L'idea sionista

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L'idea sionista
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Italian
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University of Florida
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University of Florida
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All rights reserved by the source institution.
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oclc - 174062974
System ID:
AA00000169:00001

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ANNo T. MODENA, 31 GENNAIO 1901 NtI.o I





L IDEA SIONISTA

RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA

Queslo foglio vuol essere un tentativo ed un saggio. Noi confidiaumo nel [avore dei Lellori, nll' appoggio
delle Associazioni sionisle e nell' incorafggiamcnto della stampa sionista di fuori. Oce ci vengano concessi, avremo
fede ed ardire. perch questo divenga il primo numero di una pubblicazione periodic intesa alla propa-
ganda e alla esplicazione degli ideal sionisti. In questo fortunate event 1' abbonamento annuo sara di L. 2,
per 1' estero di L. 3. Le adesioni e le corrispondenze saranno indirizzate al Sig. BENVENUTO DONATI, Modena.


SOMMARIO: I nostri ideal, LA DIREZIONE. II sionismo in-
ternazionale, C. T. I sionisnio in Italia, F. RAVENNA. Gli
ebrei in Rumenia. B. DONATI. Gli ebroi in Palestina, A.
- -. V NEmUA..-I Mocnabei,,E4i.-VmivANr. La ripresa .dllP affare
Dreyfus, E. TECLIO. Riflessioni di un banchettante, G. NEPII.i
Intransigenze nere e intransigenze bleu, C. A. C.

3 notrit ibeali
----- - p~--------- 1- ------ ----
Una society d' nomini liberi, godenti tutli c libera-
mento esplicanti i loro diritti civil e polilici fra
cui differenze di razza e di religion non recassero
ombra di sospetti, di avversioni, di antipatie che
dalla condotta morale e s)ciale, non dalle continuiiti
storiche della generazione o dalla fede political o rc-
ligiosa, traessero imparziale gindizio dei loro simili
- ecco il retaggio cho il secolo XX dovea rice\vere
dall'evoluzione dei tempi nei paesi civil. E invece!!
L' antisemitisino politico, con o senza riflesso nelle
costituzioni social e giuridiche degli Stati, pervade
ormai le nazioni per forze economiche, politiche ed
intellettuali 1e pin emiinenti della civilta europea;
dove pure non ha forza di fatto collettivo, 1' avver-
sione all' ebreo si abbarbica seimpre pinl alle anime
di citladini anche colti ed eletti, come una tenace
superstizione foientl;ata da sordi rancori, da ingiu-
stilicate invidio, da tiniori pnerili; la persecuzionlc,
ufficiale od ipocrita, conta ogni giorno vittimne grandi
o piccine, e, quel che e pgg io, alimenta in noi vili
paure ed ignobili tentazioni per cni molti rinuegano
la liberty e la dignity delle coscienze, e si piegano
con sottomissioni colpevoli al disprezzo malcelato, al
compatimento ispirato dall'interesse.
E inutile negarlo: se domani gli israeliti degli
Stati occidental d' Europa divenissero tutti poveri,
deboli, umili, depravati, come crano e sono gli elbrei
contadini della Russia o gli artigiani della Rumenia,
la storia della civillA tedesca, francese, e forse ita-
liana, registreol)e l'evento di persecuzioni come quelle
russe e rmnene: tanto vero che innanzi a questi im-
mani delitli social 1' anima europea non ha vibrato
neppure un istante della indignazione destata dal-
1' all'are Dreyfus!
Pub ben dirsi che nel secolo XIX il fallimento
delle grand idealith per cni sembrava dovesse trovar
posto in terra 1' ugnaglianza rraterna fra gli noinini,
si ripercosse dai rapport fra le classic ecoinomiche a
quelli fra le razze e le caste religiose, e che at se-


colo XX spetta ancora di trarre dall'ordine delle
concezioni astratte a quello delle norme attive nella
vita social, qPel patrimonio ideal che finn alia
grande Rivloluzione i secoli passati avean saputo
raccogliere.

A questa nmea lnoilissima, noi pure figli d' Israel
in questo secolo possiamo e dobbiamo cooperare.
Poichi sarebbe dar prova di supina incoscienza il
liinitarci, come molti fanno, a piangere sulla sort
sompre avversa alla nostra razza, e proclanarla af-
fatto immeritevole dello vergogno c dei danni nuovi
ed antichi. Almeno nei tempi odierni, la maggior
part dollar colpa Inon i noi persecutori, e in noi: c
nostra la colpa perchi limiammo a poche e ormnai
votnsto fornie religious il santo nodo di solidaricti
coi nostri fratllli, e lascianimo che depravandosi essi
offrissero ai persecutori, se non la ragibne, 1'occa-
sione di olfenderli: 6 nostra la colpa poiche non
sapemmo farci migliori e meglio conosciuti, nB rin-
scimmo, talora, a frenare tendenze e cupidigic in
cui si compcndiano le peggiori debolezze del nostro
secolo, talor;, a mantener vive idealita atte ad ante-
cipare, come nclle epoche passate, le conquiste della
civil: 6 nostra la colpa poichi prefcrinuno nascon-
derci o fI'ggire innaizi al ncmico, piuttostochb di-
fondero noi c i nostri fratelli, e, di front alle nuove
sconlitte, atlb'rniare alla e pura la coscienza dei no-
stri diritti violati.
Isracle, politicameni disperse ma ritornato a li-
berta, non seppe ancora rinnovare quei vincoli che
1' avr'elbero fatto pitt forte nella difesa e pift utile
anche ai corpi social entro cui era diffuso. Abban-
don0 invece la sna mission storica e la sua inte-
grit miiorale, e amnli solo di confondersi e di mo-
rire: uscito fuori dai gliotti, serl) 1' anima iundebolita
dalli oppression, centre pure aguzzava la mente
amlbiziosa nella lotta per le ricchezze e per gli onori:
e cosi divenne moralmente antipatico, come lo sono
i parrenus d' ogni specie, quando il loro spirit non
sa elevarsi man mano che si eleva la loro posizione
economic c social.
Farci invece solidali coi nostri fratelli lontani, e
far noi e loro migliori: ecco il solo modo di preve-
nire e di reprimere 1' antiscmitismo: ecco la meta
esl.crma di quella inova tendenza che noi chianiiarmo
Sionismio. Gerusaleinm e, teinuta patria del popolo pit






L'IDEA SIONISTA


civil dei snoi tempi, del popolo pii ricco di tradi-
zioni 0 di id(alitL Gerusaleinime, eroica nella re-
sistenza al nciiico ed croicamento cadula Gern-
salemmne e il simbolo nIlla pilt (che 11u simbolo
significantissirno di questo rinnovainonto israe-
litico. II quale non mira a darci inia patria, poichb
gia 1' abbiamo, e'bella e nobilissinma ni ha iln iodo
alcuno intent politics o religiosi; non pi)1 quindi
giudicarsi, come una slida di razza o di religion,
ni come un pericolo nuovo per eI odierne society
cristiane; ma dcv' ssero una sacrosanta difesa delle
liherti individual e social, una propaganda di le-
vazione morale ed intellettnale o con ci0 nn efficace
contribute a che la razza ebrea ritorni ad essere, nel
fatto e nella stima dello altre, un fattore eflfcace del
progress civil dell' umanitt.


Questo, second noi, il carattere e la ragione
d' essore del Sionismo in paesi come il nostro.
Non saranno con noi, pur fra i nostri fratelli,
quei paurosi che temono si possa cosi destare 1' idra
antisemitica, e anche quei peggiori che 1' interesse o
1' ambiziono porta ad un mostruoso dispregio della
loro e nostra razza. Questi, e non git i ('ittadini di
altra fede e di alfra razza, sono i nostri nenici. Ad
altri invcce ie rivolta la nostra parole: ai molli cio6
che, deboli o scettici, non sentono il dovere di una
rigenerazione morale che degnamente segna la no-
stra risurrezione giuridica che alla fede vacillante
non sanno sostituire 1' entusiasmo per la tradizione
semitica che ignorano d'esser figli di una razza
fra tutto la pifl nobile per vetuste tradizioni e tristi
secolari vicende, per resistenze meravigliose o glorie
insignia di precursori c di genii.
Col raccogliere i fatti commioventi delle persecu-
zioni odierne e le viconde dell' organizzazioni israe-
litiche in Italia e fuori, noi li incitereimo alla soli-
dariett verso i loro fratelli infolici: col difendere la
causa degli oppressi o dei persegnitati, Iareino seat-
tare in lor o ie noll dall' aore per' la ginstizia e
per la verith: col ricercare le cause dei movimenti
antiebraici e narrare i risultati ormai felici della
colonizzazione gindaica, mostrerento loro la necessity
ed i modi della rodenzione del nostro prolelariato:
col rievocare i fast gloriosi della nostra storia ed
enumerare le vittorie quotidiane dei nostri correli-
gionari, li faremo orgogliosi di essere ebrei, ( consci
del dovere verso so stessi e verso gli altri.
Meglio che alley superstizioni control gli israeliti,
faremo guerra a quelle che gli israelii (coillIdono
alla debolezza e allo scetticismo. Non pretenderenlo
di convincere chi ci vuole ab]ietti e soltoposti, ima
bensi chi fra noi non vuole o non sa elevarsi lino
ad imporsi come egualo. Prediclieroemo la ginstizia
civil e la libertia religiosa non solo per gli clbrei,
ma anche e sopratutto.fra gli ebrei.
Cosi eccitando alla assistonza e solidarietit
morale fra gli israeliti, cooperando all' intollo di
nna rodenzione social del noslro prolot;rial.o, Ifavo-
rendo la forinazione di associazionii sionise in Italia
e il nesso federal fra queste, svolgendo tcmi di


dialottica e di storia doll' ebraismo e del sionismo -
noi siaino convinti di preparare la pitl sicura, la piif
degna 0 nolile arina che uomini liberi, in paese
li]ero ed in tempi civil, possano adoprare control le
correnti roazionarie dell' antisemitismo: cio6 il per-
fezionaiento moral i lltale delltua israelita.
Questo ii nostro prograinnia. Sul favore dei let-
tori o sulla bonta della causa noi facciamo calcolo
per aver la forza di svolgerlo in modo non indegno
o coil osito di vittoria.
Gennaio 1901.
LA DIIEZIONE.

S<< II me reste encore ceci h vous dire : N' oubliez jamais
que vous avez cdi le people qui a introduit, come 1' a dit
Renan, la justice dans le monde, et faites-vous pardonner
d' avoir donnc un die, aux homines, en Rtant toujours les
soldats de la justice et de la fraternity humlaine >.
BERNARD LAZARt.


IL 8IONIS8O INTERNAZIONALE


II primo convegno, in cni con miracolo nuovo fu-
rono agitate le idee di una redenzione, (idee sempre
vive nel nostro popolo, ma concretate specialmente
da pochi pensatori fra cni il Dott. Herzl), fu il 1.*
Congress Sionistico tenuto a Basilea nel 1897. Sn-
]ito si foriuiilo un programma d'azione, al quale
aderirono tntte le society sionisto rappresentate, al-
lora in numero di 117. II programma che fu poi
co)ncordeomeinte manltenuto, iiuesto:
II Sionismo ha per iscopo di creare al popolo
ehroo in Palestina un domicilio garantito dal diritto
pu)bblico. A tal nopo il Congresso delibera impiegare
i m /zzi seguienti:
i. incoraggiaro efficaceniote la colonizzazione
della Palestina a mezzo di agricoltori, artigiani, in-
dustriali ebrei,
2.0 raggruppar e e concentrate gli ebrei in or-
ganizzazioni local e general, sempre osservando le
leggi del rispottivo paese,
3.0 ravvivare ii sentiment della dignity perso-
nale P1' idea nazionale tra gli elrei
4. inline intraprondere le opportune pratiche
per oltoneor i onecessari (consonsi alla realizzazione
negli sropi siioisliri.
'Fu aic'h ele('lo tra lo acclaniazioni entusiasticho
(di delogati un com)italo reltrale risiedente a Vienna
e presieduto dal Dott. Horzl.
Nol 1898 il numero delle Associazioni sioniste
crIeliJc ilmnininesamnente, snscitando protest irose da
qnei nostri reazionarii che in questo commovente
rifiorire delle speranze d' Israele vodevano un peri-
colo per la loro sicurezza. Ma il mondo cristiano,
nnn giustilicando i loro timori, accolse anzi con sim-
patia Jo idee lInciate da qu(oi generosi apostoli, e la
slainpa di ILuti i paesi noto con parole favorevoli un
avv('irimenlo cosi important. Al 2.0 Congresso Sio-
nista Ier1nto purel in Basilea orano ral)presental, 913
Associaziolni sioniste sparse in tutto il mondo, lino
al Capo di Boona Sporanza, in Australia ed in
India.
11 rapprosentanto dell' Ilalia fu allora 1' Ecc. Rab-
ino Giuseppe Sonniiino, che pronunzio noll'Assem-
blea un bellissiino discorso pieno di nobili e gene-
rosi senlimeinti. L' enthusiasm dei dolegati sionisti
cho, ginigendo da cosi remote e diverse plaghe, si
sounirono fratelli in n collune ideal, fu veramente
in1 iiiso. A quest' enitsiasmo parLteiparono anche
g %li Svizzeri cristiani: l 1a srIiera di ginnasti, pas-
sanldo sotto il casino dove si toenvano le sedute del
Congress, acclamn i sionisti, col grido mai udito di












L' IDEA SIONISTA


4 viva gli Ebrei. Riporto le parole slosse di THerzl,
con cui ogli commosso partecipo 1' ;ivvAri0irineilo alla
Assemnblea: a Signori!..... iqu;ii(o d(ui sere sono,
nigliaia di persole palssavano diniizi alia inostra
residenza, un grido imnienso si Iece senflire, ni
grido che da secoli non proronnpeva, un grido che,
quale esempio al mondo ehe ci osserva, risnono da
quest liberal terra, e noi, vechii ed indiurili alle
eniozioni, fece piangere di gioia ,.
Un risultato del 2.' Congresso 1'f la creazione di
una Banca colonial ebraica, residents a Loidra, il
cui scopo 6 quello di lavorire il ogi i moiodo la co-
lonizzazione di Palestina per nmezzo di nuimero.sissilli
contadini ed artigiani Ebrei di lRussia, di Galizii,
di Austria, di Turchia, ed in general per mezzo di
tutti quegi ebrei che non possono rimanere nel loro
paese, perch perseguitati, e porchl1 i terrieno scollet
loro solo i piedi, come ebbe a dire coil felice espres-
sione il Dott. Max Nordau. In queslo raso si tro-
vano i 7 nilioni di Ebrei lRussi, i 2()()0()0 Elr'ci
Rumeni, i 300000 Ebrei Galiziaini, e anti e anti
Ebrei d'Austria, di Persia, d'Algeria: insomnia, jmr-
troppo la maggioranza della nostra disgrazia;ta razza.
Al 2.o Congresso seguirono il d il '1.":
quest'ultimo tenuto quest'alnore ai plilli d'Agosluo
in Londra, sede ben l fortunate della;-liana Colohijale.
Questa ha cominciato gil la sua atlivi\it emeltteindo
azioni di una sterling da sottoscriversi tra il popolo
ebraico. I risultati sin dal principio furolno splen-
didi; pifi di 200000 azioni si raccolsero in poclis-
simo tempo in tutte le part del muondo.

11 4.o Congresso mostr6 come 1' idea sionisla
si fosse enorimemente dillusa anclie tra color clhe
prima Ic ostoggiavano (per es. i rabbini ortodossi).
II numero delle associazioni sionistle specialmellnt
grande in Austria, (dove lianno assunto anehe iiobili
scopi solo mediatamiente connessi all'idea sionlista,
quali ad es. lo societit ginnastiche che si propoingolo
ii risorgimento lisico della gioventui ebraica, le so-
cieth di coltura scientilica, i circoli artistic e imusi-
cali): in Germania, dove sono riunite in Federa-
zione presieduta dal Dott. Bodenheimer: in Russia,
dove -intere Comunith aderirono alia idea, clon1ft-
dendo 1' intera vita loro cogli intent sionisti: in
America dove, fra un imiilero slraordinario di
gruppi, si coutano society di doune, di sludenti, di
operai, di letterati, ed ove tut e.le associazioni sono
reunite in Federazione, presiedula dal Dul.t. Gollleil
di New Jork: in Inghilterra, d\ove I' onore della sede
della Banca e dell' ultino oresoGo lia deslato ull
entusiasmo e una attivit veranmentlle bjritannica: nel-
1' Africa del Nord, in cui prosper una Fllederazionie
coImpreudeit le 20 society sioniste di TLlnisia, Eallit),
Algeria e Marocco.
Merito principal della diflusione del minviinentLo
va dato alia stainpa sionista; oggi esiste Iuna vera
letteratura sionista liorente specialniente in Austria
ed in Germania, dove si trovano persino dci lilrai
vendenti esclusivamente opere sioniste.
I giornali nulnerosissimi raccolgono in si lo spi-
rito nuovo del popolo ebreo e lo portano nei epasi
dove ancora non e sorto. Iicordo I' iniporlantissimo
settimanale Welt a che si stailpa ;a Vienla ed
1' oregano ufliciale del Conlitato d Azione: 1 1' Echo
Sioniste di Parigi, i nunierosi periodic aniericani
ed inglesi, it a Maceabel)ul di llumenia, iil Vsclhd ',
il a Der Jude ,, I' liamuelitz ecc. ecc., ed inline ii
nostro Corriere Israelitico ,, the nobilhente ha ade-
rito alla nuova idea e per priino 1'ha lanciata in Italia.
Ed 6 con unl allettuoso e riconosc(ente salito
al ( Corriere -, al generoso pioniere del Sionisiimo
in Italia, che noi vogliami chiudere queslo rapido
sguardo sulle condizioni odieine del Sioniiimo iinTr-
nazionale. C. T.


IL SIONISMO IN ITALIA

Antichissinia & 1' idea sionislica, sorla in 1nl colla
eacciala degli Eirei dalla loro terra; esiglio di fatto
lacev'a nascere ne i poveri proscrilli il desiderio della
paltri;a perdta; tuttavia quattro aillni soltanto sono
scorsi idaclheli i sogno degli esuli lprseguitali, la
aspirazione di alcunt poeti ed intellettuali presero
1' aspeltto di qiUestione pralica. I giornali politics quo-
tidiani colinciaron o ad occuparseon allorquando
Basilea, nell' Agosto 1897, raccolse per la prima volta.
a Congress quasi dthceuto Delegati di associazioni
sionistiche.
n11 Italia n' era appena giunto un' eco lonlana da
qualche opuscolo stanipato in Oriente, da qualcho
celnnol imsatto sull'esito del Congresso: i piu sorri-
deval;o a che si oesse seriaene seriaunee Concelpire una
ininiediaa ricostituzione naziouale, mn' intnigrazioie
ilegli Ebrei utlli in Palestina. Cosi si gabellava inl
Ial. L tra 1noi it Sionisino: ii progralnina, reso popo-
lare dal Dl)ot. 'l'Todoro llerzl, era stato interpretato
con lale latit line da flarlo ritenere opera di un pazzo:
giacchi, sar;')e slala una pazzia ii pensare che la
Vlateslinta avessse superlic e risorse tali da dar rico-
vero agli Ebrei tull, ed amnietlere, ad esenl)io, che
gli Elhrei dell' Occidente, divenuiti da tempo clttadini
tranquilli e rispetlati dal paesi loro, albandonassero
coinurllllci ( profession per creare in Terra Santa
un nuovo centro di spostati.
L incertezza di quelle prime notizie spinse allora
il Consiglio di un' lniversuit Israelitica del Piemionte
a pronuiovere dai confratelli della penisola lna pro-
tesla conltro le aspirazioni del Congresso di Basilea
e it' allerimazione di patriotlismo italiano.
La r'etta coll cui quel consesso aveva scagliato
1 anatemla control un'idea, ignorata perlino nelle sue
line principal, salvo 1' Italia israehtica da un1a m1la-
nifeslazione, di cui poco pih tardi molti si sareb2ero
dolulti anaramente. Quasi tutti i Consigli trovarono
inrtile uina dichiarazione d' ilalianithi non richiesta
e non necessaria per parole di cli ha dato e dt con-
tinue prove di alletto erso il proprio paese, e ingiuste
le conldaine d' idee the loa n si conosceNvano, di uo-
mini clie non potevansi gindicare.
Soltanito pifi tardi dalla letlura accurata degli atti
del Primmo Congresso, dalle parole di chi aveva avvi-
ciliali i capi del Congresso slesso, risultoi che nessuno
di costoro aveva il;n pensato a costringere e a con-
sigliare gli Elirei di Francia, d'llalia, d'Austria, a
Imo d csempio, a rimimziare alia propria patria, e clie
sc(,lp vero del Sionismo si era e si e quello di creare
agh Ebrei the non possono abitare it loro paese di
()orglil, lil dliinicilio il Palestina garantito (dl di-
ritto p1.111lico eur(lopeo: programnia, per quanto irto
di dilli.coltil, nobile e generoso, e tale in ogini modo
da mernitare iruo studio serio e pacato, qiualiosa pinl
isuinioma del motto poco spiritoso di qualche stri-
]jacehino di imestiere.
E scelldeva poco dopo in Italia, nella primavera
del 1898, Mario Baruccli, I' apostolo ardente, appas-
siolato. L' abblianmo conosciiuto, allorche sognianio di
aver raggiuilo, collar conivocazione del Congresso di
Basilea, 1' ideal, erraNva per i paesi latini a portarvi
la sIMa lnona 1arola. L' ailjiato riedo rivedu p tardi,
qiuandlo l;i leante sua gia ottenieirata a la un' idea
lissa stava peri ispingerlo a unia morte trisle e inuina-
tLira. (Ch se i pericoli, la tristezza dell'esilio I'ave-
va i lfatto cadre in alluCinaziolni per le quali per-
deva la vision esatta della realtit della vita nei paesi
nloslri, non1 si p1,1 tuttavia 1non alunirare iln Iui it
piolimere di un' idea nobile, granrdiosa, 1' uomo, cho
a Ipre'zzo d'indliilcili, eroiclie Jrivazioni aveva per-
(coso pae.si e paesi per far pil;otrare nell(a iioinlte
de' birui curreligioni'ar 1 idea Uella rednlzione.











L' IDEA SIONISTA


Marco Barucch voenu in Tfalia n, agitl, ebl1 un
Iisultato spesso effimlero, spesso pr:'lin(o c()tilrin allow
scopo cni tendeva, inia lanio quell' idea, rhe, raccolta
poi da person pini prudent, port al success.
Sorgeva intanto in Ancona nei primii iesi del
1898 il primno gruppo sionistico; e da Napoli inuo-
veva il Sig. Rabbiino Giuseppe SmnIino a rappre-
sentare 1'Italia Israelitica al Secondo Congresso, it
portava un saluto augirale.
Sul finire dello stesso anno atiliw in Ferrara
vedeva a luce col none di Fratellanza, Israelitica
un Circolo Sionistico, ii quale promnioveva, per il-
lustrare la n ova idea e per difenderla una series di
collferenze: si che nel Conlgresso dell' anol siccessi\vo
1' Italia era rappresentata da (due DeI)leali che An-
cona e Ferrara avevano espressalmenllt inviato.
Pii recentemente Modena creLava n' associaziono
divenuta in pochi mesi fiorentissinia.
Ormai le forze non mancano.
Ancona ha indetto nel Setteonbre scorso una breve
adunanza dei capi-gruppo per bmutare la base della
future Federazione sionistica italiana.
Milano, Torino, Livorno, Roma hanno gi; parecchi
aderenti che attendono 1' impulso di un giovine cner-
gico per costituirsi in associazione.
Ma per la cronistoria del nostro movimento giova
notare come i Sionisti italiani mentre non ablian-
donano la classic idea, centre clontribuiscono alla
grand' opera per cni i fratelli che genono in Run-
menia, in Russia, quelli che perfino nel cnore del-
1' Austria, sono il ludibrio d' ignobili pregindizi, al)-
biano a trovare una patria sicura, tendon iello
stesso tempo pi i direttamente, a sollevare tra noi la
dignity israelitica, a dare a quanti portano come nn
peso insopportabile il nome di Ebreo la coscienza di
una forza che deriva da un passato glorioso, 1' or-
goglio di essere depositari di nna civilth e di una
religion che furono e sono tunt'ora d' esenpio ad
altre civilth, ad altre religion.
E il nostro periodic si propone seriamente di
ditfondere il Sionismo sotto questo doppio aspelL)o,
dimostrando cioe che 1' Italiano Ebroo pum, senza
venir meno all' more innato verso quest terra di-
letta, dar il proprio aiuto alla salvezza del prolela-
riato ebraico dell' Oriente, e alla redenzione degli
Ebrei tutti dell' Occidente da un asserviiento morale
che 6 pifi triste ancora della miseria.
F. RAVENNA.X

c Des jours meilleurs pour nous d' accord! Mais aussi
pour les autres. Nous ne sommes qum leurs pionniers, avides
de sacrifices, ardents a la conqilte de voices nouvelles .....
Notre vision nous represent P' avenir, dans un tableau de
concorde des homines de toutes les civilisations .... Nous
voyons une universelle solidaric, qui n' est pus limitee par
un seul idiome, des tentative ininterrompues d'abolition de
la misEre, par l' harmonies des efforts. At surgissant de ce
concert, une forme plus elevee de civilisation >>.
'lliiODORE HERZL.


i31 ebret in 1Runenia


La Convenzione di Parigi dell' Agosto 1854 fu, a
buon diritto, considerate come la sanzione di tutto il
forte e generoso movimento, in senso liberal, iniziatosi
sulla fine del secolo precedent, e andato a mano a inano,
con sempre crescente vitality, svolgendosi negli av-
venimenti grandiosi degli anni seguenti: da quel
trattato ancora, quasi conseguente alla guerra di Cri-
mea, sortiva la Runenia attuale, dotata di tutte le
liberty dei paesi modern. Se dolla concessale liberty
avesse saputo farne uso adeguato, collar coscienza che
fra i doveri di popolo civil si e primo quello di
esplicare i propri diritti solamente in quanto non sono
sopraffazione degli altrui, non ci si dovrebbe che ralle-


grare della concession, fatta a quest nazione dalle con-
sorelle enropcc. Mla la I umenia, come primo suo atto,
(essa appunto che cominciava allora allora a conoscere
qual bone fosse, per un popolo, un libero e indipen-
dente reggimento)contirariamenite a quanto era a sperarsi,
volle subitamente negata ogni liberty agli ebrei che sul
suo suolo vivevano, ne che mai si eran mostrati indegni
d' esser trattati alla strcgua degli altri suoi ligli. E
fill da quei tempi essi furon colpiti da una triste
persecuzione, mirante solo come verremo esponendo
- a privarli d' ogni mezzo d' esistenza, mettendo in
atto ogni legge restrittiva alla loro liberty personal
e political.
L'art. 9 del Codice civil Rumeno del 1864 cosi
suonava: < Coloro che non sono di confession cri-
stiana non possono acquistare la quality, i diritti di
cittadini rumoni che conformandosi alle disposizioni
dell' art. 16 di questa legge (cioi facendosi'naturaliz-
zare) >.
Dal qual disposto risultava, cie coloro cie alla re-
ligione cristiana non appartenevano. cio gli ebrei
- ancie se nati in suolo rumeno, dovevano essere
considerati come stranieri, e, come tali, private di ogni
diritto civil. Ne venne di conseguenza una viva agi-
tazione da parte degli ebrei, che sentirono tutto il
peso di tale ingiusta disposizione; mentre, d' altra
parte, ben si comprendono l'odio e gli eccessi suscitati
dal popolo, abituato a federe, negli ebrei, non dei
connazionali c dei fratelli, ma degli stranieri qualun-
que, usurpanti in part i vantaggi ch' essi avrebber
potuto ricavare dai commerce, dale industries, dalle
arti liberal. In queste contingenze, parccchi furono
i comitati formatisi in varie nazioni a favore degli
ebrei rumeni: e nel 1872 si tenne una conferenza fra
quei comitati, occasionata dai tristi fatti comlmessi
control gli ebrei nelle province danubiane. La grande,
1' unica question di quel Congresso era di ricercare
per qual mezzo si potesse assicurare agli israeliti ru-
meni 1'uguaglianza civil e political e il titolo di
cittadini rumeni. Si decise pertanto, in conformity del
desiderio degli ebrei rumeni stessi, cie essi e ci
a prova della fiducia che essi avevano nella giustizia
dei connazionali avrebbero dovuto direttamente pre-
sentare una apposita domanda alla Camera rumena.
E, data la condotta del Governo, le disposizioni fa-
vorevoli dei singoli ministry, il sentiment del prin-
cipe, pareva si potesse nutrire piu di una speranza
sull'esito di tale domanda. Frattanto nel 1875 veniva
concliuso un trattatb di commuercio fra 1'Austria-
Ungheria e la Rumenia, in cui, quasi a
. tristo annunz'o di future danno,
second 1' art. IV. della Convenzione si stabiliva cbh
i rumeni in Austria-Ungheria e gli austriaci e.gli
ungheresi in Rumenia, avrebbero reciprocamente il
diritto di acquistare e di possedere beni mobile e in-
mobili, mentre di tal diritto si privavano gli ebrei.
Con tutto questo nel 1878, 'dalle principal potenze
europee radunate a Congresso in Berlino, furon pro-
clamati grand principi di giustizia e uguaglianza:
si fu ancora d'accordo nell'intento di por termine
alle persecuzioni da tempo dirette control gli israeliti
di non pochi paesi oriental, specialmente della Ru-
menia. Con energica deliberazione a tale intent de-
cidevano die avrebbero riconosciuto l'indipendenza
della Rumenia e della Serbia alla sola condizione chie
1' eguaglianza di tutti i culti dinanzi alla leggo sa-
rebbe introdotta nella legislaziono di questi paesi. La
Rumenia oppose resistenza a questo deliberate; alla
quale per6 si contrappose la condotta ferma delle altre
potenze, fra cui la nostra Italia. A questo proposito,
a titolo di onore, ricordiamo parecchi discorsi elevati
pronunciati allora sulla question dal Depretis, presi-
dente del Gabinetto di sinistra, dal Mainiani, dallo
Zeppa, dal Cairoli., dall' Alficri e da altri nomini in-
signi del tempo, che la nostra patria pu6 vantare fra,












L' IDEA SIONISTA


i primi e pil fieri antesignani di ogni liberty civil e
religiosa. L' art. 44 del trattato di Berlino diceva, e ci
compiacciamo nel riportarlo: <* In Rumenia la distin-
zione delle credenze religiose e delle confession, non
potri esser opposta a nessuno, come un motive di esclu-
sione o di incapacity, in ci6 che concern il godere dei
diritti civil e politics, l'ammissione agli impieglii pub-
blici, incarichi ed onori, o 1' esercizio delle different
industries e profession in qualunque luogo si si >>.
I diritti adunque degli ebrei rumeni per essere rico-
nosciuti cittadini, erano fondati primieranlente sull'an-
tichita del loro stabilimento in Rumenia (circa nell' XI.
o XII. secolo almeno), quindi sulla Convenzione di Pa-
rigi, sul codice civil stesso runmeno (art. 8, in virth
del quale gli israeliti nati e cresciuti in Ruimenia, po-
trebbero richiamare ii loro riconoscimento, se la giu-
risprudenza per6 non avesse lore costantemente rifiu-
tato tale diritto), infine, per non parlare dei diritti
di giustizia e di umanita, sull' art. 44 del Trattato di
Berlin.
Orbene, la Costituente, convocata per discutere la
peLizione presentata dagli ebrei rumeni, (e a questa
abbiamo giA eccennato) dope un lungo anno di inutili
per quanto vuote discussion, il 19 ottobre 1879 de-
liberava una pura e seniplice riforia dell'art. 7." del-
Codice, nella quale tuttavia gli ebrei crano ancora
considerati stranieri; come tali, se avessero voluto
essere riconosciuti cittadini, avrebbero dovuto richie-
derne il permesso delle Camere, e, conseguentemente
a ci6, era per loro ancor vigente la restrizione riguardo
alla propriety e agli altri diritti civil. II qual deli-
berate, in piena opposizione al prescritto delle po-
teuze, ne sollevb di nuovo le protest. Proteste pero
assai piul deboli, e che facilmente si acquietarono dietro
la formal dichiarazione, fatta dal governor rumeno,
che quanto si era deliberate sarebbe state un solo
principio di riforme future pih ampie e pih conso-
nanti allo spirit del precitato art. 44 della Conven-
zione di Berlino. Dope di che, la Francia per la prima,
seguita dalle consorelle europee, mandava al Governo
di Rumenia una nota in cui
< pregnant acte des assurances formelles qui lui
ont 6t6 transmises a cet egard,
et d6siderant donner A la Nation Roumaine un
t6moignage de ses sentiments d' amiti(:,
le gouvernement de ]a Ripublique Francaise a
r6solu de r6connaitre, sans plus de retard, le Princi-
paut6 de lioumainie come un Etat indipendant >.
Chi naturalmente da tutte queste pratiche usci con
la peggio, furono i veri interessati, cio6 i poveri ebrei,
che si tornavano a trovare nell' identico, se non peg-
giore, stato di prima. Come era natural, il metodo di
naturalizzazione proposto, port assai scarsi risultati,
e Ie restrizioni aumentarono piu che diminuissero. Gli
ebrei rumeni pertanto non possono ancora possedere
case, beni immobili, mobili, rural; non hanno diritto
di prender parte alle elezioni comunali; sono esclusi
dalle cariche pubbliche e dalle profession liberal; non
possono essere avvocati (decreto 1864), no farmacisti
(1869), ne medici military (1872), ne prender part
ai concorsi pei lavori pubblici (1868), n6 essere im-
piegati alle ferrovic (1871), na appaltatori (1872); n6
possono prender parte alle aste delle torre vendute dallo
Stato (1869). Pur essendo considerati stranieri per
quanto riguarda i loro diritti, sono tutti obbligati al
servizio military; ma non possono essere assunti pero
che ai primissimi gradi della milizia. I1 15 marzo 1884,
una legge sul piccolo cominercio ambulante ha private
23.000 israeliti rumeni dei mezzi di sussistenza.
Da indi in poi gli ebrei furon sottomessi ad ogni
genere di vessazioni, o si lasci6 nell' arbitrio del
magistrate di poter espellerli: persecuzione quest
sovra ogni altra la pih terrible. Nel 1886, per col-
mare addirittura le misure, in Bucharest si teneva,
il 7, 8, 9 settembre, un famoso Congresso antisemita,
in cui si dichiaravano gli ebrei indegni di restore


pih a lung in Europa in mezzo agli altri popoli, e
per ottenere it desiderato scope di allonitanarli, si
stabilivano alcune nornme indegne anche di essere ri-
ferite. Gran part della stamnpa, per vero, protestS, e fra
i giornali che pih calorosamente sostennero la causa
semitica, notiumo 1' Indipendencc Rouinuine, la Lupta,
la Natiunea, la Romanic: il die per nlon escluse cie
la situazione, a po' per volta, seguitasse ad aggravarsi,
o leggi vieppii restrictive nel frattenpo venissero
pubblicate, allo scope di allontanare gli cbrei dai
pubblici commerce e dalle scuole. La naturalizzaizione
poi fu alla grande umaggioranza negata; numerosi ven-
nero espulsi, e control di loro si usarono trattamenti
addirittura nma lvgi.
Colle dimissioni del minister Bratiano, l'ispiratore
di tali enormity, un raggio di speranza spunth pei po-
veri colpiti da tante ingiustizie, ridotti ornai alla pih
squallida miseria morale e materiale. Teodoro lossetti,
salito al potere infatti, come sue primo atto, il 13
aprile 1888, indirizz5 ai prefetti una circolare, in
virth della quale un certo numero di ebrei espulsi
dai villaggi poteva ritornare a stabilirvisi: veniva poi
ancora in progress di tempo ritirato il decreto di
espulsione per i giornalisti ebrei, e in quest tempo
gli israeliti poterono, cosa non mai primna ottenutta,
coprire qualche publblico iflizio. Con ci6 lo cause del
fenomeno antiseinita in Rumnenia cambiavano sola-
mente, ma quest pero ormai era inipossibile piii scon-
giurare: prima era il governor l'ispiratore di tutti i
movimenti ostili agli ebrei: oia invoce, mutate lo part,
6 il popolo cie, imbevuito del veleno infiltratogli a
po' per volta, prende il posto, con ancor maggior
veemenza, gia occupato dai suoi reggitori. E infattti
la triste vicenda di vessazioni e persecuzioni di ogni
genere si dilunga ininterrotta dall' 89 al '97: anno in
cui le cose ancor pi~ si aggravarono.
Non bastava di aver tolto a quei disgraziati oltre
il pane, 1' istruzione, e di averli con ogni mezzo
possible colpiti; ma si propose ancora di proibir loro
ogni partecipazione al servizio military, centre pit di
una volta essi avevan dato prova del lorn valore e del
lore more per la patria davvero indegna di tanto -
versando financho il sangue .per la sua difesa. D)innzi
a quest eccessi, gli lbrei, raccogliendo quel po' di
forze die ancor rimanevan loro, si unirono in assem-
blee per protestare. Cii fu causa di disordini, di vio-
lenze inaudite, di rappresaglie indegno comimesse da
parte del popolo, e anche quest volta i martiri del-
1' incoscienza popolare furono I'oggetto di enormi bas-
sezze, e dei disordini si fece pagare il fio agli ebrei,
poichi ad essi, come stranieri, fu tolto il diritto di
riunione!
Nel '99, alle antiche angoscie e iiserie, vennero
al aggiungersi, durante una triste crisi economic e
agricola, parecchie misure administrative e politichie
che segnarono lo scoppio dell' odierna persecuzione
religiosa. Ai reietti dall' incivile consorzio rumeno, e
ormai negate lavoro e istruzione: una miscria spaven-
tevole li opprime. Dei moti di emigrazione si sono
iuiziati, e parte di questi poveri paria, in cerca di
rifugio e di un pezzo di pane onde sfamarsi e pih
di tutto di assistenza morale, di una parole di con-
forto e di un po' di libertit dopo tanti secoli di op-
pressione si son diretti in America: part attraver-
sando la frontier passano in Austria. Da quest per)
son ricacciati, mentre il governor rumeno ne impedisce
il rimpatrio. Ai piut deloli e miseri, e stancii di lot-
tare, unico rifugio sono le onde della Vorma, o le
forest nascoste di quei tristissimi luoghi, ove la di-
sperazione e la miseria li riducono a por fine alla lore
disgraziata esistenza!
Veri e terribili drammin social quest, alla grande
maggioranza sconosciuti, e che si svolgono in paesi
cie vorrebbero per aspirazioni e per tendenze essere
posti a pari del nostro dilettissimo !... La nostra mente,
avvezza a considerare gli event di questa nostra patria,











IDEA STONIStA


cle ogni suo pensiero ha dedicate e dedica alla tutela
della libertiA, non arrivit a concepire tanta efferatezza
in nomini e popoli di questi secoli civil. Ma, poich6
altrove nncora oggi 1' ebreo i fatto material vile su cni
si sfogano gli odii di una plebe incivile ed incosciente,
poichli oggi ancora v' i chi nega all' ebreo il diritto
di cittadino 1a dove egli vorrobbe viver lavorando e
facendosi a s6 e agli altri utile 6 dovere di noi,
cittadini di patria pifi benigna, partecipare a quel
inovimento che, centre tenta la rigenerazione morale e
la difesa di color che ingiustamento son messi al band
dalla society, cerca ancora per essi una patria, dove
possano vivere, second quanto comporta il rispetto
ad ogni loro diritto.

BENVENUTO DONATf.


GLI EBREI IN PALESTINA


In tutta la Palestina sono sparse numerose fainiglie
ebraiche che o debbono la loro origine a famiglie
indigene, o v'immigrarono in epoche diverse. II pih
forte nucleo di obrei della Palestina e raccolto in
Gerusaleinme. Dei 50.000 abitanti di qupsta citta,
30.000 sono ebrei, 10.000 cristiani, 10.000 maomettani.
-li ebrei si dividono in due gruppi: i Sufardim, in
numero di 13.500 e gli Aclkinasim che si elevano a
16.500. I membri della comunith Sefardiana o spa-
gnuola si distinguono second i lore paesi d'origine
nel modo s6eguente: originarii dalla Palestina 8000,
dall' Africa (Marocco ed Algeria) 2500, dall' Yemen
1100: ebrei di Crimea 700: originari di Boukhara 550,
e di Persia 300. Si contano circa 11.000 sudditi turchi
tra gli ebroi di Gerusalemme: gli altri vivono sotto
la protezione dei loro consoli. La maggior parte degli
stranieri sono russi (circa 5000): vengono in seguito
per 1'Austria-Ungheria 2.600; per 1' America 735;
per la Francia 320, per 1' Inghilterra 320 e per la
Germania 300; ecc.
Nonostante la diversitA d' origine e di lingua, gli
ebrei della Palestina possono abbastanza facilinente
attendere ad affari di comune interesse e vanno per-
fettamente d' accord. Nella colonia di Petah-Tikwiah,
che conta 20 anni d'esistcnza, si parlano 16 lingue
different, tanto la popolazione vi i confuse e mesco-
lata. Tuttavia non fu necessario mai 1' intervento di
alcun gendarnle o giudice turco, e gli interessi col-
lettivi o particolari, le question civil ecc. sono re-
golate da tribunal indigeni liberamente accettati.
Oltre alla popolaziune gerosolimitana, un grande
numero di ebrei 6 distribuito in villaggi o colonic agri-
cole che debbono la lore esistenza alle munifiche elar-
gizioni del barone Edmondo di Rothschild e di alcune
society colonizzatrici. Ecco i nomi delle principal;
Petah Tikwah, Zikron Jacon, B' ne' Jehuda, Machnaijm
Richon-Lezion, Ekron, Castini6.
In queste colonies gli ebrei si sono dedicati all'agri-
coltura, sfatando la favola cle essi non abbiano atti-
vith che per il commercio.
Sull' autorita di person imparziali si pub affer-
mare che Le colonies agricole ebraiche hanno portato
grand vantaggi alla Palestina, ed alcuni anzi dichia-
rano che, dope la lor fondazione, delle oasi verdeg-
gianti si allargano e si distendono dove prima era
il nudo desert. Ci6 del resto non 6 affatto strano
poich6 il suolo della Terra promessa 6 stato ridotto
quasi sterile' dalle barbariche invasion: esso non
aspetta che un lavoro ordinato ed assiduo per ridive-
nire il paese leggendario della fecondith che ci hanno
descritto le sacre scripture. PerchU il lettore abbia
un' idea di cib che sia una colonial ebraica, riprodu-
ciamo un brano di una corrispondenza inviata dal Blanco
.~l Welt; t Quando si lascia Jaffa per dirigersi verso


1' est della citti, sulla strada di Nablu, si 6 colpiti
dalla beltA affascinante di quest contrada. Essa ri-
corda gli splendori di certi panorami che si trovano
cosi di frequent sulla frontier franco-italiana. A
1' orizzonte il massiccio dei monti di Giudca circon-
dato da un velo azzurro. Di l, il piano si stende a
perdita d'occhio, coperto da nu manto glauco d'aran-
ccti innfumerevoli e va a pcrdersi al mare, di cui si
scorge di lontano il nastro argenteo. Cosi continue
fino alla colonial dei templari tedeschi, ma poi la
strada cambia subitamente d' aspetto. Un sentiment
di solitudine prende il viaggiatore. Delle lunghe distese
di sabbia coprono questi paesi cosi floridi altre volte.
E tutto a un tratto, in mezzo a questo desert, come
un' oasi, appare una collina con qualche abitazione
umana. Si sale, si ridiscende, avvicinandosi sempre pit
alla meta. Davanti a noi si stende gaia la colonial di
Petah-Tikwah. L'idea che noi ci facciamo di sub ito
d' un villaggio ebraico non corrisponde affatto alla
realtA. La maggior part di noi non crede alla riuscita
di queste imprese, altri sono indifferent e non hanno
per il sogno di quest pionieri che un'alzata di spalle.
Ma chi ha avuto occasion di vedere uha di quest
colonies ebraiche e studiarla da vicino, diventa suo
mnalgrado un convinto. >
A. VENEZIAN.

< Vous voulez bien de nous come collaborateurs au
progris universal. Nous ne cesserons jamais de 1' itre. Mais
n' etes-vous pas d' avis que des juifs instruits, conscients de
leur dignity humane, prospIres, pourront collaborer plus
efficacement e oeuvre du progres human, que desjiifs pro-
fonde'ment ignorants, avilis, pietines et croupissants dans
une indigence abjecte? Si votre response est affirmative, vous
devez applaudir au sionisme >.
MAX NORDAU.



I MACCABEI

M. C. B. I.
Chi 6 pari a to fra gli Iddii, o Signore?
(EsoDo, XV, 11).

Lunedi, 17 Dicembre 1900, cadde 1' annual ricordo
delle gloriose gesta dei Maccabei e, specialmente in
Germania, ad insigne iniziativa di quelle fiorentissime
associazioni sionistiche, la data venne solennizzata in
modo special. Le varie society sionistiche, ginniche,
artistiche, scientifiche, concorsero a render grande la
commemorazione con ludi sportivi e con trattenimenti
d'arte e di letture; parecchi numeri unici vennero
editi, e molti giornali pubblicarono notevoli articoli
commemorative.
E sotto quali migliori auspici potevano mai i no-
stri compagni d'oltr'Alpe partecipare ad una festa
che suona guerra alla tirannide e invoca la solida-
rieth di tutti gli Israeliti? Come giA i Maccabei pu-
gnarono da prodi control i nemici che insidiarono i
nostri avi, e coraggiosamente bandirono i principii
della nazionalita e della liberty religiosa, cosi oggi
i sionisti spiegano un' altra bandiera, combattono fi-
denti un'altra tirannide: e ben a ragione da quei
gloriosi soldati voller trarre auspici lieti per la loro
crociata.
Dalla more d' Alessandro allo scoppio della guerra
control i Romani, 6 una lunga series di valorosi capi-
tani che, per parecchi secoli, seppero mantener vivo
nel popolo ebraieo il principio della sua esistenza e!











L'IDEA SIONISTA


il sentiment del suo diritto. Matalia, Giuda, Gionata,
Giovanni Ircano sono tra i Maccabei, i piit insigni e
i piu ricordati; control i popoli finitimi, specie control
i Siriaci, sostennero guerre lunghe e difficili, talor
vittoriose, talor gravi per perdite d' uomini e di ter-
ritorio: ma una fede inesauribile nella bonti e nella
giustizia della loro causa, li tenne pur sempre fedeli
al loro popolo. La storia dei Maccabei e la nostra
epica; prodigi di valore e di abnegazione si videro
in quei tempi, talvolta invano; ribellioni audaci e
pericolosissime impaurirono i dominatori; ma la co-
stanza e la fiducia sostennero quei forti control le
esterne e le interne venture. II valore perb e la re-
sistenza degli ebrei non valsero a far front all'irrom-
pente forza dominatrice dell' impero di Roma: la Giu-
dea venne ridotta provincia romana, e il tempio di
Gerusalemme distrutto. Ma la memorial riconoscente
dei fasti gloriosi che avevan tenuto desta la fratel-
lanza del nostro popolo rimase scolpita nel cuore dei
posteri, ed ancor oggi 6 viva nel culto e nella tra-
dizione.
Ora quasi non piu 1' aperta ostilitA di Principi ci
persegue, ma una sorda ed interessata opposizione vien
fatta control di noi: ad essa move guerra il sionismo
invocando la solidarieta che gia concesse vittoria ai
Maccabei, e chiamando a raccolta quanti si sentono
non degeneri figli di un popolo che per quasi sessanta
secoli ha resistito agli urti e alle perseenzioni di razze
diverse. Mostriamo che ancora il sangue di quei Grandi
score nelle nostre vene e stringiamoci in un patto
fraterno. Tutti dobbiamo sentirci onorati di tali pre-
decessori e cercar di renderci degni di essi: non con
vane querele, ma palesandoci forti nella nostra soli-
darieth. E. VIGFVANI.


LA RIPRESA DELL'AFFARE DREYFUS
. ..----.- -.--. .- ......................
< Perchi' i Francesi acclamano me, (l'he non hanno
mai veduto? PerchU.acclamano i Boeri, dal monPntelo
che non conoscono il inio popolo? Io trove una sola
spiegazione al loro entusiasnmo; essi delibono anlare
appassionatamente la giustizia. EIbene, porchbi' non
vengono a soccorrerci nello sforzo smiisurato clho noi
facciamo laggif per far salva la nostra indipen-
denza ?
Queste parole atlrilbuit al vecchio Kriiger, dopo
la sna visit in Francia e che trovo riportate in al-
cuni giornali e riviste, ni trassero per analogia a
pensare all' aflare Dreyfus, alla tentata ripresa della
lotta di quest' infelice nostro connazionale, lotta epica
per aver salvo il sno none da una taccia infaianle:
giacch6, se pur la sentenza di Rennes c la smccessiva
grazia del Presidente Loiboet, valsero a sollevarlo dai
patimenti corporal ed a ridargli la libertit personal,
il sno nome, la sua fama di soldato l d' noino di
onore rimangono macchiati, e 1' annistia da dapoco
voluta dal Waldeck-Rousseau, tendllre]lbe a preIlu-
dergli ogni via ad una comlpleta riablilitizioni.
Perchi grande numoro di Francesi lo accilaniar11n0l
si fecero paladini del sno ollor, lo sostennero e lo
seguirono in quella fase terribile della lotta cl11 con-
dusse alla revision del primno process? Furono essi
mossi dall' amare appassionatainei'le la giustizia ? dal
dovere che ha ogni nonmo di conllll;tltc r 'ingiistizi;t
e 1' error dovunlque si trova ? Ed allora pcrrchi non1
lo sovveniono ancora nello sforzo ch' egli tenta ora ?


Gli e che Kriiger, con ingenuith di nomo primi-
tivo, non ha scorto essore, gli nitusiasini a sno ri-
glnardo, forl'In Ir'\vata di protest;a o('11t1ro la politic'a-
nillnte odiata Ilnghiltorra, protsta, crle, per le co'ndi-
zioni politichi iintI're della Frau cia, non pPii assn-
mnre formina aporla. E cosi nell' a/fiiirr. La lotta fra
droyfnsani ed iniidl'oyvl'isani lnon i sliata ih' lollta
fra di e pal1 rili Ip lilici, ich si coill ,( n va11 i il potorc,
il dollnillio dtl lla cosa I11ld lia: ra lollt I 'fra due
principii, lol, la rivil,, nella 41ualo inldividho s(.oni-
pariva, giarchi,' i f'atiale chd la society s' imnpoilga
all'individuo singolo. L' affaire non 'fu iho ln epi-
sodio, diir inoglio anlzi, lnll' occasione per imisuviarsi,
fra i parligiani, i soguaci dloll, due oppose, thlenzc
political, 'he tongono divisii Franc'si. Po',ici gli
uni si orano falti ar';aitili ;'cuIsatori dlil Drcyl's e
o10 volovano condallnnat), gli aliri latiturahlnetlfo so ne
focoro i difl lsori, o la scara nl ri s' iniziin : I' l liirse
pift violinta, Ilbo fI'orse vivaicit lI miaggi'or di (n1anlto
una questioned indiviIdale 1'avrei'i fialmto suii'pporro!
a prior, ina non ll ad ogni niio(o e1h unia fasi'
della lotla fra nazionalisli, antiseinilti, iiiilitari si da
l;na. parle, relpnhliciani e progressisli in In'rIe dil-
1' altra.
E poiich' nolli lotir civil in uniia zio ii, Ii' lin' i
diflieile (ih i una di 'lloi parii alib ia assolita vitlt.'i;
s ill' allra, s)ci (i quand.l ) son1 in raonl i|i i 'iinci iii
agsolul.i, eora linatuii ciho lepisodii dclivisse chin-
dersi (o I l11 i m ziio lor I'lini quale si 1I'll (IlI lo di1
ri'onoscere impll licilamoic' ]l iiunocelnza d4l' indi\'i-
(11du s tclz tal inol za ;l i t ll i a 'rltlail'nolt |isi' l ii; l a'.
lorse fn vutulra ioln DrIryl'iis rhe la sinm (iv e-
stiora, pe'r 4 l condizioii del pr1 'se, aissilll iisse a
.iuestiol'i political: forse 1'n disg lazia.
Ala, puinclh ora i ctiiiotldcili seri donio in r amio
pitfc vasoln di loRtH, ich rilI Ion' \'vbrnle;tllt, lotina
prinaciii (qiual'tle qnu(,lla choi si rinopsra vi.r sl roo-
g.regazioni religiose, i.he i ssionilorhi I Drl' iVfls
comiiai llono, o vicr(ov rsa) c j1oicrll' .lon i possiilhe
seIl'li noe ilrllao oppolIe 'i ni d h lo shl'sso [lierrino
serva di (ainpo a ilne i atis aglie, atiari chpiari clin
il prog'etto d' ainnislia Walkhoc-li-Holsseal sia stati
acietlato, o cone si tnildi di non lasiar riprvsa al-
1' affaire.
Ma come con viniereo i individno, ('hrei d've ronl-
fondore la sun voilanlin con ([iqtulla ddoi suloi ocilla-
dini, c he di frntil alla Soci.At 'gli ino ha pi-
diritti ? E vorrla, Drieyfus l rs ueii rsi (li io? SI, omiar
rerdialno e sperinioa lonl s on pe'rstadp 'chi vo irrlli
sosienorlo nella loll', so noil i tigli iiti (1' Isra lh,
di ogni paese, di o1gti r-giolre, fosse ]ur, solo on
una paroa parota che suoni inor.agi nitilo ('oill'orlio?



