venture uomini liberi > con cui ogni
padre di famiglia israelita esordisce nelle prime due
sere di Pasqua la narrazione dall' uscita dall' Egitto,
si propose di porre in chiaro come queste speranze e
aspirazioni fossero legittime e necessarie in passato e
lo siano pure tuttora nei tempi present. Per quanto
riguarda il passato egli dimostrb eloquentemente che
era la terra dei padri, dove avrebbe potuto alfine re-
spirare liberamente, dove non avrebbe piiu udito le
parole di odio e di disprezzo che dovunque gli riso-
navano agli orecchi, la sperauza costante che teneva
ritto Israele in tanto cunulo di sofferenze e di avvi-
limento, ii conforto che leniva come balsamo le piaghe
del suo cuore amareggiato, la vision luminosa che
risplendeva agli occhi suoi, qual faro nel mar tem-
pestoso dell' esilio. Per quanto poi riguarda il present,
1' Ecc.mo Margulies notava con molta verita < che nove
decimi dei nostri fratelli sono tuttora privi di patria,
vivono tuttora come esuli in terra straniera. Ora noi
pochi che siamo pih felici di loro, che abbiamo uua
patria cui possiamno amare ed amiamo sinceramente e
con tutto ii cuore, dovremmo percio rinuuziare alla
comunanza di sentiment coi nostri fratelli e non
unirci alla loro preghiera << Ora nell' esilio, in avve-
nire nella terra d' israele, ora schiavi, in avveuire
uomini liberi a ?. Quando in un angolo remote della
terra un popolo semibarbaro si ribella control la ti-
rannide dei suoi oppressori, tutto il mondo civil si
agita, si appassiona, e noi fra i prlmi ci accendiamo
di entusiasmo e di simpatia per gli oppressi. Certo io
apprezzo grandemente.questo seutimento tutto israe-
litico di solidarieta umana; ma appunto percio do-
mando, perch noi dovremmo rimanere freddi e indif-
ferenti quando quegli oppressi e infelici sono i nostri
fratelli, nelle cui vene score pure il sangue generoso
dei nostri comuni padri; appunto perci6 domando,
perched noi dovremimo reprimere e celare quel senti-
mento di solidarieti hi dove esso 6 tanto pit natural,
tanto pih doveroso? Oh, caii fratelli, gli 6 che noi
pure non siamo quegli uomini liberi che pretendiamo
di essere; gli e che noi pure siamo in esilio, in un
esilio morale, che grava sulla nostra anima, che ci
rende timidi e paurosi, che falsa e snatura i nostri
sentiment. Noi ci siamo allontanati dal sacro suolo
della vita e della fede israelitica >, noi non conioscialno
la divina bellezza della nostra dottrina, noi ignoriamo
la nostra storia di cui dovremmo e potremmo andare
orgogliosi quant'altro popolo mai della sua. Percib
tanti di noi cercano codardameite di celare la propria
origin e di passare per quel die non sono, per di-
scendenti cioe di una stirpe che non e la loro. Percib
tanti di noi si sgomentano a sentir parlare di Sioni-
smo e di terra santa, temendo che altri si ricordi essere


anch' essi israeliti, come se cib fosse una colpa o una
vergogna, come ae ii discenuere dai patriarchi, dai
pruieti, dal gloriosi martini (dela veria loSse minor
vanto di quello che sia per avventura il daicendere
da qualche cavalier at lapina del medioevo.... >.
.N ci auguriano che ii nostro rabbilnato sappia
rivolgere la propria predicazione ai grand ideal da
cui e animator quest maguiico discorso.
11 dott. Herzl a Berlino. La settimana
dope le feste di 'asque, Teodoro fHezl si e recato a
Berlino, dove si e feriato cinque giorni. Egli ha
avuto parecchie iuterviste coi pib erinenti personaggi
della uorte, e parecchie furoio Ie conference tenute
con carattere diplomatic. I personaggi della, Corte
resero a Herzl la visit da lui fatta.
II Senate Americano votava recentemente
un bill in cui riouousceva uficialmente la a ~bedration
of American Zionists '. Fra i vari articoli che c(m-
pungono il bill, riguardo all' organizzazione e detto:
,< La '. . L. 6e icunusciuta come curporazioue poli-
tica. Sara diretta da un Comitato composto da un
president, due vicepresidenti, un segretario, un cas-
siere, e da un consigliu compost di 12 niembri, che
saranno nominiati in uase-agl statuti della Federazione,
nel tempo da quest iissato.
a La Federazioue ha diritto di creare, sospendere
o revocare tutte le society affiliate; ha diritto, confor-
memente ai suoi btatuti, di costituire un patrimonio.
Gli attuali iucaricati della 'ederazione eserciteranno
le loro funzioni fino a nuovo elezioni; e gli statuti
attuali rimarranno in vigore, salvo il caso in cui ven-
gano modificati, completati o abrogati a.
II Sionismo in Germania. Iiceviamo
da lldlberstadt:
a Se vi abbiamo espresso alla fine della ultima
nostra corrispondenza la speranza di potervi infor-
mare presto di nuuvi successi dul nostro movimento
in Gtrmania, quest speranza non e andata delusa.
a Abbianmo avuto infatti in Manuheim (Baden) il
VI Delegiertentag Deutschor Zionisten, che ha pro-
mosso una nuova organizzazione e di grande impor-
tauza per I' avvunire del Stonismo nel nostro paese.
a Dopo questo convegno, sei member della presi-
denza sono stati ricevuti in udienza dal Granduca di
Baden, che ha espresso di nuovo il suo favore pel
movimento e la soddisfazione nel veder scomparire i
malintesi sul sionismo. L' accoglienza fatta dal gran-
duca alia Commissione sionista fu delle piu cordiali:
egli si interess6 vivamente nel conoscere la condizione
del sionismo nel granducato di Baden; e si mostrb
edotto della esseuza e delle finalita del moto. Ebbe
parole d'incitamento, perched i suoi sudditi vogliano
partecipare a questo movimento ecououiico e grande-
mente benefico. L' udienza durb pit di mezz' ora.
S11 Delegiertentag telegrafava poi in segno di omag-
gio a S. M. I' Imperatore, che rispondeva con un affet-
tuoso salute, bene augurando pei lavori del Congrosso.
a Questi fatti sono vivamente commentati da tutti i
giornali dell' hipero.
SEd e cosi che il nostro movimento tra noi va
sempre pii acquistando favore. Frattanto siamo lieti
di segnalarvi 1' inaugurazione di nuove associazioni in
Karlsruhe (Baden) e a Halberstadt; ma di cib vi
daremo in seguito pitf ampi ragguagli ,.
11 Sionismo a lapoli. 11 nostro corri-
spoudente da iNapoli ci invia la seguente corrispon-
denza, che voluntieri pubblichiamo facendo plauso e
bene augurando pei protcuI lavori iniziati dal fiorente
GCrcolo S.o'nsta di Iapoli.
a lomenica 18 Maggio, il nostro Ecc.mo Rabbino
Giuseppe Sonniuo tenne al locale Circolo Sioiista una
coufereuza dinanzi a scelto e numeroso pubblico. Egli
fece la storia del bionismo dal suo inizio ad oggi;
ne delineb ii tine ed i mezzi mlessi in opera per cor-
rispondervi, descrisse, a sonmi capi, ma con dati in-
teressanti, le colonies agricole della Palestina; dimostrb











L' IDEA SIONISTA


la necessity ed i benefizi di cui sari foriero questo mo-
vimeuto, i cui ideali non sono niento affatto utopistici;
affermb come si possa essere veri italiani e Sionisti
ad un tempo; ed in fine invite tutti i present ad
inscriversi soci del nostro Circolo.
q Un tale nobile appello ebbe degno appoggio nella
parola ispirata dell' egregio Sig. A vvocato Dario Asca-
relli, giovano entusiasta del nostro movimento, che
addimostr6 essare dovere di ogni cuore iuteressarsi
alla sort di milioni di infelici nostri fratelli perse-
guitati in plaghe inospitali. Vivi applausi ebbero i
due conferenzieri, a subito dodici nuovi soci, uomini
e donne, s' insurissero.
< La donenica seguente ebbe luogo un' altra con-
ferenza dell' Avv. Ascarelli sul tema Gl' ideali del
Sionismo. P Questo titolo ci dispensa dallo spiegare
piit oltre quanto pot6 e seppe esporre 1' oratore con
una felice ed efficace improvvisazione. Altri tredici Soci
nuovi si firmarono per la nobile causa.
a Presto si convochera un' assemble general per
lo svolgimento e 1' approvazione del seguente ordine
del giorno :
a) Relazione della gestione a tutt'oggi.
b) Statuto social.
c) Bilancio consuntivo a tutto il 31 Maggio p. p.
d) Aggregazione di quest Circolo alla Federa-
zione Sionistica Italiana.
e) Elezioni e distribuzione delle cariche.
f) Propaganda.
< Quest' Assemblea era stata indetta per Giovedi 29
Maggio, ma, per circostanze impreviste, non pot6 aver
luogo; come pure altre circostaize oggi la ritardano.
Speriamo perb di poter presto definire gli important
argomenti del sumenzionato ordine del giorno.
a Attualmente questo Circolo conta cinquantasette
Soci, 39 uomini e 18 donne, e fra gli iscriiti si notano
anche alcuni Consiglieri della nostra Comunita, com-
presovi 1' egregio suo Presidente.
< E, pour la bonne bouche, comunico che presto
avremo un conferenza sionistica dell' illustre Avvocato
Augusto G;raziani, Professore ordinario in quest R.
University, inscritto di recent al nostro Circolo. Tutta
la nostra Comunith accorrerh certamente ad udire un
tauto conferenziere, anzi giA sappiamo che fin da altre
citta alcuno verri appositamente.
Ora speriamo che altre Comunita important
seguano 1' esempio di quest: e ci auguriamo che, come
a Napoli, dei giovani entusiasti di nobili e generosi
ideali, vi si facciano propagandisti del verbo Sio-
nistico >.
Napoli 1 Giugno 1902. X



Una colonia Sionisfa


ISACco Diaz e la sua guida un uomo dalla mae-
stosa bellezza, il quale parlava cosi bene 1' ebraico
- erano giunti in vista di quella citth palestinese
abitata dai nuovi colonizzatori ebrei che, ormai, for-
mavano la maggioranza della popolazione. Qua e li
ai lati della strada, la fertility sotto il bacio del sole
ne' campi estesissimi: una fragranza d' erbe aroma-
tiche e di fiori nell' alito del vento primaverile; un
riso d' more nel limpido cielo. Lontano lontano, le
colline quasi confuse nell' azzurro.... i sacri colli
pieni per 1'aninia ebraica di voci e di memories. Di
faccia, la citta con le torricelle orientali, con le ample
terrazze fiorite, con le casette bianche e i sontuosi
edifizi, sui quali imperava maestosa 1' alta cupola del
Bet-Acheneset.
Isacco Diaz sentiva nell' anima la fiamma d' una
nuova vita. Nuova e mnravigliosa, perchb quel viaggio
singolare fatto dalla sua citti europea alia Palestina,
quasi sulle ali del vento o sulla groppa di un no-


vello Ippogrifo (tanto era 'stato veloce!), gli pareva
effetlo di un miracolo. Egli, ora, si trovava la, lon-
tano dal babbo adorato, con quel nuovo amico il
quale, ebreo nell' aniua, lo conduceva in un centro
di vita ebraica, sorto in quelle terre benedette da Dio.
Oh come ii suo sogno, ii suo bel sogno d' oro era
divenuto un fatto reale Vedere la Palestina, la citta
delle inemiorie religiose e nazionali, la sacra terra
stillante late e miele, ove, ie' silenzi notturni, doveva
echeggiare la voce di tante generazioni, ove un canto
di David risvegliava tutto un mondo fuggito nella
eternith... veder tutto, ora, co' propri occhi, fra ebrei,
nel nuovo fervore della vita israelitica, quasi nella
resurrezione d'un popolo era cosa bella e gio-
conda! E lui, Isacco Diaz, vedeva tutto cib, come se
da quella guida fosse condotto a visitare un paradise
terrestre.


Mi par di entire tante domande per aria. Chi
era Isacco Diaz?... e la sua guida?... E la citta in
pieno fervore di vita ebraica?... qual' ?... dov' e?...
Rispondero a tutto e con ordine.
11 padre d'lsacco, Giuseppe Diaz, era un ebreo
religiosissimo dell' antico stampo. Rimasto, molti anni
prima, vedovo con quel bambino di appena sett' anni,
gli aveva fatto da mamma e da babbo. educandolo,
con cura atfettuosa, a sentiment israelitici. Quando
il ragazzo ebbe compute nel suo paese natale una
cittadella del Veneto con una ninuscola comunita
ebraica le classic elementary, non pote pif andare
innanzi nello studio religioso, perched aveva avuto dal
pubblico islituto tutto quello che poteva ottenere in
falto d' insegnamentu sacro, ed anche perched ii pa-
dre, quantunque devote e zelantissimo delle pratiche
non andava pift in la della traduzione del formulario
e delle sezioni bibliche pifi facili. Giuseppe Diaz
avrebbe desiderato di mandare il figlio a Livorno, a
studiare in quel fiorente collegio rabbinico (quello
romano non era ancor nato, quello di Padova era
morto) ma dovette rinunziare al suo bel disegno,
non per paura della Kabbala, sibbene per la sua di-
sgraziata condizione. Sicchb, chiedi consigli di qua,
chiedi consigli di 1A, risolse finalmente di fargli
compiere il corso tecnico, purchb ii ragazzo non fosse
mai, e per nessun motivo, costretto alia prevarica-
zione de' santi precetti. II provveditore agli studi -
una nobilissima e brava persona provide affinche
il giovanetto avesse, insieme con la facolta di non
scrivere nel sabato e negli altri giorni festivi, la
concession di alcune vacanze straordinarie nel corso
dell' anno.
Perb alcuni professor, senza dir nulla, facevano
capire con 1' eloquenza dello sguardo, che riguarda-
vano quello student come un tipo singolare degno
d' esser conservato in un museo di storia... delle re-
ligioni. I compagni poi non avevan tanti riguardi e
glielo dicevano chiaro sul viso di trovar ridicolo
quel suo astenersi dallo scrivere nelle feste ebrai-
che. Il nostro Isacco aveva una sessantina d' Ismaeli
che lo beffavano, ma non trov6, come 1' antichissinio,
una Sara che lo difendesse, mandandoli al desert.
Per farla corta, dovette compiere in nove anni, non
ostante la sua diligenza e il vivo ingegno, quel corso
di studi per il quale ne sarebbero bastati sette. Due
anni di pifi, per motive della sua insufficienza nel
disegno ornato, material che s' insegnava appunto nel
sabato, giorno in cui egli non prendeva in mano ne
una penna nb un lapis.
Finalmeute ottenne ii diploma di ragioniere e gli
parve di toccare il cielo col dito, perchB sentiva 1'im-
perioso dovere di aiutare il padre, il quale, per 1' eti
avanzata e per la Inal ferma salute, non poteva ri-
cavare un gran costrutto dalla sua profession di
sensale, richiedente gambe e testa agilissime.











L' IDEA SIONISTA 55


Le difficolth di ottenere subito un impiego erano,
per Isacco, accresciute dalle sue esigenze religiose.
In fatti non tutti gli uffici convenivano a lui che
intendeva di mantenersi osservatore delle pratiche.
Dunque..... niente concorsi alle banche, ne ai pub-
blici impieghi, ne a quelli di notissime case com-
merciali private. Restavano, e vero, i commercianti
israeliti, ma, fra questi tanti quanti se ne possono
contare sulle dita, tenevano chiusi i loro banchi nelle
feste ebraiche. E, per sua sfortuna, quest israeliti
avevano tutti i loro impiegati. Dunque ?..... dunque
rassegnarsi e aspettare pazientemente. Frattanto aiut6
il padre nel disbrigo de' suoi affari per non stargli
a carico e per alleviargli la fatica. Ma un tristissimo
giorno quando il caro vecchio, dopo una malattia,
dovette per ordino medico, esser soltoposto ad una
cura dispendiosa, allora il giovane deliber6 di con-
correre agli uffici vacant delle R. Poste. E dopo
alcuni mesi, ebbe la partecipazione di essere stato
nominate ufficiale di posta in una lontana citth.
Come il suo viaggio si prolungasse fino alla
Palestina, sari spiegato nei seguenti paragrafi.
i-^
Penetrati nella citth, Isacco fu colpito da quello
insieme di orientale e di europeo per cui pareva che
l1 due mondi, nolla gloria del lavoro e dell' opero-
siti fossero stretti in un amplesso fraterno.
Visit le grand fabbriche nelle quali le machine
strepitanti davan moto ai congegni, e vide centinaia
di operai, quasi tutti ebrei, occupati nel fecondo la-
voro; udi, nella lingua sacra, gli ordini de' capi che
gli furono spiegati dalla guida. Qualche parola com-
prese da se, in virtui di quel che aveva studiato da
bambino.
Uscirono. Per le vie: le mostre, i cartellini dorati
sulle stoffe civettuole negli splendid color, portavano
scritte ebraiche.
Nelle vetrine: cio che 1' arte e 1' industrial hanno
di elegant e di vario: argenterie, gioielli, vasi, libri,
quadri, statuette artistiche, insomma tutto il neces-
sario per adornare la casa, il palazzo, la galleria.....
E nelle strade ampie una vita quasi esuberante in
quell'andare e venire di person affaccendate, in
quelle grida festose di bambini, in quello scambio
di saluti e di parole pronunziate in ebraico.
Oggi e venerdi disse la guida a Isacco -
e perci6 ognuno s'affretta a compiere i propri la-
vori e le proprie faccende, prima che giunga il sa-
bato in cui tutto tace nel riposo del Signore. Questa
ed altre cit!t, giunte, per opera del Sionismo, a
questa prospera condizione, non formano un vero e
proprio stato giudaico, ma una federazione di comu-
nita sotto la tutela delle maggiori potenze. Qui per6
non sono raccolti tutli gli ebrei del mondo, ma quelli
soltanto che, per causa di persecuzioni, o di restrizioni
inique, hanno dovuto lasciar per sempre le contrade
inospitali ov' era resa loro impossible la vita liberal.
Vivono pure in queste citta alcuni ortodossi, perched
vi trovano le piu favorevoli condizioni per 1' osser-
vanza delle pratiche religiose....
Ecco una dimora per me c per mio padre! -
penso Isacco.
II giovane fu condotto dalla sna guida a visitare
le scuole nelle quali dalle primarie fino all' uni-
versitA tutto s' insegnava in ebraico.
Qua tiorisce una splendid letteratura nazio-
nale. Abbianmo giornali, riviste, lib i di scienza e di
alnena lettura composti in un ehraico che, avendo
per nucleo il puro linguaggio biblico, s'e arricchito,
second le idee e le esigenze del viver modern, di
Move fornie e di nuove voci.
Compiuta la visit delle scuole, Isacco assistette
alla chiusura di tutte le officine, di tutti i magaz-
zini, de' negozi e delle botteghe. Dopo un' ora vide
le festanti conlitive avviarsi al Tempio, cantando il
Lelh dodi con letizia.


<, Vieni, o sposo, incontro alla sposa... .
E quelle voci, in cui era 1' anina d' un popolo,
salutavano il sabato, fonte di benedizione, inneg-
giando all' Unico Dio.
0 citti reale, sorgi dalla desolazione; assai ti
nutristi di lacrine.... Sorgi dalla polvere, vesti gli
abiti della gloria tua... Svegliati, svegliati chi spunta
la tua aurora... e innalza un cantico, montre la gloria
di Dio si nianifesta su te o.
< Vieni in pace, o corona del tuo sposo, fra
1' allegrezza, i cauti e I' esultanza, in mezzo al popolo
tuo prediletto... vieni, o Sabato, sposa e regina *.
4-,

Isacco Diaz, per un fatto semplicissimo, e senza
1' aiuto dell' Ippugrifo, fu ricondotto in un baleno
nel bel mezzo dell' Europa. II rumore assordaute del
treno sostituiva il canto festoso del giorno del Si-
gnore.
II giovane si destava da un sogno d' oro fatto nel
suo carrozzone di terza classes, ove si era addor-
mentato.
S' avvicinava alla sede del proprio ufficio postal.
11 suu era stato, dunque, un sogno, ma uno di
quelli che insegnano assai piA delle veglie di certi
dotti...
Veramente quel sogno era forse un' auticipazione
dell' avvenire! Certo, insegnava che molli problem
importantissimii della vita religiosa proprio della
vita religiosa d'Israele, saranno meglio risolti dal
Sionismo che dalla piu pura ortodossia.
GUGLIELMO LArrEs.



QLI EDREI IN RUMENIA

11 viaggio di Bernard Lazare
L' avvenimento piu important svoltosi in questi
mesi a favore degli ebrei di Rumenia, e certamente
il viaggio compiuto da Bernard Lazare allo scopo
di studiare la dolorosa condizione di questi infelici,
riguardo specialmente alle misure restrittive di re-
cente adottate.
In seguito alla pubblicazione fatta dai nostri gior-
nali politics e specialmnente dalla Tribuna di nunme-
rose corrispondenze che reletavano dei disordini pro-
mossi dalla studentesca rumena a proposito del viaggio
del Lazare e prendevano occasion per rivelare la
verita intorno all'antisemitismo rumeno, il sig. Fleva
ministry di Rumenia a Roma, informava la Tribuna
(n. 152) = che non esiste nel suo paese quest spirit
di persecuzione control gli ebrei, di cui parla il Lazare
nella sua letter a Delcasse; tanto e vero che la
Rumenia ospita pacificamente circa 500,000 israeliti,
i quali ammontano cosi al 10 per cento, al di presso,
della sua popolazione.
SL' origine della manifestazione verso il Lazare
da cui egli dice essere stato impedito di prose-
guire i suoi studio va dunque ricercata altrove,
cio6 in motivi che si riferiscono a lui personalmente.
II Lazare, infatti e maleviso all'opinione pubblica
rumena per i sentiment antirumeni che ripetuta-
mente egli eble occasion di esprimere nei suoi
scritti. In causa di cii, esclusivamente, gli student
rumeni, in presenza delle rumorose dimostrazioni
che i corrcligionarii del Lazare gli andavano facendo,
vollero protestare pubblicamente.
c Quanto al governor rumeno, esso si inantenne
estraneo a queste manifestazioni; e soltanto provide
perch il Lazare, nel suo partire, non corresse alcun
personal pericolo -.
Questa nota esigeva una pronta risposta; ed essa
fortunatamente fu data ed esauriente in una letter











L' IDEA SIOiNSTA


diretta dallo stessu Lazare al Direttore della fTrbuina,
liella quale 1 Illustre scn l.toe ii J1 preselia ull quaidrI
vero e dulurouo delle trllsl \iceicu del giutalblllU
'ruLtlenll. lilJiIUliallno qi(uesa leLteia the U di uLIO
spleciale iiltrese,bb, aSieiiiu ai Jeall e lulioli cullllnielii
da cut la litbua la la a precedere:
SAlancaiza dl spaziu ci ha inlJediLt di pubblicare
prinia d ora la segauniit lettera di e'lrnard Lazare;
ma debioi d iniparziali cla cuiC igolia di darle lulgoo
tielle nsIUli't (cOloulle, c la gravila della quLIestliie
vuole cite si illciialnl soipra di uesa 1 attLnzione di
quailti, \edenidu nellia liiiineiiia la sentllella avauzata
oelia lalinlita ili Urleiie, des.ideraiio tcli essa si nuosri
in iiltlu leilia .l(ell oniorev\ole Couill, i thle le spella
e della inouHila delhi lazza, a c(i1 essa Lantll gitlisa-
ciiLuLe tionhe iilliassiiii.
P'uir Li'rppo I anIiseuiitiibio e verluogiia da cui
nuull souii risipal'nilatl aliln tlali piil pruogredill; e vi
ll lIuituleo111 In cutI le0 miiiirue I'LsriLLIVU aduLLale ill
ItucienIia cuitIro gli Ceroi li haiIu puLULt ess.ure Lulle-
rate e culilpruese aunche dal spit-li Iplu ill niiiinali,
cuioi ula doluroua S a ilica le\luanbll alrazia della
nazluialitla. La lii u nieia lenie\ a I iminiiirazioune degli
ibrauIl ausnriaci e Ledescni couice unII mezzo di cui
st saleblje puluLu serir\ll pur gterlmaiiizzar'e Lill paese
cie ave\ a taIlu laticalu a berlJare llniuniile 11 carat-
tLre delia prlpriua.o rllle, circull' altu COull era, alr eLlu
da lutti i lai, da ilase prelJulderanl r(le, iuul uslo
appartellexailu ad altre razze, ilia le eraliuo 1 stru-
iieiitou Ie ilbeUga.
Qcuiudi, s1i ialal'epoca del Conr'esso di Berliio,
anicle 111 Italia \i luullo, speciaillIelle dietru le
pru'liesse rluinei di caluilalr slstelma alpeilla losseru
caiuiate le circuslalnze, unin pIluliJicI, puhlicisti,
che, parligialn cUIIn\Iu unella Luuaglhanza uiuanla,
leceru tuta\via ilopria la causa u di yqella prudenza,
la quale appari\a a Lulta iprina come ulna iuiliu-
stlzia, ma cie pure si spiegava coun un alto priucipio
tl Ipatluiutisiuo.
belnuiclie, iullarollo le circostanze, ina il cuntegulo
della humiemia \elsou 11i ebrei, iu\ece di larsi piiL
niite, si alidu vieppli aiggra\alud. rNeasun peJricolu
curre pJil la llapeiideiiza, cure la iiazluonaila del
picclut ilia iiIplJuitaliisiini btlto latlluu; eppuire, la
culldiziulle degli eirei \Ni e oggi tale, che la cttlera
di Bernard Lazare n1on pLu a lleilO di produrre la
pli proufulda unpressioue iu Iuanu i on cionsciono
quella culldizioue coil esatlezza.
buol 111 quelsa lellera dali, cilre, date, a cui e
dillicile lare uppoosziulie ehicace. CLuo\iene dunque
sperare the quauti ruineiii selltluo i duveri della
imuderilta e 1 interesse di non trasgiardirli, si ado-
perino a Iniegli ariiionizzare la legilazioneu ilnerna,
la pratica di tale legisliziulle, cull la parle cite essi
dedeiderano rappireLsenata iin Oriente dal luro paese:
Parigi, giugno 1902.
Signor Direttore,
Al mio ritorno a larigi, mi viene comunicato un
numero della Tribuna, cuntenente una dichiarazione
del sig. 'leva, ministro di Rumenia a Ruma, nella
quale sono messo in causa.
8(, signor Direttore, che mi basterA di fare appello
alla vostra cortesia, per ottenere il diritto di rlspon-
dere nel vostro glornale.
11 signor J'leva v' fluorma anzitutto che esistono
in Rumiema cnluuecentoniila israeliti, formanti il dieci
per cento della popolazione tutale. Deploro che, nella
uua quality di diplomatic, il signor 'leva ignori anche
le dichiarazioni ufficiali del suo governor. be, prima di
scrivere una tal cifra, avesse consultato il AlonLtore
Ufictaule Itolmewn, vi avrebbe truvatu i risultati del-
1' ultimo censilento e counatatato che vi sono nel suo
paese 269,015 ebrei soltaito, di cui 199,000 abitano
le citta, causa le leggi che, poco a poco, 1i hanno
cacciati dalle canipagne, e i 70,000 riniilaeuti, i grossi
borghi da cui non si e ancora riusciti ad eliiniarli.


Questa popolazione forma con gli stranieri pii dei
due terzi ullia cliase operaia e cummerciante in Ru-
nimeila; puiclie 1 rulliel quail non iann parte della
classes eupprest a m iiserabile del couitainti 4.000.000
d' iidiviuui circa su b.OUU.UUU di pupulazioue global)
souu, lmenu alcule eccezioni, proprietarii tondiari,
uoiiiiui milltarn, pulitll fu ziuunarl.
II signor l'leva aggiuge heoe noli eiste nel suo
paese quelio spirlto ui persecuzione control gli ebrei,
ai cuit it siguur bernatr Lazare ha parlato nella sua
letter o at signor Delcasse. 11 f'leva, il quale vive
il uccidente, e aucola a Ullnvu iliali vIluniratu. F'orse
ha voluto dire hie non vi sono nella legislazione ru-
mena dispusizionu dirette con0tro gli ebrei nominati-
vaiizeute. Clo e esatto: tutte Ie leggi eccezionali preu-
doin dil mira gli stl aniei, ed e vero che meuLre i
sudditi rumeui godonu ii tutti i paesi ocoidentali del
dtrlti che le nazioni incivilite auccrdauo agli strauieri
quest neon hauna quasi alcuu driitto in Rulleuia,
neppure grazie all ait. i della Costituziune quello
di possedere; il solo che sai loro riconousiuto e quello
di importare uapitall senza che queati vengano ga-
ranuiti.
i\it, ed in cio cousiste il carattere ipocrita del-
I'aultiemlutismo rumeno, gli ebrei nati in ttulieuia, da
geituor nati1 in ltumenlu, pur pagandu tutte le iupuste
ed es.aendu cousretti al SerVIZlu illlitare, Suio uoSIi-
deratl, violando I art. 44 del tiuttaLo dl lierlolll, cOme
stralleri nuoI suggetl alia protezuloe sraulllera. Le
leggi Xeuoulbe nouu lurou appllcalc piL cliit ad ogan
allru, puoliue ucu btilauiro puo lar appello al suo
guve'II, lmetire 1' eureu, causa la baruara lithlone,
cuoutlrria au ugul glllus.zia e ad ugui dirlto lulternla-
zionale, inuiaginaLa dalla litntenia, e private di ogni
succursu, dlt gul appouggiu, e puu essure impunemeute
imulesbato.
11 .'leva parla anche dell' a ospitalita pacifica
data aglt ebrei dalua liumlenia. lEcco in oie consist
tale opiltaila :
lu virti delle leggi del 1693 e del 1896, gli ebrei
sono eliinati dalle scuule prit arie. Lass foruavano,
uel tlou, iI 16 per ceuto degii sculari, ne iormauo
oggi ii o per ceuLu. Le stesse leggi 11 nmeItono fuori
Ui Ilcel e tlaile seule prolessiunali. E li uun possono
e6sere riveldituri di talaccu, lie impiegati nelle ma-
iltfatture della legia ( leggi del ib72 e 1879 ) ne
seusali di commerclo e agent di cambio (legge 1ibi),
ne venditori ambulanti, ne fauchimu ( legge lbb4, la
quale secunao le citre purtate alia trliuna del PIarla-
mentuo iul eno ha ruduttu plu di ZUUU2 ebrei alia
mendicita ), 1ne drughierl o speziali, che vendano so-
stanze tossiche (legge del Ibou ), ue iarmacisti ( legge
del li9o ). i\on si aminettono uelle Camere di Com-
inerclo e d' indutllia (legge del 166(6), bench formino
1' meninesa maggiuranza lel coininercianti e degli in-
dustrial. Lili opera ebret sono cacciati dale faburiche,
iu cut devono essere impiegati opera rumeni ( legge
del I b7 ).
6i cacciano dai servizi stradali, dai ferroviarii,
non si ilupiegano ne come muratorl, ne cumei pittorl,
ne come laUbri ferrai, un come falegnamui, ne come
telrazzlerl, ece., Ilulle cutruzioni e nel lavori lutra-
presi dallo btato o dale municipality. Inhlne la legge
sugli artigiani, preseutata dal ministry del commtercio
del GabinieLto btuurdza, signor Missir, e promulgata
il 5 1b marzo 1902, compile l'opera diciiarando:
a 1li strauieri che vorranno esercitare un imestiere
dovrauno provare (cosa impossible per gli ebrei) che
esiste nel luru paese il diritto di reciprocity > rifa-
ceudo le vecchie corporazioni, dicendo che K nessuno
ae animesbo ad esermitare un mestiere, se non ha il
relative brevetto > e prendendo disposiziuni tali, che
soltanto i cittadini rumeni potranno ottenere quel
brevetto.
Perci5 oggi, puco curante di quest ospitaliti ru-
mena, la massa operaia ebrea di Iumenia, condannata












L'IDEA S


alla miseria, si leva tutta per fuggire il paese ove non
le resta pii che a morire di fame o nello scoppio di
una disperazione troppo a lung contenuta. Dapper-
tutto si formano comitive di emigranti, la polizia le
insegue e le obbliga a ritornare sui lore passi e ar-
resta i lope capifila. II governor del signor Stourdza
vuole ad ogni costo evitare che 1' Europa assist alia
deplorevole sfilata di quei disgraziati, cercanti un
suolo e un cielo pih fraterni. Ma non si pub ottenere
facilmente che 200 mila anime si rassegnino pacifi-
camente alla more.
Nessuna misura poliziesca pub arrestare un tal
movimento e 1'espulsione dei capi della emigrazione
- poich6 si applica agli ebrei la legge del 1881, la
quale permette di espellere gli stranieri, senza moti-
vare il decreto di espulsione non riuscira a nulla,
poichi altri ne verranno, sine a che la Rumenia ac-
cordi agli ebrei, da cui esige la presenza sotto le armi,
i diritti civil, in attesa dei diritti politics.
Per ci6 che concern le dichiarazioni del signor
Fleva sopra le dimostrazioni antisemite, che hanno
avato luogo a Bucarest, in occasion della mia pre-
senza, esse non sono meno inesatte delle altre.
Se quelle dimostrazioni erano unicamente < desti-
nate a protestare control i miei sentiment antirumeni, >
non vedo perch avrebbero avuto per oggetto finale
di sfondare le porte d' un lattaio e d' un ebanista ebrei,
e di spezzare i vetri d' un libraio e d' un caffettiere
ebrei, che neppure potevano essere considerati come
miei complici. Quanto ai miei pretesi sentiment an-
tirumeni, protest control tale attribuzione. Io non
sono antirumeno. Nessuno prova maggiore simpatia di
me pel vero popolo rumeno: quella immensa maggio-
ranza di contadini si disgraziati, si degni d' ogni in-
teresse, che non si 6 potuto, malgrado la lore miseria,
malgrado gli eccitamenti di ogni giorno, rendere antise-
miti e volgere control gli ebrei, lore compagni di dolore.
Non confondo il popolo rumeno coi politicanti che
fanno la disgrazia del lore paese e sembrano volere
assumersi il compito di metterlo fuori della civiliz-
zazione, pii che io non confonda questi coi rumeni
veramente liherali che vorrebbero vedere le leggi ecce-
zionali abolite nel lore paese.
Vi ringrazio anticipatamente, signor Direttore, per
l'.accoglienza che vorrete fare alla mia letter e vi
prego di gradire 1' assicurazione della mia pii distinta
considerazione.
Bernard Lazare


A quest letter, rispondeva, sompre nella Tribiun (n. 204),
il signor Zanfiresco, incaricato di affari di Rumenia, in uno
scritto che, come notava giustamente la Tribunea, replica ad una
sola parte delle argomentazioni di Bernard Lazare; e, le accuse
mosse agli israeliti di Rumenia dal signor Zanfiresco per conto
del sue paese, sono Ie accuse gii dirette agli ebrei di tutto il
mondo quando e sopratutto ove erano tenuti in servitiu. Cessata
la serviti, seguita la Tribuna, e venuta la parificazione, 6 cessata
anche la ragione di quelle accuse, esagerate o esatte cie fossero.
E cost noi ci auguriamo che avvenga in Runenia, ove gli ebrei
possono certamente costituire un utile elenento della vita na-
zionale ; fermi come siamo nella convinzione che aL ad euiiaglianza
di doveri debba corrispondere eguaglianza di diritti.- L'appli-
cazione di questo principle 6 un titolo di gloria pel nostro pacse
o saremo lieti che si possa dire un giorno altrettanto della sua
minor sorella. -
A questi giusti ed elevati comment, per part nostra agginn-
giamo: cho 1' interpretazione tentata dallo Zanfiresco dell' art. 44
del Trattato di Berlino, in base al protocollo n. 8 di detto con-
grosso, storicamente 6 suscettibile di pim di una critical n4 ci
mancher 1' occasion di ritornare prossimament e a lung su
quest argomento; che I accuse mosse dall' incaricato d' affari
agli ebrei della Moldav1ia, non po suno colpire tutti gli ebrei
della Rumenia, giacchl lit Moldavia, a una frazione molto secon-
daria dell' intero regno rumeno. Resta cosi immutato il va-
lore della letter del Lazare i ed 6 logico che cosi sia, perch
la verit 6e nna sola. -


IONISTA. 57


A proposito poi del viagio di Bernard Lazare in
Ruinenia, llo sropo di proildere esiNtfa conoiiseen.z
delle condizinni degli Ibrii in qiunzsto paese, la Ga;-
zelta dell' Emilia riceve da Budaipest, quest interes-
sante e particolaroggiata corrispondenza:
< II Pester Lloyd pubblica la relazione di una interes-
sante intervista che un suo collaboratore ha avuto coll'il-
lustre pubblicista francese Bernard Lazare, che fu di
passaggio in quest giorni per quest capital, di ritorno
da un viaggio in Rumenia.
Ci6 che Bernard Lazare ha raccontato delle condizioni
degli ebrei rumeni 6 qualcho cosa di verainente rattri-
stante Credo frattanto non riescirh priva d' interesse ai
lettori della Gazzetta la narrazione dello scrittore francese
al college del Pester Lloyd.
< Circa tre settimane or sono egli disse io partii
da Parigi per recarmi a studinre sul post le condizioni
economiche e social degli ebrei della Galizia e della Ru-
menia. Questa cosa ha per me, e credo per ogni francese
anzi per ogni europeo occidental, un duplice interesse.
II primo punto di vista e quello del!'umanith. Si legge
a si senate parlare di una moltitudine d' uomini, che vi-
vono raccolti in piccole cittg, in proda alia pid grande
miseria fisica e morale.
Si legge e si senate parlare di continue oppression, di
persecazioni politiche cui smm esposte queste compassio-
nevoli creature. Al principio del secolo XX, pi1 di cento
anni dopo la grande rivoluzione francese, 6 qnesto un
fenomeno paradossale, e 1' uomo clit pensa devo chiedersi
dove risiedono le cause di quest fenomeno e per cquil via
si potrebbe p6r termite a questo male, che suona irrisione
a tutte le conquiste della modern umanith. 11 second
punto di vista per me 6 costituito dal fatto, che cqueto
proletariato ebraico 6 cacciato dalla miseria dal suo do-
micilio d'origine e viene lanciato lontano nel mondo e
costretto a portare in paesi stranieri non soltanto la sua
indigenza, ma anche la sua incredible mancanza di bi-
sogni e con ci6 le sue lievissime pretese di compenso.
Colla sorte di quegli infelici si connette adunque una
question di mercede operaia, ossia una question socio-
logica affatto modern.
Per studiare tutto questo sul luogo mi recai dapprina
in Galizia. Passai cola due settimane. Non molestato dalle
autorith. potei attendere ai miei studi e raccogliere molto
material prezioso. Potei constatare cho gli ebrei della
Galizia, pur essendo nel pieno possess dei loro diritti
politics, sono soggetti a molte miserie. Questa perb non 6
una question confessional e neppure political, ma una
question puramente economic.
Da Czernowitz presi la via della Rumenia. Dovrei anzi
dire: prendemno, poichc avevo acquistati comnpagni di
viaggio, tre agent segreti della polizia rumena che tene-
vano dietro ad ogni inio pass e che seguivano addirit-
tura la mia ombra. Cosi giunsi a Jassy. Nella popola-
zione non trovai alcuna traccia di antisemitismo Potei rac-
cogliere le mie informazioni, visitare le scuole e gli ospe-
dali, parlare tranquillamente cogli operai ebrei colpiti
dalla legge sugli stranieri, senza che la popolazione si ab-
bandonasse ad alcuna manifestazione hostile. La miseria a
Jassy 6 indescrivibile. Gli opera ebrei soffrono la fame
nel modo pit orribile. Sono abili lavoratori, diligenti e
virtuosi, eppure non possono assolutamente trovar modo
di occup;,re la loro forza muscolare e la loro capacity. La
miseria 6 scolpita sui lore lineamenti, sui lore volti pal-
lidi e macilenti 11 lore avvilimento i qualche cosa di de-
solante II fatto che uno straniero s' interessava di lore
aveva per6 destato in essi lite speranze. lc quali pur
troppo non potevano avere che pochissimo fondameuro.
Ad ogni mode, fu per me un conforto quello di poterli
consolare colla mia sola presenza.
Da Jassy mi portai a Bucarest, dove le chose procedet-
tero subito in mode piut burrascoso. L' albergo, dove io era
disceso, fu subito assediato da migliaia di ebrei colpiti
dalla legge sugli stranieri. La moltitudine veniva a me
piangente, si lagnava e si torceva le mani dal dolore. II
ritornello era sempre: << Siamo senza lavoro. Ad ogni istante
pub colpirci il terrible destine di essere cacciati coi no-
stri figliuoli e colle nostre masserizie. Ci si lascia soffrire
la fame, non ci si da lavoro, ci si caccia dalla zolla che
fu la nostra culla e dove sono sepolti i nostri padri. >
Anche qui visitai Is scuole o gli ospedali. Anche qui andai
nel quartiere degli ebrei, di strada in strada, di ca-a in casa
per osservare coi miei propri occhi le condition i di quests
povera popolazione calpestata e colpita a more. Ma ci6
non dur6 a lung. Le autorit& rumene videro di mal oc-









L' IDEA SIONISTA


ohio la mia comparsa e come straniero dovetti eaperimen-
tare che le autorit& rumene non solo non rispettano i di-
ritti umani degli ebrei indigeni, ma neppare it diritto
d' ospitalitA di uno straniero europeo.
II primo giorno di mia presenza in Bucarest i miei
conoscenti mi narrarono che venivano distribuiti per le
trade foglietti volanti, il cui contenuto era rivolto control
la mia persona e control la mia attivil a. Ho portato meco
uno di quei foglietti. h la pii vile istigazione che abbia
mai visto inchiostro da stamp. II pamphlet 6 sotto-
scritto: Gli student universitari rumeni. In esso viene
eceitata la strada a prender parts ad un meeting di pro-
testa e ad impedire a me magari colla forza di assistere
ad una conferenza, indetta per quel giorno, sulle condi-
zioni degli ebrei della Rumenia. Testimoni oculari mi
hanno assicurato che questo vile libello veniva distribuito
da poliziotti in uniform: gli student universitari non
aveano dunque che prestato la loro firm.
Ma avvenne ancora di peggio. Io mi trovavo a cola-
zione da un amico, quando si presentarono in quella casa
due inviati dell'autoritA superior, i quali a nome di
quest' ultima espressero il desiderio che io non assistessi
alla riunione indetta per quel giorno. Al primo istante io
rimasi stordito di tanta insania.
Come? Gli student rumeni che vivono a Parigi pos-
sono liberamente tenere riunioni, nelle quali si scagliano,
per esempio, control 1' Ungheria, e non vengono disturbati
da nessuno; ed io come francese non dovevo pretenders a
Bucarest lo stesso diritto che dalle autorith francesi viene
aceordato nel modo pih liberal ai rumeni che si trovano
in Francia ? Ma dope breve riflessione mi decisi di sod-
disfare il desiderio delle autoritA, il quale poi non era
propriamente un desiderio, ma un illegal commando: e
presi quest decision per un motive semplicissimo. Non
trattenendomi in Rumenia che per breve tempo, non po-
teva assumermi la responsabilita di un eventual spargi-
mento di sangue. Be fossi state stabilmente domiciliato in
Rumenia ed avessi perci6 avuto la possibility di subire
io stesso es conseguenze del mio operator, nessuna potenza
sulla terra mi avrebbe piegato a non intervenire alla con-
ferenza. La mia quality di straniero mi costrinse adunque
a non opporre alla pressione alcuna resistenza Acconsentii
frattanto, sperando naturalmente che ora le autorita sa-
rebbero soddisfatte e non mi avrebbero pih molestato. Ma
le cose andarono ben altrimenti.
Dinanzi alla casa dell'amico che mi ospitava si rac-
colse la moltitudine degli ebrei perseguitati. Per evitare
che si facesse chiasso, uscii inosservato per una port
lateral e mi recai all'albergo. LA appresi quanto segue.
Gli student avevano tenuto il loro meeting di protest,
dove s' erano tenute concioni control di me, s'.erano lan-
ciate nella folla parole di fuoco, s' era eccitata la plebaglia
ad assalire P albergo dove io mi trovavo. La polizia perb
non volle ohe le cose andassero tant'oltre. L' autoritA dove
riflettere che ad essa incombeva una grave responsabilit4
per la mia sicurezza. I poliziotti di Bucarest aveano, 6
ben vero, distribuito i foglietti volanti critti control di me,
ma al pensiero che la moltitudine aizzata col lore appoggio
potesse pormi le mani addosso, le autoritA rumene retro-
oessero intimorite. Non si pu6 impunemente better le
mani addosso ad un cittadino della Repubblica francese:
questo devono essersi detto quei signori, all'ultimo mo-
mento. La strada conducente al mio albergo venne frat-
tanto sbarrata dalla gendarmeria e i tumultuanti dovettero
ritirarsi senza nulla aver fatto. Per fare per6 qualche cosa
per la causa santa e perch la giornata non andasse del
.tutto perduta, i signori student s'avviarono al quartiere
abitato dagli ebrei, traendosi dietro la folla, e 14 furono
messe a saeco le botteghe degli ebrei.
Venuto a oonoscenza di quest cose, e ben oompren-
dendo ohe il mio viaggio di studio non poteva ohe au-
mentare ancor pii i dolori e oppression dei gih tanto
martoriati e perseguitati ebrei, decisi di partire. Alla no-
tizia della mia partenza, la desolate moltitudine degli ebrei,
usoi nelle trade, a diecine di migliaia d' individui. Colle
lagrime agli ochi quei miserrimi prendevano commiato
da me: ed io partii.
Nelle stazioni per oui il treno passava, sul territorio
rumeno, erano raccolte numerose masse di proletart ebrei.
Invano i notabili ebrei avevano telegrafato da Bucarest in
quests locality, che la popolazione ebraica era bene nel
proprio interesse, che non si mostrasse, al mio passaggio.
A Pitesti e a Craiova, dove il treno si fermn, le stazioni
erano addiritura stipate di moltitudini, che col semplice
eguardo volevano narrarmi tutta la loro orribile miseria.


Adesso mi trovo da alcune ore a Budapest, nella capi-
tale di un libero splendid passe, e con terrors ripenso
agli avvenimenti di cui sono state testimony in Rumenia.
Naturalmente io non lascier6 passar lisoia ]a cosa e a Pa-
rigi sapr6 proclamare ben alto i miei diritti di cittadino
francese. II nostro ministry degli esteri signor DelcassA
sari da me informato, come si tratta nel regno di Rumenia
uno straniero, nella oui patria i rumeni godono di tutta
la protezione della legge, e come le autorita rumene osano
amministrare il diritto internazionale. Qui a Budapest mi
son sentito sollevato da, un incubo, qui respire, in quest
bella Ungheria, dove regnano la liberty, uguaglianza e
la fratellanza e dove lo straniero 6 accolto con quella stessa
ospitalita, che noi accordiamo volontieri e cordialmente ad
ognuno nella nostra patria francese P.



MAIMONIDE

(Vedi numero precedent)
Mos blen Maimon nacque a Cordova nel 1135
da una famiglia per lunga tradizione dotta nelle di-
scipline talmudiche. II padre, matematico ed astro-
nomo, inspire al figlio fin dalla pif tenera eth una
vera passion per la scienza ed una nobilta di sen-
tire non comune. Quando nel 1148 gli Almoadi
s' impadronirono di Cordova ed intimarono ad ebrei
e cristiani di scegliere tra 1' islamismo, 1' emigrazione
o la more, i Maimonidi ripararono ad Almeria; ma
Sessendo caduta anche quest' ultima citth in potere
dei conquistatori e rinnovatesi le intimazioni, dovet-
tero ancora cercare asilo altrove ed andare per alcun
tempo errand di paese in paese, senza mai trovar
loco sicuro ove posare. E ancora inesplicato perchb
siensi da ultimo ridotti a Fez, proprio nel centro del
dominion degli Almoadi, che non tolleravano ne ebrei,
ne cristiani, e dove furono costretti a coprirsi del
manto dell' islamismo per sottrarsi ad una more
certa.
Queste dolorose vicende frattanto temperavano
sempre piu 1' animo gia forte dell' adolescent Mose;
egli chiedeva agli studi un conforto ai mali che af-
fliggevano lui ed i suoi e vi trovava quella filosofia
e quell' more della verita che gli valsero dappoi
il soprannome di Aristotile ebreo. Ad una vasta eru-
dizione accoppiava un' altezza d' animo insuperabile.
In lui, dice lo storico tedesco Graetz, il sapere, la
volonth, la fede e gli atti si erano fusi in un tutto
cosi arnonico da fame una personality illustre, spic-
catissima, brillante del piu vivido splendor nella
storia giudaica. Grave e serio, egli non cercava nella
vita la gioia e le distrazioni, ma le occasion di pro-
digarsi nell' operate il bene. Tutto cib che era vol-
gare, menzognero, artifizioso gli era profondamente
antipatico, fino a tenere in poco conto la poesia, che
a parer suo era finzione ed artifizio. Severissimo con
se stesso era buono e proclive all' indulgenza per
gli altri. Anche polemizzando, non abbandonava mai
la forma corretta e gentile, e come ogni uomo di
merito reale, era umile e modesto. A tutte queste
doti singolari faceva degna corona una fermezza di
carattere ed un'energia di volonta senza pari. NA
venture, ne patimenti, ne ingratitudine poterono mai
distoglierlo dall'andar diritto al suo fine, e si di-
rebbe che 1a dove gli ostacoli si facevano pil fieri
ed acerbi, la sua tenace natural pii s' infervorava
nella resistenza. Vagheggiava egli il grande ideale
di mostrare al mondo sotto la sua vera luce il pen-
siero biblico e talmudico, si da convincere del suo
alto valore non solo i correligionari, ma i filosofi
di tutte le confession. Con questo ideale fin dai
primi passi che egli calca nella carrier di pubbli-
cista, e ad un'eta in cui gli altri hanno appena
terminate gli studi, egli esordisce con una interpre-
.tazione original della Misohni, destando 1' ammira-
zione e lo stupore dei savi dell'epoca. E l'ammi-









L' IDEA SIONISTA


razione e lo stupore cresceranno in noi se rifletteremo
che questa prima elucubrazione fu pensata e scritta
durante le continue e forzate peregrinazioni de' suoi,
fra le pil dure alternative, le piu terribili ansie, la
pii tribolata ed incerta esistenza. Questo basta gia a
provare quale volonth di ferro, quale forza di con-
vinzioni animasse quello spirit immortal.
A Fez, il sentiment giudaico, da lunga mano
costretto a nascondersi sotto la maschera dell'isla-
mismo; veniva naturalmente affievolendosi; i pericoli
erano gravi, present sempre. All' incontro nessuna
speranza ne vicina ni lontana di redenzione brillava
sull' orizzonte; gli animi erano infiacchiti, e, come
se tanta iattura non bastasse ai miseri ebrei del Ma-
rocco, uno scrittore fanatico andava predicando che
coloro i quali fingendo di osservare I'islamismo,
adempievano poi secretamente alle pratiche giudaiche
dovevano essere trattafi da idolatri. Questo scritto
intollerante quanto impolitico nelle tristi condizioni
in cui versavano gli israeliti d'Africa, produsse un
effetto deplorevolissimo. Credendosi ripudiati dai loro
fratelli in Dio e sapendosi odiati e cercati a more
dai mussulmani, senza speranza di salvezza, si do-
mandavano se non era meglio liberarsi da tante
pene e cedendo alla forza, darsi definitivamente in
braccio al Corano.
Le cose erano a questo punto all'arrivo di Mai-
monide a Fez. Di cib profondamente afflitto, e ponendo
in non cale la sua personal sicurezza, egli risponde
pubblicamente al fanatico scrittore, dando novella
prova della lucidezza e della profondita della sna
mente. La trasgressione di alcune leggi religiose,
dice il filosofo, non costituisce un' apostasia. Viventi
i profeti, gli ebrei, quantunque adorassero gli idoli,
continuarono ad essere tenuti come rappresentanti
del popolo di Dio. Noi, continue, perch6 parla anche
per se), non commettiamo veruna idolatria: espri-
miamo una formola vaga, alla quale non annettiamo
importanza di sorta, e che pronunciamo, scienti i
munsulmani stessi al solo scopo d'ingannare un
padrone fanatico. E vero, il talmud ordina di morire
piuttosto di farsi idolatra, prescribe anche di subire
in date occasion il martirio piuttosto di trasgredire
una legge qualunque. Ma quelli che non hanno il
coraggio di affrontare la morte per la difesa della
religion non meritano castigo nemmeno dal punto
di vista talmudico e non cessano punto di essere
ebrei. L' uomo che pecca per forza maggiore non i'
colpevole; sotto la pressione della violenza 6 per-
messa anche 1' idolatria. Nel caso present esiste per
gli ebrei un' attenuante, la trasgressione non commet-
tendosi cogli atti, ma solo colla parola. Non si pre-
tende gia dai figli d' Israele di abiurare la loro re-
ligione, ma di confessare essere Maometto un pro-
feta. Fatta questa confession, sono lasciati press a
poco liberi di praticare internamente il loro culto.
Certo 6 meritorio subire il martirio piuttosto di ras-
segnarsi a tale dichiarazione, ma anche stand al
talmud non si ha il diritto di imporre tale sacri-
fizio.
Quest' autodifesa, se da un lato potrebbe essere
da taluno riputata di una sottigliezza alquanto di-
scutibile, dall'altro ci rivela 1'alto concerto della
prevalenza che il filosofo accordava allo spirit sopra
la forma; senza di cib, col carattere del Maimonide,
1' israelitismo non avrebhe tardato a contare un mar-
tire di piu ed un grand' uomo di meno. Del rima-
nente, questo scritto costituiva gih di per s6 un atto
di coraggio, non scevro da pericoli, che egli mirando
solo alla santith dello scopo che lo inspirava, pareva
persino sfidare; imperocch6 non si teneva pago a
questo incoraggiamento quasi clandestine, ma si pro-
digava e colla parola autorevole e coll' opera onde
rinfrancare i timidi, esortandoli alla perseveranza e
richiamare all' ovile le pecorelle smarrite, ed avrebbe
infatti pagato col proprio sangue questi atti temerari,
se non era 1 intervento di un distinto poeta e teo-


logo arabo, ammiratore del suo ingegno, che lo
salvb. Perb quella vita d'infingiinenti ripugnava al-
l' animo retto di lui e risolvette di uscire dall'equi-
voco, abbandonando Fez per recarsi in Palestina,
d' onde, dopo di aver sciolto un voto, pregando sulle
rovine del tempio di Gerusalemme, pass in Egitto,
ove ebbe il dolore di perdere il padre. La famiglia
viveva col frutto del commercio delle pietre preziose,
occupazione propria del fratello David, che sventu-
ratamente per6 poco dopo, in un naufragio, perdette
insieme colla vita tutta la fortune della famiglia.
Tanto se ne afflisse Mosd che ammalb graveinente.
Ma incalzava il bisogno: egli sentiva ormai di essere
1' unico sostegno della famiglia propria e di quella
del fratello, sentiva forte il sacro dovere di provve-
dere al loro sostentamento, e ripreso animo si dette
con ardore ad esercitare la profession di medico,
trovando pur tuttavia tempo per continuare e con-
durre a termine il grande comment della Mischna.
Ivi, come in tutte le sue opere, il Maimonide, primo
fra tutti applica il metodo scientific alle interpreta-
zioni del talmud, e si compiace assai, quando pu6
confortarle invocando principii tratti dalle inatema-
tiche, dall'astronomia, dalla fisica, dall' anatoinia,
dalla filosofia in genere.
Convinto del nesso esistente tra la scienza e la
religion giudaica, egli si persuade non essere il
giudaismo medesimo altra cosa che una lilosolia ri-
velata. Gli articoli della sua dogmatica sono senmplici:
Dio esiste, Dio 6 unico; P incorporeo ed iminln.lile;
6 eterno ed auteriore al create; 6 il solo degiio di
adorazione; uomini eletti furono animatli dallo spi-
rito profetico; Moseh fuil rniggiore di tutti; I:a Torn
6 d'origine divina, iinmutabile; Dio conosce tutti i
nostri pensieri, premia i huoni e punisce i tristi;
mandera un giorno il Messia e risuscitcorn i morti.
Questi i cardini della religion; questi i principii
che informant il comment della Mischnii, principi
che egli svolge e svolgera di poi in altre opere senza
mai abbandonare il terreno scientific, anzi sorreg-
gendosi sempre colla logical, colla filosofia.


(Continua)


Prof. G. lYGI.lEcll.


ONORANZE CONIGLIANI

Nel nome di Carlo Conigliani, si sonI svolte in
questi mesi nei circoli sionisti italiani, nove e v;lide
affernazioni dei nostri comuni ideali, che abbi;imo
creduto doveroso notare, come tributo di onore e
di affetto per il nostro povero amico e come inci-
tamento a raccoglierci serrati per la victoria delle
nostre vere aspirazioni. Dando termine col present
numero a questa dolorosa rubrica, noi volgiamo
ancora un memore e affettuoso salute a Colui che
fu nostro maestro ed amico, ripetendoci 1' augurio
di poter renderci degni della sua incancellabile
memorial.


Alla Fratellanza Israelitica di Ferrara. il nostro
Avv. F. Ravenna, commemorava cosi Carlo Coni-
gliani:
Signore e Signori,
. . . . . . . .
II mio salute doveva suonar oggi piih lieto ancora:
io doveva annunciarvi che il Prof. Cav. Carlo Coni-
gliaui, 1' illustre Presidente del Circolo Sionista di











L'IDEA SIONISTA


Modena, accogliendo con cortesia pari al suo intellettto,
il nostro invite, ci avrebbe onorati della sua eloquente
e coraggiosa parole.
Ma sventuratainente la promessa non doveva avve-
rarsi! 1I 6 dicembre, una crudele, improvvisa malattia
lo strappava all'adorata famiglia, alla scienza, all' af-
fetto nostro Quel che pochi mesi fa sembrava un
miracolo di attivita, d' energia, di generosi sentiment,
svani come un bel sogno: io, ancora sbigottito, mi
domando se sia veramente spent per sempre quel-
1' eletto ingegno che si era elevator tanito nell' estima-
zione general, che tante speranze aveva fatto concepire!
Carlo Conigliani, dopo aver studiato con onore alla
University di Modena, vi rientrava, giovanissimo an-
cora, quale Professore di Scienza delle Finanze.
Aveva saputo dare all' insegnaniento una forma si
geniale che gli student seguivano con entusiasmo le
brillanti sue lezioni, presi ad un tempo da affetto per
la Scienza, e da venurazione per il Maestro.
N6 le cure della cattedra Lo distoglievano dalle
pubblicazioni scientifiche; chi anzi in parecchi pode-
rosi trattati sui pubblici tributi acquistava nuova ri-
nomanza: anche recentemente il Ministro che os6 ten-
tare una radical riforma del sistema tribntario in
Italia chiamb Carlo Conigliani a coadiutore, a con-
sigliere.
Voi credete forse, giudicando con criteria normal,
che la Scienza, cui tanta part di s6 aveva dato, che
la famiglia gentile che circondava di dolcissime ca-
rezze fossero sufficenti a riemnpire la vita di Carlo Co-
nigliani.
Egli non si teneva pago ancora! Partecipava con
assiduitA ed more al Consiglio dell' Universita Israe-
litica di Modena, si occupava dei piii important uffici
della comunione, e presiedeva infine con giovanile en-
tusiasmo a quell' Associazione Sionistica.
Io, che al par di Voi, assist tutti i giorni alla
quasi general indifferenza per tutto quello che sa di
israelitico, ammiravo come Carlo Conigliani, che da
parecchi anni viveva nell'ambiente Universitario, che
facilmente prevedeva Gli si sarebbero presto dischiuse
le porte del Parlamento Nazionale, che era gia stato
chiamato per consiglio da un Ministro del Re, potesse
desiderare la modest carica di Presidente di un Cir-
colo Sionista in Italia: nobilissima ambizione!
In questo precisamente eccelleva! Egli che stava
per raggiungere le piii alte aspirazioni di un' eletta
intelligenza nella vita civil, sentiva 1' onore di asso-
ciare ii suo nome gia rispettato e temuto al nascente
Circolo Sionista di Modena.
Carlo Conigliani, si ribellava all' idea del martirio
cui da secoli sono condannati gli Ebrei, e ascrittosi
con entusiasmo tra i Sionisti, aveva concepito un pen-
siero geniale e grandiose insieme: nel Sionismo aveva
intravisto non solo 1' adempimento di un dovere di
solidarietA degli ebrei tutti verso i correligionari che
da secoli sono senza patria e che aspirano ad averla.
Egli nel Sionismo aveva trovato il mezzo per ricon-
durre le schiere israelitiche alle tradizioni israelitiche,
ii mezzo per cui noi, che una patria abbiamo, conqui-
stiamo ancora quell perfetta uguaglianza morale, che,
ci si assicura, esista, ma che sventuri'lainente, ad ogni
pi6 sospinto, sentiamo che per noi non v' ancora:


e quest uguaglianza morale il prof. Conigliani voleva
acquistassimo non con vili dedizioni, ma con proclamar
alto a chiunque, e sempre, esser nostro, la nostra
origin, le nostre aspirazioni!
Questo voglianio noi Sionisti che in Carlo Coni-
gliani ammiriamo il nostro duce. Sia onore a Lui!
II pensiero del compianto prof. Conigliani rivive
oggi nell'associazione che da Lui prende il nome, in
quei giovani che, He sono certo, continueranno la pa-
cifica lotta, seguendo la via che Egli ha magistralmente
tracciato.



Notiamo qui, soltanto le principal necrologie
porlate dai gioniali sionisti, ebraici e scientific:

1). Die Welt ( N. 8) La Direzione.
2). L' Echo Sioniste ( N. 2) F. Ravenna.
3). Archicvs Israelites L. Ravenna.
I). Corricre Israclitico (N. 8-1901) G. Cammeo
e rag. A. Donali.
5). V'ssillo Israelitico (N. 12-1901) Rabb. G. Cam-
meo e Direzione.
6). Giornale degli EconomistS ( Dicembre 1901) -
La Direzione.
7). Giornale degli Economisti (Gennaio 1902) -
Achille Loria.
8). Rivista italiana di Sociologia ( Fase. 5"-6)
Augusto Graziani.
\ 9). La Critica Sociale (N. 24) Filippo Turati.
10). La Bilbrma Sociale Luigi Einandi.
11). The Economic Journal London March 1902.
12). Annuario della R. University di Modena 1901.


LIETI SINTOMI?


La Tribuna riceve da Pietroburgo in data
27 u. s.:
< Questo Ministro della agricoltura ha costi-
tuito una commission coll' incarico di studiare
la migliore organizzazione delle colonies israeli-
tiche nella Russia meridionale ,.



I Signori Abbonati, che ancora non lo
avessero fatto, sono vivamente pregati di
mettersi al pii presto in pari con la no-
stra Amministrazione.


Rag. AMEDEO D)ON ATI Responsabile
Modena, Tip. degli Operai (Societ-"Anonima Cooperativa)


L __ 14











ANNO IT.. MODENA, AGOSTO-SE'YrEMBRE 1902 NUM.0 8-9


IDEA


10NISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA
FONDATA DAL PROF. CAV. CARLO A. CONIGLIANI


ABBONAE.VTO ANNSUO. ... .L. 2,00 ADESIONI e CORRISPO.VDENZE al Signor
PER L' ESTERO . . . .. .. 3,00 BENVENUTO DONATE M[ODE.A


SOMMARIO: II Sionismo e il Sultano.- L'emigrazione gin-
daica, TEODORO HERZL. Gli Ebrei in Rumenia (A proposito
di Zina pubblicazione, A. SULLAAM La C'orda Fratreas e la
qui'tioe rumena, RED.). Assimilazione ?. n. ,a F l e ,
R. P. MDENA Note sparse. Quadri della vita giudaiva
UI. Gli Ebrei at (airo e. in Persia, Gt.). Maimonide. prof. (.
PUGL1ESE. La Conforenza di Minsk, BAGuwUv. Bararioc Mo-
dernl I dall'Avanti!). L' intervento delle Potenze a favor
dcegli ebrei rumeni.

IL SIONISMO E IL SULTAN

La Well, in data 8 Agosto, pubbllica ii sq'giiiile
,'inunicato ulficiale, che viene riiprodotto dai gior-
nili sionisli:
Vienna, 7 IAosto 9!)0.
Dopo una permanenza di dieci giorni, i signori
dottor Herz], president del Congresso sionista, e
I). Wolffsohn, president della Jewish Colonial Trust,
sono parliJi .d4 Costantinopoli, dove si erano recati
il '22 luglio u. s. dietro invito rivolto loro telegrali-
crinente da S. M. ii Sultano.
II dott. Herzl fu trattato con molta deferenza e,
durante il tempo del sno soggiorno nella capital
liurra, fu ospite del Sultano.
Le tIrattative furono questa volta condotte, per
liarle lurca, da S. A. il gran vizir Said-Pacha, dalle
L, L. Eccellenze Thasin Bey, primo segretario del
Sultano, Ibrahlim Bey, gran maestro delle cerinionie
e dragomanno del divano imperial, Aarif Bey, can-
celliere del Sultano.
11 dott. llerzl ebbe due lunghle conference; col
grand vizir e giornalinente si trattonne in parecchie
sedute coi rappresentanti del Sultano: prepare inoltre
in quei giorni parecchie relazioni in francese, che
furono subito sottoposte, nella traduzione turca, ;Il
Sultano. In quest rapporti, Ilerzl dichiar5 gli ideal
del Sionismno a formuMl le clausole per la coloniz-
zazione giudaica di una parte della Palestina e di
ancora altri territory dell' Asia NMinore, in base ad
una Charter.
Queste propose furono a lingo considerate da
part turca. Quindi il Sultano fece ripetere al dolt.
llerzl, per mezzo dei suoi rappresentanti, l'espressioni
della sua simpatia pel popolo giudaico; ma le condi-
zioni che S. M. si rostri disposta a concedere a una
"olonizzazione giudaica non potevano essere accolte
:'ome sunficienti pel nostro progranima sionista.
Le trattative sono dunque anche quest volta ri-
Iaste senza risultato. Cio nonostante ii Sultano ri-
peIt al dott. Herzl segni non .d.hlbi di stima e sim-
patia; ni i buoni rapporti sono in alcuu modo al-


terati. Noi dobbialno quindi riporre liducia cie i
vantaggi rappresentati dall' inimigrazione giudaica
nel modo delineato dal nostro programnina, cioi ha-
sara su una colonizzazione sistlllatica gitirilicailelntli
tulelata, saranllo coinpresi iln lutta la loro esltension
dal governor turco.
Per questo inoiento I' organizzazione sionista lia
il dovero: di contain are senza interruzione nell' opera
di propaganda a di seguitare a raccogliere nlezzi In-
feriali. Piti il nostro moviiiento sari at lt all' azione,
pitl presto e sicuraiiiente raggiungera il sno scopo.


A questo proposito, la Gazzctta del Popolo di To-
rino, pubblicava sotto il titolo < Prossimo trionfo
del sionismo? > la seguente corrispondenza da Co-
stantinopoli, in data 23 Agosto, che ia fatto ifgiro
dei nostri giornali politics.
< (S.) Tristi tempi corrono per il proletariato
ebraico. Dalla Rumenia emigrano centinaia e cen-
tinaia di affamati israeliti, ai quali una nuova legge
crudele toglie la speranza di trovar lavoro.
In Russia la persecuzione degli ebrei e ricomin-
ciata su vasta scala. Essi vengono fatti responsabili
del falto che Hirsch Zekkert, colui che attention alla
vita del general Wahl, governatore di WVilna, era
un ebreo. mnoltre molli degli arrestati politics di
questi ultirni tempi in Russia sono ebrei.
Tntto questo contribuisce a far rivivere 1'odio
religioso ufliciale sulla Neva. L'antisemitismo in-
fierisce oggi in Austria come in Francia, in Ger-
mania come in Olanda.
E quello che e pili curioso, esso si sfoga, aiu-
taLo potentemente dal clericalismo, unicamente con-
tro i proletari della razza errant. L'antisemitismo
S1' avanguardia del papismo.
II Vaticano -- che non ebbe mai il coraggio di
biasimare 1'odio di uomini control uomini, odio de-
littuoso di front ai precelti cristiani aiuta e in-
coraggia pin o meno palesemente il movimento an-
tisemita,perchb, dicono le sottane nere del a partito >,
esso serve a tener alto il sentiment cristiano.
In un solo paese oltre 1' Italia -- 'antisenii-
tismo non ha mai potuto mettere radici, e quest 6
1'impero ottoman. L'affinita di razza, il fatto the
gli ebrei turchi non si occupano neppure lontana-
mente di political e anche la loro laboriosila a
Salonicco solamente ci sono 65 mila lavoratori ebrei,
molti dei quali facchini del porto -- fanno si che
il turco non sia antisemita e non pensi neppure ad
esserlo.
In Palestina esiste una vasta colonia di ebroi
orticoltori; in Macedonia coltivano il tabacco, iielle"
citta si occupano del commercio dei tappeti.


ANNO II.'


MODENA, AGOSTO-SETTEMBRE 1902


NuM." 8-9











62 L' IDEA SIONISTA


I sionisti, che vorrebbero eolonizzare la Pale-
stina e altri punti dell'Asia Minore coi proletari
ebrei sofferenti fame e persecuzioni, specialmente
in Russia e in Rumenia, si sono rivolti al Sultano,
fondando, come sapete, una Societa colonial ebraica
e una Banca che ha sede a Londra, second il pro-
granmma del quasi miliardario barone Hirsch.
Sino a poco fa le risposte del Sultano furono
contrarie alle sperauze del sionismo. Abdul-Hamid
diffidava.
Temeva che gli ebrei, una volta amnmassati in
un punto del suo desolate inpero, si meltessero in
test di far rivivere 1' antico regno d' Israello, a sca-
pilo dell' impero ottomano. Oggi pare che i sospelti
e le diffidenze del Sultano siano scomparsi.
II noto sionista, dottor Teodoro Herzl, pubbli-
cista viennese e redattore delle Neue freie Presse,
in quest ultimi anni ricevuto parecchie volte dal
Sultano, che intrattenne appunto sulla question,
ebbe ultimamente, con sua grande sorpresa, un di-
spaccio del Segretario di Yildiz-Kiosk, Ibrahim bey,
il quale lo invitava a recarsi a Costantinopoli, in
nome del suo signore e padrone. Herzl part subito
ed ebbe delle lunghissime quotidiane conference
sulla question sionista col gran visir Said pascia,
coi segretari del Sultano e con parecchi ministri.
Invitato a spiegare con tutti i dettagli le sue idee,
Herzl stese un memorial in francese, memorial
che venne subito tradotto in turco e presentato al
Sultano.
I turchi hanno fiutato un serio affare. 11 terreno
ceduto agli agricoltori ebrei verrebbe comperato
dalla banca colonial ebraica, la quale costruirebhe
a proprie spese fattorie, case, interi villagi. Ancora
la decision non 6 venuta. Political turca e sempre
stato it temporeggiare. Tuttavia la question sio-
nista si B gia messa sul terreno dello sviluppo e
dell'applicazione pratica: Herzl spera il trionfo in
nn avvenire prossimo.
Un iradd del Sultano scioglierebbe la question e
porterebbe a compimento ii progetto.
Qualche potenza appoggia seriamente le idee
sioniste...... L'Inghilterra appoggia per tradizione
umanitaria. L'unico diplomatic che protests a Bu-
carest control la nuova legge operaia antiebraica,
contraria al trattato di Berlino, fn il rappresentante
inglese.
La Russia appoggia in segreto il progetto della
Society colonial ebraica per liberarsi dalla enorme
nmassa proletaria israelitica nelle province central
e meridionali; e 1' Austria non vedrebbe certo mal
volentieri scomparire dalla Galizia gli emigrati ehrei
che desolano colla loro miseria. Anche per quest,
oltre al bisogno di danaro delle affamate casse tur-
che dello Stato, tutto dice che il cosidetto sionismo
6 vicino al success ,.