Riflessiopi di Up bapellettapte

Nasce talvolta in n in in questa nostra vita social,
una specie di diffidenza istintiva verso taluni individui
o verso un' intera classes di person, spesso anchic non
miai da noi avvicinati, senza che alcuna esperienza
diretta, senza che un dato alcuno di fatto venga a
dar forza di ragiono al nostro sentiment istintivo.
E accade in virth della inconsistenza, dir6 cosi, razionale,
di questo sentiment nostro, di dovere, ogni qual volta
il caso ci portia sperimentar da vicino quegli indi-
vidui o quella classes, accade, dico, di dover modificare,
e talora anchor sostanzialmnente, 1' alteggiamento del-
F'animo nostro a loro riguardo: per modo che riu-
sciamo non di rado a scoprire non tenui motive di
simpatia tra noi e person, le quali prima non avremmo
mai sospettato di poter amare.
Ora quecsto ravvedimento che tutti dovrebo1r cor-
care, perch& 6 per se solo un inapprezzabile bnc, ha
operator in me, in questi ultimi tempi, 1' ideale sioni-












SL' IDEA SIONISTA


stico: avendomi pbrta occasion di avvicinare, di amare
molti fra i miei correligionari, dai quali, io mi sentivo
prima allontanato come per un vago senso di antipatia.
Ortodosso, non sono mai stato nB sono tuttora:
se non che allora io consideravo me stesso non quale
ebreo, si quale uomo, non parendomi si dovessero
valutare gli nomini alla stregua dei dogmi della loro
religion; e, forse per la fatica durata nell'aspra bat-
taglia fra it dogma e il pensiero, ma piiP per una
ripercussione delle idee ariane in mezzo alle quali
veniva crescendo, io avovo a poco a poco accolto nel-
1' animo verso gli israeliti quella specie di diflidenza
istintiva della quale ho discorso pih sopra: 1M dove
ora, avendo preso a conoscere piu a dentro uomini e
cose, io posse serenamente affermare non solo che
esiste ed 6 urgent una question semitica nel rispetto
politico e social, via che essa question, per ]e quality
rare e della mente e dell'animo di cli ne B 1' oggetto, A
degna veramente del pil alto intelletto e del piu nobile
cuore: io sono pervenuto, in sostanza, per virth del
sionismo, a conoscere e ad amare tutta una nobilis-
sima classes di person, ad allargare cio6 sensibilmnente,
e non 6 scarsa ventura, ii cerchio della mia vita af-
fettiva.
Non intend io qui ora di esporre, sia pure som-
mariamente, che cosa per sionismo si abbia a intendere.
Io voluto far notare uno degli aspetti meno appa-
riscenti ma non per questo, a mio credere, di minor
moment, che nella pratica delle cose va prendendo il
diffondersi del nostro care ideale. Non di minore mo-
mento ho detto e posso sicuramente ripetere, perchiA
non 6 cli non vede quanta parte abbia l'amore nella
umana felicity, e quante speranze possa concepir di
s6 un ideal ii quale abbia per primo effetto imme-
diato 1' more.
Queste mie povere osservazioni, ihe io vorrei me-
ditate ben dentro da chi legga con senno, mi furono
suggerite al pensiero nell' occasion di una recent
fiesta sionistica celebrate or fa un mese in Ferrara
dalla c Fratellanza Israelitica ) di 1l. Un uditorio
numerosissimo, nel quale la donna, questa dolce nostra
alleata, metteva pure la sua nota gentile, aveva ascoltato
con attenzione viva e raccolte le parole che un giovine
rabbino, con 1' entusiasmo insieme della giovinezza e
della fede, gli aveva generosamente parlate, palpitando
per quasi un'ora, concorde, il molteplice cuor della folla
col cuore semplice e buono che le si apriva dinanzi. E
' accord impeccabile fra gento di disparatissime con-
dizioni social, nel nome di una unica idea, era gia
per s6 stesso un assai dolce spettacolo. Ma in appresso,
a festeggiar l'oratore, taluni correligionari nostri, gio-
vani e sionisti in massima part, cominciavano a ban-
cliettare in una sala di allergo giudaico, intrattenen-
dosi lunghe ore fra i conversari pit vivi e la pih
schietta cordiality. Erano giovani non certo in reci-
proca intimith di rapporti: tuttavia, uniti i cuori in
una fede comune, essi stettero allegramente assisi in-
sieme alla mensa, candida come 1' idea che li faceva
fratelli; e parve che uno spirit famigliare aleggiasse
invisible su le loro test recline. E fu quest per la
mia anima uno spettacolo nuovo e consolatore. Perchel
mai nella mia vita io avevo partecipato a una cosi
simpatica festa; perch giovani che pur hanno per
educazione, per tradizione, per trasmissione ereditaria
un cosi ricco patrimonio comune, mai prima nell' af-
fannoso e vane inseguimento di una possible assimi-
lazione, moi prima, dice, avevano pensato di poter
intendersi assai bene fra lore; perch allora per la
prima volta, nella mia bella indolente Ferrara, aveva
potuto il sionismo col fascino proprio di ogni nobile
idea, risvegliare gli immemori cuori i quali ora final-
mente si riconoscevano fratelli.
Adunque io pensai allora con gioia profonda
- adunque 6 ancora possible la socievolezza fra i
dispersi nipoti d' Israele: vi 6 ancora un' anima co-
mune che possiamo far vibrar come un tempo nella


passion e nel dolore. E una povera arpa coperta di
polvere, afona quasi per il silenzio millenario ; ma un
lieve fiato di vento l)asta ancora a ridarl e anima e
voce: anche una parole, una semplice parola alla quale
le nostre labbra sappiano dare un sottil senso d'amore !
E noi diremo la save parola e riudremo il canto
dell' arpa armoniosa..... Ma, e se essa non potra ri-
svegliarsi, se il suo sonno sara infinite come la morte?
Non import: noi diromo ugualmente la parole d'amor :
perch noi sappiamo, percli tutti sanno che chi ama
A felice, e pih felice A chi ama di pih!
G. NErPI.

<< L' ideal sublime de travoiller pour les misereux de
lear people, et par cela de rendre un service a l' htmanite
entiAre, va pousser les intilligences en reveil auLx efforts in-
connus, et doubler leurs forces >.
D.' AL. MARMOIEK.
----------~,ccc~---,---,,-----------------

3ntranficense nere
e iutrausigCeuse....... bleut
....................... ... ------------. .............

Per ben conibattere, occorre anzitutto ben cono-
scere il nemico. Di front alla faticosa opera di pro-
paganda che i nuclei sionisti gii format in Italia
hanno intrapreso, i nemici del Sionismo si sono ormai
divisi in due camp: sono naturalmente ambedue comn-
posti di nostri fratelli, perched agli israeliti soltanto
e rivolta la parole sionista.
Gli uni sono quegli ortodossi in religion che
temono l' indirizzo schiettamente laico assunto dal
Sionismo: poich6 esso non fa question di fede e di
forme religiose, quei nmnici ritengono die il non
discutere il domma, equivalga a rinnegarlo.
Gli altri sono i partigiani del quicto vivere, che si
adattano all' antisemitismo finchb non1 nuoce loro ma-
terialmente; essi temono che il sionismo desti per
reazione 1' antisemitismo palese, pratico ed ufficiale.
Pei primi (dicono) A sufficient la liberty di cre-
dere e di pregare: per gli altri la liberth.... di godere,
sebbene compatiti, il contatto social coi cattolici, e
quella di esplicare, alla meglio, le ambizioni e gli
interessi loro individual.
Costituiscono, gli uni, un nuovo clericalismo israe-
lita, che, mentre crede di difendere la religion, non
difende che gli interessi bottegai dei parassiti della
religion: gli altri, una consorteria della paura, che,
piuttosto di perdere la posizione social ottenuta colle
ricchezze e coll' influence politiche, si farebbe mille
volte apostata!
I primi agli antisemiti rispondono piangendo < ma
che facciamo di male? pregliamo il nostro Dio a modo
nostro! ,: i second rispondono loro umilmente < par-
don! siamo ebrei per forza d'inerzia: un po' di pa-
zienza, e finiremo di esserlo! )
Ed ai Sionisti i primi oppongono: < fuori della
religion nessun ideale e nossuna difesa: la storia
d' Israele si 6 chiusa coi lament di Geremia >>: e gli
altri < ma voi site sovversivi: per noi quel die ab-
biamo 6 anche troppo: not siamo sonatori, commen-
datori, frequentiamo la nobiltt: ci lasciano le pro-
prieth, le banche, le cariche..... non basta? >
Gli uni e gli altri sono miopi: il loro sguardo
non vede che il gretto interesse dell'individuo, del
campanile, del moment. II Sionismo, che ha innalzata
la bandiera dei diritti e degli interessi collettivi degli
Israeliti, non theme le ridicole minaccie e le piccole
bizze di questi nemici. Egli li abbaglierh della sua luce.
C. A. CL

C. A. CONIGLIANI, Direttore responsabile
MIodena, Tipogralia deogli Operai (Soc. Anonlma Cooperativa.)







Pages
9-16
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From
Original

















L IDEA SIONISTA

RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA

ABBONAMENTO ANNUO L. 2,00 Adesioni e corrispondenze al Signor
Per 1'ESTERO L. 3,00 BENVENUTO DONATI MODENA


SOMMARIO: Un' opportuna spiegazione, D. Lo spirit israe-
lita, (Scapino). I fasti dell' antisemitismo. Conferenze
Sioniste. Immaginario semitismo politico, GIx. Nel campo
delle letter, E. T. Dalla stampa sionista. Contro gli
antisemiti Russi. Necrologio.


Un' opportuna spiegaione

LE basi principal del progranilna che ci siamo
ripromessi di svolgere in questa nostra Rivista, e che
ainpiamente altra volta pensiamo di aver esposte,
possono riassumersi: in una azione efficace e col-
lettiva di ogni ordine dell israelitismo, verso un gra-
duale progress della coscienza individual, atto a
pdrtarlo all' altezza della posizione che il genio della
razza e la liberality dei tempi ci hanno dato di rag-
giungere; in una lotta ad oltranza control ogni ten-
tennamento, come control 1'invadenza di ogni pregi.n-
dizio, che ancor potesse sorgere a dividere i popoli
in frazioni ostili a second le diverse confession.
Certi diritti umani sarebbe stolto pensare, potes-
sero ormai esser negati senza che ci6 determinasse viva
reazione control tali tentativi, che ledono le conquiste
pif nobili dei secoli, e, in special modo, del secolo
nostro. Fra le quali a notarsi la sacrosanta san-
zions data alla liberal esplicazione dcl pensiero, al
rispetto per la personality, e il riconoscilnento del-
1' arbitrio personal, come l'unico direttivo 1'unica
norma della vita individual, finches quest si rattenga
nei liniti segnati dal diritto e dalla tradizione social.
- Che se dinanzi ad una soprairazione, ad una azione
in contrast colla legge etica di ogni popolo, non
si trovasse una sola coscienza pronta a ribellarsi, e
dal torto fatto ad uno solo non si considerassero
pii di mille offesi, ci sarebbe davvero da dulbitare
se fosse illusion la nostra che ci conduce unanimi
a riconoscore la legge del progress in ogni ordine
di fenomeni, o se non invece 1' anima umaana si
trovasse ancor inceppata noi tristi avanzi di etih ormai
dimenticate!
Una prova che tale dubbio per6 non ha region
d' essere ci e fornita dal Sionismo: epica lotta, da
paragonarsi appunto a quella di uno control mille,
se si guard alla tenuita e alla nohilth delle forze
opposite a quelle potent dei popoli, che dell'antisemi-
tismo si fanno una bandiera ed un motto direttivo.
L' anima ebraica, unita in un vincolo di razza,
rimasto ancor trionlante su qualunque dispersione,
e superior, forse, ad ogni principio che trovi nei
sentiment religiosi la sna part d' origine, ha sen-
tito un palpito di nova vita dinanzi agli obbrobrii
commessi dai popoli civil. La question semitica
- che oggi si impone con maggior bisogno di essere
risoluta si presecta in ogni modo coi diverse
finalist per coloro che partecipano ad essa. Per gli
uni 6 una lotta, in cni essi agiscono oggettivanenlte,
in quanto la condizione di chose control cni comlbat-
tono, non li colpisce direttamente; per altri invece
6 question soggettiva, lottando control uno stato anor-
male di cui risentono tutte le gravezze. Che noi ebrei


ed italiani dobbiamno ascriverci fra i prilli, 11011
occorre insistere. Sotto il bel cielo d' Italia, la terra
classic di ogni liberty, lortunataniente per ora di
antisemitismo politico non si pno ni si deve davvero
parlare. La nostra opera deve adunque solamente
essere ispirata dai sentimienti di solidarieta di razza,
e deve lesser rivolta al nostro miglioranento e al
soccorso dei nostri fratelli oppressi.
Mentre adunque ina frazione e non piccola degli
cbrei deve del sionismo fare una question di diritli
politics e quindi di nazionalitil da riconq uislare, -
per noi invece il sionisino 1101on put essere che in
moto umniaitario e social, per inll'allfatto politico.
\Ci si taccio di opportlunismo, nel sejisi di aver ten-
tato di ridurre ii sionismo ad ilna formula 'ie sia
in conformiith collo state le aspirazioni idel ,pase.
E sta bene. Per parole nostra per 6 non pensiamo di
avere spostali i cardini del moviinento sionistico, uie
di esserci da questo allontanati, in uiianto esso non
pui essere ranchinso in forniule cite 1o reinaino con-
trario alle reali e varie condizioni dei paesi abitati
dagli Ehrei.
Gerusaleiiine, scrivevamo, per noi i un simliolo,
nulla pif che Lu siinlolo, del rinnovaniento israe-
litico. 11 proletariato giluaico invece naiturale e
logico guardi alia stella di oriented pihi che ad olln
simbolo, come ad ina mnla agogliata, ill iii libero
dall'idra antisenimitica la sna animia, nobilitata dal
lavoro, possa riposare serena. 11 Sionismo adun-
que e la lotla dei mille per uno, o aiiche se si voglia
dell' uno coi mille; in cii, sebbene la finalilh b la
medesima, e mnedesiiii i resuitati che le parii si ripro-
Inettono di ottenere, i sentimenti e I' azione sono di-
versi, pe'rche siano ill relazionle collo stato loro divers.
Questi i concetti chdie, sull' argomento, abbiamio
creduto opportuno di svol-ere, per evitare gli equi-
voci che potevano lin dal prihno inizio esser sorti:
equivoci noi non desideriamo: e, se queste dichia-
razioni nostre 1noni saranni sufficient, non ci trat-
terainno i timori di iuna scissione Iel caiipo sionista
europeo, dal parlar chiaro, ancor pi4 chiaro di oggi!
1).


LO SPIRIT ISRAELITA

Maurice Muret, il critic illuminato e sagace del
Journal dcs D'bats. 6 ritornato, con i metodi del Taine,
sopra un argomento gik prediletto dall' autore del-
1' IIistoire du people d' Isrw'l. Nessuno ignore, infatti,
come Ernesto Renan, a pitt riprese, nel corso di molti
fra i suoi libri, abbia tentato di scoprife sotto gli
Ebrei 1' Ebreo, e di determinare le caratteristiche es-
senziali che distinguono questo tipo urnano dall'altro,
suo collaborator nella grande opera della civiltl:
dell' Ario. Ma il Muret, valendosi appunto di tutto cio
che 6 stato studiato e detto intorno alla psiche semi-
tica nelle sue manifestazioii riflesse dalla tradizione
storica e biblical, si 6 avveiturato in una indagine in
gran parte nuova e d' un interesse vive e modern.
Egli ha voluto vedere se e come sia sopravissnto fino


N .1 NC


ANNO I.V


MODENA, 31 MARZO( 19301











18 L' IDEA SIONISTA


a noi, attraverso le vicende secolari, le commistioni e
le dispersioni della schiatta, questo spirit israelita,
questo genio ebraico vantato, insultato e negato in
mille polemiche di scienziati e di giornalisti.
A tal fine, ii critic francese ha preso a conside-
rare, a uno a uno, quelli che gli sono parsi i pih
caratteristici rappresentanti della stirpe nel pensiero
modern, e cio6: Spinoza, Heine, lord Beaconsfield,
Marx, Brandes e Nordau.
L' investigazione dello scrittore francosc, cond'otta
agilmente e brillantemente, tende a sceverare, fra gli
element moral di ciascuno di quegli spirit, quanto
vi pub essere di pifi intrinseco all'origine etnica. Poich6
- afferma acutamente il Muret -- ogni ebreo contem-
poraneo ha due nazionalith: 6 ebreo e, inoltre, e fran-
cese, tedesco, inglese, italiano.
II Renan stimb quasi minimo il giudaismo dello
Spinoza, e lo stesso filosofo olandese non credeva alla
realty organic delle razze; eppure e agevole dimo-
strare come quasi tutti i fondamenti dello Spinozismo
sieno contenuti nella Kabbala e nelle altre fonti della
filosofia eterodossa ebrea.
Assai pii facile giungere a simile risultato per
Enrico Heine, ii quale, germanico soltanto per caso,
ha dell' ebreo il senso materialista della vita e, sopra
tutto, le tendenze anticristiane, antinazionaliste, co-
smopolite. Intimamente affine al poeta di Diisseldorf
per questa essenza semitica della sua anima, 6 Carlo
Marx, che nell' odio tenace e fecondo alla borghesia
tradisce, come lord Beaconsfield, la sua origine estranea
ad essa, sebbene tanto il grande agitatore quanto il
grande statista siano usciti dalla classes media della
society. Beniamino Disraeli rivela lo spirit originario
della schiatta anche nelle sue preoccupnzioni umani-
tarie, le quali si mantengono possenti attraverso tutta
la evoluzione political che lo conduce a poco a poco
dal radicalism della scuola di Bentham al torismo
storicamente pif significativo....
Soli superstiti di questa rappresentanza della men-
talith israetitica modern, rimangono Giorgio Brand6s
e Max Nordau, che ne riflettono, in un grado pih
superflciale e in aspetti meno simpatici, caratteri e
tendenze giA osservate; ossia materialism, cosmopoli-
tismo e antinazionalismo, spirit antireligioso e anti-
mistico. L' uno e 1' altro sono, psichicamente e mo-
ralmente, in assoluta opposizione con i popoli in mezzo
a cui nacquero.
Era molto pifi tedesco il cantore d' Atta Troll,
che non sieno ungherese il primo e scandinavo il se-
condo. Questi, rimestando con una rerve innegabile i
detriti del volterianesimo e le teoriche di un altro ebreo,
Cesare Lombroso, ha trovato in Francia e in Italia chi
lo piglia troppo sul serio. Quegli (scrittore prolisso
che talvolta imbrocca una veduta geniale, ma per il
quale soltanto, ad ogni modo, la Danimarca esiste oggi
letterialmente) vive in aperto e violent dissidio con
tutto 1' ambiente intellettuale della patria d' Amleto.
Entrambi, inoltre, quest viventi banditori del verbo
materialista, questi idolatri della scienza, rivelano in
tutta la sua singolarita il difetto caratteristico del pen-
siero ebraico, innamorati, come sono, delle antitesi,
e non sempre sicuri nell' avvertire 1'evoluzione natu-
rale dei fenomeni.
[ Marx e Rothschild incarnano sotto due forme
opposite, 1' idea semita spinta all' ultimo grado di po-
tenza. 11 realism imperturbabile d' Israele, la sua
sete di gioie material, la sua ignoranza di una vita
future e, quindi, la sua brama di far regnare fin di
quaggiii la felicitA, creano, a second dei temperament
e delle attitudini, i Mayer Amschel Rothschild o i
Karl Marx. Fra questi individui cosi different c' 6
una rassomiglianza essenziale. Essi esprimono la stessa
concezione dell' esistenza e dell' universe >.
Queste parole acutamente vere contengono, in so-
stanza, tutte le conclusion a cui perviene 1' opera
critical del Muret.


E per esse ci si rivela anche quanto sia rimasto
dell' antico nel modern israelita, attraverso la lunga
segregazione del ghetto.
Una gran difforenza 6 sopraggiunta: una volta, il
semita era il deista tipo, quello che per primo concept
e divulge per il mondo il concerto d' un Dio unico
creator del cielo e della terra; oggi 6 il nemico d'Iddio,
6 il campione dell' ateismo pif saldo, che ha sostituito
la illimitata fede nelia scienza alla vecchia credenza
mosaic. La scienza: ecco tutto 1'avvenire. Ma ecco,
altresi, ci6 che pareva all' antichita ebraica un giuoco
iuutile e condannabile. Rammentiamoci 1' Ecclesiaste....
Come si spiega tutto questo ? Si spiega, risponde il
Muret, pensando che I' idea messianica 6 evoluta nel-
1' idea di progress, ossia che gli uomini, second la
coscienza semita, non deblono pit attendere dalla
volonta di Jehova chi rechi loro la felicity vaticinata
da tanti profeti, ma tale felicita, fatta principalmente
di benessere material, la debbono attendere soltanto
dalla costanza dei loro sforzi e dei loro tentativi per
un miglioramento social.
Chi ha veduto pitt addentro nell' animo e nei de-
stini dell'uomo: 1'Ecclesiaste o Carlo Marx?
Scapino.


I FAST DELL' ANTISEMITISMO


O'rTO quest titolo, non raccogliamo luna cron;aca
lieta La scriviamo solamente per gli antisionisti, che
non vedono the rose nolle condizioni della society in
g1111'r, dell' Europa odierna in ispecie, e non si ac-
coirono, o Inmelio, non si vogliono accorgere delle
numuinerose e, purtroppo, pungenti spine.
i II 2' dello scorso mese si era diffusa a Snirne la
voce che un ragazzo sedicenne, greco, impiegato press
la ditta Xenophonta e Comp., era scomparso da pit
giorni. Ben presto si sparse la diceria che il ragazzo
era stato rapito ed assassinate dagli ebrei.
Nei giorni seguenti avvennero grand dimostrazioni
ostili control gli ebrei, e fu solo in grazia dell'energia
spiegata dal general Hoddi Stoamir pascii e del pre-
sidente della polizia, se non avvennero eccidi. I greci
tentarono ripetutamente di penetrare nel quartiere
ebreo. Per le vie pattugliavano drappelli di soldati
turchi. I negozi rimasero chiusi per parecchi giorni
IM I 28, l'eccitazione fra i greci sali al colmo. Essi,
diedero 1'assalto alla chiesa greca, per salire sul cam-
panile o suonare a storno. Nel quartiere greco si rac-
colsero gli uomini armati di fucili ed altre armi; essi
si diressero poi minacciosi verso il quartiere abitato
dagli ebrei. Accorse la truppa che caric6 i dimostranti
con le baionnette inastate. Vi furono 15 feriti, dei quali
uno mori in seguito.
La popolazione greca era irritatissima control il
vescovo greco che accusava di non saper tutelare suf-
ficientemente la vita dei suoi diocesani, ed insisteva
perch egli esigesse dalle autorith turche che ricer-
cassero il ragazzo. La polizia pratic6 molti arrest,
riuscendo finalmente cosi a trovare anche il fanciullo
scomparso, il quale depose che, dopo un litigio con
suo fratello, aveva risolto di allontanarsi da casa per
darsi spasso per alcuni giorni: egli perb si era allon-
tanato da casa sua solo dopo aver informato della sua
intenzione la propria madre, la quale poi invece dif-
fuse la voce che ii sno ragazzo era stato rapito dagli
ebrei.
F In quest giorni, a Koenitz, si svolgeva un delitto
di sangue, di cui era vittima un bambino. Accusato
dell' assassinio ed arrestato fu un tal soldato Lebeder,
il quale trov6 comodo di gettare more solito la
colpa sugli ebrei, che lo avrebbero second 1' accuse






L' iDEA SIONISTA


costretto al misfatto per soddisfare uno dei loro de-
litti rituali.
Sull' argomento, da Orano telegrafano al Petit Jour-
nal nuovi particolari.
Lebeder pretend che, trovandosi a Koenitz disoc-
cupato, incontrb un individuo il quale, promettendogli
lavoro, lo condusse alla Sinagoga.
La, parecchi uomini minacciando di ucciderlo, lo
costrinsero a fare a pezzi un giovane addormentato
con un narcotico, e di raccoglierne il sangue in un
vaso d' argento.
L' autorita military procederebbe ad una inchiesta.
K II Tageblatt ha da Varsavia che la polizia russa
procede cola con un grande rigore control tutti gli
stranieri, espellendbli ad ogni minimo e fantastic
sospetto. II dispaccio narra anzi che la figlia del ce-
lebre pittore viennese Horovitz, la quale studiava legge
all' Universith e pittura all' Accademia di Varsavia,
essendo ospite press .n1 suo cognato ragguardevole
banchiere -- ebbe. d'imnprovviso, e con grande sfoggio
di cosacchi e gendarmi, la imposizione della immediate
partenza per il confine.
A pretesto di ci6 venue addotto unicamente il fatto
che la signorina 6 nello stesso tempo studentessa ed
israelita.
Ad altri fatti di tal genere rivolgeremno 1' atten-
zione dei lettori altra volta.


GONFERENZE SIONISTE

Le donna c il Movimelno Sionistico e il titolo di
una brillante conferenza, tenuta dalla Prof. Gina
Servadio in Ferrara la sera del 25 Marzo 1900, e che
abliamo ora solainente potuto leggere, essendo ap-
parsa in elegant pubblicazione per cura della Tipo-
gralia Sociale di Ferrara. La studios fa anzitutto una
rassegna eloquent, delle done, il cui none e legato
alle sacre tradizioni, e che furono e sono vanto al
giudaismo per 1' opere loro egregie: da Rebecca bella
- anche Dante la ricorda con questo aggettivo -
quanto buona ed ingenua, a Rut, la cui delicatezza
di sentiment ancor oggi fa pensare, all' eroica lli-
genia, che pianse il suo bel volto
e fe pianger di s6 li folli e i savi
ch' udir parlor di cosi fatto colto,
a Debora, guerriera, a Ester valorosa. E per venire
ai nostri giorni, basti un sol nome, lunminoso di per
se stesso, che ognuno ha nella memorial e nel core:
Lucia Dreyfus.
Qual post adunque spetteri' alla forte figlinola
d' Israele nel movimento sionistico? <, I1 sionismo ,,
scrive giustamente la Sig.na Servadio, hla uno
scopo nazionale, e vero; ma primo un altro che e
pili evidence e pin sentito per noi italiani: lo scopo
eminentemente umanitario ,. Quindi: c io oggi pro-
pugno il second che oll're una comprensione pill
larga, pif estesa, piu divina dell' ainore fraterno,
che offre un amnore nuovo, immense, che colnprende
in se, in una sintesi sublime, tutti gi ,allotti varii e
molteplici della vita .
Detto che cosa sia il sionismo, rest a dire quali
saranno i termini dell' aziono con cui si dovril espli-
carsi; e questo 6 ancor dichiarato assai belie in altro
period della conferenza: Tutte le opere di ca-
rita hanno il plauso delle anime ben nate, e quest,
promossa e guidata da cittadini liberi, da uomini
felici, da ingegni potenti, quest di dare una patria
a chi non la possiede, di procurare che i padri e
le madri amino liberamente i igli, e a I' more
del vero e dell' onesto li educhino; questa di sot-
trarre migliaia di derelitfi a 1' ignoranza dannosa,
SI' abbrutimento ripugnante, a la vilth di un'in-


certa soggezione, e un' opera eccellentemente cari-
tatevole, sovrumanamente bella che non puo tro-
vare ostacoli, o se mai ne trovi, e di necessity che-
li super . Da tutto questo scaturisce natural quatle
debba essere il comlpito della donna: essa, che nella
famiglia i 1' angelo tutelare, quella di cui con pii ri-
spetto udlita la parole, deve crescere i figli in quest
santi principi, isligare i giovani all' amnore del povero
e del derelitto, inseglare quest nuovo verbo di more
e di fratellanza: amnore e fratellanza insegnati, direi
ancor prima, (he dai sentiment nobili di una razza
comnine ihe ci avvincono coi nostri fratelli ebrei, da
quelli ancor pii vasti e pih comprensivi che ci uniz
scono all' ulaniut intiera.
E ci compiaccianlo che una couferenza ben riu-
scita di mua donna che assai gentile dev' essere
se pensa, divulga e scrive cosi nobili insegnamenti
- 'ci abbia dato argomento di toccare, sia pure
di sfuggita, del post che spetta alla donna nel
novimenlto sionistico: un posto adunque fra i primi
e da cui maggiormentue si attendono esiti di vittoria.



Suill dignit del nome d' Israelila. -- E doloroso
constatarlo; ma e vero! Quanti sono sono fra gli
ebrei, specialmeute fra i giovani, che siano convinti
dell'onore che e per essi il chiamarsi israeliti? E
quanti di essi conoscono le epiche, gloriose vicende
del popolo giudaico? I nostri poveri martiri nes-
sun popolo ne conta tanti --, i nostri grand uomini,
le vicende eroiche dell'antico popolo, il fast glo-
rioso delle cadute dinastie, 1' orgoglio di una let-
teratura sinagliante, sono letter morta per le nostre
geleerazioni, e, dinanzi al primo idiota che si diverta
a intiorare il suo discorso oggi e di imoda! -
con le frasi fatte control il popolo ebreo, i nostri gio-
vani, o non rispondono, perch6.... non sanul rispon-
dere, o restano perplessi nella loro ignoranza, nel
dubbio che quello sfacciato mentitore possa cogliere
nel vero, accusando in mille modi il popolo giudaico.
Eppure non per (qesto tanti martini si slanciarono
inmpavidi nel rogo, versarono il loro sangue, sosten-
nero con ogni opera sia di braccio come d' ingegno
il sacro vessillo d' Israele! Si dimentichi pure, se
si vuol diienticare : pass 1' uoio, possono pas-
sare le sue gesta! Ma che il tempo invece di un
onorato 6blio getti sul passato un imineritato disdoro,
questo non deve punto esser permesso; specialmente
da chi quel passato deve aver interesse a conservare,
come una gelosa tradizione a lui affidata. Per questo
non abbiaino che a plaudire al generoso pensiero che,
indusse il Cay. Pellegrino Padoa, invitato a tenere un
discorso dinanz i ai giovani delle scuole Religioso-
Morali di Venezia nell' occasion della premiazione,
tratto della << Dignith del nome d' Israelita .. 11 di-
scorso del Cay. Padoa 6 un riassunto diligente e
sintetico della storia del popolo ebreo, fino dalle
sue origini, dalla vita political alla produzione lette-
raria, per passare alla considerazione della
d' Israele nei secoli dall'li..... delle Crociate arXVI
secolo7in cui control i poveri eli'"'si ~Ciii'eariono ~re-'
giudizi, diffidenze, inside e calunnie, onde i distintivi
inl'iiianti; le interdizioni, le forzate abiure, imassacri,
le proscrizioni, e cii non solo in Spagna ma anche
in Inghilterra, in Francia e ovunque, fino ai nostri
tempi, appareotemente di redenzione. L' orator ne.
conclusion Ila unl pio pensiero per gli ebrei'irse-
quitati. ,c L'ebreo finailmente che fruisce della liberty
non dimentichi i fratelli oppressi, giacche soccorren-
doli si adopera anche per la civilti. Solleviamo tal-
volta lo spirit dalle cure terrene per rendere omnaggio
alla idealitli. E nel dolerci di qualche abbandono,
pensianmo che centre le foglie secche cadono travolte
dalla bufera, il tronco vigoroso prepare ai rami nuove
fronde e nuovi frutti v.











L'IDEA SIONISTA


Accogliamo con fede il permne di speranza nolle
sorti del gitdaismo racclhinso in queste parole: giac-
rh6 Israele, perseverando nlell; sua vita nlova, ca-
ratterizzata dal culto intense per la morale e la
giustizia, si prepare a scriiere uta delle pagine pit'
smnalianti della ssua storia. b. d.



Una Conferenza e una Associazione. Con pia-
cere, diamo posto alla seguente corrispondenza invia-
taci da Milano: mentre. plaudiamo all'iniziativa del
nostro carissimo Avv. F. Ravenna, rivolgiamo vivo
incoraggiamento all' opera efficace, che anche dai cor-
religionari milanesi si 6 iniziata a favore degli ideali
sionistici.
< Domenica 24 corrente nella sala del Consorzio
Israelitico, il Sig. Avv. Felice Ravenna tenne una ap-
plaudita conferenza sul << Movimento Sionistico >. Dopo
aver tratteggiato brevemente le orribili condizioni degli
Ebrei d' Oriente, e dimostrata 1' insufficenza dei rimedi
fin qui tentati, viene al Sionismo, come solo mezzo
per risolvere radicalmente la question israelitica, sca-
gliandosi control coloro che per ignoranza o per mala
fede ne sono implacabili avversari. Osserva che I'idea
non 6 nata fra noi, allo stesso modo che non e per
noi; infine accenna agli effetti immediate, tanto sotto
1' aspetto material, quanto sotto 1' aspetto morale, del-
1' odierno grandiose movimento, augurandosi che gli
Ebrei d' Italia non neghino il loro contribute ad un
opera cotanto umanitaria qual' 6 quella della resurre-
zione d'Israele.
Dopo la lettura dell' Avv. Racenna, il Presidente
dell' assemble Sig. Bettino Levi apre la discussion
tra i molti intervenuti (notiamo i Sigg. Comm. Ing.
Sullam, Dott. Comm. Giacomo Ancona, Avr. Cav.
U/f. Bergmann, A. Vita, fratelli Jarach, M11. Foligno,
Avv. Artom, .l. Norsa) sull' opportunity di costituire
anche in Milano un circolo che faccia adesione al pro-
gramma di Basilea.
L' Ecc.mo Sig. Rabb. M. Da-Fano, portando un
salute e un plauso al conferenziere, dimostra la ne-
cessitA di contribuire a un' opera filantropica che tende
a rafforzare i vincoli di fratellanza tra gli Ebrei di
tutto il mondo a favor specialmente di quelli che
soffrono.
II Comm. Sullam 6 d'avviso che si debba inviare
soccorso anche at Comitato Centrale Sionistico, senza
perb che si addivenga alla costituzione di un Comi-
tato locale.
La discussion si fa pit ampia, specialmente, al-
lorch6 i Sigg. Bondi e Vita propongono di continuare
esclusivamente l'appoggio alia Alleanza Israelitica di
Parigi: ai preopinanti rispondono vittoriosamente i
Sigg. Avv. Bacah, Emanuele Cantoni, G. Pisetzki,
provando la differenza sostanziale tra il Sionismo e
altre istituzioni israelitiche, diretta i' primo non a
procurare dei rimedi provvisori, ma a risolvere defi-
nitivamente la triste question israelitica, vergogna
dei tempi nostri.
Infine il Sig. Ottolenqhi (di cui ci space ignorare
il nome) con nobili e franche parole si eleva control
i pregiudizi di niolti dei nostri correligionari, dichia-
rando essere giunto il moment di uscire da una pru-
denza che 6 codardia.
L' Avv. Ravenna, dichiarandosi dolente di parte-
-ipare ad una discussion a cui voleva per delicatezza
restar estraneo, prega gli intervenuti di voler uscire
dall' equivoco e di affermare nettamente le proprie idee.
E difatto 1' avv. Bergmann present il seguente
ordine del giorno:
< Gli intervenuti all' assemble indetta dal Comi-
c tato fanno plauso all' iniziativa e ringraziano 1' e-
, gregio conferenziere Sig. Avv. Ravenna dell' opera
K prestata, riservandosi di discutere in una nuova


<< adunanza lo Statuto che verrA presentato dal Co-
< mitato promotore che ha facoltA di aggregarsi altre
person >.
Approvato 1' ordine del giorno, il Comitato rest
cosi composto: Rabbini Maggiori P. MI. Ariani e A.
Da-Fano. Sigg. Emanuele Cantoni, Federico Donati,
Avv. Cav. Uff. G. Bergmann, Bettino Levi, Avv. Gino
Racah, Gioachino Pisetzki.
Mentre siamo lieti dell' esito insperato della prima
adunanza la quale si e affermata chiaramente a favor
del programma Sionistico quale fu esplicato dal con-
ferenziere, abbiamo la massima fiducia che, mercA l'o-
pera assidua del benemerito Comitato, anche Milano
avrA presto un Circolo che aderirh alle nostre idee.
Terremo informati i lettori dello svolgersi della
pacifica campagna sionistica nella metropoli lombarda.



Riceviamo da Ferrara:
I1 nostro simpatico Circolo < La Fratellanza Israe-
litica n terrA tra poco nella sua sede un'importantissima
aduanza general nella quale il Consiglio Direttivo
comunicheri ai soci i risultati ch' esso ha conseguito
nella propaganda sionistica nell' anno social test
decorso, e i proponimenti suoi per l'avvenire.
A proposito dei quali possiamo assicurare fin d'ora
che sarA tenuta nella sede del Circolo stesso una con-
ferenza di propaganda dal Sig. Carlo Tedesco, vostro
collaborator, non pih tardi della fine d' Aprile, e nel
mese di Maggio, 1' Eccell.mo Sig. Rabbino Salomone
Levi esporrA ai soci le proprie impression intorno a
un suo recent viaggio in Palestina.
Notiamo qui adunque con vivissimo compiacimento
ohe il Sionismo non dorme; ch6 anzi, per virth anche
del vostro giornale lietamente accolto, si va diffondendo
vittoriosamente anche in sfere fino ad ora restie.


/ IMAGINARIO SEMITISMO POLITICO


LALI italiani non hanno per lo pi 1' abitudine di
leggere molto i libri che discorrono o sembrano di-
scorrere seriamente di science e di question social;
ma un libro come quello' del Sig. Ing. Eugenio Ri-
ghini 1) intorno ad un argomento piccante: 1' antise-
mitismo, e ad uno nuovo: II semitismo politico nell'I-
talia modern, io credo abbia avuto o sia per avere
diffusione maggiore assai di quanto 1'autore stesso
modestamente, se non con eccessiva chiarezza ,di ma-
temnatico, ha mostrato di attendersi nella prefazione
del suo ponderato volume.
E poich6 d' altra part i lettori, nella grande mag-
gioranza, non si curano troppo di vagliare il pro, ed
il control, e tanto meno di indagare se le ragioni ad-
dotte siano giuste e i fatti esposti conform a veritA,
cosi vi e il pericolo che possano ingenerarsi nell'opi-
nione pubblica le convinzioni che certo con sinceritA,
ma a mio parere con troppa leggerezza, si 6 format
1' autore, intorno all' esistenza di un semitismo poli-
tico, al quale egli attribuisce non solo degli intendi-
menti obliqui < in contraddizione alla sincerity dei
pensieri, dei sentiment, dei legittimi e non effimeri
interessi chie in esso sembrerebbe dovessero aver diritto
al sopravvento -, ma anche un indirizzo di giorno in
giorno pih pericoloso e dannoso alla patria italiana,
per lo strano aiuto che dal supposto semitismo rice-
verebbero in Italia i partiti sovversivi. In presenza di
questo pericolo che potrebbe accrescere la diffidenza,

1) Antisemitismo e Semitismo nell' Italia politica modern Bi-
bliotoca di science social e politiche, n. 38. Editore Remo
Sandron, Milano-Palermo.












L'IDEA SIONISTA .1


il sospetto e 1' avversione control una classes di citta-
dini che ha il diritto, come tutte le altre, di essere
giudicata rettamente per quella che realmente e, io,
orgoglioso di essere ebreo e alieno d' altra parte da
qualsiasi pregiudizio di avversione religiosa, sento il
dovere, poiche non mi sembra che altri lo abbia fatto
fin ora, di denunciare al pubblico le inesattezze e gli
errori che, second me, hanno condotto 1' Ing. Righini
alla sua stupefacente conclusion, che ciod6 ilpericolo
ed il danno del semitismo politico sono tanto pit da
avvertire quanto pii gli ebrei valgono e sanno farsi ra-
lere, quanto maggiore c la loro importanza nel paese ,. La
quale conclusion pub tanto pii far breccia nel lettore,
in quanto viene emessa da una autorevole persona che
esplicitamente riconosce dover < 1' antisemitismo social
ripudiarsi e combattersi come un pregiudisio balordo,
come un sentiment ingeneroso ed ingiustificato ,. E
poich& 1' Ing. Righini fa precedere il suo studio socio-
logico-politico da una rassegna dei caratteri fisio-psi-
chici degli ebrei, in relazione alla loro vita social,
sara bene accennare come egli anche in questo studio,
pure addimostrandosi imparziale e giusto osservatore
in molte part, si sia perb in altre molte lasciato fuor-
viare da erronee deduzioni: e ci6 potri lumeggiare il
metodo deduttivo seguito dall' autore.
Parlando egli dunque del coraggio personal asse-
risce che c nelle statistiche dei suicide gli israeliti hanno
in Italia, se non in altre nazioni, una percentuale piit
alta di quella delle popolazioni con le quali convivono A;
riconosce da ci6 che si debba porre in dubbio la man-
canza di coraggio personal imputata generalmente agli
ebrei: e ad ogni modo, indipendentemente da questo,
attribuisce ad essi un surrogate al coraggio nolla paura
d' aver paura, la quale a sua volta egli fa dipendere
dalla vanitA ebraica. E questa vanity, alla quale egli da
gran parte nel carattere semitico, ottunderebbe anche
negli ebrei il sentimento ed il coraggio civil e morale.
Prima di tutto per quel che riguarda la tendenza
degli ebrei al suicidio, le statistiche probabilmente
considereranno i casi di suicidio in rapporto alla po-
polazione total di .ebrei e cattolici in Italia; ma non
e da questi dati che si pub inferire 1' influsso del
temperamento e dell' educazione nell'abito suicide. In
second luogo egli fa dipendere la paura di aver paura,
del resto affermata senza prove, dalla vanity, second
lui < uno dei vermi roditori del carattere degli israe-
liti senza dare pure di quest prova alcuna; non
riuscendo in fondo che a proteggere una affermazione
arbitraria con un' altra che non lo 6 meno. Infine
1' autore non consider che la vanity pub essere ed e
spesso un efficace incentive a] coraggio civil e morale
quando non si tratti di pura abnegazione.
Ancora: o Intorno all' incredible ed assurdo sacri-
ficio rituale, pih volte imputato agli ebrei )), scrive l'A,
a pag. 99: posso essere disposto a ritenere che i
< trentasei delitti di sangue quasi tutti control fan-
< ciulli, che nella France Julve Edoardo Drumont
o raccoglie dall' anno 1071 al 1670 dalle cronache di
< tutta Europa a dir vero, la messe, in tanto tempo
< e in tanto spazio, non e molto copiosa malgrado
< il conato di documentazione hde 1' autore fa seguire
< a tre di essi, abbiano da rientrare tutti, o quasi
4 tutti. nella categoria di quelle store il credere alle
< quali non sarebbe. al dir di Renan, che una mo-
< struosa follia >,. Ma poi a pag. 100 egli anche scrive:
< nulla mi permette di inmmaginare che una classes, e
Sprecisamente la classes oppressa e taglieggiata con
immutabile preferenza, non fosse pronta a rendere
< alla cieca pane per focaccia, quando l'inasprimento
< fosse maggiore e 1' occasion sembrasse propizia a
<< farla franca. Ecco in succinto la ragione per la quale
< nei delitti e nei sacrilegi sacrilegi, ben inteso,
4 second le credenze cristiane addebitati per il
< passato agli ebrei, non pub, a mio parere, non es-
< servi un fondo di veritA >. II lettore giudichera
equal curioso ragionamento sia questo cbe fa ritenere


all' autore essere un f.,ndo di verita in accusa di cui
1' antisemita Drumont non pot6 scovare le prove, pel
solo supposto cie i delitti imputati si sarebbero po-
tuti commettere quando 1' occasion fosse sembrata
propizia a firla franca: e tutto questo avendo egli
prima dichiarato di essere disposto ad ammettere cie
il prestar fede a quelle store sarebbe una mostruosa
follia: senza calcolare che 6 sfuggita all' autore 1' im-
possibilith per gli ebrei hde si presentasse loro I' oc-
casione di faria franca, poiche simili delitti venivano
appunto ad essi imputati proprio quando se ne igno-
ravano gli autori.
E, quando il Righini pirla della operosith degli
israeliti nel farsi largo nel mondo per arte di concor-
renza preventive, indipendentemente dal merito intrin-
seco, e vuole segnalare quella operositA come vera-
mente eccessiva e tale die con essa dalla energia e
dalla tenacity si pass alla petulanza (pag. 170), come
non consider egli che bene spesso quest operosita,
se pure e eccessiva, 6 dovuta al fatto che la qualitA
di Ebreo pone pur troppo chi ne 6 dotato in condizioni
sfavorevoli per la concorrenza, anche rispetto ad in-
dividui per merito manifestamente a lui inferiori?
Ala era, toccati fuggevolmente questi punti (e cib
solo a mo' d'esempio, ch6 parecchi altri sarebbero da
rilevare) veniamo all' atfermazione principal dell' au-
tore: cioe al pericolo che 1' importanza political degli
ebrei appoggianti i partiti sovversivi potrebbe costi-
tuire per i veri interessi dell'Italia nostra. Parleremo
dapprima dell'importanza political degli ebrei che l'au-
tore, seconlo me, ha per lo meno esagerato, basandosi
sopra un erroneo apprezzamento di dati statistics; e
poscia sulla non esistenza dell' asserito semitismo po-
litico.
L' autore, che si dichiara alieno da ogni sentiment
antisemitico, si 6 certamente prefisso di considerare
gli ebrei, nell' esame dei fenomeni social, alla stessa
stregua di qualsiasi altra classes di cittadini, e da ci6
maggiormente si manifesta il suo errore nel valutare
1'importanza political degli ebroi. Infatti, quando os-
serva che in Italia abbianmo un deputato ogni circa
62.000 abitanti e che mentre per gli ebrei italiani
dovrebbe essere una bazza poter avere un solo rappre-
sentante politico, essi ne contano invece circa dieci in
Parlamento e sei in Senato, conmette un error ma-
dornale: perched bisognava escludere dal novero della
popolazione, tutti quelli cui mancano assolutamente le
qualitA per una present o future vita political. In
general, tutti coloro che sono addetti ad arti manual
ed a cui manca una certa istruzione, non possono
aspirare ad essere deputati, ne consiglieri comunali o
provincial, nB direttori o professor di istituti d'edu-
cazione, bancari, o cooperative, n6 infine a prendere
alcuna parte alla political direttiva del paese: e percib
si devono escludere dal compute proporzionale della
importanza political delle varie classic. Sarebbe lo stesso
che voler valutare la tendenza di due popoli ai delitti
di falso nelle scritture, rapportando il confront alla
rispettiva popolazione total, quando in uno di essi
vi fosse il 20 e nell' altro 1' 80 per cento di analfabeti.
Perchl il confront fra gli ebrei e gli altri italiani,
nel caso dall'Ing. Righini considerate, avesse un fon-
damento attendibile, bisognava mostrare quanti uomini
politics si hanno in confront a part numero fra me-
dici, avvocati, ingegneri, industrial, amministratori,
professor e via discorrendo, cattolici ed ebrei. Altri-
menti, oh perch 1'A. non avrebbe dovuto anche deplo-
rare che la Camera dei Deputati non sia format
almeno per un terzo da legnaiuoli, muratori, calzolai,
camerieri, braccianti e cosi via?
Ma si dir dice appunto 1' importanza political degli
ebrei dipende da questo che fra essi sono in maggior
numero proporzionalmente gli individui che possono
prendere part alla vita pubblici, perch fra essi ab-
bondano precisamente gli avvocati, ingegneri, banchieri,
amministratori etc. E yero; ma cib non dimostra altro






L' IDEA SIONISTA


che le loro attitudini li portano specialneute a quelle
special profession e che essi hanno i mezzi intellet-
tuali e material per esercitarle. 11 deplorare che ci6
avvenga solo perch si tratta di Ebrei non e giusto,
come non sarebbe giusto pretendere che Verdi avesse
dovato fare il contadino (che tale egli era nato) per
non esercitare tanta influenza nel campo della music
italiana. E del resto, se, anche rettificando nel modo
sopra indicate il compute proporzionale, risultasse per
gli ebrei una eccedenza effettiva di uomini politics, quale
influsso questi, anche se concordi, potrebbero esercitare
poich6 cosi scarso 6 ii loro nunero assoluto in tutti i
consessi amministrativi e legislative? 10 su 508 nel Par-
lamento; 6 su 320 nel Senato, 3 o 4 su 50 o 60 nei
consigli comunali e provincial, quale importanza con-
siderevole potrebbero avere, anche ammesso, come sup-
pone 1'autore, che l'azione individual di ciascuno di
essi possa valere per quattro?
E poi, qualunque possa essere la influenza limita-
tissima di quei pochi ebrei, risulta essa di fatto dan-
nosa o non piuttosto utile alla vita pubblica italiana?
Quanti fra essi hanno approfittato della loro posizione
social e political per favorite i propri interessi a danno
dell' interesse pubblico? Quahti hanno favorite istitu-
zioni di interesse esclusivo ebraico? Quanti hanno
tradito ii mandate loro? Quanti si sono trovati impli-
cati in affari loschi di Banche piI o meno Romane?
La loro azione non 6 piuttosto stata sempre corretta,
sincere, disinteressata, solerte e votata tutta al pub-
blico bene? E se ci6b come credo si possa affermare
altamente, perch dovrebbe deplorarsi l'azione political
loro, anche se essa apparisca proporzionalmente nmag-
giore di quella di cittadini di altra confession?
Ed .eccoci infine al semitismo politico. Questo se-
mitismo politico 6 tanto un portato dell'immaginazione
dell'autore, che non mi 6 riuscito di capire in che
cosa egli lo faccia consistere. A pagg. 204 e 205 non
solo egli nega serieth alla supposizione di un vero e
proprio programma semitico in fatto di political, ma
relega anche tra le inverosimiglianze 1' ipotesi di una
specie di programma che < indeterminate nella testa
di ogni israelita, o almeno di moltissimi israeliti, possa
in certa guisa essere considerate di fatto come pro-
gramma comune alla gente ebrea 7. E ci6 non ostante
attribuisce agli ebrei italiani tutti od almeno alla mag-
gior part di essi un proposito di favorite i socialist
ed i massoni.
11 fatto che nella gran massa gli ebrei apparten-
gono al partito liberal progressista moderato, checchi
pensi l'A. in contrario, senza prove positive, e che gli
uomini pubblici ebrei non sono certamente, salvo poche
eccezioni, socialist: e 1' altro da lui riconosciuto che
tutti i partiti politics del nostro Iaese noverano nel
loro seno degli ebrei, credete voi che abbia arrestato
I'A. nel supposto di questo suo immaginario semitismo
politico? Tutt'altro: e non lo arrest n6 la conside-
razione che se fra i sociologhi vi sono ebrei colletti-
visti ve ne sono anche di anticollettivisti; n6 1' altra
che gli ebrei n6 collettivamente n6 presi uno per uno
.hanno interesse a preferire la vagheggiata economic
social collettivista a quella a base di propriety pri-
vata. No, no: egli sormonta tutte queste difficolti da
lui intravedute con un sistema tutto suo proprio di
ragionamento. Egli respinge 1' idea che gli ebrei per
macchiavellismo spicciolo a base di tornaconto si sud-
dividano politicamente in partiti fra loro contrary,
quantunque a creder cib lo indurrebbe 1' osservazione
che 4 le divergenze di opinion e di sentiment politics
non generano tra gli israeliti quelle scissure profonde
che le division dei partiti producono tra gli altri cit-
tadini ) : e ritiene piuttosto quest fatto come tempo-
raneo e transitorio perched gli sembra di scorgere un
progressive dilagare delle idee socialist fra gli ebrei.
Se non ch6 poi pretend che la piihpotente e la pitt
persistent delle correnti cie valgono a determinare e
spiecyare il contegno degli ebrei italiani rispe tto al so-


cialismo, alla political cioc con carattere pilu special-
mente economic > sia < la corrente dell'interesse vero
o supposto >, corrente che second lui e rafforzata e
modificata da quelle del pensiero o del sentiment. Ma
poich6 egli stesso (come si 6 giA detto) vede, e dichiara
a pag. 263, che nessun interesse pub spingere gli ebrei
a vagheggiare il socialism, imniagina con un vero
macchiavellismo non spicciolo che questo consoni col
loro < interesse d' occasion v come quello che possa
neutralizzare le invidie e stornare le cupidigie. E ci6
per una strana illusion, cde ad essi attribuisce, di
poter essere in grado meglio di tutti gli altri a cavarsi
d' impaccio quando all' oggi e al domani saranno suc-
ceduti i giorni che ora sono soltanto una minaccia.
E il bello si 6 che egli dopo aver detto che non ha
mai udito nessun israelita a ragionare cosi e che non
facilmente pub egli stesso trovare in qualche discorso
a frase staccata di un ebreo una parole imprudente
che adombri, sia pur da lungi, questo pensiero, si
ostina nondimeno a volere che questo ragionamento
debba essere << in fondo alla mente degli israeliti, non
di pocki, ma di molti, ma di moltissimi israeliti >) per
la sola ragione che cosi, second lui, gli riesce di
spiegare << la grande tolleranza che israeliti legati per
convinzioni, per tradizioni a partiti opposti, dimostrano
pei loro correligionati che militano nelle file nemiche >,
tolleranza che, a parer nostro, 6 ben altrimenti spie-
gabile: sia collo spirit di tolleranza proprio della
religion ebraica, sia colla maggiore educazione social
e political degli ebrei.
Ora, si pub trovare ragionamento meno concludente
di quest? Prima egli nega all'azione political degli
ebrei il movente dell'interesse; quindi quest movente
stesso mette a giustificazione di un nuovo indirizzo
politico che egli crede riscontrare negli israeliti; in-
fine, essendo questo indirizzo contrario al loro inte-
resse material ed economic diretto, suppone negli
ebrei una illusion di potere con esso, servendo un
interesse assai maggiore per quanto lontano, dirigere
e dominate, essi, in tanto esiguo numero, il movimento
social, quando degli ebrei stessi ha in altra part del
suo libro illustrate ampiamente le doti di praticith
razionale!
Ed 6 con questo ragionamento sibillino che senza
un conforto qualsiasi di prova pretend il Righini di
dimostrare 1' esistenza di un semitismo politico che
egli per di pii vorrebbe dannoso ai veri interessi della
patria'italiana?
Oh! davvero che questo curioso modo di sillogiz-
zare si potrebbe spiegare soltanto in un feroco quanto
impotent antisemita nel quale la furia dell'odio sot-
tentrasse alla serenity del ragionamento! Ma, come spie-
garlo in chi, come si disse, ha affermato dover essere
<< 1' antisemitismo social ripudiato e combattuto come
un pregiudizio balordo, come un sentiment ingeneroso
ed ingiustificato >?
GIN.