La narrazione particolareggiata di questo im-
portante avvenimento, corredata dall' impression
ricevutane sul luogo stesso da persona che non potra
esser certo tacciata di parzialith, sono in sB stesse
cosi espressive, che noi potremmo esimerci da qual-
siasi ulteriore comment.
II convegno cui il Sultano ha invitato ii dottor
HIerzl ha messo finalmente sul tappeto, in modo
esplicito, le proposte che i Sionisti attendono di ve-
dere accolte dall' Impero Ottomano ; e se circostanze
che non ci sono ancora note, hanno impedito che
per ora le py.atiche raggiungessero un risultato de-
finitivo, pure, dal comunicato del Capo del movi-
mento eionista, si rileva can evidenza, come ease


abbiano ormai assunto tale indirizzo da permeltere
di credere che le divergenze, non ancora risolte,
saranno certamente appianate in un non lontano
avvenire. Pensare che, nel breve volger di pochi
anni, 1'ideale sionista possa raggiungere la sua com-
pleta effettuazione, sarebbe mostrare di non aver
coscienza della sua importanza e delle difficolta che
esso e destinato ad incontrare, per superar le quali
occorrerh ancora ferma costanza e inalterabile fiducia.
11 risultato odierno e certamente notevolissimo
e ci giunge forse insperato. Per ora a noi non
rimane che registrar il fatto, attendendo, fidenti
nella illuminate attivilt di Teodoro Herzl, che di-
mostra in ogni so atlto di essere guidato da quella
che costituisce la supreme ragione del nostro mo-
vimento: 1' interesse del nostro proletariato, la sorte,
in altre parole, della grande maggioranza del Giu-
daismo.
L' organizzazione sionista deve accogliere 1' in-
citamento di perseverare senza interruzione nella
propaganda, destinata a vincere le ultime diffidenze
e ad acquistare al pacifico e umano intent sempre
nuovi aderenti. -- Nel prossimo convegno di Vien-
na le dilucidazioni che a proposito di questo avve-
nimento saranno ancor date da Teodoro Herzl var-
ranno a corroborare ne siam certi il nostro
pensiero, che, mercer le ultime pratiche iniziate col-
1' impero turco, il sionismo si e avviato verso quel-
lo, che, osservatori forse troppo ottimisti, hanno gih
preconizzato come il suo prossimo trionfo!
D.



La Rivista < Ost und West >, edita a Berlino, scrive a
questo proposito nella sua rubrica < Revae der Presse >:
< I1 Wscohd di Lemberg, di regola sempre bene e fedel-
mente informato intorno ai particolari del nostro movimento,
pubblica una notizia molto strana circa le condizioni, che il
Sultano avrebbe proposto ai sionisti e che il dott. Herzl cre-
dette opportune di non accettare. In questo articolo apparso
nel numero del 29 Agosto u. s. del << Wschod si legge:
o Come 6 stato annunciate, la visit fatta da Herzl al Sul-
tano non ha avuto per noi un esito definitive. II Sultano,
per vero, si mostr6 disposto alla concession di una Charter,
ma alla condizione che gli emigranti divenissero sudditi
Turchi. Una tale condizione 6 inconciliabile coi principi
fondamentali del sionismo e non fa meraviglia che il dott.
Herzl dinanzi ad essa si sia ritirato: cosi avrebbe agito ogni
sionista cosciente. A noi sembra impossible che tali pretese,
sia pure da una minuscola parte dei sionisti, possano essere
messe innanzi una Charters senza riconoscimento dell' im-
pero Ottomano! Ed 6 anche incompatible come il < Wschod ,
possa stampare una tale notizia; sicch6, senza che si faccia
a lungo aspettare, atteudiamo una spiegazione da parte uffi-
ciale. > L' Israelitische Rzundschau dopo aver riportato le
parole dell' Ost und West, aggiunge: < Noi siamo autorizzati
da part autorevole sionista a dichiarare che le informazioni
e le osservazioni del Wschod non sono conform a verita.
Ci6 ci esenta per tanto di attaceare per parte nostra il Wschod
per le sue inesatte informazioni, centre sottoscriviamo alle
giuste osservazioni dell' Ost und West. >










L' IDEA SIONISTA


) ter inso
S emigrasioie giuaaia ciale, da
per 1'in
posso coi
Ecco la relazione presentata in iscritto da Teo- mission
doro Herzl alla commission reale per 1'immigra- frontarla
zione inglese, e che fu letta prima dell'interroga- della citt
torio di cui i nostri lettori conoscono gih un notevole A qu
saggio. che so, 1
Sebbene suddito austriaco, dimorando, saranno alla Com
sette anni, a Parigi, fui cosi profondamente impres- che le qi
sionato dalla condizione degli Ebrei in Europa, che di second
d'allora rivolsi la mia attenzione alla question gono a ci
giudaica e pubblicai un opuscolo dal titolo: Lo Stato gia ho di
giudaico. da pregi
Mi sia permesso qui di notare, che non era stala difenders
mia prima intenzione di pubblicare uno scritto sulla qui oper
questione.o di mettermi a capo di un movimento le voci
politico; tuttavia, avendo messo a part delle mie grazione
idee molti ebrei fra i pia influenti, e avendo notato senza di
che essi erano esposti a quei medesimi pericoli che desiderio
io appunto prevedeva giacche non scorgevano le Vi so
nere nubi che si addensavano all'Oriente mi spiegano
decisi di dare alle stampe l'opuscolo succitato, da degli ebr
cui derive il movimento sionista. II primo Con- Perm
gresso si raduno a Basilea nel 1897, e di esso fui taggi ma
eletto president: carica che mi venne confermata immigrai
nei Congressi seguenti. La direzione del movi- quelli m
inento mi melte cosi in relazione con tutti gli cbrei vita e u
del mondo, e, di conseguenza, mi dh modo di esse:e non sonu
dettagliatamente informato di tutto quanto riguarda loro vero
ii giudaismo. Non s
Mi dole quindi dover affermare che oggigiorno questo pa
la situazione degli ebrei e peggiore di quel che All' infuc
fosse sette anni or sono, allorquando pubblicai il testimony
mio opuscolo. E, senza cercare la prova di ci6 gli emigr
tauto lontano, prima d'ora non si era certamente industrio
sentita la necessity reale o imaginaria di istituire che se es
una commission che studiasse il problema della che rigua
immigrazione straniera in Inghilterra. Senza tale che
vantanni, posso dire che gih prevedevo la nascita deve spec
della question giudaica anche in questo paese, zione si
quando scrivevo: < La question giudaica esiste do- lo not
vitiiiue gli ebrei vivono in numero considerevole. per trova
Nei luoghi dove di essa 1non si ha sentore, l'intro- che indui
duoiio appunto gli ebrei imm;grandovi. trie; anc
<, E' natural che essi si dirigano l1 dove non litare, es
vi ha pericolo di persecuzione, ma non vi sono nel loro
neppur piunti che gih questa comincia. Questo prenderh
fatto si ripete in tutti i paesi, anche i piu civiliz- attaccati a
zati, la Francia compresa; e si trascinera insoluto la loro c(
fino al giorno in cui sarh risolto su una base po- il nome
litica. Gli ebrei poveri introducono attualmente medioevo
1' antisenitismo in Inghilterra; ed essi 1' hanno gia nonimi
fatto sorgere in America ,. riguarda
II fatto che, per la prima volta dopo Cromwell, Tuttav
un certo numero di ebrei vive in Inghilterra, B la abandon
causa reale della riunione di codesta commission. sua condi
- Coloro che negano cib, sono, voglio crederlo, terra voi
perfettamente sinceri: ma quadido essi protestano question
control I'immigrazione straniera, non si rendono paese di
conto della causa reale dello loro querele. Hanno io ne soi
coscienza del loro male e lo indicano col dito! stadio. 11
Io penso che il solo fatto di nominare codesta com- accenno,
mission, ha dato origin a una condizione non e ci6 gra;
certo live. In conclusion: come sauzione dei critiche c
suoi lavori, la commission dovrh o proporre una signor Ar
legge restrittiva o non approdare a nessun pratico grazione
risultato. Nel caso della prima ipotesi, se esso viene si limita
accollo dal Parlamento, l'Inghilterra fari dono di credere -
quei grand principi di giustizia di cui era privi- liberal ai
legiata; sebbene, ad ogni modo, io credo che questo Ho letl
tentative di espellere i poveri ebrei non potra rin- a 58,000 i
scire a nessun effettivo risultato. -- Nel caso poi in Ameri
della second ipotesi, ii solo fatto che la Commis- fortante,
sione si sia radunata, infonderh novello impulse al- ria e la
1' immigrazione in lughilterra; da tutto cid risul- fatti segn


mnma quasi una specie di comunicalo uffi-
cui si apprenderh qual paese favorevole
imigrazione sia 1'Inghilterra. lo non
nsiderare la question sottoposta alla Com-
come di poca importanza; ne posso con-
con quella che concern in qual quartiere
h gli immigrant devono abitare.
esto proposito, io ho poco a dire: quello
'ho appreso dalle deposizioni fatte dinanzi
inissione; e mi sono fatta la convinzione,
iestioni di domicilio sono, per la piu part,
laria importanza, e che le forze che spin-
ombattere ii giudaismo, sono soltanto, come
etto, < forze risultanti da gelosia di mestiere,
udizi ereditari, da un preteso bisogno di
i *. E anche queste forze sono quelle che
ano. Dissimulatelo pure, se volete, ma
che reclamano la limitazione della immi-
straniera non sono motivate che dalla pre-
un numero considerevole di ebrei e dal
di non vederli accrescere.
no state presentate testimonianze che vi
i motivi deterninanti dell' immigrazione
ei oriental in Inghilterra e in America.
ettetemi di dirvi che non sono gih i van-
teriali che essi possono attendersi da quest
zione a spingerli a questo pass, bensi
orali: il desiderio di avere finalmente una
na coscienza liberal, beni che agli ebrei
o concessi nell'Europa orientale: ecco il
Sincentivo.
petta a me il dire se 1' immigrazione in
Lese apparisce pifi o meno desiderabile. -
ri di ogni altra considerazione, io sono un
o parziale: e giustamente. Perched sebbene
anti ebrei posseggano virtui particolari, siano
si, sobri, economic, non sono accolti meglio
si possedessero i peggiori vizi. Per ci6
rda la question giudaica e 1'Europa orien-
ospitando il maggior numero di ebrei,
ialmente preoccuparci! Ora qui la situa-
pepgiora di giorno in giorno.
n he bisogno di rivolgermi alla Rumenia
re un doloroso esempio di quel metodo,
ce gli ebrei all'abbandono delle loro pa-
he quando hanno prestato ii servizio mi-
si sono considerati come stranieri quivi,
paese di nascita! La Commissione com-
come gli ebrei pilu di tutti gli altri siano
lle loro casucce. Questo fatto rende quindi
ondizione ancor pif tragica. Una volta,
Elend significava nell'antico tedesco del
miseria e esilio: da quest'epoca questi si-
sono rimasti uniti, soltanto per quanto
la sorte degli ebrei.
'ia non bisogna poi credere che 1' ebreo
i il suo paese natale, dal moment che la
zione si rende disgraziata, e qui in Inghil-
vi troviate a dover far front al vivo della
. Al contrario io mi rallegro col vostro
avere iniziato una inchiesta, allorquando,
io convinto, non ne siamo che al nrimo
numero considerevole degli ebrei, cui io
si accresce certamente di giorno in giorno,
zie all'immigrazione che si svolge in tali
ondizioni: e io noto infatti che lo slesso
rnold White non vuole impedire 1'immi-
di person vittime della persecuzione. Se
1'iminigrazione cosa che io non voglio
si lascera quindi ad ogni modo 1'entrala
nostri fratelli dell' Europa orientale.
to che il signor Llewelling Smith calcolava
I numero degli ehrei che hanno immigrate
ca l'anno passato! Questo numero 6 scon-
?oiche esso permette di valutare la mise-
crudelth, fra cui essi vivevano ed eran
o nel loro paese natale, ricordando che










64 L' IDEA SIONISTA


l'esilio degli ebrei non e come quello delle altre
nazioni, limitato a pochi anni: esso e a vita.
La question quindi che vi e sottoposta e certa-
mente pii important per gli ebrei che per i popoli
press i quali essi vivono: e la soluzione interessa
soprattutto questi, centre gli altri si linitano sol-
tanto a parteciparvi.
Io vedo bene che, per rimediare a questo male,
si i proposto di disseminare, di disperdere il nostro
popolo riducendolo ad abbandonare 1'Est-End di Lon-
dra e a stabilirsi negli altri distretti dell'Inghilterra.
Mi sembra che codesti siano rimedi assai rneschini
e a questo proposito divide pienamente il pensiero
del signor Greenberg espresso nella Jewisk Year Book
di quest'anno, che cio6 se il male oggigiorno si
limit a un distretto, qualora il progetto succitato
dovesse prevalere, esso si estenderebbe necessaria-
mente a molti distretti. Sarebbe mostruoso che fos-
sero gli ebrei stessi a cercare di escludere i loro
fratelli da alcuni luoghi: essi, da principio, segui-
vano la stessa political di coloro che propugnano la
restrizione nell' immigrazione straniera.... Io non
posso dire di esser sorpreso della disperazione rive-
Inta da quest tentative di ripartizione locale degli
elrei; disperazione che si 6 impadronita delle stesse
corunit israelitiche inglesi.
Nei numerosi discorsi tenuti da me e dai iniei
amici in Inghilterra, io ho avvertilo gli ebrei in-
glesi di non lasciarsi cogliere impreparati da uno
stato di cose che essi speravano non si sarebbe mai
avverato. Ma ci6 che mi meraviglia 6 la grandezza
della disperazione e la noncuranza di ogni prepa-
razione, che ha permesso appunto di proporre come
rimedio al male present, la ripartizione locale. -
La ragione si 6 che questo progetto 6 il prodotto
della beneficenza giudaica, che si B sempre rego-
lata come nel medioevol I portati della vita modern
non sono da essa conosciuti.
Una volta la beneficenza giudaica aveva per scopo
di venire in aiuto di coloro, che, ridotti dalla per-
secuzione a prendere il bastone del mendicante, si
mettevano in cammino, elemosinando di luogo in
luogo: ben si sapeva come colui che offriva l'aiuto,
da oggi al domani avrebbe potuto divenire, lui
stesso, un mendicante. Tutti gli ebrei erano fratelli
nella sventura: ma in quest'epoca la via che 1'ebreo
emigrante aveva giornalmente da percorrere con la
sua famiglia non era che di qualche miglia: l'a-
into quindi non abbisognava che per questo breve
tragitto. Oggigiorno invece i mezzi di comunicazione
hanno modificato il sistema, di modo che, per e-
sempio, i filantropi di Londra hanno il dovere di
contribuire all' invio degli emigranti ebrei dalla
Russia in America; e quindi le some destinate
ad aiutare ed indirizzare questi disgraziati, bastano
appena al loro sostentamento. Tale 6 il caso ancora
degli ebrei rumeni rifugiati in Inghilterra, che fu-
ron accolti con le parole x bisogna ritornare nella
vostra patria > una patria in cui son trattati come
stranieril Ci6 vi dimostrera che la beneficenza e-
braica ha fatto bancarotta.
11 compito della beneficenza giudaica sarebbe
quello di migliorare la condizione degli ebrei: ma
quando in luogo di migliorarla, la peggiora, essa si
squalifica!
A questo si aggiunge il progetto di assimilazione.
I fautori di esso vorrebbero effettuarlo col mezzo
del matrimonio misto, a che i ruscelletti della
nostra razza vengano a disperdersi nel gran tor-
rents delle nazioni fra cui essa vive. Per
quanto riguarda il matrimonio misto, la question
i dubbia. Anche se l'ebreo vi fosse disposto sup-
posizione molto azzardata! come si pub soltanto
supporre che person che non ci tollerano neppure
come vicini vogliano accoglierci come membri delle
loro famiglie? Parlando di matrimoni misti, in
questo senso, e necessario pensare che questo me-


todo venga universalmebTie accettato e non gia in
casi singoli. .- Ma prima di introdurre il matrimo-
nio misto, la situazione degli ebrei dovrebbe mo-
dificarsi; occorrerebbe almeno che, nel mondo in-
tero, si nutrissero a loro riguardo altri sentiment
di quelli che domninano al present. Ora, il giorno
in cui si stimasse a si alto grado il valore degli
ebrei, si considererebbe questo valore come una
particolarith special che ha il diritto di esistere e
ci si consentirebbe il nostro posto legal fra le nazioni.
Che se noi contraessimo matrimoni misti prima che
la society fosse disposta ad accoglierci, non faremmo
che aggravare la nostra condizione, acuendo quei
sentiment ostili che cercano di allontanarci dalle
famiglie non giudaiche. Che se noi contraessimo an-
coracodesti matri moni quando ]a society fosse pronta
ad accoglierci, ci6 non sarebbe piui necessario: noi
annulleremmo un popolo, che il mondo avendo
imparato a conoscere, a rispettare, sarebbe deside-
roso di vedere snssistere. Io ho faltto per un mo-
mento I'ipotesi che il giudaismo sia disposto a con-
trarre matrimoni misti: ma esso invece li riguarda
con avversione, anche quando la persona che sposa
un ebreo o un'ebrea diviene alla sua volla ebrea o
ebreo. Si arriva quindi naturalmente alla soluzione
da me preconizzata nello Stato giudaico.
lo non ripetero qui nei medesimi termini e con
gli stessi deltagli quanto allora ebbi a scrivere,
anche forse, qua e la, senza sufficient conoscenza
di alcuni argomenti. Ma l'essenziale resta. La
soluzione della question giudaica consist nel rico-
noscere all' israelitismo la facolta di trovare un asilo
legal, in cui naturalmente emigrassero quegli ebrei
che sono oppressi e vi fossero accolli come cittadini
non cone stranieri, pel fatto stesso che sono ebrei.
E' questo 1' unico mezzo di allontanare dall'lnghil-
terra e dalla America la corrente degli emigranti,
dirigendola verso un paese in cui, in luogo di co-
stitlire un pericolo pel loro numero considerevole,
vi fosse posto per tutti. Si faccia dunque agli
ebrei una condizione legal, come popolo; e io sono
convinto della nascita di una educazione specific
giudaica che assicurerebbe lo sviluppo del carattere
e delle aspirazioni antiche nazionali, cooperando al
progress dell'umanitA.
Pui essere che io mi allontani dal tema su cui
dovevo riferire, ma se io rivolgo l'attenzione della
Commission su questo punto, 6 perch sono con-
vinto che il problema ad esse sottoposto non potri
essere risolto che accettando il succitato principio:
bisogna allontanare dall'Europa occidentale il tor-
rente di emigranti che vi si dirige e che sempre
si accresce.
Gli ebrei dell' Europa oriental non possono pif
seguitare a vivere dove si trovano: dove dunque di-
rigerli? Se non li si vuole qui, bisogna trovare un
luogo dove essi possano emigrare, altrimenti si a-
limentera sempre pif quella question che si cerca
di risolvere.
Ma qnesto problema non esistera pii, quando si
sara create una patria giudaica legalmente ricono-
sciuta. E prego la Commissione, sia clh'ella possa
o non avere influenza diretla sulla soluzione di
questo problema, di non dimenticare questa mia
esposizione e di volere ad essa accordare 1' alto va-
lore di un suo parere. Io non esito ad ogni modo
ad affermare che, per parte degli ebrei, questa soln-
zione 6 pratica ed effettuabile. Anzitullo 6 la sola
che gli ebrei oppressi possano accetlare. Essi le ac-
corderanno la loro cooperazione pif attiva, la coo-
perazione di color la cui miseria senza speranza e
la causa, per la quale ebrei e non ebrei si trovano
in conflitto ,.
TEODOn HERZL.









L' IDEA SIONISTA


QLI ElREI IN RUMENIA

A proposito di una pubblicazione
Per diiostrare ancora una volta ai nostri lettori con
quanta mala fede gli uomini politics rameni parlino della
question iaraelitica ohe si agita nel loro paese, siamo
lieti di far posto a questo articolo del nostro Angelo Sul-
lam che 6 una esauriento risposta allo osservazioni fatte
dal signor Zanfiresco, incaricato d'ailri di d umenia, nella
sua letter pubblicata nel nunmero 201 della Tribuna.
Nel nuinero idel 23 luglio 1902 de La Tribuna,
il sig. D. Zanfiireso, incaricato di alfari di Rume-
iia in Rlonia, lia iubblicato una lunga replica alla
letter di Bernard Lazare, apparsa nel numero del
10 luglio della stcssa Tribuna e riprodotta a pagine-
55-57 dell'ultimo fascicolo di qncsta Rivista.
II diplomiiatico rumeno ha riempiuto di citazioni,
di ci're e di noiii la sua risposLa, credendo forse
di erigere cosi un monument alla lealti ed alla
giustizia del suo paese e di seppellire nel fango gli
Ebrei, che di quella lealth e di quella giustizia si
dicoio vittime.
Ma le asserzioni del sig. Zanfiresco, le quali
possono aver procurato a lui ed alla Rumenia, il
facile plauso degli antisemiti e degli ignoraiti, sono
in realtai cosi contrarie alla serielt scientific ed
alla realty storica da aumentare nelle person colte
ed oneste quel senso di dolore, di disgust, che la
political runiena nella question israelitica vi ha fatto
sorgere gia da gran tempo.


Innanzi tutto giova notare, sia pure en passant,
che, mentre il sig. Fleva, ministry di Rumenia a
Roma, aveva, nel numero de La Tribuna del 1t giu-
gno 1902, affermato esistere in Rumenia circa 500,000
israeliti, 1' incaricato di affari Zanfiresco, doveva in
questa sua letter del 10 luglio 1902, di front ai
dati statistics ufficiali citati dal Lazare, ridurre la
cifra a 270,000. PoichU non 6 possible che in 40
giorni sieno morti od emigrati 230000 Ebrei, biso-
gna ritenere che il ministry rumeno abbia sciente-
mente modificate le cifre, per convalidare la sua
asserzione altrettanto inesatta a che non esiste nel
suo paese........ spirit di persecuzione control gli
ebrei -.
Perb il punto piii notevole della letter dello
Zanfiresco e, second me, quello nel quale il diplo-
matico rumeno tenta di dimostrare che la Rumenia
non ha punto violate l'art. 44 del Trattato di Berlino,
trattando o piuttosto maltrattando gli Ebrei, come
stranieri non sottoposti ad alcuna protezione.
Se io ho bel capitol le mirabolanti asserzioni
del sig. Zanfiresco, egli vorrebbe provare che dalla
discussion preliminary all' art. 35, risulta chiaro,
come la luce del sole, che 1' art. 44 impone sollanto
alla Ilumenia di riconoscere la liberia religiosa, la
quale equivaIebbe seinplicementeo e puramente alla
libertit di appartleere ad un culto divers da quello
doniiiiantlu 0 di professarlo pubblicamente,senza pe-
ricolu di essero disturbati dalla folla o costretti dalla
violouein governativa ad abal;ndonarlo.
Iur qtluat1o sili piultosto dbl)bio C he la Rumenia
alliil rispltllateo tn tal genero di libertL, e si pos-
sai10 rllcruidar d( tin lato atuhu inceludi e saccheggi
dl s ungoghe o dall' altro artou circolari governative
le qmnl I hllulo tentato dil muodiih'tar I'iusegnamento
rollgioC o o ill fr violaro it riposo sabbatico, pure
to voelio plr nil memento 1 nin( ltture che gli Ebrei
ftbbhii lo) tilopo potato In l(umieuia pregare a loro
motild, tlll o ofisflo tisotiaoltt dilht plblmglia o per-
logit liH ( ill UOVO illl1
miillltlhi 0i ig~, antlil'lscou per dtlre un qualche
app0ggiu illoe ue tit saOtiu, u, eome egli dice, per


non andar girando nel vago cita il test precise
dell'art. 4't identico a quello che riguarda la Ser-
bia (art. 35 ideni) ed..... il commentario dell'arti-
colo stesso1) cosi come risulta dal protocollo n. 8
del Congresso di Berlino sugli affari d'Oriente.
In veritl, se io avessi voluto dire quello che
1' inaricai to rumeno ha successivainente affermato,
avrei riiparmiata la fatica di dare il test precise
dell'articolo e di presenlare quella riduzione del
protocollo n. 8, che il sig. Zantiresco offre al Diret-
tore de La Tribuna.
lo non so, se in America esistano edizioni ad
usum Delphini del Trattato di Berlino e dei proto-
colli del Congresso; di questo perb sono certo, che
realnente nel trattato stesso e nei protocolli sla
scritto quanto segue ):
A Art. 43. Les Hautes Parties contractantes
reconniaissent 1' independence de la Roumanie, eu la
rattachant aux conditions exposees dans les deux
articles suivants:
Art. 44. En Roumanie, la distinction des
croyances religieuses et des confessions ne pourra
Otre opposee a personnel comme un motif d'exclusion
on d' incapacitL en ce qui concern la jouissance
des droits civils et politiques, I'admission aux em-
plois publics, functions et honneurs ou 1'exercice
des diffdrentes professions et industries, dans quel-
que locality que cc soit.
La liberty et la pratique extdrieure de tous les
cultes seront assurees a tous les ressortissants de
1'Etat roumain aussi bien qu' aux strangers et au-
cune entrave ne sera apportL soit i 1'organisation
hierarchique des diff6rentes communions, soit a leurs
rapports avec leurs chefs spirituels.
Les nationaux de toutes les puissances, commer-
cants on autres, seront traits en Roumanie, sans di-
stinction de religion, sur le pied d'une parfaite
agalit t,.
(L' art. 45 non parla che di cessioni territoriali.
Se ii sig. Zanfiresco avesse conosciuto e citato
veramente il test precise dell'art. 44, egli avrebbe,
com' 6 facile intendere, risparmiate tutte le altre
citazioni ed argomentazioni.
E' infatti impossible sostenere che 1'alinea 1t di
quest famoso articolo < en Roumanie, la distin-
ction des croyances religieuses et des confessions
ne pourra utre oppose h personnel come un mo-
tif d'exclusion ou d'incapacitL en ce qui concerned
la jouissance des droits civils et politiques etc..... .
voglia alludere alla sola liberty religiosa, di cui
parla invece chiarissimamente il second capoverso
dell' articolo stesso.
A me sembra che il test del trattato non potesse
sancire pill esplicitamente 1' obbligo della Rumenia
di trattare gli Ebrei come tutti gli altri cittadini,
del che possono essere prove, inconfutabili dal sig.
Zanfiresco, gli sforzi fatti, subito dopo la conclusion
del trattato, dagli uornini politics rumeni, a comin-
ciare da C. A. Rosetti e dall'altro ministry Boere-
sco, per ottenere dalle potenze Europee il riconosci-


1) Siccome aI frase del sig. Zanfiresco potrebbe far sorgere
doi dubbi, cosi ,L bene dichiarare lhe il protocollo 8 2S giugun
1878, tratta tra altre question anche di quella Sorba. ia ion
si occupa punto della Rumenia; quindi esso protocollo serve di
commcntario all' articolo 35.
2) Per essere perfettamente sicuro intorno al test del Trat-
tato e dei protocolli del Congresso di Berlino, heo onlifrltulat
1' uno o gli altri in parecchio edizioni, e ciob:
RuonEito Bosoam. II Congresso di Berlino e la Crisi id Oriepo
(Milano, Treves, Ottobre 1878) test complete del trattato in
italiano test complete dci protocolli in f'rancese.
Nouveau Rcecueil Gjindral de Trait(s et autres actes reljtlcfo
aou rapports de Droit International. Continuation du Orand
Recueil de G. Fr. de Martens par Charles Samwer et Jules Hupfo
Douximeo serio Tome III 2 livraiscon Congres d,, lderlii
(Gottingue Librairie De Dietericl, 1879) test cojpleto del
trattato o dei protocolli in franc.esT.
MAX CooujiLic.tI. La Question i' Orient delpi lise T',iiV dite lie-
lin. Annexes A, Lo traits de Berlin (Douxibian edition, Paris.
Rousseau, S1S9). Testo complete dl t rttato in fraTnoese.
Dar6, tanto del trattato quanto dei protocolli. ii testo frai-
cese, cho 6, come si si, ii testo ufficiale ed original.











3 / L' IDEA SIONISTA


mento dell' indipendenza rumena, senza ottemperare
all' obbligo dell' emancipazione degli israeliti.
Ma l'incaricato rumeno dopo aver presentato
1'articolo 44, foggiato a modo suo, vuol tentarne
un' interpretazione in base a certe citazioni di pro-
tocolli, dalle qnali egli farebbe risultare una di-
versith di opinion tra i vari diplomatic del Con-
gresso di Berlino, diversity di opinion che, second
il sig. Zanliresco, limiterebbe alla liberty religiosa
le proposizioni pifi anpie ed esplicite del famoso
articolo.
Pare che il hnon diplomatic ignori che, per
una regola elementary di diritto internazionale, nel
considerare i trattati non si tien conto della even-
tuale diversity di opinion di alcuno tra i firmatari.
Nei Congressi internazionali non esistono opi-
nioni di maggioranze e di minoranze: il testo del
trattato si ritiene accolto ad unanimity, poichi tutti
i congressisti hanno ad esso apposto la loro firnia.
Ma se non si vuole tener present questa regola
e si preferisca andar ricercando nei protocolli del
Congress di Berlino le cpinioni dei singoli rap-
presentanti, allora bisognerai non citare soltanto una
riduzione della discussion preliminary all'art. 35,
ma riprodurre integralmente anche i dibattiti prece-
denti 1'art. 44, il vero e solo articolo in question.
Per quanto possa. riuscire sgradito e noioso ai
lettori, pure, per troncare tutte le possibili question
credo opportuno riportare testualmente quel brano
del protocollo n. 6 che si riferisce all' art. 35 e che
ha in realty una certa relazione con l'art. 44.
(Quando il Presidente del Congresso, Sua Altezza
Serenissinia il Principe di Bismarck, mise ai voti
il riconoscimento dell'indipendenza della Serbia, i
rappresentanti fecero le seguenti dichiarazioni);
Lord Salisbury reconnait 1'independance de la
Serbie, mais pense qu' il serait opportun de stipu-
ler dans la Principaute le grand principle de la li-
herld religieuse ,.
a M. Waddington 1) admet ,galement I'ind6pen-
dance de la Serbie, mais sous le binefice de la pro-
Iposition suivante identique h celle que le Congres
a accept6e pour la Bulgarie:
a Les habitants de la Principaut6 de Serbie,
quelle que soit leur religion, jouiront d'une com-
plte 6galilt de droits. Ils pourront concourir h
,( tous les emplois publics, functions et honneurs,
et exercer toutes les professions, et la difference
de croyance ne pourra leur etre oppose come
un motif d'exclusion.
< L'exercice et la pratique exterieure de tous
l les cultes seront entierement libres, et aucune
cc entrave ne pourra itre apportee soit 1' lorgani-
" station hierarchique des differences communions,
" soit a leurs rapports avec leurs chefs spirituals P.
< Le Prince Gortchacowzo) craint que cette redac-
tion ne s' applique surtout aux Israelites, et sans se
niontrer contraire aux principles g6neraux qui y
sont Ononces, son Altesse Slerenissime, ne voudrait
pas que la question Israelite, qui viendra plus tard,
fit pr4jugle par une declaration prealable. S' il ne
s'agit que de la liberty religieuse, le Prince Gort-
chacow declare qu'elle a toujours ite applique en
Russie; il done pour sa part h ce principle l'adhe-
sion la plus complete et serait prit 1l'etendre
dans le sens le plus large. Mais s'il s'agit de droits
civil et politiiiips, soi Altesse SireBnissime demanded
'1. 11f p,;11 r10 mli, d i ir Is I tsr 'lils (if, Berlin, Paris,
L in li't.' i' V iol i':'. :i l ll.l Ii 1 i()1 fi ,1 li' 1 il i ,sl1l-
rUl-1 'il rIefusr' a ;i CrU (arli it r ,ii liiquiiu f', ivil, ;,Ive "
les Juifs de la Serbie, de la Rounlanie, et de qutl-

1) Primo tra i rappresentanti della Francia, di cui era Mi-
nistro per gli affari esteri.
) Primo tra i rappresentanti russi, Cancelliere dell'Impero.


ques provinces Russes qui sont, h son avis, un ve-
ritable fl6au pour les populations indigenes1).
Le President 2), ayant faith remarquer qu' il convien-
drait peut etre d' attribuer c la restriction des droits
civil et politiques ce regrettable dtat des Israelites, le
Prince Gortchacow rappelle qu'en Russie, le Gouver-
nement, dans certaines provinces, a di, sous 1'impul-
sion d'une necessity( absolue el justifiee par I'expe-
rience, soumettre les Israelites h un regime exception-
nel pour sauvegarder les intfrets des populations.
M. Waddington croit qu' il est important de saisir
cette occasion solennelle pour faire affirmer le prin-
cipes de la liberty religieuse par les Repr6sentants
de 1'Europe. Son Excellence ajoute que la Serbie,
qui demand h entrer dans la famille Europeenne
sur le mime pied que les autres Etats, doit au
prealable reconnaltre les principles qui sont la base
de 1' organisation social dans tous les Etats de
1' Europe, et les accepter conmme une condition n6-
cessaire de la faveur qu'elle sollicite.
Le Prince Gorichacow persiste h penser que les
droits civils et politiques le sauraient etre attributes
aux Juifs d' une ilaniere absolue en Serbie.
Le Comte Schouvaloff3) fait remarquer que ces
observations ne costituent pas une opposition de
principle i la proposition Francaise: 1' 61ement
Israelite, trop considerable dans certaines provinces
Russes, a di y itre 1' objet d'une reglementation
specialr. nais son Excellence espere que, dans I'a-
venir, on pourra prevenir les inconvenients, incon-
testables signals par le Prince Gortchacow sans
toucher a la liberty religieuse don't la Russie desire
le developpement.
Le Prince de Bismarck adhere h la proposition
Francaise, en d6clarant que 1' assentiment de 1'Al-
lemagne est toujours acquis a toute motion favora-
ble a la liberal religieuse.
Le Comte de Launay4) dit qu' au noni de 1' Italie
il s'empresse d'adherer au principle de la liberty
religieuse, qui forme une des bases essentielles des
institutions de son pays, et qu'il s'associe aux de-
clarations faites I ce sujet par 1'Allemagne, la
France et la Grande Bretagne.
Le Cote Andrassy ') s' exprime dans le in6me sens
et les Plenipotentianies Ottomans n'el6vent aucune
objection.
Le Prince de Bismarck, apris avoir constant les
resultats du vote, declare que le Congres admet
1' independence de la Serbie, mais sous la condition
que la liberty religieuse bera rcreconnue dans la
Principautl. Son Allesse S&rdnissinie ajoute que la
Commission de Redaction, en formulant cette deci-
sion, devra constater la connexit ltablie par le