NEL CAMPO DELLE LETTER


CrnEDO buona opera di propaganda e di solidarieth
sionista, intrattenere sulle vicissitudini varie, sulla
mission nella storia della civilti, sulle virti ed i
difetti, in breve, su quanto si riferisce ai figli di
Israele: sarebbe in questo senso interessante il trac-
ciare, anche se brevemente, la storia della vita degli
Ebrei nel medio-evo, specie in Ispagna, sotto la do-
minazione degli arabi, i quali furono il popolo pift
avanzato nel cammino del progress civil, e tanta
luce di civilta irraggiarono in quei secoli di oscuran-
tismo cristiano, come ce lo attestano ancor oggi i mo-
numenti da loro innalzati, le loro opere, i libri
tramandatici, I'influenza loro sulle civiltt posteriori,











L' IDEA SIONISTA


Orbene gli Ebrei, sotto la dominazione saracena,
assumono i caratteri dei loro dominatori, fondano
scuole, si mostrano capaci di partecipare a tutta la
florente cultural araba, coltivano con more, pari
all' altezza che vi ragginngono, le science, le arti, le
letter, tengono uffici pubblici e sono assai pregiati
dai loro dominatori; si notano, fra essi, come nei
Saraceni, famiglie intere di poeti. E tra costoro ri-
corder6 un Salomone Ghevind nato a Lisbona, iorto
a Valenza nel 1070, conoscinto dai Mori sotto il none
di Avicebran, il quale introduce il neo-platonisimo
nella poesia e di cui conviensi rammentare ii Mecor-
Haiim, fonte di vita; un Ieudi Halevi, un Moise Erra,
che produce nuova poesia religiosa; un Pietro Al-
fonso, le cui composizioni furono tanto diffuse nel
Medio-Evo.
Ed 6 veramente a deplorarsi che le opere di quest
nostri illustri, siano quasi ignote a noi loro poster;
si studiano, e da pochi, quelle solo di indole religiosa,
i comment ai sacri testi, ad es., e di alcuni di essi,
venne a noi il nome, per opera di cultori, non ebrei,
di letteratura araba. E perched 11on potrebbe qualche
giovine israelita medicare 1'att.ivit, propria, il proprio
ingegno nella ricerca di tali lavori, nell'illustrarli,
commentarli, tradurli pur anco, renderli insoniina
noti, ricercando eziandio influenza, che eventual-
mente abbiano potuto avere in letterature posteriori?
II Faurel, facondo professor della facolth di letter
a Parigi, vissuto nella prima meti del secolo XIX,
nella sua Storia della Poesia Provenzale, alludendo
all' influsso arabo in Provenza, dice che di esso furouo
principal strumento gli Ebrei, i quali ebbero grande
parte nella formazione della cultural medioevale. Ed
infatti, allorqnando la moltepliciti dei p1d i -1 e laL
tirannide dei signori feudali rendevano malagevole
ogni speculazione che non fosse quella dei piccoli
mercanti dei borghi e delle citta, gli Ebrei, pit ar-
diti, pifi facili a muoversi, volgon 1' animo a pifi
vaste imprese, lavorano in silenzio ed avvicinano
regni e riannodano continent; sono fra loro arditi
viaggiatori; Beniamino di Zela, ad es., -; formano
in una parole l'elemento internazionale per eccellenza,
eppero servono a molti scambi, non solo material,
ma anche intellettuali; sono intermediary della cul-
tura, diffondono nelle varie region ii sapere da loro
acquisito, fanno conoscere opere di altri popoli; cosi
il Panciatantra degl'Indiani, e diffuso dagli Ebrei.
Vuol essere aggiunto che tradussero molti libri
arabi, ed in quality di traduttori, vediamo nell' XI se-
colo, nelle scuole di medicine di Salerno, nolti degli
Ebrei occupati a volgere in latino opere di medicine
appartenenti agli Arabi; allo studio di questa scienza.
anzi, gli Israeliti nel medio-evo attesero con ispeciale
more, talche per lungo tempo, alla corte dei prin-
cipi cristiani, dei papi stessi, il medico ~ un Ebreo.
E converri ranmmentare Emmanuel giudeo >,
poeta ebraico e rimator volgare, amico di Dante, che,
second il Carducci, deve aver conosciuto alla Corte
di Ravenna, dove ambi soggiornarono; a lui, per la
more del divin poeta Bosone da Gubbio rivolge i
seguenti versi:
Adunque piangi, Emanuel gindeo:
E piangi prima del tuo proprio danno,
Poscia del mal di questo mondo reo,
Ch6 sotto '1 sol non fu mai peggior anno.
Ma mi conforta chio credo che Deo
Dante abbia post in glorioso scanno.
Al che, egli risponde:
E ben pu6 pianger cristiano e gindeo
E ciaschedun seder in tristo scanno.
E di Dante egli fu pur anco iinitatore, giacchie
nell' ultima.parte d' un suo poema ebraico intitolato
Mechaberot, describe 1' inferno ed il paradise, asse-
gnando a questa sede ad ni amnico suo che si chiama
Daniele, e che dichiara per 1' nomno pini sapiente del
secolo, nel quale il Carducci ed il rabbino Geiger di
Breslau, vogliono riconoscere Dante stesso.


Ed altri, altri ancora si potrebbero notare, eccel-
lenti, oltre che nel caimpo dellle letter, ache in
quello delle science, se ce lo perniettesse ii ristretto
ambito di un breve articolo.
Non ci resta adunque che esprinere 1' augurio
che i nostri giovani vogliano con amllore addentrarsi
nello studio della vita sia civil che letteraria del
popolo giudaico: studio che rinsciri a rinvigorire
i loro sentilmnti d' more alla razza, che serena e
gloriosa ha saputo resistere all'oppressione dei secoli.
E. T.


CONTROL GLI ANTISEMITI RUSSI


Prendiamo da nna telegramnia alla Tribuna:
Gli student russi del Belgio hanno trasmesso al
< Comitato di propaganda control 1' antisemitismo ,
una letter aperta in cui espongono la situazione degli
ebrei nella loro patria e pregano il Comitato di c far
conoscere all' Europa le torture di una popolazione
debole e disarmata A.
Dopo aver enumerate tutte le restrizioni legal die
inceppano 1' attivith degli ebrei, dopo essersi indugiati
a descrivere 1' inumanit- della legge che obbliga gli
ebrei ad abitare un ternitorio determinate nella part
sud-ovest dell' impero, gli student concludono:
< La piaga pii orrenda che rode la Russia 6 la
persecuzione degli ebrei.
< Per la salvezza della Russia, per la pace dollar
loro coscienza essi vi supplicano, signori, di far co-
noscere all' Europa la situazione degli ebrei russi; vi
supplicano di apprenderle ogni nuova misura restrit-
tiva che fosse presa dal governor a loro riguardo o di
farla cosi giudice del governor russo c degli ebrei ad
un tempo.
< Essi non dubitano da cle part saranno i con-
dannati >.
Facciamo noto ai nostri lettori la nolile per quanto
doverosa iniziativa degli student russi del Belgio,
mentre rivolgiamo vive appello alle associazilim sio-
niste italian ee agli associate, percl Iuttli, nei limit
permiessi, si cooper a che I'invito di opporci con
azione pronta ed effiare alle enormity oonmnesse
dalla Russia control gli ebrei, non resti letter niorta.
Se il sionismio sara sempre vigile difensore de' po-
veri fratelli oppressi, e accorrera con coraggio e fran-
chezza ogni qualvolta la sua opera sia richiesta,
degnamente corrisponderil ai sentiment che lie hanno
determinate lo sviluppo.


DALLA STAMPA SIONISTA
...--.- --............S--) ..
SCol numoero del 1.0 Feldbraio 1901, l'ottilma con-
sorella J1dischc nolk'essliome di Brfi'n, oregano ccii-
trale dei sionisti tedeschi, entra nel secoido anno di
vita. Noi invianmo ai confratelli tedeschi vivi augnri
di riescire vittoriosi Ilella lotta lhe tanto coraggio-
samente hanno intrapreso a favor degl'interessi
sionistici, e ci felicitiamno cln loro del lavoro gia
coimpiuto.
o Lo stesso n11111mero porta liIu brillantissillo ar-
ticolo, intitolato IJ1a (issertazione socialista z lild
quale 1o redattore che si unscomle sotto la sigla
11. SI., colnfulta vivacenente un articolo comlliparso ii
1nm1 i. 11 e 12 dello scorso an1o della Nreue Zci, perio-
dico socialist, e di ciii aiutore il Sig. Max Zetterbamili
di LInberg. 1 Zetterbaliim qualifica il iimoviliento
sionista luale daunoso agl'interessi del proletariat
giidaico, detinisce il Sionisino come a reazione del











L' IDEA SIONISTA


giudaismo borghose al iioderno antisemnitismo e
rimiprovera ai sionisti il principio fondanentale del-
1' omogeneiti di tutti gli Ebrei. It. Si. dimostra al
contrarlio come il moviimento sionista, pur essendo
reazione all' antisenitisino, 11011 tteli gli interessi
della borghesia pil di quelli del proletariato (e cita
in proposito gli esempi degli Ebrei russi e runeni)
ed osserva come ii principio dell'minogeineita degli
Ebrei, non leda il sentiment patrirtico; inoltre, con-
statando che del Sionisino nei circoli 11o11 interessati
si hanno idee false o nulla se no sa, traccia breve-
mente ii programma dei sionisti tedeschi.

SDallo stesso numero apprendiano come a
Briini, come gil da qualche tempo esisteva a Vienna,
si e fondato un circolo ricreativo gindaico, per po-
veri, ove settimanalmente danno trattenimenti niu-
sicali, conference, ecc.
Dallo scorso Marzo si i rinnito a Olmiitz il
priino congress sionistico austriaco; di esso riferi-
scono oltre che il .ildische Vollesstiimne anche il Die
Welt, periodic sionistico di Vienna. In esso Con-
glesso si e discuss sul Progranma, sull' Organiz-
zazione, sulla S'anpa, sull' Agitazione, e sulle Even-
tualiti sionistiche. Sulle important deliberazioni
prese a detto congress, ritorneremo difflsainente in
nl prossimo numero, quando dai periodic suddetti,
potremo avere le relazioni complete.
.* Nell' occasion della Pasqua i giornali sionisti
dedicano i loro numeri a ricordare la sacra tradizione
che a quest data si collcga. Seblene i secoli siano
trascorsi e altri avvenlinenti si siano susseguiti per
la storia d' Israele, pure il cuore del popolo eletto
non ha mai potuto dimenticace la sna miracolosa
redenzione; ed ama annualnente con scrupolositi
festeggiarla, quasi riponendo fiducia nelle sorti avve-
nire. Fra i giornali sionistici pervenutici, notiamo
specialmente il numero del 3 aprile del Die Well,
ricco di illustrazioni, e in cni collaborarono Maxi-
milian Barber Martin Ruber Dolorosa Adolph
Donath Berthold Zeiwel Max Fleischer- Marin
Friedlander Balduin Groller Steinrich Griiman -
Theodor Herzl Roberth Jaffe ed altri mnolti ancora.

Gli ebrei nell' Algeria. Ognuno sa come in
Algeria, 1' autisetiseiismo siasi ilmposto violent e fa-
cilmente esteso, in conseguenza della nefasta propa-
ganda dei Regis, Drurnont e compagni: i quali non
solamente si limitano a una predicazione teorica,
ma istigano le folla a dei faili. Basti ricordare, come
conseguenza di tutto quest, quanto si svolse in que-
sto paese al tempo dell' affare Dreyfus, in cui bandied
armate correvano le vie, gridando miorte agli elrei ".
In questa rocca dell' antiseinitismo adunque, gli
ebrei, come e ad immaginarsi, sono allontanati dai
circoli, come da qualunque altra society, e colpiti
da sprezzo indegno. I giovani poi hanno a sof-
frire nei reggimenti dove con coraggio e diligenza
prestano il servizio military. Questi fatti che prima
lasciavano i colpiti in u1na collpleta inazione -
1' inazione di coloro che si sentono troppo deboli per
opporsi alle violencee recentemente li indussero
alla costituzione di una associazione che si propone
la mutual difesa e assistenza degli ebrei, e la pro-
tezione dei giovani coscritti.
In una festa tenuta da questi il 26 Gennaio fu-
rono pronunciati varn discorsi, fra cui notevole quello
del Presidente onorario della Societit: a La prima
volta che voi avete voluto fare atto di uomini n cosi
disse, fra 1' altro, rivolgendosi ai giovani c non sono
sentiment di violenza e di odio, che voi avete tro-
vato nei vostri cuori di ebrei: la violenza e 1'odio
non li conosciamo, sebbene dinanzi all' ostilith del-
1' ambiente sarebbero in noi legittimi! No, cio che
e famigliare a noi, ebrei, sono le belle quality che


vi ho ritate: fraternity, solidarielia ,. Altri oratori,
parlando seinpre in sensor sionisico, hanno esaltato
le iqualita civil degli elroi d' Algeria, e il loro at-
taccamento leale e riconosconte alla Francia che li
liblerb dalla tirannide araba e li emancip6.
A ognuno il gindicare se uni sionisno, cosi bene
inteso, possa generare dell' antiseiitisnmo come
molti temono o non piuttosto sia per essore di
real giovamnento p';r la society giudaica.


Un grave lutto ha colpito, in questi giorni, il
nostro Direttore, con la inesorabile perdita del di
lui venerato padre.

GIUSTO CONIGLIANI

fu nomo integerrimo, versato nelle sacre dottrine;
schivo da vane ambizioni, la sua vita fu dedicate al
bene della famiiglia, che amava teneramente. Nuova
riprova d' animo buono e pietoso fu data del povero
estinto, nelle sue ultime volonta, con cui destinava
una soimma per un erigendo ospedale israelitico in
Modena e un notevole aiuto per due padri di fa-
miglia, poveri, della nostra Cominnione, che se ne
rendessero degni per irriprovevole morality e con-
dotta religiosa.
Al chiarissimo amico non ci proveremo a man-
dare, nella triste occasion, alcun conforto di parole;
ma pensiamo che certo gli arriveranno gradite le
nostre condoglianze affettuose e 1' augurio che egli
possa nella sua tenerezza pei cari che restano ad
attorniarlo, trovare un sollievo al suo profondo dolore
di figlio.
L. RIEDAZIONE.


Nel poemetto RUT, del nostro Ginlio Neppi,
apparso nell' ultimo numero della Rivista, sono in-
corsi alcuni errori che ci affrettiamo a correggere:
II v. 6 stornia stormia
S 12 ecco vi bacio con immense e vi bacio con infinite amoro
more
III 3 a meste mute
IV 15 forte adusta
18 adoraadoraellanarricohiva ad or ador le si arricchiva
V 11 ciel sol
VI 5 mesta muta
S 9 veduto veduta
S 17 anche unmile
VII 5 luce in rosso live in rosa


C. A. CONIGLIANI, Direttore responsabile

Modena, Tipografia degli Operai (Soc. Anonima CooperativaJ.


I :) 1 .











A ,,, T "


NT~... S


.NNU 1. JAf jLJA.L n., uj .X. IJJ i m fl A o u.





L'IDEA SIONISTA

RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA

ABBONAMENTO ANNUO L. 2,00 Adesioni e corrispondenze al Signor
Per 1'ESTERO L. 3,00 BENVENUTO DONATI MODENA


Ai signori abbonati che ancora non
lo avessero fatto, rivolgiamo preghiera
di volersi al piu presto mettere in pari
coll' Amministrazione della Rivista.

SOMMARIO: Patria e Sionismo. Nel mondo sionistico. -
Precedenti del Sionismo, C. PORTO. La Donna Ebrea, R.
AvuusTo SACERDOTI. Idea e forma, Prof. E. PUGLIEsE. Fa-
sti dell' antisemitismo. 11 martire, DAxIIos. Bibliografia.
Poasia sacra. Gli Ebrei in alcuni Stati d' Europa.


PATRIA


E SIONISMO


Carissimo D,
Havvi tra noi una cosi perfetta identity di senti-
menti che non posso non esprimerle interameute il
pensier mio sull' articolo Un'opportuna spiegazione che
ha visto la luce nel 3. nurero del nostro periodic.
Nb supponga che indirizzandole quel che si suol
chiamare una letter aperta, provoehi la scissione
cui Ella accenna, giacch6 io condivido sulle defini-
zioni del Sionismo 1'opinione di Lei e, oso dire, di
tutti i Sionisti italiani; anzi mi permetta precisa-
mente osservarle, colla franchezza che concede l'ami-
cizia, che il pericolo di una scissione non esiste colle
tesi che Lei sostiene, n6 risponde all' esatta condi-
zione delle cose nostre.
Ella, con molto acume, distingue il carattere
umanitario, social che ha il Sionismo per gli Ebrei
d' Italia dall' aspetto politico the assume per la quasi
totality dei nostri correligionari d' altri paesi, i quali
lotlano control l'antisemitismo; quindi Gerusalemme,
segnacolo per gli ebrei oppressi di una redenzione
material e political insieme, diventa per noi simbolo
di sola rigenerazione morale.
Non credo giusto tacciare questo concerto di op-
porlunismo: si potra asserire che abbiamo seguito
la legge di adallamento per cui le idee sorgono, si
,svolgono, inconsciamente si modificano a second dei
'bisogni delle person e dei popoli: ma per lealta si
deve aggiungere che a quella legge fatale hanno
obbedito, insieme ai Sionisti d'Italia, di Francia,
d' Inghilterra, anche i creator dell'altuale movi-
mento, e precisamente quelli che hanno dato alle
aspirazioni nazionali quel carattere di modernity che
ora le distingue.
Max Nordau, in una sua classic letter a Iues
Gujot pubblicata nel Siecle del 9 Luglio 1889, cosi
scrive per noi: < Nous ne songeons pas a fuir que
a on quoi que ce soit. Nous combattons quelques
a uns de nos eniemnis fanatiques, nous en meprisons
, d'autres, mais nous defendons notre position centre
b tous. Nous ne demandons d aucun juif ayant le
Sbonheur de posseder une palrie de 1'abandonner. Le
a sionisme travaille en premier lieu pour les juifs
Squi n'ont pas ce bonheur, pour qui le pays de
< naissance n'est pas une patrie, mais une prison
ou un lieu de deportation et don't ce movement,
c s' il rbussit, sera la deliverance, le salute. Or sur dix
a millions des juifs environ, qui existent dans les
< deux mondes, plus de sept millions et demi sont


, dans ce cas..... Nous voulons les aider a se cr6er
" cette patrie vers laquelle leur Ame aspire ardem-
a m ent...... >.
E non e solo Nordau, 1' alfiere coraggioso e ge-
niale del risorgimento giudaico, a pensarla cosi.
Allorquando io, ancor ignorando la latitudine del
moviniento sionistico, interrogavo a Basilea i Mar-
morek, i Werner ed altri ancora sulla possibility
dell' esistenza di quelle idee in chi ha ragicne e
dovere di amare la propria patria, essi, che vivevano
e vivono a Vienna (e le condizioni dell'industria in
Austria sono pur tanto diverse dalle nostre) ripete-
vano le stesse idee del Nordau, meravigliandosi che
si pctesse. per un istante solo, supporre che fossero
disp6sti ad un abbandono general della terra natia.
Ed allora? Perch6 Lei dubila di una scissione,
mentre siamo tutti perfettamente d'accordo? Per es-
sere pifi esatto, confess che ci sono parecchi che
non vanno d' accord con noi, e sono alcuni corre-
ligionari i quali, pur avendo da quattro anni sentilo
ripetere quello che Lei cosi energicamente ha scritto
sul valore del Sionismo fra noi, continuano sul so-
lito tono della malafedt di Herzl, di Nordau, questi
secondo loro) arruffapopoli che predicherebbero
1' emigrazione general, cominciando col restarsene
comodamente a casa
Con codesli avversari, e inutile discutere. Essi
continueranno a fare i sordi.... e Lei perderebbe un
tempo prezioso, sciuperebbe la sua buona penna,
centre e 1' uno e 1' altra puo impiegare con miglior
profitto a diffondere tra quelli che non li hanno
ancora conosciuti o compresi, gli altissimi ideali
nostri.
Mi abbia sempre per il suo


Fernar, Aprile: 1901.


FELICE RAVENNA.


Abbiamo accolto con vivo piacere la letter del-
l'amico Ravenna, che interpreta cosi bene i comuni
sentiment.
Peir' ci permetta 1' egregio Amico di tacciarlo di
un po' di ottimismo, quando suppose tutto il mondo
sionista unanime con noi nel modo di concepire
1' accord fra gli ideali sionistici e quelli patriottici
e nazionali.
Alcuni giudizi a noi pervenuti dopo la pubbli-
cazione del nostro Programma, e le piU recent
espressioni del movimento sionislico all'estero, ci
fanno giudicare che, sul modo di risolvere quella
question fondamentale del Sionismo in un paese
come ii nostro, occorra ancora insistere per chiarire
ogni idea e togliere ogni possible divergenza.
Ci si e detto: ma dcv'essere Gerusalemme un
puro simbolo? : rispondiamo c lo 6 ora e lo sara
finches non si provi che la Palestina 6 il miglior
luogo possible per una colonizzazione economica-
mente efficace e politicamente atta a dar vita ad un
libero Stato giudaico: la Turchia, ormai e chiaro


Ilrr~~~T~ 12( (DRITT~ rant






26 L' IDEA SIONISTA


su quest second punto, preclude ogni speranza.
Sionne, fuori del simbolo, patria ad ogni costo, sa-
rebbe la negazione della nostra cit!adinanza in paesi
retti a liberty e a giustizia >.
Quanto al patriottismo dei capi sionisti tedeschi,
or son pochi giorni, il Nordan consigliava una
astensione in massa degli Ebrei dalle cariche pub-
bliche e dal voto elellorale, come protesla alla in-
differenza europea per le persecuzioni russe e armene.
E, e fu giudicata un'ubbia dalla maggioranza dei
Sionisti tedeschi; ma non dimostra forse una ten-
denza ad un patriottismo giudaico che sta in conflitto
col dovere e col diritto di cittadinanza che ha 1'Ebreo
nei paesi dove vive? Ove il Sionismo prendesse
questa via, o soltanto accennasse a quest tendenze,
dovremmo domandarci se, essendo ebrei e sionisti,
possiam dirci figli della patria italiana! Non basta
limitar 1' emigrazione colonizzatrice ai fratelli nostri
perseguitati: bisogna dir chiaro che null'altro, fuor
di questo che 6 per loro create uia patria giudaica,
una nuova Sionne, si pu6 aspettare da chi, come noi,
grazie al Cielo, e cittadino di una patria.... che sa
rispondere al Governo turco, chiedente proibizioni
alla emigrazione ebraica in Palestina, cosi come
rispose il Governo nostro alla Camera, pochi giorni
sono: a in Italia vi son religion diverse, ma uniche
leggi e unici diritti di citladinanza ,. Ed e e dev'esser
orgoglio nostro essere non meno italiani che ebrei!
c.


NEL MONDO SIONISTICO

II V. Congress sionista si terrain a Londra
nel Luglio prossimo. II Comitato d'azione ha scello
questa data allo scopo di fare coincidere la riunione
del Congresso con la chiusura della session parla-
mentare inglese. Ai prossimi numeri maggiori rag-
guagli.
II I. Congress sionista austriaco,
come i nostri lettori sanno, si 6 tenuto il 24 e 25
Marzo u. s. ad Olmiitz, riuscendo notevolissimo sia
pei problem tralttai, come per la felice espressione
e iituizione di questi. Primo scopo del Congresso
ei'a di stabilire la federazione delle associazioni sio-
nistiche dell'Austria, come gia si e fatto in Ger-
mania, Russia e Stati Uniti d'America, e come
speriamo si potrh fare fra qualche tempo in Italia,
quando le associazioni saranno pifi numerose e pih'
consolidate. Fu discuss molto il programma sionista
di Basilea. Notevole il discorso di Bertoldo Feiwel,
cosi riassunto dal Corriere Israelitico: a Egli constata
come il Programma di Basilea sia manchevole in
alcuni punti ed in quello specialmente che si rife-
risce all'esistenza del Sionismo. Questl'ultimo non
venue bene spiegato ne interpretato in nessuno dei
quattro congress. Tra le due premosse s esistenza
di un'orribile miseria giudaica e impossibility di
vincere 1'antisemitismo e la conclusion: fon-
dazione di una patria pubblica >> ecc. manca qualche
cosa. Questo qualche cosa e state giustamente dimo-
strato da uno dei nostri capi colla frase seguente:
i il Sionismo 6 preparazione al future Giudaismo ,.
E questo vuol dire: il Sionismo non e soltanto il
popolo che soffre e nemmeno il popolo che vuole
avere una patria, ma e anche quello che avvia al
giudaismo dell'avvenire, che si riorganizza e che
costituisce il passaggio dalla miseria alla liberazione.
E forse da questa lacuna nel programlna di Basilea


dipendono le molte e varie difficolth, che ha incon-
trato fin qui ii Sionismo. E 1'oratore continue a
deplorare come il Sionismo non abbia dato che poco
contribute d'informazioni sul giudaismo mbderno.
Critics severamente la credenza troppo diffusa che
tanto p.ii presto possono essere realizzati gli ideali
sionistici, quanto pil miserabile diventerh la nostra
condizione. Parl poi dello scopo prinmo a cui deve
tender il Siouismo: la cosidetta < preparazione delle
masse -. Chiuse il discorso parlando estesamente
sulle question del miglioramento fisico, morale ed
oconomico degli ebrei ,.
Le conclusion serene dell'oratore furono in mas-
sima parte accettate e addottate dal Congresso, il
quale getl.t le basi di una forte organizzazione del
movimento sionistico austriaco.
Riunione sionista a Milano. Per il
2 Giugno p. v. e indetta una riunione dei Sionisti
di Milano per cura del Comitato gih nominate in
altro convegno e del quale i nostri lettori sono am-
piamente informati. In questa nuova riunione si
stabilira definitivamente ii circolo sionista milanese.
Mentre ci ripromettiamo di dare nel prossimo numero
ampia relazione di quanto si farh dai sionisti di
Milano, fino da ora plaudiamo all'iniziativa e fac-
ciamo auguri che' questa sia degnamente coronata
di success.
II Dott. Herzl dal Sultano. 11 Die
Well riceve telegraficamente e telegraficamente co-
nunica:
K Costantinopoli, 17 Maggio 1901.
II Dottor Teodoro Herzl, Presidente del Comitato d'a-
zione. Sionistico, 6 stato ricevuto oggi in lunga udienza
da S. M. il Sultano >.
Sull' important avvenimento, si hanno ancora le
seguenti notizie:
< II Sultano, ricevendo in udienza il noto apostolo del
Sionismo dott. Herzl di Vienna, ascolt6 attentamente la di
lui esposizione circa il progetto della colonizzazione della
Palestina coi proletari ebrei di Europa, e prese in consegna
it memorandum che il dott. Herzl aveva portato seco, pro-
mettendo di studiare la question in tutti i suoi dettagli.
Credesi tuttavia che la risposta del Sultano sara ne-
gativa, giacch6 egli teme che gli Ebrei, una volta invasa
a milioni la Palestina, vorranno fondarvi uno Stato ebraico
a detrimento dell' Impero ottomano.
I fondi che le Societh Sioniste d'Europa e d'America
porrebbero a disposizione degli emigranti ebrei in Pa-
lestina per 1'acquisto dei terreni e degli istrumenti di
lavoro e per la erezione di fattorie, ascendono a parecchi
milioni >.


PREEEDENTI DEL SIONISMO

QUANDO nei giornali, nelle riviste, nei circoli, si
comincio, or son cinque anni, a parlare di Sionismo,
fu un domandare insistente che cosa fosse questa
nuova parola, che cosa significasse, che cosa volesse.
Che fosse Sionismo e che volesse sarebbe stato
facile rispondere a chi fosse stato addentro nel-
1'animo e nelle aspirazioni dell'antico popolo giu-
daico. L' origine di un sentiment ineffabile d'affetto
per parte dell'ebreo per 1'antica terra dei padri, si
perde, come ognnno sa, nella lontananza della storia.
Assiso sulle rive dei fiumi di Babilonia, il po-
polo esule piangeva al ricordo di Sionne e doman-
dava di ritornare alla sua terra, al nome della quale
tacevano i suoni e i canti e un' amarezza indefinibile
si impossessava dell'animo del popolo di Mos6. Dopo,
il ricordo di Gerusalemme e dei monti di Sionne











L'IDEA SIONISTA


divenne argomento e fondamento di fede, e pid che
una aspirazione definite a un risorgimento nazionale,
si vagheggio a po' per volta, nel simbolo racchiuso
nel nome di Gerusalemme, una resurrezione morale.
Verso il 1860 e 1870 rinunciava il giudaismo al suo
passato politico, accettava con entusiasmo 1' ugua-
glianza che i popoli liberi gli offrivano, e Israele
era sulla via che doveva condurlo all' unificazione
cogli altri popoli: non venendo perb a perdere per
questonulla della suaindividualith, grazie al principio
religioso, al sentiment di razza, all' affinity di pen-
siero e di tendenze, rimaste vittoriose fra i figli
d'Israele su qualunque storica evoluzione. Ma in
quella vita nuova in cui andava addentrandosi,
l'azione del giudaismo occorre forse dirlo? fu
di nuovo inceppata per parte di una frazione non
esigua dell'elemento social: in molti paesi, dove
pifi, dove meno, l'antisemitismo, dichiarato o latente,
venue a ricordare all' ebreo che egli era stato vittima
di una illusion quando si era creduto uguagliato
agli altri membri della society, ma che control di
lui esisteva ancora pii d' una prevenzione, pii d'un
pregiudizio. E allora 1' israelitismo si accorse che
gli rimaneva un altro ideale da condurre ad effetlo:
iniziare cio6 una forte azione per stabilirsi con una
base e un centro sicuro, forte come ogni altro popolo
dei propri diritti e dei vantaggi che per questi a
lui dovevano essere concessi.
Fino da questi moment pertanto, vediamo accen-
tuarsi un rilevante moto d' emigrazione del nostro
proletariato, per cui 1'antisemitismo assume il ca-
rattere di un fenomeno immanente, in Palestina,
dove riprende le occupazioni degli antichi padri:
1' agricoltura e 1' orticoltura. In Palestina e in Siria
si fondano 27 colonie ebree, ove 15,000 uomini si
dedicano al lavoro della terra, i cui prodotti trovano
credit in parecchie citth europee. Frattanto 1'effetto
morale, conseguente all'antisemitismo, sul resto del-
1'Israelitismo 6 pifi sentito: press le principal
nazioni d'Europa sorgono associazioni, qui con in-
tendimenti di promuovere studi sulla letteratura
ebraica e sulle tradizioni avite allo scopo di rinsal-
darle e mantenerle nell'animo dei giovani, la invece
per portare aiuto material e morale nelle colonie
gih esistenti nella Palestina. 11 moto adunque fino
al 1896, si mantiene, direrno cosi, puramente Pale-
stinofilo, fino a che il Dolt. Herzl in cui i poveri
Ebrei della Galizia si sono abituali a vedere un
nuovo Mos6 venne a dargli un carattere tutt'af-
fatto original, col proporre la costituzione d'uno
stato ebraico a in vista di stabilire ivi coloro -, cosi
leggo in un'opuscolo di Elia Griimberg, sulla cui
condotta scrivo queste note, i quali non possono
o non vogliono assimilarsi agli Europei, o color
che gemono sotto il giogo di condizioni economiche
;e di odi umani ".
Colla cooperazione potente dell' eminente Max
iNordau e di altri molti, sappiamo quali furono i
lprimi passi del Sionismo, iniziati brillantemente col
I. Congress universal di Basilea del 1897.
Si trattava anzitutto di determinare le condizioni
degli ebrei di diversi paesi: e a questo bisogno cor-


risposero ampiamente i ripetuti discorsi dei Dottor
Herzl, Nordau, Birnahaum, Forbenstein e molti altri
egregi.
Questo primo tema posto in discussion, a guardar
bene, spiega la genesi prima del Sionismo la quale 6
a ricercarsi principalmente nel crescere di intensione
del m ovimento antisemitico. L'esito di quel congress
fu immense, inaspettato. Quasi fosse questa nuova
iniziativa il determinarsi di un desiderio comune e
da gran tempo latente, tutto, o quasi, 1'israeliti-
smo plaudi all'atto coraggioso dell'Herzl. Era questa
la prima protest control 1'antisemitismo che gli
Israeliti, uomini liberi, avessero osato. Col congress
doveva trovare fautori numerosi 1'ideale magnanimo
della mente del grande pensatorel Pif di mille gli
si fecero compagni, e a centinaia sorsero le asso-
ciazioni a favore dell' ideale sionistico. Le quali
hanno scopi ben determinati: in quanto mirano cio6
a proinuovere studi di storia e letteratura ebraica, e
a tutelare la situazione political, economic, religiosa,
social del popolo Ebreo ovunque si trova; prestando
ancora appoggio morale al Comitato d'azione nomi-
nato dal Congresso di Basilea del 1897, per la co-
lonizzazione ebraica e la propagazione di questi
principii.
Difficilmente un triste stato di cose fu combattuto
con tanta oculatezza e buon senso, come I'antise-
mitisino per parte degli Ebrei. Questi, liberati dal-
1'abbrutimento che non son cinquant'anni li depri-
meva ancora nei ghetti, chiamati a respirare le libere
aure della liberty, compresero che per proseguire
in una vita ognor pit vigorosa ed onorifica bisognava
adunque risanare le piaghe profonde riportate con
un riniovellamento fisico e morale. Come caduto in
un letargo oggi l'Israelitismo si sveglia: percepisce
con maggior chiarezza la perfettibilitih morale, ch'egli
ha il dovere di raggiungere, per rendersi degno di
partecipare con decoro alla vita comune; nello stesso
tempo rientra nella esatta coscienza dei propri di-
ritti, e ne diventa sempre pia fiero e geloso.
Osservando adunque i precedent che determina-
rono il Sionismo, il modo con cui si svolge, i limiti in
cui dovrh esser racchiuso, 6 solamente stolto pensare
quest movimento sia atto a generate dell' antisemi-
tismio, quando appunto cerca di ragionevolmente
allontanarlo, allontanando le cause che stanno a
determinarlo. II pensiero di tutti coloro che, con
more ed onesti, seguono lo svolgersi degli avveni-
menti social, sempre gravidi di nuove passion, deve
seguire con simpatia questi nobili conati, che mirano
a togliere anche gli ultimi avanzi di pregiudizi che
non devono pifu essere di questi tempi.
Ai Sionisti, pensando alla grand'anima dell'an-
tico Giudaismo, si pu6 ancor oggi ripetere:
0 risorta per voi la vodroino.....
O piu serva, piU vil, phi dcrisa
Sotto 1' orridla verga star.
Altri e assai diversi dai sionisti erano gli ideali
e la condizione di coloro cui questi versi erano diretti:
epica e grande, tanto ne 1' uno come ne l'altro caso,
per6 i l'opera e la lotta.
C. POiTr







L' IDEA SIONISITA


LA DONNA EBREA


DALL' egregio Rag. A. Sacerdoti, sotto forma di
letter, riceviamo alcuni appunti sulla funzione no-
bilissinia esercitata sempre dalla donna nella society
ebraica, e a quelli diamo posto volontieri.
Egregio Sig. Direttore de << L' idea Sionista >
Modena.
L' idea sionista prende ormai corpo e forma decisa, si
da non essere pii un pio desiderio, anche mercer la divul-
gazione di scritti e ii concorso delle nostre Donne: cosi
va data lode alla Prof. Gina Servadio della bella conferenza
pubblicata sulla donna ebrea che lessi con vero piacere
unitamente alla bellissima recensione firmata b. d. apparsa
nella di Lei Rivista pregevole.
Non B dunque vero che la donna ebrea manchi della
pieth riconosciuta nella donna israelita dei tempi passati,
e gli esempi non mancano al present: basti ricordare la
grandezza di Lucia Dreyfus, it cui nome la storia scrivera
ad indelebili caratteri; e ancora la pieta e 1' afflizione delle
donne ebree che seguono ora in esilio i loro cari scacciati
dai loro focolari, e in Russia e in Austria, e laddove
gli ebrei sono crudelmente perseguitati dal cosi chiamato
odio di razza!
N6! la Donna israelita modern non diversifica dall'an-
tica t Miriam v la quale seppe infondere pieth alla figlia del
crudele Faraone salvando nel piccolo fratellino il grande
Mos6 liberatore degli ebrei. All'occasione, anche le nostre
Donne farebbero come 4 Miriam v, cosi lieta di seguire il
grande Mos e gli israeliti a la fuga dall'Egitto, cantando
a suon di cetra, (e le facevano seguito tutte le donne con
tamburi e danze) il cantico dello stesso Mos6 pella mira-
colosa liberazione.
Nella notte dei tempi, 6 rimasto perduto il III. libro
delle Croniche della nostra Bibbia, e percib quanti fast
non ci furono tramandati delle nostre Donne di un tempo!
Se rammentiamo Debora, dobbiamo lodare pure il coraggio
di lael, uccidente nella battaglia, ad invito di Debora, ii
General nemico; come Giuditta che seppe dar more
ad Aloferme. E quanto belle le istorie d' Ester e quella
della casta Susanna salvata da Daniele!
E con quanto ardore le nostre Donne seguivano i nostri
guerrieri alla difesa delle patrie mura e del 2.0 tempo!
Gli atti di valore delle nostre done sono scritti negli
annali degli stessi nemici, i quali raccolsero di sotto i
morti i vessilli intessuti per 1' opera donnesca ricamati a
letter d' oro colle iniziali del pif bel versetto dell' accen-
nato cantico di Mosb, quale 6 espresso: x Mi Camoka
baelim Adonai? v (Chi 6 pari a te fra gli iddii o Si-
gnore?); di cui le iniziali sono: , da
cni il nominativo di Mfacabei ai famosi fratelli guerrieri,
morti a difesa della nostra nazionalith.
Ed Ella mi scusi e mi creda con tutta stima e consi-
derazione
Modena, 12 6 S01.
Dev.mo
R. AUGUSTO SACERDOTI.



IDEA E FORMA


IL Corriere Israelitico del 30 Aprile mi onora di
una lunga critical, nella quale abbondano i fronzoli
retorici e scarseggiano, a vero dire, le ragioni, in-
torno ad alcune parole dell'articolo da me pubbli-
cato nel second numero di quest Rivista. Detta
critical non e n6 serena, n6 gentile, it che io perdono
volontieri a chi ha la disgrazia di vedere con un
occhio solo.
Quello perb che non posso perdonare, si 6 di
essere stato frainteso. Io mi sono scagliato (cosi il
mio critic) control la melma della forma per lo piui
idolatrica, control i fanatici farisei, materializzatori di
un pensiero spiritual, control le apocrife interpola-


zioni che detlrpano la Bibbia di Mosi. Queste le parole
incriminate, dalle quali si deduce, con quale logica
ignore, che io deploro ii rito qualunque ne sia
1' espressione. Ora, od io mi sono espresso oscura-
mente, od ii mio contradditore, troppo invaso del
suo formalismo, non mi ha compreso. Di queste due
ipotesi, la second sembrami piCi prossima alla ve-
rita. Infatti io mi scaglio control la melma della forma
e non control la forma; mi scaglio control i farisei
fanatic materializzatori del pensiero: ora che cosa
significa tutto cib? Che io disapprove ogni rito non
consentaneo allo spirit, ogni rito avente precipuo
fondamento nella superstizione, nel pregiudizio, ogni
rito sorretto dalla nozione dell' angeologia e della
demonologia, importazioni persiane e babilonesi, gli
scongiuri, le espiazioni, i voti, i sacrifice, ogni rito
includente un esclusivismo contrario all'ideale dei
nostri profeti, ogni rito infine parlance pia ai sensi
che al cuore, pif alla material che alla ragione. II
mio critic la pensa diversamente, e buon pro' gli
faccia.
A me la mission d'Israele pare mission uma-
nitaria, la quale, se non vado errat6, impone il
dovere supremo di spogliare ii rito di tutto quanto
pub farsi arma potente in mano dei nostri nemici
per deriderci e per combatterci, di semplificarlo fino
a renderlo degno di ammirazione per la venusLt e
la ragionevolezza. Ad esempio, io mi sento entusiasta
della cerimonia pasquale per lo spirit che la in-
forma, per quanto essa ha di umano, di grande, in
quanto essa celebra 1' apoteosi della liberty, quella
liberty che 6 il sospiro, la meta purtroppo ancor
lungi dall'esser raggiunta da tutti i popoli della
terra.
Il rito 6 di creazione umana; se cosi non fosse,
lo stesso mio avversario, ortodosso della piui bel-
1' acqua, sarebbe oggi poco meno di un eretico. Come
tale, il rito va dunque soggetto a subire le leggi
fatali dell'evoluzione. L'idea sola 6 immutabile,
eterna. 11 mio egregio contradditore, a quel che pare
conservatore intransigence della forma (e lo prova
11 suo stile cattedrale e meno che cortese) potra non
ammetterlo, padronissimo; ma non potra del pari
chiudere gli occhi dinnanzi al fatto ormai storico,
d'avere il rito subito notevoli mutamenti a second
dei luoghi e dei tempi, non essere pill oggi quello
che fu cent'anni fa e tanto meno alcuni secoli or
sono. Se fosse stato d'origine divina, non le pare,
ottimo signore, che sarebbe rimasto qual'era da
principio? II pensare il contrario mi parrebbe una
eresia.
Un altro fatto storico indiscutibile 6 pure quello,
che fu il rito a dare nascinento alle numerosissime
sette, le quali per ispirito d'intolleranza, d'intran-
sigenza e di rappresaglia per poco non adulterarono
1' idea. Senza il soverchio accanimento per la forma
Saulle di Tarso non avrebbe generate il Cristiane-
simo, questo non si sarebbe diviso e suddiviso al-
l'infinito, non avrebbe create tanti mali, non sarebbe
sorto ii maomettanesimo, non si avrebbe avuto la
Riforma e con essa 1' istituzione di tante nuove
chiese: non ci saremmo allontanati invece di avvi-
cinarci al trionfo definitive, universal dell' idea
madre, dell'idea pura, scevra da element che la
intorbidano fino a farla talora apparire assurda e
che le sono di grave impiccio anzich6 d'aiuto.
Io non condanno il rito in quanto 6 manifesta-
zione esterna di un sentiment, e sono d'accordo
col mio avversario che quello valse, in tempi bui,
quando fumavano i roghi e spesseggiavano le tor-
ture u le persecuzioni, a rafforzare it coraggio ed a
produrre dei martiri e degli eroi; ma affermo che
non avrebbe avuto minore efficacia, e forse ne avrebbe
anzi avuto di pif, se fosse stato pii razionale, pifi
in armonia collo spirit. Si, il rito B stato la fortezza,











L' IDEA SIONISTA


per dirlo colle parole stesse dello scrittore del Cor-
riere, dentro la quale si ricoverata e difesa la nostra
nazionalith disfatta: pero, mentre ammetto come coef-
ficiente d' allora, anche validissimo se vuolsi, ii rito,
nego che esso debba rimanere oggi quello che fu.
I tempi sono mutati e con essi devono mutare, al-
meno nei paesi civil, i nostri mezzi di difesa, e cio
senza togliere un iota al principio, che, ripeto, 6
immutabile. E dappoich6 si fa appello alla mia qua-
lith di Sionista, ci tengo ad aggiungere che Geru-
salemme non potra ricuperare il suo autico splendore
se non a patto di essere esempio, il sole del mondo,
la luce delle nazioni; ne potra essere tale senza un
rito semplice come la veriia. Senza di cib, per es-
sere sionista come 1'intende it mio contradditore,
bisognerebbe pensare a ristabilire il sacrificio, it
capro espiatorio, e tante altre cerimonie pagane, le
quali costituivano un di una parte essenzialissima
del rito: ii che 6 assurdo evidentemente.
E poich6 mi e caduta dalla penna la parola sa-
crificio, ed io ho parlato di interpolazioni della
Bihbia, che la deturpano, eccone una. Putrei citarne
molte altre, ma ci6 mi condurrebbe ad una digres-
sione troppo lunga, e non mi 6 lecito abusare dello
spazio che mi si accord.
In conclusion, ripeto, non sono avversario del
rito, ed il mio gentile critic pub rimnangiarsi in
santa pace gli epiteti graziosi che mi appioppa. Del
resto, se mi pigliasse vaghezza di sviscerare 1' elo-
quenza e la logica di lui, potrei forse lodare la prima,
ma dimostrargli luminosanente essere egli caduto
in contraddizione, come avviene di frequent a chi
difende una cattiva causa, specie laddove, essendo
esclusivista colle parole: a il rito e noi, e sara l'ener-
gia di repulsione che c' impedirh di confonderci e di
sparire fra le altre genti ,, diventa ad un tratto
umanitario col dire che la religion (sic) ed il rito
non impediscono ad Israele di sognare, di pensare,
Ji faticare per it progress e per 1' umanith, e che
il pensiero religioso sarh 1' energia d' attrazione che
ci avvicinerk alle altre genti. i una logomachia;
ma sia pure, perb non il rito come 1'intende lui.
E qui faccio punto, e punto fermo.
Prof G. PUGLIESE.



fast bell' Bttisemitismo
...... ..... ... d ................

UNA delle forme in cui in Austria pil di frequent
si esplica la campagna antisemitica, e nel ratto delle
fanciulle israelite: forma senza dubbio morbosa che
trova i suoi principal fautori iii preti o inmonache,
che vogliono cosi acquistarsi un merito in cielo,' sal-
vando qualche anima al loro inferno. Eccone un
esempio ancora recentissimo, cde stimiamo oppor-
tuno riprodurre pei nostri lettori.
I giornali di Cracovia riferiscono un altro caso
simile a quello della ragazza Araten.
Giorni sono nello spaccio di liquor di Salomone
Schwimmer nella locality Drwjenia entrarono quattro
uomini, i quali dopo aver chiesto e bevuto dell' acqua-
vite, si precipitarono nel retrobottega dove trovavasi
la piccola abitazione dello Schwimmer. Quivi dormiva
la figlia di lui, una ragazza diciassettenne; quegli uo-
mini la strapparono dal letto volendola rapire; il
padre si oppose di tutta forza, ma percosso a sangue
svenne, e quando ritornb in se, la figlia era sparita.
Venne a sapere per. che press allo spaccio stazio-
nava una carrozza con entro una monaca, e che i quat-
tro uomini avevan deposta la ragazza nella carrozza
che tosto si allontan6. Si seppe poi che la ragazza
ebrea venne condotta con la carrozza fino a Bochnia


indi colla ferrovia a Tarnow ed infine nuovamente
colla carrozza venne trasportata in un lontano con-
vento nella locality Szymwald.
I1 padre della ragazza parti subito per Tarnow onde
consultare 1' avvocato Goldhaimmer, che udito il fatto
si reco subito alia polizia. Un coninissario si rec6 al
convento indicate, ma la ragazza era gia stata allon-
tanata anche da quel posto.
Furono in proposito giA sentiti parecchi testimony,
fra altri ii portiere della staziono di Bochnia, il quale
nella notte indicate vide difatti due monache, una
vecchia ed una giovane prendere il treno per Tarnow;
un fiaccheraio di Tarnow poi dichiar5 di avere con-
dotte due monache al convento. Manca ora per6 ogni
traccia della ragazza.
L' avvocato Goldhammer avanz6 1' accusa press la
Procura di Stato.


In Algeri continuano i torbidi antisemitici.
L' arrive del prefetto Lutaud e un discorso pro-
nunciato da Max Regis, in cui invitava la folla a dar
prova della di lei forza, furono occasion a tumulti control
gli ebrei. Trovandosi poi pochi giorni dopo Max Kbgis
a un caff6, fa affrontato da due giornalisti e, il dibat-
tito essendo trasceso, il Rigis fu ferito da due revol-
verate. Anche questo fatto diede occasion a rappre-
saglie control i poveri ebrei.
Non occorre meter present al lettore, che i suc-
citati avvenimenti si sono svolti in due fra le civi-
lissime nazioni europee: Austria e Francia


IL MARTTIR E

Facil cosa e imaginarsi qual sensazione profonda
dovesse un di suscitare in ogni cuore italianu la
lettura del racconto che Silvio Pellico faceva di
quanto gli eroici prncursori del nostro grande Rin-
novamento avevan dovuto soffrire nel tetro car-
cere della Moravia. E si che quel libro, una
cronaca per vero di dolori inenarrabili 6 ancora
qua e la allietato di qualche pagina, in cui dalla
limpidezza political della narrazione noi intuiamo
giorni, nei quali qualche lieto o men triste episodio
avrA dovuto consolare quelle povere aniine torturatel
Ma neppur questo, invero, i dato di trovare nel
libro che il nostro Alfredo Dreyfus ha ora pubblicato
narrando i cinque terribili anni della sun vita:
nie prigioni, a queste somiglianti, non potranno mai
pii esser narrate per volger di tempo e di avveni-
mentil Lo scrittore non i nuu artist: ma, meglio
assai, e un cuore che palpita dei piui nobili e
grand affetti, e niette a nudo con franchezza e ve-
rita, con semplicith che non fa entire bisogno di
comment, tutti i tristissimi episodi che suscitarono
meraviglia e indignazione in tutto il mondo. Come it
Pellico imprendendo a narrare i snoi avvenimenti,
dichiara che, amante deliberate a tenere il broncio
alla sua bella, lascieri da parte la political, Dreyfus
rivela di non aver mai sentilo risentimento control
i nemici che tanto male gli fecero, di aver dirnen-
ticato quasi ii ricordo del male sofferto: pagine
piene di vita e di sentiment dalle quali rifulge di
epica grandiosity it suo glorioso martitio.
c La carrier D egli narra mii si schiudeva
dinanzi brillante e facile, e lieto di promesse l'av-
venire. Dopo il lavoro m'aspettavano il riposo e le
dolcezze della vita famigliare. Pigliando vivo inte-
resse a tulte le manifestazioni dello spirit umano,
mi compiacevo delle lungihe letture fatte, la sera,
vicino a mia moglie. Eravamo compleiamente felici,
ch1 un bimbo era gia venuto a rallegrare il nostro











L' IDEA SIONISTA


nido. Libero da qualsiasi preoccupazione material,
un medesirno affetto saldo e profondo mi legava ai
membri della mia famiglia e a quelli della famiglia
di mia noglie.
Tutto pareva sorridermi..... Questa vila felice
e onesta non doveva pero molto a lungo durare. il
sabato 13 ottobre 1894, il capitano- Dreyfus fu in-
vitato a recarsi al Ministero della Guerra per 1' ispe-
zione general. Poi, come ognuno ricorda, la scenetta
del naggiore Du Paty con la dettatura della famosa
letter; e 1'arresto iminediato per alto tradimento
e la lunga prigionia: e in seguito ii process e la
degradazione svoltasi fra gli insulti e vilipendi della
folla, e il trasporto del traditore all'isola di Re,
poi a quella del Diavolo. Sono particolari troppo
tristi e recent perch ci sia lecito su di essi accen-
nare. Ma quello che non 6 noto, che solo si imagi-.
nava e che ora nello scritto del Dreyfus sentiamo
ripetere nella sua vera tragicita, son le tempeste sea-
tenatesi sull'anima del povero innocent, it racconto
degli spasimi sofferti pel corso di cinque anni che
certamente un secolo dovettero sembrare all'infelice
deportato. E raddoppia la vivissima emozione 1' eco
dei patimenti di un'altra anima forte e generosa,
della sua Lucia. Quando nei primi tempi intoruo
al marito suo non era che un coro di maledizioni,
di improper, e tutti, erano convinti della colpabilita
di quell'uomo, Lucia sola, gli rimaneva fedele, certa
dell'innocenza dell'uomo amato, del padre dei propri
figli. Da questo moment quest donna da mostra
di una forza d'animo davvero iusuperabile, di una
grandezza di carattere che meraviglha e commuove,
ella vive di una fede incrollabile nel trionfo della
vcriti per cui imprende a combattere strenuamente.
, ...Sai se t'amo e se t'adoro: ecco le prime parole che
ella scrive a suo marito codesta immane sventura
nostra, codesta orribile infamia che ci fu riversata
addosso, non hanno altro effetto se non quello di
stringere vieppifl i nodi del nostro more. Dovunque
andrai, dovunque sarai trascinato, io ti seguirb; in
due sopporteremo pifl facilmente 1'esilio, vivremo
1' uno per 1' altro educheremo i nostri figli, forme-
remo loro un'anima temperata control le vicende
della fortune. Non posso, no, vivere da te lontana,
da te mio unico conforto; un sol raggio di felicita
ancor mi rimane: quello di finire i miei giorni
vicino a te. Sei gih un martire; ma ti aspettano
ancora nuovi e crudeli patimenti. La pena che si
sta per infliggerti e odiosa:.or tu devi promettermi
che la subirai con coraggio. Forte nella tua inno-
cenza imagine che sia un altro a essere infamato;
accetta il castigo immerilato; fallo per me, per tua
moglie che t'adora: dalle una tale lestimonianza
d' affetto. Fallo anche pei tuoi ligli che un di te ne
saranno riconoscenti e che ora ti mandanio anti
baci, e non sanno, poveri bambini, che chiedere del
loro babbo ".
Quanta grandezza e spontaneity di sentimental
E magari mi fosse dato di poter riprodurre ancora
tutte quelle altre parole, che questa moglie, davvero
sublime rivolge al marito che langue ingiustamente
colpito. Le leggano, si, le fanciulle, le spieghino
le madri alle tiglie: poich la society ha bisogno
di donne, che alla famiglia, all'uomo cui la sorte
le avvincerh, siano di tulto quel bene, che fu Lucia
per Alfredo Dreyfusl La corrispondenza epistolare
fra questi due esseri diviene sempre pifi emozio-
nante ed ammirevole. a Mi sforzero, egli scriveva,
di vivere per anor tuo, ma ho bisogno d'esser aiu-
tato da te. Checche avvenga di me, 6 necessario,
anzitutto, cercare la verith, muovere cielo e terra
per iscoprirla, dar fondo se occorre alla nostra so-
stanza, per riabilitare ii mio nome trascinato nel
fango, per lavare ad ogni cost la macchia imme-
ritata ,.


Oggi, viva tranquillo Alfredo Deyfus, che it suo
nome e nella coscienza dei popoli pienamente e
grandemente riabilitato; la sua innocenza che 6 nel
cuore di tutti non potril non ricevere 1' ultima san-
zione! D'innanzi ad un cuore magnanimo come
quello di Dreyfus che perdona un martirio cosi or-
rendo, a un carattere inflessibile e tenace che non si
piega, tace persino it risentimento control i rei della
pifl efferata malvagith di cui un popolo si sia fatto
mai complice Le grand virth del capitano ebreo
noi con alterezza additiamo ai fratelli; perched dalla
grandezza d'aniimo e dal carattere di questo martire
essi ricevano 1' insegnomento, che li prepari fidenti
a quanto 1' avvenire loro destinanei suoi impertur-
scutabili misteri; e le additiamo alla society tutta
perched dall' more grande per la patria che traspare
dalle pagine di questo ebreo, ognuno veda con quanta
grandezza di sentiment 1'ebreo sappia amare la
propria terra natia, anche se questa ne abbia mar-
tirizzata 1'anima ed il corpo.
DANINOS



BI BLI OGRAFIA

L' ultimo drama di Max Nordau. II forte pensa-
tore di Degenerazione, onore della razza giudaica, alla quale
egli si vanta di appartenere, con 1' ultimo suo drama
II Dolt. Kohn, arricchisce la letteratura drammatica giu-
daica di un lavoro senza dubbio arguto e vigoroso, degno
della penna del critic acuto e profondo. Con fioritura ab-
bondante e da cui assai bene e da ripromettersi se intesa
e diretta a fini grand e pratici, va svolgendosi, da pochi
anni in qua, una letteratura veramente giudaica, che l'an-
tica razza, le sue tendenze, la sua storia antica e modern,
studia con disamina spassionata iniziando, col mezzo del-
1' arte quell' apostolato che, migliorando il giudaismo, ha
per fine di sfatare le dicerie tendenziose dei numerosi
avversari
Cosi Teodoro Herzl scriverk Das neue getto, Unser
Blitchen, I love you; lo Zangwill, a base di Sciullhn
'Aruch mettrh sulla scena 1 figli del Ghetto: e Max Nordau
si unirl alla nobile schiera che par destinata a maggiori
trionfi.
Ora, a chi consider con occhio sereno la mission pre-
sente del Giudaismo, non pub che apparir degna di essere
iricoraggiata quest' arte che si propone di far rivivere
dinanzi alla societA la storia gloriosa di un popolo, che
ormai non pu6 vantare che la sua grade tradizione:
e specialmente si studio di riprodurre nella sua grandezza
e verith 1' anima giudaica sempre pronta a palpitare di
nobili e grand ideali. E a questo proposito con vivo pia-
cere e interesse ricordiamo 1' opportuna letter aperta che
sulle pagine del Tessillo, non sono molti mesi, il ch.mo
Prof. G. Lattes rivolgeva a una elettissima nostra artist,
la Prof. Emma Boghen-Conigliani, per istigarla a conce-
dere qualohe volta la sua arte, a un' amena letteratura
ispirata agli ideal della nostra religion. << Quanti ma-
lintesi >, scriveva bene il Lattes, <~ sarebbero dissipati,
quanti pregiudizi verrebbere distrutti da quest letteratura
popolare! La sua azione avrebbe efficacia non solo nella
vita ebraica, ma anche al di fuori di essa, per render pifi
cordiali le relazioni fra noi e i non ebrei, i quali si
convincerebbero esser Israele come disse Giuda Levita
- il cuore del genere umano perched pit soffre e pit senate.
L' arte giudaica potrebbe contrapporre, anche in quest
esempio, i suoi frutti, ai fiori dell' antisemitismo ).
Da quanto fin qui si e discorso, scaturirh natural
quanta sia 1' importanza che noi vediamo nell' opera sug-












L' IDEA SIONISTA 3:


gestiva del Nordau, di oui ci ripromettiamo di dir breve-
mente ai lettori.
II primo atto del dramma si svolge in casa del Ret-
tore dell' Universith, Kielholt, uomo apparentemente privo
di pregiudizi, che ospita indifferentemente ebrei au-
tentici ed antisemiti attivi, accaniti, odiosi. Tutta la
part intellettuale ed aristocratic della piccola citth della
Germania, quella sera 6 convenuta alia festa del Rettore.
I personaggi del dramma presto spiccano e sono lumeg-
giati dallo scrittore. Cristiano Moser, un ebreo battezzato
che si chiamava Giulio Moser, capitano della territorial
in riposo, cavalier della croce di ferro e consigliere in-
timo, ha sposato Emma Quincke una cristiana d' antica
nobilth. Da questo matrimonio nascono tre figli: Carlo,
Ernesto e Oristina. I due figli, uffciali, sono due fieri
antisemiti, si vergognano del passato del padre e degli
antenati; unico loro studio 6 far dimenticare la lore origin
che li pu6 congiungere a una razza odiata. Cristina invece
6 una figure ideal, che si stacca dal mondo in cui vivono
i fratelli: essa 6 rimasta ebrea, e della donna ebraica ripro-
duce fattezze, lineamenti, sentiment. Cristina innamorata
di un ebreo: del Dott. Kohn, il protagonista del dramma.
Ed 6 da questo contrast di passion che ha origin e ra-
gione 1' azione drammatica. L'unione di Cristina con Kohn
6 impossible: Cristiano Moser senate che con ci6 ricadrebbe
in un passato, dal quale a prezzo di tante umiliazioni ba
cercato staccarsi: d' altra part ama intensamente la al
gliuola! Carlo ed Ernesto inorridiscono addirittura fi-
pensiero di potersi imparentare con un ebreo. I1 Dott. Koln
6 un ingegno superior: ha vinto il primo premio in un
concorso a una cattedra di matematica. Ma la cattedra gli
6 negata, perch ebreo; l'amore per Cristina conteso, perch
ebreo! Occorrerebbe un atto d' abiura: questo gli dice il
Rettore, questo Cristiano Moser. Ma il Dott. Kohn figure
nobilissima e grande non rinunziera mai n6 al suo
nome n6 alla sua fede. Moser, che si vede a po' per volta
schierata control tutta la sua famiglia, comprende i suoi
antichi torti: la sua dignity di rinnegato fino ad ora cal-
pestata, ha naturalmente un moment di ribellione, ed egli
comincia a parteggiare per la causa dell'amata figliuola.
Ma il dramma procede a grand passi. Carlo insulta Kohn.
un duello si rende inevitable. II duello avviene. Carlo 6
rimasto illeso perch 1'ebreo Kohn ha sparato in aria; Kohn
viene ucciso dal fratello della sua sposa, dal figlio del-
1' ebreo Giulio Moser.
< Kohn 6 una vittima della society modern stupid
e vigliacca; e non 6 soltanto un personaggio della fan-
tasia drammatica, ma un essere che s' incontra spesso, in
condizioni anche piLt dolorose e pii tragiche; 6 il sim-
bolo di questo popolo che combatte e more per vivere, e
a cui vien negato tutto >. Cosi assai bene 1'Ecc.mo Dante
A. Lattes in una perfetta ricostruzione del dramma del
Nordau. da lui fatta in una conferenza tenuta in Trieste la
sera del 6 Dicembre 1900, e che ora apparel in elegant e
nitida pubblicazione. I1 nome del Lattes 6 gia bastante-
mente conosciuto all' Italia israelitica, come quello di uno
dei nostri forti scrittori e come una delle speranze pih
veraci pel rabbinato italiano, perch ci sia lecito dispen-
sarci dal dire dei pregi di questa opportuna e interessan-
tissima conferenza. Ci duole che lo spazio non ci permetta
di dire pit diffusamente del dramma del Nordau colla
preziosa guida del giovine scrittore, e di tacere, per lo
meno per ora, alcune opportune considerazioni che su esso
potrebbero farsi. In ogni modo, pensiamo in part di aver
corrisposto al nostro intendimento di far conoscere un buon
dramma e una non meno buona conferenza!
Antisemitismo e semitismo. Sotto questo titolo Graco
raccoglie in un opuscoletto cinque articoli comparsi nel


giornale La Provincia di Padova, facendo ad essi aggiunte
e premettendo una prefazione. Nell' ambito di brevi arti-
coli, 1' autore fa una nobile e vivace difesa del giudaismo
combattendo le accuse mosse dagli antisemiti e mostrando
pregi e difetti della razza giudaica. Lo scritto di Graco
prende le mosse dal libro del Righini, di cui i nostri
lettori sono git sufficientemente edotti, e analizza serena-
mente e con verita lo spirit filantropico degli ebrei dando
specialmente rilievo alla storia degli ebrei italiani. Fatto
appello alla concordia, lo scrittore conclude nobilnente:
c Cosi anche i semiti peggiori si miglioreranno, di-
verranno pii~ buoni, pin imparziali, pitt equi; e nulla dirk
pih lore che in terra v' hanno fortunati e reietti di front
all' enigma del poi. E sara opera educatrice, questa, chc
render migliore ogni uomo, che porter un bene alla
patria e all' umanita. Si perda quest' ultimo ricordo delle
barbarie passate, e sulla front del semita, posi il bacio
di pace del fratello cristiano. E sara ricco tribute d'amore
a Gesi Cristo, grande e luminoso >.
Graco promette di prossima pubblicazione: L'antise-
mitismo in Italia L' opera degli Ebrei nel Risorgimento
Italiano (Politica armi finanza).

Di Elia Benamnozegh, della vita e delle opere del grande
teologo ebreo, gloria del rabbinato italiano, con affetto di
scolaro, scrive ampiamente il prof. Guglielmo Lattes in
una recent e ben riuscita pubblicazione. Di quest lavoro
ci ripromettiamo di dire nel prossimo numnero.
Alla gioventit. Stampato per cura della Associazione
fra la Gioventu Israelitica Fiorentina, riceviamo un ele-
gante discorso col quale il Cav. Dott. S. HI. Margulies si
rivolgeva alla gioventi il primo giorno di Pasqua.
]1 discorso, elevator, conciso, e in pitl di un punt ve-
rameute eloquente, tratta in breve ambito dei problem
pitt important che agitano al present la vita del giu-
daismo, specialmente discutendo certe moderne tendenze
dei giovani ebrei; rivolgendosi ai quali, 1' oratore esclama
in un period riassuntivo che ci pace riportare: < Fu la
vostra religion, o cari fratelli, che proclamb invece il diritto
del pit debole e il dovere del pit forte, e che annunci6 al
mondo 1' uguaglianza di tutti gli uomini come figli d' un
sol padre, fu lei che insegn6 agli uomini di rispettare an-
cora nel pift infimo dei loro simili 1' imagine del Crea-
tore, del Dio della carith e della giustizia, fu lei che disse:
< E amerai il tuo prossimo come te stesso >, fu lei che
volle e vuole protetti i deboli, soccorsi i poveri e trattati
umanamente e amorosamente il mercenario e 1'operaio. E
quando essa dice, per non citare cho una sola delle cento
prescrizioni che riguardano i rapport fra il ricco e il
povero, quando essa dice S Se impoverira il tuo fratello,
tu dovrai sorreggerlo, sia straniero, sia indigent, tuo fra-
tello deve vivere accanto a te o, questa 6 pih che una
raccomandazione di caritA volgare, 6 giustizia social nel
senso pia esteso e pitt elevator della parola >.
Lodevole 6 mettere present alla nostra gioventh quest
aurei principi, perch essa veda come carith e giustizia
siano davvero stati sempre gli ideal maggiori del giu-
daismo: e questo povero giudaismo imprendano davvero
ad amare, nella sua storia, nel sue sentiment, nelle sue
idealith!
b. d.












L' IDEA SIONISTA


POESIA SA eRA'

Un salmon un cantico di Giona figlio di Davide il profumiere
Celebrate il Signore o figlie d'Israel e lodatelo o casa di lacob
Imperocche il Signore 6 misericordioso e rammenta il patto
Egli stende la destra all' afflitto e rivolge la sua faccia da Edom
Egli suscita nel popolo suo uomini giusti che si levano control i
[figli d'Aman
E dicono: il Signore ha udita la voce di quelli che gridavano
[ed ha pesata l'iniquita dei malvagi
E dard rifugio al Leone di Giuda sulla vetta di Sion ed al seme
[d'Israel nel campo di suo padre
E la voce dei giusti fu come la voce del Sofar e si sparse da
[Oriente ad Occidente
E dal settentrione al mezzodi ogni orecchio la intese
E salirono le genti di Giuda da Aschenaz e da Sefarad e conven-
[nero dalle tended di Cam e da quelle di Jafed
E si trovarono nel paese dei monti e si radunarono in luogo di
[ liberty
Dicendo: noi condarremo in Esdrelon buoi e giumenti ed a
[Galaad le greggie feconde
Porteremo lo strettoio delle uve ad Engaddi e sementi di grano
[da Dan a Beerseba
Noi spargeremo anche I'acqua del Giordano nel paese e scave-
[remo pozzi vicino al Carmel
Ed i nostri figli mangeranno il pane di Bethlehem e berranno
[1' acqua di Siloah
Essi condurranno le spose sotto il fico e la vite e daranno ad
[esse le rose di Saron
Date lode al Signore che rammenta in ogni et& il patto di Abram.




Da Sion uscird la parola di Dio e da Gerusalemme la legge del
[Signore
Ed Israel sari come ii vasello del profumiere; come la lampada
[del lavoratore notturno sard la casa di Giuda
Da cui si spande il balsamo e da cui viene la luce
Ecco, i violent avevano posto un coperchio al vaso e gli empi
[avevan messo uno schermo alla lampana
E comprimevano Israel per timore della veritia
Ma ii Signore rimosse gli ostacoli, Egli aggiunse profumo e
[splendore
Dicendo : quanto piu gravi furono le percosse tanto pih sara
[esaltata la radunanza di Jacob
Ed a lei si volgeranno le genti per imparare le vie della giusti-
[zia e adessa chiederanno le nazioni la parole della pace,
Benedite il Signore che elesse Israel maestro delle genti.
g. r.
1) II poeta collaborator come, intelligence lettore potrh
scorgere, con questo componimento inviatoci tenta di piegare la
lingua italiana alila metric ebraica. N. d. R.
_1rTDVVt*, .-WVR-3"N^^ -102>- V V i^-y SGIV^~-.

GLI EBREI IN ALCUNI STATI D' EUROPA


SULLE condizioni degli ebrei rumeni i nostri lettori
sono sufficientemente informati; la miseria degli ebrei,
aggravati, oltre che dalle tristissime condiziomi eco-
nomiche del paese, specialmente dalle leggi restrittive
esistenti control di essi e dalle prevenzioni che sus-
sistono nella society cattolica control il lavoratore ebreo,
6, davvero, spaventevole. Bastino alcune cifre. Nel
1900 la bemerita Alliance Israelite Universelle dispen-
sava 500.000 franchi per alleggerire la miseria degli


israeliti in Rumenia a circa 450.000 franohi per ve-
nire in auto agli emigranti. Se oggigiorno non occor-
rono pii forti some per aiutare 1'emigrazione -
come ognuno sa cosi vilmente osteggiata non 6 perch
ugualmente per la distribuzione dei soccorsi in Ru-
menia.
E impossible interrompere 1' opera di cariti intra-
presa in questo paese, senza condannare alla morte
migliaia d' individui. A conti fatti, occorrono ancora
dai 60 agli 80.000 fr. mensili per aiutare questi ebrei
fino alla stagione dei raccolti. II mondo israelita,
1' Alliance, la lewish Colonization Association hanno
gia fatto sacrifizi enormi per poter corrispondere alla
grand' opera filantropica. Altri sacrifizi per6 sono ine-
vitabili, perch essa possa raggiungere il proprio co-
ronamento.
Dalla Russia ci giungono sempre notizie scon-
fortanti. L' anno 1900 non ha portato alcun cambia-
mento nella situazione degli israeliti in Russia. Con-
finati nelle province del sud-ovest, rinchiusi nelle
cittd, esclusi per conseguenza dalla piut gran part
della Russia, essi continuano la miserevole esistenza,
cui son condannati da leggi special e gravissime, dai
soprusi commessi a loro danno dai funzionari e dalla
dispotica polizia. La loro poverty s' accresce anno per
anno; essi sono rovinati dalla concorrenza, mentre
i raccolti scarsissimi, ad essi specialmente, sono di
gravissimo danno; e la loro attivith commercial 6
paralizzata dall' assenza di risorse e da mille ostacoli
d' una legislazione restrittiva. Dopo i primi mesi del
regno di Nicolo II, gli israeliti avevano nutrito spe-
ranza che il giovine imperatore avrebbe preso a cuoire
la loro condizione e abrogata qualcuna delle leggi
restrittive. Questa speranza, fondata sulla rettitudine
del carattere e sulla bonti del Sovrano, aveva sostenuto
per qualche tempo il loro coraggio, ma la realty fugC
ben presto quest loro illusion e la loro condizione
divenne pil dolorosa, pih umiliante, piu triste.
In Persia lo stato degli ebrei 6 specialmente
aggravate dagli odi di religion. I musulmani sono
ostili a tutti color che non partecipano dei loro usi,
costumi, delle loro aspirazioni religiose. Sicch6 ]a
condizione, che da secoli 6 fatta agli israeliti persiani.
fa ricordare lo epoche pih tristi del medioevo; trattati
con grande disprezzo dai loro concittadini, obbligati
di portare sui loro vestiti segni distintivi, obbligati ai
soli mestieri pih vili, rinchiusi in certi special quar-
tieri, che per la loro sicurezza personal sono costretti
a mai abbandonare, essi si trovano nello stato piu
depresso. Rassegnati in queste terribili persecuzioni,
non pensano neppure a ribellarsi, non concepiscono
niente che possa migliorare il loro stato.
L' affrettata rassegna non 6 qui finita: dovremino
ancora considerare le condizioni degli ebrei nel Ma-
rocco e in altre non poche nazioni. Ma poich6 I'occa-
sione non mancherh di tornare sull' argomento, :i
ripromettiamo, ampliando queste note, di presentare
il quadro il pit complete possible delle non florid
condizioni dell' israelitismo in Europa.

C. A. CONIGLIANI, Direttore responsabile
Modona, TiVografia degli Operai (Soc. Anonima CooDerativa.)











ANNO I.' MODENA, MAGGJO-G1UGNO 190.1 Ninr.0 5-~~


L IDEA


SIONISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA

ABBONAMENTO ANNUO L.. 2,00 Adesioni e corrispondenze al Signor
Per 1' ESTERO L. 3,00 BENVENUTO DONATI MODENA


SOMMARIO: I) Dott. Herzl dal Sultano, C. Democrazia e
Question Semitica, Avv. ADOLFO MOMIGLIANO. Gli ebrei in
Russia. Una parole serena, G. ErRERA. II Sionismo in
Italia. II matrinonio misto, F. RAVENNA. Pagine volanti,
IMMAnsuEL SOFER. Ad osempio. La logge dell' Esodo XXI.
Political di razza, fede. Sognando g. r. Gerusalemmeo,
G. CAMMEO. Note sparse. 11 novo di Al, E, CAVALIERl.
La Porta e il Sionismo. Un Mellal nel Marocco, y..v.
Piccola Posta. "
II dott. HERZL dal Sultano
Gia demmo la grande notizia che ha commosso
il mondo sionista. II Dott. IIorzl, quale rapprosen-
tante del Sionismo internazionale,- f ricevuto da]
Sultano e ricevuto benevolnonte.
Del fatto importantissimo (destano compassion,
per non dir altro, i maligni comment del solito
Vessillo) si hanno cosi pochi particolari, che oggi
ancora non siamo in grado di dare soddisfazione
alla legittima curiosity di color che vorrobbero sa-
pere 1' oggetto e il rislitato di quol colloquio. E un
mistero; e che tale sia, non pu6 non mieravigliare,
sebbene nel conplesso sianvi element strani c fatti
contradditori.
II < Die 'Welt 1, 1'organo ufficioso, so non uffl-
ciale del Sionismo, nel sno numero del 31 maggio,
annunciava 1' avvenimento, e riportava dal Jewish
Chronicle la supposizione che il Dott. Herzl volesse
serbare la primizia del risultato di quel colloquio
pel II Congresso. II Congresso doveva tonersi in
Londra nel nlese corrente, e invece un comunicato
dell' Actions-Comite di Vienna lo rinvia agli ultimi
mesi di quest' anno, senza fissaro l'opoca, senza dir
chiaramnente la ragione, in vista della situazione
odierna! Sembra dunque che la situazione sia gra-
vida di cose grandi; o che le cose grand si com-
pendino nello rivelazioni che farl il Dott Herzl.
Qrest- si dichttarate- contenliy, 'p-weidLe wnQeaks,
del suo viaggio, e lo ha detto all'editore del. Daily
Mail a Londra: ma si 6 limitato a fargli uu lusin-
ghiero ritratto del Sultano: ha detto che quest non
ha nulla delle idee medioevali che gli si attribui-
scono, che ha 1' animno aperto ai grand progelti
modern industrial (!. E quanto agli ideal
sionisti, egli ha argomentato come noi facenino al-
.1' annuncio del sno ricevimento: non 6 11n pass
sufficient (!) che il Sultano mi abbia accordato
ndienza? L'aver accordata udionza a me, semplice
ebleo, i un oa nova prova dell'amichevole senltineilto
del Sultano verso il popolo obreo. Sono convinto
che gli ebrei non hanno iniglioie amico. Del rest
1'attuazione del nostro piano dipende dal denaro.... >
Sembrerebbe quindi the ii Sultano dielio corl-
penso in denaro fosse disposto a lasciar sorgere, con
qualche diritto politico, il nuovo regno ebraico.


Ma come va che di recent le cancellerie europee
furono interessate dalla Turchia a non penmteltere
1' osodo degli Ebrei in Palestina ?
Noi sappianlo cio bien certanente, poiche quella
strana manifeStazione del favor turco verso gli
Ebrei fui oggetto di ina interpollanza alia. Camera
italiana, e di una nobile, risoluta, lihorale risposta
del rappresenntate del nostro (loverno. Or dtnqce?
II Dott. IIrzl ha parlato ancora del sno viaggio
in Paleslina nel discorso tenuto a Londra nel giingno
scorso ad un banchetto offertogli dI IlaklMkabiier Club.
Rispondendo .al brindisi di Israelo Zangwill, il (e-
lebre poeta della plebe obraica e del ghetto ( nl
I)rindisi in cui non mancavano eccitamenti a parlare
poicho si proclainava Herzl it prino uorno di Stato
cbroo dopo la ciadtta di Glerusalonne!) -- il dott. leIrzl
dicova tostaillnonte: a Tiutti, da ogi part, in ogni
lingua, mii chiedono: che "'v di nmtoo 10o rispnldeirh.
E non vi meraviglierelo so rispotideri, alla moda
ebraica, con iina dontanda, e tutti, presenti e assenti,
comprenderanno nollt sua miseria e nella sua miaestai
1'intera question el)aica. Siele voi proeparati per
un' opera storica, che vi porti ; farvi consci di voi
stessi? Quanta e quale 6 la vosira preparazione? I
pratici, i calcolatori, gli nomini terra a terra non si
meraviglieranno so la donianda sia formnlata cosi:
do ut des! chi vuole dia! la miano soltanto lava la
mano! Io parlo di denaro, di molto denaro. La
difficoltha i che abbiamoi da fare con gene cite 11no
conosce rho interessi e interossi ,omposti! E gli
inmpicglhi per 1' ideale son catlivi impioghi. Ma se i
ricehi non vogliono dare, daranno i poveri. Noi ab-
liiamo lis)g.no e presto di duo milioni di sterline.
Le cose stalnio cosi, che io parlo del denaro come
della cosa oggi pif important......
A buoni intenditori poche parole. Pare dhe il
Sultano voglia due milioni di sterline dal popolo
elreo. In cambio I'ideale sionista sara raggiutllo.
Sara vero ? Aspettiamno ansiosi il Congresso, dato che
nel Congresso il misero ci venga alline rivelato!
(.
^vyY5.VJ\f^. -/Wvp.3 9rTI't- -4vVVQ BN T,-- --Vvv ^-.

Pemocrazia e Questione 5emitica

P OSM i socialisli 0 gli nIiarchici |iarteillarI' al
mo\vimento aliseminla, sii nella sma integralith, sia
Iavoirendol e le soliiZioni ili 'd qtuirioche comr il
Sionnismo, s con s n speranza cdie da una rivolu-
ziolir alntistemita iossa Ilascl.''( illlta rivoluizion ge
nerale? Su qile.sto lemia il gruttjl degli stuldelli
Socialisti Rivoluzionari Internazionalisti di Parici


A-vvo I."


M\ODENA, MJAGGIO-GIUJGNO 1901


NuM." 5-6












L'IDEA SIONISTA


ha pubblicato un rapport al Congrosso O. 11. 1. di
Parigi del 1900 1) nel breve spazio di otto pagine,
delle quali sette sono dedicate a dimiistrare 1'incon-
ciliabiliti esistente tra la democrazia ed il moviimento
aintisemitico, ed iua a confutare miolto superlicial-
niente 1' idea sionista.
A chi si meravigliasse che tante pagine si siano
scritte per dimostrare una verith di evidenza cosi
assiomatica cone 1' antitesi Ira 1' antiseuitisiio e la
democrazia, risponde la premessa dell'opuscolo, pres-
s' a poco cosi:
a Ancora dieci anni fa un Congresso Socialista od
anarchico avrebbe creduto di perdere il suo temlpo
in tale argomento: era chiaro, era logico, era sulli-
ciente dare alla question dell' antisemitismno 1a ste-
reotipa risposta cho scopo del prolrlariai o t 1' co(in-
cipazione degli uomini scnez dislinzionc di scsso, di
razza e di nazionailitl. Oggi quest risposla no bi
pif sufficient: perch' i dcmocrawici crisliai cd i
socialisli nazionalisti sfruttando il problema indlronio
tra le masse 1' idea di una conciliabilitit tra 1' anti-
semitismo e la democrazia. Ecco la ragione del pre-
sente studio .
Questa preniessa perb mentre chiarisce la ragione
del tema cosi infelicemente formulato, pone in luce
il principal difetto del rapport che si liimiti ad
una dimostrazione teorica della inconciliabilitil -
senza seguire lo scopo pratico per cui il tenia era
portato alla discussion del Congresso. Ed invero
dalla introduzione si ricava una implicita confession
di colpa ed un espresso riconosciinento di Ifato.
Se i partiti democratic ecco la confession
indiretta non si fossero per lo addietro riLihiuisi
nelle formule general e tra Ic nuvole della flivolu-
zione social, trascurando la question antisnemitica,
- ii problema della convivenza social degli Elbrei
in mezzo agli altri popoli riacutizzatosi i i nostri
tempi non avrebbe ollerta cosi facile piattaforma alla
Chiesa, che giorno per giorno s' adlava allontanando
dalle masse. offrendole il mezzo di rinnovare 1' antica
menzogna democratic colla nuova maschera della
democrazia cristiana.
Pertanto ecco ii riconoscimento espresso dei
fatti 1'atteggiamento assunto per 1'addietro dalla
democrazia di front all'antisemitismo non i' pift
sufficient e si impose la necessitil di mutarlo.
II Congress di Parigi, che come tutti i congress
politics si adunava per trarre dalle discussion teo-
riche pratici insegnamenti, doveva trovare niel Rap-
porto la conclusion pratica che logicaramente derivava
dalla premessa. Se cio6 era dimostrato che dalla
tattica anodina dei precedent congress era derivato
il diffondersi nella coscienza popolare del solisnma
della conciliabilith tra 1' antisemitismin e la demio-
crazia il nuovo Congresso doveva insegiare alla
democrazia una nuova tattica da cui 1' accainelanto
popolare fosse eliminate.
Invece quest giovani student socialist inon(hi'
rivoluzionari ed internazionalisti di Parigi dopo
aver riconosciuto l'insuflicienza dell'antica tattica --
rimpiangono il bel tempo passalo -- in cui il pro-'
letariato non sentiva di fironte alla minuscola,
question Ebraica altro dovere (he di inldicare
olimpicamente la soluzione generic e remolaa del
socialismo. Questo rimpianto si capisce: perch 1' il-
lusione non i ancora completanente scoilparsa. E
appena ieri che i capi intelettuali della democrazia
social francese polemiz/avano sull' tteggia mecnto che
il proletariato di Francia doveva prondere duranle la
fase political che prese none dall' Affaire Dreyfus ,.
E non mancarono quelli che consigliarono ad esso
di far parole da so stesso, assistedlo iudilt orentc al
tentative prolnosso dai gesuiti di ripolare ad altlro

1) Antisenitisme et Sionisne. Paris, Edition de 1'Hlumaniti
Nouvelle (Rue des Saints Peres N. lo5 190J.


regime 1a Francia repubblicana, preparando con la
esclnsione di un Ehreo dallo Stato Maggiore in suc-
colento progralmna di future Ebraiche interdizioni,
a totale beneliziio della Chiesa e dei capitol delle
Congregazioni.
Uno dei pifi forti intelletti del socialismo Italiano,
Filippo Turati, scriveva allora parole fieramente sde-
gnose control l'asseoi ismlo del partito socialist fran-
cese sul primno divampare dell' incendio antisemita,
centre da una part lo Zola, dall' altra il Lazare
andavano ''.r i .i,- I iiil' all' attacco della rocca rea-
ziioaria 1). Ed Arlulro Llbriola, in una inchiesta sulla
question Dreyfus fatta per conto della C Critica
Social a couihilludeva cie 1'accecamento popolare
era frnuto diretto della matncata educazione delle
masse dIa part della democrazia.
N6 avvieoe cosi rararnente di leggere nolla stallpa
socialist arlicoli riholleluti di st egno 'contro I'anti-
semitlisino, i quali pern noln 1 rovano di meglio c.he
consigliare l'attesa del Messia.... socialistico: e con
una invidia]hile lilosolia ottimistica di cui i perse-
guitati discendenti del Seinita (iobbe non apprezzano
forse 1' immenl sa utility finiscono per conchiudere
biblicamente: Non ,utlo il male viene per nuocere.
Le agitazioni antisemite allrettano il giorno della
espropriazione capitalista.... Sia dunque. fatta la vo-
lotlit del Signore! 2)
11 Rapporto degli student Parigini riconosce a-
dulnqe che quest tattica astensionista e quest filo-
sofia.... contemnplativa dell' avvenire non e piiu suffi-
ciente: nia, raminaricando quest fatto, non si indugia
a ricerrarne e1 cause c si limit a diniostrare una
verit)i, che i, del resto di evidenza intuitive: cioe -
che al moviiento antiscmila, sia sotto 1'aspetto della
lotta intercapitalista sia sotto quello di lotta fra pro-
llt;riati, non de(ve la democrazia cooperate, ni diret-
tamente ne indirettamente, nulla avendone da sperare
a pro)rio prolltto. E infatti cosa ovvia che i partiti
cie difndono gli interessi dle proletariato, il quale
dalla estensione del capitalism attended la condizione
pit favorevole al proprio sviluppo, non possono nep-
pure concepire un' alleanza con quell media bor-
ghesia antiseitita la cui intelligenza non riesce a
superare la vision dci propri particolari interessi,
e che travolta nella crisi della concorrenza, immagina
di arrestare la evoluzione econoinica accettando senza
benelizio d'inventario le teorie dei politicanti anti-
semliti che identilicano nella razza Giudaica il grade
ca;italiso cihe col buon mercato rovina il piccolo
artigiano o botltegaio 3). Aa se un'alleauza colla media
]iloghesia i un assurdo, un appoggio indiretto alla
espansione dell' antisemitismo nella folla sarebbe uni
iniperdonabile error: perch erra c(]i crede che dai
procedimenti antisemiti derivi l'abitudine della folla
ai procedimenti rivoluzioniari come pure chi calcola
suili oierrori politics degli aintisemtiti al donani della
loro victoria 4).


1) La degringolade, CritictS Sociate, 16 G(ennaio 1898.
'2) Eccone un cscrnpio :
S.... So 1' aotissmitismuo borgliese nasce o prorompe darll:
, lotn, capitalista V' ntisemitismo proletario maturea entro di sa i
* !l,'i .iocioalrti. V\err giorno forse non loutaio che gli seami-
, ei Ii inconsci strumcnti degli interessi dei ricchi battezzati
Ssi sananno trasfo inati da antnisemiti in anlticapitalisti. La gatt;t
Ssi riliuteri'l di leva e le castagne da.l fLoco o niostreraI o uinghi,
Sal Ipadrono. Battezza:to o no, it capital private passer, ahimn',
un brutto quarto d'ora .
policee IMomiigliano, L' antisometisnio e la Plebe, Germti,l.
15 Maggio 1898H.
;1 La lilosolia antisemitna dal sentiment popolaro i salita
agli onori dello insegnamnnto sciontiflco. II Prof. Vacher de Ij-
pongo dalla cattedira di science Politicho alla Universit' di Mont-
icllier describe a neri color 1'avveniro prossimo delli razza
uriana per la fatality di unna immininente dlnninaziono Gindanica
sill' Europa, comr oell'ctto dell geimonia acquistatal dal capti -
lismo EIbraico suil!o rovino dcUlla medi borglhsia cristiana. E tll
abiltitL sopralllna insinia che aniho ii socialiso i divenlafo
iimincipiio del c1 aiiltalisimo Giiudaico, it quale lia eliminate il piit
grandlo ostacolo al proprio trionfo persuadcendo i proletari che il
loro interesse deriva dalla vittoria del grand capitalism.
(V. Vacher de Laponge, L' irien et son role social pag. 46. .
1 IRnno.'rto eitnt.o ',1 S.












L' IDEA SIONIST A


II problema voro che doveva ess'ee risolto con-
sisl,e nella ricerca delle cause per cuni it solisilia trova
auto facile dilfusione, con i teplerevoli risullati che
si lanteltano. Egli ( cell it plnisiero clntleiporaneo
st,,giace inconsapevohnlmeito ad u11na illusione teorica,
che corrisponde ad illusioni aiialoghh di allri tempi.
Come glii sguardi del viagiatre stun iialtural-
IentllO attratti dall'oggetto verso cui tendle, die a imani
a nlano che si accosla selllmra occupare uno spazio nllag-
giore lino ad assorbire tutto 1' orizzonte visiv(); cosi
il lavoro di ogni geolerazio ne (' niatiirallneil .c (oI1-
centrato il una deterlminiata dirozioleu ed i sociologhii
illusi dalla grandiosithl del probleiii della lotro pocal
finiscoio per concepire il neodesirno come I'dil;:-
mento dell' edifizio social.
Queste teorie del rest corrispomidono allo allbi-
zioni umane, perchl' di riflesso ogni generazioine si
illude, risolvendo una sola jquestiole, di essere de-
stinata a guarire tutti i mali del genere umailo.
Cosi di front 1a problemna nazionile the assorbi
il lavoro della passala generazione, la filosofia di
Gioberti o di Mlazzini profela il primo di uil fan-
tastico primato Italico, ed ii second di una terza
Ronia destinata a ritornare capilale del mnondo -
corrispondono a certe teorie pseudofilosofiche dei
nostri tempi, in cni attravorso I'illusione della
prevalenza assoluta della questione econonica, cIhe
forma il problema della nostra generazione si
immagina una costituzione social fondata sopra sole
basi economiche, e si attended dalla socializzazione
dei inezzi di produzione una miracolosa palingenesi
social.
Da siffatta illusion trade origine quella falsa etimo-
logia dell' antisemitismo cho si fonda sulla sola coin-
siderazione come fa il Rapporto -- delle cause
che ai nostri tempi possono dare maggiore imnpor-
tanza al movimento stesso. Queste cause sono natn-
ralmente di indole econoniica come, ad esempio
ai tempi delle Crociate orano invece di indole reli-
giosa. In un articolo.polemico pubblicalo sulla rivista
Germinal col titolo Le cause ]sicologiche dell' an-
tisemitismno I. Max Nordan brillantenente dimostra
quanto sia errato il concludere dalla semplico
osservazione che 1' antiseniitisiiio ( un efficace strio-
mento di dominazione delle classic dirigeinti che
la causa dell' antisemitismo sin nella doiiiinazione
economic e political delle classic capitalisle.
E ricercava le pi t remote sorgenti dell' antisemi-
tislio nelle cause psicologiche, per cuii ogiii 1iino--
ranza, suscita una avversione istintiva nella ninaLg Lio-
ranza con cui vive e da cui si differenzia. E percio
evidente che si soggiace ad una illusion teorica
allorchl si conchiude dal particolare al general,
che 1'antisemitismio ;i un probleniaa dipendeule (alla
attuale costituzione economlica cie sara risolto quan(do
la Imedesima avrt. mutate le proprie basi. I1 Rlapporto
preso in esane ripete esso pure questa dia.gllosi e
percio dopo aver dimostrata 1'antitesi esistente Ira
la democrazia e 1'; tiseinitisino non si cura di
concludere circa 1' atteggiamento che i partiti demo-
cratici debbono assumere per coibaltere iun movi-
mento politico da cui non possono ni direttamente
n& indirettamente trarre prolilto.
Av\. AnoLFo MOMrI;,I.NO.


GLI EBREI IN RUSSIA


PER rintracciare i prodromi della miserevole condi-
zione cui sono sottoposti gli israeliti Russi, bisogna
risalire fine a Caterina II. Sebbene in relazione cogli
spirit piu illuminati del tempo dal Voltaire al Di-
derot, al Grimm, ed ella stessa si lasciasse portare a
vagheggiare idealiti filosofiche e filantropiche, pure


pih di una volta fi portata a smenctiru nei fatti 1' in-
dirizzo elevato prolostosi. Accorsa senza esitare, forso
per vanagloria e loggerezza feniiiinile o desiderio
smodato di far parlare di si, a spegnero la liberty di
un popolo vicino, la Polonia; con decrcto del 1769,
ella diclhiarava di tollerare gli cbrei, permettendo loro
di dimorare in Russia, alla condizione pero clio essi
si stabilissero esclusivamente nel territorio della Nuova-
Russia.
Nel 1838 1' imperatore Nicola, con apposite leggo,
approvava qlueste disposizioni: proibiva agli cbrei di
viaggiare lilerainentce attraverso a Russia, e indicavaL
le citta ( e di queste le contrade) die potevano cssere
abitate dagli ebrei. Nel tempo adunqiue cho in Italia e
in altri paesi agli ebrci si aprivano i cancelli dei ghctti,
nella dispotica Russia, caiiminando a ritroso dei tempi,
si cominciava un period di repression inconsulte e
ingiustificate control gli ospitati ebrei. Nel 1882 le
disposizioni vessatoric furono coinpletate dalla legge
del 3 marzo, fatta votare dal gencrale Ignatief; e con
questa, oltre a determinare meglio i territory abitabili
dagli ebrei, si neg6 a costoro perfino il diritto di
prendere in affitto, di possedere e acquistare terre o
immobili rural. Da qui, come s' immagina, un period
di abusi senza nome per part degli incaricati per
1' osservanza della legge del marzo.
A quest naturaliente non essendosi gli obroi
potuti facilmento rassegnare, segnando essa la loro
rovina, furono conseguenza controversial e litigi, risolti
per6 6 giusto notarlo con equanimity dal Senate,
stability in alta Corte di giustizia. Certo che parccclie
aggiunte dichiarative e pii liberal furon fatto spo-
cialmente in quest ultimo decennio alla legge dell'82,
maa non sono neppure una inillcsima parte di quanto
gli ebrei hanno diritto di pretendere. Lo spirit pub-
blico della nazione poi 6 decisamente antisemita. E
raro che un anno pass senza che si abbiano a la-
mentare gravi disordini antisemitici, sollevati in qual-
cle regione della Russia.-II lettore ricorderi, fra l'altro
quelli svoltisi nel 1891 ad Odessa, dove, centre i
commercianti non ebrei esponevano imniagini alle bot-
teghe per distinguersi dalle vittime, la folla assaltava
e saccheggiava botteghe e case dei poveri ebrei. La
question dell'istruzione 6 una di quell in cui mag-
giorniente prevale 1' antisemitismo russo. Lo restri-
zioni riguardanti l' ammissione degli israeliti negli
istituti d' istruzione, sono state applicate con un rigore
eccezionale, specialmente nel 1900. Alla university di
Pietroburgo, su 800 student, sono stati anminessi 14
ebrei; a Dorpat (Livonia) 70 student ebrei hanno
domandato di essere accettati nella facolta degli studio,
e solamente a 14 fu risposto favorevolmente. In quest
modo si procede in tutte le altre scuole russe, e gli
ebrei non solamente dalle university, ma sono ancora
allontanati dalle scuole secondarie, dai licei, dai col-
legi, dalle scuole professional e conmmerciali.
La material non mancherebbo certamente per poter
continuare nell'esposizione di questo quadro di miseric
e di vergogne; pensiamo in ogni mode sia sufficient
quest breve nota a dare un' idea dello stato dogli
elrei in Russia. E1 questa un' altra dolle piaghe che
dal povero corpo dell'israelitismno gettano ancor sanguc
e che i doveroso segnalare al mondo sionistico, che
ad esse si ripromette portare sollievo.


Questi appunti crano giA stati raccolti quando te-
legrammii da Pietroburgo comunicano la riprosa in
Russia delle persecuzioni control gli ebrei.
La narrazione degli avvenimenti 6 di per s6 stessa
troppo eloquent, perclie possiamo esimerci per ora
da ulteriori comment.
L' ufficioso Roussli Vcstnik ( Messaggero russo)
pubblica un decreto, col quale viene abrogata la facoltA
agli ebrei di partecipare alle cariche governative e di











L'IDEA SIONISTA


esercitare 1' avvocatura. E quest ul ritorno alla legge
vigente prima del 1861, cue appunto vietava agli
israeliti di occupare cariche ragguardevoli nolla pub-
plica amministrazione e di aprire studio di avvocato.
Questa gravissima misura, cie non nnancher'i di
suscitare molte e vivaci protest. e cie 6 una togola
sul capo di molti che speravano 1' imperatore disposto
ad avviarsi sulla via delle riforino liberal, sembra
sia stata deliberate dall'atteggiamento hostile proso dagli
ebrei durante 1' ultima grande agitazione operaia che
si inanifest6 in quasi tutta la Russia.
Difatti le Novosti del 30 giugno pubblicavano un
trafiletto che non era passato inosservato, e in cui si
diceva, fra altro, che o pareva assodato che negli
scioperi di Pietroburgo, Mosca, Kiew, Charcoy, Casan,
Varsavia, Dorpet, ecc., c' era entrato lo zampino degli
ebrei, i quali con discorsi, e pifi ancora colla distri-
buzione di foglietti volanti e d'opuscoli, avevano fatto
una attivissima propaganda control i proprietari degli
stabilimenti non solo, ma anche control i funzionari
del governor, i quali, a entire gli agitatori, si erano
messi d'accordo, coi padroni in danno degli opera. >
L' articoletto terminava con un invito al (ioverno
di procedure energicamente control quegli ebrei che
fossero risultati colpevoli di eccitaiento agli scioperi.
Ora chi 6 al corrente degli usi della stamp russa, sa
benissimo che tali specie d' articoletti sono redatti,
non nelle redazioni dei giornali dove sono destinati a
comparire, ma nelle cancellerie dei Mlinisteri. II gior-
nale 6 obbligato a stamparli, se non vuol incorrere il
pericolo di venir sospeso alla prima occasione!....
Dal decreto control gli ebrei pubblicato ora e fa-
cile presumere che si torneri alla guerra sorda, nma
implacabile control di essi, destinata a promuovere
nuove lunghe listed d' espulsione.
-D'altra part gli ebrei almeno quelli che pos-
sono farlo sembrano disposti a lasciare spontanea-
mente la Russia.



Una Parola serena


II corso della vita social dei popoli, non e raro
sia turbato da strange malattie, che con un crescendo
degno di essere considerate, dilagano e mirano ad
appigliarsi ad ogni coscienza, anche se animosa e
serena. Ho detto coscienza, perched specialmente a
certe epidemic moral noi voglianio riferirci non per
certo meno sensibili e dannose delle fisiche: che
sottomettendo il pensiero e la volontil di molti e
non lei pifi deboli, sono atte spesso ad improntare
originalmente la soluzione che da. una maggioranza
cqualsiasi si pensa di dare ad un proldenia d'indole
social, o per lo. meno ad inforinare lt.tto un melodo
di lotta od anche una series di aspirazioni.
Questo era opporfuno preinettere voleido dir lbre-
vemente di certo aspetto dell' attuale movinmetll o sio-
nista. Quando sia pur superficiahnente noi volgiaimo
la mente allo svolgimento deir qat.tro grand conl-
gressi tenuti dai sionisti di tutto il niondo: eri
addentriamo nella lettura dei nobili discorsi scin-
tillanti pil cite per forma e pensiero, per vivo scn-
timento delle cose pron nciate vien natural di
intravvedere sotto la frase vi]rata dci nnmerosi
oratori, un amaro sensor di sconforto e sfiducia. II
movimento sionista nato per impnlso e come con-
seguenza dei pifi santi principi rimasli superstiti
ad unire ed avvincere lo sparse iel nibra di in corpo
social ormai disperse e frazionato, L sorlo. second
noi, con un vizio di form, cie e naturalmente vizio
di nascita. Esso non vede che stragi da per tuillo,
che ebrei perseguitati, che antisemitismo-q manifesto
o latente, che persecuzione material o morale; nei


tempi atthali egli non ha alcuna fiducia; b diffi-
dente delle civiltht che sorgono e si svolgono; per
1'ebreo non vode pif alcuna speranza che in una
lotta estreina contru i vieti principi, che tontono
rinserrarlo in un ghetto poggiore di quelli, che, non
son niolli decenni, eran la delizia dei nostri poveri
padri! E questo carallere del sionisino oltre che nel
sionisimo ufficiale, si la ancora manifesto e spiccato
negli organi del movimento, e nell' indirizzo della
stamp che diffusamente oriai di questo ha preso
le difese. Sicche a chi volesse sintetizzare sotto quest
aspetto il movimento sionista, potrebbe dargli 1' idea
della concitazione di un popolo che ha il nemico in
casa e alza Ic barricate sulle trade per tentar 1' ul-
tima ditesa. Orbene it gindaisnmo ha corlamente mu
nIcmiico che lo com)batte! Questo nemnico lo segue
allow splalle, no spia Ie sue mosse, sta pronto ad as-
salirlo: basta non essere ciecihi per vedere titto cio.
E; chiaro peri anche a chi la psicologia degli uomini
e dei popoli conosce pii choe tanto, che le aspirazioni
anltiselnite sono in dipendenz.a di un ordine di idee
stolte, control ogni principio di civilta o di progress;
e, comle tali, on11 da tilli sono accettate; e se cost
1non fosse bisognerebbe riconoscere 1a bancarotta di
ogni coscienza, sentiniento, noliilta nella civilth della
eta present: e in t;al modo non abbiamo, davvero,
diritto di concludere. Ora anche considerate le con-
dizioni attnali, nell'aspetto che noi ci siamo studiati
di rilevare, lnon ci pare che venga diminuita o va-
riala la ragione del sionismo o le condizioni del
giudaiisuno. II sionisino deve essere ancora segno di
lolla pel giudaismo e lotta a d oltranza control tutto
quanto cercai denigrarlo nlla persona e nel senti-
mentoC non deve peri lasciarsi condurre a negare
mna ligge del progress, rimanendo fiducioso nel-
' avvenire. Non e qui cerlainente il hlogo di studiare
Ie vicende dello svolgimento delle tradizioni civil:
e sarebbe ancora superfluo, chi quelle sono certa-
niente ad ognino present. Nella eta nostra uno
spirit nuovo lende ad invadere ogni cosa, ogni isti-
tuzione, ogni emanazione social: sradica tutto cio
che e vieto, e tonta di riedificare sulle basi ormai
vecchie e decadent. Non a noi, ancora, il conside-
rare lin dove sia benefica questa forma efficace di
progress che giornalmento si avanza a gran pass:
certo e perb che per ogni causa che trovi la sua base
nel progress dei popoli, e cho aspetta la sua san-
zione in una forma di vita pifi conforme all' ideal
civil, non vi o che a bene sperare per 1' avvenire.
Vorrit dunque disconoscere tutto cio il movimento
sionista?
L' antico popolo ebraico aveva fra i cardini primi
della sua fede, e ancor presentemente conserve,
1' a\vento di u1na eth messianica di more, di fra-
tellanza, di fede. Questo raggio, scintillante.nell' av-
venire, allietava 1'antico popolo in tutle le sue tristi
vicissitudini: egli era compreso della sua grande
missionle e guardava fidente all' oriented, certo del
sorgere dell'astro del suo trionfo. E questa speranza
ingenit.a nell' aniia ehraica certo ]a distingue, dalla
greca, roman ed anche medioevale, che nell' oblio
dei tempi passati vedevano ogni salute, e nell'av-
vinire non scorgevano che tristezza e decadenza.
La civiltat greca e. la romana caddero; la medio-
evale so voile conservarsi dovette rifarsi: quell
che rimano supeorstite e gloriosa a tanto naufragio 6
solamente 1'elraira! Accolga dunque Israele un
germe di speranza; la vittl,oria, priia che in ogni
altra cosa 6 riposta nolla fiducia di conseguirla. II
cammino da percorrorsi 10 molto: ma egli in oglni
iodo lotti e speri!
G. ERRERA.


~












L' IDEA SIONISTA


IL SIONISMO IN ITALIA
---
Miilano.
Il 16 Giugno corr. ebbe luogo l'annunciata ritu-
nione per discutere lo Statuto proposto dal Comitato
Sionista e procedure alla fondazione del nuovo gruppo.
Dei molti invitati, pochi comparvero, una ventina
circa; alcuni dei non intervenuti si scusarono adlu-
cendo le ragioni che impedivano loro di presenziare
all'adunanza, na, aderendo all' idea, niandarono il loro
nome perched fosse inscritto fra quelli dei sionisti;
moltissimi, e fra questi non pochi di quelli cie ave-
vano assistito alla prima riunione (quella che segui
la conferenza dell' Avv. Ravenna, punto di partenza
di tutto il movimento) non si fecero vivi.
I present perb, animati da ottima volonth, fonda-
rono seduta state la novella associazione e no discussero
ed approvarono lo Statuto.
Ed 6 il caso di dire che se la affermazione sioni-
stica milanese ha perduto in estensione, ha guadagnato
in intensity poiche fiho dal principio della seduta
un' egregia signorina, professoressa nelle scuole ferm-
minili superior di Milano, propose che 1' istituenda
society, messe da part le mnezze miisure, anzichi Fra-
tellanza Israelitica, corn' era stato proposto pro bono
pacis ed' unicamente a scopo conciliative dal Comitato,
si chiamasse francamente, esplicitaimento Gruppo Sio-
nistico Milanese, e cio sia per indicare in nodo netto
ed assoluto lo scopo della Associazione, sia perchl;
nella parole Gruppo & sottintesa idea che esso faccia
part di altro pih ampio organisino qual' 6 appunto
il complesso delle Societh sionistiche di tutto il mondo.
Quest' idea fu accolta con entusiasmo dal Comitato
che non s' era indotto ad accettare il none di Fratel-
lanza israelitica che in seguito alla seduta tempestosa
del 24 Marzo u. s. in 'cui sembrava che vari altri ele-
menti della comunith milanese avrebbero aderito se il
titolo del nuovo gruppo non fosse stato trogpo aper-
tamente sionistico, element che poi brillarono per la
loro assenza all' assemble del 16 corr. mnostrando cosi
chiaramente quali erano le loro vere intenzioni.
E cosi venne votata ad unanimity la costituzione
del Gruppo Sionistico Milanese. Venne poi discuss lo
schema di Statuto, che, con qualche lieve modificazione,
A formulate su quello della Fratellanza Israelitica,
society sionistica di Ferrara. II contribute social ani-
nuo fu fissato in L. 4, dalle quali si dovir prelevare,
giusta la pratica sionistica, il siclo da inviare al Co-
mitato Centrale.
II Sig. Castelfranco aveva proposto che a president
del Gruppo venisse nominate il Sig. albb. Magg. A. D.a
Fano, il quale presiedeva 1' adunanza.
- 11 Sig. Rabb. Da Fano, ringraziando il Sig. Castel-
franco della sua deferenza, fece osservare cie il Capo
culto in una Comunith israelitica dev' essere neutro in
ogni question che non sia religiosa o di beneficenza
locale e che potrebbe esservi chi comnentasse sfavore-
volmente il fatto che il Rabbino Maggiore si mettesse a
capo di un movimento la cui opportunity per ora non
A condivisa da tutti i correligionari e che da cio ve-
nissero a nascere in seno alla ComunitA screzi o dis-
sapori che A obbligo del Rabbino di evitare. Quanto a
sB, sionista convinto, promise di lavorare con buona
volontA per il bene della causa, ma in luogo pitl mo-
desto del seggio presidenziale.
Si vota quindi come disposizione statutaria che il
Consiglio di 6 membri nominate dall'assemblea scelga
nel suo seno il Presidente ed il Segretario e si ag-
giunge a tale disposizione che anche le donne sono
eleggibili.
All'approvazione dello statuto (di cui non appena
stampato verra inviata copia anche all' Idea Sionista)
seguirono le elezioni, che diedero il seguente Consi-
glio:


Rabb. P. 1. Ariaui Rabb. A. Da Fano Mois6
Foliguo -- Avv. Racah Bettino Levi Emanuele
Cantoni.
II nuovo gruppo conta per ora pochi soci, ma tutti
convinti e schivi dai sottintesi, che sono sionisti e si
chiiamano apertaimente sionisti, tutti animati da ottima
volonti e che 1non mtaniiheranno di fare propaganda
nci vari ainbienti ove ognun d' essi vive e lavora, e
tutto lascia sperare che, passato il tempo delle vacanzo
estivo in cii langue la vita della grande citta ed 6
dillicile per IL fiacconai e lo sbandamento general ini-
ziare od organizzare lavori proficui, il gruppo milanese
abbia ad aumentare notevolhente il numero dei suoi
soci e ad esplicare la-sua influenza benefica sia nei
rapporti colle altre associazioni sionistiche, sia nel-
1' ambient locale, ptonmovendo gli studi israelitici e
le simpatie e gli aiuti degli israeliti che hanno una
patria, verso lquelli che soffrono per la miseria atroce
unita ad interdizioni legal d' ogni genere ed all' av-
vilimento morale secolare in cui ad arte vennero e
vengono tenute lc iiinumerevoli plebi ebraiche di Russia,
di Rumenia, del Marocco.
Ferrara.
II fiorentissimo Circolo sionista Fratellanza Israe-
litica ha recenteriiente convocato i suoi soci in adu
nanza general per ii rendiconto morale e finanziario.
Con unanluie collpiaciitmento i risultato da quest'ultinio
che la nostira associaziole, sorta quasi priina in Italia
a difendere gli initeressi del sionisnio, non ha perduto
ed ha forse acquistato non poco in credit ed attivith.
'Ira breve ii Consiglio direttivo, in part rinnovato,
si adunerd per stabilire nei suoi particolari il pro-
gramma da svolgersi nel niovo anno social.



31 Nflatrimonio misto


LuAVE ar1'Oinullto (i qusti), clih meriterebbe di essu'
trattato con ampiezza inollo inaggiore di lqel lhe sia
consentita dall' articolo di un giornale.
La jipuilidirzione dii un (Irainima di M. Nordai,
i coiniiieiili 1 Che quel viguroso lavoro ha 8lsusitaltO,
mi richiamaruio tistL' alia metnle tiia (onvlersazionlle
LtinuLla qualche mcse f cult 1it giuova\ii israclita llOll
celrt lniero delle Iiratiche del ciiulo.
Qiiesti, chei aspira alia fusionte di tluc It.t religioni
in 11l' uinict; I'dei, era tuttavia d' aicordio (on Uil! i'el
ouiidaillialIrt il lllatrinliioi inlis)t, iel conistalatrie Ie
co'lseCullelze Itliiste, s 1111on visibili all' occhio di ni
ossurv;ilor]e sllperlicial, evidenii iperi a chi studi
inella intli ift Ja lfa migilia.
11 piroblh'ma Iha o0l 1in1 asjtlltt l( d(i\' (rsi di
Ir'i' ainii or sono; allora soltla to il snlltillllln o re-
li-ioso doveva (comblalhri it maitrimionio tra chrei (
cristiani, cli.', plresent:mdosi qn;lil sibiolou dei tempi
iiiov\i, sorrideva invece a ; iiaiii desideravano la
complleta assimilazione.
M3a dacchli quest, qual fui intesa da parec:hi
deteiCi, si 6 dimoslrata imipossil)ile, il imalriiolio
mlis!o resla qucel chelu seni llpre in really, il connuiOlbi
ciie di duei person a tili maiwchlcra il perliftto at-
cordo; tiacchi, se in talino havvi la dillebrenza della
ofed religiosa, in altri sonlo diverse le abitudini, 1e
tradizioni faiigliari: ill ogi inodo non pui esistere
1' iiunisono.


1) Vedi conferenza dell' Ecc."'' Rabb. Dante Lattes.