1) M' W grato mi si porga occasion di rimediare ad un error
in cui involontariamente fui tratto nell' articolo intitolato: Gli
Ebrei dell'europa Orientate apparso a pag. 24-48 dell'ultimo fa-
scicolo dell'Idea c precisamente nella nota 4, vol. II, pag. 42.
Ivi, riferendo le accuse del Gortchacow control gli Ebroi di
Serbia e di Rumenia, dicevo che avevo viste citate quest accuse
nell' opera di uno scrittore antisemita, Bruto Amante, opera in-
titolata: La Rumenia illustrate. Ricordi di viaggio. (Roma, Bruto
Amante, Editore 1888) La question israelita in Rumenia -
(nel cap. XI Al monte Athos Religione e Tolleranza religiosa
pag. 190 nota II).
Aggiungcvo poi 1l'Amante perb si guard bene dal dire di
dove ha tolte quest testuali parole che non esistono nel testo
ufficiale del Protocollo dato da me piA sopra ,.
La letter dollo Zanfiresco mi mostr6 che anche il signor
Amante interpretava 1' art. 44 basandosi sul protocollo prelimi-
nare all'art. 95, ma facendolo passare invece come protocollo
dolla seduta del 1.0 Luglio 1878, seduta in cui si discuss intorno
all ':.rt.. 14 i i ip ,i: ollo,, che riporterb intero nel present
articolo, ii (uorlchaiceu\ un l a]lli 1 icici'jiim iJi.ll O i ie( accuse Pro-
ceidenti.
A quest'errore causato dall'alterazione di data, operate forse
inscientemente dall' Amante, avevo cercato pure riparo ma la
correzione arrive quando il mio articolo era gii stampato.
2) Come notai presiedeva il principe di Bismarck.
8) Second rappresentante russo ambasciatore a Londra.
4) Second rappresentante italiano ambasciatore a Berlino.
5) Ministro degli affari esteri e della Casa Imperiale d'Austria,










L' DEA SIONISTA


CongrBs entire la proclamation de 1' ind6pendance
Serbe et la reconnaissance de la liberty religieuse ).
Da quest brano, integralmente tollo dal proto-
collo VIII del Congresso di Berlino, risulta che se
il sig Zanfiresco ha completamente citato quanto
ebbe a dire control gli Ebrei uno dei diplomatic
Russi, egli ha invece riassunto, cambiandone perfet-
tamente it senso, le dichiarazioni del principe di
Bismarck, del conte di Launay e del conte Andrassy
e non ha neppure paulato delle affermazioni del
conte Schouvaloff, afterimazioni a-s;i diverse da
quell del Gortchacow.
In ogni modo la diversitlh d'opinione d'inno dei
diplomatic non impede che, negli art. 34 e 35 del
trattato, venisse sanci:o 1'obbligo da part della
Serbia di eguagliare in diritto gli Ebrei a tutti gli
alLri cilladini e che a quest'obbligo la Serbia one-
stamente ottemperasse, accordando effettivamente la
legal equiparazione 2).
Ma il diplonatico runeno ha, a bella posta, ta-
ciuto che net protocollo n. 10, in cui si contiene la
discussion preliminary all' art. 44, non si trova piiu
alcuna traccia di opinion dissenzienti, e che percio
sit la validity di quell' articolo non puo sorgere it
bench miinimo dubbio.
Ecco per il sig. Zanfiresco il testo integral del
protocollo:
Le Prince de Bismarck faith remarquer qu' il s' a-
git de savoir si les Puissances entendent reconnaitre
I' independence de la Roumaniie.... ) 1' Europe seule
a le droilt de sanctionner l'ind6pendance, elle doit
done se demander sous quelles conditions elle pren-
dra cette inportante decision, et si elle regarded que
les conditions serait les nimnmes que celles deja
etablies par le CongrBs pour la Serbie.
M. Waddington declare que, fiddles aux principles
qui les out inspires jusqu' ici, Jes Plenipotentiares
de France demandent que le Congrbs pose A in-
d6pendance Roumaine les miemes conditions qu' i
1' independence Serbe. Son Excellence ne se dissi-
mule pas les difficultLs locales qui existent en Rou-
manie, mais, apres avoir nouveinent examine les ar-
guienits qu' on peut fair valoir dans un sens et
dans l'autre, les Plenipotentiaires de France out
juge preferable de ne point se departir de la grande
regle de 1'egalite des droits et de la liberty des

1) La commission di Redazione (della cui formaziono tratta
la prima part dello stesso protocollo VIII) adempiva il sno
compito formulando i seguenti articoli:
Art. 84. Les Hautes Parties contractantes reconnaissent
1'ind6pendance de la Serbie, en la rattachant aux conditions
exposes dans 1' article suivant:
Art. 85. En Serbie la distinction des croyanges religieuses
et des confessions ne pourra 8tre opposee i personnel comme un
motif d exclusion on d' incapacity en ce qui concern la jouis-
sance des droits civils et politiques, 1' admission aux emplois
publics, fonctions et honneurs ou 1' exercise des diff6rentes pro-
fessions et industries, dans quelque locality que cc soit.
La liberty et la pratique exterieure de tous les cultes seront
assures I tous les ressortissants de la Serbie, aussi bien qu'aux
strangers, et aucune entrave ne pourra Itre apportee soit 1' or-
ganisation hierarchique des diff6rentes communions, soit ii leurs
rapports avec leurs chefs spirituals.
2) Per convalidare le mie affermazioni citerb quanto scrive
G. G. Bluntschli nel suo studio: Le Congris de Berlin et sa poyrt e
au point de vue du droit International (Revue de Droit Internatio-
nal, Tome XI 1880 traduction de M. Ernest Nys) Troisieme Ar-
ticle Les Nouveaux Etats ind6pendantes La Serbie (pag. 2~).
< Aux articles d4 et 15, les puissances europeennes reconnurent
P ind6pendance de la Serbie sous la condition que le principle
de 1' egalit6 de droit des confessions et de la liberty des cultes
y ftt applique. (HuitiBme stance voir plus haut t. XI p. 422 et
suivantes).
Par communication adressoe au Congras an nom du prince Mi-
lan, lo Ministre de Serbie, M. Ristich, lit savoir que le gouver-
nement serbe saisirait la premiere occasion, apres la conclusion
de la paix pour abolir par la vie ldgale les dernieris restrictions
qui existaient encore dans son pays relativement a la position des
Israelites. En transmettant ce document le prince de Biismarck fit
remarquer que les mots la vie 16gale pouvaient renlermer une
reserve qu' il signalait, et constata qu'en aucun cas cette riserre n,
saurait infilrnmer autorit6 des decisions du congrbs.
Le congrea n' etait done nutleient d'humieur a sotffrir qu le l gou-
vernment de ta principautd, secretesent d'accord peut-ttre avec la re-
presentation nationate, ou bien cette representation elle mine en vint
I so soustraire I aappltcatton d' un principle qu' it jugeait indispen-
sable et a maconnautre, I' autorit6 de 1' Europe.
3] 11 Bismarck parla delle condizioni politiche della Rumne-
nia, argomento estraneo all' attuale question.


cultes. 11 est difficile d' ailleurs, que le Gouverne-
ment Rouiiiain repousse, sur son territoire, le prin-
cipe adinis en Turquie pour ses propres sujets.
Son Excellence pense qu' il n' y a pas a h6siter
que la Roumamie, demaudant i eutrer dans la grande
famille Europeenne, doit accepter les charges et
minme les eunnuis de la situation don't elle reclame
le beuefice, et que 1' on ne trouvera, de longtemps,
une occasion aussi solennelle et decisive d'affirmer
de nouveau les principles qui font I'honneur et la
security des nations civilisees. Quant aux difficulties,
locale, M. le Premier Plenipotentiaire de France
estime qu'elles seront plus aisement surmontees,
lorsque ces principles auront etC reconnus en Rou-
manie et que la race Juive saura qu' elle n'a rien
a attendre que de ses propres efforts et de la soli-
darit de ses inter6ts avec ceux des populations in-
digenes. M. Waddington termine en insistant pour
queles mmies conditions d'ordre politique et reli-
gieuse iudiquees pour la Serbie soient egalement
imposes a 1' Etat Roumain.
Le Prince de Bismarck faisant allusion aux prin-
cipes du droit public en vigueur d'aprbs la Con-
stitution de I'Empire Allenand et a 1'interet que
1'opinion publique attache a ce que les mimes
principles suivis dans la politique interieure soient
appliques a la politique etraugere, declare s' as-
socier, au nom de I'Allemague, a la proposition
Francaise.
Le Come Andrassy adhere a la proposition Fran-
caise.
Lord Beaconsfield1) dit qu'il donne une com-
plete adhesion au nom du Gouvernement Anglais
a la proposition Frangaise. Son Excellence ne saurait
supposed un instant que le CongrBs connaitrait
1'independance de la Roumanie en dehors de cette
condition.
Les Plenipotentiaires Italiens font la mime decla-
ration.
Le Prince Gorichacow, se r6ferant aux expressions
par lesquelles a ete motive la proposition Frangaise
et qui donnent la plus grande extension & la liberty
religieuse, se rallie entierement i cette proposition.
Le Comte Schouvaloff ajoute que 1'adhesion de la
Russie a I' independence est cependant subordonne
h 1' acceptation par la Rounanie de la retrocession
reclamee par le Gouvernement Russe (de la Bes-
sarabia).
Les Plenipotentiaires Ottomans n' el6vent aucune
obyection centre les principles presents par les PIe-
nipotenliaires Frangals, et le President constate que le
CONGIcKS EST UNANIME a n' accorder l' indpendance d
la Roum0anie qu'aux mimes conditions poses a la
Serbie -.
lo ho insistito a lungo sul testo dell' articolo 44
e sui protocolli ad esso direttamente od indiretta-
mente riferentisi, perch le citazioni, dirb strane,
del Sig. Zantiresco avrebbero potuto far dubitare
qualche leltore intorno all'obbligo assoluto che la
humenia aveva di dare agli Ebrei 1' eguaglianza
per ottenere la sua indipendenza.2]

1) BFSIAMINO DISRAELI, Earl of Beaconsfield Premier Lord dlc
la Tr6sorerie et Premier Ministre de Sa Mayestb Britaunique.
2) Per confermare 1' obbligo della Rumenia. riporterb qui in
nota un altro brano dello studio del Bluntschli: Le Congrbs dt
Berlin an point do vue du droit Inlernational (Revue de Droit
International, Tome XI 1879) Deuxieme article La Libert6
des cultes et 1' 6galit6 de droit des confessions religieuses pa-
gina 420-430.
< La question isra6lite fut de nouveau agit6e dans les dixibmo
et dixseptimeo seances du congrbs, cette fois par rapport it li
Roumanie. C' etait surtout dans ce pays que 1' on contestait aux
juifs la quality do citoyen. Dans le but de pr6venir tout malen-
tendu, le pl6nipotentiaire italien, come de Launay, proposal
1' insertion au trait de la phrase suivante: Les isra6lites do
Roumanio, pour autant qu' ils n' appartiennont pas a une natio-
nalit6 6trangSre, acquierent do plem1 droit la notionalit6 rouw
maine, *


I













L' IDEA SIONISTA


Se il governor di Carlo di Hohenzollern 5 riu-
scito a carpire alle Potenze Europee il ricoliosci-
mento di questa indipendenza senza ottemperare ai
suoi oblblighi, esso non ha certo arrecato al suo
paose nii onori ni valntaggi.
11 sig. Zanfiresco 1non si o accontentato perb di
ricordare a suo niodo q(uesta brutta pagina della
storia riinmea; egli ha voluto anche ripetere che gli
Ebrei sono dannati all'organismo rumeno, perch
non esercitano 1'agricoltura e perch hanno ahitu-
dini, lingua, vesti parlicolari e t sono usurai al
cento per cento >>.
II diplomatic ronieno ha dimenLicato anche in
questo punto . . qualche piccolo particolare: egli
lia taLcito cioet, clio per una series di leggi e di
provvedimenti amininistrativi che va dal 1866 al
luglio 1900 la facolth degli Ebrei di risiedere nei
coiluni rural e ridotta Ial iniino, rhe, per le loegi
e Ie circolari ministerial del 1b93, 1896, 1898 e
1899, gli Ebrei sono quasi tolalmente esclnsi dalle
scuole ruoienle, che gli israeliti in Runmenia sono
generalmente in mliserrinla condizione economic 1)
cosicche non potreblero dare in prestito che la loro
pelle stcssa, che finalmente gli Ebrei esercilano tutti
i iestieri manual cosicche il governor ha creduto
opportuno di einanare principalinente control di essi
la legge per 1' organizzazione dei mestieri del 4
marzo 1902. 2)


Al. do Launny avalt on vue do conmbattre ouvertement une
thbi'rio Sl p(Lici!us Iqui avait trouv6s favour an prL s d 'un certain
noinillrhi (I jurisconsnltes roumaills et iqle de trlbunaux rounmiins
aivaillnt, m-ile D(onsIuLri'o. I' apr)s rettf thborie los israilites d(e
Rllnianic( sent ('tiriiigers et e lijoiiissint done pats ldes droits po-
lit iinus. Ils no siiit ni Ci'--teutrs, ni ligibles, ni admissibles aux
einpiis publies. A la verit;& il y it in IRoumaniie dles isratlites
't ralligrs Ionlt la condition est liSx6 aIn point de vue de natio-
inaliti; 1 qui sont, par extniple, sujets ruisses, austro-hongrois etc.
('C(nx-ci sr! rolnvent vis-a-vis tin gouvcrnoe ent ronmlain tans la
iiljiIe sitnution qiie los auitrts 6traingrs de religion clhr6tienne.
AlUis il flant Ilue 1on O11 ttC tous les isra6lites de Roumanio (qui
II iipiartitntiiLent pas at nlloi nationality' 6trangfrre, sur nn piied
,I' gailiti L avoc los sujots rotinains, si 1' on no vout voir gc.fotni er
dluae cc' jpayii, ani ipli'i tides idtde jridliqiues inodeirnes, ttie veritable
tcasle de parins, sa1ns patrie et sins droits.
ljca I' ancienne 16gislation roumnaineo admlottait la distinction
ontre israblites 'tra s triigr ot juifs roumains et reconnaissait it cos
dcrnicr's la qlualitE do sijets de 1 Etat. La nationality ne leur
t'itait pas refuse : on 1n lour contestait que les droits politiques.
Encore cotto privation ni' tait-elle pas absolute mais soulement
relative. Los israblites qui avaient oltenu le grade de sous-
ofliciers dans artit '-lP, coux qui avaient acquis lne instruction
sunpriouro et coulx quiii omploylient clans lours 6tablissement in-
dlnstriols au 11 inlis ciliinquanto ouvriers, ktaiont assimil6s auxs
citoyens rouiniills.
RJangier les habitants ile Roumnanie en deunr class.es, suirhint leur
religion, reconnalrie tosis lei droits politiques anle chritiens, les refuse
a.lcjulfe, c' elt aller i 1' encontre tdes dispositions du trait de Berlin.
l.a proposition n du tollte die Launnay avait on vue d' etablir ontro
los juifs et tes chln'ticns uno 6gailitd compltto. 'out en admettant
I pirinicite t su' le qul ii s' apuyait, on potvatit douter del' op por-
tuliit6u itInoy nI (Iit ili proiosalit. C' est ainsi qu Ie prince do Bi-
smarck ni' ib(sita pas i signaile.r les inconrvonients qu' ii y aurait
it modifier los rt'solutions adopttes par e eongrs ot it les remettre
Ion question it s' oppose i tntoo tentative de revenir str le fond.
Un pl6nipotcntiaire Irtlicl;tis M. I)osprez, mlemlbr de lI comlmis-
sion do rdcaction. ajonta quo lib commission tavait Imantenu sil
rtdaction1 primitive, qloi Ini pariissait lo nature i conoilier tons
les inter.ts en cause et qune 'ailleurs M. de Laulnay s'ctait
liorel it demander I' insertion id SiL motion au protocol. La
prince GCorteliakoff ((;ortchalkow] rappola ls observations qu' il
avait prlsonts Iu an unoe pr6clednt(e seance, it propose des droits
politiques ct civils ties isratlites en Rtiomaniie. II tenait, dit-il,
it declarer q'li it no l trtigcauit pits sur e( point l'opinion inoncse
Iiat s l ttruitt. C" etlait, de lae jart d ir eancelier i'rLsse, reconnaitre
tuiniplicilei enil q ter' dr trites tait, les jif.s die Rounmanie ont itloit
il I' eganlit, polieti/ie; lea reserves da princei Ptaieit sirtipleoitent l' ex-
i'ession ti ie ses ides pelrsonelles. ( e questo a proposito delle affer-
mazioni del sig. Zanliresco !)
Cir. Protocole XVII 10 Juillet 1878 verso lat fine.
1) II sif. Zalifirelc o nella sun lettora avverte ii Lazare che
c prontlo 1 uiiostraiti rana li.ta in terininabilee e semnpre assai limitatan
isit.i difli Israeliti arrichliiti in Rnmlnia, o cita quindi 6 nomi
di nliunari lreri comic s lit ricchezzlia di queste 6 famiglie
provasse clip i 270.(X"00 Ebrei dellia Rumenia sono ciarichi di
gross patrimoni. o Lo asserzioni del diplomatic rumneno rasso-
inigliano in inodo straordinario a qnuelle ddl Drumont, antisemita
a scope di secnulaziotne linatnziaria (cdie James Hocart poneva
lleltllalnte in ridioulo nella sue quinta conferenza La Question
Jilive (Paris, FiscIlIhaclier 1899 pag, 198 e seguonti).
21 Anchl in quosto punto voglio ripetore quanto diceva ii
Bllnntschli poco clopo In conclusion del trattato di Berlino
IeL Conigri's do Berlin etc. in IRevue do lIroit International
Tome XlI, 1880, Troisi6mo Article. Les Nouvenux Etats indtpen-
dants 11. La Serbio) avvertendo cheo dal 1880 ad oggi le condizioni
logali cd ecconomiclhe degli Ebrci in Rumenia sono assai pcggiorate.
A Vous vous plaigniez, scriveva il grande statista, de unsureo
it In quelle so livrent les Juit: qui savent exploiter la mis6re et
1' insouciance de la race slave et roumaine..,. L' Europe ne vons


Ma se pure le asserzioni del Sig. Zanfiresco, in
questo punto cosi prive di corroboranti citazioni,
contenessero qualche principio di vero, vi si po-
trebbe rispondere con la celebre aflermazione di
Massimiliano Robespierre o Les vices des Juifs nais-
sent de 1' avilissement, dans lequel vous les avez
plonges; ils seront bons quand ils pourront trouver
quelque avautage h 1' tre .1)

.

Mentre preparavo questa facile ma noiosa con-
futazione alla letter del Signor Zanfiresco, ho letto,
nella Welt che un deputato ebreo il dott. Soma Vi-
sontai, president della Socielt Sionista di Buda-


emppche nulliment do prevenir serieusement 'n sure lit oft elle
est apparent et saisissable, ni de punir les usuriers dans leur
liberty et dans leurs richesses; mais elle n' admot pas que lusu-
rier chr6tien soit moins coupable ine 1' usurier israblite, elle no
saisit pas la sagesse d'.une mesuro qui defend aux Juifs d'exercer
des industries completement licitos on soi, come par example,
cell du fermier ou celle dli cabnaratier, on bien encore d'acqutrir
ties terres et qui les jottc pour ainsi dire malgre eux, en accumulant
cos obstacles, dans les affaires financibres. Si la race juive ac-
quiert dans les affairs financi6res et conmmcrciales nno habilit6
qu' elle se transmit de generation en g6n6ration, si les Isra6lites
plus prudents et plus habiles 1'emportent dans cette lutte sur
les Slaves et les tounmains plus inlolents, moins industries et
moins dolios, conime d' ailleurs sur los Gjermains et les Latins de
1' Europe occidental, ii y a lh pour oux mati6re a honneur plutot
qu' it reproche. On no pent fair subir une diminution de droit lt
cause d' un plus grand talent. D' ailleurs cette sup6riorit6 des
Juifs ne provient nullement de leur religion, elle persist chez
leurs descendants convertis au christianismo et don't ii est im-
possible de restreindre la capacity jnridique. Une persecution
barbare ne saurait produire de bons resultats; 1'histoire montre
que la tenacity juive resisteoaux persecutions et que celles-ci sont
regulibrment it leur tour ex pies par les pers6cuteurs.
La defense de c6der des bropri6t6s immobilieres aux Israblites
est absolument insenste. Jamais cllo n'a emplch] des Roumains
manvais administrators, on des boards d6bauch6s, do s'en-
dotter et de tombor sons la dependance de lours crtanciers juifs.
Son r6sultat a surtout 6t6 de ciminier artificiellement la valeur
des liens possid6s par los chrltiens en emphchant les Juifs de
snrench6rir. Dans tia pays oil la population est aussi peU dense que
dens les principanutds danabiennes, t' intCret public devrait pousser
au contraire i faciliter V' actat de la propidtdt fonciire. Si d' ailleurs
ii est crai, conitce on Ie pretend, que les Juails ont .que yeu de g6i1t
et pea de dispositions pour I' agriculture, une vlesure qui defend d' ac-
qlueri dtes terr es st atii unt ,loins nicessaire. Pourquoi, lorsqn' un
Isra6lite est, par exception, un bon agriculture, lii est-il deofondu
do se liver a 1' ngricilture ? Et serait-ce un grand malheursi un
Rounmain fier, inm .s ruin, tspousait une rice propri6taire s6mite
et refaisait ainsi son patrimonie ?
On reproche encore aux Juifs d'autres d6faints; on dit, par
example, qu' ils ont un amonr immodrre des liens mat6riels, on
bien s' ilsmontrent par exception l du gout pour les hoses de
1'esprit, on leur reproclh un zile fanatique pour le parti religieux,
philosophiique oi politiqnu auquel its adtlirent, 6loe qui les pousso
trns facileniont, dit-on, a persecutor les autres opinions, une
ambition insatiable et nors de toute proportion avee leurs dons
naturels, une onvie pue scrtlpuleuse eo se pousser on avant, une
grande pr6somlption et pell do d6licatesse, une activity turbulent
qui ne connait ni trvec nii ropos; on leur reprocho memo nne
haine implacable pour tout co qui est aryon et chretien.
II se peat /que ces reproches soient plis oen moins .fondeS, il se
peut qt' its Ile soient pas ftonide du tout. Iie n'ont, dans tou s les cas,
auncite ipotance au point de vte dii droit, quelle que uise tise re leur
'.... ... ,,.. aiiiutoitt rtl Arue iuiral. II cst impossible do constitner
IIy..i. 1.I. II I 1:orsil nisation j n1ridique snivant les qualities intel-
lectuelles et morales Ides diverces races et branches de la popu-
lation. Cola est dt6jit impossible par Ic fait m6me lque cos qualitts
ne sent pas susceptible cl' itre constaltees avoe certitude, qu' elles
appartiennnolt esseintiel ni la v la vie itino d ien mo, qui par
sa nature nlmeo 6cohappe it li justice humnine. Les hoiiolnes pen-
Vent ecocouriir entire euc dt' apris lei's dons nattrels. Cette lutte efa-
ceuise tjoujs le tdieloppienitet die 1' houanit. Le droit ne s' o1p-
pose p)us. Bien ct cortliire, it proltge la liberty de la iutte dans lee
limuites exigtes par nl paix pl bliqpte et le respect qce cihancn doit
avoiri pour lesroi d'i s u e son p'roelaIin,.
1] Pronunciata dal Itobespierre nella discussion sullna lgge
elettorale avvenuta all' Assonbloa costituento Francese ii 21 Di-
cembre 1789. La fraso P rilportata nell' articolo del pastor pro-
testanito James Hocart l ],it l]volution JFrain;aise ot la Question
Juiveo in Bibliothiquno Universclle et Revue Suisse (eniitcin-
quiLmeo annne Tome XX.) Lausanne Octobre 1900 pages 5-29.
Hocart uel suno articolo parlando deol famoso concorso indetto
da la Societ' roy'le des sciences et des arts do la ville de Metz
sulla question: Est-il des moyens lde rendre los Juifs plus utiles
ct plus hcureux en France? cita un piccolo tratto dellat memorial
dell' Abb6 Gregoire, uno dei vincitori del concorso stesso ed uno
dci pii validi propugnatori nll' iassemblea costitcunte doll'eman-
cipazione di tutti gli Ebroi.
Parmi opportuno ricordare al Sig. Zanfiresco ed ai Rumeni
lo bellissime frasi del buon abate, 1he valgono benissimo al caso
dogli Ebrei di Runienia. All lien de coiitlcer 1' intervalle illi si-
pare les joi.f's de nots, on s' est plua i .' agrandir. Loin de leur four-
nir de Iotifs po tur s' eclairer, s' amOlliorer. on leur a ,f'erm toutes les
avenues th teplle de la erti ct ide t' hiinnetur. (Qu1e pouvait deeenir
le juif, cccatld par eI despotisie, proscrit par les lois, abieitreL d'i-
gnoiinlie, tonrsnenti par la haine? 11 neIpouvait sortir de sa chaumiire
sans recontrer des ennemis, sans essutyer des iniultes.... II 6tait me'-
prist, it eat devenu mntprisable, t sa e lace peut-dtre nous eCusins
etd vires. ,









L' IDEA SIONISTA


pest1), intended presentare alla Camera Ungherese
un' interpellauza, domandando che il governor di
Budapest inizi un'azione diplomatic per richiamare
la Ruinenia'all'osservanza del trattato di Berlino.
lo non credo che il tentative coraggioso dell'on..
Visontai sia destinato a raggiungere pienamente il
suo scopo, perb sono tali e tante le ragioni d' odio
e di inimicizia tra Ungheresi e Rumeni, 2) che la
sola discussion dcll' interpellanza potrebbe essere
lietamente accolta dai Magiari come un'occasione
per coprire di vergogna il governor di Re Carlo, che
pretend di rappresentare la quintessenza della ci-
viltA e della liberty.
Pare che gli uomini politics rumeni, i quali
hanno certamente avuto notizia di quest' interpel-
lanza, abbiano capito il pericolo, giacchb, per porvi
un qualche riparo, hanno propalata la nolizia 8) che
c ii governor rumeno ha deciso di presentare alla
Camera un disegno di legge per la naturalizzazione
di un considerevole numero di israeliti dimoranti
in Rumenia, che si distinguono nel campo della
scienza, del commercio e delle industries. 11 governor
ha gia avviato le pratiche coi divers gruppi della
Camera per assicurarsi 1' approvazione della legge -.
Ammesso per vero cotesto progetto di legge,bi-
sogna far osservare subito che esso pub essere un
bene e pub anche essere un male.
Pub essere un bene se il governor rumeno ac-
cordando 1' eguaglianza agli Ebrei agiati, cercherh
in pari tempo di migliorare la spaventole condi-
zione delle classic lavoralrici, abolendo a poco a poco
quelle leggi che restringono grandemente, per non
dire che tolgono affatto, la liberty di guadagnarsi
onestainente un pane con il lavoro delle proprie
braccia. 4)
Ma il progetto di legge pub anche rappresentare
un male, perch potrebbe essere un'abile manovra
del governor rumeno per separate la causa dei ricchi
da quella dei poveri, una manovra per spillare in
qualche maniera quattrini agli uni e per continuare
a maltrattare e ad espellere gli altri in modo pifi
tranquillo e sicuro, un'applicazione insomma della
famosa massima romana: divide et impera.
Per6 i discendenti degli antichi Romani hanno
troppe volte mancato alle loro promesse di riforme,
perch si possa prestar soverchia fede alle notizie
dei giornali, cohftro le quali porrebbero in guardia
le stesse asserzioni semi-ufficiali del sig. Zanfiresco.
Ci vorra molto tempo, perched il governor rumeno
si persuade che le interdizioni israelitiche, come
dimostrava Carlo Cattaneo 5) e come ripeteva Tullo
Massarani a proposito della Rumenia,6) debbono

1) Cfr. < Die Welt, 25 Juli 1902 Seite 6 Ein Reichstagsab
geordneter als Zionistenfithrer.
2) Chi volesse averne un idea potrebbe leggere il libro di
Gustave Beksies La Question Ronmaine eta lutte des races en
Orient Paris, Chailley, 18.95.
3) La Sera. di Milano del 25 Agosto 1902 in un telegramma
(I." pagina), datato da Vienna 24 Agosto.
4) D]ico abolendo a poco a poco perchi come gia affermai
netl iio studio < Ritornando al ledioevo. Le nuove leggi rn-
nmne contro gli straniori (nella Riforna Sociale. Faso. 3 anno
IX, volume XII. Seconda series 15 Marzo 1902) io credo che
sarebbe saggio e vantaggioso ohe 1' emancipazione degli Ebrei
si compisse a gradi; polchb, come insegnava Nicold Machiavelli,
c come nel citato studio non notai, se un popolo avvozzo a vivere
sotto leggi tiranniche, per (ualche accidente diventa libero, con
difficolth mantiene la libertih (N. Machiavelli Discorsi sopra
la prima deca di Tito Livio Libro I. Cap. XVI); certi moti
antisemitici contemporanei possono purtroppo confermare in
gran parte 1' asserto del politico florentino.
5) (arlo Cattaneo Ricerche economiche sullo Interdizioni
imposter dalla legge civil agli Israeliti scritte nel 1836. Questa
memorial, pur contenendo alcuni errori storici, specie dove parla
delle grand ricchezze degli Ebroi, contiene considerazioni nuove
e quasi profetiche, fondamentali per chi vogle inteildere lo svol-
gimento della storia degli srati israliti d persione ai nostri
giorni.
Percib credo opportune avvertire che no esiste nn' odizione
economic nella Biblioteca Universale Sonzogno. N. 268.
6) Tullo Massarani. Studi di Politica o di Storia (Seconda
edizione. Firenze, Le Monnier 1899). I popoli della Romania. -
I V. Diritto Pubblico e condizioni economiche pag. 2845. Lo
stesso illustre Autore volle segnalarmi e darnmi modo di cono-
sceri questo suo cenno alla questions iraelitica in Rumpnia, del
he (ili riedo qui pubbliche grazie.


essere abolite soprattutto per ragioni economiche;
ma ormai allora il paese alle foci del Danubio sara
quasi privo di abitanti Ebrei e migliaia di vittime
saranno cadute lungo le vie e nelle terre dell'esilio.
Per questo motive io, giovane ignorant ed igno-
rato, ho tentato di rispondere a chi, rappresentante
d'un governor, obblioso dei doveri imposligli dai
trattati internazionali e dalle leggi dell' uinanita,
cercava di nascondere i torti gravissimi e vergo-
gnosi d'esso governor, inventando fiabe ed insul-
tandone le vittime miserande.
Agosto 1902.
ANGELO SULI.AMI.



La Corda Fratres,, e la question rumena

I gior'nali rumeni pubblicano la seguente letter,
indirizzata dal vice-presidente della sezione special
(cio& sezione ebraica) della Federazione internazio-
nale degli student, Corda /Fratres, alla Asso'iazione
general degli student rumneni.
Compagni
Voi non sarete meravigliati, io spero, che il rap-
presentante ufficiale della gioventiu rnmena di ori-
gine ebraia. prenda la parola nella polemica (1),
coudotta violentemeute da part vostra, che si i' ini-
ziata fra voi e gli student ebrei rumneni.
lo suppongo che voi vi siate ritirati dalla Fede-
razione internazionale degli student, poichb, grazie
a circostanze che non posso discutere, vi e ormai
impossible < di far fede, sul vostro onore, di inco-
raggiare tutte le manifestazioni tendenti a distrug-
gere i pregiudizi, i rancori, gli odi Ira i popoli *,
dovere che domanda di essere scrupolosamente adem-
pinto da tutti color che hanno 1' onore di far parte
della nostra cara Federazione.
E ci6o doloroso, perched se voi faceste ancora
part di questa, vi avrei ricordato la nostra nobile
divisa: Corda Fratrcs, pregandovi di cantare con
tutti gli altri student del mondo civilizzato e per
conseguenza anche con gli student ebrei ii no-
stro inno pacifico. Cii sia detto per rispondere
alle question da voi sollevate relative ai stutimenti
che noi professianmo verso la nazione rumnena.
Se gli student rumeni non partecipano ancora
dei sentiment della gioventft universitaria del mondo
civilizzato, essi pero li conoscono e sanno che per
uno studios le razze degenerate o inferiori noil
sono ragione di disprezzo e non devono essere col-
pite dalle altre razze, che, al contrario, provano la
lore superiority considerando come un sacro dovere
quello d' infonder loro sensi pifi nobili.
Ecco il compito degli student ruieni, se, dopo
aver constatato la degenerazione della razza giudaica,
si lasciassero ancora inspirare dai sentiment di fra-
tellanza che animano la gioventil universitaria in-
ternazionale.
Ma la razza giudaica risparmierebbe loro anche
quest stessa pena. Una razza che ha dato al
mondo un Moise, un Salomone, i profeti, un Mai-
monide, uno Spinoza, un Marx, un Heine non ha
ancor detto la sua ultima parola e non ha certa-
mente bisogno dell'appoggio della gioventui rumena
per conservare ii suo posto fra le nazioni pinl pro-
gredite.
L' inspiratore della gioventfl universitaria tedesca
contemporanea, il filosofo Nietzsche, riconosceva con
rincrescimento poichi egli era antisemita che

(1) Gli student rumeni pretenderebbero che i loro compagni
ebrei smentissero i recent fatti svoltisi a proposit, del viaggio
di B. Lazare e di cui quelli furono volgari protagonisti.
N. d. R.










L' IDEA SIONISTA


due popoli sono vittoriosi oggi in Europa: i Russi
nel campo military, gli Ebrei in quello morale.
Nel mlomento appunto in cui dalla razza giudaica
sorge e si propaga, come altra volta il cristianesimno
uscito dal sno seno, un' idea grandiosa, in questo mo-
nmento, la gioventil studios rumena che conosce la
storia e 1'evoluzione dell'idea di giustizia, tratta
invece questa stessa razza di degenerata e conclude
che occorre sterminarla!
Ne fari allusione alla legittimiiti del procedi-
inento cle consist nel legare ben bene un uonoo,
nell' imbavagliarlo, e quindi nell' ordinargli di gri-
dare che egli amna i suoi boia.
Allorchl tutte le nazioni latine, cominciando
dalla Francia e dall' Italia e terininando colla cat-
tolica Spagna, scuotono la lebbra clerico-antisemita,
che per tanto tempo le ha travagliate, allorche su
tutta la faccia del globo, nei palazzi imnperiali come
nelle capanne dci lavoratori, fioriscono i piui bei sen-
timenti di umana fratellanza, la gioventii universi-
taria vorrit ella persistere nella via in cui si i incam-
minata, resuscitando le barbarie medioevali?
E' 'osi che 1' ultima venuta fra le figlie di Roma
comprende la sua mission civilizzatrice ?
II vice-presidente della Federazione
Dott. FIlr l.nr.\r .