I~~











38 L' IDEA SIONISTA


Talvolta il marito assorbe completamente la mo-
glie, imponendole le proprie convinzioni, oppure
imponendole di abbandonare Ie sue.
Queste apostasie pi o mono spontailee sono di
di per s' stesse eloquent senza che noi ci perdiamo
a stignatizzarlo. E pIr tale sistoima, ispirato a vio-
lenza morale, produce daini molto minor dell'altro
di ciii tocchiamo poi: havvi qui la soppressione di
iuna coscienza, havvi chi ha soflocate e1 proprie con-
vinzioni, ma tuttavia 1' indirizzo della faniglia e
chiaro, precise.
Maggiore 6 ii pericolo, quando ciascuno dei due
coningi conserve apparenteniente'la propria lisonomia
religiosa, attribuendo, per un male inteso priiicipio
di educazione e di tolleranza, all' altro la pil ainpia
liberty.
Disgraziatamente le illusion sono dei prinmi mesi:
pii tardi, nolla realty della vita, si appresta la lotta,
giacchi' ogni individuo ritorna alla sua tendenza, alle
sue idee ataviche. La moglie cattolica, ad esempio,
cho ha creduto di dimenticare nell' impoto della
passion, senate dopo breve tempo rinascere in si il
desiderio di quelle minute pratiche, per cui nella
dolna si abbarbica il cristianesimo, ed approfitta
della tolleranza del marito per costruire nel suo nido
un focolare del culto cattolico.
Prendete, o lottori, tra i nlatrimoni misti che negli
ultimni anni vi sono passati sotto gli occhi, quello in
cVni il marito ebreo ostenti indillerenza per la sua
religion. Yoi vedrete allora 1'opera lenta 0 persi-
stente della donna portare nella famiglia le abitudini,
le idee del mondo cattolico, si che quel marito chie
da giovinotto aveva fatto profession di scetticismo,
che col mat'rimonio aveva consacrato le sue convin-
zioni, ricorda, celebra le feste cattolicho, quando non
giuge al pllnto di far bencdire dal prl.e il sno
matrinionio, o di dare la sna creature nel grenIbo
del cristianesimo.
II risultato immediate 6 che ]a ladre, forte della
noncuranza paterna, instill spesso nei ligli, insieme
alla fede sua, anche il disprezzo alla religion che
fu del padre, a quella razza cui i figli stessi, aucho
nolenti, appartengono.
E mai possible l'accordo complete di due anime
li dove qualcuno, lIL dove it marito, ii capo, si sncte
stranioro in casa sua, vede la vita della famiglia
svolgersi in autitesi dalla vita rhe fu de' suoi padri?
Ma aniche prescindendo dall' accord itinmo, cui
idealmente tende il matrimonio, sorge qui una que-
stione d'interesse general.
Nel nmonento attuale, in cui ii clericalismo ri-
tenta arditamente la prova, penetrando non solo nelle
famiglie cattoliche, ma anche in quelle che logica-
mente dovrebbero essere ebree, ora, che i pregiudizi
di razza, di religion fomentati pe' suoi fini dal cle-
ricalismo stesso riprendono coraggio, il inatrimonio
inisto non i soltanto un' imprudenza, i> ancora uina
oftesa fatta al senlimento israelitico, i una vilta.
Noi ebrei abbiamio dei doveri non solo di front
al passato. Siamo figli di una civilth, che fu maestra
alle altre e che, per bocca di critic non sospetti, pub
essere anche oggi tolla ad esempio in gravi question


social; apparteniamo a una razza che, merce la re-
ligionc, 6 giunta lii qui, attraversando lunghi secoli
di persecuzione e di dolore, seminando di centinaia
di martiri sconosciuti le terre d'esilio; fummo derisi,
mialtraltati, sianto anche ora talvolta spregiali dai
nostr i conterrani che non ci possono perdonare la
diversity di religion, perched non sanno abbandonare
vecchi pregiudizi. Quindi il create col matrimonio
misto una fainiglia che, nella migliore delle ipotesi,
6 pifi cristiana che ebrea, il permeltere ch' essa abbia
lo idee, i costumli in contrapposto alle idee, ai costumi
dei nostri avi, i, nelle attuali condizioni di lotta
social, una catliva azione, una prova di debolezza.
Perch;l la faniglia sia proprianlente nostra e neces-
sario cho albbia non soltanto il sangue, ma 1' anima
-noslra. Ed p percio he noi combattiamo ii matri-
nionio mlisto, non gia per consigliare la costituzione
di una famiglia chi s' ispiri alla lotta, al disprezzo
per chi appartiene ad altra religion: la nostra fa-
miglia si educhi all' more, alla fratellanza per
1' umlanita tutta, ma nello stesso tempo cresca a quel
rispetto per le tradizioni israelitiche, a quell' affetto
per la secolare nostra vita nazionale che 6 orgoglio
di molli o dovrebbe essere invece orgoglio di tutti.
F. RAVENNA.



PAGINE VOLiNTI


Diritto Sanonico e Diritto Talmudico
Se si poltssero pulbblicare le opinion dei singoli
disputanii, o le diatribe di chi prese part alla com-
pilazione del Dirillo Canonico, sebbene inteso alia
applicaziiio pratica della morale evangelica, ne son-
tireste invero delle marchialne, e vi tacereste io credu
dal citare o criticare pii oltre le opinion dci Rab-
bini, scegliundo a bello studio (Io altre che son Ic
pii, omlttendo, naturalmente) quelle che son di fatto
in apparo'iza balorde, puerili ed ingiuste, o che fanno
di queilla scolastica liglia dei tempi, di cui voi fostc
pure i gran maestri nei secoli successivi lino al sor-
gere dell' Umanesimo.
Di quei Rabbini, dico, i quali parteciparono alla
elal)orazione di In I)iritto Talmudico, che pifl che
ad all ro intense e seppo intendere (intatte ed incor-
rolte e nmassinlt fondanentali bibliche di 'ede di
umanitla e di giuslizia) alia conservazione di un po-
polo antico oramai privo di patria e di uniith attra-
verso a toempi tristi e perigliosi, di immorality, di
lotta, di assinmilazione forzata. E tale conservazioni'
ull ed e la iDio mercer, da Ini voluta, necessaria al-
1' evoluzione storica morale e religiosa dell' Umaniti
ed a voi stessi utile siccome dite prova di fede. In
ogni nodo per sua natural, prodigiosa ed unica nella
sua specie: si da strappare la maraviglia benevola
o malevola ad ogni storico indagatore: 'eligioso oil
ateo, razionalista.o spiritualista, amico o nemico della
mia religion.

La parabola del Samaritano nel secolo XX
Sulla strada di Braila, chino sul ciglio arros-
sato dal proprio sangue, b steso in Ebreo, esule
fuggiasco ferito a morto per 1' odio di religion e di
razza.
Passa un nobile rumeno, lo vede, senate il gemito,
nota il ('Cian o va ultre; passa un Pope e va oltre;
uno student. un contadinno vanni iltre.











L'IDEA SIONISTA 39


Passa un ebreo polacco, merciaiuolo girovago,
senate il gemito, si appressa, si china e amorosamnente
gli chiede: Was hast de den?:' (cos' hai?)
E lo solleva e 1o cura.
Ebbene per verith vi dice e p.r lestinioniauza del
Vangelo, che quell' ereo polacco i piif cristiano dei
piit cristiani antiseiiti! ,i
antisemitismo Socialista
L' antisemilismo come odio alla ricchezza, 11non
che un anarchisinm particolare ed unilateral, cullrll
un popolo solo, poicheL gli slessi torti e gli stessi di-
fetti di carattere econuinico che; agli Elirni si attri-
buiscono, sono in general i tordi e i dife'ti di Intli
i ricchi, o quasi, dal pmnto di vista del pov'ero.
E per la forza rigida ed inclutlatltile doll'analoia,
potrebbero in quest tempi di tranmsazince, furiori dli
lotta, riversarsi n11 giorno, sopiti cle sie-ii gli oilii
antigiudaici che han vila rapid nell' inimaia e\voli-
zione, come Ilti gli impulsi da llollonalln -- polreb-
bero riversarsi sul capo di tutti i ricclii anche di
quelli che oggi affettano c atltizz;ao pri oppportunlismo
f'urbesco 0 inloller;nza conIgenita, 1' odio 'nltrIl. gli
Ebrei.
E quest tali, non piensano lhe c(w 'i fac'endo, in
una prossima rivolnzione ecolomicia, si s;arellbwro
per cosi dire, affilato ron le proprie riini il collello
della ghigliollina.
EM IM.NUIE SOF1'It.


IAD ESEhMP IO
.................... . ....... ...

F RA color cha pin onorarono le tradizione
del rabbinato italiano, in quest secolo, in cui
tutta Italia era dominate da un bisogno nuovo
di vita dopo anti anni di assopimento, e cer-
tamente a segnarsi Elia Benamozegh Re-
ligioso non per calcolo, ma per sen timento, stn-
dioso delle dottrine sacrc, instauratore geniale
ed acuto delle moderne teologie, il Benamo-
zegh e anche esempio eloquente come sia pos-
sibile un accord fra le aspirazioni dell'israe-
tismo e quelle della patria native, fra gli ideal
di progress e di miglioramento chie agitano il
popolo disperse e i cardini principal della grande
Religione.
Ond' cihe opera meritevole ha compiuto il
prof. Guglielmo Lattes dichiarando in una re-
cente pubblicazione 1) con ordine e con giu-
stezza di criteria, la vita e l'opera di quest' Uoino;
di cui tanto dall'una come dall'altra si pub
trarre pin di un insegnamento.
Approfittando di questa pubblicazione accen-
neremo ad alcuni argomenti degni di essere
messi nella loro vera luce.
Come si conciliava, si chiede il Lattes, nel
Benamozegh 1' amer di patria con le speranze
messianicle d'una redenzione nazionale? Egli
credeva che il Messia non sia venuto, ne verra
ma che stia venendo.
Per lui 1'amore di Sion < conferisce poten-
temente sull' more delle nostre patrie attuali,
perchb Israele come sacerdote del genre umaino
non e straniero in alcun luogo. >
< Se la Palestina B la cittd levitica, sono
parole del Benamozegh, il santuario del mondo,

1) Prof. G. L. Vita e opere di Ella Benaioz:Ih. Livorno,
Belfort. 1901.


la metropoli spiritual della Terra, i figli suoi,
amandola non amano per cib stesso il mondo di
cui essa e la metropoli e di cui essi sono i sa-
cerdoti ? Se Gerusalemine e il tempio della
terra, si )puo amare il tempio senz'amare la
gran citti, il nostro pianeta dove esso 6 fab-
bricato il popolo per cui b stato innalzato,
1' niu anitt ? >.
Pcrcio gli israeliti saranno in ogni paese
< i difel sori di tutti i diritti, gli amici di ogni
giustizia, e sopratutto i custody gelosi di tutte
le autonomic politiche, tanto piu sinceramente,
die, lungi ldall'essere una teocrazia senza in-
teressi n. aspirazioni che per il Ciolo, sono essi
stessi iina nazione, che sa, che apprezza, che
aira tutti i granidi diritti e tutti i grand do-
veri e le grandi idealita della vita political o.
Q'ist' iioro die sentiva cosi elevatamente
del sno popolo, die sapeva circoscrivere in una
sntesi cosi ginsta il sommo di ogni sua fun-
zione o aspirazione religiosa e social, amava
naturalmelnte la sua patria, con affetto di figlio
devoto, con l'enlusiasnmo di ogni spirit supe-
riore.
< Aoiatela dnnque 1'Italia, eg TaiPeog4-i.
uflnri-mi" "n *i1 pl lir cli 1 ivtarno:nmenrn o
S Otn or, n IA a n 1. 6 ..m. lliia a ~,ta 1,) amartela dopo
Dio, prima sovra ogni a'fetto terreno; amatela
con I' anelito del figlio die dopo lungo ab-
bandono tra le materne braccia con fremito di
more si avviticchia; amatela siccone sacro
convegno e Gerusalemine dei Giapetidi; ama-
tela siccome iniziamento e temporanea verifi-
cazione di quella mistica Soliina i cui moral
confini, da un estrenmo all'altro del modo esten-
derannosi. Amatela ora con la placida, indefessa
opera della convinzione, ora con lo slancio ed
il sacro furore dell' entusiasmo ,.
Questi nobili sentiment del Benamozeghl de-
vono essere condivisi da ogni ebreo, anzi lo
sono difatto.
Siano essi specialmente present agli orto-
dossi e ai non ortodossi: da una parte varranno
a predicare preconcetti, dall'altra a toglier dif-
fideuze.




LA LEGGE DELL'ESODO XXI
6-&J4ACaAAlA

Gilti altro volte abbiano avuto occasion di scrivere,
come crediaino debba essere fra i primi intent del-
1' attuale moviinento sionista, sfatare e conbattere
pregiudizi ed errori che, sulla storia, sullo spirit, sulla
tradizione giudaica, cormunemente si nutrono ed affer-
mano.
Saremo lieti quindi, quando sulle nostre colonne
potremo ospitare anche scritti clic si propongano questo
nobilissimo intent. Per cominciare, riportiamo un
opportuno a schiarimento biblico chie Edoardo Bosio
spassionatamente dettava per la sua Rivista Crisliana.
A proposito della legge contenuta nell' Esodo XXI,
brevemente dispute del concerto della schiaviti press
gli ebrei.











L; IDEA SIONISTA


o La legge in question riguarda uno dei molti
casi di offense recate alle person, e die sono contem-
plate nel gruppo Esod. xxi 12, 32. Quando uu uomo
avri percosso il suo servo o la sua serva col bastone
ed il servo gli morr' sotto la mano, il padrone dovrih
esser punito. Ma so sopravvive uno o due giorni il
padrone non sarh punito poich6 il servo 6 denaro suo >.
Certo che se giudichiamo di quest disposizione mo-
saica alla stregua dei principii di nguaglianza fra gli
uomini la cui vita 6 sempre cosa sacra, principii che
sono, in tempi non ancor lontani, penetrati, almeno in
teoria, nelle legislazioni civil, possiamo sentirci ur.tati
da una legge che sembra far ben poco caso della vita
di uno schiavo. Ma le prescrizioni mosaiche relative
agli schiavi ebrei e forestieri vanno giudicate ponen-
dole a raffronto con gli usi e le leggi vigenti nell'an-
tichith e pih propriamente ai tempi dell' esodo israe-
litico. L' educazione d' un popolo a sentiment di giu-
stizia, di rispetto della dignity umana, di umanith ecc.,
non pu6 farsi se non pass pass, inirando sempre pii
in alto. Ogni progress contiene in s6 il germe di
altri progress maggiori. Cosi, riguardo alle leggi ma-
trimoniali, Gesh fa notare che la larga autorizzazione
del divorzio era quanto di meglio Mos6 potesse pre-
scrivere agli Israe!iti, sebbene non rispondesse all'ideale
divino.
E, quanto alla schiaviti, 6 enorme il progress
segnato dalla legge mosaic sulle leggi dell' antichita
pagana che consideravano lo schiavo come cosa di cui
il padrone poteva. disporre a suo talent. Nel fatto'
1' aver ammesso lo schiavo ai privilegi religiosi del
popolo di Geova; 1' aver proibito ai membri di questo
di vendere i loro fratelli; 1' aver concesso all'Israelita
che, per debiti o miseria, si riduceva schiavo, la li-
berta in capo a sei anni di servizio (Deut. xv, 12-18),
era un abolire virtualmente per lui la schiavitii, tra-
sformandola in servizio temporaneo retribuito in qualche
misura.
Meno privilegiati sono gli schiavi forestieri cui
pare riferirsi il nostro pass. Ma diverse disposizioni
legal mirano ad assicurare anche a loro un tratta-
mento giusto ed umano. Quclla di cui ci occupiamo
non mira ella a frenare 1' abuso che il padrone potesse
fare della sua potesta di castigare ? Se egli nel suo
brutale risentimento non rispetta la vita dello schiavo
e lo percuote a more, ha da esser punito ad arbitrio
del giudice. Ma se la more sopravvenisse solo dopo
qualche tempo, e da presumere che il padrone non
avesse intenzioni homicide e l*eccesso commnesso nel
punire una colpa del servo ha il suo castigo sufficient
nella perdita subita dal padrone.
La storia israelitica dimostra d'altronde come, sotto
una legislazione che inculcava sentiment umani anche
verso le bestie, la schiavith non abbia assunto quelle
forme crudeli che si verificarono press ad altri popoli.
11 numero degli schiavi non fu mai molto grande; al
tempo del ritorno dalla cattivita formano il settimo
dei reduce. Raramente si parla di fughe e mai di mer-
cato di schiavi, n6 di ribellioni sanguinose.
Quando il Vangelo abbattera anche la barrier
tra Giudei e pagani proclamando che non c' pif ne
Giudeo, ni greco, non c' i pii nb schiavo n6 libero,


non c'e pitt'n uomo n6 donna, ma che tutti sono una
cosa sola dinnanzi al Sommo Bene, la schiavith sotto
tutte le sue forme sara minata alla base e la sua spa-
rizione complete avverri non appena il lievito di questi
principii rinnovatori aivr penetrate la massa della
societ;a.


POLITICAL DI


RAZZA


L ISRAELITISMO, sebbene da secoli sparso e
diviso, analizzato col mezzo di qualsivoglia pri-
sma, finisce sempre per mostrarsi il prodotto
delle medesime luci, e coi medesimi riflessi. -
Le medesime vicissitudini storiche, i medesimi
principi ereditart, i medesimi abiti morali in-
carnano e contraddistinguono profondamente i
figli dell'antica razza, la quale percib si pub
considerare come una individuality, superstite
ai grand travolgimenti che le leggi eterne so-
gliono sempre segnare e nelle cose e nelle na-
zioni e nei popoli.
Un sentiment di irrequietezza e di rivolta,
che lo spingerebbe, second alcuni, ad abbrac-
ciare e a favorite le.cause piVi avanzate, B fra
le accuse che allo spirit ebraico pifi frequen-
temente si sogliono imputare, come una eredi-
tarieta delle tendenze dell'antico popolo.
II popolo ebraico si deve far perdonare di
aver dato alla Societh del nostro secolo, un
Marx e un Lassalle! Senza considerare quanto
vi sia di improprio e di esagerato in chi con-
sidera il giudaismo come antesignano di tutte
le cause estreme e di quelle dei faziosi, rimane
ccrto che uno spirit liberal e umanitario pro-
fondamente sentito, s'orre nelle sue vene fino
dai tempi pit antichi. Primi al mondo, gli
israeliti hanno integrate la morale nella rcli-
gione e nella political. Nb b esagerato affermare
con Renan che il capitoto 1. c' Isaia fa epoca
nella storia universal. Isaia die scriveva 725
anni circa, prima di Cristo, denunciava giA la
esistenza di una religion della sofferenza u-
mana; I'idea umanitaria apparisce sulla scena
del mondo. E questo popolo che amava ricon-
giungersi con Giacobbe, quasi fuggiva Esai:
che si sentiva potato all'abbandono della vita
del pensiero, in cui raggiungeva le pit alto
cime con la coscienza dell'unitA delle forze
nella natural, e colla concezione perfetta del-
l'idea monoteista e fuggiva i rumori del!a vita
political diede ai popoli una religion e una
morale.
E con questa mentre dettava i postulati su-
premi dell' tica individua'e c social, esprimeva
un bisogno immense di liberty e di eguaglianza,


~~~~___I_











L'IDEA SIONISTA 41


di more di union Cra i popoli. --I quali son-
timenti non sono gia atti a creare dei capi-po-
polo o dei faziosi, paladini di ogni insult al-
1'ordine e alla legge; ma della gente onesta,
dei cittadini pronti a service la patria, parte-
cipando con interesse e coscienza allo svolgi-
mento della puhblica cosa, e, quello chie val
piu, degli uomini sensibili ad ogni oltraggio
fatto alla loro personality, ad ogni strappo
fatto ai lore inviolabili diritti.
Di tutto quest il sionismo non e che una
lbgica derivazione. Altri ha volulo vedere in
questo movimentouna delle forme morbose di
irrequietezza e sospetto che travagliano la vita
dell'israelitismo; affermando con impudenza che,
se sul loro cammino gli ebrei invece dell' anti-
seruismo feroce, avessero truvato I'amore dei
popoli, e un trattamento di perfetta eguaglianza,
una ragione di sospetto e di diffidenza non sa-
rebbe per essi certamente cessata. La quale
affermazione non solamente ci peritiamo ad af-
affermare illogica ma addirittura stolta.
II movitento sionista non fu giA la conce-
zione di sfaccendati in cerca di brighe o di pen-
sieri, n6 la predicazione di vittime pif nel de-
siderio e che nel fatto; ma lf la conse-
guenza natural di avvenimenti e cause estranee
al giudaismo.
Sulle colonne di quest Rivista gia altre
volte giustamente fu notato che, se 1'antise-
mitismo non avesse rincrudito le proprie armi,
neppure il semitismo avrobbe sentito il bisogno
di piu vigorosa difesa, estrinsecatasi nel sioni-
smo. II popolo ebreo ha ascoltato Herzl non
gii perch vedesse in questi un qualche profeta
redivivo, antesignano di qualclhe movimento
nazionale, mirante a ricondurre 1' antico popolo
nella terra dei suoi padri !
IIerzl fu ascoltato perch il suo vangelo -
cosi fu chiamato era 1' effettuazione di una
aspirazione vivissinma e conmune, perch'egli fi-
nalmente era 1' nomo di coscienza, che faceva
con coraggio sentire la sua voco fra gli altrl
mostrando le piaghe profonde dell' israelitismo
e incitando all' opera grande in favor dei fra-
telli colpiti. Tutto quanto esce dal campo
di queste aspirazioni, non ha ragione nelle ten-
denze general, e solamente nei desideri indivi-
duali. Ed era con qual coraggio si potral con-
chiudere che il movimento iniziato dalla society
ebraica, present tutti i caratteri di una lottL
cstrema, in cui quella assumerebbe il posto di
offesa e di assalitrice, per non lasciar al nemico
ne campo, ne quartiere? D'altra natural e senza
dubbio la rivendicazione che dei 'propri diritti
tenta Israele! essa rientra in quelle pacifiche
manifestazioni della volonlA di ina maggioranza,


che conducono a po' per volta ad una evoluzione,
sensibile nel suo complesso, per quanto insen-
sibile nei suoi particolari, e in corrispondenza
agli ideali che 1' iniziarono nel suo sorgere
incerto, 1'animarono nel sno svolgersi continue.
II movimento sionista sotto quest rispetto
non puo essere che un C'attore di bonessere per
I'israelitismo: che procedendo nella via della.
affermazione e della conquista dei propri diritti,
con questa political tenace per quanto remissiva,
fiera per quanto conciliante, nmentre da ai popoli
civil il piu bell'escmpio del come si devono
combattere le.cause dell' onesta e della giustizia,
prepare anche con tln process continue il
giorno del sno definitive trionfo.
fede.


31 noatro temporale


UN recent articolo dell' Unitii Cattolica 1), passato
inosservato alla grandissima part del pubblico ita-
liano, noi non possiamo tralasciare di rilevare, perchi
ci tocca da vicino e si presta ad opportuni comment.
Poich6 sembra che, per non lodere gli interessi del
papalismo, il giornale fiorentino sia stato costretto,
pur gettando un grido d'allarme, a scostarsi dalla sua
solita condotta antisemitica e a trattare il sionismo
con parole non malevoli, se bene forse un poco amare.
Prendendo adunque le mosse da una interrogazione
dell' on. Del Balzo alla Camera dei deputati, intorno
al contegno che il nostro Governo intend di tenere
di front al movimento sionistico, 1' IUnitt Cattolica
nota che i semiti godono pure di una forte influenza,
se po;sono commuovere le sfere parlamentari sino ad
occuparsi delle loro initiative; e quindi, rivolgendo
con intenzione altrove le sue freccie, fa risaltare it
compiacimento col quale viene incoraggiata la rico-
struzione storica del regno d'Israele. E si rammarica
che alla stessa guisa e colla stessa bcnevolenza non
sia tutelata c rispettata la pretesa del Pontefice al sue
potere temporale, poi che con tanto entusiasmo si ap-
plaude a un possible ritorno di un temporale teocra-
tico degli Ebrei : c conclude die, se hanno diritto gli
Israeliti di veder risorgere uno stato che ha sua base
nel diritto divino, non altrimenti 6 santo il diritto
che il successor di Pietro accampa su Roma.
Non ci occuperemo dell' amara approvaziono che,
unicamente nel suo interesse, il periodic clericale si
degna di concedere al future regno di Sionno; piut-
tosto dobbiamno rettificaro un error, nel quale, forse
involontariamente, esso e caduto. Poichb, se il sionismo
germanico sembra aver imipresso al movimento un
indirizzo troppo esclusivamente nazionale, ci6 non 4
nei suoi piu necessary scopi e tanto meno poi nelli
intendimenti dei sionisti italiani. I quali, collegandosi
alla direzione central del movimento sionista, appro-
vandone gli alti intendimenti social e concorrendo
colla loro adesione alla attuazione del programnna
sionistico, hanno pur ancle inteso di conservare piena
liberty di condotta in quest terra, cde il sole irradia
col suo sorriso, e che la civilta degli abitatori rende
cosi divers e piu grande delle sue consorelle. Le
condizioni politiche e moral d'Italia, la cui mercer
6 lecito a tutti i cittadini di esplicare liberamente la
propria attivitA, senza freni palesi o nascosti di dogmi

1) V. nel numero del 9 Maggio 1901, 1' articolo di fondo, inti-
tolato: II yotere temporele del Papa ed ilt otere temporale degli Ebrei.











42 L' IDEA SIONISTA


o di razze, non consentono un movimento antinazionale,
che assumerebbe ingiustificatamente significato di sfi-
ducia verso istituzioni, alle quali dobbiamo gratitudine
perenne. La niutua nostra associazione e la nostra pro-
paganda ad altro direttamente non tendon se non a
migliorare le condizioni degli Israeliti, a renderli degni
della considerazione altrui, ad insegnar loro die essere
ebreo non 6 vergogna e non impedisce di ainare in-
sieme la patria ed i nostri fratelli. Perci6 il nostro
scopo, se e modesto, 6 piit immediate e possible; e se
i doveri di fratellanza e di umanita ci impongono di
concorrere all' opera nobile del sionisimo interna-
zionale, ci6 non c' impedisce di dare, in Italia, al
movimento un indirizzo pi pratico e pii conformne
alle nostre condizioni di fatto. Ne ci6, ripetiamo, ci
vieta di cooperare moralmente e materialmente alla
ricerca di quell' asilo che ai nostri sventurati fratelli
sia baluardo di pace ed assicuratore di civiltA. Poich6,
qualunquo sia per essere il mezzo che la chiaroveg-
genza dei capi e la esatta ed opportuna percezione
delle mutevoli contingenze di fatto consiglieranno per
la effettuazione di quello che potremmo chiamare il
programma massimo del sioiiismo mondiale, noi cer-
cheremo di appoggiarlo nella misura delle nostre forze
e per quanto sia compatible colle nostre opinion.
E per nessun verso calza il paragon cho si vor-
rebbe istituire tra il potere temporale dei papi e quello
che si va chiamando temporale giudaico; poichl se
questo non ha alcun fine politico e solo nell' alta
mission umanitaria che lo sospinge piu trovare ampia
ed esauriente la sua giustificazione, il ritorno del
governor pontificio non potrebbe essere se non triste
presagio dei fasti dolorosi per cui i paterni stati doi
pontefici andaron famosi ne la storia.
Erra adunque 1' Unith Cattolica quando con mal
celato livore constata il movimento sionista e sembra
approvarlo; poichE non ne ha compreso il vero carat-
tere e 1' ha erroneamente apprezzato: ed invano con-
fida in avvenimenti forse troppo graditi e troppo
accarezzati. Noi qui siamo buoni sionisti ed altrettanto
buoni italiani: e se la nazione non ha nulla a temere
da la nostra onesta azione, non hanno egualmente da
questa alcunche da sperare i nostri pil natural nemici.
Modena, Mliggio 1901.
D.r ENEA VIGEVANI.
*-opr'- e4-7' ix, -m '-) i -

SOGNANDO....


PIGIATO dalla folla biancovestita, ero riuscito a
salire sullo zoccolo di uno degli obelischi fiancleg-
gianti l'imponente viale di marmo die sale in
mezzo ad arbusti di fori d' ogni maniera dal
centro della citlt al Tempio, e protetti dall'ombra
di un gigantesco rosaio dominavo in tutta la sua
larghezza il maestoso viale, in cui la gente s'era
assiepata ai lati lasciando libero il passaggio al
corteo che s'avanzava scortato dai soci delle asso-
ciazioni sportive, nelle mani un lungo ramo di
olivo. E primi comparvero gli student a square
- portavano il classic mantello di seta bianca
ed i primi d'ogni squadriglia davan fiato ad ogni
tratto nella tradiziouale buccina per avvertir il
popolo del passaggio del corteo. Eran tre note
allegre e squillanti come un grido di trionfo.
Poi i delegati delle Societh operate e agricole
ammantati anch'essi di bianco e recanti i candidi


gonfaloni (el lavoro 1' asta dei quali anziche
terminal a ferro di lancia era sormontata da un
Inartello o da una piccola vanga d'oro o d'argento.
Seguivano le alunne delle scuole e le society
femminili, le ragazze col velo bianco e le mari-
tate col capo copeuto da un fazzoletto di seta
bianca listato d'oro, artisticamente appuntato, tutte
coronate di rose e di foglie d'olivo.
loi sfilarono i maestri e le maestre, i profes-
sori.dell'Universith, ed i magistrati, quelli di Ge-
rnsalemme, e quelli dei dodici tribunal di Pale-
stina, indi il Sinedrio al complete seguito dagli
Anziani.
Fin qui ii corteo era state tutto d'un candor
immacolato che abbagliava sotto la luce diffusa
del mattino primaverile e sereno.
Ai due ramni del Parlamento, il Sinedrio e la
Camera degli Anziani, segui un drappello vario-
pinto sfolgorante d' oro e di ricami; erano gli
ambasciatori delle varie nazioni, in alta tenuta,
i cui costumi andavano dalle marine multicolori
e gallonate dei rappresentanti europei ed aneri-
cani alle vesti seriche ornate d'oro e di gemme
degli ambasciatori della China, del Giappone, della
Persia, del Marocco, dell'India e di altri popoli
asiatici ed africani.
Venivano poi i ministry israeliti col manto
bianco portante lo scudo di Davide ricamato in
oro, insegna della loro dignity ed infine il Giudice
una figure bianca, fra l'ambasciatore di Francia
e quello di Germania, gli eroi della festa.
Davanti a quest' ultimo gruppo camminavano
quattro bambini che reggevano una targa d'oro,
dov' erano scritti i nomi delle nazioni circondati
da una corona pure in oro a rilievo di foglie di
olivo; sotto era incisa la data dell'alleanza franco-
germanica stipulata in quei giorni e 1'articolo
del trattato che dichiarava non dover mai pil
esser guerra fra i due popoli, ma che tutte le
controversies dovevano esseve risolte per via di
arbitrato.
SSulla spianata del Tempio una nuvola di fiori
lanciati dalla folla accolse il corteo tacquero le
bande musical delle society filarmoniche che face-
vano ala e s'innalzb limpido, cristallino, solenne
il canto di mille fanciulle schierate ai lati della
porta aurea cantavano il salmo della pace.
II loro canto maestoso infondeva veramente
un sentiment di pace anche a color che come
me, stranieri, non afferravano in tutta la sua pie-
nezza il significato delle parole ebraiche che affi-
date alla piana melodia tremolavano alate per
1' aria azzurra e vidi in quel moment molti
occhi inumidirsi, occhi di giovani che in quest
solennith, con cui l'antico Israele salutava l'av-
vento della pace fra le due nazioni ihe pih di
tutte le altre sembravano avverse ed irreconci-











L'IDEA SIONISTA


liabili, vedevano auspic i i giorni migliori per
'umanith irresistibilmente avviata al progress
ed alla perfezione ultima preconizzata dalle lumi-
nose teorie Messianiche occhi di vecchi die
ricordavano tutti i soprusi, tutte le violence subite
nei ghetti di Russia e di Rumania, tutte le umi-
liazioni divorate nei mellah del Marocco.
Il Giudice coi due ambasciatori ed i bambini
che portavano la targa d'oro, entro nel Tempio
seguito dalle autorith che gli avevano ceduto il
pass, e solennemente ad una colonna di candid
marmo, appositamente eretta avanti il velario,
appese la targa della pace.
Io ch' ero fuori tra la folla non vidi la ceri-
monia, ma ne seppi il moment precise poichl
uno sciame di colombe bianche fu lanciato in quel
moment dalla sommith del Tempio a portare a
Parigi ed a Berlino, ai quattro angoli della terra
la buona notizia, da tutta la citth si alzi allora
il clamore di mille buccine e sopra la folla si
innalzarono e si agitarono innumerevoli rami di
olivo.
11 Giudice usci dal Tempio, riattraversb la
spianata e si fermb al limitare della discesa rivol-
gendo al popolo sue poche parole adatte ma di
esse sia per la lontananza, sia per la mia impe-
rizia nell' idioma biblico, solo poche fiasi potei
raccogliere;
< Da questa festa, o fratelli, non ritenetevi
satolli ma procuratene altre siate instancabili
siate insaziabili poichi sacro 6 il dovere per il
popolo nostro di preparare i tempi di perfezione,
epperb dove vi da mettere pace, dove vi e da
mantenerla, dove sono vivendicazioni di persegui-
tati control persecutori, dov'6 da promuovere la
liberty control la tirannia, dov'e da proclamare la
verita control l'errore 6 il posto d'Israele.
Poich6 mentre gli altri popoli chiamarono
-arith, charitas, l'assistenza dei forti verso i deboli
Sla, dissero opera buona, Israele la chiami giu-
stizia, zedachd, e la proclam6 dovere poichi
centre altre genti riportano il bene ad una sfera
sovrumana, Israele la vuole ancle su questa terra,
poicli6 mentre altre fedi escludono i dissidenti dai
Denefici divini e terrestri, le teorie ebraicle, di-
lhiararono sempre fin dall' inizio die ogni uomo
'indigeno od il forestiero sono eguali innanzi a
Dio ed hanno eguali divitti come uomini.
Non stancatevi adunque di promuovere il bene
7a ci6 vi tempri la provvidenza non solo con leggi
sublimi, ma con venti secoli di prova, che diedero
:liritto di occuparsi di tutti i dolori, di tutte le
miserie del mondo.
Noi salutiamo ora nei loro rappresentanti i
zivili popoli di Germania e di Francia, civil
veramente pericl abbandonarono ora il pii per-
sistente vestigio di barbaric, civil perchl rivol-


geranno al bene reale dell'istruzione c della pro-
sperith nazionale le attivith material e moral
ch'erano volte a scopo di disteuzione, civili perclih
il lovo csempio aiutera non poco la propaganda
ed il lavoro che Israele s' e assunto per infrangere
le spade e servirsi del loro ferro per foggiare
delle vangie >>.
Indi il Giudice abbeaccio i due ambasciatori
che ringraziavono commossi. Allora sorse un altis-
simo grido tea la folla: << Pace p, pace, viva la
Francia, viva la Germania, viva Israele, pace,
pace P.
E centre il corteo ridiscendeva per recarsi
al palazzo pubblicb scoppio lea il popolo il vecchio
canto sul ritmo tradizionale, canto che non e nei
salni, ma che da quasi trenta secoli si canta in
tutte le sinagoghe ed in tutte le case ebree del-
l'universo, nella buona come nella cattiva fortuna,
nelle allegrezze come nei dolori.
Profonda pace ai tuoi popoli per sempre con-
cedi o Dio, poichl tu sci Rle e Signore della pace
- Ti piaccia.di benedir Israele in ogni tempo ed
ora colla tua pace Benedetto tu, o Eterno,
autore della pace!
9. T.



Gerusalemme


JERUSCIALAIM o Gerusalemnno d(Criva dull' obraico c si-
gnifica acquisto, possession pacifica: c' 6 subito in questa
etinmologia 1' idea, la speranza della perfezione della pace,
tanto desiderata da tutti i popoli.
Infatti Gerusalemme 6 il simbolo pift vero, pit puro
della pace: i popoli s'inviteranno a vicenda per andare
a Gerusalemme, per adorarvi 1' Unico Dio, il Dio di Gia-
cobbe: la legge usciri da Sion e la parola di Dio da
Gerusalemme: questa parole divina servir& da arbitra tra
le nazioni, le quali trasformeranno le lore lancie, le loro
spade, tutte le armi fatte allo scope di uccidere il prossime,
in arnesi atti a lavorare la terra, e la giustizia trionferA,
o la pace sara duratura sulla terra.
Nella Bibbia talvolta Gerusalemme viene chiamata
semplicemente Scialem, quasi ad indicare che la parte pifu
important del suo nome sia quolla che indica la pace.
Nella Genesi si legge, e Malchisedec Re di Scialem e
nei Salmi sta scritto: Vai Bescialem Succ6.
Gerusalemme ed il suo tempio sono i veri simboli
della pace. David volea innalzare il sacro tempio, ma Dio,
mentre Io loda per il pensiero religioso, gli dice che questo
tempio non pub essere erettQ da un uomo come lui che
ha versato tanto sangue nelle battaglie. I1 Re David dovette
contentarsi di preparare sue figlio Salomone a compiere
quest gran fatto. Si noti cho il nomo di Salonione o
Scelomb deriva dalla stessa radice di Scialem, die, conm
vedemmo, concorre a forniaro il nome della Capitale della
Palestina: Scelonb significa il Pacifico, e perci5 a Lui,
al Re della pace, fu date da Dio 1' onore di edificare il
Santuario di Gerusalemme.
Ma se David oln poti materialmente edificare il sacro
tempio, com' era suo vivo desiderio, coi suoi canti immor-












44 .L'IDEA SIONISTA


tali lo ha reso celebre e grande. Geremia, anch'Egli scrisse
pagine sublimi sulla rovina di Gerusalemme. Daniele pre-
gava tre volte al giorno sempre verso Gerusalemme. Oh
quante memories risveglia nell'animo di un buon israelita,
di un ardent sionista questo fatidico nome di Gerusa-
lemme! In tutte le circostanze, in tutti i casi della vita noi
dobbiamo rivolgere la mente all'antica sede del Giudaismo.
La vissero i nostri grand uomini, 1a furono eretti e
poi distrutti i pih grand e pih bei Templi che una reli-
gione abbia innalzato al .suo Dio. Tutte le nostre aspira-
rioni religiose sono rivolte a Gerusalemma, perch quivi
un giorno, qual si sia il destinato, sara ripristinato ii culto
del veto Dio. Ma queste aspirazioni, quest preghiera
perch si avveri al pid presto possible it vaticinio dei
nostri grand profeti, non ci fanno per nulla affievolire-
1' affetto per la nostra patria, per la patria che diede i natali
non solo a noi, ma ai nostri nonni, ai nostri padri, ai
nostri figli. Per quest cara patria i nostri padri, i nostri
fratelli hanno versato il loro sangue, e domani sarebbero
pronti nuovamente a versarlo se Essa corresse pn pericolo.
Ma non per questo dimenticheremo Gerusalemme. Israel
giura che mai potrA dimenticare 1' antica sede del San-
tuario. I martiri della religion ebraica hauno versato per
Gerusalemme il loro sangue, sono. andati al rogo tranquilli
senza versare una lagrima al grido di (< Dio 2 uno >. E
dunque nostro dovere imprimere nel cuore e nella mente
dei nostri figli il santo nome di Gerusalemme. Beati coloro
che samnno destinati a vedere risorgere i snoi palazzi, il
suo Tempio glorioso! G. CAMMEO.



V NOTE SP.A RSE

Werther le Juif 6 il titolo di un romanzo di L. Ja-
cobowski (trad. francese, Parigi, Schleicher, 1901), in cui
1' autore fa una riuscita battaglia control 1' antisemitismo
tedesco. II protagonist 6 un giovane pieno di eccellenti
quality e degno di molti trionfi nella vita sociale' e, per
nulla discordante con le esigenze del movimento storico
e dell' ambiente tedesco. Eppure 6 vittima di ingiustizie.
di umiliazioni, ha vita piena di controversies: e ci6 ha un
riflesso nel suo spirit, e lo fa diffidente di tutti, inquieto
e ribelle, orgoglioso insieme e pauroso. La ragione di
quest infelicitA, che gli viene dagli altri e nella sua
psiche si centuplica, & una sola: egli 6 ebreo. Tutta la
sua vita esterna ed intima si college a quest sola condi-
zione e quindi 6 risultato dell' antisemitismo.
Egli simboleggia a meraviglia 1' ebreo tedesco a.cui
1' avversione dell'ambiente toglie la possibility di opere
utili a s6 e agli altri, e distrugge 1' equilibrio morale
innato.
Questo romanzo ha ottenuto un success meritato, grazie
all' efficacia drammatica con cui si succedono, ben distri-
buiti e ben legati, gli episodi di una storia individual,
dolorosa quanto semplice e veritiera.
I Sionisti austriaci hanno recentemente misurate le
forze loro di numero e di concordia in due riunioni bril-
lanti e ricche di risultati. II 26 e 27 Maggio scorso si
riunivano a Praga i rappresentanti delle associazioni sio-
niste fra operai e impiegati di commercio: due notevoli
relazioni furono presentate sulle condizioni del proletariato
ebraico operaio e commerciante in Austria, e in esse fu
constatato il fatto doloroso che 1' evoluzione dei tempi ma-
tura in Austria una situazione sempre piu sfavorevole al
proletariato ebraico, e fu fatto voto che dal sionismo in-
ternazionale, senza provocar scissure, si facesse alfine pas-
saggio a un sionismo pratico, immediate, limitato agli


interessi local urgenti. E, passaudo dai voti ai fatti, si
fondarono due istituzioni che mirano a sollevare diretta-
mente le condizioni di quel proletariato, 1' una, una specie
di ufficio di collocazione, 1'altra, una Cassa di assicura-
zione control la disoccupazione.
II 1'6 e 17 Giugno si riunirono pure nella capital della
Galizia, i sionisti,- allo scopo di riorganizzare meglio e
rendered federate e concordi le loro associazioni: le condi-
zioni special di quel paese, ove la poverty e la bassezza
morale delle altre popolazioni segnano profolido il distacco
da quella ebrea ed ove 1' antisemitismo ha forme brutali
e non conosce freni di sorta, impongono una organizzazione
serrata e forte, una altivitA quotidiana e costante per la
difesa degli ebrei: e in quella riunione si stabilirono ap-
punto alle associazioni e alla propaganda caratteri e scopi
special, si fissarono le basi di istituzioni cooperative di
produzione e di commercio.
Cosi il sionismo austriaco, figlio del movimento inter-
nazionale, tende, come ii nostro dovrebbe, ad avere un
carattere specific che non per questo lo allontana dagli
scopi comuni. Ed 6 notevole come quel carattere specific
risulti determinato dalle condizioni diverse dell'ambiente.
Da noi sarebbe assurdo il pensare ad una attivita del
sionismo. nel campo economic, poich6 cogli altri element
della popolazione noi abbiamo in Italia comuni ed identici
i varii fattori della vita economic: la differenziazione
press di noi 6 sopratutto morale, cosi per la abbiezione
spesso maggiore del nostro proletariato, come per i pre-
giudizii che entrano anche in isfere superior per intel-
lettualith e posizione social. Invece in molte region del-
1'Austria antisemitismo ha un fondamento economic
e quivi 1' azione sionista pub logicamente assumere forme
di organizzazione economic come quelle decise nelle due
riunioni recent surricordate.
Un critic del Sionismo. Nell' Italia del Popolo del
19 Giugno scorso Romeo Lovera strive una letter aperta
al Dott. Nordau sul Sionismo, in cui, dopo benevoli di-
chiarazioni, dichiara quest una utopia. Egli rifiuta il
dilemma << o battesimo o sionismo >: lo statu quo, second
il Lovera, pub durare, senza che la question seinitica vo-
glia una soluzione, purch6 vi sia liberty religiosa: Nordau
attribuisce troppo valore storico alla nazione ebrea: esso
non pub ormai ricostituirsi ad unit per le diversitA prb-
dotte dalla storia e dagli ambienti varii nei suoi element:
la soluzione. sola sta nella vera liberty religiosa, nella
laicita degli ordinamenti politics.
E la solita critical, che calza a pennello per il Sionismo
politico, e per quel sionismo fantastic ohe vuolsi predichi
1' esodo universal degli Ebrei in Palestina. Se dunque si
avesse ia liberty religiosa e la laicitA dello stato, .non si
farebbe una question semitica odierna: e per quegli Ebrei
invece che non godono della liberty religiosa, come risol-
vere la question, quando essi, e noi per loro, siamo im-:
potenti a mutare quegli ambienti social e politics fino a'
portarli allo Stato libero e laioo? Per gli ebrei di quelle
region esodo volontario 6 una prevenzione; l'esodo con
garanzie politiche e con organizzazioni economiche in un
nuovo paese ospitale (e sia, se dev' essere paese storico,
la Palestina) 6 il solo rimedio possible: esso creerA una
colonia liberal o uno Stato pii o meno indipendente, che
potra, se vuole, essere uno Stato laico, perch non 6 detto
che nel Secolo XX non possa esistere uno Stato laico di
ebrei, che proclami 1' organismo politico estraneo alle ma-
nifestazioni della fede.
Dunque, venga pure col progress la liberty religiosa
dovunque, e dovunque venga lo Stato laico: oggi intanto
diamo 1' indipendenza e la liberty ai nostri fratelli che ne
son privi!











L' IDEA SIONISTA 45


IL NOVE DI B


Un nostro grande Poeta, che fra dolori e sven-
ture, condusse la breve vita giovanile, senti
quanta poesia e conforto vi sia nelle ricor-
danze, quanta part di noi viva nella comme-
morazione di qualche giorno nefasto. Come per
gli uomini, cosi avviene anche pei popoli; ma
specialmente pei popoli sventurati. 11 popolo
martire che conta una storia scritta col sangue,
colle lagrime, coi patimenidi di anti mrtliri
illustri, che pub dirsi, occupi un primato per
ingegno, per doti poetiche, per vastilt di con-
cezione filosofica, e agility e penetrazione di
pensiero; ha ancora il triste primato-delle sven-
ture che, purtroppo, e spesso di luce sinistra,
brillano nelle pagine della sua storia. Nessun
altro popolo conta un ricordo come quello del
nove di Ab!
Quando con empio sacrilegio Israele dalla
adorazione del Iio del Sinai, pass a quella del
vitello d'oro, era il nove di Ab; e pure in
questo giorno la grande nazione, fatta nomade
per volere di Dio, imprende il quarantenne
viaggio di stenti e fatiche attraverso il desert.
Entrato nella terra di Canaan, comincia, pel
giudaismo, vita di vera nazione, che tocca il
colmo della potenza e della gloria sotto il prin-
cipato dei potenti Davide e Salomone; per de-
cadere a po' per volta, dilaniata dalle sue stesse
lotte intestine, dagli scismi politics e religiosi,
che la conducono facile preda della spada di
Salmanassare e del potent Nabucco. Con qual
giubilo atroce gli adoratori di Belo gettarono
i tizzoni ardenti nel tempio di Gerusalemme, la
gloria di Salomone! E quel giorno, che segnava
la prima rovina di Israele era ancora ii nove
di Ab.
Sotto i duri ceppi della cattura di Babilonia,
il popolo martire si preparava alla riscossa. Il
second Tempio sorse sulle rovine del primo:
Erode lo port allo splendore di quello di Sa-
lomone: il Dio d'Israele era grande e temuto
da ogni altra nazione! Ma quel popolo, che non
guard a barrier pur di trionfare, che tutto
calpestb per soddisfare la sua insaziabile sete
di potere e ricchezza, mirb anche alla grande
Palegtita.: Ed al -buon Tito fu commesso con
l' aiuto del sonmmo rege di vendicare le fora,
Ond' usci il sangue per Giuda venduto.
E il buon Tito non trascurb niente che po-
tesse esser di sventura al popolo della Giudea:
I'assedio fu dei piui terribili che ricordi l'anti-
chitA. Tra gli orrori di quell' assedio, Maria di
Eleazaro, furiosa e disperata per la fame, uccise
un suo figlioletto e ne mangib una part per
cibarsi 1: Dante alia vista dei golosi del Pur-
gatorio ricorda il fatto e le sofferenze degli
Ebrei
lo dicea fra me slesso pensando: Eccco
la gente che perdA Gerusalemme,
quando Mlaria nel figlio die di becco >.

1) Cosi nella narrazione di Giuseppe Flavio (Della guerra
giudatca, VI, S).


E il sacro tempio fu per la second volta
arso: era il nove di Ab.
Lc scene del circo, i roghi, sono episodi
troppo terribili, sicch6 ci inducono a sorvolare
su di essi. Ma la Giudea renitente piega il
capo a Roma: la lotta si prepare e scoppia per
opera specialmente dcgli eroi nazionali, Akiva
e Barcocheva.
Ma quando un popolo 6 sfinito moralmente
e materialmente, gli sforzi dci grand eroi che
lo animano, non rimangono che generosi conati.
A Betar l'ultimo episodio del grande drama
nazionale si svolge: 1' indipendenza giudaica
cade per non piit rialzarsi. E siamo ancora al
nove di Ab. Da ora in poidi ipopolo ebraico non
si puo pih parlare: comincia la tristissima odis-
sea di Israele fra gli altci popoli.
RIintracciare quante venture lo abbiano col-
pito attraverso i secoli e precisamente il giorno
di Ab, non e piti cosa troppo facile. Trovare un
ferito in un campo tutto sparse di feriti e opera
luinga e forse infruttuosa: Ia cronaca d'Israele
in questi tempi in grand part tutto un ihove
di Ab.
II 2 agosto 1492, giorno in cui fu frmato
ii decreto di espulsione degli ebrei dalla Spagna,
e ancora il novo di Ab.
Ed oggi, per Israele, il ricordo del nove di
Ab & diventato sacra tradizione. II popolo che
digiuna, vested e I ramaglie, side in terra in
segno di lutto, conmnemora i suoi fratelli vit-
time del fiurore popolare, a tanti anni, tanti
secoli forse anche di distanza, da esempio di un
carattere, di una unitl di pensiero e di senLi-
mento che difficilmente pu6 essere rintracciata
press alcuno altro popolo. II nove di Ab, pil'
che il ricordo di un fatto specific, 6 un simbolo
di una lunga tradizione di lotte e di sciagure,
pensando al numero delle quali e alla eccezio-
nale gravity, un sentimento di stupore e di
riverenza deve sorgere in ognuno, osservando
specialmente come il popolo martire abbia po-
tuto conservarsi attraverso una series cosi lunga
di secoli.
Ma, pii che potato, egli ha saputo conser-
varsi. Che la forza dei popoli e delle razze sta
appunto nella concordia, nella unit di intent,
di aspirazioni, di senltimenti. E il popolo d'lsraele,
forse unico, rimase sempre il medesimo, avendo
chiara e precise la nozione della sua mission.
Mission di sapere, di pace, di more fra i po-
poll in cui egli vive c vivra.
Il ricordo annuo del 9 di Ab valga a con-
giungerci sempre pitu nel nome di questi sacri
ideal.
ideal. CAVALIERI.



ba Povta e il $ionismo

Nell ultimo nuinero dell'Idea stampammno la notizia
mandataci dal supplemento straordinario della IVelt, del-
1' udienza concessa da S. M. il Sultano al Dott. Teodoro
Herzl, president del Comitato d' azione sionista.
Ora, dai giornali sionistici giuntici in quest giorni,
ricaviamo maggiori notizie sull'importante avvenimcnto
L'Herzl era-accompagnato dal Dott. Marmorek, membro












46 L' IDEA SIONISTA


del Comitato d' azione di Vienna, e dal signor Wolsohn,.
direttore della Banca Coloniale. L'udienza fu oordialis-
sima e dur6 circa 2 ore o '/4: il Dott. lHeral poi, al fine
della udienza, fu insignito del Gran Cordone dell' Ordine
del Medjdio, la pil grande onorificenza che 1' impera-
tore turco possarconforire.
La Jewish Chronicle dava 1' incarico a uno dei suoi
redattori di recarsi a intervistare Hlerzl a Costantinopoli.
II capo del movimento sionistico gli fooo la seguente di-
chiarazione:
o lo non posse farvi conoscere il fine del mio viaggio
e della mia intervista. Ho avuto 1' onore di essere ricevuto
da S. M. il Sultano venerdi 17 maggio dopo la cerimonia
del selamlik. Sua Maesta ha voluto testimoniarmi una
benevolenza affatto special. Ho potuto convincermi che
in tutto ii mondo non vi ha amico piu fedole degli ebrei
del Sultano Abd-ul-Hamid. L' intervista 6 durata piL di
due ore. S. M. mi ha conferito il Grande Cordone del-
1' Ordine di Medjdie e una meravigliosa spilla di brillanti.
Lascio Costantinopoli soddisfattissimo )>.
I giornali tutti commentano in vario mode 1' avveni-
mento sionistico, notando per6 unanimemente 1' importanza
special, che assume per la nostra causa, l'interossamento
benevole del Sultano d'Oriente. E sebbene ancora i risultati
dell'udienza non si siano divulgati cosa che si farh certa-
mente in part uel prossimo Congresso di Londra il ca-
rattere di schietta cordiality che su essa deve aver regnato,
non ci pu6 che lasciar sperar bene su quelli. Non ci rest
adunque che a far voti perch i tentativi del Dott. Herzl,
indefesso apostolo deli' idea sionista, siano coronati dav-
vero di lieto effetto pel vantaggio della nostra causa, e pei
molti che attendono benefici immediate dall'avvantaggiarsi
di essa.



Tornerk opportune ricordare come il 30 agosto 1900, in
turchia, si festeggiasse il 25' anniversario dell' ascension
al trono di Abd-ul-Amid. Gli ebrei partecipavano viva-
mente alle feste, e 1' Alliance Israelite, grata al Sultano
dell' appoggio da lui concesso agli ebrei e alle scuole
israelitiche d' Oriente, si associava con spontanei e entu-
siastici telegrammi.
A proposito dell' udienza concessa dal Sultano al Dottor
Herzl, e sui risultati della qualo in' altra parte della Ri-
vista i lettori trovano cenno, parecchi amici ci chiedono
se altra volta il contegno della Porta non si sia mostrato
hostile agli ebrei e avverso al movimente sionista.
Rispondiamo riportando quanto sull' argomento gih
ebbe a scrivere il Corriere Israelitico 1), e che oggi 6 cerba-
mente d' attualita, servendo sufficientemente a lumeggiare
la question:
< Pochi hanno fatto attenzione ad una circolare della
Porta ottomana ai suoi rappresentanti diplomatic all' e-
stero, circolare che venne riprodotta dalla Politische Cor-
respondenz, ma che rest quasi inosservata alla stamp
europea, La circolare 6 del seguonte tenore:
< O. M. La disposizione della Porta, segnalata ultima-
mente, second la quale tutti gli ebrei che si recano in
Palestina a scope di commercio o in pellegrinaggio, non
ci si possono fermare pif di tre mesi, forma, a quanto si
annunzia da Costantinopoli, la continuazione di un' opera
intrapresa da anni, che tende ad impedire agli ebrei esteri
il soggiorno in quest provincial. Ad onta delle ripetute
protest delle ambasciate, che si appellano alla legge ema-
nata in seguito alla Convenzione di Parigi, che riconosce


1) C. I. Anno XXXIX N.o 9.o 31 gennaio 1901.


a tutti i citthdini, il libero soggiorno in tutte le part
della Turchia, il Governo turco ha rinnovato parecchio
volte le relative ordinazioni. Tra queste misuro trovasi pure
agli ebrei estori il divicto di acquistaro torreni per proprio
conto. Per cii che concern i motivi di questo contegno
della Porta, tanto tollerante in rapporto religioso, osso 6
originate probabilln.nto dalle emigrazioni di Ebrei dalla
Russia e dalla Rumania. Esso pui aucho derivare a
quanto si assicura nei oircoli bene informati di Pietro-
burgo dalle impression cho si riporta dal movimento
sionistico. Dacch6 si 6 diffusa questa corrente alcuni per-
sonaggi hanno richiamato 1' attenzione delle sfere compe-
tenti su di essa, notando che il sionismo ha ideali politics
e che aspira anche ad un ristauramento del Regno d' I-
sraele e che perci5 le autorith turche non possono restare
indifferent. Questo sospetto non poteva naturalmente che
far perseverare la Porta noll' impediro l'immigrazione di
Ebrei in Palestina, e dalle suddette misure si vede sempre
pitt ch'essa mira ad allontanare gli Ebrei da questo paese 0.
In relazione a quest comunicazione della 1olit. Corr,, la
IWelt pubblica una dichiarazione ufficiale del Comitato
d' azione nella quale viene smentita recisamente 1' asser-
zione che il sionismo abbia originate un inasprimento nel
divieto d'immigrazione. Questo esiste gia dall'anno 1882
e a quel tempo non c' erano ancora ni congress sionistici,
n6 comitati d' azione.
II Comitato poi dichiara come second ultime notizie
pervenutegli da Costantinopoli, e assodato che la disposi-
zione dei circoli competent dell'Impero turco 6 favore-
volissima al sionismo politico e le autorith sono conscie
dei vantaggi che il sionismo politico pui arrecare alla
Turchia. Noi conclude la dichiarazione siamo era
in trattative, che hanno per iscopo concession molto pit
important dell'abolizione del divieto d'immigrazione.
(Le trattative cui qui si accenna saranno forse le mede-
sime che furono l'argomento dell'ultimo convegno'? N. d. R.)
Nel numero successive della Welt (11 Gennaio) troviamo la
seguente notizia: Costantinopoli 3 gennaio. Un iradd spe-
ciale del Sultano concede d' era in poi a tutti gli ebrei,
di acquistare terreni in Palestina ed estendo nello stesso
tempo da uno a tre mesi il permesso di soggiorno agli
ebrei. L' importanza di quest irade 6 facile a vedersi:
esso permeate al Sionismo di continuare la sua opera di
colonizzazione col cousenso delle autorith ottoman. Ma
esso 6 anche nello stesso tempo una risposta del Sionismo
alla pretesa circolare della Politische Correspondenz.
La Tribuna del 14 corr. diceva come 1'Imperatore di
Germania abbia compiuto un vero lavoro di seduzione sul
Sultano. II viaggio a Costantinopoli ha confermato l' in-
fluenza cle Guglielmo aveva saputo ormai assicurarsi sopra
Abdul Hamid. Notiamo quest fatto che per noi 6, in line
political, importantissimo. I capi del nostro movimento si
ritengono sicuri del patronato dell' Imperatore Guglielmo,
perch questi apprezzando it valore strategic della Pale-
stina, ama meglio vedere quel paese e le sue important
posizioni in mano degli ebrei, di cui molti son tedeschi
o parlano il tedesco, che in mane della Turchia. E se giova
ricordiamo che il Dott. Herzl 6 stato ricevuto dall' Impe-
ratore Guglielmo, prima che quest'ultimo avesse intrapreso
il sue note viaggio in Palestina, e che il Dott. Herzl sep-
pesi guadagnare le simpatie dell' Imperatore di Germania,
oltre a quelle del Granduca di Baden cui era stato pre-
sentato dal cappellano all' ambasciata inglese a Vienna
Rev. Don Hechler note servente sionista.











L' IDEA SIONISTA 47


\jn CWel\ah ne\ \ arocco

LA conldiione deigli isr'alili del Marocco c in
special modo dolorosa e precaria. IIn tLtto l'in-
tero paese la lore vita e i loro beni sono esposti
alley violence del popo!o, fanatico tino all'eccesso,
ai capricci e alle concussion di fitizionari spie-
tati, cupidi, o sicuri di rimancre irmpuniti.
Non 6 punto linitla la tristo cronaca degli
attentati e degli assassin conimessi su ibrei.
11 2 giugno 1900, i giornali slainpavano luna
notizia telegrafata da Tangeri, aninuncian le lie
un israelita, suddito ainmricano, era stato ucciso
dalla popolazione di Fez c die il quartiere cbrco
era fortemento minacciato.
II Comitato central dell'Alliance ricevetle
qualche giorno pitl tardi, su quest doloroso
avvcnimento, una lunga c triste relaziono,
mentre il corrispondente del Comitato Centrale
di Casablanca segnalava altri ecccssi che hanno
vivamente turbato quesia coiniiitia.
Nel Marocco 1' Alliance ha cominciato un'o-
pera di educaziono. La prirna scuola e stata
fondata a Tetuan nel 1802; successivanmentc,
delle scuole sono state fondate a Tangeri, a
Magador, a Fez, a Casablanca. A Tangeri e a
T6tuan, tutta una generazione e stala allevala
die, per la coltura intellettuale e morale, non
e inferiore alia gio\ventli israelilica di qualsiasi
altra grande citta dell'Europa. 1l tanto piit inim-
portante di far partecipi gli israeliti maroc-
ciini della modern corrente di civilli', percli
non e mnolto lontano il tempo, in cui l'impero
marocchino sara obbligato dalle potenzo a pie-
garsi alla lore azione e alle loro influence di-
rette; e in quel giorno gli ebrci del Marocco
dovranno essere in grado di prendere part alla
vita novella, che nel paese sara imlportata dalla
scienza, dalla industrial e dal coummiercio del-
1' Europa.
Fra le comunita cie richiesero l'intervento
dcll' Alliance, due sono particolarmente impor-
tanti: Marrakesch (Marocco) e Mekuiis (Me-
quinez).
II Comitato incari6c il signor Rabbi, distinto
direttore della scuola di Tangeri, di recarsi
nella prima di quest due citta e di studiarvi
i mezzi per aprirvi pronlamente uno stabilimento
di studio. Ecco alcuni estratti del rapporto interes-
santissimo che eg!i indirizzo al Comiliato central
sulla popolazione israelita di Marrakesch:
L'aspetto del Mellah (quartiere ebreo), Inl-
1' interno come nell'esterno, i dei pini miserevoli.
Come nel quartiere arabo, le case ivi sono a
palafitti e in niattoni, e, vedule di fuori, sei -
brano delle vecchie stamibergihe. Nell'interno le
camere sono vaste, ma costrutte in modo molto
primitive. Le case del Mellah sono in nuniero
di circa 600; un ccntinaLio circa soino alitate
ciascuna da una sola famiglia, composte di una
diecina di person; Ie altre contengono 8 o 10
famiglic, quindi una sessantina di person per
casa. Se noi prondiallo per base il coelticielie
di 25 aninie per casa, arrivianlo a un effettivo
totale di 14 o 15.000 anime. Qucsio 6 in effetlo il
numero approssimativo della ,opoulazione ebraica
che vive nel Mellah di Marrakesch.


Qiesta popolazione si compone di dine cle-
mciiti: li israeliti cittadini, originari di Spagna
o d'Orienii, da cui essi lroveinnero coin li
arabi nel 111. sccolo, c queglii (li villaggi circo-
staniii, i scheloch, cdic sono indipeiid iiti. I prilni
porlallo iltorno al capo unl flzzoletto blou, puin-
tcg'.'i:io di l);iinco, (! il loro costiliine 6 qluello
degli ebrei lclle citi del nord e della costa; i
secondii solno coperli di 1un berretto rosso n'ero;
cssi lasciano di.ceindt ro i loro capli sullo
tellpin, cirilfe gli chrei lrussi; il loro coistl.'. e 6
identico al costl.uile aa'llo. Le doniie si abbi-
glianio coiU i niisiilibnani, ina Csse liannio il
viso scoplrto; esso prtcipl)ano ai lavori doci
lore inariti; esso coiledd coiio al pascolo il bo-
stiaino c codcondii o lI vaccho (1'ra 'gli cbroi
schellach, v lie sono di qur lli clh coliivalo la
I.erl'a 0 dlegli altiri clihu O(sercitallo doi lavori
tiiaiiali). Questo done sono robustisisiinCe C si
sottometlono con facility a delle 'atiche improbe.
Le donine clho vivono nel Alellah sono casa-
liinglie: ssc nlon prendono il loro c'io assiCino
al inarito; q(lesli iiiang'ia solo, o coil i suoi
ospili; la moglie e le figlie attelldolio alia en-
ciin L' istrliZiono delle faiiciuil c pler cosi dire,
nessulla.
La f;iiig'lia come noi la consideriianio nlon
esiste fra i nostri corrlelig'ionari di Marrakesclh.
Cosi, lo slato morale dei I(nlcinilli so no risento
profbiidarmento. Part1lido adllilnqull da i queslo
Ipultlo 0 di vista, tIitto res(ft a cr(alrsi ill qcu sta
colriini a.
L'attivita che reg'na iel MAella/h > granldis-
sima, tutti lavoralno, gli operai ner gli opifici, i
inerciaiuioli aniblilalnii o i facchini nello vie.
In ogiii rnodo, si vcrde o g ran nilinulcr di vec-
chi, di malatli, di fanciulli rlo idiicantl : la t lli-
seria i i g i'ra dissiina.
Qualclio opera di bcinficenza v' lia pure a
Marrai (sclih; per assicuralro il loro s\ol' irsi
rcgoliire, si slabilila niia orl.te ta;ss;a silla
iiiacellazionr i. II nutinero delle Ihstic liccisC es-
sendo circa 80 in media, cio iimporta liin reddilo
alin nal rilcvanltissiino.
I1 ciminitro di un aspetto originalissinio.
Siccomni a Marrakelsclh non vi e del marnio, unia
piecola costrnlzionii iln ialttoni lbrmantel un
iprismia Itriangr oli]ie si alluiii a quasi radendo il
suolo sio ciascniia Ioinba clie ricopre. I;na delle
basi di questo pirismia i alquailto rientrata siino
a forinre una ,icolaic nicchia; una piccola lastra
di maniio di riun decirni(ero ruiadrateo, fissa alla
base con calcina, porta 11 none del Inorlo; ivi
bruciano candelh di cera, dclle torcic, dell'olio
poel ri'ip:so dell' aninma del delfinto.
L'amipiezza iel Cirnitero non /; c(ertamenet
in rapporto con !' irnportaniza della comuniti;
e oil piccolo cainpo di un elttaro e nmizzo circa
che lia servito di lunioo di sopoltuira a lutlle I
geiirazioni che hannio aliltito il Mellalh da dopo
che esisle. I teimpi cancellando la traccia dclle
vecchie torflbe, lie ha fitto sorgere delle recent
su il post stesso delle prinei, di rnodo cho
quieslo cliiilctro vicne a essere un grand f'ossato
colllin o a parcchlio generazioni.
Questo ciniterlo appariir ;' sopratutto ristretl.o
so sl tienie conito cie in lteliipo di apideinia -
ora Ic eejidemiie ,sono lfrequenti a Marrakcsch -











L' IDEA SIONISTA


la mortalitit grandissira nella capital; e-
state scorso una epidemia di vaiuolo fece morire
2500 fanciulli del mellah!
Questa mortality cosi torte ha per effetto di
contrabilanciare ii numero elevator delle nascite
e di Inantenere quasi stazionario il numero della
popolazionc che vive neol ellah.
Non si saprebbe immaginare la poverty dei
talmud-tora; questi sono dei veri granai, dove
gli acquazzoni cadono come in piena via, sfon-
dando i pavimenti che non sono lastricati ne
selciati.
I rabbini, seduti su delle stuoie vecchie pro-
nunciano le loro lezioni monotone e insegnano
ai fancinlli accovacciati in gruppo sul tIrreno
iumido. In qiieste cloachie, real moneii ul i i e tie, spesso
sono radunati 150 a 200 allicvi, quando essi
hanno completato i loro studi se cosi 6 per-
messo chiamarli si danno al commercio op-
pure si impiegano come apprendisti.
Si vede da tutto quanto precede che la si-
tuazione material degli ebrei di Marrakesch e
molto triste; eccetto 304 person agiate, il
mellah 6 povero, vive di giorno in giorno; gli
abitanti guadagnano abbastanza bene il pane,
quando il raccolto soddisfacente, cadono in-
vece nella pif nera miseria negli anni di ca-
restia.
La situazione morale, corrisponde alla con-
dizione material: niente educazione, niente sen-
timenti di dignity o di pudore; rinchiusi nel
ghetto, costretti a vestire un'abito special -
il berretto nero, e il fazzoletto bleu e bianco, sono
forse qualcosa di different della fetuccia europea
di buona memorial? gli ebrei sono allontanati
da certi mestieri, non possono camminare per
le strade del quartiere arabo, sono caricati del-
l'imposta di testatico. Da ricordarsi che il pro-
dotto dell'imposta di testatico e portata dal
capo della comunita al vice-governatore della
cittA, con un cerimoniale grandemente uri-
liante; il notable si avanza, a piedi nudi, saluta,
consegna il denaro e il rappresentante di Sua
MaestA gli da un colpo sulla nuca, quando sta
per andarsene
Lo spirit religioso 6 rimasto forte in una
societA cosi oppressa? No. Le forme esteriori; le
pratiche sole del'culto sono osservate; il divor-
zio, la bigamia non sono cose sconosciute a
Marrakesch; innumrerevoli vi sono le supersti-
zioni; gli ebrei, che sono tutti zoaristi, credono
alia potenza del soprannaturale; numnerosi rab-
bini vendono amuleti, talismani preziosi, che
guariscono da tutti i mali, fanno morire gli
scorpioni, scongiurano la sorte, attirano la for-
tuna. La credenza al cattivo occhio, al diavolo,
e immedesimata in quesle anirme ingenue e ti-
morate. Si legge Io Zohar tutto I'anno, e, in
certe date, durante la notte, si portano in giro
la Bibbia con gran pompa, a la luce di fiaccole,
al suono della music. II Giudaismo insomma
6 caduto al gradeo de 1'islamismo rozzo delle
folle, del cattolicismo di Lourdes: 6 un vero
paganesimo sotto 'egida del Di dl Did Sinai e
del Decalogo.
Una bella opera sarebbe quella di colni che
< cofvertisse > la parole non e punto esa-
gerata questi ebrei al vero giudaismo.


Le sinagogho sono mal tenure, i rabbini sono
povera gene, servi, fanatic, privi di ogni auto-
ritA morale.
Riassumendo gli Ebrei di Marrakesch hanno
copiato inconsciamente i costumi, i difetti, le
superstizioni della popolazione musulmana in
mezzo alia quale essi vivono; bisogna confessare
che nella classes .povera, che 6 la pii numerosa,
le coniversioni all' islamisno sono le pitt fre-
quenti. La conclusion di quest studio 6 che
la creazione di uno stabilimento di studio, vasto
talmud-tora o scuola, s' impone a Marrakesch.
Bisognerlbbe riorganizzare I'insegnamento del-
1'ebraico; bisognerebbe obbligare i fanciulli a
delle cure giornalicre d'igione, le malattic in
coiiseuenza della trascuratezza sono numerose;
si pub contare che un migliaio di allievi po-
trebbero frlquentare la scuola. Ma veduta 1' in-
sufficienza del personal si dovrA limitarsi a
riceverne 150 al massimo. In seguito a quest
rapporto, nel dicembre 1900 la benemerita Al-
liance apriva a Marrakesch una scuola femmi-
nile c maschile. Sono rette da professor che
hanno fatto prova di coraggio e di abncgazione
accettando la mission di cui 1' Alliance li in-
caricb. La comunitA ha fatto loro la migliore
accoglienza, e gia parecchie centinaia di fan-
ciulli frequentono. le scuole.
Seguendo pass pass ultimo Bollettino
dell' Alliance ci siamo studiati di matter sot-
t' occhio ai nostri lettori un grave quadro di
miserie tracciando le condizioni degli ebrei nel
Marocco. A chi si limita a studiare certi pro-
blemi teoreticamente, accogliendo solamente,
quanto si va raccontando da chi possiede pii
mala fede che scienza, le condizioni dell' israe-
litismo potranno parere dappertutto floride e
economicamente eccellenti. Chi invece ama ad-
dentrarsi nella realty dei fatti score piu di una
condizione disgraziata, degna di tutto I' interes-
samento di chi mira a portare aiuto e sollievo
alle condizioni attuali dell' israelitismo.
x. y.
- --- --- ---
PICOOLA POST
RICEVUTE. Modena C. M. A. V. A. F. F. -
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AGLI ABBONATI. Molti fra gli Abbonati ci seri-
vono doinandandoci ragione dei ritardi nella pubblicazione
dei singoli unmeri. Mentre la Redazione conferma agli abbo-
nati 1'impegno proprio verso di loro quanto ad uni series di
12 nuineri, e dolente, per le circostanze personal proprie, di
nin poter assiciare la puntualith delle pubblicazioni.
C. A. CONIGLIANI. lirellore responsabile
Modena, Tipografia degli Operai (Soo. Anonima Cooiamtiva.











ANNO 1.0 MODENA, LUGLIO 1901 NLM.0 7


L' IDEA


SIONISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA


ABBONAMENTO ANNUO L. 2,00
Per 1'ESTERO L. 3,00

SOMIARIO : II Sionismo e la Comunitt, D. II Sionismo o lo
Colonie'ebraiche in Palestina, ELI* GauMErtta. II pericolo
nero, D.r E. VIOEVAxI. It Sionisino in Italia. Note sparse.
II quindici di AB, E. C. Piccola Posta.

fI Sionismo e la 1omunith

-PoHi principi e teorie, nella loro applicazione, si
presentano con imaggior latitndine del sionismo, ii
quale si. pub riassumere in due espressioni, che
sono e rappresentano due infiniti grammaticalmente e
praticanente: difenderci migliorare e migliorarci.
Azioni entramnbe che, sebbene distinte, hanno peri
uno scopo unico: conservare il giudaismo, e rendergli
la coscicnza della propria individualitt, sopraesistento
ad ogni apparent travolgimento di tempo e di fortune.
Quella parte dell' opera del Sionismo, rhe chia-
merei rillessa da noi citata per second e clie ab-
bi;a n accennato roisistere in un apostolato di fede
e sentimento verso tutto ii giudaismo -- ha, senza
dubbio, una importanza fra le principal. La forza
di un partito o di una classes di individui che si
propongano uno stesso scopo sta nel sapere educare
i singoli a volgere la mente verso il comune ideal,
e da ci6 deriva 1' unit di intent, il pifi valido
appoggio pel trionfo di qualunque casa.
In questo campo molto ha da lavorare ancora il
Sionismo.
Forse che noi vediamo quali e quanti siano i
bisogni della nostra Comunith, e ad essi provvediamno?
Si vogliono degli ebrei che sentano lieramente di se
Sstessi e della propria razza, e non si cerca di diffon-
dere fra la generalith quei senlimenti pini consen-
tanei ad ottenere lo scopo desiderato! Si trascura
iqniali quella istiruione popolare negli intent, pcr
quanto scienlitica nei confetti, atta, validamente, a
togliere errori e a radicare convinzioni.
7 E tutto un programma di riforme intellelluali da
innestarsi nella vita del nostro israelitismo, che por-
teranno nello stesso tempo benefizi morali, poiche al
progress del pensiero e della coscienza ebraica sari
naturalmente cionseguente anche ii miglioramento
( etico.
1 Oltre a quest, che dovrebbe essere una delle
funzioni maggiori del Sionismo nella Comunita, altre
certamente se ne dovrebbero considerare, e tutte di
una importanza primaria. Cosi le condizioni present
reclamano dei miglioramenti economic. La nostra
gioventit proletaria poichi' anche fra gli ebrei vi
sono dei proletari e molti non ha sufficient pre-
parazione per affrontare le diverse profession. Non
si vede una ragione purchb un ebreo che ha il bi-


Adesioni e corrispondenze al Signor
BENVENUTO DONATI MODENA


sogno, e quindi il dovere di vivere col frutto del
lavoro delle proprie braccia -- lavoro onorevolissiio,
come ciascun altro si debba astenere da certe pro-
fessioni. E pur vero che alle volte egli si trova in-
ceppato nello svolgimento dolle sue attitudini o da
prevenzioni o da altri sentiment che, control di lui,
nutre la society che gli o hostile! Ma a quest incon-
vneniti potranio certamoute ovviare organizzazioni
professional, uffizi di mediazione del lavoro, cie gil
in Austria e in Germania esistono come emanazione
di quei sipnisti e fuIzionano con ntilith e decoro di
quell Comunit?.
Ai mniglioranientci economiri poi aiIdraIIn'IaII Iili
i fisici. Non gia rhe no i i occpiamo (dille stigmaite
Lisirhe originarie clh certi scienziali, con vario arclt-
nimento, si ostinano a voler trovare nella razza gin-
daica di og!li lempo v rondizioii. Tittavia bisoga
convenlire Che le generaziolni ich sorgonlo parlialin
semipre speiahnenti' dell'israelitislno indigente -- 1111
presentano, certo, esrinpio di beJlezza o robJstezza
lisica. Ne qui voglianio tacere tdell'impressione penuosa
pift volte riportata, visifanlo iqalciuio doi mnstri
asili iilfantili, dove in maggior niIiirlro sono rarcolli
bambiii povpri. venO r che ancihe qluesta regola sui-
hisce Ie sue eccezioni, che per l venlgollo, come semprl,
a confermarla. Urgente pertanto il bisogno di asili
e giardini iifantlili hen ariegginti, pili rispolndeti
alle esigenze inoderiie, di ospizi dove polter r;c:(o-
gliere i vecchi; di abitazioni sane, hie non ricordiio,
come assai spesso acrade, Ie centenarie che accoglie-
vano i nostri padri racchiusi nei ghetti.
Un' altra important question ed utile a traltarsi
sarebbe quella della beneflicenza ebraica. Fra gli erei
della ]lenrf ici ae Ino fa molta, mia inn icmpro
beue. EI risaptio di (erie CouinniltI dhie Iobiliioeilt,
spenldoi somlinel iingeilli per pr'veldere alley famiglie
bisog1nose. 11 gu;ioJ i' (;h qese sposso sn110 iln nii-
mero troppo esteso, e si ha esempio c(i la benelicenza
vien fatta qualche volta a (chi con piccolo sforzo
potrebbe socrorrere ai casi propri, sonza bisogno di
ricorrere alia icartia altrui. Facendo ii caso gonerale:
circa la benejficeiza ebraica, sarebbe loesiderabile
ch' essa non peggiorasse nei propri llineficati, quello
che deve essere fra i primi sentinetii: la digniit
umana.
Alibiamno tracciato brevemente e in iscordio alcuni
dei benefizi che il Sionismo, element giovine e pieno
di ardimenti e di vita, potrebbe portare alla Co-
munita.
E a quest opera di risveglio che il sionismo sa-
rcbbe atto a compiere, pensava certamente il Dottor


ANNO I.


MlODENA, LUGIAO 1901


Nu~ii.' -











L'IDEA SIONISTA


Herzl, quando in uno degli ultimi Congressi diceva:
SLa nostra prima impresa deve essere quella di
conquistare la Comunith >. I Sionisti austriaci rispo-
sero con entusiasmo a questo incitamento, e alle
prime elezioni, si presentarono con un prograinma
elettorale sionistico. Si veda con quanta nobiltit od
equity sia stato dettato 1)
A( Agli elettori israeliti!
Per la prima volta i sionisti viennesi entraio in
lotta per mandare al Consiglio della Comunith i loro
rappresentanti. Che cosa vogliono i sionisti? Essi
vogliono create una patria pei loro infelici fratelli.
Per raggiungere questo primo e piiU, alto ideate sioni-
stico, bisogna innanzi tutto condurre ad effetto un'or-
ganizzazione vasta, che si estenda da per tutto e
riunisca le membra sparse d'Israelo. Questa e dunque
la prima e precipua impresa, alla quale il sionismo
deve per ora medicare tutte le preferenze. Noi sionisti
vogliaio far di tutto, onde ottencre un miglioramento
economic, fisico ed intellettuale nei diversi paesi. I
nostri congress lo hanno dimostrato e noi lo met-
tiamo in pratica ,.
II programma seguita esponendo una series di
coscienziose riforme, che noi pero non riportiamo: di-
versi sono i bisogni dei singoli paesi, e quello che
e richiesto dalle condizioni dell' Austria e della Ger-
mania, non sarebbe egualmente bene applicato, per
esempio, in Italia..In Austria i sionisti ottennero il
pieno trionfo, essendo riusciti assai presto a far
risentire sulla Comunita la loro benelica influenza.
Ed ora noi esprimiano il voto che, quando i
consigli direttivi delle nostre associazioni sionistiche,
fra pochi mesi, riprenderanno con lena i loro lavori,
vogliano ancora considerare e studiare in tutta la
sua ampiezza, il problema che proponiamo, augu-
randoci che esso sia risolto anche dal Sionismo nella
nostra Italia.
Un seguito di utili proposte potranno essere messe
innanzi, discuss e applicate. A noi basta di aver pre-
sentato ai sionisti italiani 1' esempio eloquentissimo
dall' Austria, e magari ci fosse dato di poter dire:
..... pero 1' esempio basli
a cui esperienza grazia serba. ).


IL SIONISMO
E LE COLONIE EBRAICqE IN PALESTINA 0

E una delle ironie della storia, che un'azione,
una impresa qualsiasi giA per sb stessa impor-
tante, bene spesso passi inavvertita, a meno che
essa non venga ad avere risalto per un altro

1) I programma che qui riportiamo 6 rilevato dalsunto cho
1 egregio Corriere Israelitico ne faceva nel n. 8, anno XXXIX.
Parecchi mesi or sono, cortesmente 1' amico Elia Grum-
berg, forte e generoso giornalista ginevrino, sionista convinto, mi
inviava ii suo lavoro Le sionisme et les colonies juives en Pa-
lestine (pubblicato originalmente nolla Bibliothlque universelle del-
1' ottobre 1899) perch ne curassi la traduzione italiana. Non
mi parve per quello il moment piu propizio di presentare al
sionismo italiano ii lavoro del Grumberg. Altre c pilt vital
question si proponevano doverose per la pubblica discussion. -
Uggi, in cui si 6 delineata piu vivace la lotta per gli ideal sioni-
stici, sono lieto seguendo la scorta dello scrittore francese, di in-
trattenere i lettori di una Rivista sionista su un argomento cost
important, come quello delle colonies ebraiche in Palestina, e
delle speranze che in esse il sionismo pu6 riporre.
BEsVEsUTO DOsATI.


avvenimelilo, che pub non essore con quella
che in lontano rapporto.
Cosi, senza la guerra ispano-americana, la
attenzione non sarebbe stata condotta su Cuba
e ai vantaggi da questa presentati come posi-
zione geografica: abbisognb un affare Dreyfus
per mettere in evidenza le lacune della giustizia
military in Francia; e forse abbisognb un viaggio
dell'iinperatore Guglielmo II in Palestina per
tfr conoscere al mondo, che in questo paese,
gia da parecchi anni esistono, in uno stato pih
o meno prospero, numerose colonie ebraiche.
Per noi, 6 cosa preziosa veramente, di poter ci-
tare l'imperatore di Germania, come un testimonio
oculare. Infatti, assai frequentemente, ci B
dato di ritrovare negli scritti di giornalisti,
che parlano della Palestina e de' suoi abitanti
ebrei, delle espressioni come queste: < Paese
sterile e miserable, che non offre che magre
risorse ai coloni; > < paese di fanatici che si
perseguitano fra loro; di gene abituata alla
speculazione, incapace di dedicarsi alla agricol-
tura; > e cosi di seguito.
Io non penso poi solamente, cosi dicendo,
alla stampa antisemita, la quale non si esprime
altrimenti; ma ancora alia stampa antisionista,
la quale trova i suoi affigliati frammezzo gli
israeliti stessi. La prima evidentemente e in
carattere: non mi trattengo quindi a consi-
derarla; per la second 6 un'altra cosa, e
vi sarcbbo mollo a ridire sui suoi metodi di di-
scussione. Sionismo e colonizzazione della
Terra Santa sono due question intiramente
connesse, e mi si permettera di dare alcune
spiegazioni di fatto su quello per meglio com-
preudere questa, che, alla fin fine, non ne B che
1' effettuazione.
Esamineremo dapprima rapidamente le con-
dizioni climatiche e la configurazione del solo
in Palestina, allo scopo di mostrare control quali
difficolti devono combattere i coloni troppo con-
fidenti e arditi. Vedremo poi, quando le dif-
ferenti colouie siano state fondatc, come si siano
sviluppate, e quale siano le loro, speranze per
1'avvenire. I1 nostro desiderio non e di get-
tare della polvere uegli occhi ai nostri lettori
ma di far loro vedere le cose come esse siano,
ed B a cib che noi mireremo nella misura delle
nostre forze.
I. IL SIONISMO.
I1 principal fattore della colonizzazione e-
braica in Palestina e certamente ii movimento
cie si elinea in mezzo al popolo ebreo da una
quindicina d'anni, e che ha ricevuto il nome di
Sionismo, derivato da Sion. Che cosa significa
quest'ultima parola, che risuona all'orecchio'
dell'ebreo, come il nome di una persona tene-
ramente amata? In principio, la parola Sion
stava a significare qualcosa di superior, di
brillante, di eccellente. -- Pif tardi, diviene il
nome proprio applicato ad una regioize, la si-
tuazione esatta della quale, non ha potuto an-