Al Congresso internazionale degli student cie si
raduna il 21 seltembre a Budapest (1), 1non i ipro-
])abile, se si insisterit sulla proposta di formnazione
delle sezioni nazionali second le (quali dovrelibero
esser divisi gli aderenti della Corda IFrares, anchel
la question giudaica v' abbia un' eco sensibile.
Nei due precedenti congress si forimarono in-
fatti oltre le sezioni nazionali clii non hanno)
pero il value di quelle the si vorrebbero creare -
altre tre sezioni, polacca, czeca, special; e in que-
st' ultima furono iscritti gli aderenti della ('orda
Fraires che non godono dei diritti politics lni loro
paesi, cioe gli student ebrei della Rumenia. Questi,
giustamente, a tutela della loro dignitii, pretendono,
giacchie nessun consorzio civil li vuol riconoscere
come suoi membri, che la sezione special prenda il
nome che meglio le spetta di sezione ebraica. Ad
ogni modo, a quanto ci consta, non i neppure im-
probabile che in questo Congresso venga diretta-
mente affrontata la grave question degli ebrei ru-
meni, che giovani animati da sentiment di fratel-
lanza e di progress, debbono trovarsi favorevoli nel
risolvere.
L' intervento di Re Carlo!
II Berliner Tageblatt riceve da Bucarest, 20:
< I1 re Carlo ricevette in questi giorni due rag-
guardevoli israeliti rumeni, 1 quali invocarono il
suo intervento per far cessare la crudele persecu-
zione control 1' element semita in Rumenia. Uno
dei notabili, lo spedizioniere Marco Mendel di Galatz,
espose al re Ie deplorevoli condizioni dei suoi cor-
religionari di Rumenia, facendogli rilevare i pe-
ricoli e i danni cui si trovano esposti, dovendo ab-
bandonare il loro paese, per cercare in terre lontane
e straniere un po' di pace. Infine preg6 il re di in-
terporsi affinchi siano revocate le misure adottate
dal governor rumeno control gli ebrei.
L' altro notable israelita ricevuto dal re, il rab-
bino maggiore Kaster, di Londra, oriundo rumeno,
espulso dal suo paese quindici anni fa, dopo esposte
le condizioni desperate degli ebrei, disse che loro
non resta altra salvezza che abbandonare la Rume-
nia, che si mostro per essi cosi matrigna.

(1) All' ultimo memento, quando la present notizia era gia
compost, apprendiamo che il congress internazionale degli
aderenti alla Clorda Fratres, 6 stato improvvisamente sospeso. Fino
ad ora se ne ignorano i motivi: pare per6 fondata la voce che
detta sospensione sia stata promossa all' intent di impedire le
numerose manifestazioni politiche che per 1' occasion si pre-
paravano. Ad ogui mode e ormai stahilita una conferenza pre-
pakatoria della Corda Fratres, per il 1.O ottobre a Venezia. N. d. R.


II re avrebbe riconosciuto che la legge control gli
ebrei, votata dal Parlamento rumeno, e troppo dura,
soggiungendo che innanzitutto dovrit essere abrogata
quella part che riguarda la facolti accordata al Go-
verno di espellere dal regno gli israeliti.
Congedando il rabbino, it re disse: < Spero che
fra due o tre anni ella tornera in Rumenia e tro-
vert le condizioni degli ebrei grandemente miglio-
rate ,.
Dal maggio 1902, 9675 ebrei hanno emigrate
dalla Rumenia: 1350 cioi sono partiti da Bucarest,
370 da Jassy, 50 da Pilesti, i00 da Piatra, 8000 da
Bacau, 115 da Moineste, 190 da Roman, e 3 da
Galatz.
Alla Camera dei Comuni, lord Cranborne,
in nome del minister degli alfari esteri, ha comu-
nicato che il ministry d' Inghilterra a Bucarest ha
fatto anichevoli osservazioni alla Rumenia, a pro-
posito della legge interdicente di impiegare gli operai
israeliti. II governor inglese continuerh a fare ci6 che
potrhi nell'interesse degli ebrei.
Si ha poi notizia da Bucarest che il Governo ha
deciso di presentare alla Camera un disegno di legge
per la naturalizzazione di un considerevole numero
di israeliti dimoranti in Runlenia che si distinguono
nel camnpo della scienza, del conmercio e dell'indu-
stria. 11 Governo avrebbe gih avviate le pratiche coi
diversi gruppi della Camera per assicurarsi 1' appro-
vazione della legge. Se la notizia e vera, questo
fatto non pu6 che tornare a favor del progressive
perfezionaineIto delle classic colte e laboriose del
giudaismo rumeno: ma il misero e ablattuto prole-
tariato, senza pane e senza lavoro, che costituisce la
gra.1de iiaggioranza degli ebrei rumeni, quando
lpot;ia mai sperare di eccellere nei commerce e nelle
industrisie, si da meritare la promessa ricompensa?
A Parigi, dietro 1' opera attiva di Bernard
Laza;Ir, si preparerebbe un grande Congresso a fa-
vote degli ebrei runeni. Lazare ha fatto appello a
tutte le pit alte personality della Francia, nei camp
politics e letterari, nonche ai membri della Societa
per i dirilli dell'uomo, che ha avuto tanta parte nella
campagmna dreyfusiana. Finora avrebbe ricevuto la
adesione di un gran numero di uomini politics e
letterati. Dopo alcune conference, nelle quali B.
Lazare avrebbe esposte le condizioni degli ebrei in
Rumenia, si sarebbe deciso di costifuire a Parigi un
Coolitato central, che preparasse questo grande Con-
gresso. Tra gli aderenti vi sarebbero gia Trarieux,
Pressense, Jaurns, Zola (1) e Mirbeau. Ci auguriamo
che questa notizia sia vera: e strano ad ogni modo
che nei giornali sionisti di Parigi non se ne trovi
neppure un cenno.

A551ILAZIONE?
La considerevole frequenza onde i periodic ri-
guardanti cose israelitiche sollevano il grave ar-
gomento dell' assimilazione, appare un indice sicuro
della duplicity di tendenze the nella realty divide
gli animi dei correligionari; tra i quali, mentre i
piil rimproverano e combattono la tendenza degli
Ebrei inoderni a dimenticare la storia e i caratteri
e l'avvenire della propria razza, altri vi sono cui
par contrario al progress il pretendere che, pure
in mezzo alla vita contemporanea, gli Ebrei tengan
viva nell' anima ed estrinsechino con la vita la co-
scienza della loro origine particolare. Da quando
poi ii Sionismo e entrato a rinsanguare e vivificare
l'ambiente intellettuale giudaico, la dispute s'6 fatta
pii insistente; onde pu6 dirsi che uno dei punti di
maggiore opposizione tra sionisti e non sionisti
consista in verita nella question dell'assimilazione,
control la quale i primi (e l'ldea Sionista ne ha
(1) All'ultima ori con grand dolore apprendiamo la notizia
dell'improvvisa more dell' illustre Uomo. Di lui parleremo nel
prossimo numero. N. d. D.











L' IDEA SIONISTA 71


Sdato ripetuti esempi) lanciano i loro nobilissimi
strali. Orbene, ci6 che a noi preme di notar qui,
si e che, come accade di tante alire cose, si parla
molte volte di assimilazione senza averne una no-
zione precisa o, almeno, senza fame risaltare chiaro
11 concerto: per alcuni assimilazione significa rinun-
cia ai propri ideal etici e religiosi e adozione ad-
dirittura della fede cattolica, per altri essa si limit
al coucetto di una pacifica coesistenza che, couser-
vando le individual caratteristiche, ma smussando
gli spigoli pifi acuti, renda possible una comunanza
tra gli uomini, impregiudicata ogni question reli-
giosa.
Tale incertezza non deve permettersi intorno a
un argonento di vitale importanza, e perb ci sem-
bra opportuno richiamarvi sopra, di pien proposito,
1'attenzione dell'Idea Sionista, con 1'esprimere in-
tanto qualche nostra modest osservazione.
-g-

Non assimilarsi, va bene; ma in che cosa?
Intendiamoci. Quando si dice che gli Ebrei non
debbono assimilarsi, s' intended ch'essi debbono aste-
nersi dall' acquisire, per condiscendenza o per vilta,
le abitudini e il patriinonio morale dei concittadini
asemiti insieme coi quali convivono. Ma occorre ap-
pena avvertire, esser questa una veritl la quale non
deve accogliersi in tutta la sua estensione, perch
recherebbe risultati non desiderabili. Noi abbiamo
dagli avi nostri una eredita complessa, che in part
e dovuta a condizioni particolarmente dolorose in
cui gli Ebrei trovaronsi per lungo spazio di tempo:
e pero non sarebbe possible il conservare immutato
a traverse le generazioni quel retaggio. Ora 6 som-
mamente necessario affermare una sicura differenza
tra la conservazione lodevole di quanto 6 specia-
lissimo, imperituro carattere del popolo nostro, da
quell' inopportune attaccamento a usi e costumanze
antiche, che spesso vien creduto un metodo di an-
tiassimilazione, mentre in realty rivela un meschino
e falso criterio dei proprii doveri; perch il rimaner
tenacemente fedeli a consuetudini che dai nostri
avi furon seguite, non in omaggio a principi ideali,
ma per cagioni affatto contingent, significa frain-
tender la grandezza di quel vincolo morale e reli-
gioso che, nella succession del tempo come nella
diversity dello spazio, unisce le generazioni ebree.
Succede molte volte che, ad impedire 1' assimi-
lazione giustamente temuta, si creda utile e baste-
vole il ripetere taluni atti e taluni usi che furono
praticati dagli antichi Ebrei, senza considerare se
in essi aliti quello spirit etico, che dev'essere la
vera e unica causa della nostra differenziazione. Ne
volete qualche prova? E' risaputo che la nostra
razza ha ritratto dalla lunga schiavitfi cui fu sog-
getta nei nostri paesi e che ancora persiste nell' o-
riente d'Europa, una deficenza fisica che possiamo
agevolmente riconoscere, soprattutto nelle classic co-
siddette inferior: il fatto ha le sue ragioni evident,
n6 occorre uno scienziato per dichiarare che la vita
compressa e legata, 1'impedimento di ogni attivita,
il consorzio nei luridi e angustissimi ghetti, non
potevano non produrre, come di fatto produssero,
le loro conseguenze. Cessata la causa parlo degli
Ebrei occidentali devono cessare gli effetti; ma,
perched ci6 avvenga, occorre abbandonare certi si-
stemi di vita, certi luoghi d' abitazione, certe con-
dizioni di ristrettezza, che sono nocivi molte volte
allo sviluppo fisico e non son consentanei alla ugua-
glianza conquislata. Eppure, nonostante 1' utility
incontestabile di siffatto provvedimento, ognuno ha
sotto gli occhi 1'esempio di person, di famiglie,
di piccole popolazioni, le quali non voglion rinun-
ziare alle consuetudini, necessariamente misere e
insalubri, de' loro avi, e cib fanno unicamente per
un mal inteso senso di attaccamento che niolte


volte e inconsapevole a quelle ch'essi credono
le abitudini della razza. Or control questo principio,
o, meglio, control questa applicazione errata d'un
principio in se nobilissimo, e a che altro mai
potrebbe attribuirsi, a cagion d'esempio, 1' affolla-
mento degli Ebrei che in certi luoghi abitano an-
cora i ghetti? noi leviamo la nostra voce, e cre-
diamo sia.dovere il proclamare che non qui risiede
la illuminate conservazione delle caratteristichp di
razza, e che 6 opera biasimevole ii mantenersi ligi
a condizioni di vita che un tempo furono necessarie
per cecita di uoniini e di govern, ma che oggidi
non hanno forlunatanelite ragione di esistere .
Assimiliamoci, adunque, per codesto riguardo, o,
a dir meglio, uniformiamoci a quelle che sono le
ragioni della civility, persuasi che ci6 sia anche
nell'interesse vero della conservazione della nostra
razza. E rinuncianio pure all'eccessivo e ingiusti-
ficato more per cerIe abitudini di vita de' nostri
progenitori, per talune forme onde dovette di pre-
ferenza esplicarsi la loro attivita; non carezziamo
con intima compiacenza quasi a volerlo strappare
alla edacita del tempo che score trionfante -
tutto ci6 che fu ii potato necessario di particolari
condizioni. Noi non pretendiamo, e il solo supporlo
sarebbe illogico, che d'un tratto gli Ebrei abituati
alla triste vila dei ghetti e pur ad essa attratti
da una forza che in se stessa sarebbe indubbiamlente
lodevole allandonino quello special gergo ch'
una loro caratteristica spiccata o nmuiino per inc'anto
quel temperament da parvenus, che tante voile ap-
parisce come conseguenza chiarissima del lungo
consorzio troppo stretto e limitato, troppo chiuso
alle correnti della vita; domandiamo pero che non
alimentino tali quality e non le riguardino cone
caratteri essenziali di nostra gente, degii d'esser
custoditi e tramandati, ma alia migliorata vita la-
scino libero -il c6mpito di collocarle Ira le cose pas-
sate. Cosi noi non proporremo a qnegli Ebrei cui
troppo string 1' auri sacra fames, di chiudere i loro
uffici e di rinunciare alle loro speculazioni, ma di-
remo loro: sappiate che, in altri tempi, a trattare
il denaro gli Ebrei furono assolutamente costretti
dalla necessity delle cose, che 1'avidila vostra e ii
ricordo di quella necessity antica, ma che non si
tratta nu si tratto mai di una spontanea tendenza, di
una peculiare quality della razza cui appartenete.



Non 6 adunque nelle material esteriorita della
vita, nelle abitudini sia pur da lingo tenipo con-
tratte e seguite, che deve per principio comlnattersi
la tendenza all'assimilazione; perched in questo ri-
guardo noi dovremmo dissentir da chi, contrariando
I' evoluzione natural del tempo, volesse conservare
dissimiglianze le quali tendon a scoinparire, perched
cessano gradatamente le cause che le produssero.
Anzi il Sionismo che tra le sue' finality prossime
ha pur quell di educare gli Elrei e di migliorarli
moralmente, deve coraggiosamente rimproverare
quelle consuetudini e quelle tendenze che hanno
una ragione solamente storica. Ora, se nelle pratiche
contingenze della vita e negli abiti esteriori della
esistenza non convene che 1' Ebraismo invece
di progredire e migliorarsi attingendo la forza e
1' inspirazione dagli ideali che son suoi si rin-
chiuda in se stesso e rimanga indillerente al soffio
della modernity, v'ha un altro campo, invece, nel
quale 1'Ebraismo medesimo deve gelosamente e

1) Dobbiamo soggiungere in via priltica chl ln ragioln (lo
fatto or accennato vnol essore ricercrati anchel in cause econo-
miche, per le quali come, in genre, per le conlizioni del pro-
letariato invochiamo provvidenze efficacy e lurevoli. Mu a
noi preme soprattutto di notare il lato, direm cosi, morale della
question; i quaile in molti nloghi e per diverse classic di per-
sone, relativamente agiate, si sovrappone a ogni altra conside-
razione.










L' IDEA SIONISTA


illuminatamente conservare il proprio carattere; vo-
gliam dire quel patrimonio ideale che risulta dalla
comunione delle concezioni niorali e religiose,
degli elfflti, dei sentiment.
Ecco dove veramente l'assimilazione dev'essere
combattuta, dove gli Ebrei hanno I'obbligo di cu-
stodire le loro caratterisliche collettivel Le convin-
zioni religiose le quali innegabilmente costitui-
scono il pifi saldo legame tra gli Ebrei sono le
meno soggette al pericolo eventual dell'assimila-
zione e a questa oppongono un argine che non si
sormonta: chi senate la nobilth e 1' altezza delle pro-
prie idealita religiose, chi vuol mantenersi ossequiente
alle tradizioni famigliari, ha in s6 una forza baste-
vole per elevarsi al di sopra di ogni estranea in-
fluenza, per informer tutte le manifestazioni della
sua vita al concerto di una several rettitudine, per te-
nersi affatto lontano da quelle consuetudini del mondo
contemporaneo alle quali contraddicono i principi
della sua fede. Non cosi sicurameute difeso e quel
retaggio pifi propriamente morale ch' costituito
dalle store, dalle Iradizioni e soprattutto dalla co-
scienza della propria origine e della propria razza,
cioe da quella che potrebbe chiamarsi la coscienza
israelitica. Sovra quest si basa quel vincolo di razza,
di origine, di tradizioni che dev'espere conservato,
combattendo il suo nemico ch' appunto 1'assimi-
lazione; e 1' assimilazione noi qui respingiamo si-
curi, senza debolezze e senza limitazioni! Infatti as-
similarsi vorrebbe dire rinunciare ai sentiment
propri per assumere sentiment altrui; e il Sionismo
ben sa che I'opera sua generosa e urnana opera,
per i popoli occidentali, di fraterna solidarietl e
solo possible in quanto sia viva la simpatia, il con-
senso tra gli Ebrei sparsi nelle diverse region della
terra'); ii Sionismo ben sa che, solamente allor-
quando tale coscienza israelitica sia tenuta desta,
e lecito provare un senso di intima comunioue
allorch -- come egregiamente scriveva 1'avvocato
Ravenna si legge degli eccidi onde Oriente
rosseggia del sangue degli Ebrei.
Ma all'infuori di questo riguardo puramente mo-
rale, noi dichiariamo che a parer nostro non avvi
luogo a propugnare o negare un' assimilazione; per-
che non vogliamo ne cerchiamo che gli Ebrei si
studio di differenziarsi dagli altri contemporanei
o per particolari caratteristiche esteriori o per esclu-
siva comunanza di vita?). No, la esistenza loro deve
aprirsi serena e fiduciosa alle correnti .sane del pro-
gresso, senza preconcetti dannosi e senza ingiusti-
ficate paure; ma in pari tempo dev'essere sempre
animata e inspirata dal ricoido present e continue
della propria origine, dalla memorial delle vicende
del popolo ebraico, dal pensiero dei fratelli lontani
e vicini che ancor soifrono la pifi ingiusta delle
persecuzioni. Cosi avverra che gli Ebrei, pur cam-
minando sicuri nella via della civilth, si sentiranno
Ebrei veramente e sinceramente; e, pur senza far
consistere la loro dissimiglianza in vane apparenze,


1) I'ur onvenendo col chiaro professor Momigliano nel ri-
tPenre che a chi scruti oltre la buccia, s'impone la verith che
la question sionista 6 essenzialmente una question economic -,
vogliamo tuttavia osservare ch'essa unna quetioIne economic
la quale, nella realty dolle present condizioni, si mostrata
e imposta a coloro che con quelt roletariat mticonnu di cui discorre
il Soloweitschik ricordato dal Momigliano, hanno e senton co-
mune una coscienza, che avvertono al di fuori della solida-
rieti umana cosi poco attuata in pratica un vin;olo pii stretto
di solidarieti. Or i questo vincolo che il Sionismo ha fatto ri-
sorger vivo e parlante al cuore e alla mente degli Ebrei occi-
dentali; e questa coscienza che non deve andare sperduta e per
la quale unicamento gli Ebrei debbono entire appartcnenza
loro a unna special collettivith, dissimile da qiella nolla quale
passano la vita. ( F. Momigliano, Sionismno Occidentale in Idea
Sionista, Anno II, inmr 6-7).
2) Anche questo lpnto meriterrbbe di essere svolto; noi non
erediamo necessario di raccomantiare agli Ebrei un donsorzio
,:ontinuamcnte isolato e ristretto tra loro, come condizione sine
qua non della comunanza nella coscienza israelitica la quale
nella sna origine i e dev'essere ben al di sopra di siffatte ma-
terialiti della vita. Ora, daeche l'avvocato liavenna, nell'ultimo
numero del present periodico, deplora il fatto che nella vita


sentiranno in se stessi la forza di protegger 1'Ebrai-
smo da ogni offesa nemica, come nel cuore avranno
vivo e possente ii senso di commiserazione per gli
Ebrei derelitti, come nella fede che tutti li avvince,
proveranno il comune conforto di un'alta, benefica
idealith.
"4-

Concludiamo: sinceramente avversi all' assimila-
zione, stimiamo necessario che se ne fissi chiara-
mente il concetto, perch esso non deve affatto cou-
fondersi con la smania di esser sempre diversi dagli
altri; diversi, si, ma sol quando lo imponga il culto
delle idealita religiose e moral che sono nostro
retaggio e nostro patrimonio prezioso. In tale ri-
guardo si combatta la tendenza assimilazionista; ma
si ricordi che un officio piui positive e pif utile
s' impone, ciob quello di caldeggiare e propugnare
un'assimilazione veramente feconda, 1'assimilazione
morale tra gli stessi Ebrei. Essa e anche il miglior
ostacolo a quell'altra assimilazione che noi non
vogliamo; essa ha da esser raggiunta con un'opera
paziente che procuri la diffusione e la conoscenza
della verita,che tolga pregiudizi radicati e diffusi, che
migliori moralmente e materialmente. A essa dob-
biamo volger le nostre forze, se vogliam conseguire
fini veramente e praticamente conformi a quei su-
premi intent che ci stanno a cuore e che son la
ragione dell'opera nostra.
n. s.


La FEDE


Nelle vicinanze di S. Francisco due giovani fra-
telli che la bramosia di ricchezze aveva allontanati
dalla Palestina loro patria e dalla famiglia di cui
era capo un onesto negoziante di mediocre agiatezza,
fermaronsi per dare un po' di riposo alle stanche
membra. Era d'estate, il caldo era eccessivo, ma,
per non trovarsi di notte in luogo mal sicuro, in
quel giorno avevano dovuto molto camminare, a
piedi sempre.
Le miniere d'oro, mkta del lungo e periglioso
viaggio di quei giovani, erano press la collina do-
v' eglino s' erano sdraiati.
II sole era press al tramonto e pertanto, dopu
breve fermata, si recarono alla vicina capanna nella
quale solevano alloggiare i viandanti.
Nella sera i due giovani trovaronsi in compagnia
di altri cercatori di miniere anrifere. Tutti insieme
fecero una cena frugalissinia, centre il vino tuttavia
fu minscinto in quantity alquanto pif' che discreta, e
percii il buon more e la speranza leggevansi in
quasi tutti i commensali. Ho detto quasi tutti, perch
il pifl giovane dei due Palestinensi sedeva triste e
pensieroso. 11 proprietario della capanna, un ebrel.

private si seguono pass pass Ie abitudinii doi concittadini eatto-
lici; hI signore gareggiano nei convegni aristocratici col lusso.
collo sfarzo delle dame della nobilta secolareo.... (o segune nn
accenno che giustissimamente deplore < la carith cattolicti....
quando non siala icariti clerical ci sii permetta di dire
che nel fatto qui ricordato a part la consuetudine econfomi-
camente e socialmente riprovevole dello spose eccessivamente lis-
suose non vediamo un gran male.
11 male esiste in quanto 6 da deplorare il Insso e lo sfarzo,
ma i indipondente dal fatto che le signore Ebree vadano a con-
vegni aristocratic. Desidereremmo noi, per esempio, ehe le si-
gnore Ebree, abbandonando i convegni mondani, si riunissero i
festa tra lore, quando anche tra loro desser prova del inedesimo
lusso morboso, del medesimo antieconomico consume? Nulla af-
fatto. Noi desidereremmo, certo, ich le donne Ebree, ispirandosi
a qiei principii che dovrebbero avpr sacri "nel core, sapessero
conservare una lodevole modestia e temperanza di vita; ma, data
1' ipotesi che nol facciano, noi vorremmo quest solo, cho oI si-
gnore e i signori Ebrei, intervenuti a un elegant convegno
mondano, non dimenticassero e non deponessero sul limitare In
loro origin obraica; se la ricordassero invece a la sapessero ri-
cordare agli altri in moment opportune. Eeco ii modo vero di
non assimilarsi; per quanto s' attiene al resto, trattasi di vuiotu
apparenza.










L' IDEA SIONISTA 73


rumcno, fu il primo ad accorgersi del malumore di
muel viandante gliene domand6 il motive.
< Mi rattristo, rispose il viandante ripen-
" sando ai pericoli cni si va incontro per acqui-
" stare le ricchezze, mentre havvene si grande copia
d che tutti gli uomini potrebbero averne quanto
a basti per essere opulenti. Perch6 il Signore del-
1' Universo non fece una pil equa ripartizione
" delle ricchezze le quali servono a procurarsi i
c beni della vita? ,
a La Provvidenza interruppe il fratello mag-
Sgiore non ha concesso a ciascuno egual parte
Sdi dovizie perchI 1' ability richiesta per conservarle
non sono0 eguali in tutti gli uomini. Infatti vediamo
Sspesso arricchirsi mercer saggia previdenza, impo-
Sverirsi in difetto di essa D.
Tale disse il proprielario della capanna -
:; non 6 la cansa della ineguiagliauza. La vera cagione
bisogna cercarla nel pregio intrinseco delle ric-
chezze. Non sono quest un bene assoluto, ma re-
lativo; anzi sovente sono esse un male, un castigo
Sche per correggerli Dio inlligge a coloro che im-
Spiegano le ricchezze malamente e le fanno service
a ad alimentare il vizio. Ad essi restano alcun tempo
c (che trascorrono vivendo infelici) affinch6 si co-
: noscano le tristi conseguenze del mial uso delle
< dovizie e come alla ricchezza sia da preferire la
, mediocrity che da molti mali ci preserve e nella
Square si pub pill facilmente vivere tranquilli e
c content ,.
Un altro commensale diceva essere un bene 1' oro
;e lo possegga un uomo liberal, un male se lo pos-
,egga nn avaro; onde si meravigliava che, fra ricchi,
lochi fossero i liberal, molti gli avari, e giudicava non
piusta la ripartizione della ricchezza: L' uomo per
ci6, -- egli diceva sta perplesso intorno alla
Sginstizia di Dio. Perch6 non sono pif frequent i
, premi alla liberality e i castighi all'avarizia? A
< questo modo soltanto avrei la certezza mateimatica
< della divina giustizia .......
E finiva il sno dire cosi: Ilo, per essere con-
< into della giustizia di Dio, vorrei che fosse all'i-
Sstante soddisfatto il mio desiderio di scoprire una
Sminiera aurifera! Oh, quante opere di filantropia
Sio sarei capace di compiere! ,
<< Ma dunque gli replica l'albergatore voi,
c per persuadervi della Divina Giustizia, avete biso-
, gno di una fortuna che proprio arricchisca il ve-
< stro patrimionio, che soddisli proprio i vostri dlesi-
Sderi ardent, che proprio iiniazi subitamentse il
c vostro stato, la condizione dolla vostra famiglia?
Solo a lquesto patto voi riconoscete l;a holint i Dio?
SIo, vedete, non faccio olibietto di tutle le mie birame
0 lo scoprinmento di una miniera, nm, per coiisognirla,
Sho mai fatto lunghi viaggi e sostenllto gravi fati-
che; io non son coniliinuamen.e in attesa di una
< tale fortluna (e pure, chi ci dice, che non possa
Suni giorno toccare anche a me?), mia, ci6 non di
, meno, credo alia ginstizia di Dio e mi guard bene
Sdal misurare la nobilth delle opere divine alla me-
c schina stregua dei miei interessi particolari. Non
c dico, badate, che una miniera non sia cosa da
dc desiderare e che non se ne delba ringraziare Iddio:
Stutt' altro! anch'io la prenderei o]en volontieri e
l ne sarei felice! ma dico che agli occhi della no-
c, stra mente la maestt del Signore dell' Universo
, riluce altrimenti, ben pif alta, ben pifi fulgida! -
, TVoi dite che, se d' un tratto diventaste ricco, con-
" soleresto una quantili d' inlelici, onorereste i saggi,
c rimunerereste i dolti? Ma second quest modo1 di
" parlare, parroeble che voi siate nella certezza che
,, anche all'istante Dio non possa farvi scoprire la
c niiniera, da voi branata con troppa inquietudine.
Io, per me, sono di parer contrario. Credo che
Ssimili fortunate scoperte siano sempre, immanca-
Sbilmonte, 1' effetto della Divina Provvidenza, e nes-


" suno possa better limiti di tempo all' opera di
ac Essa ...... .
La conversazione durb finio alla mezza note, e
poi i viandanti recaronsi nelle loro celle a dormire.



Una miniera aurifera giaceva nel terreno sul
quale era costruita la capanna e nessuno sapevalo
o supponevalo per alcun indizio. Oh! meraviglia! In
quella notte un incendio ebbe distrutta la capanna,
ch'era tutta fabbricata in legno; tutte le cose ch' erano
in essa furono preda delle tiamme, salvo 1r person.
11 proprietario della capanna, come sapliamo, era
un ebreo della Rumenia. Dopo sevizie sofferte nel
suo paese nativo, dove gli era stata saccheggiata la
bottega di inanifatlhre, era anldao inl Palestina. Ma
non avendo cola trovato impiego, erasi recato in
Alessandria e s'.era imbarcato per 1' America, dove
la necessity lo aveva costretto a fare 1' albergatore.
La fortuna dunque dell' ebro ruimeno era fatta:
la sua fede aveva avuto il premio inlnediatamente.
Invero egli aveva sempre creduto alla ]bont e alla
giuslizia di Dio, e, senza augurarsi con volgare in-
sistenza o ricercare con indagini affannose lo sco-
primento d' una miiniera, aveva sempre nudrito la
viva liducia che, pi6 o men presto, sarobbe lieta-
mente cessata quella vita di stenti cui era condau-
nato per le persecuzioni di uornini malvagi. Aveva
sperato con mile aspettazione, e ora vedeva le sie
speranze realizzarsi in un modo generoso c! imnprov-
viso cui egli non avreble mai osato pensare; egli,
che ai nunerosi cercatori di miniere soleva racco-
mandare calma e pazienza, studiandosi di sinorzarne
i troppo facili entusiasmi, i troppo febbrili desideri!
L'inaspettata fortlna ispiro facilmento viva fede
ne' due ebrei della Palestina, i quali strinsero ami-
cizia con l'albergatore e per alenni anni restarono
press di lui in quality d' impiegati. Intanto la mi-
niera, intelligentemente e onestamente esercitata, co-
mincio a fruttare assai bene, e non1 ando mnolto che
il rumeno era divenuto un milionario. La novella
condizione non eccit nell' animo suo morbose pas-
sioni e insani desideri, quali soglion derivare dagli
arricchimeiti improvvisi. L' ebreo ruiiiino, auiimato
da vera fede e iCne persuaso che la sIa fortllna era
dovnta alla volonta di Dio, (:I1]I. -- i..l\., n solo di-
segno che lo aveva seimpir occupalo e la cui ellf,-
tnazione, ormnai possible, gli stava imoltissiiro a
core, come adempimiento d' un sacro dovere: egli
bramava di trasferirsi in Palestina e pensava di
liquidar la miniera, impliegando i suoi capital nel-
1' acqnisto di terreni in Palestina ....
Cosi fece di fatto nel minor tempo cie per lui
lfu possible; e la nova vita e la nova diniora ir-
radiarono di nna viva e consolante lice ideal -
rillesso di religiosi pensieri e di opcre none in
pro dei fratelli la modest esistenza dell' elreo
rumeno. E gl'ingordi e increduli cercatori di lun
tempo, che lo avevano veduto gilt povero e perse-
guitato ma pieno di fiducia e di rassegnazione, av-
vertirono con meraviglia che, pnr mutate le condi-
zioni di vita, la fede in Ini rivelava ancora come
gia per lo innanzi, bench con manifestazioni affhlto
diverse la sua presenza benefica e trionfatrice.
R." P. MODENA.:\


f I signori abbonati che ancora non
lo avessero fatto, sono pregati, per
I' ultima volta, a volersi mettere in pari
senza ulteriore indugio colla nostra
Amministrazione. 'IN











74 L' IDEA SIONISTA


V OT E S PA SE

IL CONVEGNO ANNUAL SLONISTA. In
conformity del 21 del nuovo St;tuto di organizza-
zione, Mercoledi 29 ottobre p. v. alle ore 1U antim.,
si iniziera a Vienna (IX, Tirkenstrasse 9) la ccnfe-
renza annual, alla quale parteciperanno con voto de-
liberativo i membri del Conitato e del Consiglio di
revision della Banca, i Presidenti delle Commissioni
permanent, la Direzione della Banca.
Ecco 1'ordine del giorno:
1.0 Rulazione sulla situazione, fatta dal Presi-
dento del Comitato d' Azione;
2." Relazioni gencrali sulla condizione del mo-
vimento;
3." Relazione sulla cassa (rel. dott. Kokesch);
4.0 Relazione unica sulla situazione del movi-
mento ne i singoli paesi e discussion intorno agli og-
getti 1-3 ;
5." Relazione delle Commissioni permanent;
6.0 Relazione sul fondo nazionale (rel. ing. Kre-
menezky);
7." Relazione sul modo di legalizzare il fondo
nazionale (rel. dott. Farbstein);
8.0 Relazione della Banca;
a) relazione della Direzione (D. Wolffsohn)
b) relazione del Consiglio di revision (dott.
Kokesch);
9. Stampa (rel. Architetto 0. Marmorek);
10." Bilancio (rel. dott. 0. Kokesch);
11. Riorganizzazione delle Commissioni (rel.
dott. Tschlenow).

La Jewish Colonial Trust ci comunica: a I signori
azionisti della Jewish Colonial Trust (Banca Coloniale
giudaica) sono convocati in assemble general ordi-
naria per venerdi 31 ottobre 1902, alle 9 '/, del mat-
tino, nel locale del Bureau del congress sionista, 9
Tiirkenstrasse IX, Vienna, col seguente ordine del
giorno :
1. Rapporto del consiglio di amministrazione e
dei commissari circa 1' esercizio 1901.
2." Rendimento di conti.
3.0 Rinnovamento del consiglio d' amministra-
zione e nomina dei commissari per il prossimo esercizio.
4.0 Questioni eventual.
A norma degli statuti, i registri rimarranno esposti
dal 17 ottobre al 31 ottobre incluso >.
11 Segretario general
JAMES H. LOEWE.

NELLA RUBRICA a SPRECHSAAL ) della Israc-
litische Rundschau leggiamo;
< Viene riprodotta da pareccli giornali la notizia
che nella grande rivista imperial di Posen fra le
Eccellenze e i general sia intervenuto anche il mini-
stro della guerra d' Italia, general Ottolenghi, noto-
riamente conosciuto come ebreo. La prescnza di questo
Uomo, forse, nei circoli ufficiali lasceri pensare che 6
una ingiustizia manifest e pienamente contraddicente
all' assetto dell' esercito, che annualmente siano alcuni
esclusi dall' esercitazioni degli ufficiali e quindi dalla
possibilitA di avanzamento, soltanto perch ebrei.
<< Ma forse si avvicina il giorno che anche in
Prussia, per quanto concern 1' ordinamento military,
per noi ebrei sarauno ammesse quelle medesime norme
che si praticano in Italia >.
CONVEGNI SIONISTI. 11 14 d'Agosto u. s. si
raduno la 3.a conferenza dei sionisti BulgaLri, alia
presenza di 44 delegati e di numerosi invitati. I la-
vori svolti in questo convegno furono notevoli: si
inviarono telegrammi ai capi del movimento e a S. A.
il principle della Bulgaria. Le elezioni del Bureau
diedero il seguente risultato: Persiado Romano, pre-


sidente, dott. Marco Romano e Carlo Herbst, vice-
presidenti, Sigismondo Rintel e Michele Buyerano,
segretari. Questa conferenza che ha suscitato tanto
interesse e varie adesioni 6 una vittoria control le ten-
denze autisioniste delle comunita di rito spagouolo.
, In Russia, per iniziativa dei sionisti di Bialy-
stok, si riuniva il 19 Agosto u. s. in questa citta una
conferenza sionista alia quale parteciparono i delegati
di Rest, Grodno e Bialystok. Fu eletto president,
L. Paperin, vice-presidenti L. Rosenthal e M. Anze-
levitch, segretari Muller e Schweinermann. Si discuss
ampiamente il tema dell' organizzazione, su cui riferi
con un competent discorso lo stesso Paperin, in ri-
guardo specialmente all' azione delle comunit, russe.
Si decise poi 1' union delle organizzazioni sioniste
delle tre citta, con sede in Bialystok. Nella second
giornata si discuss della propaganda (relatore Brian-
sky) e di altri temi di secondaria importanza.
Del Convegno di Minsk diciamo particolarmente.
IL PROLETARIATO SEMITA IN RUSSIA. A
proposito delle ultime repression i giornali politics
portavano le seguenti notizie:
Le prigioni di Mosca sono ora zeppe di operai, che
devono veuir deportati in Siberia. Tra questi trovasi
pure un grande numero di opera ebrei, ci6 che ri-
chiam6 la particolare attenzione del Governo. Richiesto
ad un operaio ebreo di oltre cinquantanni come si
sia lasciato trascinare ad azioui che sono di solito
suggerite e prodotte dalla vivacity giovanile, rispose
calmo: a Non ho nulla da perdere. Patisco la lame
in ogni modo. Qui o in Siberia, mi e del tutto indif-
ferente >>. Questa apatia dell'operaio ebreo dimostra a
qual punt sia giuuta la miseria di questi disgraziati.
11 Governo istitui una commission a cui affid6 la mis-
sione di esaminare il movimento rivoluzionario spe-
cialmente tra il proletariato semitico; da questo esame
poi dipenderi la nuova legislazione sugli ebrei in
Russia.
Alia test di quest commission si trovano 1' aiu-
tante del ministry dell' interno, Durnowo, 1' ex-segre-
tario del Senato Losino-Losinky ed alti funzionari del
dipartimento di polizia.
Questa commission dovrebbe cercare i mezzi di
migliorare la posizione degli operai ebrei che in se-
guito alia loro miseria estrema vengono spinti a di-
mostrazioni politiche. La commission si 6 post gia
in rapporti col Ministero dell'agricoltura, che istitui
una nuova commission cui spettera di studiare la
question di una migliore organizzazione delle colonies
ebraiche nella Russia meridionale (specialmente nel
governatorato di Cherson).
I CASTELLI DELLA PALESTINA. E' giunto
a Vienna il professor Ernesto Settin, di ritorno da
un viaggio compiuto in Palestina per conto dell' Ac-
cademia delle scienze, che ha fruttato la scoperta di
quattro grand castelli di antichissima costruzione, di
immense valore archeologico e storico. In un viaggio
precedent il professor Settin aveva notato vicino al
villaggio di Tanaak, a tre giorni di marcia da Geru-
salemme ed uno da Jassa, una collina di strano aspetto.
Alta una sessantina di metri, larga duecento e lunga
cento, sembrava una di quelle gibbositi del terreno
che si vedono press di Pompei, sotto le quali 1' oc-
chio distingue quasi le linee degli edifici non ancora
scavati. II Settin non si era sbagliato; e nel viaggio
ora compiuto ha sventrato il colle di Tanaak ed ha
messo alia luce le rovine di quattro grossi castelli I
di parecchi edifici minori ad essi attigui.
Gli abitanti di Tanaak non volevano acconciarsi a
vedere fend'ere col piccone e colla pala i fianchi dul
loro terreno su cui biondeggiavano le messi. Ma le
autoriti turche che dalla Porta avevano avuto 1' or-
dine di favorite la Missione, seppero calmare gli anini
della popolazione che aveva accolto dapprima gli in-
vasori a sassate.