cora esser stability dagli scienziati. I profeti
ci parlano di Sion come di un popolo, un paesc
c uno stato tutto iln ua volta. Cosi 6 assai
difficile di dare una definizione adeguata a que-
sto termine: 6 troppo ideale per esser preso in











L' IDEA SIONISTA


un senso strettamente reale, ed 6 troppo reale
per non stare a designare che un ideale. -
Sion, per gli uni, e la nazione ebraica; per gli
altri la sua religion. In effetto non 6 n6
l'una nB l'altra, ma l'una e 1'altra nello stesso
tempo: 6 popolo e paese, reale e ideale, nazione
e religion ). Sionismo equivale dunque a giu-
daisno, in tutta l'estensione del termine, e prin-
cipalmente dal punto di vista nazionale. E se
ci si domandasse di precisare, noi diremmo che
e il giudaismo nazionale, che, al contrario del
giudaismo religioso, non si e affermato che con
opera intermittent, con poesie, romanzi o altre
opere poco lette, in cui si intravede la speranza
della restaurazione del popolo ebreo.
Gli ebrei, che formavano, due mila anni fa
uno stato omogeneo, e che oggi sono dispersi
su tutta la terra, possono essere riconosciuti col
nome di nazione? Vi ha ancora in essi senti-
mento nazionale? I sionisti rispondono affer-
mativamente e la loro asserzione merita la pena
di essere esaminata. Gli ebrei, dicono essi, esi-
stono come nazione, ed 6 per salvare questa,
messa in pericolo dalla emancipazione comin-
ciata in Francia dopo il 1789, continuata dopo
in tutto il resto dell'europa che essi hanno su-
scitato il movimento conosciuto sotto il nome
di sionismo 2).
I loro avversari non ammetlono che un giu-
daismo religioso, e pretendono che la naziona-
litA ebraica sia andata dispersa con l'ultima
pietra del tempio di Gerusalemme ).
Ma, in fine che cosa e una nazione? Second
Littri, nazione e << una riunione d'uomini abi-
tante un medesimo territorio, sottomessa o non
a un medesimo governor, avente da nolto tempo
interessi cosi comuni da riguardarli come ap-
partenenti alia medesima razza >.
Ecco ancora a. questo riguardo, la sua defi-
nizione di popolo: < Moltitudine di uomini, i
quali, sebbene non abitanti il medesimo paese,
hanno la medesima religion e la medesima ori-
gine >. Bliintschli dice che cib che costituisce
un popolo e <( comunit di spirit, di sentiment,
di razza, divenuta ereditaria in una massa di
uomini di profession e classic different; masse
che, astrazion fatta da, un legame politico, si
senate unita dalla sua civilti e dalla sua origine,
specialmente per lingua e costumi 4) >.
Nazione e per lui < una comunione d'uomini
uniti e organizzati in stato >. Per Mancini 6
< una comunione natural d'uomini uniti per
paese, origine, costumi, e aventi coscienza di
questa comunione ) ,. Per Renan u) o prima
ancora di tutte le tradizioni storiche cib che

(1) Vedere, nella Jiidischer IFolksl.aelendr fiir 5,, e Der Zio-
nismus in der altjiidischen Litleratur und ieuzei tlichen Geschichte.
par le Dott. J. uRlf. Berlin 1898
(2) L' A., di cui ci studiamo di riportare integro il pensiero,
o che fa parte, come zi vede, di 'una scuola sionista anluanto
avanzata, nella emancipaziono dell'89, vedo naturalmonto un pe-
ricolo grave per la conservaziono dell'israelitismo. Esso theme la
lenta opera assimilatrice, per cui Israele, col tempo, potrebbe fi-
nire per perdere la sua individuality, in questo senso solamente
penso esso possa guardare con certa prevenzione alla grand e
fortunate fase chc si inizia per noi ebrei nel 17b9.
Noat del T.
(8) Questa e 1' opinion emessa da Moise Mendelssolh nel
suo libro intitolato Jgrusalem, opinion che contribul a favoriro
1' emancipazione political e social degli ebrei d' Alsazia.
(4) Blfntschli, T2'horie general de 1' itat. Paris, 1891.
(9) Mancini, Della nazionalitH coaefondamento del diritto delle
genti. NapFli, 1873.
tIR\ R an an olr' rt.pf.o ni t o', nntinii? Paris. 1882.


crea o mantiene una nazione e una comunione
di interessi, di tradizioni, di sentiment ,. L.
Legrand, da ultimo, non rimane content di
queste ultime definizioni ).
Riassumendo, si chiama nazione una riu-
nione di individui aventi in comune, razza, ter-
ritorio, lingua, religion, spirit, storia, istitu-
zioni, costumi, usanze.
Gli ebrei adunque per essere considerati
come nazione, dovrebbero realizzare tutte quest
condizioni. Ma, per parte nostra, oseremo ag-
giungere, come non sia indispensable per uo-
mini che hanno tendenza a ridursi a nazione di
essere di una stessa razza, d'avere una lingua
e di possedere la medesima religion. A mo'
d' esempio, il francese del mezzogiorno 6 affatto
diverse dal Bretone e dal Normanno; il catto-
lico di Baviera e tanto buon tedesco quanto il
protestante di Danzica, e il genovese, che parla
francese, non 6 meno patriotta del Saint-Gallois
o del ticinese, che parlano tedesco o italiano. -
Ammesso questo punto, gli Ebrei, nei loro
ideali nazionalisti, offrono tutte le condizioni
richieste, salvo una: un 'territorio comune. Ed
a appunto cib che giustamente il sionismo cerca
di dar loro. I sionisti non sono mossi da
vane ambizioni, ma, commrossi dalla situazione
veramente spaventevole degli Ebrei non an-
cora emancipati, essi vorrebbero elevare co-
storo alla dignity di uomini, facendo progre-
dire la loro coscienza, abituandoli a non fare
affidamento che sul loro lavoro 2). Essi vor-
rebbero liberare i loro correligionarii di Russia,
di Algeria, di Rumenia, del Marocco, di Persia,
dal giogo pesante cui sono sottomessi, strapparli
dalla abbiezione e dalla ignoranza in cui vege-
tano, e di procurare loro un asilo, done potranno
guadagnarsi da vivere, e ritrovare la loro sicu-
rezza: fare insomma di questi poveriparia, degli
uomini, degni di questo nome.
E allora inizieranno il loro progress tante
intelligence, tante energie affogate e perdute
per l'errore di governi imprevidenti, e special-
mente resi ciechi da pregiudizi assurdi. I
sionisti, fanno conto, se pur sarA dato loro di
raggiungere il loro scopo, che in due o tre ge-
nerazioni il mondo assisterA alla pih magnifica
rinascenza che mai siasi veduta di una societA:
ma, argomentano ancora i sionisti, che cib non
si possa fare che in Palestina, dove gli Ebrei
non dipenderanno da nessuno, poichY, 6 evi-
dente, che dove uno state qualsiasi si ingerird
dei loro affari, un eguale progress non sara
punto possible. Aggiungiamo poi che il pro-
gramma sionista ha una base religiosa. Esso
ha per divisa la profezia di Ezechiele: < Io
prenderi il tuo popolo fia le nazioni e lo ri-
porterb alla sua terra ,.
Ognuno sa che questo programma e stato
discuss e sviluppato a Basilea, in tre Con-
gressi, che hanno formulate i voti seguenti:
(1) L. Legrand, L'idde de patrie, Paris. 1898.
(2) Ho scritto in corsivo questo period perch nolla coping
stampata inviatami, 1' A. lo sognava con un largo tratto noro. -
Come si vede, 1' ideal dei sionisti (i sempre uno: d un ideale di
rigonerazione da compirsi prima verso i fratelli colpiti, poi verso
tutto 1' israelitismo. Iiscutero so Israele possa costituiro
giuridicamento una nazione, o si conserve solamente come razza,
ci pare una pur formia esteriore: 1' essonziaeo 6, cho non vi pui,
essere sionista cho non ami, Israelo sia conservato integro ed uno.
Noat del T.






L'IDEA SIONISTA


1. Emigrazione in Palestina di agricoltori
e artigiani ebrei;
2.0 Organizzazione c union di tutto il
giudaismo, con tutti i mezzi appropriate al rag-
giungimento di questo scopo, e con quelle as-
sociazioni general che possoio essere compor-
tabili con le leoggi dei singoli paesi.
3. Rigenerazione della coscienza nazionale
ebraica;
4. Pratiche preliminary per ottenere dai
Governi interessati la loro approvazione allo
scope che si propone il sionismo ').
Se finalmente noi considereremo i resultati
ottenuti dal movimento sionista in general,
noi vedremo ch'essi sono di dhe ordini:-pratici
e morali. I risultati pratici si limitano alla
colonizzazione agricola e industrial di certe
parti della Palestina, sul qual punto ii lettore
trovera, pifi avanti in questo nostro studio, dei
dettagli che gli permetteranno di giudicare della
sua importanza. Quanto ai risultati morali
---ecco come Luigi Lewy li apprezza 2): < Dal punto
di vista morale, il movimento sionista ha pro-
dotto lodevolissimi effetti. Ha ravvivato il sen-
timento di solidarieti, ha fatto palpitare di spe-
ranza quelli dei nostri correligionari che 1' ec-
cesso delle sofferenze avevano abbattuti ed
inebetiti. Ha fatto circolare attraverso milioni
d'anime una fiamma di entusiasmo, e ha illu-
minato milioni di front di una nuova idealitd;
ha obbligato 1' attenzione del pubblico a consi-
Sderare quanto sta preparando, e ha fatto risuo-
\nare nei due mondi 1'eco dell' immense dolore
da cui Israele B colpito, da tanti secoli. Tutti
questi sono preziosi risultati. 8) > Preziosi, si,
per un popolo che ha sempre dovuto contenere
il suo entusiasmo, e raramente ha avuto il co-
raggio di fare appello alla pubblica opinion.
(Contirtua).
ELIA GRUMBERG.


IL PERIGOLO NERO

NELLA vicina Francia, il Senato e la Camera dei
deputati hanno coraggiosamente approvato la legge
control le congregazioni religiose, per quante pressioni
la curia vaticana avesse tentato press la pubblica
opinion e persino nel seno dei poteri costituiti.
Questo provvido atto legislative colpisce in pieno petto
buona part delle congregazioni in special modo edu-
cative, le quali, con lavorio lento ed incessante, ave-
vano dato alla Francia ufficiali e magistrati assai
ineglio addestrati alle sofisticherie gesuitiche cho non
all' more ed all' onore della patria. La triste cam-
pagna combattuta control Dreyfus dai nazionalisti, tra
cui si annoverano i migliori (!) allievi delle congre-
gazioni, aperse gli occhi al governor ed alla nazione.
E se il Ministero Waldeck-Rousseau trovb opportune,
per la tranquillity del Paese, che 1' infelice capitano

(1) In questi (quattro punti prilcipali raecliinsa ogni fina-
lith del sionismo: il qualc, come ognuno potri osservare, riniane
in nl cainpo molto moderato. Essero sionista col programma
di Basilen, non pui contraddire a nessun altro sentiment civil.
Nota del 'I.
(2) Univers isra1lite. 16 settembre 1998.
(3) Si noti che 1' autore di queste linee 6 un avvcrsario del
sionismo politico. Nota dell'A.


stesse page della grazia presidenziale e desistesse dai
tentativi per ottenere piena giustizia; esso fece oltrech6
opera altamente doverosa e patriottica, rintuzzando 'or-
goglio di quegli organism che avevano sventurata-
mente reso possible l'ambiente in cui il famoso affare
si svolse. Cosi la Francia rivendic6 solennemente ii
diritto dello Stato laico control ogni inframmnettenza
di religion.
E precisamente in quest buona ventura della vi-
cina republican, che noi ravvisiamo il pericolo cie ci
minaccia, e diamo in tempo 1'allarme perched la fur-
beria pretina non ci colga impreparati, e chi sa e pub
cerchi rimedio al danno. Poich6, infatti, ii nero nugolo
delle congregazioni, che si vede costretto a lasciare la
terra del re S. Luigi, indirizza compiacentemente il
suo volo verso la nostra penisola, in cui 1'acquiescenza
della opinion pubblica sembra loro offrire asilo sicuro.
GiA (6 confortevole la constatazione), le gazzette libe-
rali d' Italia hanno notate con malumore lo stabilirsi
nel nostro paese delle Congregazioni cacciate di Fran-
cia e invocano dal Governo una azione efficace ed
una rigida applicazione delle leggi. Ma, a parte 1'in-
fluenza non benefica che 1' aumentato numero delle
associazioni ecclesiastiche sarA per esercitare sulle
istitituzioni laiche della nazione, 6 specialmente a
nostro riguardo che ii pericolo si present serio, e a
noi principalmente income obbligo di prepararci
alla difesa.
L' Italia per ora 6 refrattaria ad ogni. movimento,
almeno apertamente, antisemita, e la .maggiore e mi-
gliore part dei cittadini non & schiava di pregiudizi
di razza e di religion. Ma chi assicura che il cresciuto
affluire di congregazioni non vada creando in Italia
il triste ambience che ha di questi anni cosi aspra-
mente travagliato la Francia ? E cosi sottile la political
clerical ed antisemita, per cosi d-iverse e nasboste vie
giunge allo scope, che una rispbsta rassicurante non
e possible che sia formulate. La political incerta e
paurosa che A sin qui condotto il Regno d'Italia verso
il Vaticano, non da affidamento di tranquillitA ai nostri
timori: ed anche la question romana, che ancora
divide alcuna part della nazione, ha reso estrema-
mente difficili i rapporti tra lo Stato e la Chiesa.
Forse un'azione energica e risoluta nei primordi
avrebbe per sempre troncato ogni pericolo, e proba-
bilmente ii governor, ammaestrato dall' esempio dei
fatti avvenuti oltre 1' Alpi, pensera di avviarsi su di
una via sicura, e deciderA di fare rispettare rigoro-
samente la legge. Anche possiamo sperare che il mo-
vimento onesto della pubblica opinion saprA, quando
e so per disavventura se ne present la necessitA,
richiedere nuovi provvedimenti legislative che as-
sicurino il libero procedimento della vita civil .e
difendano le istituzioni da ogni paleso o coperto at-
tentato. Ma dove il governor non pub arrivare e dove
deve soccorrere 1' opera nostra vigile e previdente, b
nell' ipotesi che le congregazioni tentino di innestare
nello spirit pubblico qualche tendenza antisemitica.
Qui ci troviamo in campo di difesa legittima e la
reazione che opporremo all' azione diretta control noi
sarA pienamente giustificata. E i continue e mal celati
attacchi che la stampa cattolica-clericale quotidiana-











L'IDEA SIONISTA


mente lancia control il giudaismo danno purtroppo
consistenza ;non vana alle nostre osservazioni.
Ad ogni modo 6 nella convinzione di aver adem-
pinto ad un sacro dovere che noi abbiamno richiamato
1' attenzione degli Israeliti su questo argomento. E se
1' ottimismo ci permette di chiudere questi appunti
colla speranza che i nostri timori rimangano Iel campo
innocuo delle ipotesi, ci soccorre altresi la ragione di
assicurare che, so essi malauguratamente dovessero
passare nella sfera della realty, noi ci sentiremino la
forza di difendere ad oltranza i nostri interessi.
1).' ENEA VI.CVANI.



IL SIONISMO IN ITALIA

II Gruppo Sionistico Milanese pubblica la se-
guente circolare:
< Sono note a tutti i popoli civil le condizioni
miserrime in cui si trovano gli Israeliti di Russia,
1i Polonia, di Runenia, del Marocco, di Persia, ecc.;
condizioni che sono effetto della miseria atroce in
mui essi versano e piM ancora delle leggi eccezionali
,on cui i governi li colpiscono e dell' odio secolare
lelle popolazioni.
SAd ovviare a tali inconvenient non pochi corre-
ligionari inviarono ed inviano sussidi, ma questi
rion sono continue e sopratutto vengono temporanea-
mente in aiuto con largizioni strabrdinarie net casi
pift gravi ma non tolgono certo la radice del
male. L' Alliance Israelite organizza in mode pift com-
pleto i suoi soccorsi e cerca, con ottimo pensiero, di
favorire coi fondi che le avanzano dalle distribuzioni,
scuole e colonic ebraiche in Palestina.
Ma disgraziatamentc la sun attivitic ed i suoi
mezzi sono impari ai bisogni sempre crescenti e del
resto il suo scopo non mira alle radici del male.
Epper6 da pochi anni venne svolgendosi un sen-
limento ch' era gih innato nelle popolazioni israeli-
tiche ed organizzandosi un lavoro coordinator per re-
dimere le plebi semitiche che gemono nell'oppres-
sione e che disgraziatainente sono la massima part
lella razza israelitica, collo scopo di dar loro una
patria, visto che tale non puo chiamarsi il paese
dove nacquero e dove malamente vegetano.
SQuesto movimento iniziato precipuamente per
opera del D." Herzl di Vienna e di Max Nordau
fece in' pochi anni dei grandissimi progress, talchi
nel 1897 al primo congress Sionistico tentutosi inl
Basilea -convennero da tulto, il mondo molltisilni
rappresentanti di Societi Sioniste c furono gih con-
vocati da allora lien quattro congress niondiali ('no
all' anno) a Basilea ed a Londra. (11 5' avra hItogo
nell'Ottobro p. v. e vi parteciperanno anche i de-
legati italiani). II quest' ultima citit poi venne fon-
data la Banca Coloniale Ebraica con un capital di
due milioni di sterling, in gran parole gilt sottoscritto,
allo scopo di promuovmere la fondazione di colonies
agricole e di stabilimenii industrial nella Palestina
che sembra ancora la- terra piu adatta, perch gli
cbrei perseguitati abbiano a porvi stabile e quiela
dliniorn, Quanto al costitlirvi uno stato politico la
lassinia part dei .sionisti e per ora dell' avviso che
import ottenere dal Sultano 1n lirmano di prole-
zione per gli inniigranti ebroi concedendo a qlesti,
una certa autonomia ammininistrativa, lie assi(uri
loro una liberty locale da cui sono beln lngi gli
infelici ebrei abitanti ora nei paesi .di perse'ulzione;
salvo esigere s e quando sariI del caso la provincial
palestinese in stato autonomy sotto 1' alta sovral;ilit
del Sultano. Scopo indiretto poi dei sionisti e quello


di rilevare il noime israelitico dallo stain di depres-
sione in cui ora si trova anche nei pi:ei pifi civil
un po' per colpa dei concittadini d' altra fede, mnolto
per cofpa dei correligionari n ostri che in numero
non esiguo non solo 11011 sentono la dignity della
nostra razza, del nostro passato, ni conoscono le teorie,
la letteratura, 11 storia ebraica anteriori e posteriori
alia dispersione e die )pure seg1nanlo iia paginia tI1ato
gloriosa inlle nmanifeslazioni delll'intelletto unano --
ma anzi in inolti casi ostentauo per tntto quanto sa
d' israelitico un disprezzo nI ragionevole ni corag-
gioso.
Allo stabilimento in terra ospitale degli israeliti
per'se unitati attende 1' organlizzazione sionistica -
colla crcazione dell; Ban1 a e conl serio e prudenti
praliche press il Governo Iniperiale Ottoinano -
pratiche che sembra non abbiano auto sin qui esito
sfavorevole se si deve gindicare dal modo con cui
fu ricevuto il D.r Herzl, Capo di lutto ii movimento
Sionistico, da S. M. il Sultano nell' ultimo suo viag-
gio a Coslantinopoli, viaggio da cni torn decorate
del gran cordone del Megidii per motu-proprio im-
periale.
Alla rivendicazione della dignitit del none israe-
litico provvedono i Sionisti col dillondere I'istruzione
della nostra storia, dolle nostre leltere, della nostra
filosofia in modi accessibili sia alle poveri plhbi di
Polonia, sia agli universitari di Parigi e di lierlino.
Per i poveri diseredati die a milioiii staglano iella
miseria e sono oppressi dalle persecuzioni prouiiove
istituzioni ginnastiche e scuole d' arti e nmstieri
percht' possano rinvigorire oltre alia mente ii corpo
e diventino anche buoni opera.
Ed i' per questi santi ideati che il ioviimelto
SionisLico va diflfodendosi ovunqule'i e che anche
nella nostra Italia sono giit numerose Ie Associazioni
sionistiche. La coninit israelitica milanese n1on
poteva rimanere da meno di taite altre consorelle,
ed il 16 Giingno 1901 alciui volontli)rosi riinitisi
I'ondarono il Gruppo Sionistico di Milano ed appro-
varono ln staltto soieinte che %'niie soll )trilto dai
primi diciasette fundatori fra i quali furono elelte
le cariche.
Ed e colla fid cia hdie la 8. V. vorra cooperare
alia bnona causa che Ie si invia copia dollo Statuto
stesso ed una scheda di sottoscrizione. 11 Griuppo
Milanese si terri in corrispondenza col Comilato
central sedente a Vienna e gli iinier' il sirlo an-
nuale decrelato dal 1 Congresso per sostncere Ie
spese 1 ui li lira in oro per ogni socio da prelevatsi
sul contribute ainnio di L. 4! e promnoverh in Mi-
lano riunioni, letture e colferenze atte a propagare
la buona idea fra i correligionari e a diffondere fra
quest anche la coltura elraic'a illnstrando vari mo-
imenti ed epoch. della \ita israolitica tcli prc(senta
per ii so inodo d' essore e di ai mantiersi unico al
mondo, un interesse che forse 11on11 1miano in co(si
alto grado Ie stories d' altre razze o 1' altre religion,
con seltimenti e con opere infine (ci noll possono
che tornare ad onore degli israelili ilaliani. E cii sia
che si dedichino a sereni studi storici o letterari
come quelli chi si propongono i Sionisti Milanesi
lontani da ogni passion di partito sia che apprez-
zando altamenta ii bene d' avere una palria come
1' Italia, madre allettuosa ricamlbiata da tntti noi di
granlde amlorie, trovilno doveroso di I'iroarle di procI-
rare tale beneficio alle inoltitudin i dei correligionari
hie sono privi di patria e che date invincibili con-
dizioni di cose non potraino mai nialgrado la loro
]11nolia volonla, trovlarl'a-nc p]aeso dove vivono.
IL CONSIGLIO
BI. L pEVI, president.
l{abb. Ma Dg-. IA FAxO lil)]a. Magg. AImax
E. CANrTON, consiglieri.
M. FOLIGxo, cassiere Avv. RACAH, segretario.











L' IDEA SIONISTA


Alla circolare poi si accompagna il seguente

STATUTO
I.
1. Viene istituito a Milano un Circolo che porta
il nome di Gruppo Sionistico Milanese.
2. E scopo del medesimo:
a) risvegliare i sentiment di fratellanza a favore
dei correligionari oppressi di ogni paese.
b) Contribuire all' opera filantropica intrapresa
dal Comitato Sionista avente sede central in Vienna
e Basilea.
c) Contribuire all' opera del Comitato Centrale
in quanto esso concorre alla redenzione degli Ebrei
perseguitati o tenuti in condizioni di inferiority civil
o political.
II. SOCI
3. Potranno essere soci effettivi i correligionari
d' ambo i sessi anche non appartenenti alla citti di
Milano.
4. II contribute social sari non minoro di L. 4
annue da pagarsi in rate semestrali anticipate.
5. I soci i quali diano almeno per un triennio un
contribute non minore di L. 25 annue saranno ascritti
tra i benemeriti.
6. II Consiglio direttivo potra radiare dall'elenco
dei soci quelli che si troverauno in debito di. due rate
semestrali con facolth di riammetterli dietro pagamento
delle rate arretrate.
7. Dal contribute social ordinario di cadaun socio
sarA prelevata annualmente una lira in oro da inviarsi
al Comitato Centrale Sionista.
III. CARICHE SOCIAL
8. II Consiglio direttivo sara composto di 6 membri
eletti dall' Assemblea fra i soci d' ambo i sessi. Uno
dei consiglieri fungerh da Segretario ed uno da Cas-
siere. Tale Consiglio si rinnoverA per meta ogni anno,
eccetto il Segretario che rester& in carica per un
triennio.
Il Consiglio eleggerA nel suo seno il Presidente.
9. II Consiglio direttivo si porra in relazione col
Comitato central, sia per essere informato di quanto
esso'fa o tratta nell'interesse del giudaismo, sia per
istudiare le pif series question cho saranno agitate
da quel consesso.
10. II Consiglio studiera i mezzi piu pratici per
tenere frequent adunanze e conference e per acqui-
stare giornali e libri che trattino d' argomenti che
concernano il giudaismo.
11. 11 Consiglio ogni anno dar' conto all'Assemblea
del suo operate.
IV. ASSEMBLE
12. L' assemble 6 compost di tutti i soci che
abbiano compiuto 17 anni.
Le deliberazioni sono valide quando siano present
la meta pif uno dei soci di Milano. Trascorsa mezz'ora
da quella fissata per la convocazione le votazioni sa-
ranno valide qualunque sia il numero dei present.
In ogni caso le deliberazioni dovranno essere appro-
vate dalla meta pif uno dei votanti.
Per la delegazione della rappresentanza al Con-
gresso Sionista provvederi 1' Assemblea in seduta spe-
ciale dietro proposta del Consiglio direttivo.
V. STATUTE
14. Le modificazioni del present Statute dovranno
essere approvate dalla meta pih uno di tutti i soci
dimoranti a Milano e in altre citti, sia nella prima
sia nelle successive convocazioni, ed in qualunque
moment dell'Assemblea vengano poste in delibera-
zione le modificazioni stesse.


S15. Il Consiglio direttivo rest incaricato -della
compilazione di un elenco di soci e di un regolamento
interno.

E con vivo piacere che abbiamo dato posto alla
circolare e allo statute del Gruppo Sionistico Milanese,
che fin dal principio mostra di sapere interpretare
assai bene quali sono le aspirazioni del movimento
sionista, e specialmente quale debba essere la sua
funzione nell' Italia nostra.
Mentre riconfermiamo la nostra fiducia nell'opera
della associazione milanese, mandiamo ad essa vivo
incoraggiamento, perched voglia, con opera assidua,
condurre il Gruppo di Milano ad occupare un post
dei primi fra le associazioni italiane.


ZTOTE SPARSE

II V. Congresso Sionista che si doveva tenere in
quest mesi a Londra, 6 stato temporaneamente riman-
dato. Pare per6 sia fissato definitivamente per gli ultimi
mesi dell'anno in corso.
Con compiacenza la < Die Welt > di Vienna nota
nel suo numero del 2 Agosto, il numero doppio della
nostra c Idea Sionista , di cui fa specialmente risaltare
gli articoli sull' udienza del Dott. Herzl e la cronaca del
movimento Sionistico italiano.
A S. Luigi (America U. S. A.) 6 apparsa una
rivista mensile dal titolo < The St. Louis Zionist *, per
la propaganda e la difesa degli interessi sionisti. E edito
a cura della Associazione w Benei Zion ) della stessa cittA.
Alla rivista consorella auguri di lunga e prosper vita.
La Jiidiches Tururerein Bar Kochba > di Berlino
viene con ottima idea pubblicando dei volumetti di Canti
popolari ebraiei per uso delle Associazioni sionistiche.
(Liederbuch far jiidische Vereine). Vengono spediti gra-
tuitamente dei numeri di saggio. Scrivere alla Libreria
M. Poppelauer, Nachf, 59 Neue Friedrichstrasse, Berlin.
La Societh Corale < La Lira o di Serajevo (Bosnia)
presieduta dal Sig. Leone Finci, si 6 assunta 1' arduo
incarico di lavorare per la propaganda degli ideali sio-
nisti in tutta la Bosnia.
Un articolo dello student Ben-Elia sulla K Zioni-
stische Arbeitsgelegenheiten fur die Studentenschaft >,
comparso nel N. 81 della c Die Welt parla dell' orga-
nizzazione dei gruppi studenteschi sionisti, ed avverte
che 6 necessario estendere il potere della Banca Coloniale,
acquistandone o facendone acquistare azioni.
In favore delle azioni della.Banca Coloniale, .spezza
una lancia, nello stesso numero del medesimo periodic,
Ben Avigdor in un battagliero articolo intitolato w Agi-
tation im Sommer >: cio6 q movimento propagandist
estivo >).
In una series d' articoli, pubblicati sempre nell' ot-
timo < Die Welt > il D. Hasterlik, discorre delle orga-
nizzazioni delle Associazioni giudaiche operate e parla
dei loro grand progress morali ed economic. t bell il
constatare l'efficacia di quelle istituzioni mercer le quili
gli operai vengono adunati in sedi a clubs, muniti di
tutti i conforts modern, dove apprendono molten buone
chose, e dove sono loro spiegati e fatti apprezzare gli ideali
del movimento sionistico.
Nello stesso giornale il Dott. Leopold Laufer, sotto
il titolo < Unsere Verpflichtung zur Hygiene > (I1 nostro
dovere di front all'igiene) pubblica delle giuste ed assen-
npte osservazioni. E dice che il popolo giudaico, che
nella Bibbia e nel Talmud ha un' ampia legislazione
igienica, non dovrebbe durar fatica ad abbracciare con












L'IDEA. SIONISTA 5


coraggio i nuovi postulati della scienza igienica modern:
e l'autore seguita, indicando una series numerosa di pro-
post e.
Noi sottoscriviamo alle idee dello scrittore, e anche
noi non comprendiamo come i discendenti di un popolo
che ebbe fama di igienico sovra gli altri tutti, oggi sia
in part in contraddizione cosi aspra colla sua tradizione
e facciamo voti che una seria e pratica propaganda sia
fatta in questo sensor.
Nell' America del Nord, la propaganda sionista e
intensissima, e nei grand come nei piccoli centri si sus-
seguono le fondazioni di Associazioni sioniste.
In uno dei recent numeri della < Haschiloach >>
rivista mensile della scienza e della letteratura ebraica,
e contenuta una monografia di Abraham Kahana sulla
storia della comunith israelitica di Ancona (1348-1801),
assai interessante.
A Capetown (Colonia del Capo), la locale < Dorshei
Zion Association Capetown > pubblica il resoconto morale
dell'anno in corso, dal quale si apprende lo sviluppo del
movimento sionistico nell' Africa Australe.
La < Veren Jiidischer studenten > di Monaco ha
tenuto varie conference interessantissime intorno alla
storia, la letteratura, le science giuridiche, politiche e
scolastiche del gindaismo. Tutte le tesi furono svolte da
soci, student dell'Universith di Monaco.
I1 Segretariato dell' Actions-Cnomit6s Sionists di
Vienna, rammenta a tutti i gruppi e comitati sionisti
1' invio sollecito delle schede individual, per poter pre-
sentare il bilancio complete al prossimo Congresso di
Londra, avvertendo che ciascun sionista pua anche inviare
la sua quota singolarmente. e. v.
La question omerica. Non si spaventino i cortesi
lettori! Non 6 nostro desiderio intrattenerli sulla question
omerica: lasciamo tal briga a coloro che amano ancora
interessarsi sui response dei & separatist > del canone
Alessandrino, o schierarsi paladini delle teorie del Wolf
e di Laohmann, e di tutti i lore numerosi adepti. Per6
siccome la question, second la nuova teoria di Joseph
Schreiner comincia a toccare specialmente da vicino noi
ebrei, crediamo opportune accennare, come curiosith,questo
orientamento di studi greco-giudaici.
II volume dello Schreiner, che ancora non abbiamo
potuto procurarci, 6 edito press 1' editor Richard Sattler
di Brunswick, e port per titolo: << L' Odissea di Omero,
una epopea misteriosa ,. In conclusion gli eroi di Omero
second lo studios erano ebrei, Troia era Gerico.
La c Lettura > dll' ultimo mese ne parla alquanto
iaroasticamente: lungi dal voler prondere noi pure la
cosa troppo sul serio, riproduciamo tale quale il trafiletto
della Lettura >, per i nostri lettori che ancora non lo
avessero letto:
< Anche questa 6 da contar! S'impara sino a qual
punto possa giungere, a forza di arzigogoli, la sapienza
tedesca. Un po' umoristicamente, ma un po' anche troppo
seriamente, quell'acuto critic che e Julins Stinde ei occupa
egli stesso di un voluminoso lavoro test pubblicato dal
professor Joseph Schreiner press l'editore Richard Sattler
di Brunswick e che porta per titolo: L L'Odissea di Omero,
una epopea misteriosa >. In questo libro il dotto antore
tenta di raccogliere le prove storico-geografiche per pro-
vare che 1'epopea di Omero non scaturiva punto dalla
poetic fantasia dell'autore, ma che c senza dubbio > il
poeta aveva innanzi quale modello degli avvenimenti
storici della vecchia istoria israelitica !
Schliemann crede aver scoperto Troja e l'oro di Micene.
Ma non import: le rovine, rimesse a luce a Kissarlik,
second il professor Schreiner, non appartenevano a Troja.


Per lui la Troja d' Omero non era altro che 1' antica
Gerico.
Git un teologo Baur aveva assicurato, ancora nol 1832,
nella gazzetta teologica di Tubinga, che la presa di Troja
e quella di Gerico si assomigliavano un po' troppo. E da
lui lo Schreiner prende le mosse per giungere alla tesi
che << la storia gloriosa del popolo d' Israele 6 stata raccon-
tata dal poeta Omero, in mostra meravigliosamente bolla,
ma sotto a un velo mistorioso e affidata cosi al ricordo e
all' ammiraziine di tutti i tempi *.
Poich6 it sacro Ilio era Gerico, facile 6 capiro che
Ulisse era Giosu6, c Calipso quella Nahab, cie nascose
gli araldi sotto al tetto. Ci5 e davvero audacemente pen-
sato, ma almeno ci 6 fatto grazia per Omero, perch lo
Schreiner ne ammette l'esistenza e lo fa giungere pelle-
grino alla corte di Salomone. 1I quale Salomone era tutt'uno
con Alcinoo, il re dei Feaci! Cosi dice ii professor.
Indarno gli archeologi hanno cercato il paese dei
Feaci. Per lo Schreiner questo paese non era altro che la
terra di Canaan! o Giulivi erano i Feaci, mangiavano e
bevevano, giuocavano, cantavano, ballavano >. Cih deriva
dal fatto che Omero li conobbe imentre, da buoni israeliti,
celebravano la festa delle Capanne! Omcro describe il
palazzo e i giudici del re. Erano il palazzo e i giudici di
Salomone! Come Omero li describe nel settino canto
dell'Odissea, cosi sono descritti nel (antico doi Cantici!
Una cosa soltanto ma una inezia disturb lo Schroiner.
Omero loda le pere che crescevano nol paose doi Feaci e
nel Cantico dei Cantici, come in tutta la Bibbia, non1 si
parla mai delle pere. Fu un error it' Omoro cho manco
in questo, di color locale. E, del resto, soggiungo lo
Schreiner molto seriamente neppure questo pui' dirsi,
perch Omero si ontusiasmnb per le store eroicho di un
popolo a lui straniero e volle e seppe adattarle all' am-
biente della sna patria. In altre parole, Omero, pellegri-
nando per il mondo, giunse anche nella capital di re
Salomone, la cui sapienza era nota a lui come a tutti, da
lui ebbe onesta accoglienza o ai racconti di lui, alley tradi-
zioni raccolte gik dai profeti, si inspire.
Un altro professor tedesco, Dirpfeld, ha scoperto nel-
l'isola di Leuca, le trance dell'antica Itaca. Hazze, esclama
lo Schreiner, Itaca non 6 i the un supposto nomn1 d'isola o
di citth, e corruzione di lischachl, Isacco Avote gia ildo-
vinato che Nausica era... la Sulaminita! Mia chi imai, tra i
santi personaggi della Bibbia, sara stato Mcnelao ? >

UNA SOMMOSSA DI EBREI
Si comunica da Jossy che nella borgata Drincem, la
quale conta 800 abitanti, di cui 700 sono ebrei, avvenne
in questi giorni una sommossa di ebroi.
11 latifondista Krajesku aveva elevato la tassa da dieci
a quattordici franchi per test del bestiame condotto ai
pascoli nelle sue possession.
In seguito a ci5 gli ebrei di quella locality, dediti in
gran part alla pastorizia, si raduuarono cd armnati si reca-
rono al castello del latifondista per dargli un regolare
assalto.
Questi armin pure tutto il suo numeroso personal di
servitl.
Si venne ad nno scontro sanguinoso, in cui furono
morti e feriti d'ambo le part.
Un distaccamento di gendarmeria, chiamato telegrati-
camente, ristabili l'ordine.
Vennero arrestati parecchi elrei ed il latifondista
Krajesku.






56 L'IDEA SIONISTA


IL QUINDIeI DI AB

Percllii dirlsti a (iacoblbe, e poerrh,, o Israele,
parleresti cosi;
La inia via i oenvulta al Signoro, e la iia causa
non i' piuI ascollata lall' Iddio mino?
Non sai tIn, non hai tit udito? II Signore l1'Iddio
eterno, che ha create I'iniimensilt della terra; egli non
si stanca e non si affatica; il suo intendimento e
infinite.
Egli dit la forza allo stanco, e accresce il vigore
a chi e senza forza 1)0 .
Alla voice del suo profeta, il popolo che piangeva
la perdita di Gerusalenune a lui pit cara del siuo
braccio destroy, si alzava; quasi sull'occhio lagrimoso
asciugava 1'ultima lagrima, e un'inelfabile sorriso
di liducia spuntava sul suo labbro... Non sai tu, non
hai tu udito? Egli di forza allo stanco, e accresce
il vigore a chi e senza forza.
Le fanciulle ricoperte da un manto tutto bianco,
candido come la verginith dei loro corpi e la purezza
delle loro animne, col crine inghirlandato di gigli e
di rose, si radunavano sei giorni dopo la comme-
morazione del giorno phi nefasto della storia del
loro popolo, sui Inonti a celebrate la festa degli
sponsali. Tutte convenivano in quel giorno sui monti,
fossero esse ricche o povere, liglie di ministry e di
poveri artigiani: tutte erano ugualmente vestite di
bianco!
Ed intrecciando canti e danze, cosi dolcemente
ai giovani esse si rivolgevano: c 0 giovane, alza gli
occhi ed osserva! Non apprezzare la bellezza, ma
pensa alla famiglia: perched grazia e bellezza sono
cose vane: soltanto la donna che teme Iddio e da
lodarsi! 2)
Io credo che nessun altro popolo, come Israele,
abbia avuto mai tanta fierezza per opporsi alle sven-
ture; nb mai tanta grandezza nel saper rallegrarsi
nel giorno della gioia!
Gerusalemme pill non esisteva; del sacro Tempio
non rimaneva che una informed rovina carbonizzata;
una parte del popolo quella sopravissuta ai pati-
menti dell' assedio e alle barbare vendette del vin-
citore con le mani avvinte, era stata trascinata
nell' avara Babilonia! La cetra, sospesa agli alberi,
pif non accoinpagnava il canto dei poeti della nazione
- erano tutti poeti! -; invano il vincitore gridava
loro: < cantatt, cantate i vostri canti! >>: come
mai avrebbero potuto dimenticarsi di Gerusalemme,
della loro Gerusalemme? Eppure quel popolo filosofo
era stato spezzato'! ma non piegato. La sua aninra
resisteva a tutto: resisteva ai martin, -all'ignominia,
al servaggio.
E finchen gli fosse lasciato uno spiraglio da cui
potere contemplate il cielo, medicare sulla grandezza
del create, innalzare al sno gran Dio la prece quoti-
diana e fervente; Israele si sentiva ancor uno:
into, egli era il vincitore, e si preparava ai grand
ardimenti della sua storia. < Perch-h piangete ?
Non vi ricordate che Dio 6 con noi? > aveva detto
il profeta. Rallegrati, rallegrati, o popolo inio >.
- E sei giorni dopo it 9 di Ab, Israele festeggib
nachamit. Era la festa della famiglia, e simbolica-
mente della rinascenza di tutto il popolo. Mai come
dope il nove di Ab, ii popolo aveva sentito il hisogno
di stringer i legami the lo rianivano vicendevol-
mente.
11 nove di Al aveva segnato la distruzione della
famiglia; ebbene, il quindici ne sogneorl la consa-
crazione: il nove di Ab il nemico aveva fatto scempio
di Israele, diviso e disfatto lo aveva tratto in schiavitih;

(1) Isaia XL 27 28 2)
(2) Misnib Trattato Tagnanid- Cap. 4 . 8.


ebbene, sui inonti liberi, e godenti si celobreri la
festa della felicity, e la libertit esulterh serena nel
sacro nodo della gioventf e dell' more.
O popolo forte e poota, 6 forse a questi tuoi
gran riti cosi espressivi ed eloquenti, lie tu devi la
tua conservazione ?
E ancora forse dai romanli fu poi sentito la grande
poesia della fiesta ebraica degli sponsali: e quelli
sebbene non la riproducessoro conmpletamente, pure
nel Carme dei Ludi secolari, facevano invocare dai
cori delle fanciulle:
Rile maturos aperire parts
Lenis IlithyUi, tucre imattres,
Si'i Ita Ltiuiba probes vocari
Seu Genitalis.
Diva, produces subolemn patrumque
Prosperes decrela super ilugandis
Feminis prolisque novae feraci
Lege marita
La leggenda volgare, non so con qual base di
vero, dice che ii giorno di nachamii le figliuole di
Israele andavano ancora sul monte di Galaad a far
lamento della figliuola di Jefte Galaadita. Ella era
andata vagando per due mesi sui monti, e sui monti
aveva pianto con le, compagne la sua verginitit 1).
Forse parrh inopportune la conimenlorazione della
vittima della stoltezza del giudice d'Israele compiuta
dalle fanciulle di Galaad, proprio nel giorno della
gioia. Ma quello che esse piangevano era una vergine
sacrificata, una famiglia distrutta, una figliuola, la
cosa pii sacra per un padre, per il di lui volere
perduta.
Dunque ricomparirelbbe anche qu i la grande
idealiti, che ispira la festa del 15 di Ah! E pare
ancora che in questo giorno gli assediati di Biter
potessero dar sepoltura ai loro morti caduti vittime
dell' assedio di Adriano. Religion di carith e di
more che 6 bello notare nel giorno di nachamit.
II nove ed il quindici di Ab ormai non ci sono
tramandati che come un simbolo. Col primo nota-
vamo come annualmente si rinverdisse la memorial
della sacra mission d'Israele: e da quel ricordo
annuo venisse insegnamento all' israelitismo di
raftbrzarsi intorno all'antico vessillo col quale com-
batiL le pifl gloriose battaglie e ottenne i pit decisivi
trionfi nel campo del pensiero, come del sentiment
civil e umanitario. Col second Israele celebra il
simnbolo della purezza, riposta nella candidezza del
corpo e dell'aninia; della forza, riposta nella consa-
crazione della famiglia; della speranza, riposta nella
gioia, die da il poter pensare sempre a un migliore
domani.
Beato quel popolo che fra i suoi giorni memo-
rabili ha segnato un nove e un quindici di Ab!
E. C.


PICCOLA P.OSTA
RICEVUTE. Ci riserbiamo al prossimo numero di
stampare 1' elenco complete delle Ricevute.


1 Per esigenze tipografiche abbiamo dovuto
rimandare al prossimo numero doppio, Agosto-
Settembre che si pubblicherd nella prima set-
timana del mese venture numerosi articoli per-
venutici: domandiamo quindi Venia agli egregi
collaborator.

(1) Giudici XI 87 38.

C. A. CONIGLIANI, Dircllore responsabile
Modcna, Tipogralia degli perai (Soc0 Anonima Cooperativa).











ANNO I. MODE NA, AGOSTO-SETTEMBRE 1901 Nrr~iP 8-9


SIONISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA

ABBONAMENTO ANNUO L. 2,00 Adesioni e corrispondenze al Signor
Per 1'ESTERO L. 3,00 BENVENUTO DONATI MODENA


SOMMARIO Le sionisme des Juifs occidentaux, MAX NORDAU.
Il Sionismo e le Colonie ebraiche in Palestina, ILIA GIUuN-
BEAR. Ideale ebraico e ideal cristiano, Prof. G. LATTES.
Note Sparse. II Sionismo in Italia. La pretesa ignominia,
N. S. Un centenario ed un libro, B. DoNATI. Storia con-
temporanea, g. r. Rose Ascian,, G. CAMiEO. II pensiero
d'Israele, Prof. G. PUcILIESE. II Programma del V Con-
gresso Sionista.


iO mie jil$ occidentaux

IL est clair que le Sionisme ne peut pas avoir
la imme signification pour le Juifde 1'Occident
que pour celui de l'Orient. Nous n'avonsjamais
ferm6 nos yeux A ce faith. Nous l'avons relev6
avec insistence des le debuts de notre mouve-
ment. Mais tous d'entre nous ne l'on pas toujours
eu present A leur esprit. De lI certaines erreur
dans la propaganda qui devaient n6cessairement
causer des mauvaises humeurs, des r6voltes,
des desillusions, des decouragements.
Pour nos freres de l'est, le sionisme signifie
tout simplement tout: la vie entire, I'indivi-
duelle et la national, la materielle et la morale.
II est la r6intlgration dans la dignity humane
et la delivrance de 1'esclavage. II est le pain
quotidien et I'honneur viril. II est la cl6 de la
culture intellectuelle et le pont qui mene A la
grand'route du progres. Pour les Juifs en Russie,
en Roumanie, en Galicie, peut-ktre aussi en
Perse, la question se pose tout bonnement
ainsi: < Voulez vous mourir de faim? Voulez
vous miserablement perir dans la salet6 et I'in-
digence abjecte ? Voulez vous tomber dans
I'abrutissement et 1'abatement? Voulez vous
tre traits pis que les bestiaux? Voulez vous
etre m6prises plus profond6ment que les gale-
riens? Bien; albrs, restez ce que vous 6tes,
enfoncez vous de plus en plus dans votre marais,
ne bougez pas, n'ayez aucune aspiration, ne
faites aucun effort. Au contraire, voulez vous
6tre d6livr6s de votre misere? Voulez vous
conqu6rir des droits de 1' home et du citoyen?
Voulez vous etre places dans les memes con-
ditions 6conomiques, politique et morales oin
tous les autres peuples civilis6s combattent leur
indispensable lutte pous 1' existence? Alors, joi-
gnez vous au movement sioniste, fortifiez le
1) Noi siamo gratissimi all' illustre Max Nordau di averci
inviato, col mezzo del nostro carissimo Avv. Felice Ravenna, un
suo smagliante articolo, in cui, con arte e profondissima sagacia,
analizza il problema del sionismo, o 'espressione ch'esso ha as-
sunto press di noi ebrei dell' occidente.
Il pensioro del Nordadu, attualmento a capo del movimento
ufficiale del sionismo, rispondo completamente al nostro: e cio,
mentre ci e di grande soddisfazione, ci ricompensa anche delle
meschine accuse uhe all' indirizzo assunto da quest nostra ii-
vista e dat sionismo italiano, si erano con tanta leggerezza rivolte.
N. d. R.


par votre adhesion, elevez le A une puissance
politique et 6conomique avec laquelle on soit
force de computer. Certes, vous u'atteindrez pas
votre but imm6diatement. mais deja le simple
espoir et 1' active preparation de vos futures
destinies soulagera instantandment votre mi-
sere present >.
Evidemment, aux Juifs de 1' accident on no
peut pas parler ainsL Ils se seatent tres mal A
leur aise, mais ils ne veulent pas comprendre
nettement les causes de leur malaise. L'antisd-
mitisme leur empoisonno quelque peu la vie
pour I'instant, mais ils se consolent par cotte
idee qu'il est un ph6nomnne tris passage.
Dans tous les pays de l'Occident, surgissent au
Judaisme des conseillers b6ndvoles qui lui re-
commandent un remade infaillible centre cotte
mechante maladie du jour, 1' Antis6mitisme. En
Allemagne, le brave o Benedictus Levita ,, col-
laborateur courageusement pseudonyme des tr6s
reactionnaires et tres chrotiennes Annales prus-
siennes (Preussische Jahrbiicher) propose aux
Juifs de faire baptiser leurs enfants, si cette
m6thode de traitement 6tait incommodes aux
adults pour eux-mmmes. En France, le savant
M. Salomon Reinach, dans une feuille commu-
nale juive subventionnoe par' le Consistoire,
conseille aux Juifs de manger du cochon, le
pore etant bien meilleur march que la viande
des ruminants sacrifices rituellement; de cette
facon, ils pourraient mieux supporter la con-
currence des cuvriers chr6tiens, ils pourraient,
de leur pauvretu actuelle s' lever A 1' aisance,
et les juifs ais6s n'ont pas A souffrir de l'An-
tisemitisme; I'auteur de ce conseil spiritual le
salt bien par experience persoanelle, 6tant vingt
fois millionnaire. En Angleterre, M. Simon et
M. Claude Montague prechent une evolution
progressiste du Judaisme vers une- sorte de
d6isme et 6thisme pure qui enferait, assurent-ils,
la religion universelle de tous les gens cultiv6s
et 6claires, et par lI toute difference, touted op-
position entire Juifs et Chrctiens disparaitraient
naturellement. En Amdrique, les rabbins dits < rd-
form6s > so disposent A ex6cuter ce programme
remarquable et a faire du Judaisme une branch
A peine autonome de la Secte unitariste du
Christianisme. Enfin, en Italie, on renounce i
fire des theories et se content d'agir prati-
quement. On consider le marriage mixte comme
la vraie et heurese solution de la question juive
et dans ce qu'on appelle les < bones > fa-
milles c' est devenu presque un principle do no
marierr les enfants qu'avec des chr6tiens.
Tous ces remedes, quoique diff6rents ontro
eux et plus ou moins pretentieux, ont ccci de


L' IDEA


ANNO I.O


MIODENA, AGOSTO-S SE'rEMBRE; 1901


Nvml." 8-9










L' IDEA SIONISTA


Commun qu'ils tendent A la dissolution du Ju-
daisme.
Que peut offrir le Sionisme A des Juifs qui
ressentent leur Judaisme comme un fardeau,
souvent comme un opprobre, et qui ne pensent A
leurs parents et aieux que pour leur reprocher
de n'avoir pas eu l'esprit de se faire baptiser
il y a trente ou trois cents ans, ecartant par
cette tendre prevoyance ]es pines antis6mites
de leur chemin?
Le dialogue typique entire le Sionisme et
eux se d6veloppe A pen prbs de la maniere
suivante:
4 Le Sionisme est le seul moyen de conserver
le Jadalsme >.
< C'est justement ce que nous lui repro-
chons. Nou ne voulons pas que le Judaisme soit
conserve, nous voulons qu'ii disparaisse >.
(< Le Sionisr.e garantit au people juif un
avenir et de la dignity nationaux .
< C'est absurde. Il n'y a pas de people juif,
il n'y a qu'une religion juive, et de celle-ci
nous nous battons l'oeil. Nous sommes dejA
assez ennuyes de notre pass et present juifs,
et vous nous menacez encore d'un avenirjuif?
Merci bien! De la dignity national? Est-ce que
le commerce des vieux habits deviendraitjamais
un but id6al de la vie, le jargon' judaique la
langue de salons aristocratiques, le pied plat et
le i:ez crochu le module dela beauty mAle? Nous
ne croyons pas A une pareille transvaluation
des valeurs et ne la desirons mime pas. D'autres
traits nationaux que ceux que nous venons
d'enumerer, nous n'en connaissons pas, du
moins les journaux, romans, comedies et cari-
catures antis6mites, seules sources de notre
conhaissance du Judaisme ne nous en out pas
einseign4s d'autre >.
< Le Sionisme fait d'ilotesjuifs des homes
et citoyens integraux >).
< Cela, nous le sommes d6ej 16galement, et
nous le deviendrons aussi socialement, aussitdt
que nous nous serons d6barrass6s de notre Ju-
daIsme et que nous le dissimulerons si adroi-
tement, que meme le Antis6mites ne pourront
plus se flairer sur nous >.
A Le Sionisme offre au proletariat juif le
plus miserable et malheureuse de tous les pro-
letariats, la base solide ofi il pourra utilement
mettre en oeuvre sa capacity de travail >>.
a Qu'est-ce que ce charabia IA? Chez nous,
il n'existe pas de proletariatjuif. Nous sommes
passablement A notre aise et celui qui veut
travailler arrivera sfrement plus vite A la pro-
spirite en Italie, en France, en Allemagne etc.
que dans les-deserts de la Palestine ou d'autre
belles contrees habitues de Turcs, de Kurdes,
ou d'anthropophages >.
Inutile de continue la conversation. Elle
tourne en cercle et u'avance pas, ne saurait
avancer. Le Sionisme est rationnel dans la me-
sure oh par example 1'est la g6omitrie tridi-
mensionale euclidienne. Celle-ci aussi a des
postulata qui ne sauraient se prouver. Le Sio-
nisme, lui, a 6galement un postulatuni, inacces-
sible A la preuve rationnelle, parce qu'il est
plac6 dans la sphere du sentiment. La condition
prealable du Sionisme, c'est 1' existence du sen-


timent juiT, de 1'orgueil du pass du people
juif, du desir de la continuation de 1'6volution
historique de la race v6nerablement antique. LA
oh manque cette condition pr6alable, le Sionisme
n'est ni A defendre ni A comprende. II doit
paraitre absurde et unacceptable.
De 4I result la m4thode qui seule doit ctre
employee pour propager 1'idie Sioniste parmi
les Juifs assimiles. Inutile d'argumenter avec
les Juifs mfirs, qui ont totalement d6sappris
de sentir en Juifs et qui vivent dans une con-
ception bien consolid6e as6mite on peut-6tre
meme antisemite. C'est un gaspillage de temps
et de force que de vouloir, avec des arguments
rationnels, convaincre et convertir ces elements
1A. Ce qui est n6cessaire, c' est de crier le sen-
timent juif. Car les sentiments aussi se creent.
Ils sont le fruit de 1'6ducation, des influences
6prouv6es de bonne heure, et particulibrement
de 1'exemple. Par ces forces IA, de 1'enfant
juif Mortara on fait un pretre catholique pro-
fondement croyant et sentant chr6tiennement
avec toute la sentimentality juive et de tils
d'imnmigr6s 6chapp6s du Ghetto polonais des
Teutons ou Gaulois aux cheveux cr6pus, qui
trouvent << qu'on ne saurait refuser A 1'Anti-
semiitisme une certain part de v6rite >. Par
ces memes forces, on peut refaire de bons juifs
des descendants d'assimiles reniant leur race et
devenus completement Wtrangers au Judaisme,
et on le fait plus facilement, car meme dans
1'Amne juive la plus decompose et minee il
rest toujours encore quelques centimetres car-
res de terrain. solide oh l'on peut s'appuyer
pour construire une nouvelle edifice de senti-
ment et de penser juifs avec les fragment di-
sperses, couverts de moisissures et A moitid
d6sagr6ges de souvenirs anciens.
II fait done agir sur lajeunesse, autant que
possible d6ji sur 1'enfant. Que ce soit facile, j(
ne le pretends pas. Nous avons centre nous les
resisiances des parent, les influences de l'6colE
ed de la famille. Neanmoins, le zele, I'enthu-
siasme pour la grande cause, la tenace pers'-
verance, un peu d' habilet6 trouveront toujour,
des moyens et voies pour penetrer A temps
dans la citadelle familiale juive aux portes de
laquelle on fait bonne garde contre nous. Ici,
1' art et les lettres juifs ont A jouer un grand
rdle. Des romans, des drames, des posies, des
tableaux, des sculptures juifs d'un rang arti-
stique eleven font plus pour eveiller dans des
Ames jeunes le sentiment juif que n'importe
quelle predication systhmatique, rationnnelle qui
nous parait devoir emporter la convinctiou.
Cette predication ne produit jamais son effect
que lorsque des tendances et aspirations juivcs
preexistent dejA dans le sentiment.
Malheureusement, ces moyens d'education
de I'Ame juive sont encore tres rares. Ce qui
a 6tfo cred, dans cet ordre d'id6es, dans nf
pass lointain, n'a pas de valeur vivante pour
un public ultra-moderne, et dans les derni6res
deux on trois g6ndrations, tous nos talents out
abandonu6 le Judaisme et ont travaille de totes
leurs forces A le dejudaisation de leurs fires
de race. Naanmoins, il y a deja, du moins en
Angleterre et en Allemagne des commencements











L' IDEA SIONISTA 50


promettants (en Angleterre le romans et nou-
velles du grand Zangwill, en Allemagne, les
vers de Liliencrou, les romans do Max Viola,
les dessins de Lilien) et nous pouvons esperer
que sous l'influence, de la vie nouvelle sioniste
ils se d6velopperont richemient.
Mais ce qui imported le plus, c'est tout de
nimne 1' example. Nous agissons come educa-
teurs rien qu'en existant. Rien ne surpassed la
force propagandist de ce phenomene que des
homes serieux, integres, cultiv6s, don't la vie
d6fie la calomnie et faith honte A la moquerie,
vivent et travaillent pour 1' ideal sioniste, sans
se laisser d6courager par l'indifference, trombler
par 1' ironie, revolter par la fureur des ennemis.
Un group d'hommes remplissant ces conditions
finit par s'imposer, quelque peu nombreux qu'il
soit au debut. II faut soulement qu'il sache
durer. Les premiers succes se font peut-6tre
attendre longtemps. Mais lorsqu' enfin ils arri-
vent, ils vont en augmentant selon la formule
des entreprises dites < boule de neige e.
Le Sionisme ne saurait renoncer A l'occident,
quoique les juifs occidentaux semblent compl6-
tement perdus pour le Judaisme. Naturellement,
I'arm6e des sionistes se recrute A l'Est. Mais
son corps d'officiers doit lui venir, pour une
grande part, de 1'Ovest. Car des officers ne
peuvent lui itre forms que pas des 61iments
du people juif d6veloppos en liberty, arrives A
l'aisance, nourris de toutes les sources de la cul-
ture moderne. Or, ces l66ments la ne se rencon-
trent avec quelque frequence que dans les pays ohi
les Juifs ont des droits egaux avec les chrntiens.
Je ne laisserai m6me pas de rester convaincu
qu' il y a un advantage pour notre movement,
au moins dans ses debuts, A ce que le Judaisme
occidental, en general, se montre tres peu ac-
cessible A nos efforts. De cette facon, nous
sommes stirs que les peu de Sionistes qui de
ces pays la se joignet a nous, sont le resultat
d'une severe selection. Les Sionistes occidentaux
ne sont ni des ambitieux du ghetto ni des tigres
de reclame, ni des petits profitteurs ni des sp6-
culateurs, ni des cabotins vaniteux ni des snobs
imitateurs, comme ils pourraient I'tl.re IA oiu
le Sionisme est d.ja une chose populaire et une
affaire de majority. Ils sont des idealistes purs,
d'intr6pides homes de minority, des natures
vigoureuses du plus dur grain national. Ce sont
des survivants d'une rude o lutte pour I'exi-
stence > morale oh les plus faibles ont peri
nationalement. Ce sont des individualites don't
i'infrastructure invisible, hereditaire, racial et
national est expectionnellement solide et puis-
saute. Tels doivent pourtant etre les homes
appeles A conduire le foule sioniste de 1'Est a
la march et au combat.
Celui qui intlrprcterait mes paroles comme
un aveu que je considrre le Judaisme occidental
comme d6finitivement perdu A notre race, ne
m'aurait pas compris. Certe, il est sur le che-
min de l'apostasie et celle ci deviendra siire-
ment definitive si uue renaissance national ne
ramnne pas les agar6s a le'ur race. Mais la
< Vita nuova > du Sionisme peut le sauver
pour la cause juive. Elle le lui sauvera surement,
si le Sionisme parvient a des realisations.


Car soyonsjustes: nous ne devons demander
A 1' homme moyen, ct par consequent aussi au
juif moyen, ni h6roisme ni une riche imagina-
tion visionaire. Les deux soot des dons exception-
nels. Le juif ordinaire, dans les pays, oi il jouit
d'une security passable de la personnel et de
la propriot6, n'est mime pas capable de se fi-
gurer autre chose que sa condition actuelle.
La loi le ddfinit come un citoyeu de son pays.
Jl a une patrie. II a un people. II a une langue.
II a une civilisation. Que tout cela ne soit pas
sien, il croit que cc soit l1 une invention ca-
lomnieuse, celui qui le lui dit, il le consider
comme son pire ennemi. II souffre de 1' Antis6-
mitisme, mais il lutte centre lui selon la loi du
moindre effort. Or, 1' accident, 1'adaptation,
1'assimilation exige certaiment un moindre ef-
fort que 1'affirmation d' une genie national par-
ticulier, que la separation, que 1' organisation
national, et, comme cas extreme, que l'6mi-
gration.
Mais qu'il se soit fond6 une patrie juive
garantie par le droit international, mais que
des certaines de milliers, voire des millions de
juifs vivent et prosperent de nouveau nationa-
lement sur leur sol A eux, et la mrme loi du
moindre effort, fera de la plupart des actuols
zilateurs de i'assimilation des fervents du na-
tionalisme juif, peut-etre meme des colons do
Sion.
Les assimilateurs seront etonncs de la facility
avec laquelle, en presence d'un commencement
d'existence national juive, sur une terre de
security, il d6couvriront de nouveau leur cccur
juif. Je ne dis pas cola ironiquement, mais che-
leureusement, dans la joie anticip6e de retrouver
des freres perdus.
D.r MAX NORDAU.


IL SIONISMO'
E LE COLONIE EBRAICHE IN PALESTINA


II. LA PALESTINA

I luoghi che debbono la loro celebrity all'an-
tico popolo d'Israele, e dai quali sono partite
le credenze che alimentano l'umanitA civilizzata,
sono molto piu adatti alia colonizzazione di quel
che generalmente non si creda. Il clima vi offre
delle difference sensibili, grazie alla configura-
zione del paese che s'estende, in forma allun-
gata, per nove gradi di latitudine, e grazie alla
parte alta, molto elevata nella region confi-
nante col Libano, e che discende a 400 metri
sotto il livello del mare nella depression del
Ghor (valle del Giordano).
Mentre il desert Siriaco c la quasi isola
del Sinai ricordano il Sahara pei loro estremi
di temperature e sopratutto pei loro calori, certe
valli ben protette control i venti del Nord e del
Sud, e che s'inclinano verso il Mediterranco,
hanno un clima marittimo, con deboli variazioni
mensili, assai simile a quello della Calabria.


1) Traduzione di Benvensto Donati.











L' IDEA SIONISTA


Non vi sono che due stagioni in Palestina:
l'estate e 1'inverno, o stagione delle pioggie,
che va dall'ottobre all'aprile. La never vi e ra-
rissima. Alla fine dell'inverno, quando la terra
e satura d'acqua, si riveste di verde e di fiori;
nel paese di Moab di questi so ne contano fino a
70 varietA in una sola valle. La sabbia compare
sotto un tappeto multicolore; ma cib non dura
molto tempo. Dopo qualche settimana di caldo,
la campagna riprende il suo aspetto grigio uni-
forme. II solo verde che s' offre allo sguardo 6
quello di arbusti spinosi, che germogliano spon-
taneamente. Bisogna dire in veritA che l'humus,
la terra vegetable propriamente delta, manchi
generalmente in Palestina; i migliori terreni
sono compost di sabbia, d' argilla e di rest cal-
carei. Tuttavia si prestano mirabilmente alla col-
tivazione: le colonie ebraiche ne danno la prova.
Gli autori sono concordi nell'affermare che
la Terra Santa e stata in altri tempi coperta
da forest. Ma ora non ne esistono quasi pih
che nelle vicinanze del mare e sopra alcuni
declivi, ben esposti agli effluvi marine. Tuttavia
si trovano ancora vestigi di queste antiche
fIreste sotto forma di radici, che gli abitanti
estraggono dal suolo per fame del carbon fos-
sile e della legna da ardere. II territorio coltivato
s'estendeva dapprima assai al di ld dei suoi limiti
attuali, persino in pieno desert; in regiofi
totalmente desolate s'incontrano traccie d'an-
tiche piantagioni. Tutta la parte meridionale
del paese, oggigiorno cosi arida e pietrosa, era
arricchita da una ricca vegetazione.
Ma se il clima della Siria e della Palestina
ha mutato, se l'umidita ha generate siccitA, la
salubritA general invece 6 restata la stessa.
I terreni in declivio facilitano lo scolo delle
acque; le paludi vi sono quasi sconosciute. 11
maggiore Conder, uno dei piit eminent esplo-
ratori della Terra Santa, afferma che, se
sono rimasti alcuni pregiudizi sulla salubritA
di quest paese, 6 colpa dei geografi, che non
ne visitano mai la parte migliore. Vi sono in
Palestina terreni sterili come le brughiere
d'Inghilterra e le lande della Francia ma essi
non occupano che una minima superficie, e in
ogni altro luogo 1'agricoltore 6 quasi certo di
essere ricompensato delle sue fatiche.
Noi abbiamo notato che la flora della' Siria
si e sensibilmente modificata. I datteri sono
divenuti rarissimi nei dintorni di Gerico; il
signor Conder non ne ha trovato che due in
tutta 1' oasi. II banano, che si coltivava ancora,
alla fine del dodicesimo secolo, sulle rive del
lago di G6nezareth, non vi si trova piil. I cedri,
questi re delle montagne, non sono pif rappre-
sentati nel Libano, che da gruppi sparsi qua
e IA. La vegetazione primitive si trova soltanto
in certe part dell'Amarus, che somigliano al
Taurus di Cilicia, coi lore boschi di quercie, di
faggi e di pini, alcuni dei quali s'elevano a pii
di 50 metri d'altezza.
Anche la fauna ha subito molti cambiamenti.
Nella maggior part gli animal domestic sono
molto piui piccoli di stature dei lore congeneri
Sell' Occidente e dell' Asia Minore. Gli orsi sono
scomparsi; all'infuori dei cinghiali,. tutta la
grossa selvaggina diviene rara.


Quanta alla popolazione, la Palestina, sopra
una superficie di circa 25.000 chilometri quadrati,
ha 50 o 60000 anime, e molti pretendono che
cib sia tutto quello che il paese pub contenere.
Ma, in realtA, questa cifra 6 molto piecola, e
cib si spiega col fatto che, dopo la caduta del
reame normanno, la Terra Santa 6 il campo di
battaglia delle orde barbare. Egiziani, Mongoli,
Kurdi, se la sono disputata, colle armi alla
mano. I racconti dei viaggiatori dal quattordi-
cesimo al diciottesimo secolo, deplorano tutti
la situazione miserabile della Palestina, la poca
sicurezza che vi regna e la tirannia dei suoi
conquistatori. D'altronde non e molto tempo
che si riguardava un'escursione in Palestina
come un'impresa molto audace. Cosi si com-
prende come una contrada, che una volta con-
tava, second i dotti, sei od otto milioni d'abi-
tanti, non ne abbia piui, ai nostri giorni, che lal
dodicesima o la quindicesima part.
11 signor O. Munk 1) stima che la Palestina,
nel suo stato attuale, possa ancora largamente'
nutrire cinque milioni d'uomini.
II. GLI EBREI DI PALESTINA
Gli ebrei di Palestina sono attualmente circa
60000 2) (cio6 la centosessantesima parte del
numero total degli Ebrei) la maggior part
immigrati; i soli Ebrei di Damasco sembrano
discendere da un'antica comunitA, ed essi sol-
tanto sono considerati come sudditi turchi. Gli
altri sono. stranieri, in un paese che hanno
tuttavia sempre considerate come loro patria.
Si potrebbe scrivere un libro interessante, ma
triste, sulla storia degli Ebrei di Palestina.
Dopo la sua dispersione, il popolo ebreo ha
.sempre tenuto gli occhi rivolti verso la terra
dei suoi antenati. Di quando in quando un poeta
la celebrava in versi; alcuni, piiu arditi, tenta-
vano di tornare a stabilirvisi; talvolta vi riu-
scivano e vi cominciavano una discendenza; il
piil delle volte erano cacciati e perseguitati.
Sotto la prima dominazione mussulmana essi
godettero d'una pace relative, rattristata peral-
tro da crudeli prove. L'epoca delle crociate fu
loro fatale; coloro che erano sfuggiti alla spada,
al fuoco o alla tortura, si rifugiarono in Silia
e in Egitto. La sede dell' Accademia ebraica di
Gerusalemme fu trasferita a Damasco, dondc i
principal dottori presero it titolo di capi del-