L' ID1A SIONISTA 75


Nel mezzo della collina fu trovato il primo ca-
stello, una vera rocca, di costruzione araba; ad oriented
di essa un'altra appartenente all'epoca di Salomone; una
terza ad ovest del period canaanitic o preisraelitico;
ed una quart a nord-ovest del period postisraelitico.
In ordine storico viene prima il canaanitico poi il
salomonico, poi il postisraelitico ed infine 1' arabico.
II primo 6 costruito con macigni rozzi e grezzi sui
quali non ha lavorato lo scalpello; il second 6 ar-
cheologicamente e storicamente il pih interessante; le
pietre sono regolari; la costruzione simmetrica. In esso
furono trovati ornamentii ed amuleti attestanti un
avanzo di feticismo fra gli israeliti dell' epoca; e fu
scoperto un altare di tutta argilla, ai cui lati si tro-
vano in bassorilievo leoni e cherubini; 6 quest il
primo monument archeologico in ,zui i cherubini,
tante volte citati nella Bibbia, si vedano rappresentati
nella material. II castello postisraelitico ha il tracciato
di una fortezza; quello arabico appartiene presumi-
bilmente all'epoca di Harum al Raschid.
In tutti mancano i tetti; sono conservati solo i
muri maestri; e furono trovati vasi, armi, scheletri
indicanti le varie epoche. Essi si trovano ora nel museo
di Costantinopoli.
UN CONCERTO DEI COLON[ DI < RISCHON LE
ZION >. Coloro che seguono lo sviluppo intellettuale
e morale delle colonie palestinesi, si rallegreranno nel
conoscere che recentemente in Jaffa ebbe luogo un
concerto della society musical della colonia < Rischon
le Zion >. Fra gli invitati present si notavano i Ina-
gistrati, i consoli e tutte le notabilita della citta. -
I brani riprodotti furono accolti con grand applausi.
II concerto suon6 con molta perizia pezzi scelti dalla
Carmen, Roberto il Diavolo, Morituri, Tannhaiiser,
Faust, Guglielmo Tell e da altre opere ancora.
a VERSO L'AVVENIRE > di HEYERMANS. In
questi ultimi tempi ha sollevato vivaci discussion
I' ultimo lavoro di Heyermans in cui lo scrittore olan-
dese consiglia, per opporsi agli odi di razza, il matri-
monio misto. La compagnia De Sanctis rappresentava
recentemente al teatro Olimpia di Milano la nuova
produzione e il Corriere della Sera ne dava questo
interessante resoconto :
< La commedia in tre atti Verso 1' avvenire di Her-
mann Heyermans, data iersera per la prima volta in
Italia all' Olimpia, non avra certo la sorte, si pua
giurarlo, di avere 276 repliche come si dice ne abbia
avute al Teatro Olandese di Amsterdam. 11 pubblico
6 stato condannato a seguire per tre atti 1 piccoli
affari d'una famiglia di mercanti ebrei di Amsterdam,
rabbiosi, astiosi e esaltati, e, quel che 6 peggio, noiosi.
La casa 6 di Sachel, un vecchio :ivendugliolo di-
venuto cieco, avaro come un Arpagone, il quale vive
con la sorella Ester a il figlio Raffaele. Aron, vecchio
mercante anche lui, viene ad offrire della merce ed a
combinare il matrimonio di sua figlia Rebecca con
Raffaele, e i vecchi liticano e per la dote e per il
prezzo della merce. Quando Aron se n' andato e si sta
serrando la casa, perch 6 ora di dormire, sopraggiunge
Raffaele, che 6 un giovanotto triste come un funeral,
il quale preferisce passare le sue giornate a medicare
sulle tombe di famiglia piuttosto che assistere il padre
negli affari, cosa che, si capisce, displace molto al vec-
chio genitore che lo rimprovera una volta di pih
Raffaele comunica la risoluzione gravissima di an-
darsene di casa; ha bisogno di ritrovare la pace per-
duta. Perchmi? Domanda il padre. PerchB? domanda
la zia. Egli si lascia pregare, lascia intravvedere un
grande segreto, ma finalmente cede e parla. Tre anni
prima, una mattina, s' e accorto che suo padre, ven-
dendo della merce, toccava col piede la bilancia, ru-
lanlo sul pes,,. Da quel inomento nul amia pui su11
pidri, odia il coinmercio e vuole andarsene ad onta
delle preghiere, degli scongiuri e delle lagrime del
vecchio cieco il quale inutilmente gli assicura pian-
gendo che tutti i suoi colleghi fanno lo stesso.


II giovinotto trova modo di esporre delle nuove
teorie socialist intorno alla propriety e finisce col
dichiarare che il pane della sua casa 6 rubato.
Ma pure tu ne mangi! gli dice la zia.
No, e per questo me ne vado!
Vi ha pensato su tre anni buoni, ma la sua riso-
luzione non 6 perci6 meno energica. Pero, per non
guastare, resta in casa fine alla fine della commedia.
Al second atto si viene a sapere che Raffaele fa
1' more con la serva di casa, Rosa, e che le ha pro-
messo di sposarla. Piccola scena di gelosia fra gli
amanti, pistolotti di lui, conciliazione espansiva e
promessa reciproca di fuggire insieme, < con la front
alta, aspettando un' epoca piut bella di liberty che sta
per spuntare P.
II vecchio Sachel, per persuadeie suo figlio a re-
stare e prendere in moglie Rebecca, conduce, tornado
dalla chiesa il rabbino Eleazaro, il quale serve a fare
con Raffaele una discussion sul Vecchio Testamento.
Raffaele ritorce gli argomenti del rabbino, gli dimo-
stra come due e due fanno quattro che Iddio non
ammette la proprietA e non ammette il commercio.
Non spiega bene le sue ragioni, ma non 6 piut
breve per questo. In ultimo quando gli parlano dei
suoi doveri verso Dio, dichiara di non aver Iddii, di
non essere pih ebreo, di non essere nemmeno cristiano,
di essere invece lui stesso un sacerdote d' un nuovo
credo da predicarsi alle masse. La tela cade sullo stu-
pore e la disperazione dei suoi cari.
Al terzo atto la zia scopre la relazione fra la serva
e il nipote, e con l'aiuto del vecchio Aron riesoe a
farsi confessar tutto dalla colpevole. Allora le (lice chl
Raffaele sposer. Rebecca, che 6 partito, e che incarica
loro di offrirle duecento fiorini di buonuscita per an-
darsene senza far scandal
Te ne darb duecentocinquanta dice la vecchia.
Ah! voi mentite! esclama la serva poi-
ch6 voi non mi offr'irste piiu di quanto egli vi avrebbe
incaricato di offrirmi. Profonda osservazione ....
Cosi dicendo si slancia verso la porta, nella quale
appare Raffaele in persona.
Si gettano uno nelle braccia dell' altra, e si prepa-
rano finalmente a fuggire per davvero.
Cosa vai a fare disgraziato! grida il vecchio
padre Sachel, che 6 venuto fuori sentendo rumore.
Vado a compire un dovere risponde il figlio
abbracciando la serva un dovere che mi ha imposto
un Iddio, che non 6 il vostro, che non 6 quello dei
cristiani, un Dio che nessuno conosce!
E dove vai?
Vado verso 1'avvenire!
E cala la tela, non permettendo al padre di do-
mandare altre spiegazioni.
Questo, in breve, il nuovo lavoro dell' Heyermans,
tetro e poco simpatico per 1' ambient, falso per i ca-
ratteri, dogmatic e pesante per la forma. All' infuori
del vecchio Sachel, che forse perched taciturno, 6 riu-
scito un tipo, tutti gli altri hanno poca naturalezza
con i loro pistolotti. 11 protagonista Raffaele poi riesce
un' enigma inesplicabile con i suoi odii ed i suoi
amori, gli uni meno degli altri, e le sue teorie >.
I MILIONI DI HIRSCH. Israele Zangwill di-
rigeva al direttore del Times, in data 29 Giugno, la
letter seguente:
Signore
Permettetemi di ritornare brevemente sull'impiego
ingiustific:ito dei milioni di Hirsch, giacch6 i direttori
non hanuo credulo di dover rispondere all'atto di
accusa che io control di essi pubblicavo nelle vostre
colonne, e nella recent assumblea general dell'Anglo-
Jcwish-Associatioi -- 1' unica occasion durante un
intiero iinno, iln ui la direzione avrel b:; potuto essere
chiamatai a dilendersi la discussion degli argo-
menti che io aveva sullevati 6 stata sol'ouata dal pre-
sidente, sotto 1'evasivo preteso che io non era pre-
sente. (Si noti, che io non sono membro della As-











L' IDEA SIONISTA


sociazione e quindi in nessun modo avrei potuto
preseuziare a quella assemblea. La difesa, pronun-
ciata dal signor Montefiore nel suo discorso presiden-
ziale, 6 del resto improntata alle inedesime sottigliezze:
la pil' grand parte dei fondi dell' lea, egli dice, deve
andare a beneficio degli ebrei russi; come si potrebbe
dunque destinare codesto denaro a piro della Palestina
dalla quale gli ebrei sono esclusi?....
Si potrebbe, senza dubbio, impiegarne una parte
per farveli anmmettere! 11 signor Montefiore e con-
corde con noi che sarebbe meglio destinare codesti
fondi a favor della Turchia nessuna disposizione
amnministrativa opponendovisi che di altri paesi.
Tuttavia egli non propugna neppure immigrazione
degli ebroi russi in Argentina, perch, egli dice, la
question russo-ebraica non potrebbe essere risolta che
in Russia. Forse in ci6 vi ha un fondo di'vero:
ne io sono cosi fanatico sionista, per oppormi alla
risoluzione della question ebraica in Russia, piuttosto
che essa dovesse rimanere insoluta. -- Ma disgrazia-
tamente, la volonti del barone Hirsch non era punto
quest: la sua idea fissa era che gli ebrei abbando-
nassero la Russia! La < Associazione giudaica per
la Colonizzazione o non 6 una < Associazione giudaica
di palliativi ,. Ella ha per scopo di colonizzare.
Se si B incapaci di realizzare i desideri del barone
Iirssch, che i suoi amministratori rassegnino le loro
dimissioni o almeno si modifichi lo Statuto; Ma 6
una cosa assolutamente impossible, che il signor Moon-
teliore impieghi il denaro del barone Hirsch per far
trionfare le idee .... del signor Montefiore.
L' Ica essendo un istituto pubblico, io domando
ancora una volta perch non si osi pubblicare il ren-
dimento dei conti.
ISRAEL ZANGWILL.


Quadvi della Vita Giudaica

I.
Gli ebrei al Cairo e in Persia
La leggenda del preteso benessere degli ebrei in
questi paesi, durante gli ultimi tempi 6 ormai dimo-
strata priva di fondamento. La condizione mise-
revole degli ebrei galiziani fu gia con sollecitudine
e con ampiezza illustrate: n6 mancarono diligenti
scritti informativi sulla miseria degli ebrei nella
Lussia, con 1' intent, raggiunto in modo lucido ed
acuto, di mettere in evidenza le cause del deplore-
vole stato dei nostri correligionari nell'impero degli
Czar.
Per6 non soltanto in quest paesi dove il numero
degli ebrei 6 considerevole, ma anche in altri, dove
esso va a mano a mano diminuendo, questi paria
della society sono oppressi sotto il peso di una grande
miseria e di una profonda tristezza.
Un viaggiatore russo, che trascorse Inngo tempo
in Egitto ed ebbe occasion di conoscere con como-
dilh la condizione dei nostri fratelli nell' antica terra
dei Faraoni, pubblica nel Wosckliod, gazzetta settima-
nale di Pietroburgo, una interessante letter diretta
dal Cairo, nella quale viene tracciata la situazione
degli elrei in questa citti. E questi schizzi sono
sufficienti a mostrarci la vita degli abitanti del ghetto
hie trascorre quasi completamente nella niseria e
nel dolore, in una continue ed amara lotta per I'e-
sistenza, e in quest lotta il pif delle volte soccom-
benti.
L'Egitto 6 notoriamente il paese pil libero del
mondo: in special modo gli ebrei qui non solfrono
alcuna linitazione, e possouo risiedere liberamente
in ogni parte, dedicandosi a quilla profession che
Imeglio loro convenga. Ci6 nonostante in Egitto gli
ebrei vivono aucora nei ghetti e in una miseria spa-
eultevole. 11 ghetto del Cairo, conosciutto sotto il


nome di Dar-El-Barabar, colpisce per la sua abbie-
zione e per la moltitudine che vi 6 accumulate.
Le vie strette, anguste, nelle quali non vi 6 spazio
pel passaggio di una carrozza, dispongono di abita-
zioni mal sane in cui la luce penetra a stento. I
pochi ricchi ebrei, che hanno la sede dei loro al'ari
nella Muskastrasse, nel centro cioe della citth, abi-
tano anche eccezionalmente in altre part come 1' I-
snailia, 1'Abbasia e in Midon-El-Mlohammed-Eli.
Ma quest pochi ebrei benestanti, compost quasi e-
sclusivamente di emigranti austriaci e rumeni, non
possono in alcun modo alleviate le miserie dei loro
fratelli che vegetano in Dar-El-Barabar. E la
condizione degli ebrei nel ghetto del Cairo si va ogni
giorno facendo peggiore.
Di seicento famiglie che vivono nel Dar-El-Bara-
bar, certamente 1' otlanta per cento non hanno assi-
cnrata I'esistenza. La general miseria poi e l'incer-
tezza del domani accrescono le loro sofferenze anche
moralnente, mentre sul viso di ognuno, il ghetto
va segnando la propria inipronta millenaria e carat-
teristica. La maggioranza di questi miseri ebrei
sono operai ina essi si trovano generalmente senza
lavoro e quindi senza pane. La ragione principal
di questa mancanza di lavoro sta nella impossibility
di poter far concorrenza agli arabi che, almeno este-
riorinente, prestano i loro servizi per delle ricompense
irrisorie. Ogni iinprenditore si procura i migliori
arabi, ai quali concede salari assai tenni e che tratta
per giunta a suo piacimento.
Anche 1' ignoranza delle lingue straniere, che di-
vengono indispensabili a causa del carattere interna-
zionale dell' Egitto, peggiora la condizione degli ebrei
del Cairo, ed impedisce loro di essere ammessi come
giornalieri o impiegati al porto. I sarti ebrei, i pit-
tori e gli opera delle fabbriche si trovano ancora in
uno stato di inferiority di front agli arabi addestrati
nei laboratory europei. I fabbricanti e gli impren-
ditori europei sanzionarono per principio questa pre-
ferenza, e sebbene avrebbero potuto scritturare operai
ebrei, pure a po' per volta finirono per escluderli.
La conseguenza di ci6 & che due terzi della po-
polazioni di Dar-El-Barabar e senza pane e ognor
pil si lascia cadere in basso.
Una impression opprimente 6 data in Dar-El-
Barabar dai fanciulli. Seminudi e affamati, senza
guida e senza alcuno che di loro si dia cura, questi
figli della miseria stanno nelle suicide strade e nei
viottoli del ghetto, aggirandosi qua e lit, senza uno
scopo.... Anche gli altri, eccetto quelli che abitano
la parte nuova del Cairo, come El-Komp e El-Chendl
otirono un quadro di miseria e di dolore.
Ancora una prova che gli ebrei anche in luoghi in
cni non formano che una trascurabile minoranza, vi-
vono in grave stato di indigenza, lo porge la Persia.
Alcuni appunti sulla condizione degli ebrei in Persia
furono, di recent, pubblicati nella Revue Blanche: a
noi ci limitiamo a sunteggiare i dati, che riguardano
gli ebrei di Teheran, perch sintomo eloquente per
la condizione degli ebrei negli altri stati persiani.
La Comunith israelitica di Teheran si compone,
in complesso, di 6000 individui: ma solamente tre
di costoro possiedono un capital non inferior a
30.000 lire: tutti gli altri vivono nella pif squallida
miseria.
II pregiudizio sparso perc.i fra gli aderenti del-
1' Islam, che tutti gli oggetti, toccati dagli ebrei, che
tutte le abitazioni loro siano impure, accresce indi-
cibilmente 1' oppression dei poveri ebrei di Teheran.
Essi sono costretti a fare acquisto di case, per'
poter trovare una abitazione. E quest poi, mai t11i;
volta, nermeno gratuitamente, furono affittate o ri-
levate d:; un islamita, onde ease non hanno un va-
lore che come luogo di abitazione. Uno sguardo al-
1'interno di una abitazione gindaica in Teheran 6
sufficient per edurre della miscria giudaica in tutta
la sua grandezza.










L' IDEA SIONISTA 71


In queste abitazioni manca completamente il mo-
biglio: non sedie, non tavole, non cassettoni.... sul
pavimento i disteso un tappeto format di pezzi di
stoffa tenuti assieme a stento, sul quale gli abitanli
niangiano, siedono e dormono. La cucina e sita sotto
it tetto in un angusto spazio ammorbato dal fumo
o dal lezzo. In qual modo poi questi niseri rie-
scano a trar innanzi 1' esistenza, una domanda alla
quale nessuno potrebbe forse dar risposta.
Senza lavoro e senza occupazione alcuna, gli ebrei
di Teheran non sono in condizione di poter nutrire
si' stessi tanto meno poi le loro famniglie sia
pure di asciutto pane. La conseguenza di una tal spa-
ventosa miseria e che le basi delle fanmiglie ebree
di Teheran sono depravatamente rimosse. I di-
vorzi fra costoro sono fenomeni quotidiani. Le gio-
vinette ebree vengono in ancor tenera eta maritate:
esse son date in moglie al primo che le richieda. A
slento, in Persia si vede una giovinetta nel sorgere
dell' eth che non sia gii madre.
Chi scrive ebbe occasion di avvicinare molti
ebrei persiani immigrati in Russia, e deve confessare
lhe questi ebrei, anche sotto altri riguardi, sono
imolto degni d' essere considerati. La miseria e
1'inquietudine per il doinani, che li travaglia senza
posa, hanno in essi quasi spent la coscienza della
loro dignity d'uomo. Essi sono timidi, abbattuti, senza
speranza di aiuto. Quasi tutti gli ebrei di Teheran
solfrono letteralmente la fame..... I tentativi di alcuni
ebrei filantropi dell'Europa occidentale, di portare
awli ebrei di Persia aiuti spiritual e material, sono
rimasti, purtroppo, fino ad oggi, senza alcun sensible
risultato. Gt.



M M AIMONIDE

( \edi nImnero precedenlte)
Frattanto, come gia nel Marocco, il giudaismo
era lieramente perseguitato nel Semen, ove si viola-
vano barbaramente le coscienze, minacciando di more
cli non apostasiava. Alle minaccie, senza pieti al-
cuna, seguivano i fatti: Israele' resisteva, ma sentiva
venir meno le forze e tanto piui si accasciava non
vedendo neppure la pift lontana speranza di un
avvonire meno angosciato, no trovandosi nel paese
uno solo di quegli spirit superior, che sanno
cosi bene ravvivare il coraggio dei miseri oppressi.
La disperazione era giunta a tale, che un ebreo per-
correva le comunitia, predicando la mission di Mao-
metto essere annunciata nella Tor a o 'islamismo es-
sere una nuova rivelazione destinata da Dio a surro-
gare la promulgazione del Sinai; inoltre un fanatico
si presentava come il precursore del Messia ed esor-
tava tutti a tenersi pronti a ricevere il liberatore ed
a distribuire i loro beni ai poveri. Simili imprudenze
suscitavano nuove e pif terribili recrudescenze di
fanatismo nei nemici del popolo ebreo, accrescendone
a mille doppi i mali.
In tale frangente il dotto rabbino Jacob Alfayoumi
ricorse al Maimonide per consiglio ed aiuto, confes-
sandosi egli impotente a resistere all'invadente pe-
ricolo di una general diserzione dal campo di Gia-
cobbe. Ed il Maimonide rispose al doloroso appello
mandando alle comunith del Semen un' Epistola in-
spirata ai pifi puri e nobili sentiment di divozione
profonda ed illuminate. In quell'Epistola cosi si
esprime:
SDio nella sna misericordia distinse gli Israeliti
dagli altri popoli facendone i depositari della vera
religion; per questo gli altri popoli li odiano; sono
sdegnati non control di noi, ma control la volonth
divina, di cui la nostra esistenza P una splendid
inanifestazione e vorrebbero distruggerci per impp-
dire 1' adempimento di quella volonta. Non 6 nuova


la persecuzione control Israele: essa comincia fino
dalla rivelazione sul Sinai; talora si manifesta colla
violenza per mezzo di Amalek, di Sanacheribbo, di
Nabucodonosorre, di Tito e di Adriano, talora col-
' inganno e coi sofismi come tra i persiani, i greci,
ed i romani; talora infine con nuove dottrine reli-
giose coperte del manto del giudaisino come ii cri-
stianesinio e 1' islamismo; ma le rivelazioni di Na-
z;rot e della Mecca non sono che una pallida, esa-
mine e fredda inmmagine di front all' essere vivo e
palpitante del giudaismo. Bisogna essere bambini od
insensati per scambiar 1'ombra colla realty ".
Di questo pass il Maimonide continue a spiegare
luminosamente il pensiero israelitico collar chiaro-
veggenza del grande pensatore che, malgrado le fitte
tenebre avvolgenti 1' umanith, score tuttavia attra-
verso ad esse il lontano sfolgoreggiante sole della
redenzione. Dopo otto lunghi secoli d' inenarrabili
sciagure, quelle pagine sono ancor vive e pif vive
che mai, e dovrebbero dar luogo a profonde rilles-
sioni, soprattutto a certi odierni partigiani di una
codarda ovoluzione che orinai piit non trova 1' atte-
nuante delle terribili aillizioni degli Ebrei del Yeene.
II Maimonide chinde la sua Epistola colla seguente
perorazione:
SFratelli, meditate sulle verita espostevi, non
perdetevi d' animo in mezzo ai patimenti; quest non
hanno altro scopo che di mettervi alia prova e di
mostrare che la posterity di Giacobbe, i discen-
denti di quelli che ricevettoro la legge ai piedi del
Sinai posseggono soli la vera religion ,.
Questa letter produsse il desiderato effetto e di
tanto accrebbe la fama del Mailnonide ch'ei diveinn
il consigliere ed il consolatore di tutti gli alllitti.
Eletto rabbino al Cairo, vi esercita un vero sacer-
dozio. Nemico degli abusi, li comnhatte con energia;
tenace nelle proprie convinzioni, tollera e rispetta le
altrui; indulgente per tutti non lo P allatto per s';
occnpato indefessamente, e come rabbino o come
medico, lavora tuttavia con alacrity interno alla sua
second grande opera, il Mischni Toria o Codice re-
ligioso, opera gigantesca, la cui apparizione segna
un avvenimento nella storia dolla letteratura giudaica.
11 Talmud, questo intricate labirinto, come gia si P
detto, di cognizioni svariate, vastissime ed accatastate
senza ordine, diventa in mano al Maimonide un
tutto coordinator o scientificaniente spiegato. 11 Mischne
Tora riassume intero il prodotto di tre lunghi secoli
di profonda saggezza, di divozione serena e di mo-
ralith perfetta; ivi, accanto alla lilosofia dei dottori
del Talmuil, trova degno post anche quell di Ari-
stotele. Scopo dell' autore si P di agevolaro la cono-
scenza del giudaismo biblico e di quello del Talmud
cho per lui sono una cosa sola: per lui i dottori del
Talmud sono autorith incontestabili, meritevoli di
stare allato dei profeti, come modelli di pieth e di
virft. Questa dottrina, espressa forse con rigidezza
soverchia, non fu sempre a tutti bene accetta e da
tutti bene intesa e fu cagione qua e lit di incon-
venienti, che non P qui logo di citare; quale
opera umana P seuza difetti? Fallo 6 per cdhe ii
Mischn6 Tor;i sollev6 un vefo entusiasmo in Israele.
Se no moltiplicarono a disinisura le copies e si dif-
fusero nell' Arabia, nella Palestina, in Oriente, in
Africa, nella Spagna, nel inezzodi della Francia ed
in Italia. Dieci anni dopo la sua comparsa non v'era
angolo di terra ove non fosse letto e studiato. La
venerazione per 1' autore toccava quasi l'idolatria; lo
chiamavano I' Unico, il gran maestro dei rabbini, la
luce d'Israele. Dalla Spagna alle Indie, dal Tigri al-
1' Enfrate, all' Arabia meridionale non si parlava chr
di lui; era diventato il rappresentante illustre del
giudaismo intero. Non mancarono ni invidiosi, ni
detrattori, tra i quali 1'orgoglioso gaon di Bagdad,
Samuel Ali; man 1' opera del Maimonide era troppo
al di sopra dell' invidia e della critical iialsana, per-
che ne potesee venir menomato il merito.-










L'IDEA SIONISTA


Intanto anche scrivendo di cose mediche ed eser-
citando 1' arte salutare, il Maimoiide inieteva nuovi
allori. 11 generoso visir di Saladino, Alfadhel, gli da
lettora-patente di medico di corte con assegno annuo
e ]o colnma di favor; tutte le notabiliti del Cairo ne
imitano l'esempio e divengono suoi client. Egli e
uno dei Ire personaggi illustri per onorare i quali
il celebre medico e teologo mussulmano Abdellatif
si reca appositamente da Bagdad al Cairo; i poeti
ne cantano oI lodi, ed il re d' Inghilterra, Riccardo
Cuor di Leone, gli offre di nominarlo suo medico.
Maimonide rifiuta. All' apogeo della gloria corre nel
1187 un pericolo gravissimo. II teologo arabo che gli
aveva salvato la vita a Fez, ritrovandolo ebreo al
Cairo lo accusa di apostasia: una morte ignominiosa
lo attended, ma 1' illuminato suo protettore Alfadhel
sentenzia che una fede imposta colla violenza non
ha valore, pub essere impunemente ahbandonata e
o1 manda assolto. In quel torno 6 nominate naghid,
ossia capo di tutte le Comunita dell' Egitto, dignity
conservata dappoi di padre in figlio per circa due
secoli nella famiglia di lui.
Sempre intent ad essere utile a' suoi correligio-
nari si adopera con alacrity a promuovere il mi-
glioramento della condizione degli Israeliti del Ye-
men, e da Saladino ottiene che gli ebrei possano di
nuovo stabilirsi nella citth santa.
[ntanto i suoi nemici, invidiosi de' suoi trionfi,
con a capo il noto Samuel Ali di Bagdad, gli muo-
vono una guerra spietata mettendone in dubbio l'or-
todossia perch nella sua opera avendo affemnato
essere 1' anima immortale ed immateriale nT-mondo
future, pareva avere sorvolato sulfa credenza della
risurrezione dei morti. Ma il Maimonide aveva un
concerto troppo elevator della spirituality della uostra
religion; la sua vastissima e nobilissima mente
spaziava in region troppo eccelse per lasciarsi in-
durre a discendere in terra e profanare il suo su-
blime idealism nelle mediocri teorie di certi mate-
rialisti dello spirit. Percib ai fieri attacchi de'
suoi avversari egli opponeva una disdegnosa indif-
ferenza, continuando a dedicarsi agli studi, al suo
apostolato e come medico e come rabbino, e condu-
cendo a termine ii suo grande trattato di filosofia
religiosa, il Mord Nevuchim, Guida dei fuorviati,
important non solo dal punto di vista special del
giudaismo. ma eziandio per la storia general della
filosofia del medio evo. Ammiratore appassionato di
Aristotele egli senate che ]a filosofia di lui concorda con
qnella del giudaismo, della cui verith, a suo credere,
il grande stagirita era convinto. Aristotele, come
1' Israelita, ammette un Dio unico, padrone sovrano
del create, e pone la perfezione umana nella cono-
scenza di s6 stesso. Anch' egli trova che la filosofia
e la religion hanno lo stesso punto di partenza e
conducono allo stesso fine.
Se la verith che uomo score coll' aiuto della
ragione e la rivelazione promulgata sul Sinai si as-
somigliano nell' origine e nel fine, devono necessa-
riamente assomigliarsi nelle parti e giungere per vie
diverse ad un risultato identico; i impossible che
la filosofia e la religion si contraddicano, emanando
entrambe dallo stesso spirit divino. Come Aristo-
tele, il Maimonide assevera che ii create si compone
di una series di esseri di different gradi, ma il fi-
losofo ebreo ne rinvigorisce il sistema aggiungendovi
delle idee original sull' uomo ed il suo destiny. Dio
essendo la perfezione e la somma bonth non pub
aver create che un mondo essenzialmente buono. II
male esistente sulla terra non e create da Dio; e
1' assenza del bene e proviene dall' essere la material
troppo greggia e refrattaria al bene. Si pub trionfare
del male. L' uomo e un composto di material greggia
di una sostanza pura, cioe l'anima dotata da Dio
della facolth e dell' aspirazione ad istruirsi. Coll' i-
struzione si arriva a comprendere armonia del
mondo e 1' arione divina sul create, ei impara a


trionfare della material e si sale al grado di angelo.
Elevandosi ai pifi nobili concetti ed acquistando la
purezza dei costumi, 1' uorno diventa spirit, conqui-
sta 1'immortalith e si unisce allo spirit immortale del
mondo. Tutto ci6o conseguenza del libero arbitrio.
Ma allo stesso modo che si conquista immortality
vincendo la material, cosi si riceve la punizione sof-
focando la luce dello spirit sotto il peccato e gli
appetiti della niateria.


"Continua)


Prof. G. PUGLIESE.


La Goqferepza di Miqsk


Vitebsk 19 IX 1902

A pochi giorni di distanza dal Convegno di
Bialystok1), i sionisti russi si sono riuniti in una
grande conferenza a Minsk, in cui sono stati rap-
presentati tutti i gruppi regional, costituiti fra noi
con una attiva e stabile organizzazione. A quest
riunione parteciparono tutte le varie frazioni del
sionismo, che da breve tempo vanno qui formandosi:
dai delegati del a Misrakhi >, la federazione delle
associazioni sioniste ortodosse, a quelli della < Fra-
zione dei sionisti democratic (quasi che fra noi
potessero esservi degli aristocratici) che nel terzo
paragrafo del loro staluto, affermano esplicitamente
< essere contraddicente alla natnra del movimento
accogliere la religion fra i fondamenti e nel pro-
gramrma del sionismo >. Gli ortodossi sono interve-
null assai numerosi, capitanati dal lIabb. Reines di
Lyda; mentre alla test della Frazione si notavano
i signori D.r Mozkin, D.r Weizmann e D.r Kohan-
Bernstein.
I vari gruppi si radunarono in conference pre-
paratorie: fra gli ortodossi si era fatta la proposta
di domandare alila Cassa general un contribute per
far front alle spese per la propaganda, ma si aderi
poi, dopo lunga e vivace discussion, al parere di
coloro che, come segno di /brza ( sic ), non volevano
si accettasse alcuna contrihuzione. Cib vi significa
come qui it sionisino sia batlagliero ed organizzalo
stabilmente, si che gih fa sentire i suoi benefici in-
flussi snlla vita del giudaismo russo. Una conferenza
infatti dove gli ebrei russi potessero radunarsi e
discutere con lanta liberty dei loro interessi, alcuni
decenni or sono non sarebbe certamente stata pos-
sibile. Ma quello che vi ha di veramente notevole,
e il grande interessamento che pei lavori del con-
vegno dimostrarono sia i circoli nazionali russi, sia
la stampa political, senza eccezione di partito. Molti
giornali, come la < Nowoje Wremja ,, la < No-
wosti >, la a Petersbourgskija Wjedomosti s e la
< Odesskija Nowosti > dedicano simpatici articoli al
Convegno di Minsk, mettcndo in vista it sempre
crescente sviluppo del movimento sionista fra il
giudaismo russo e il bene che esso pub arrecare
anche alia nazione.
La < Nowosti > fra 1'altro dice: < Anche i cristiani
appoggeranno certamente i sionisti e stenderannu

1) Vedine una breve relazione nella rubrica Note Sparse.
N. d. R.









L' IDEA SIONISTA


loro una mano fraterna all' intent di sollevare
' infelice popolo giudaico o. La K Odesskija No-
wosti comment: < II Sionismo e la voce stessa
della vita. Esso B il prodotto dei fenomeni social
del nostro tempo, e noi non possiamo accoglierlo
che con simpatia e con appoggio >. Perfino la x No-
woje Wremja ., giornale antisemita che deride il
giudaismo spesso e volontieri, ha comment favo-
revoli pel Sionismo notando i frutti che presto o
tardi dovrk portare.
11 convegno fu aperto il 4 Settembre u. s. alle
11 antimeridiane alle prcsenza di 500 delegati, dal
president del Comitato Sionista di Minsk, dottor
Bruck, che pronuncib un applauditissimo discorso
di apertura, in cui constat6 i progress del sio-
nismo nel riguardo della sua organizzazione e della
sua opera political, mettendo in vista quanto ancora
rimane da lavorare e come gih si delinei un pros-
simo success per le aspirazioni del popolo giudaico.
Si procedette quindi alle elezioni e riuscirono eletti:
president il D.r Tschlenow di Mosca, Consiglieri:
Rabb. Rabbinowitz ( Sopotzkin ), ing. Ussischkin
(Jekaterinoslaw), prof. Bilkowsky ( Pietroburgo),
ing. Temkin (Elisabethgrad), il D.r Bruck (Homel),
l'avv. Jasinowsky (Varsavia), Goldberg (Wilna),
avv. Rosenbaum (Minsk).
Furono letti numerosissimi telegrammi di ade-
sione fra vivi applausi della assemble. Quindi il
dott. Bruck riferisce intorno alla organizzazione sio-
nista in Russia; il signor Losinsky present il ren-
dimento dei conti. Seguono altre numerose relazioni
dei diversi capi dei Gruppi regional, intorno alle
condizioni del sionismo e della vita giudaica nelle
loro region. La seduta vien tolla alle due di notte.
Nel giorno seguente si comincib la discussion
intorno alle relazioni. Parecchi discorsi furono pro-
nunciati: non mancarono le critiche ai diversi re-
latori (notati specialmenti i discorsi del d.r Bragin e
di Scheinkin sulla organizzazione sionista in Russia);
ma.si concluse ad ogni modo con un voto in cui confer-
mavasi la fiducia nelle commission e nei capi esi-
stenti.
Avvicinandosi il sabbato i lavori furono sospesi.
II giorno dopo i tempii israelitici furono affollatissi-
mi e in parecchi si pronunciarono conference sioniste.
Nella sera del sabato si riprese la discussion dei temi
che erano rimasti in sospeso: e si pass a trattare
dell'importante tema della educazione e della cul-
tura, concludendo con il seguente ordine del giorno:
, In adesione ai deliberate del V. Congress di Ba-
silea, saranno nominate due Commissioni, composite
di delegati dei vari gruppi, i quali cercheranno che
sia iniziata la propaganda a favore della cultural .
La Commission riusci cosi composta: Kohan Bern-
stein, Ginzberg, Itelsohn, Klansner, Rabbinowitz,
Jawitz.
Furono raccolte poi numerose offerte a favore
delle varie istituzioni sioniste; e la stessa < No-
wosti si offri per pubblicare gratis le varie rela-
zioni del Comitalo d' azione e di quello della Cassa.
Questo convegno riusci dunque interessantissimo
e ci auguriamo che segni un benefico e duraturo
risveglio nella vita del giudaismo russo. BAGROW


Barbarie Moderna


L' Avanti! cosi intitolava in un numero degli scorsi
mesi, questi arguti coinmenti, che sono ancora d' at-
tualit&, all' esito delle recent elezioni in Francia, in
rapporto specialmente alle condizioni dell' antisemi-
tismo francese:
L' antisemitismo gia morto in Francia agonizza ora
in Algeria. Le ultime elezioni gli hanno assestato il
colpo di grazia e i suoi piu noti corifei ne vanno
dettando a modo loro 1' epitaffio coprendosi vicende-
volmente d' accuse infami e d' osceni vituperii.
Pensassero almeno a lavare i loro cenci in fami-
glia! Ma no, gli antisemiti si sentono presi invece da
una smania feroce, dal bisogno incoerente di spogliarsi
dinnanzi al pubblico mettendo a nudo la poverty mo-
rale di quello che era un gruppo di sfrontati dema-
goghi e pretendeva al titolo di partito.
L' attacco 6 cominciato nelle colonne dell'Antijuif
che continue a subire 1' ispirazione diretta di Jules
Guerin. L' esilio irrita e pesa gravemente sull' animo
dell' eroe del forte Chabrol. II Drumont che da vicino
gli pareva un apostolo di gran cuore e di solid dot-
trina oggi gli apparel nella solitudine della sua povera
camera d'albergo un egoista, un cinico ingrato. A
nessuno 6 passato per la mente di offrirgli una can-
didatura.
Gli antisemiti 1' hanno dimenticato come i plebi-
scitari hanno dimenticato Deroul6de e il suo fido
Acate Marcel Habert. Ma quest ultimi sono ricchi e
il Guerin si dibatte nelle strettezze. Chi soccorre ai
suoi bisogni? Chi lo conforta d'una parole arnica?
L' odio lentamente accumulate, malamente compresso,
esplode allora in una diatriba violent control il Dru-
mont cui si nega ingegno, carattere, coraggio, tutte
le doti insomma che si ammiravano poco tempo in-
nanzi dai suoi rumorosi partigiani.
Stuzzicata, la Libre Parole risponde per le rime.
Guerin il forte, 6 sbalzato violentemente dal suo pie-
distallo e 1' ex-deputato d' Algeri, che non paventava
d' incrudelire control i vinti, ripiglia per conto suo
1' atto d' accusa del procuratore general davanti alla
Alta Corte dove le truffe e le indelicatezze segnano
le principal tappe d' una carrier non lunga ma che
era predestinata a finire nella piu lagrimevole miseria
morale.
Ed ecco oggi entrare in lizza anche il Regis. 1
proprio tutto lo stato maggiore dell' antisemitismo che
si schiera di front per correre il palio del disonore.
Max Regis dichiara di ritirarsi dall' agone politico.
Egli 6 stance di sacrificare tutto a una causa per-
duta la quale non pub neanche dargli le dodicimila
lire annue che gli sono indispensabili per vivere agia-
tamente a Algeri. Quindi.... bon soir messieurs, come
diceva Arthur Meyer ai boulangisti 1'indomani della
fuga del general. Ma il giovane Regis ha un dossier
segreto e non intended d' andarsene a mani vuote. 0
gli amici antichi gli pagano i debiti a titolo di buona
uscita oppure egli pubblicherh in volume quello che
ha visto e udito nei retroscena della troppo prolun-
gata commedia antisemita. Drumont e Rochefort sono
avvertiti.
Queste scissioni, quest violent diatribe personal
dicono meglio d' ogni comment che la gazzarra anti-
semita 6 giunta veramente alla sua fase risolutiva. A
part la diversity della forma, pih clamorosa e piu
sfacciata, in Francia si ripete oggi lo stesso fenomeno
che ebbe luogo in Germania.
In Francia non si parlava ancora d'antisemitismo
quando a-Berlino teneva cattedra 1' Ahlwardt. Nel 1892
qnesto mediocrissimo professor veniva eletto trion-
falmente a deputato e nel 1893 arrivava al Reichstag
tutto an gruppo d'antisemiti, forte di quindici membri.
Una legislature bastb a sfatare il miraggio dei falsi
apostoli che bandivano la nuova crociata control gli ebrei.










80 L' IDEA SIONISTA


Nella Camera successive il gruppo antisemita non
contava pif di sette membri e oggi quel numero e
scemato ancora, fino alla sparizione complete del gruppo,
battuto in breccia dai socialist e straziato dalle divi-
sioni intestine.
ll popolo tedosco ha dimenticato la parola superba
e stolta dell' Ahlwardt che prometteva di restore sulla
breccia, fino a quando 1' ultimo ebreo non avesse ab-
bandonato il suolo tedesco. II popolo francese sta di-
menticando del pari la promessa del Drumont di cac-
ciare da Parigi, dalle province dell' est e dall' Algeria
tutti i figli di Sem. Se qualouno 6 stato cacciato dalla
Algeria quest' uno 6 Drumont e dietro lui vengono,
involti nella stessa sconfitta, Marchal, Regis, Morinaud
e Lionne.
II v socialismo degli imbecilli > non 6 pianta che
possa attecchire nel paese della grande rivoluzione ed
* invano che si cerca di rigettarlo per vie traverse
nella barbarie di un qualunque principato balcanico.
Si lasci il triste onore di cacciare a schiere gli ebrei
alla lumenia, la quale si accorgerh fra breve dell' er-
rore commesso privandosi dei suoi abitanti piii la-
boriosi.
Del resto, quando ben si guard, lo stesso governor
rumeno ha coscienza dell' infamia che sta compiendo
e i suoi rappresentanti diplomatic all' estero lavorano
a tutt' uolmo per opporre menzognere smentite alla
stamp che denuncia la nuova barbarie di una cro-
ciata religiosa all' alba del ventesimo secolo.
Ma questo 6 cosi grave fatto e cosi violent nella
sua ipocrisia legislative che merita di venire ampia-
mente illustrate.


L' intervento delle Potenze
a favore degli ebrei rumeni

Hay, segretario di Stato del Governo nord-ame-
ricano, ha indirizzato ai suoi agent diplomatic al-
1'estero una circolare in cui e detto:
Gli Stati Uniti non firmarono il trattato di
Berlino del 1878, che esclude qualsiasi differenza
di trattamento per opinion religiose verso i citta-
dini degli Stati Balcanici; ma la Rumenia non
avendone tenuto conto, una quantitA enorme di ebrei
6 forzata ad emigrare negli Stati Uniti. Io sono
quindi obbligato a fare appello alle potenze, affinche
facciano eseguire gli articoli della Convenzione che
accordano libertii piena agli ebrei, come a tutti gli
altri abitanti della Rumenia ..
L'Hay aggiunge nella sua circolare, che gli av-
venimenti storici e l'esperienza personal dimostrano
come gli ebrei posseggano in alto grado le quality
morali di buoni cittadini. E continue: < Nessuna
classes 6 meglio accolta agli Stati Uniti; ma il Go-
verno federal non pub tacitariente farsi complice
di questa ingiustizia internazionale. Egli e obbligato
a protestare control il trattamento a cui sono soggetti
gli ebrei di Rumenia, non soltanto per le sue con-
seguenze material, ma anche in nome dell'umia-
niit .

11 principle rumeno Vladimiro Ghik, scrive alla
Tribuna una letter a proposito di quest nota, in
cui si chiede, come gli Stati Uniti, che vogliono la
formula, 1'America agli americani, non sentano che
1'Europa potrebbe e dovrebbe rispondere al loro
inlervento con un o fin de non recevoir ,. Peccato
che quest pubblicazione coincidesse coll' anniuncio


che 1'Inghilterra ha inviato alle potenze firmatarie
del trattato di Berlino una nota relative alla que-
stione rumena, analoga a quella degli Stati Uniti!
11 signor Ghik pub essere soddisfatto: di political
europea si occuperanno dunque specialmente gli
Europei!

Altri telegrammi inviati da Londra alla Tribuna
informano: I giornali assicurano che lord Lans-
downe ha adottato la stessa linea di condotta del-
l' Hay, nella question degli ebrei di Rumenia,
anzi, second alcuni giornali americani, 1' Hay, prima
di diramare la sua nota, si assicur6 l'appoggio del-
1' Inghilterra.
Generalincete si ritiene che 1' azione degli Stati
Uniti non avrh nessun effetto. Russia, Germania ed
Austria avevano negli anni scorsi ripetulamente
fatto rimostranze in proposito; se queste fallirono
e assurdo sperare che possano avere effetto le rinc-
stranze americane. La coercizione B fuori question.
I rumeni sono tranquillamente decisi a slidare gli
obblighi dei trattati e 1'opinione pubblica del niondo
e a condurre a fine il loro disegno di obbligare
cioe, mediante la persecuzione, gli ebrei ad abban-
donare il paese.
Alcuni si donandano se gli Stati Uniti, fallito
il loro tentative diplomatic, si vendicheranno sulle
polenze europee chindendo le porte all'emigrazione
degli ebrei ruimeni e rigettandoli cosi in Europa.
Le person che conoscono meglio la situazione po-
litica social americana non lo credono possible,
perched cib solleverebbe tutto I'elemento israelita che
negli Stati Uniti b polente nella Banca.
I giornali inglesi ed americani riconoscono anti-
cipatamente che non si deve aspettare nessun risullato,
ma e important il fatto che Inghilterra e Stati
Uniti si trovino nuovamente insierne in una que-
stione internazionale.
Chamberlain, interrogate sulla question, ha di-
chiarato che [a persecuzione degli ebrei rumeni b
altrettanto impolitica quanto crudele ,.
11 governor francese non ha ancora risposto alla
nota Hay; quatlunque non si conoscano le decision
che prendera Delcasse, si ha 1' impression nei cir-
coli diplomatic che il ministro degli esteri si limi--
terh puranmente a rendered omaggio all' intenzione
nobile che ha inspirato la nota americana. La ra-
gione del riserbo delle maggiori potenze enropee
starebbe, a quanto si sostiene dai giornali politics,
nel sentiment, che importa non assecondare la po-
liiica americana in quei tentativi di inframmettenze
europee che van no ripetendosi con singolare fre-
quenza.
Come concludeva per6 la Koelnische Zeilung, con-
traria all' intervento della Germania, bisogn: con-
venire e he le rimostranze delle due grand nazioni
civil costituiscono un eccitamento alla Rumenia
spingendola nel proprio vanlaggio a modificare la
propria legislazione sugli ebrei. Lo farh ? E', a;
ogni modo, inleresse della Rumenia di eliminate
la question ,.
Rag. AMEDEO DONATI Responsabile
Modena, Tip. degli Operai ( SocietB 2 cirima Crp.liativa)










ANNO 11.0 MODENA, OTrOBRE-NOYEMBRE 1902 Nu~r.0 10-a


IP EA


510NISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA
FONDATA DAL PROF. CAV. CARLO A. CONIGLIANI


ABO.VAME.V'O AUO. . . L. 2,00 ADESIOOI e CORRISPOYDENZE al Signor
PER L'ESTERO . . . .. 8,00 1 BENVEVUTO DOYATI MIODEA
"' "' "


SOMMARIO: Gli Ebrei in Rumenia: (I1 limited fra la Corda
Fiatres e il Sionismo, Dott. A. F. FoaiMolaci. Un'inter-
vista col Dott. Kauf, A. DE. CARtLO. Un iarticolo di A. Leroy
Beaulieu. VAuIA, Red.) Parole sincere, Avy. E. ViaGVANI.
Note Sparse. Quadri della vita giudaica. II. Disor-
dini in Polonia e restrizioni in Russia. Vocchia nuova
terra, (Altneuland) g. p. Maimonide, Prof. G. PUGIrESE.


Gli Ebrei in Rumenia


II limited fra la Corda Fratres ,, e il Sionismo"'

Nella Corda Fratres vi sono oggi due tendenze
divergenti: l'una mira a ricostituire le varie nazio-
nalit, riservandosi poi di affermare, quando avra
raggiunto la sua meta lonlana, un patto di fratel-
lanza internazionnle: l'altra tendenza rispetta le
aspirazioni patriotliche o nazionaliste di tutti i con-
federati, come ispetta qualsiasi loro convinzione
religiosa o political, ma vuole che senza indugio si
alfferni fra la gioventii universilaria di tutto il
mondo, al disopra della political e della religion,
quell'affratellamento che 6 suggerito dal senso di
solidarieth umana che costituisce il piA bel frutto
della modern civilth e ad un tempo la pili lieta
promessa di uin pacifico avvenire.
Le due tendenze che gih si notarono fino dal primo
sorgere della Federazione si sono sempre pif acuite,
lanto the ora si 6 resa inevitable e necessaria una
crisi, e quest sarh senza dubbio risolta nel prossimo
Congress Interiazionale.
Accanto ai sentiment di cittadino e di soldato
italiano, io nutro nel cuore le pil vive aspirazioni
internazionaliste e giudico che ciascuno abbia il do-
vere di adoperarsi perched la sua piccola Patria
d'oggi dia il maggior numero di cittadini alla
grande Patriadidomani. Percib preannuncio con ani-
mo lieto che trionferh senza dubbio la second delle
tendenze di cui ho tenuto parola.
Mi autorizzano questa affermazione il risultato
di un Referendum che si lenne fra tutti i confederate
italiani nell' ultima primavera e l'esito della recent
Riunione di Venezia che di occasion a questo mio
scritto.
Oltre a ci mi consta chela sezione Francese e quella
Ungherese si schiereranno per lo stesso principio.
La tendenza contraria sara sostenula dai Rumeni e
da un gruppo relativamente esiguo di Italiani che
vogliono portare i loro sentiment irredentisti, ge-

(1) L'Egregio amico nostro dott. A. F. Formiggini, Segre-
tario del Consolato di Ronma dollar 'orda Fratresn, cul ci siamo
rivolti per avere le sue impression sui recent dibittiti avvc-
nuti in seno ali Federaziono Internazionale degli Studenti,
soprattutto in rignarido ella questione legli Ebrei d'Oriente cie
ebbo un' eco ancho uel recent Congresso di Venezia, ci rispondo
con questo articolo clih siamo ben lieti di pubblicare.
N, d. 1.


nerosi per quanto si vuole, in seno ad una federa-
zione i cui articoli fondamentali ed immutabili vie-
tano di toccare qualsiasi question political.
Ho parlato -solo delle Sezioni in cui la Corda
lralrcs conta un numero maggiore di confederate,
quantunque pro forma fra 1'Europa, 1'America e
I'Australia esistano 23 sezioni.
La crisi si risolvera in ultima analisi con un
richiamo agli articoli fondamentali dello Statute, per
ci6 posso fin d' ora, parafrasando quegli stessi articoli,
esporre 1'esatto concerto della Corda Fratres.
11 sue primo intento e quello di proteggere e di
favorite l'idea di solidarietd e di fratellanza fra gli
student, a qualunque religion, a qualunque state o
partito essi appartengano. I confederati debbono im-
pegnarsi sul proprio onore di favorite i rapporti inter-
nazionali fra a gioventi e di secohdare tutte le mani-
fislazioni che possono concorrere a dissipare, in qual-
siasi classes di person i pregiudizi, i rancor e gli odi
che oggi esistono tra un popolo e I' altro.
-v--

Per poter dire quanto la Corda Fratres abbia in
comune e quanto differisca dal Sionismo bisogne-
rebbe poter dare anche di questo una esatta defini-
zione.
Nel Sionismo non vi sono due tendenze. Esso
mira Lutto compatto a procurare il pieno godimento
dei diritti civil e politics a quegli ebrei che nei
paesi dove. risiedono attualmente non li posseggono
ancora, e ritiene che unico mezzo per raggiungere
questo fine sia una colonizzazione sistematica fatta,
second il pensiero dei pifi, in Palestina e circondata
da tali guarentigie di diritto pubblico internazionale
che assicurino a quei coloni il godimento delle pub-
bliche e private liberty.
Altro fine comune a tutti i sionisti, 6 quello di
promuovere 1'elevamento morale degli ebrei che
per le loro disgraziate condizioni economicbe e po-
litiche non possono ancora partecipare ai benefici
influssi del progress.
Se gli scopi del Sionismo sono concordi, varia
perb col variare dei paesi la intenzione di coloro che
vi partecipano.
In Oriented lo si consider come un moto che
tende a ricostituire la dispersa nazionalith giudaica,
come avrebbero preconizzalo certe profezie della
Scrittura. Quelli che vi partecipano agiscono in
causa prop.ria.
In Occidente il Sionismo non 6 un moto nazio-
nalista, e quelli che vi partecipano agiscono in causa
d' altri.
Carlo Conigliani, il compianto nostro Maestro
nell'Ateneo Modenese, della cui more immature
ricorrerl fra poco il primo luttuoso anniversario,
detit il classic ordine del giorno con cui al Con-
gresso di Basilea i sionisti d'Italia dichiararono che
per essi il Sionismo ,x 6 semplicemente una manife-
sltaione di solidarietD verso i proprii fratelli di razza


MODENA, OTTOBRE-NOVEMIBRE 1902


Nuir." 10-11


ANNO II.O









L' IDEA SIONISTA


e di fede, e un desiderio di giuslizia e di miglioramento
social ,.
Ma considerando che un solo ordine del giorno,
quantunque uflicialmente accettato, non pub racchiu-
dere in modo esauriente il pensiero di tutti, corri-
sponde a verit 1' ammettere che in Italia, accanto
ai piC che si sentono mossi da un sentiment di
solidarietd verso i propri fratelli di razza e di fede,
vi sono altre due categorie di sionisti.
Gli uni, a preferenza quelli pifi attaccati alle
tradizioni religiose, quantunque non rinuncino essi
pure nemmeno per un bricciolo al sentiment di
italianila, considerano tuttavia il Sionismo come
un moto che tende a ricostruire l'antico stato nazio-
nale giudaico e si lasciano dominare dall'onda di
misticismo che suscita I'attesa del possible risor-
gere di un grandiose ideale tramontato; gli altri,
in ispecie quelli completamente assimilati col mondo
ariano e che hanno perduto tutto il formalismo delle
tradizioni religiose, non vogliono che il Sionismo sia
il frutto del sentiment di solidarield di razza ma del
sentiment di solidarietd umana.
Second questi ultimi non dovrebbero aderire al
Sionismo gli ebrei soltanto, ma anche tutti co'oro che
hanno il pensiero sufficientemente evoluto per po-
tere considerare in ogni uomo un proprio simile a
cui spetta come diritto innate, indipendentemente
dalla razza cui appartiene, il riconoscimento del
diritto alla vita e della dignity di uomo.

+
Ridotto cosi in forma schematica il pensiero
della Corda Fratres e quello del Sionismo, vediamo
ora in quanto coincidano e per quanto divergano.
Di vera e propria divergenza non si pub parlare
in nessun caso.
La Corda Fratres non pub occuparsi della vagheg-
giata colonizzazione giudaica, nB per favorirla nb
per osteggiarla: e cosa che non la riguarda.
Se gli student ebrei dell' Oriente Europeo si
vogliono considerare di una nazione a part, facciano
cio che. a loro pace, purchi partecipando alla Corda
Fratres non si professino ebrei ma semplicemente
c cuori /)'alelli ,.
E' superfluo dire che la Corda Fratres non pub
nemmeno direttamente procurare i diritti Civili e
politics a quegli ebrei che ancora ne. son privi,
sibbene essa pub e deve, perchB tale e il suo gene-
.roso programma, usare ogni sforzo per far scompa-
rire dovunque' quegli odi e quelle antipatie di
razza, residue alavico di eth orinai trapassate, che
si traducono. poi in soprusi del pifi forte control il
piui debole.
II contribute che la Corda Fratres pub offrire
alla causa sionista deve dunque essere puramente
indiretto ed il vero ideale della Corda Fratres
sarebbe anzi qnello di distruggere il Sionismo cilo
di renderlo inutile.


La Federazione Internazionale degli student, l'ho
gia detto, e divisa in sezioni.
L' art. 7 dello Statuto federal dice che ogni
membro dovrh essere inscritto alia sezione della
propria nazionalita ".
L'art. 67 aggiunge che a saranno rispettate ri-
gorosamente le nazionalith second le frontier at-
tualmentoi esistenti ,.
I termini, come si vede, sono in parte contrad-
ditori ed e appunto sulla loro interpretazione che
verte il grande dibattito intlerno della Corda Fratres.
Quando si trattb degli student ebrei della Ru-
menia, e di quegli altri stati dove gli ebrei non
hanno diritti politics si pens6 di crear per essi una
Sezione Speciale destinala a raccogliere tutti i rifiuti
degli altri gruppi nazionali,


Fu questo un grave torto della Federazione degli
student, che non avrebbe nmai dovuto consentire
rhe si legalizzasse nel proprio seno I'antisemitisimo
Orientale.
Alla recent riunione di Venezia la question
piH viva che si dibatte fu appunto quest. Vennero
a rappresentare la Sezione Speciale due ebrei nati
in Rumenia ma resident a Vienna, Leone Kauf e
Benzion Librescu.
II primo, biondo, paffuto, aveva sulla faccia molte
cicatrici riportate in due- duelli, parlava con voce
forte, in tono sempre minaccioso, inarcando il petto
all' infuori; 1' altro era esile, coi baf'etti neri e par-
lava con voce sottile, in tono non violent ma sar-
castico e pungent.
Tutti edue portavano sul petto n11 nastro bianco
ed azzurro. A chi domandava che cosa significas-
sero quei color, essi rispondevano con fierezza:
Sono i colori del Re Davide, sono quelli della
nostra bandiera!
Appena arrivati alla stazione di Venezia, ricevuti
festosamente cogli altri, cominciarono a fare una
attivissima propaganda per esporre lo stato misere-
vole degli ebrei di Rumenia.
Molti confederati che non sapevano nemmeno
che esistesse un-a question seniilica nell'Oriente
Europeo, ascoltavano con grande sorpresa e anche
con grande interessamento.
Per due o tre giorni gli student Kauf e Librescu
non fecero che catechizzare tutti i confederati fran-
cesi ed italiani che erano intervenuti alla riunione
di Venezia. Nessun'altra sezione, si pub dire, era
rappresentata, se ne togli quella Rumena della quale
erano present circa settanta membri....... ra questi
non avevano bisogno di essere catechizzati.
La gioventU d'Italia e di Francia, come era lo-
gico, dimostr6 subito molta simipatia per quei due
intrepidi propagandist; ma quando essi concludevano
dicendo che lo scopo del loro viaggio era quello di
chiedere che la Riunione di Venezia votasse un or-
dine del giorno da presentarsi al prossimo Congresso
Internazionale,secondo cui la loro sezione non dovesse
pifi chiamarsi Speciale rna Ebraica, protestando essi
di non essere di nazionalith special ma ebraica,
i due giovani dovevano conslataare con sorpresa e
con dispiacere che non ottenevano 1' appoggio di
nessuno.
Kauf formula uifficialnente la domanda nella
seduta del 3 Ottobre.
Uno student rumeno chiese allora la parola per
dichiarare, a nome anche dei suoi compagni, che
egli riconosceva giustoil desiderio della Sezione Spe-
ciale e che quest si sarebbe rnolto opportunamiente
chiamata Sezione Ebraica.
Alloragli Italiani e i Francesi, potrei dire allauna-
nimith, protestarono vivamente, dichiarando che non
si poteva tollerare nella Corda Fratres una Sezione
distinta dalle altre con un criterio purainente reli-
gioso, che poco importava se in Rumenia gli ebrei
non erano ancora dalle leggi considerati cittadini,
ma che la Sezione Rumena doveva accogliere fra le
proprie file anche gli student ebrei appartenenti al
loro Stato.
Queste dichiarazioni furono formulate in un or-
dine del giorno che fu acclamato dai Francesi e
dagli Italiani.
Un rumeno prcsento subito le proprie dimis-
sioni, e gli altri dopo un grande baccano conclu-
sero che si riservavano di dimettersi in massa se il
prossimuo Congresso Internazionale fara suo il voto
della Riunione di Venezia.
In quel dibattito si verific5 un fenomeno mnolto
curioso che avrebbe fatto ridcre.... se non avesse
fatto piangerc.
I delegati della Sezione Speciale ed i Rumeni,che si
erano sempre guardati in cagnesco, si trovavano in
quel punto pienamente d' accordo..... pienamente


~











L' IDEA SIONISTA


d' accord cioe nel considerarsi nemici e nel voler
restare divisi.
A proposito di questo fatto, scrissi in un gior-
nale che gli Ebrei di Rumenia ed i Rumeni non
sono oggi maturi per partecipare ad una vera Corda
iFratres; ora perb, in seguito ad ulteriori informazioni
assunte, debbo in parte ricredermi e affrancare dal-
1'accusa gli student ebrei i quali si sarebbero di-
chiarati ben -disposti ad inscriversi nella Sezione
rumena ed a considerare fratelli i loro colleghi di
Rumenia, purche, bene inteso, questi non li consi-
derassero pih come cani (6 l'epiteto d'uso) ma come
veri fratelli.
E-^
Debbo richiamare 1' attenzione del lettore sopra
un altro fenomeno curioso.
Nella Corda Fralres la Sezione Speciale od Ebraica,
che in ultinia analisi rappresenta un piccolo lembo
di Sionismo, non 6 voluta altro che dai Rumeni i
quali sono antiseniti,.e da coloro che ne appoggiano
i desideri ed i sentiment.
Anche il Sionismo in general, non in quanto vuol
promuovere un miglioramento morale e material
di una plebe oppressa, ma in quanto vuul cercare
un' asilo a dei iniserabili che sono respinti da tutti, e
nella Corda 1 rates approvato soltanto dagli antisemiti.
I Sionisti Antisemiti non sono pochi e varrebbe
la pena di medicare ad essi uno studio special.
Nel mio recent viaggio in Rumenia ebbi occa-
sione di parlare con nmolissime person. lo termi-
navo sempre ii in io interrogatorio con questa domanda:
Che ne dite voi del Sionisino? Lo approvate
o lo osteggiale?
La risposta immutabile era quest:
Ma sicuro che approviamo ii Sionismo l Se'
gli ebrei andassero tutti all' inferno anche domani
ci farebbero un gran piacerel


Ad onore della gioventfi universitaria del mondo
intero si pub atferniare che essa in maggioranza non
6 antisemita, e che perci6 lo scorno di una Sezione
Special verra senza dubbio tolto dalla Corda IPratres.
Allora la Sezione rumena si dimettera in nassa
ma la Federazione nulla perdera come nilla aveva
acquistato quando aveva raccolto tante adesioni fra
cuori che si dicevano fratelli centre di fatto non
lo erano.
A questo concerto ho dato molto maggior svi-
luppo in una mia Relazione ai Confederati d' Italia
della visit ai colleghi Rumeni, relazione che vedra
la luce nel fascicolo della Rivista Corda Fratres, che
deve essere pubblicato in questi giorpi.
La ho anche espresso una mia speranza ed una
mia convinzione che qui voglio ripetere.
Io credo che quando si sciogliera la Sezione
Rumena, 1' esodo dalla Federazione che propugna
1' Evangelo dell' Anore non sara proprio complete.
Ho avuto nel mio viaggio la fortuna di conoscere
qualcuno fra gli student rumeni che mi ha dimo-
strato diben coiprenderelo spiritodella Corda Fralrcs.
Tutto star a cominciare. Perched se gli student
apriranno gli occhi alla luce della verith e della
giustizia e si persuaderanno del vero dovere che
essi hanno verso la loro Patria, dovere che tutto ii
mondo civil attended che sia da loro compiuto, la
bancarotta di Sionismo in Rumenia sara gia accer-
tata, perch, altro fenomeno curioso, in un paese cthe
oggi ha 1'80 010 di analfabeti i pii fieri antisemili,
forse i solid, sono appunto gli student universitari.
Jo credo che il Sionismo sarebbe ben lieto di
una simile bancarotia...... la quale, purtroppo, e an-
cora molto lontana.
DOTT. A. F. FORMIGGINI
Segretario del Consolato di Roma
della Corda Fratres.


Una iniervista col doft. Kauf
(Da La Vita I ternazionale del 20 ottobre u. s.)

Fra i delegati esteri della Federazione Corda fra-
tres (che convennero in quesli giorni a Venezia),
il piu simpatico e interessante, sia per il tipo suo
d' apostolo ardente, sia per le idee e per il popolo
the rappresenta, era ii dottor Kauf, delegate special
degli student ebrei di Rumenia.
L'interesse di una intervista col dolt. Kauf, oltre
ad essere vivissimo, per 1' alualitl della queb ione
religiosa che si dibatte in Rumenia, e per la nota
diplomatic, emanata intorno all'argomento, dagli
Stati Uniti, s'acuiva, per un incidente provocato
durante le sedute della Corda 1ratres, che dirostrava
1' odio profondo degli student Rumeni verso i loro
colleghi israeliti.
E l'incidente violentissimo era stato provocato
dalla proposta che le due Sezioni degli sLudenLi
rumeni, cattolica ed ebrea, si fondessero in una
sola.
Non appena venni, da un comune amico, pre-
sentato al dolt. Kauf, ed ei seppe della mia quality
e del mio desiderio, ni prego di essele molto pru-
dente nel riferire ii nostro colloquio.
Giacche, ed aveva nell'acceito qualche cosa
di amaro e di doloroso, il mio vecchio padre vive
laggia in Rumenia, dove sarebbe esposto a vendttee
e ad angheriel D.
Ma come, interruppi io, la condizione vostra e
cosi grave e cosi dolorosa, da non lasciarvi nemmeno
la liberty di pensiero?
Pur troppo, per nostra disgrazia; inimaginate la
condizione degli schiavi e uei paria antichi, ed
avrete la fotografica riproduzione dell'ambieute Ru-
neno.
Le nostre condizioni sono spaventose e desperate.
Noi, verso il paese, non abbiamo che overr,
senza godere di nessun diritto; i nostri correligio-
narii sono perseguitati duramente e senza pieta.
Figuratevi che, per legge, gli ebrei non possono
esercitare che una professiune, quella dei nedici, e
due mestieri, il piccolo cominercio e il lavuro ma-
nuale nelle officine.
Tutte le altre occupazioni ci son proibite; e cosi
noi non possiano possedere beni immobili; non
possiamo possedere in campagna, non solo, mna
nemmeno abitarvi.
Che ne viene di conseguenza? che il nuiero
dci medici professionisti cresce di giorno in giorno
rendendo impossible la vita con una concorrenza
enorme, e che di ogni lieve crisi del paese sianmo
noi a sentirne ed a sopportarne maggiormente le
conseguenze.
Veda, ad esempio: son Ire anni che nella Ru-
menia ii raccolto vien distrutto; da Ire lunghi anni
regna la carestia; perci6 una crisi terrible travaglia
-il paese; e per conseguenza il piccolo cominercio e
arenato, e le industrie pure; i falliinenti si succe-
dono con una progression catastrolica e le ollicine
si chiudono.
Con ci6 son chiusi gli unici cespili di guadagno
e di vita nostri.
Ma non vi e possible organizzare un movimento
di protest?
Protestare? Ma sarebbe la rovina nostra completal
Ma lei non sa forse, che gli cbrei non sono consi-
derali in Rumenia cittadini; lei non sa che anche le
piu antiche famiglie ebree di Rumenia sono stra-
niere per legge?
Per noi son chiuse tutte le vie; noi non possiamo
frequentare le scuole; le lauree che noi ottenianio
all' estero non hanno alcun valore nel paese nostro.
Cosicche, il diritto di esercitare la medicine?
E' una finzione; 6 una elargizione che pub esserci
levata da un minute all'altro.










L' IDEA SIONISTA


Le autorith possono, senza niolivaie 1'ordine,
darci lo sfratto; e nelle 2' ore seguenti alla intima-
zione noi dobbiano uscire dal confine.
Sicche, gli ebrei sono considerati perfellamente
stranieii in Rumenia.
Precisamente; ma con gravi contraddizioni. Veda:
uno straniero dopo dieci anni di vita e di dimora
nel paese, acquista la cittadinanza e quindi ha diritio
ad una casa e ad un dato terreno, qualora egli si
dia all'agricoltura; questo vantaggio per noi non
corre; pure siamo obbligati a pagar tasse esorbitanti,
e siamo obbligati a preslare il servizio military, senza
per6 poter raggiungere nemmeno il grado di caporale.
E da quanto tempo dura quest stato di cose?
Ma sempre; 6 sempre esistito.
E come va allora che voi, solo da poco tempo
accennate ad un movimento di protest?
Ma ecco, caro signore, una vera e propria pro-
testa ci e impossible; la nostra 6 una protesta pas-
siva: 1'emigrazione.
Ma se noi non abbiamo fatto nulla per il passato
cio si fu perched sino a tre anni fa, prima della gran
crisi, ci era ancora possibile la vita; ma ora, acuite
le condizioni economihe, acuita la persecuzione ed
il movimento antiseinita, siamo ridotti all'estremo
limited, sianmo ridotti alla disperazione.
Ma perchb, ditemi, si e incrudelito questo sen-
timento e quest movimento antisemita?
Per le condizioni stesse di crisi, e per l'aumen-
tato numiero dei nostri correligioiari, che dopo le
persecuzioni russe, molli si son rifugiati in Bunienia.
Sono molti gli Ebrei in Bumenia?
Moltissimi, circa quattrocentomila; cio6 il cinque
per cento della popolazione. Perb quest fatto non
giustilica l'ingiustizia e la crudelta.
No, certo, consentii io; ma, non vedele nessun
mezzo, nessun rimedio a questo stato di cose?
Nessuno; non ci e assolutamente possible lotlare,
e non dir5 vincere, ma nemmeno conquistare un
solo diritto.
Noi non vediamo che una soluzione; noi non
speriamo che in un solo rimedio: a il regno di
Sion -.
Ed 6 percib che noi tutti siamo Sionisti.
Intanto, aspettando e sperando in questo future
regno, noi sianio obbligati ad emigrate, per sfuggire
alle persecuzioni, per sfuggire al pericolo; giacch6
noi non abbiamo, ne riteniamo sicura la vita nostra
e dei nostri carl.
Che volete (soggiunse a mo' di comment ed
amaramente) val tanto poco laggiii, la vita di un
cane d'ebreo!
Segui qualche ninuto di silenzio, penoso ed
imbarazzante, poi il mio interlocutore riprese: Noi
siamo veramente fuori della legge, come i delin-
quenti o come i cani idrofobi.
Ma, insisted io, non c' affatto giustizia nel vostro
paese ?
No, affatto; oppure ci sarebbe; uno potrebbe ri-
bellarsi ed avere soddisfazione. Ma a qual prezzo?
Per avere, dopo, una vita amareggiata da conti-
nue vessazionil
GiAcche, 6 necessario che vi spieghi, non c'
da noi una giustizia amministrativa, in questo senso,
che gli abusi delle autoritl, sia gli abusi amniini-
strativi, sia gli abusi di potere, non vengono giudi-
cali dai tribunal.
Contro di essi non v'ha che ii reclamo al Pre-
fetto; ora il Prefetto e del medesimo partito del
Iunzionario o prevaricatore, o violent ed ingiusto,
e tutto finisce per il bene e per il meglio dell'au-
torith.
Yoi forse non saprete che in Rumenia quando
uno arriva al potere, il suo primo pensiero ed il
Euo primo atto si e quello di licenziare tutti i fun-
zionari (tutti indistintamente) del suo predecessor,
sostituendoli con amici suoi.


Questi funzionari, sapendu naluralmente che ad
una nuova crisi del potere saranno licenziati, cercano
di impinguarsi e di arricchirsi. Da cio quindi gli
abusi; abusi eserciLati verso di noi, giacch6 noi
(poveri paria fuori della legge) non possiamo ri-
bellarci.
Voglio portarvi due esempi caratteristici che vi
dimostrino il sistema; e pensate che _questi esempi
valgono per i funzionari piui umili.
Dunque, ogni teatro da (per la vendita) un dato
numero di biglietti alla Prefettura, e quesli biglietti
vengono distribuiti ai funzionari ed agli impiegati
pifl bassi. Questi allora vanno ad offrirne agli ebrei,
e gli ebrei che sanno, per esperienza, ci6 che deb-
bono fare, comperano i biglietti, lasciando per6 al
venditore biglietti e denaro.
Come vi ho detto, gli ebrei esercitano il piccolo
commercio; ebbene i funzionari vanno a far le loro
compere a credit press gli ebrei, e naturalmente
il credit resta sempre allo stato.... di credit.
Ora a ci6 non potete ribellarvi, se non a cost
di angherie e di soprusi maggiori.
Cio, per la parte economic ed amministrativa.
Quanto poi per la parte penale siamo nei mede-
simo caso.
Le violence control gli ebrei sono, di solito, pre-
parate dagli agitatori, e commesse in massa; di so-
lito nel luogo dei disordini non c' e alcuna guardia
ed alcun soldato.
Ora, chi va ad assodare, dopo, le responsabilita
dei singoli individui?
E chi teslimoniera control di essi?
No, no! Credete; la nostra condizione 6 insoste-
nibile.
Alcuni anni fa speravamo nel partito socialist,
che s' era organizzato e fatto potente. Ma da quando
il general Barandey lo disorganizzo e lo distrusse,
con leggi e jepressioni special, ogui uostra speranza
e perdula.
Ma, al Parlamento, non c' e nessun deputato one-
sto, che possa intervenire in questa dolorosa que-
stione?
Qualche anno fa eranvi Ire o quattro deputaii
socialisti, ora non c'oi the il deputato Mille che si
occupi in nostro favor; ma il suo appoggio 6 pura-
mente platonico; anche puco tempo -la, quaudo si
approve ]a legge della reciprocity, la sua proposta
che questa si estendccs e au he agli ebrei venue
respinta.
Ma il popolo, replica, e veramente antisemita?
No, mi rispose il dolt. Kauf. 11 popolo e indif-
ferente; ma gli student unuieni, che sono i pifi ter-
ribili ed i piil abili agitatori, fanno la proganda
continue; essi dicono al popolo che noi siamo i
vampiri; che noi succhianmo il sangue del popolo;
che siano noi che all'aniamo da tie auni it paese;
che sianio noi i responsabili della sua rovina.
Ed il popolo ignorant crede.
Ed 6 cost che si manticne e si agita questa dolo-
rosa fiamma dell'antisemitismo; ed e cosi che si
preparano quelle terribili rivolte di popolo che
tutto distrugge di noi e del nostro che trova sul
suo cammino.
E cosi concludendo?
Concludendo, la nosLra condizione e impossible,
e noi non vediamo ahun rinimdio al nostro stato
che odiernamente, nell'emnigiazione, e in un fuluro,
che m'auguro prossimo, nel regno di Sion.
E qui mi accomirtai dal mio interlocutor, pen-
sando tristemente all' ironia della frase Corda fratres
ed all'incidente che aveva determinata questa mia
intervista.
ACHILLE DE CARLO.
N. d. n. L' ultimo N.O della Vita Internuzionale pubblica, a
comment di questo, un articolo di Giuseppo Falzea.











L' IDEA SIONISTA 85


Un articolo di Anatolio Leroy-Beaulieu

Da L' Europeen di Parigi traduciamo questo importan-
tissimo articolo dovuto alla penna nobile e indipendente di
A. Leroy-Beaulieu, il cui nome 6 onore del partito liberal
francese:
I fondatori de L' Europeo han voluto ch' esso di-
venga il difensore di tutti gli oppressi della vecchia
Europa; e quest' officio il giornale adempie con uno
zelo e una intelligenza cui debbono rendered omaggio
auche coloro che, come chi scrive, non condividono
tutte le idee de' suoi collaborator intorno allia nostra
political internal.
Fra tutti gli oppressi del nostro continent, io
non so che ve ne siano oggigiorno pih degni di com-
pianto degli Ebrei di Rumenia. Da parecchi mesi
io mi proponevo di richiamar sovra di loro 'atten-
zione dei lettori dell' Europeo, perched non son d'av-
viso che ai soli Ebrei debba lasciarsi la cura di
occuparsi degli Ebrei. Al contrario penso che proprio
ai cristiani o, se vuolsi, agli Ariani (per usare il
gergo degli antisemiti) convenga difendere i diritti
di coloro che non sono riuniti nB da legami di re-
ligione ne da comunanza di razza, siano essi Semiti,
Ebrei o Mussulmani.
A mio modo di vedere, non v'ha piu dolce do-
vere da compiere che quello di rivendicare la liberty
e l'eguaglianza per altri, magari per stranieri o per
avversari: cosi si manifesta nel miglior modo la
solidarieta umana e nel miglior modo si gusta il
piacere di service la liberty, al di fuori d'ogni spi-
rito di partito o di setta.
La causa degli Ebrei di Rumenia apparisce cosi
ingrata che si esita a trattarla dinanzi 1' opinion
pubblica, tanto siamo indifferent alle sofferenze di
questi Ebrei d'Oriente e tanto ci par difficile ottener
da' loro padroni non si posson dire loro compa-
trioti un miglioramento nelle loro condizioni.
Ma oggi si present un'occasione che non pos-
siamo lasciar passare, senza tentar di svegliare le
simpatie dell'Europa a favore degli sfortunati abi-
tanti dei sordidi ghetti del Basso Danubio.
In favor loro una voce s' 6 levata, all' altra estre-
mith del mondo civil; una delle grand potenze
contemporanee, la Federazione Americana, si e scossa
al grido di sofferenza cui eran sordi gli Stati euro-
pei, e il segretario di Stato degli Stati Uniti ha
diretto ai rappresentanti diplomatic della grande
repubblica all'estero una circolare, con la quale li
invita a pregare le potenze firmatarie del trattato
di Berlino di voler rammentare alla Rumenia gli
obblighi impostile dal trattato, di front agli Ebrei
del suo paese.
E' un fatto, bisogna riconoscerlo, assai singolare,
forse senza precedent nella storia diplomatic; gli
Stati Uniti, cosi gelosi di ogni ingerenza dell' Eu-
ropa negli affari del Nuovo Mondo, vengon dunque
a occuparsi di affari europei! E' certo che le grand
potenze firmatarie del tratlato di Berlino, hanno il
diritto, e, io oserei dire, anche il dovere di richia-
mar la Rumenia all'osservanza d'un articolo di
quel trattato che i Rumeni hanno manifestamente
violate o eluso. Ma, diranno molti de' nostri compa-
trioti o concittadini d'Europa (quando sara che una
Federazione Europea ci consentirh di usare tali
parole?) come mai gli Americani, cosi pieni della
famosa dottrina di Monroe, si arrogano ii diritto
d'immischiarsi negli affari interni del nostro vec-
chio continent? Per parte mia confesso che non mi
scandalizzerei punto d'una cosiffatta intrusione degli
Stati Uniti in question apparentemente europee, se
1' intervento diplomatic degli americani dovesse
sempre esercitarsi cosi a profitto della liberty dei
deboli e del diritto degli oppressi; sempre che, ben
inteso, fosse a nostra volta concesso a noi di rivol-


gere all' Uuione americana amichevoli rimostranze
in favore degli oppressi del Mondo Nuovo o delle
nuove colonie e possedimenti degli Stati Uniti.
Cid che a noi preme sovrattutto di far notare
qui si 6, non solo la parte preponderate e l'azione
senza posa usata dalla Federazione Americana, ma,
ancor pii, la crescente solidarieth del mondo civil
e degli Stati contemporanei. Se il governor di Wa-
shington si crede lecito di rammentare alle grand
potenze d'Europa i doveri ch'esse hanno assunti a
Berlino verso una popolazione, abbandonata senza
difesa all' animosity di padroni appartenenti ad altra
razza e ad altra religion, ci6 non avviene solamente
per un senso di filantropia o per una specie di caval-
leria democratic. Egli e che gli Ebrei del Basso
Danubio cui la legislazione rumena tende a ren-
dere non intollerabile, ma impossible la vita si
vedon costretti ad abbandonare la terra natale; e
molti di loro sbarcano ogni mese sui quais di New
York per andar ad ammassarsi, insieme coi loro
correligionari di Russia, nei quartieri Orientali della
grande citth americana, che si trasformano cosi in
un vasto e miserable ghetto.
Per ragioni analoghe, l'Inghilerra e 1' Austria
Ungheria inclinano, dicesi, a far buon viso alla
nola del governor americano. Londra e New York
sono oggidi i due grand rifugi degli Ebrei cacciati
dal nostro continent dalla miseria o dalla perse-
cuzione; e se gli americani e gli inglesi si preoc-
cupano di questa pacifica invasion de' figli d'Israele
non 6 per antipatia di razza o per pregiudizio reli-
gioso, ma e perched essi s' impensieriscono nel veder
affluire dall' estero press di loro popolazioni impo-
verite e malaticcie, senza risorse e senza educazione
professional, le quali aumentano fuor di misura il
pauperismo locale e, vittime fatali del sweating e
dei sweaters, minacciano di ribassare ii tasso dei
salari dell'operaio inglese o americano, col vil prezzo
della mano d' opera.
II1 Times notava recenteinente, a proposito del
pass del governor di Washington, non doversi sor-
prendere se la Rumenia cerca di arrestare l'immi-
grazione degli ebrei; ma quest volta il Times era
singolarmente inal informato. GiA da lungo tempo,
Sefardim o Ashkenazim, gli Ebrei d' Europa o d'Asia
non cercano pil d' invadere la Rumenia; oggidi
non e question di entrarvi, ma piu tosto di iscirne,
perch le leggi votate in questi ultimi aini a Bu-
karest, hanno lo scopo o producono, la conseguenza,
di vietare agli Ebrei il soggiorno. Se i trecento mila
Ebrei di Rumenia hanno gih iniziato il loro esodo,
la responsabilith di tal fatto ricade interamente su
la legislazione rumena.
Noi francesi siam vecchi amici della Rumnenia;
noi abbiamo, pin che ogni altra potenza, contribuito
alla sua unit e alla sua indipendenza. Quando al
Congress di Berliio le fu levata, control ogni giu-
stizia, la Bessarabia danubiana, noi insistenimo per-
che venisse accresciuta 1' estensione della Dobrntcha
che le si olfriva in compenso. Ma ancor meglio,
ogni qualvolta codesti Latini d' Oriente, riguar-
dati da noi siccome parent, son parsi perseguitati
nella loro nazionalith, numerosi in Francia abbiamo
assunto la difesa dei loro diritti, a rischio di alie-
narci la simpatia d'un popolo ben altrimenti potente,
il popolo ungherese. Cib nondimeno, qualunque
sia la nostra affezione per codesta valorosa avan-
guardia latina del basso Danubio, non possiamo
sacrificarle ne gli interessi -della veriti ne quelli
della giustizia.
Possiamo o dolbiamo noi dimenticare che, ap-
punto per iniziativa dei nostri rappresentanti, il
Congress di Berlino, proclamando 1'indipendenza
dell' Armenia e della Serbia, pose la condizione che
questi due stati non rifiutassero la naturalizzazione
a nessun loro abitante, per causa di religion? E
possiamo noi affermare in coscienza che la Rume-











L' IDEA SIONISTA


nia si sia lealmente conformata a tal clausola del
trattato del 1878?
Vi sono alcuni i quali le rimproverano di non
aver naturalizzato in blorco lutti gli Ebrei della
Valachia e della Moldavia, come la Repubblica
Francese, col decreto Cr6mieux, concesse i diritti di
cittadinauza a tutti gli Ebrei d'Algeria.
Ma io coiifesso di non muovere ai rumeni simili
rimiproveri. Io comprendo come essi abbiano indie-
treggiato di front all' inimediata naturalizzazione
di un numero di Ebrei dai 260 ai 280 mila, che
allora abitavano i principati uniti: io amnietto per-
fettamenLe che, per motivi diversi, la Rumenia, in-
nanzi tuito preoccupata di proteggere la sua giovine
nazionalita, dovesse procedure per via di naturaliz-
zazioni successive. Ma lo ha poi fatto? Se 1'articolo
della costituzione rumena che concedeva i diritti di
cittadini ai soli cristiani e stato modificato, gli ebrei
non possono essere naturalizzati che a titolo indivi-
duale, e cio per mezzo di legge, vale a dire in
seguito a un voto delle due Camere. E q-uante
migliaia d'Israeliti sono stati ammessi, dal 1878,
da ven' anni soprattutto, al beneficio della natura-
lizzazione?
Saremino curiosi di vederne pubblicata la sta-
tistica, perocche, durante gli ultimi auni special-
mente, gli Ebrei di Rumenia che hai reclamato la
naturalizzazione, auche quelli che con la loro scienza,
come tiiste nf sapiente roranista, onoravano granl-
demenie ii paese, hanno ricevuto quasi smnpre n11
riliuto alla loro domanda. Dunque e giocoforza
affternare che la Rumenia non ha rispettato il Irat-
tato di Berlino n) nella letter no nello spirit:
anzi, gli stessi am.ici del popolo rumeno tra i
quali si permetteri che io mi annoveri son
costre:ti a riconoscere che, dopo il trattato di Ber-
lino, la situazione e peggiorata terribilmente. Una
legislazione hostile s' & studiata di rendere agli Ebrei
ugualmente impossible la vita intellettuale e la vita
nateriale; ha cercato di rifiutar loro il pane del corpo
e insieme quello dello spirit. Ai loro ligliuoli riman-
gon chiuse, in pratica, le scuole; e una legge recent
limita a una cifra derisoria ii numero degli Israeliti
che possono essere impiegati dai padroni rumeni,
perfino in quei luoghi dove la popolazione e in mag-
gioranza ebrea.
E' risaputo in qual modo i legislator di Buka-
rest pretendono giustificare queste barbare leggi
dalla taccia di intolleranza: essi affermano con gra-
vita che le leggi non sono emanate in odio agli
Ebrei, che non hanno in vista la differenza di reli-
gioni, ma che colpiscono soltanto gli stranieri. Or-
bene, questo modo di apologia non fa che aggravare
il carattere antiliberale delle leggi snaccennate, in
quanto che associa all'intolleranza l'ipocrisia. Quando
le leggi rumeni scrivono << lo straniero >>, bisogna
intendere c 1' ebreo >>
Gl' Israeliti si trovano di fatto in questa condi-
zione dolorosa e paradossale, che, quanto ai carichi,
son trattati dalla legge come rumeni, ma, quanto
ai diritti, come stranieri; e che, sotto il menzognero
vocabolo di < straniero -, fossero anche stability
nel paese da parecchi secoli, sono soggetti a una
legislazione special e a leggi eccezionali, emanate
senza numero control di loro.
L' Europa che ha dato prova di tanta indifferenza
o debolezza dinanzi ai massacri Armeni, che si 6
cosi poco ricordata degli obblighi assunti a Berlino
verso i cristiani d'Oriente, si lascerh ora commuo-
vere dalle sofferenze degli Ebrei del Danubio? Ten-
tera, dietro le rimostranze degli Stati Uniti, di far
rispettare a Bukarest le clausole di un trattato che
tante volte ha lasciato violare impunemente in Ar-
menia e in Macedonia? Confessiamo che non osiamo
farvi sopra gran conto. Ma, quand' anche le potenze
si limitassero a indirizzare al governor rumeno una
protest platonica, cib sarebbe ben preferibile al


silenzio tenuto per venticinque anni, giacch6 I'Eu-
ropa mosterrebbe di non lasciarsi ingannare dalle
grossolane finzioni delle leggi rumene.
La Rumenia si gloria della sua cultural e delle
sue origini latine; si vanta di essere uno stato civil,
uno stato modern e un popolo libero. Ebbene, la
mossa della diplomazia americana, quand'anche non
fosse appoggiata dalle potenze europee, deve richia-
marl al sentimenlo de' suoi doveri e provarle che,
se il giovine regno vuol conservare o conquistare
la stima del niondo civil, deve ispirarsi, in riguardo
de' suoi sudditi israeliti, a una political piu tolle-
rante e piul umana. Questa sara eziandio la maniera
piui sicura di service la causa nazionale.
ANATOLIO LEROY BEAULIEU.
/
Completiamo la rubrica riportando lo specchietto
esatto delle leggi restrictive, emanate dal 1864 ad
oggi dal Governo rumeno control gli ebrei.
Uno sguardo a quest schematica e incomplete enu-
merazione sari sufficient per edurre della condizione
miserevole degli ebrei in Rumenia:
1864: Legge interdicente agli ebrei la profession
di avvocato;
1866: Costituzione il cui art. 7 di hiara che tutti
gli ebrei sono strnnieri;
1873, 28 Marzo: Legg'e che interdice agli ebrei la
vendita di liquor spiritosi;
1881, ( Aprile: Legge (diretta specialmente control
gli ebrei) che concede alla polizia il diritto di visit
domiciliari e di espulsione;
1881, 4 Luglio: Legge che regola per i rumeni e
proibisce per gli ebrei il prestito di denaro e i diritti
sulle commission di mercanzie;
1883, 18 Luglio: Legge che interdice le lotterie
(sulle quali vivevano numerose famiglie ebraiche);
1884, 17 Marzo: Legge interdicente agli ebrei.il
facchinaggio (rovin6 cinque mila famiglie);
1884, 8 Giugno: Legge che interdice agli ebrei di
adire il gitidice di pace;
1886, 1 Marzo: Legge che riserva ai soli natura-
lizzati rumeni il diritto di far part delle Camere
rumene;
1887, 16 Febbraio: Circolare ministeriale con cui
si vieta che gli ebrei siano impiegati come collettori
delle imposte comunali;
1887, 28 Febbraio: Legge confermante diverse cir-
colari ministerial che interdicono agli ebrei il com-
mercio del tabacco, li escludono dai pubblici servizi,
dai pubblici lavori e sanzionano diverse penalith- control
i rumeni che impiegassero ebrei nel commercio al
dettaglio;
1887, 10 Maggio: Legge che limit i poteri diret-
toriali degli ebrei nelle societA a responsabilita limi-
tata;
1889, 6 Febbraio: Legge interdicente agli ebrei di
occupare impieghi elevati nelle ferrovie;
1893, 14 Gennaio: Legge che impedisce agli ebrei
di essere impiegati in qualsiasi modo nei servizi pub-
blici di sanity e di igiene;
1896, 6 Giugno: Legge che riserva 1' istruzione
gratuita ai rumeni e non ammette nelle scuole gli
ebrei, anche pagando, se non nel caso che rimangano
posti liberi;
1898, 23 Maggio: Legge che interdice agli ebrei
di frequentare gli istituti di istruzione secondaria
e superior;
1899: Legge che esclude gli ebrei dalle scuole
professional e d' agricoltura;
1901, Dicembre: Legge che interdice agli ebrei,
nei distretti rurali, di tenere caff6. drogherie, ecc.;
1901, Marzo: Legge che interdice di impiegare
gli operai ebrei in qualsiasi commercio o mestiere:
Art. 4. Gli stranieri (cio6 gli ebrei) che desi-
derano esercitare un commercio o un mestiere manual











L' IDEA SIONISTA


devono provare che nel loro paese i diritti che essi
sollecitano sono accordati ai rumeni.
Art. 56. Esclude gli ebrei da tutte le scuole
special.
Art. 64. Proibisce agli ebrei di assistere alle
riunioni dei commercianti o degli operai.
Art. 70. Interdice agli ebrei di fare parte di
corporazioni o di society di commercio.


Dal 1855 pertanto, ad oggi, gli sforzi del governor
rumeno furono diretti a raccogliere tutti gli ebrei
nella classes operaia: quindi si restrinse ogni loro ini-
ziativa, si cerc6 di abbassarli privandoli del beneficio
dell' istruzione. Infine, dopo avere ottenuto di ridurre
gli ebrei all' esercizio dei soli mestieri manual, si
interdiceva loro, nel marzo 1902, anche il lavoro.
II Bollettino .umeno, edito dall' ottima Jewish
IWorld di Londra, domandava 1' adesione degli uomini
piu eminent dell' Inghilterra, all' opera sua cosi effi-
cacemente iniziata.
Fra gli aderenti notiamo 1' illustre storico W. E.
Lecky, l'arcivescovo di Cantorbery, il vescovo di Lon-
dra, il general Booth, sir Charles Dilke, il marches
.de Risson, Herbert Gladstone; il ministry delle Co-
lonie, Giuseppe Chamberlain dirigeva poi al direttore
del Bollettino la letter seguente:
<< Vi d6 ricevuta della letter contenente una lista
di leggi emanate dal governor rumeno control gli ebrei.
Sono fermamente contrario ad ogni persecuzione reli-
giosa e profondamente riprovo i torti irragionevoli
fatti agli ebrei in tanti paesi. La storia mostra che,
pur preservando con meravigliosa tenacity le caratte-
ristiche dell'antica nazione e i principi della loro
religion, gli ebrei furono nello stesso tempo i sud-
ditti piiu legal degli stati che loro diedero ospitaliti
e nel caso present poi una tale persecuzione, e an-
cora pif impolitica che crudele -.
Second quanto informant gli ultimi telegrammi
le condizioni degli ebrei in Rumenia saranno prossi-
mamente portate in discussion alla Camera inglese.
I1 maggiore Gordon, che recentemente visit la Eu-
menia, dichiar6 che le condizioni loro fatte sono in
contraddizione al trattato di Berlino. Egli presenters
in proposito al Parlamento inglese una proposta di
urgenza.
In questi giorni poi si riceve notizia che in Ru-
menia si 6 impegnata una vivace polemica sulla que-
stione semitica tra la stampa conservatrice e gli or-
gani governativi.
Mentre i giornali conservatori e specialmente 1' or-
gano dell' ex-ministro conservator sig. Take Jonescu,
vanno esponendo in forma vibrata 1' odioso procedure
e gli errori commessi dall' attuale governor colla legge
sugli stranieri, specialmente elaborate in odio al se-
mitismo e dichiarono categoricamente che per 1' onore
della Rumenia devesi desistere da tali barbaric, la
stamp ufficiosa limitasi invece ad alterchi personal
ed a volgari insinuazioni control i conservatori, spe-
cialmente control Take Jonescu, cui non risparmiano
nemmeno il titolo di traditore della patria!
Una seria ed oggettiva discussion della question
per6 la stampa governativa evita con gran cura, sa-
pendo a priori che si troverebbe su un terreno sfavo-
revole per 1' attuale Governo.
Sullo stesso argomento dell' antisemitismo in Ru-
menia, il signor Jean Lahovary pubblic6 un opuscolo
prendendo le mosse dalla nota americana in proposito.
Lahovary innanzi tutto contest il diritto ad uno
Stato straniero d' immischiarsi nelle cose interne della
Rumenia; conviene perb che le leggi votate dal par-
tito presentemente al potere control gli Ebrei sono
ingiuste e devono venir revocate o modificate. Sol-
tanto 1' estremo chauvinismo del ministry Slendz, dice
il Lahovary, 6 causa se tutto il mondo civil protest
control la Rumenia per il suo contegno control gli
stranieri.


Per tutta risposta a questo opuscolo la stamp
ufficiosa rumena diede del traditore pure al Laho-
vary.
D' altra parte perb opinasi cie tutta quest agi-
taziuune antisemitica sia inscenata dal Governo alla
vigilia delle elezioni comunali speculando nei bassi
istinti delle plebi: trovando perb adesioni anche nelle
classic che mono dovrebbero partecipare ad una lotta
che specula su istinti volgari e incivili. Valga ad
esempio il seguente proclama diramato e fatto aflig-
gere a proposito di una festa data a beneficio dei
danneggiati da un incendio di cui la pit parte erano
ebrei, dagli student di Botusciani, e che non pub non
suscitare un senso di doloroso stupore, in quanti pen-
sano che la gioventh studios, specialmente, dovrebbe
essere all' avanguardia in ogni lotta per il progress
e la civil fratellanza:
<< Rumeni! Considerata 1'ingratitudine, colla quale
vi ha ricompensato quest popolo di tutti i vostri sforzi
umanitari; considerate cie gli ebrei non darebbero
nemmeno un soldo per i danneggiati dell' incendio se
essi fossero soltanto rumeni; considerate che di
novanta danneggiati, tre soltanto sono rumeni; -
considerato ch' essi stessi furono gli incendiarii, non
meritano alcuna compassion e quindi protestiamo
altamente control il fatto antipatriotico di istituir
feste insieme all'elemento contrario alla nostra na-
zionalit,. Noi esprimiamo tutto il nostro disprezzo a
quei rumeni che proteggono chi ci deruba e ci denigra
all' estero. Invitiamo ogni rumeno ad astenersi com-
pletamente da quest fiesta. E il nostro disprezzo e
la nostra disapprovazione a color che parlano di
fratellanza tra Rumeni ed ebrei. Gli student ed i
nazionalisti >>.
E questi sono student, vale a dire person appar-
tenenti alla cosidetta classes colta. Figuriamoci poi gli
altri!


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SB~lOIMCT


L'ampia discussion intorno al significato
intrinseco ed, estrinseco del sionismo, svoltasi
in queste colonne sin dall'inizio, e i'accurata
esegesi cie venne esponendosene, a mano a mano
che il giornale acquistava favore e autorita,
permise all'ideale sionistico di spogliarsi delle
score e dei malintesi che la bruma settentrionale
e la sua prima apparsa fra noi, gli avevano
impresso; ed esso divenne chiaro e palese, bril-
lando, sotto il nostro limpido cielo, di pij vivo
splendore. Cosi attraverso il filtro benefico delle
dispute serene, si dissiparono dubbii, si conci-
liarono discordi pareri, cadde la fisima paurosa
del regno politico, scomparve la tutela, che
parve un tempo indispensable, dell'ortodossia
religiosa, dileguarono le divergenze nazionali;
e 1'idea sionistica rimase graniticamente e lu-
cidamente delineata sulla base del falttore eco-
nomico.
Perb, come era facile e fatale, quest sua
rappresentazione, bench esatta e indiscutibile,
condusse, quasi per reazione, ad un equivoco
fondamentale, da cui per tempo dobbiamo guar-
darci, come da un nemico, da cui deriverebbe,
se non la catastrofe, almeno un inevitable
pernicioso afflevolimento del nostro ideale. In-
tendo alludere al fatto, che il fattore di indole
economic, comech6 pih pressante e pift facil-
mente evidence, oscurb 1'elemento etnico che
con esso si compenetrava nelia question sio-
nistica, sino quasi ad esciiiderlo. Cosicch6 riusci











L' IDEA SIONISTA


facile raccogliere aderenti, nelle stesse file dei
correligionart, che al movimento applaudirono
come a qualsiasi altra delle innumerevoli lotte
social, a cui i1 contemporaneo sviluppo della
civilta ha dato la stura; non apprezzando, anzi
compiacentemente sopprimendo, le ragioni di
razza, che del sionismo costituiscono la vera e
la pit important base, e che formano la guida
piui esatta per adattare i mezzi al raggiungi-
mento del suo fine. Ora ecco 1'equivoco che
dobbiamo tenacemente combattere. Ecco il ne-
mico di cui, non ultimo di coloro che abbrac-
ciarono il sionismo al suo primo apparire, come
la piui fedele rappresentazione di sentiment e
di aspirazioni in addietro racchiuse nel sacrario
dell' animo, e di poi sbocciati al soffio dell' idea
viviticatrice, io intuii da tempo la fbrza ed il
pericolo, seguii la lenta ma non ristretta opera,
e control cui chiamo a raccolta i compagni. Non
che io voglia toglier merito ed importanza al
fattore economic: dico che non costituisce la
sostanza del movimento sionistico. Esso e stato
la scintilla che lo ha provocato, e la forma che
lo ha rivestito di attualitA pratica ed attraente:
esso fu come goccia che fece traboccare il vaso
in cui erano mandate raccogliendosi le lagrime
delle secolari sofferenze dello spirit giudaico:
ed esso, non che spezzare, rinsaldb con nuovo
e potente legame la millenaria solidarietA che
strinse i nostri padri nel vincolo di un comune
ricordo, attraverso i tempi e control le avversitA.
Chi si commuove al pensiero che innume-
revoli nostri fratelli languono nella miseria,
nella fame, nell'abbrutimento fisico ed intel-
lettuale: e non senate palpitare nel cuore 1'af-
fetto secolare e la comuniti di origine che ad
essi ci lega; chi della question sionistica fa
soltanto una question economic, e tende a ri-
solverla, con segreto pensiero, alla stregua di
qualsiasi altra crisi del genere; chi non sa o
non vuole comprendere che in essa e compe-
netrata una question di razza: e che nei mezzi
e nel line deve essere guidata con criteria di-
versi da quelli di tutti gli altri commovimenti
social, non B n6 pub essere veramente e sin-
ceramente sionista. Guai, se per desiderio di
propaganda facile e pronta, noi fomentassimo
il diffondersi di questo equivoco pregiudiziale:
noi riscalderemmo nel seno il germe della no-
stra dissoluzione.
Perched ii sistema etnico comprende una parte
non indifferent del programma sionista, consi-
derato specialmente sotto 1' aspetto locale e na-
zionale: esso e ii vessillo della lotta per la ri-
generazione del sentiment giudaico, e per il
sollevamento morale dello spirit semita in tutte
le parti del globo: esso segna il cadere del-
I'epoca dolorosa in cui essere ebreo era consi-
derata vergogna, e 1' inizio di un period in cui
la nuova linfa trascorrente nel sangue della
razza ebrea darA a chi vi appartenga la co-
scienza del proprio stato, il diritto di possederlo
e la forza e la franchezza di farlo valere. II
sionismo ha segnato oramai una luminosa pa-
gina nella storia del popolo nostro, e pure
esplicando gran copia della sua efficacia a fa-
vore del proletariato giudaico d'oriente, 6 de-
stinato ad esercitarne parte non meno efficace
tra gli ebrei occidentali: esso deve tra questi


aumentare 1'affetto che li sosteriga control le
aspre e nascoste guerre che pur loro vengono
mosse dalla civilta europea, e deve meglio e
con nuove forme di energia prepararli alia lotta
ed alla victoria.
Poiche infine il fattore etnico 6 il solo e ii
vero element che distingue il movimento sio-
nistico da ogni altra agitazione economic; se lo
dimenticassimo, perderemmo la stigma che ci ca-
ratterizza. E ci confonderemmo nell' eterno pro-
blema social che affanna tutte le epoche, e
che forse attended ancora a lungo la sua so-
luzione. Noi tendiamo all'incontro ad una lon-
tana effettuazone del nostro ideal; ed ogni
estranea preoccupazione non ad altro condur-
rebbe se non ad allontanarci dalia mita desi-
derata.
Come la storia dei cornmovimenti social, di
tutti i popoli e di tutti i tempi, ci insegna, noi
vedemmo sempre la vittoria arridere alle part
che, nei period preparatorii, seppero custodire
nel loro seno la piti rigida intransigence fede
nel loro programma: e la sconfitta toccare a
coloro che la meta smarrirono nelle transazioni,
cogli avversart e, pih ancora, colla propria co-
scienza. l la leg'ge ferrea delle idee e dei par-
titi giovani: che tanto meno cresce vigorosa la
pianta, quanto pift eterogenei sono gli element
con cui la si nutrisce!
Il sionismo italiano e ancora alle armi prime
e non affatto ingloriose; tocca a noi di non per-
dere il frutto raccolto, e tanto meno la spera-
bile messe future, transigendo nella propaganda
del nostro ideal.
Oltobre 1902.
Avv. ENEA VIGEVANI.
a.* e****.*a*C.*****C*O* ..*********


SO'TE


S r A4 RSE


II terzo Convegno dei delegati delle Associazioni
sioniste italiane a quanto ci consta sebbene ancora
ufficialmente non sia stato deliberate sari indetto pel 7
Dicembre p. v. in Ferrara.
L' ordine del giorno contemplera temi importantissimi,
che 6 necessario siano conosciati e trattati anche dal sioni-
smo italiano; e tutto ci lascia prevedere che anche questo
Convegno, come i precedent, non potra riuscire che di utile
incremento per lo sviluppo progressive del nostro movimento
anche fra noi.
Maggiori dettagli in proposito li daremo nel prossimo
numero di Dicembre, che apparira il 6 del mese prossimo,
alia vigilia quindi del fissato Convegno.
Un concorrente del sionismo! In alcuni gior-
nali leggiamo, e la Domenica del Corriere (Anno IV, n. 41)
se ne occupa particolarmente, di una proposta lanciata su
una diffusa rivista inglese allo scopo di promuovere fra i
cattolici un movimento per raccogliere i fondi occorrenti
all' acquisto della Palestina. Si tratterebbe insomma, second
'in tento del promotore, di iniziare una nuova crociata per
togliere dalle mani dei turchi la Palestina; e donarla final-
mente ai nepoti degli antichi guerrieri che sacrificarono la
vita per la liberazione della Terra Santa! I giornali ebraici
inglesi tacciono di questa proposta il che significa che essa
ha trovato un' eco assai poco favorevole nel paese stesso dove
fu lanciata; noi tuttavia a titolo di cronaca riportiamo 1' ar-
ticoletto del Corriere che contiene anche qualche ragguaglio
sulla Palestina.
In una delle pif diffuse riviste inglesi viene adesso
lanciata un' idea che forse, in quel paese ove il sentiment
religioso e profondamento radicato, e cosi forte e lo spirit
d' intraprendenza e di colonizzazione, sard destinata a trovar
largo consenso. Si tratta di un progetto grandiose, e 1' autore
di esso e dell'articolo che ne parla move appunto appello a
tutto il mondo cristiano. Egli vorrebbe rinnovare lo slancio
di fede che nel Medio Evo diede nascita alle Crociate. ed