1' Accademia di Palestina. Quando i primi furori
pei cristiani furono calmati, un grande numero
di ebrei, sfidando tutti i pericoli, non poterono
resistere al desiderio di vivere di nuovo il
suolo che era stato loro cosi caro e di venire
a piangere sopra le rovine del loro antics
santuario. Le poesie ebraiche dal decimo al
dodicesimo secolo souo improntate ad una amara
melanconia, che. ricorda cib che la letteratura
ebraica ha prodotto di piil triste.
Al giorno d'oggi gli ebrei di Palestina si
dividono in molte sette ben distinte. Poco fa
essi erano tutti Maugrabim o spagnuoli, discen-

I) Geografia della Palestina pubblicata nell' Univers pittoresque.
21 Alcauni dicono 30000, altri 80000 o 100000. Ma la cilfra di
60000 6 quella che mi sembra accordarsi meglio colle statistiche
dell' impero ottomano e dei viaggiatori. Non bisogna dimenticare
ohe la Turchia non ha lo Stato Civile; di qui 1' impossibility di
dare un numero esatto.











L' IDEA SIONISTA 61


denti dagli Ebrei espulsi dalla Spagna dall'In-
quisizione del secolo decimosesto; tutti Sefar-
dim, o < addetti al Libro >, Alcuni Karaiti, che
non riconoscono che l'autoritA della Bibbia e
non tengono conto del Talmud, erano venuti
ad aggiungersi ad essi.
Ma dopo la prima metA del nostro secolo,
un altro gruppo e arrivato dall'Europa Orien-
tale; 6 format dagli Aschkenazim, Ebrei te-
deschi, polacchi, russi, rumeni; la loro colonia
principal 6 ancora quella di Safed, ai piedi
dell'antico vulcano, dove il Messia, venendo
da Tiberiade, deve stabilire il suo trono, second
il Talmud. Essi erano protetti dall'Inghilterra
e dipendevano direttamente dal console inglese
di Gerusalemme. Attualiente, nella massima
parte, son divenuti sudditi turchi, essendo gli
altri sotto la protezione dei loro paesi d'origine.
I Sefardim, che erano ancora, poco tempo fa,
obbligati a portare il turbante nero, si distin-
guono per la nobiltA del contegno e la bellezza
dei lineamenti; ma pii fiacchi, meno attivi, meno
istruiti degli Aschklnazim, discendono a poco a
poco negli strati inferiori, quantunque pih puri
di razza dei loro correligionari, i quali sono
piui o meno misti di element ariani o tartari.
Tuttavia non sono, come pretend il signor
Isidoro Loeb 1), degli Ariani o dei Tartari con-
vertiti, poiche allora si dovrebbbero far rientrare
tutti gli Aschk6nazim in questa categoria, cib
che e storicamente impossible.
Citiamo ancora a memorial i 160 Samaritani
discendenti dai Caldei e dai Siri di Babilonia,
da Konta, Ava, Kamath e Sepharvaim, che i re
di Ninive avevano trasportato a Samaria durante
la schiavith. Questa setta, convertita a un mo-
saismo fortemente colorito di Caldeo, si e conser-
vata intatta durante 25 secoli; gli Ebrei 1'hanno
in orrore ed essa non ha alcuno dei tratti ca-
ratteristici degli Israeliti.
Gli Aschkenazim hanno cominciato ad emi-
grare in Palestina alla meta di questo secolo,
in gruppi di cento, quando sentivano 1'avvici-
cinarsi della morte. Era allora credenza gene-
rale che nel giorno del gindizio i morti sotterrati
in o terra santa > risusciterebbero immediata-
mente, mentre gli altri sarebbero obbligati a
scavarsi, come le talpe, un passaggio sotterraneo
fino al luogo sacro dal quale li farebbe uscire
la voce livina.
La situazione economic e social degli Ebrei
cittadini di Palestina 6 abbastanza miserable,
ma tende a migliorarsi grazie agli sforzi del-
1'Alleanza Israelitica universal e di altre as-
sociazioii filantropiche ebraiche, che li fanno
partecipare ai benefizi della civiltA europea.
Queste associazioni si danno molta pena per
alzare il livello morale e social di questi Ebrei.
Fondano ospitali ed asili; costruiscono case nelle
quali i nuovi arrivati sono accolti pagando un
tenue affitto, e delle quali possono divenire
proprietari per mezzo di piccole rate annual;
creano scuole in istato di rivaleggiare colle
scuole cristiane. A Gerusalemme, dove essi non
sono meno di 30000, formando la maggioranza

1) Nouveau dictionnaire de gEographie universelle: articoli Pa-
lestine e Juifs.


della popolazione, un buon terzo di Ebrei non
potrebbero vivere, se al loro guadagno giorna-
liero non s' aggiungesse la chalonha, distribu-
zione d'elemosine fatta dai filantropi europei.
Nelle altre citta, specialmente a Giaffa, Tibe-
riade, Safed, Hibron Haifa, la loro condizione e
molto migliore e anzi incoraggiante.
In quest cittA gli ebrei si dedicano alla
piccola industrial e al piccolo commercio, che
essi praticano in modo pii abile e spesso pit
onesto dei loro concorrenti turchi o armeni.
Quantunque ancora ignorati e disprezzati, mal-
grado il loro numero, cacciati da tutti i luoghi
consacrati dall'Evangelo, dal Corano e dalla
stessa Bibbia, chiusi in quartieri malsani e re-
legati in cieche sinagoghe, essi nutrono pid che
tutti i loro fratelli la speranza d'un risveglio
nazionale, che sara per essi l' aurora di un' era
di liberty individual e collettiva, della quale
non hanno mai conosciute le dolcezze.
IV. LE COLONIE AGRICOLE.
Noi siamo finalmente arrivati al capitol che
c'interessa di pii. I risultati della colonizzazione
ebraica in Palestina, per quanto siano deboii,
sono una risposta vittoriosa a tutti coloro i
quali, sulla fede di pretesi scienziati, sostengono
che gli Ebrei non sono adatti all'agricoltura.
Grazie a questi risultati si pub loro chiudere
la bocca; poiche il Sionismo fa le sue prove
pratiche e recluta numerosi aderenti, i quali,
senza essere completamente d'accordo cul pro-
gramnma elaborate dal Congresso di Basilea, ap-
provano ed incoraggiano 1' enigrazione ebraica
in Terra Santa.
Prima di dare dei dettagli sopra queste co-
lonic agricole, noi vorremmo rifarci un poco
piii addietro, fino al loro punto di origine. La
colonizzazione ebraica, al suo inizio, fu uu'opera
di patriottismo e di filantropia insieme. Nel 1840
sir Moses Montefiore, il ben conosciuto filantropo
londinese, aveva proposto al vicere d'Egitto un
piano di colonizzazione, che cadde, essendosene
gli Ebrei d'occidente, dei quali si sperava 1'ap-
poggio, totalmente disinteressati, e d'altra parte
essendo ancora troppo credute le idee, che erano
in dominion del pubblico, sulla sterilitA della Pa-
lestina. Invano nel 1853 L. A. Franke scrisse
il suo libro Nach Jerusalem, nel quale cercava
di provare che il paese si prestava perfettamente
all'agricoltura. Invano verso il 1860 Kaliscker
e Gutmacker, e nel 1875 di nuovo sir Monte-
fiore pronunciarono eloquenti difese in favore
di quest causa. Essi non furono ascoltati. E
vero che nel 1870, al moment della fondazione
dell'alleanza israelitica universal, Carlo Netter,
secondato da Cremieux, istitui, molto vicino a
Giaffa una Scuola agricola ebraica, che ebbe il
nome di Mikwoeh Israel (speranza d'Israele).
Ma Netter era un illuminate che non si rendeva
per nulla conto della portata della sua opera,
e non pensava per nulla a darle quel carattere
nazionale, che essa non doveva tardare a pren-
dere. Soltanto nel 1878 ebbe luogo il primo
saggio di colonizzazione agricola propriamente
detta, a Petach-Tikwah. Questo saggio non fu
felice; i coloni, venuti da Gerusalemme, erano
senza risorse e senza alcuna esperienza; rinun-






1) IDEA SIONISTA


ciarono ben tosto alla loro impresa e ritornarono
alla citta.
L'avvenimento che condusse finalmente alla
effettuazione dell' idea che tante teorie non
avevano potuto far maturare, fu i'esplosione
d'odio, che sollev6 le popolazioni di Russia e
di Rumania control gli Ebrei.
La persecuzione forzb gli Ebrei poveri ad
emigrare e a cercare un solo pift ospitaliero.
La gran massa degli emigranti si diresse verso
1'America. Ma intanto s'era format a Galacz,
in Rumania, un. comitato il quale, incorag-
giato dall'opera Autoemancipation del dottor
L. Pinsker, ne diresse una part verso la Pa-
lestina. Cosi furono fondate Sichron-Jacob e
Rosh-Pinah, oggi due prospere colonie. Dipoi,
nel 1882, questo medesimo comitato fondb una
nuova colonia, Rischon-le-Zion e ripopolb Pe-
tach-Tikwah, che, come si e visto, era stata
abbandonata.
Tali furono gl'inizi della colonizzazione e-
braica in Palestina.
Ma questo bel principio fu seguito ben tosto
da una lotta terrible control difficoltA senza
numero.
I nuovi coloni erano per la maggior parte
commercianti o artigiani, che non avevano al-
cuna nozione d'agricoltura, e le prime espe-
rienze loro costarono molto caro. Inoltre essi
non sapevano 1'arabo, la sola lingua compresa
dagli indigeni che insegnavano loro a coltivare
il terreno. Anche il governor turco si mostrava
hostile; s'opponeva allo stabilimento di nuovi
immigrant, limitava it numero delle case da
costruire, imponeva una tassa su tutti gli og-
getti necessary ai coloni.
Ma costoro, grazie alla loro perseveranza,
finirono per trionfare sugli ostacoli principal,
furono fondate nuove colonies, Jessud-Hamalah
nel 1883, Katra nel 1884. Quest'ultima era quasi
interamente abitata da giovani person venute
dalla Russia, che possedevano un'istruzione ac-
cademica. Vedendo che attorno ad essi la per-
secuzione incrudeliva, met.tendo in balia del caso
ccntinaia di famiglie, che si trovavano ridotte
alla piu vera miseria, si sollevarono come un
sol uomo (erano 400), compresero che non era
piii tempo per gli studi, che nel tempo in cui
it loro popolo era in cordoglio, la gioventit
studios doveva lasciare le biblioteche per darsi
all'azione e partirono pel paese nel quale li
chiamava I' attuazione di una grande opera,
aurora di un' era migliore. Essi non si facevano
illusion; sapevano cib che li attendeva in quest
desert nel quale arrivavano senza risorse, senza
mezzi di difesa; ma essi avevano la fede e la
sete del sacrificio. Sentivano sopra se gli sguardi
di tutto un popolo oppresso, che sospirava dopo
la liberty.
Essi lavorarono aspramente.
I loro visi bianchi, Ie loro mani delicate si
coprirono di calore, di calli, di sudore; ma essi
non rallentarono mai.
Intanto le colonie languivano; il denaro che
gli enigrati portavano con s6 o che il comitato di
Galacz dava loro era ben presto finito; lo stesso
comitato dovette disciogliersi in seguito a cir-
costanzo politiche. Non si sa che sarebbe avve-


nuto di tutta 1'impresa, se il barone Edmondo
di Rothscild, di Parigi, non le fosse venuto in
aiuto. Cib fu il punto di partenza di un'era di
prosperitY; grazie al concorso di questo bene-
fattore, ricche messi germogliarono sopra un
terreno stimato sterile; aride colline si coprirono
di vigne, d'oliveti e d'altri alberi fruttiferi,
intere bfreste furono piantate.
Comprendendo che quasi tutti i fastidi del-
1'iniziazione provenivano dall'iniesperienza agri-
cola dei coloni, il signor de Rothscild aveva
avuto la felice idea, nel 1884, di far venire in
Palestina molte famiglie d' agricoltori ebrei dal
sud della Russia e di riunirli sopra un terreno
stability, che fra loro riparti, dopo avergli dato
il nome d'Ekron, in memorial di sua madre.
Questo tentative fu coronato dal success; men-
tre Petach Tikwah, Katra, Jessud-Hamalah si
dibattevano ancora nelle difficolta dell'inizio, i
nuovi coloni, nell'anno seguente, poterono ba-
stare a s6 stessi e ricavarono anzi dalla vendita
del loro frumento piu denaro di quel che loro
bisognasse.
Allora una prima conferenza di sionisti, che
ebbe luogo a Kattowitz nell'anno 1884 decise la
fondazione della society detta < Montefiore Ver-
band > o ( Maskerch Mosche >, con Odessa per
sede central e delle sezioni in tutte le princi-
pali citti della Russia. Questa society, che aveva
per oggetto di sostenere i coloni ebrei di Pa-
lestina, cominci6 coll'aiutare le tre colonie che
abbiamo nominate e contribui non poco al loro
rialzamento. Da allora si sono format, nei di-
versi paesi d'Europa, associazioni analog he alle
russe. Una delle pih important e l'Esra in Ger-
mania. Nel 1890 fh fondata 1'associazione Cho-
wawe-Zion (amici di Sion) per incoraggiare la
colonizzazione in Giudea e in Galilea; aveva la
sua sede a Londra e delle sezioni a Berlino,
Parigi, Copenaghen, Nuova York, Zurigo ecc.;
comprb dei terreni, fondb nuove colonie, soc-
corse le antiche e aveva gia ottenuto abbastanza
bei risultati quando il governor ottomano, in-
quieto di quest influenza degli ebrei in Terra
Santa, vi proibi formalmente 1' emigrazione,
per la second volta adducendo a pretesto il
timore del colera.
Abrogato appena questo decreto nel 1893,
I'immigrazione riprese pih numerosa. L'anno
seguente le autoritA turche accordarono 1'en-
trata in Palestina a 1200 famiglie, la maggior
parte delle quali si dedicb all'agricoltura; al-
cune si slabilirono nelle cittA. E cosi in certo
modo fu smentito 1'assioma caro al signor
Anatole Leroy-Beaulieu: : L'uomo delle cittA
non ritorna alla vita dei campi >.
Nel 1896 la< Jewish Colonisation Association >,
che fino allora aveva, soltanto coi fondi del ba-
rone Hirsch, fondato colonie nella republican
Argentina, si congiunse alle altre societA e ri-
volse le sue vedute verso la Palestina. Infine
nel 1898, subito dopo il primo congress sio-
nista di Basilea, numerose famiglie ebree, en-
tusiasmate, s' apprestavano a partire per la
Terra Santa, quando il pascia di Gerusalemme
rimise in vigore 1'editto del 1891, proibendo
ogni nuova emigrazione. Sappiamo tuttavia
che, poco dopo il ritorno dell'imperatore di






L' IDEA SIONISTA


Germania dal suo viaggio in Palestina, venti
famiglie di ebrei russi hanno ricevuto il per-
messo d'entrare e di mettersi al servizio della
colonial Artouf.
Noi passeremo ora in rassegna le diverse co-
lonie attualmente esistenti; esse sono 28, s'e-
stendono sopra uno spazio di circa 25000 ettari
e sono abitate da circa 5000 ebrei di ogni ori-
gine. Non lormano un insieme compatto ed omo-
geneo, ma sono disperse in quattro distinte
region.
ILIA GRUNBERG


IDEALE EBRAICO E IDEALE CRISTIANO

Chi inizzijou tezz tor~ a udbar Aldonai miruscialaiml.

O Gerusalemme, divina cittl, sospiro perenne degli
esuli ebrei sparsi per tutta la terra, forti di virth e
di dolore, tu sola vivi nelle anime nostre pill in
alto di tulte le gloriose citta, perch se Atene e
simbolo dell'arte e Boma della fortezza, tu sei sim-
bolo della eterna idea religiosa. E il vero israelita
senate la voce deli'anima tua non solo nella profenda
mestizia delle elegie del 9 di Ab, fatte con le la-
crime di un popolo intero, ma in ogni ora della
vita sua, perched se le citth hanno un'anima, la tua
free e sorride, piange ed esulta, dubita e spera
nella poesia sublime de' salmi e doi profeti, nel
grido di dolore de' cantici dell' esilio, nelle pagine
del formulario. Anche vestita a lutto, tu gridi ai
tuoi fgli: lo son la speranza!

E perch ?
In Gerusalemme, nella elerna cittl, due geni si
trovan di front: II Genio del Cristianesimo e il
Genio dell'Ebraismo fermi 1'uno press un se-
polcro, 1'altro press le rovine d'un tempio. Una
pace solenne regna d'intorno, il sole da i suoi primi
baci alla terra.
II Genio del Cristianesimo cosi parla al Genio
dell'Ebraismo: se la malvagila e il fanatisnmo
degli uomini ci hanno spesso separati, qui nella
citth dei profeti possiamo ora incontrarci ed inten-
derci. Perched neghi tu la mia superiority? Non ho
io recato nel mondo la buona novella con santo fer-
vore e con sovrumana fortezza? Cacciai dall'Olimpo
gli dei voluttuosi, rappresenlanti le umani passion
per insegnare nuove massive d'amore, di fratel-
lanza, di pieth. Vedi, come 1'esercito valoroso dei
miei figli s' 6 andato sempre accrescendo e com' ora
ha impero su tutta la terra. In lontane region ho
recato il primo raggio di civilta, il primo senso di
more. Volgi gli occhi ai quattro punti della terra
e vedrai sorgere maestosi i miei templi a cui i'arte
ha dato i suoi capilavoro; vedrai milioni e milioni
di creature genuflesse dinanzi a' miei altari. Perched
non proclamt il mio trionfo riconoscendo che a me
solo spetta il diritto di aprire le porte del cielo?
Sereno risponde il Genio dell'Ebraismo: quello
spirit di carith e d'amore da te recato nel mondo,
& emanazione del Sinai e, prima che tu nascessi,


viveva nei miei profeti e ne' miei dottori. Ma quelle
immagini pagane, quelle torture, quei roghi, quella
guerra al pensiero e alla coscienza, quelle .vite strap-
pate alla famiglia e alla fecondith, tutto cib non
proviene da me. lo solo ho serbato fede alla verith
e alla giustizia, percib a me solo spetta il diritto
di proclamare da questa citta e press queste rovine:
Sdi qui verrh la parola di Dio!
Chi mizzijon tezz tora udbar Adonal miruscialaim.
PROF. GUGLIELMO LATTES.



NOTE SPARSE

La < Die Welt, > nel suo numero del 23 Agosto, nota con
compiacenza il numero 7 della nostra Rivista. Accenna a
parecchi articoli, facendo specialmente risaltare K II Sionismo
e la Comunit > del nostro D., lo studio sulle Colonie giudaiche
in Palestina di Elia Griinberg, < Il pericolo nero del
Dott. E. Vigevani e le rubrica << Il Sionismo in Italia ,.
Riceviamo I' ultimo numero dell'Echo Sioniste (20 luglio-
5 agosto) che 6 assai interessante, contenendo scritti di Max
Nordau, di Thdodor Herzl, di Abraham Ludvipol, del Dottor
Raskine, ed altri.
L' articolo di Nordau, che ha il posto d' onore, porta il
titolo: << Histoire des Israelites >, ed 6 una arguta recensione
dell' ultimo libro di Teodoro Reinach, in cui lo scrittore
francese tratta della < Storia degli Israeliti >. Con calore ed
eloquenza, degna di stare a pari all' arte di Michelet, second
il Nordau e tracciata dal Reinach la parte dell' opera riguar-
dante i martiri dei nostri padri, la loro odissea attraverso 1'eta
di mezzo, accolti dal disprezzo e dall' odio di chi li ospitava.
Ma dove autore e critic dissentono completamente, 6 quando
si viene a trattare dell' essenza odierna, politicamente par-
lando, dell' antico popolo giudaico. Il Reinach nega assolu-
tamente che al popolo ebreo si possa ancora conferire il titolo
di nazione, mentre la tesi contraria e sostenuta calorosamente
dal Nordau.
La Federazione dei Sionisti francesi. La Federazione
dei sionisti in Francia e decisamente fondata: ella comin-
cier, a funzionare col sorgere del nuovo anno giudaico (cio6
nel present settembre). D. S., esponendo nell' Echo Sioniste
quale debba essere il compito della federazione francese, lo
riassume in due punti principal: combattere le tendenze assi-
milatrici della maggioranza degli ebrei francesi; portare
aiuto al proletariato ebraico di Parigi, 20,000 person com-
poste in gran parte .di ebrei russi e rumeni.
< Sono costoro > cosi 1' articolista < poveri operai che
hanno fuggito le sofferenze del loro paese d' origin e hanno
cercato un rifugio pif clemente.... Se alcuno di costoro cerca-
rono di entrare negli opifici francesi, si trovarono disgra-
ziatamente di front a uno stato di cose per essi incompren-
sibile, a uno sviluppo social di cui non conoscono n6 le
origini, nu le cause. >
II Dott. Marmoreck fu eletto president della Federazione;
il signor Jacobsohn, vice-presidente; il signor Cherchevsky,
segretario; il signor Arnstamm, cassiere.
La Federazione dei Sionisti in America. I1 16 giu-
gno u. s. a Filadelfia si sono riuniti pii di 125 delegate,
rappresentanti 151 associazioni sioniste di tutti gli stati
d' America. Presiedeva 1' adunanza il prof. R. Gottheil, pre-
sidente della < Federazione dei sionisti americani >. II Dottor
G. Gottheil, venerabile rabbino di New-York, april la seduta
con una preghiera; quindi il Prof. R. Gottheil pronuncib ii
suo discorso inaugural, notando quali siano le tendenze del











L'IDEA SIONISTA


.sionismo in America e incitando a fare offerte alla Banca
Coloniale ebraica. Quindi il signor Isidoro M. Morrison, se-
gretario onorario della Federazione, ha letto il suo rapporto.
II rapporto, molto confortante, finisce nobilmente: < Sebbene
cittadini legal della nostra cara patria, noi abbiamo comprese
le sofferenze doi nostri fratelli, e noi tendiamo una mano di
soccorso a quelli fra lore, che sono dall' altra parte del-
l' Oceano. >>
Dopo varied proposte, il Congresso approval 1'ordine del
giorno presentato dal Rev. H. S. Morris che dice:
1.o Bisogna intraprendere la fondazione di, sezioni local
in tutte le citti dove parecchie society sioniste esistono.
2. Si inizieranno studi intorno alla storia e alla lingua
ebraica in tutte le SocietA.
A Lemberg il 16 e 18 giugno i rappresentanti delle as-
sociazioni sioniste tenevano una important seduta, dove erano
discuss vitali argomenti circa il movimento sionista e la
condizione anormale di quelle popolazioni.
Control il pericolo nero. In Roma le associazioni di
tutti i partiti, repubblicano, socialista, anarchico, monarchico,
si sono riunite per invitare il.governo a prendere dei prov-
vedimenti ( energici > per scongiurare il pericolo nero. E
superfluo dire che il Governo, senza bisogno di incitamenti,
saprh fare il suo dovere; ma e confortante veder uomini di
partiti pifi che opposti, nemici fra di loro, unirsi e concordi
cercare di rendere un servizio alla patria.
Era corsa voce, ma poi fu subito smentita, the il .Muni-
cipio di Ventimiglia avesse venduto edifizi a Congregazioni
francesi.
1 sindaco di Ventimiglia smentisce pure I' asserito di
20.000 lire dichiarando che il Comune di Ventimiglia non
ha mai avuto intenzione di vendere stabili a corporazioni
religiose.
Net < Giornale del Popolo > in un articolo dal titolo: < Gli
ebrei in Rumenia >, dope vari accenni interessanti sulla
political europea, leggiaino:
< Ora sono gl'Israeliti di Rumenia che levano la voce
control gli abusi di cui sono vittime nella loro patria. Ma
chi li ascolta?
< In general si crede, quando si parla di israeliti, che
siano una tribhi di miliardari; e ci sono invece ai confini
della Russia, in Gallizia e in Rumenia segnatamente, dei
popoli di proletari ebrei: i pid evoluti, tra quelle genti, nel
sense della civiltA modern; e perb anche i pii invisi e per-
seguitati. In Romania essi sono ancora soggetti alle piii gravi
interdizioni. Non sono accolti nelle scuole military, non nelle
scuole primarie, non nelle university, salvo cie paghino una
tassa enorme. Un ebreo non puu essere avvocato, funzionario
pubblico, professor, uflciale, medico d' ospedale. Non pub
vendere tabacco, fiammiferi, carte da giuoco; non pu4 essere
mercante di vino nelle citth; non pun possedere nelle cam-
pagne. Sono ridotti a tal grade di soggezione che devono
einigrare o restore invidiando gli Armeni dell Asia minore.
< E notisi cie in Rumenia le pih vecchie famiglie sono
israelitiche; mentre i cristiani che li sottopongono alle ves-
sazioni sono spesso da poco tempo stability nel paese. E i
cristiani sono conservatori e sottomessi; mentre nei duecen-
tomila perseguitati della stirpe naledetta, chb tanti ne conta
la Rumenia, obbligati a pagare tutte le imposte compresa
quella del sangue, si perpetual lo spirit rivoluzionario. Essi
rappresentano la rivoluzione in Oriente.
< Ma ripetiamo chi si cura di loro? L' Europa ha
iltro da fare. Se si trattasse di una society di capitalist lesa
nei suoi interessi, le diplomazie e gli eserciti si commove-
rebbero. Trattandosi di una plebe di proletari, 6 assai se se
ie occupano i giornali.... antisemiti.
SNoi crediamo che sia obbligo della democrazia italiana


insistere in nn concerto di recisa avversione a tutti i tentativi
di azione political all' estero, che, ispirati dall'ambizione delle
classic dominant, non riescono mai ad uu' affermazione di
giustizia, ma ad una usurpazione, quando riescono, di potenza
e di impero. >



IL SIONISMO IN ITALIA

II primo Oongresso Sionista Italiano. Pare
che nel prossimo Ottobre in Modena si radunerh il primo
Congress Sionista Italiano. Se la voce che raccogliamo
avrh consistenza di vero, nel prossimo numero ci affret-
teremo a ritornare sull'argomento.
Milano. II nostro corrispondente ci scrive dicendoci
essere ii numero dei soci della < Associazione Sionista >
continuamente in aumento, e che si nutrono vivissime
speranze che anmenteranno ancor pih prima della fine
dell' anno.
Mantova. Anche qui il movimento sionista si va
lentamente affermando. Al present si sta lavorando per
costituire fra noi un centro sionistico. Ci furono ri-
chiesti stampati e pubblicazioni per scopo di propaganda.
Parma. Ancor nulla di certe circa le sorti del sio-
nismo in questa comunitk. Si conoscono gia molti corre-
ligionari parmeggiani sionisti: anzi alcuni di questi si
sono gia aggregati alla associazione di Modena. Si spera
per6 di poter raccoglierli presto in una associazione locale.
Modena e Ferrara. Dalle presidenze delle rispet-
tive associazioni si stanno preparando le prossime riunioni
autunnali, dove si proporranno e discuteranno i lavori da
intraprendersi per 1' anno in corso.



La pretesa ignominia


Ni: E quinto numero di quest periodic vien racco-
mandato un nobilissimo intent dell' attuale movi-
mento Sionista: sfatare e combattere pregiudizi ed
error che, su la storia, su lo spirit, su la tradition'
gindaica, comunemente si nutrono ed affermano. Or
non v' ha chi non veda che tale opera e doverosa c
feconda, perch, soe vero che la stima e la coscienza
di se medesini 5 il primo pass a ottenere il rispetto
e la stima degli altri, a noi inconmbe il dovere di
studiare e conoscer bene la storia del popolo nostro,
d' indagarne le quality e le tendenze, per modo che,
agguerriti col presidio della verita, possiaim rispon-
dere viltoriosi a chi ci offende e ci calunnia. E cio
non avviene di rado, dacch 1' antisemitismo, per giu-
stificare 1' odio di razza onde trae la cagione, ha
senipre voluto e vuol tuttora attribuire molte colpl
agli Ebrei; control i quali, tra 1' altro, si getta perti-
nacemente e a titolo d'ignominia 1'accusa di usurai.
Mostrar falsa la volgare opinion che gl' Israelili
abbiano auto sempre una tendenza spontanea al-
l' esercizio di codesto mcstiere immoral; porre inl
luce come a cio essi venisser costretti dalle disgri-
ziate contingenze in cui si trovavano; chiarire cli
d' altro lato furonvi sempre, a dispetto delle leggi,
Cristiani usurai in una misura piii grave e abbo-
minevole; studiare insomnia il fatto storico per si
innegabile, ricercando le cagioni che lo produssero
e le conseguenze che ne derivarono e le condizioni
in cui esso si svolse, ecco qual sarebbe un compito
onesto e gradito, che non. e ancor adempiuto foise
in modo esauriente e delinitivo. Ma tale studio no
c pareggio da piccola barea come ]a mia; e a me











L' IDEA SIONISTA


basta di richianarvi 1' attenzione di qualche dotto,
il quale voglia poi spendervi attorno l' opera sua:
a me basta di ricordar qualche fatto, di rievocare
alcune memories che valgono, second me, a collo-
care il problema nella sua luce vera.

*
Non i il caso di ridir la storia delle persecuzioni
che gli Ebrei soffersero per opera dell'impero romano
ne del lungo assedio nella capital; dopo la cui di-
struzione, migliaia e migliaia d' infelici andarono
su la faccia del globo, a cercare uno spazio di terra
per ricostruire'una novella patria, un asilo che rac-
cogliesse a unit di legge e di culto le famiglie
esulanti. Dopo vani tentativi, dopo oltraggi e umi-
liazioui d' ogni maniera, cominciarono a rifluire
anche in occidente, dove < le loro dottrine su 1'unith
di Dio dovevano ingelosire i sacerdoti della cadente
idolatria 1) -. Percio furon fatti segno a strange accuse
mna, come riferisce il Cattaneo nell' opera citata,
c qualunque fosse 1' opinion degli uomini, non pare
che in quei secoli gli Ebrei avessero rinvenuta 1'arte
di raccor tesori. Molte altre nazioni, o disperse dalla
patria al pari di loro o diffuse per tutto il mondo
in colonies mercantili come Fenici e Greci e pil di
tutto gli stessi cavalieri romani avevano giit post
la mano sui pif fruttuosi rami del commercio, come
il cambio, 1' usura e le finalze. N6 altronde iechiaro
che la legge romana negasse agli Ebrei la possidenza
o alcun altro diritto concesso agli altri sudditi pere-
grini. Quando nel 212 Caracalla per frangere 1'orgo-
glio degli Italiani divulge la cittadinanza a tutti gli altri
abitanti liberi dell' imperio, e con ci6 pose fine alla
roman nazionalita, non si legge che gli Israeliti
venissero segnati con alcuna sfavorevole distinzione....
Nel quarto secolo resosi general nelle cittA la fede
cristiana, crebbe 1' avversione agli Ebrei. Si cominci6
ad escluderli in un coi Pagani*dalla legge comune.
Si intim6 la confisca a chi passasse dal, cristianesimo
al giudaismo, si minacciarono le pene'dell'adulterio
a ogni matrimonio fra critiali e giudei, si interdis-
sero nelle nozze degli Ebrei le osservanze israelitiche.
Nel secolo seguente si viet6 agli Ebrei di acquistar
servi cristiani, si esclusero da tutte le amministra-
zioni e dalle dignitit anche municipal; si proibi
1' edificazione di nuove sinagoghe, si impose agli
avvocati il giuramento di fede cattolico. In seguito
sotto a Giustino e Giustiniano si interdisse agli Ebrei
la milizia e il professorato; si dichiararono inabili
a far testimonio control un ortodosso e, s' erano della
setta samaritana, inabili a far qualsiasi testimonio,
si comand6 la demolizione delle sinagoghe dci Sa-
maritani, finalmente si ordin6 che tutti i non bat-
tezzati subissero la confisca d' ogni bene mobile e
inlnobile e fossero puniti ed esiliati. Leone 1'icono-
clasta costrinse gli Ebrei al batlesimo. Ma pifl della
forza dovevano valere le varie disposizioni ('he in-
terdicevano le eredith ai non ortodossi. Quindi come
gente che non aveva pifi nulla a perdere nel concerto
degli uomini e che sopratutto aveva bisogno di celare
le proprie sostanze, si diedero apertamente all' arte
feneratizia 2) ,. Questa venne in seguito sempre eser-
citata e attire control di loro un odio fierissimo, tanto
pifi che si giunse a rilener che vi fosse usura ubi
(implius requirilur qu(iam dalmur, anche se 1'interesse
era deteiminato dal giudice e doveva considerarsi
giusto e ragionevole. E quanto aumenlava la miseria
general, tanto maggiori divenivano i guadagni dei
prestatori, o Ebrei o Cristiani, laici e clerici, control
i quali si lev6 la voce di Lodovico il Bonario, de-
plorando che affliggessero e opprimessero i poveri;

1) Carlo Cattaneo. Ricerche econ(,miche sulle interdizioni impose
dalla legge civil agli Istaeliti. Capo II, 9 57.
2) Op. loc. cit. II Cattaneo cita ]e fonti di ogni 3ingola loti-
zia; Ie quali io tralascio per amor di brevity.


dagl'Israeliti si trasse profitto al tempo delle Crociate;
da loro molti sovrani ricavarono il danaro necessario
per compier guerre e spedizioni. La storia delle per-
secuzioni crudeli che essi patirono e lung e dolorosa
ne qui fa d' nopo ranmmentarla; certo si e che gli
Ebrei, per la vila peregrinante e le vessazioni con-
tinue, trafficarono di preferenza Ie ricchezze mobili
ricercando sopratutto quell che potessero star facil-
monte nascoste ed eccitar meno la cupidigia volgare.
L' amor del lucro dovette necessariaiente rimaneire
come loro principal inlento, e tale tralnandarsi di
padre in figlio, per quel lunghissimo period in cui
furono esclusi dagli studi, dalle profession, dalla
magistratura. Oirenie, in una condizione di cose si
dura com' e quella 'or accennata, preclusa ogni oc-
cupazione improdultiva, come dovevano cornportarsi
gli ebrei di quel tempo, a che cosa dovevano essi
rivolger la mente? Naturalumento i genitori non po-
tevano indirizzare i loro figli nella via deli studio;
e i figli dovevano restringere i loro ideali in un
campo ben meschino e abbietto, dovevan lasciare
qualunque pensiero- disinteressato per dedicarsi a
pochi mestieri non esercitati dai cristiani, oppure a
trattare il denaro, uniche occuipazioni loro periesse
e certo non Ifatt apposla per attirar ie sinipalie delle
popolazioni. )' altro lato sarebbe interessante vedere
che cosa gli Ebrei facevano lia dov' era loro concesso
di attendere a occupazioni diverse, pert esOnepio nel
contado venosino, dove, come atltsta il B1ardinet in
un suo dotto lavoro 1), dinrante il secolo XIII com-
nlerciarono stotfe, spezie, sela, cr, si dedicarono
alia vendita degli .;:-,i di di lusso, di coralli, di perle;
ivi infatti essi godettero un'esistenza press che pa-
cifica e sicira. Ma nelle allure region gli ebrei attln-
devano quasi unicamente alla prestazione di danaro,
onde 6 natural che cercassero di trarne il maggior
lucro, cosi conme i4C#stiani ricavavano i loro guadagni
dtp tanti e tanfo divers offici. Non basterebbe forse
gia questa prima constatazione di fatto a mostrare
che non la tendenza loro, non 1' odio ai cristiani, ma
la assoluta necessity, insieme con 1'impossibililt di
collocare altrimenti i lor capital induceva gli Ebrei
a preslare il denaro, ritraendone il maggior vantaggio
che fosse possible? Ma v'ha di ben altro: la Chiesa
minacciando le pene pift severe, aveva assolutamente
proibito ai fedeli di esigere e riscuotere un qualsiasi
interesse prestando denaro, onde quest' officio non
poteva essere esercilalo dai cristiani i cui avreiero
attesi i celesli castighi, ed era riservato agli Ebrei
per i quali il divieto non esisteva; anzi a loro fu
richiesto talora dai principi, in coumpenso dell' ospi-
talita concessa, cosicche, solo esercitando tale tristo
mestiere, polevano venir tollerati. E questa asserzione
6 sutiragata dalla storia. lo voglio qni riferire 1In
fatto di storia modenese, reslando bene inteso peri,
ch'esso non cthe un esempio del sistlnia general.
Quando Modena nel 1510, dopo tergiversazioni in-
fruttuose, fini con arrendersi all'esercito del papa
Giulio II, questi, per ingraziarsi le inove popolazioni,
aderi a vari capitol che la Conmniild avea sottoposti
alla sua approvazione; 1'ottavo gli raccomandava gli
Ebrei. < Item quod lIebrci Multinc et omiea bona plens
cos salra sint .. Come si spiega codesia prleinura
Sper c questi paria della society d' allora, per- quest
classes tanto spesso fatla segno all'odio e ai pregin-
dizi delle popolazioni? Gli Ebrei erano giit in Modena
da lungo tempo tollerali, bench di tratto in tratto
control questo fatto si sollevassero protested, c conivicl
credere che tale soggiorno non fosse loro sgradito,
nonostante le frequent angherie e crudeltia, perch
crescevano secrmpre di numnero accorrendo dai paesi
circonvicini. Essi erano dediti esclusivanmente al comn-
mercio e, 1'usnra non essendo pelmessa dai sacri

1) Revue Bistorique. Tomo XIV, 1880 Bardinet, lea Jatif
dans le Comntat venaisen.







66 L' IDEA SIONISTA


canoni ai cristiani, erano i soli che tenessero banchi
feneratizi e prestasser danaro. Chi aveva bisogno
doveva ricorrere ad essi, di modo che, non ostante
1' umiliante posizione, si venivano in certo modo ad
inmporre agli altri che spesso eran costretti a passare
sotto Ic loro force caudine; anche la Conunith,
quando abbisognava di danaro, ricorreva frequente-
mente agli Ebrci. La citth sentiva dunque il blsogno
di questa classes aborrita, e non e a maravigliarsi se
prendevasi pubblico interesse per essa, quando si
temneva che in qualchoe nodo ne fosse minacciata la
esistenza 1). > Ancora: Ncl 1524 si faceva una pre-
ghiera a Guido Rtangoni e alia Comunith alfinchle
< ones hebrei cxceptis lanmen l1ebreis prestlaoribus
el corum f/'ailiis ex'pellanlur de civilale isla, hoc
ideo quare domos incanlant item et mercancias !) 0. Da
un ordine siffatto mi par che risulti assai chiara-
inente come agli Ebrei di questo tempo il prestar
danaro fosse unica condizione per esser tollerati; or
come mai avrebbero essi dovuto rinunciarvi? non
son ragioni, queste, che 'ainio vanire ogni accusa?
Accennata cosi la necessity in cui si trovaroni
niolte volte gli Ebrei di prestare danaro (e io non
pretend di averne 'atta la dimostrazione, contentan-
domi di ricordare qualche 'atto staccato e assai noto),
resta a domandarsi, perched essi esigevano alti inte-
ressi. E le ragioni non mancano. Anzitutto, come ho
gih accennato, essendo la prestazione di danaro I' u-
nico cespite su cui potean calcolare, e natural ed
era inevitable che cercassero di elevarlo il piu ch'era
possible. E poi v' e dell' altro. In un pregevole studio
del Conaut riferito dal Racah si osserva ad esempio
che lo stok monetario di cui poteva disporre il mondo
occidentale giungeva a 680 milioni, cioe un miliardo
neno di quel che non si avesse ai tempi dell' impero
romano, mentre o"gi la produzione annua dell' oro
supera il miliardo e giunge forse al miliardo e mezzo.
Ora, poiche qualunque merce cresce o diminuisce
di prezzo a second che e in maggiore o minor
quantity ed e piut o meno richiesta, cosi appare evi-
dente che il denaro, in un epoca in cui era assai
scarso relativamente alla grande necessity che se ne
sentiva, doveva esser prestato a un alto interesse,
tanto piut che anche all'ebreo il denaro era costato
gravi sacrifizi. < Inoltre e qui io non trovo di
neglio che riferire le parole del Racah, perchb, di-
cendo diversamente, dovrei solo peggiorare < chiunque
ha 1' intelletto sano deve ammettere che i rischi mag-
giori o ininori cui si va incontro nel fare un pre-
stito, devono inevitabilmente influire sul maggiore
o minor frutto cui avri diritto di pretendere il pre-
statore. Se il pagamento e sicuro, se il creditore b
riconosciuto solvibile, e giusto, 6 logico che il frutto
sia mite; se all'opposto le probability della restitu-
zione sono scarse e quasi nulle, colui che si arrischia
a concedergli il prestito richiestogli, non potrh certo
esser biasimato se esige un interesse vistoso. Ora la
condizione del creditore ebreo nell' eta di mezzo era
oltremodo precaria.... quei pochissimi che degli Ebrei
dichiaravansi protettori reputavano atto meritorio
esortare i fedeli di non pagare cio che agli Israeliti
era dovuto. S. Bernardo, mentre proclama azione
infame ed esecrando delitto uccidere gli esuli di Sion,
al tempo stesso impone a tutti quelli che avevan
preso la croce di non pagare un soldo delle some
che dovevano agli Ebrei3) ., Si hanno moltissimi
casi in cui qualche monarca concedeva ai sudditi,
come prova di regale benevolenza, annullamento
dei debiti contratti con gli Ebrei; cosi Luigi VIII
cancelli tutti gl' interessi che i suoi baroni dovevan
loro soddisfare. Altre volte i debitori ottenevano d'esser
esonerati da qualunque impegno, pagando al region

1) T. Sandonnini, Mlodena sotto il govern~o de Papi. pag. 18.
Modena, Tipogr. Soc. 1879.
2) Sandonnini, Op. cit. pag. 98.
3) L. RACAm. GV Israeliti, Roma, Tipografia Balbi, 1898.


erario una parte del denaro che avrebber dovuto
dare agli Ebrei; talora, per evitare ai debitori potenti
e ricchi la noia di soddisfare i lor debiti, si solle-
vavano eccidi, saccheggi in danno dei miseri credi-
tori. E quando questi ultimi, temendo dl incorrere
in alcuno di tali mezzi violent, invocavan la prote-
zione sovrana, la dovevano comperare promettendo
una parte di quanto avrebber poi percepito. Ancora
un pericolo per chi prestava danaro veniva da questo,
che, se il debitore moriva, gli eredi suoi potevano
disinteressarsi complelamente degli obblighi contratti
dal defunto. Orbene, tutti quest ingiusti e gravi
rischi che, quasi altrettante spade di Damocle, pen-
devan sul capo dei miseri Ebrei, li obbligavano a
tutelare il proprio vantaggio nel miglior modo pos-
sibile con 1' imporre alti interessi, talchb, profittando
dei debitori solvibili, compensassero le enormi per-
dite cui erano soggetti a ogni moment.
Ma, a parte tutte queste considerazioni, e proprio
vero che gli Ebrei fossero gli usurai pii spietati e
che nessuno li superasse nella triste profession? No;
agli ordini severissinli della Chiesa, v' era chi con-
travveniva e gravemente. Anzi accadde talvolta questa
indegnith, (della quale fan fede gli atti official di
Francia) che per evitar le pene comminate, i ricchi
e i potenti si fecero rappresentar nelle loro specula-
zioni da Ebrei, cui lasciavano la trista figure e uno
scarso guadagno. Altri la esercitaron pubblicamente,
e basta a tal proposito ricordare i Lombardi e i Ca-
orsini; chi non rammenta le parole di Dante control
gli usurai che abbondavano al tempo suo? Non solo
dunque, gli Ebrei al prestar danaro furono indotti
dal fatto ch' erano esclusi da ogni profession e da
ogni possess stabile; non solo il prestar danaro era
spesso la condizione essenziale per esser tollerati;
non solo la precarieth del loro stato giustificava gli
alti interessi: ma, con tutto ci6, v'eran dei cristiani
che li superavano nell' esercizio del disgraziato me-
stiere. E il Racah ricorda che quando nel 1540 gli
Ebrei vennero cacciati da Napoli e furon sostituiti
da usurai cristiani, questi mostraronsi tanto avidi e
rapaci, che, per salvare il popolo dagli artigli di
quelle ingorde arpie, si dovette instituire il Sacro
monte di pieta. E la cosa si ripeteva sovente perchb,
quando gli Ebrei venivan cacciati da una cittA, la
popolazione, che prima ne avea salutata la partenza
con soddisfazione, ne domandava poi energicamente
il richiamo, essendo insofferente dell'usura cristiana;
la quale per lo pit, volendo evitare le pene minac-
ciate, dovea tener nascoste le sue operazioni e sfuggir
la vigilanza della legge mentre gli Ebrei vi davano
necessariamente la maggior pubblicith 1).
*
Cosi, in breve, parla la storia; e ben pit a lungo
e con maggiore abbondanza di fatti risponderebbe a
chi voglia interrogarla di pieno proposito e con ac-
curate indagini. Ma io mi son limitato a darle una
rapidissima scorsa -scegliendo qua e 1A isolatamente
qualche fatto, qualche period e ponendolo sotto gli
occhi dell' accorto lettore. Ad ogni modo voglia questa
poca favilla alimentare la gran fianmma, della quale
I' argomento 6 degnissimo. N. S.

1) Un' important question (che io accenno qui di sfuggita,
perched, a riferirla esattamente e a risolverla, converrebbe adden-
trarsi in disquisizioni anche linguistishe) si dibatte intorno a
questo punto: la religion ebraica permette o vieta 1' esercizio
dell' usura? Fondamento della dispute 6 il versetto 21 del capitol
23 del Deuteronomio, che, second alcuni, vieta di esigere dal fra-
tello un interesse illegittimo, permettendolo implicitamente riguardo
agli stranieri. Ma i pit interpretano:
I.) la voce nescheh usata nel pass controversy significa solo
interesse e non interesse illegittl)io, perched altrimenti la lingua
ebraica mancherebbe di una parole che significhi interesse legittimo.
II.) cio posto, la'legge ordina che, di front a un fratello, si
rinunci, per generoso tratto d' more, a quell' interesse che spetta
legalmente e onestamente sul denaro prestato; il che non deve
farsi con uno straniero qualunque.
La question fu trattata dottamente dal Della Torre nel Yes-
sillo Israelitico; se ne occupy anche il Gran Sinedrio del 1807.







L' IDEA SIONISTA


SIUn Centenario ed un tibro


Q UANTUNQUE principi e ministry si affaticassero, dopo
i travolgimenti del '15, a richiamare in vigore decreti
e statuti di tempi anterior; pure al principio del
Secolo XIX anche per gli ebrei si inizia un period
nuovo. E vero che le interdizioni ebraiche rivivevano
press la maggior part delle nazioni, ancora giusti-
ficate dai vecchi sofismi e dalle tradizioni incivili del
medioevo. Perb fino da allora voci di protest si
alzarono control tali metodi retrivi: e nella nostra Italia
Massimo d' Azeglio rimase come emblema della libe-
ralith e della probity di una classes non scarsa degli
uomini del nostro secolo. Ma con lui, ci pare,
con particolare onore, debba ancora esser ricordato
Carlo Cattaneo; il patriotta valoroso, che combatt6 per
ogni libertA, anche per le ebraiche, e la cui opera, in
questo campo, cosi poco 6 conosciuta.
Di Carlo Cattaneo, 1' Italia in questi mesi comme-
mora, reverente, il centenario della nascita. Ognuno
lo ricorda eroico soldato della indipendenza, scrittore
profondo di varie materie, fra cui specialmente di
science economiche. Lo scolaro di Gian Domenico
Romagnosi comincib nel 1833 la pubblicazione delle
sue M.emorie di economic political; e nel 1836 stanm-
pava la promemoria sulle Interdizioni Israelitiche,
< nella quale ), come scriveva recentemente1) il Ro-
mussi << non sai se pia ammirare 1' more del vero,
la dottrina o la eleganza ).
La l3emoria prendendo occasion da una contro-
versia giuridica sulla liberal possidenza prediale degli
Israeliti, tratta delle conseguenze economiche di quest
e delle altre interdizioni inflitte agli ebrei dalle an-
tiche leggi; giustificando spassionatamente e con va-
lidi criteria 1' accumulamento della ricchezza ebraica.
- Aggiunge poi 1'A. vaghe congetture sull' aumento
possible della popolazione israelitica; e come scolaro
del Romagnosi, che rivolse la sua opera principalmente
ad unificare il Diritto colla Morale, e quindi il diritto
coll'economia, nell' ultima parte della sua iMemoria
il Cattaneo si diffonde intorno alle influence possibili
delle dette interdizioni sulla morale degli israeliti.
I1 libro del Cattaneo tratta pertanto question an-
cora oggi in gran part insolute; infatti, a mo' di
esempio, in Rumenia control gli ebrei vige ancora il
diritto della propriety stabile, ad onta che ii Congresso
di Berlino nel 1878 avesse imposto 1' ammissione degli
ebrei a tutti i diritti della cittadinanza rumena. -
La sottile distinzione fatta dai legislator rumeni -
che i lettori ricordano come da noi accennata, in pa-
recchi articoli su << gli ebrei in Rumenia >, appunto
in quest livista di ritenere come motive di inca-
pacitl alla possession degli immobili, il fatto che
gli ebrei appartengono alla razza ebraica, pia che alla
religion; con qualche differenza era gih addotta
fino dal 1836 nel libero Cantone di Basilea-Cam-
pagna, quando Carlo Cattaneo prendeva indignato la
penna per dimostrare 1' assurditA di questa vecchia
legge.
Il fatto e i precedent giuridici che determinarono
lo scritto del Cattaneo sono prestamente narrati. -
Alla fine del settembre 1791 1' ebreo nato o naturato
in Francia non fu pit straniero e venne compreso
nella general appellazione e qualificazione di citta-
dino; la qual cosa press di noi era avvenuta gilt
molt'anni prima, fin dalla promulgazione del Codice
Giuseppino. In maggio dell'anno 1827 e luglio
del 1828 il Governo francese conchiuse due trattati
colle repubbliche svizzere, pei quali si riconosceva la
reciprocit& nei diritti-civili dei cittadini francesi in
Isvizzera e dei cittadini svizzeri in Francia.

1) Nella Riviata de V' Universita Popolare, Anno I, N. 11, 15
luglio 1901.


Essendo gli ebrei francesi riconosciuti in Francia
giuridicamente cbme cittadini; gli ebrei francesi in
Isvizzera avrebbero dovuto godere di tutte le prerogative
civil, fra cui quella del possess prediale. Ora i
fratelli Wahl, israeliti di Miihlhausen, citta francese,
comperarono un podere sul territorio di Basilea Cam-
pagna; ivi lo statute municipal escludeva dalla possi-
denza gli ebrei, quindi agli ebrei Wahl fu infirmato il
contratto di compera degli immobili, non riconoscendo
in essi la caratteristica di cittadini francesi, ma sola-
mente quella di ebrei. La question era certamente ele-
gantissima, specialmente sotto 1' aspetto del diritto, da
cui non deve scompagnarsi mai il concerto della giu-
stizia. Il Cattaneo si alz6 vigoroso a sostenere il
diritto dei fratelli Wahl: mostr6 in parecchi capitol
qual si fosse 1' origin delle Interdizioni, e come esse
si andassero applicando durante il medioevo. Gli
effetti economic dell' interdizione degli ebrei dalla
possidenza erano stati rilevantissimi. Anzitutto gli
ebrei esclusi dal possess della terra, non potendo
investire i loro capital nei beni immobili, eransi dati
con passion, interesse ed energia alle arti del traffic,
ed 6 certo che considerando 1' aumento comparative
del valore real dei capital mobili o degli immobili,
e maggiore per quelli che per questi. Numerose
infatti sono le cause che possono far variare di valore
al possess immobile; e incerti d' altra parte sono i
frutti di esso, variamente distribuiti i laboriosi mezzi
onde poterne trar frutto. Non cosi degli immobili
che amministrati da una razza prudent e intelligence
come 1' ebraica, debboio necessariamente essere fonte di
ingente ricchezze. Altre interdizioni ancora come quelle
del libero consorzio, degli studi letterari e cavallere-
schi, del libero vestiario, delle libere abitazioni. Cat-
taneo virilmente riprende: mostrando di qual danno
esse dovessero riuscire per la razza ebraica, indegria
di siffatto trattamento.
Gli effetti delle interdizioni sulla morale formano
la part pitt dolorosa ed elevata della question. -
Educazione, onore ed altri nobili spirit, che per caso
allignassero nel petto dei poveri ebrei, tutto, deve
soccombere dinanzi alle interdizioni, che compiono
opera incivile, disumana di abbrutimento.
II Cattaneo conclude ponendo fiducia in un 6ra di
eguaglianza, e spassionatamente scrive: < Non v'6 un
poter magico per cui 1' oro dell' Ebreo si moltiplichi
pit di quello del Turco e dell'Indiano. La magia che
lo ha arricchito stava nelle ereditarie interdizioni.
Anche la sola interdizione della possidenza, bast6 ad
imprimere un indole essenzialmente mercantile a molte
cittt ed a renderle mirabili per opulenza: tali furono
Tiro, Atene, Amalfi, Venezia, Genova, Ginevra.
Le nazioni piii provide hanno gia dissipate l'in-
canto.... seguendo la voce dell' umanita, della tolle-
ranza e delle ancor pii appassionate che ragionatrici
dottrine del passato secolo, esse hanno sciolto un pro-
blema di economic political. Questa scienza insegna
come gli ebrei divennero i pih ricchi tra gli abitanti
della terra: essa svolge praticamente la verita del sacro
adagio < Gli ultimi saranno i primi >. N-oi abbiamo
tenuto gli ebrei in rigidissima tutela costringendoli
anche gil ricchi a trafficare e industriarsi senza posa
ed a\vivere senza piaceri e senza distrazioni. Noi ab-
biamo tessuto di dispendiose vanity tutta la nostra
vita e abbiamo tessuto tutta la vita loro di solid
realty >.
Considerando ora che dopo settantacinque anni, uno
scritto su tale argomento ritorna ancora di attualith
bisogna inferirne, che, quando sentiment vili di re-
gresso e di odio feroce travagliano il pensiero dei
popoli, questi sono tardi infine ad intendere la voce
stessa del loro interesse.
BENVENUTO DONATI.







68 L' IDEA SIONISTA


Storia eontemporanea

David e Nehama s' erano stability da tre anni
nel paese. Appena sposati lui aveva ottenuto il
permesso di abitare nel villaggio di S. Sergio dov'era
gih on centinaio di ebrei e cib perch egli esercitava
il mestiere di maniscalco e nessun altro vi era a
S. Sergio che sapesse ferrare un cavallo. La coppia
ebbe 1' anno seguente un bambino e viveva abba-
stanza contenta del poco guadagno che dava il paese
e del grande more che legava i due giovani fra
di loro ed ambedue al bambino che cresceva come
un liore.
Disgraziatamenle un giorno David ricevette dal
cavallo dello starosta un calcio nel venture che lo
inchiodb in letto per due mesi, i quali furono il
prodromo di una malattia che fini per ucciderlo
nell'anno seguente.
Nehamit rimase sola col bambino dopo essersi
mangiata.fino all'ultimo copecco e dopo aver ven-
duto fin 1' ultimo chiodo della bottega per curare
il marito.
Tornando dal seppellimento i pochi ebrei del
paese che non erano miserabili, decisero di fare una
colletta e di comperare a Nehama un piccolo telaio
perched potesse guadagnarsi qualcosa come tessitrice.
Fabbriche in paese non ve n' erano e poi Nehama
non avrebbe potuto abbandonare per l'intiera gior-
nata il bambino che aveva solo due anni. I pii po-
veri visto che 1' aiutare le vedove e gli orfani 6 uno
dei piii sacri doveri imposti dalla Tord si quotizza-
rono, e parte col poco denaro raccolto, parte a cre-
dito, da scalare un tanto ogni venerdi, comperarono
per Nehama una pecora da latte, tanto perch potesse
aiutarsi nel nutrire il piccolo Barzilai.
La povera giovane cui non eran rimasti che gli
occhi per piangere ringrazi6 Dio ed i correligionari
che nion avevano abbandonata in si triste fran-
gente e si propose di vivere con coraggio per more
del piccino e pel ricordo del povero David cho li
aveva tanto amati tutti due.
Ma poche settimane dopo fu emanato un decreto
che doveva essere rigorosamente applicato anche a
S. Sergio. Gli ebrei che non avevano avuta la li-
cenza di abitarvi dovevano andarsene entro sette
giorni. Ora Barzilai il bambino di due anni era in
contravvenzione agli ordini imperial e questo fu
quanto il capo di gendarmeria disse a Nehama in-
vitandola a rimandare il bambino a Berdicev, da
dove la famiglia era originaria.
Signore, rispose la vedova, ii mio piccino 6 nato
qui a S. Sergio, dove il povero suo padre era legal-
mente domieiliato e dove ho permesso special di
vivere anch' io.
Non parlo di te, disse il gendarme, tu puoi stare
6 il bambino che non lo pub.
Egli non pub andarsene solo, o signore, e se io
abbandono S. Sergio dove qualcuno mi fa lavorare
moriremo di fame in due. Questo non mi riguarda,
rispose 1' uoro tu sai quali sono gli ordini se
fra una settimana il piccino 6 ancor qui dovra es-


sere espulso. E ia povera donna fu congedala sen-
z' altro.
Ora queste cose accadevano non al tempo di Fa-
raone che faceva gettare i bambini ebrei nel Nilo
- n6 a quelli di Tito, delizia del genere umano, che
per festeggiare il natalizio del padre faceva tormen-
tare e scannare duemila israeliti nel Circo di Cesarea
e nemmeno ai tempi delle crociate quando i militia
di Cristo acquistavano un numero incalcolabile di
meriti per il paradise sgozzando dopo averli deru-
bati tutti gli ebrei che trovavano sul loro cammino.
Queste cose accadevano sullo scorcio del secolo de-
cimonono, nella civil Europa e nel santo paese di
Russia, dove regnava assoluto il glorioso imperatore
Alessandro III capo della chiesa Ortodossa e padre
dei suoi sudditi.
Nehama dovette piegare il capo e pochi giorni
appresso, venduti alla peggio i suoi miseri mobili,
sali sulla carretta di Abram, il carradore, col suo
piccino in braccio. Nessuno dei cristiani di S. Sergio
aveva voluto 1'ebrea sul suo carro, talch6 Abram
aveva dovuto rimandare al giorno seguente altre sue
faccende per fare la mnizv di condurre la povera
perseguitata alla pii prossima stazione della dili-
genza, loutana da S. Sergio pifi di trenta verst.
Quando ella sali sul carrozzone postal, vi trovb
gih due vecchie, un pope e quattro soldati. I con-
dini preferiscono viaggiare coi loro carri od a piedi:
Nehamh si raunicchio in un angolo col suo bambino
sulle ginocchia, di front a s6 aveva il pope ed a
fianco una delle vecchie. I soldati erano scesi un
moment a bere della vodka ci& che facevano ad
ogni fermata, mentre il pope sembrava gia. saturo
dell' alcoolica bevanda. Quando i soldati risalirono,
il pesante veicolo si rimise in cammino.
Tu sei un' ebrea, disse il pope a Nehama, la quale
non rispose.
Tu sei una piccola ebrea, ripet6 il prete.
La giovane trasse di tasca uno dei suoi pochis-
simi rubli e cercando di dissimulare 1' atto, lo porse
al pope: Non mi fare del male o padrino.
lo non ho mai fatto del male a nessuno, mor-
morb ii prete, prendendo il rublo e chiudendo gli
occhi si sprofondb beato in un torpore da ubbriaco
pensando forse all'acquavite che poteva procurarsi
con quella moneta.
Le parole del pope erano perb state intese e le
due vecchie scostandosi da Nehamh per qtanto lo
comportava la ristrettezza del veicolo si fecero re-
plicati segni di croce.
I soldati che dormicchiavano colla pipa in bocca
si volsero e guardarono Nehamh che fino allora non
avevano rimarcata. Non B il diavolo quell'ebrea,
disse uno. Vi sono molte done peggiori di quella
li, rispose un'altro.
A Vasilewski scesero tutti. Si doveva cambiare
la diligenza. Le due vecchie erano arrivate a desti-
nazione e se n' andarono in paese. V' eran due ore
da attendere. II pope si caccib in un angolo del
capannone che serviva da stazione e s'addormentb.
I soldati si accostarono al banco e si fecero dare
dell' altra acquavite, mentre Nehamh col piccolo Bar-











L' IDEA SIONISTA 6!


zilai si rannicchib sopra una panca in Un cantuccio
dello stanzone, pensando alla sorte che 1' avrebbe
aspettata a Berdicev.
A un certo moment si senti chiamare ed ebbe
come un sussulto.
Ohe! ebrea, piccola ebrea, vieni qui assaggia
questa vodka.
Erano i soldati ormai ubbriachi che la chia-
mavano.
Essa finse di non udire e rimase immobile pie-
gata sul bambino che teneva fra le braccia,
Ma tornarono a chiamarla ed essa tremante di
spavento strinse pifi forte a s6 Barzilai senza ri-
spondere.
Allora uno dei soldati si alz6 e venne a lei, un
second lo segui, poi gli altri due: Perch6 non vuoi
bere, o ebrea? Et un onore per te di bere coi soldati
di nostro padre lo czar.
E rimanendo Nehamh muta ed immobile, mentre
Barzilai intimorito si metteva a piangere uno dei
soldati le pose una mano sulla spalla mentre col-
1'altra le alzava il viso: Non sei brutta, te lo dico
io, levati dunque.
Signore, lasciami stare andatevene tutti io
vado per la mia strada, mormorb piangendo la po-
veretta.
Ma uno le tolse a viva forza it bambino, mentre
un altro afferratala per le braccia la trascinava con se.
II mio bambino! perched mi togliete it bambino?
Io voglio il piccino! Barzilai, Barzilai, gridava Ne-
hami divincolandosi, mentre Barzilai strillava dal-
1' alto di una botte su cui 1' aveva post il soldato.
I soldati ridevano e gridavano, ed uno per volta
baciarono Neham. sulla bocca. Ma all' ultimo tocch
un morso tale dalla poveretta, che tenuta per le
braccia si difendeva come poteva, che subitamente
inferocito trasse la daga e si diede a picchiare l'in-
felice, di piatto e di taglio con accanimento da ub-
briaco. Il servo del mastro di posta che vendeva
1'acquavite corse spaventato a cercare il suo padrone
il quale redargui severamente i soldati minacciando
di denunziarli ai superior. Quando s'accorse della
presenza del pope che svegliato dal gran frastuono
lo stava tranquillamente guardando dalla sua panca
e si rivolse in tuono di rimprovero a lui: Che fai
tu, o padrino, che assist a scene come questa e non
ti muovi? Io farei bastonare te dai soldati se tu non
fossi un prete, poiche e contegno ingiusto il tuo che
assist indifferent a violence di ogni genere sopra
una disgraziata.
Quante ciarle per un'ebrea! rispose ii pope e
cretinamente tranquillo si riaddorment6 nel suo
cantuccio.
Il mastro di posta cambi6 repentinamente d'e-
spressione e d'espressioni: Era o no sfortunato che
una sporca ebrea venisse fino nel suo ufficio ad
adescare gli uomini? Era o no sfortunato che quattro
stupid di soldati perdessero la testa in casa sua per
una squaldrinella ebrea? Fuori, fuori tutti cinque!
Non voleva scandoli in stazione sono cose che
rovinano la riputazione e la carrier.
Nehami svenuta e sanguinante fu trascinata fuori


ed i soldati costretti a portarla lontano nella cam-
pagna, perched nessuno del paese o del personal delle
diligenze s'accorgesse del fatto, non tanto per I'ebrea
it cui onore e la cui vita non erano poi cose tanto
preziose da doversi stillare il cervello o perdere il
sonno, quanto erano severamente puniti i bettolieri
nei cui esercizi si ubbriacavano o sollevavano ru-
mori i soldati dell'esercito imperial.
Che cosa abbiano fatlo i quattro militi ubbriachi
nella sera, nessuno sa certa cosa e che essi par-
tirono coll' ultima diligenza e che il giorno segnente
alcuni contadini trovarono in un fossato il cadavere
quasi nudo della povera Nehamni martirizzato dai
colpi di daga, livido dal freddo notturno ed oltrag-
giato in altra guisa. A pochi passi fu rinvenuta una
mezuza strappatale dal collo: ci6 provb in modo irre-
futabile a quei villani che la morta era una strega
ebrea che andava cercando sangue cristiano per le
azzime pasquali e che avendo mancato ad uno dei
patti stipulati col diavolo era stata da quest inal-
concia ed uccisa. Quanto al piccolo Barzilai che non
aveva piL voce per piangere fu portato a casa dal
servo del mastro di posta. M a a moglie del servo,
donna accorta, comprese subito che on bambino
ebreo non avrebbe potato non portare disgrazia alla
Tamiglia e non volle ne toccarlo ne lasciarlo entrare
in casa. Egli fu quindi messo nella stalla su un
mucchio di strame, in attesa dell' indornani giorno
in cui si sarebbe potuto portarlo al convent di San
Basilio perch fosse esorcizzato e battezzato.
Ma it Signore misericordioso gli mandi unna
febbre cosi violent che nella note lo stesso Angelo
che aveva raccolto lo spirit di Nehamh si prese
anche quello del bambino e li port uniti avanti il
trono di Dio.
I. r.


ROSC- ASCIANA


Tra giorni celebreremo una delle pit solenni feste
israelitiche, it Rosc-Ascianh. I veri sionisti, i neinici
dell'assimilazione, danno grande imporlanza a quest
Ricorrenza, piu che al Capo d'Anno che ricorda
la nascita di un uomo, o 1' inizio di una reli-
gione. I veri sionisti festeggiano il Rosc-Ascianh
ebraico, come quello che ricorda la Creazione del
mondo. Quanto e grande 1'idea di solennizzare il
giorno in cui Dio creo 1'essere dal nulla.!Solo il
popolo ebreo mentre del mondo noi non siamo
che la pii piccola parte alza fervide preci al Si-
gnore per lodarlo di aver create tante splendid
cose, le quali attestano ]a di Lui grandezza, ed on-
nipotenza.
II Rosc-Ascianh 6 altresi il giorno del giudizio,
della giustizia Divina, it giorno in cui il Signore
giudica le nostre Azioni, e destina all' uomo, la vita
o ]a morte, il bene oil male, a second dei suoi
meriti o demeriti. Altra idea sublime, concerto assai
elevator, di cui non si ha traccia in altre confession
religiose e che i nostri libri sacri aflermano come
dogmi di morality e di fede.
1i tanto grande, solenne questo giorno che una
antica tradizione lo fa durare 48 ore invece di 24:
lo chiamano i Dotti, Jomh arihata, giorno prolungato,
perched ii second giorno e solenne quanto il primo;






70 L'IDEA SIONISTA


ed anche in Gerusalemme il Rosc-Asciana solo de-
v' essere festeggiato due giorni consecutive.
Questo giorno 6 caratteristico anche per il suono
mistico del Sciofar; suono che serve di richiamo
alla penitenza. E it suono del Sciofar che annunzia
1' atto solenne della Rivelazione del Sinai. E' il
Sciofar che invita Israele alla battaglia. Come un inno
nazionale riscalda gli animi, infoude coraggio ai
guerrieri, cosi ii suono santo e mistico del Sciofar,
dovea riscaldare i petti dei nostri antichi padri. E'
il Sciofar che annunzia l'anno del Giubileo,del ri-
poso, della redenzione, 6 il Sciofar che deve annun-
ziare i Capi di Mese, e tutte le feste israelitiche.
II Sciofar non 6 un istrumento qualsiasi, non e
un suono volgare, ma racchiude un alto significato,
e una invocazione al Signorel Tanto e ci6 vero che
questo Sciofar dovea esser suonato o dai Sacerdoti,
o dal Generale di Armata, nel moment solenne
del combattimento. Ci dice la Bibbia che gli avve-
nimenti futuri, preannunziali dai nostri grand Pro-
feti, verranno un giorno conosciuli per mezzo del
Sciofar. Anche i Sionisti suoneranno un giorno il
Sciofar per annunziare al mondo israelitico, e a tutte
le genti, che gli esuli, i paria avranno finalmente
trovata una sede sicura, una patria che li accoglierh
come una madre riceve a braccia aperte il figlio
diletto.
Come tutti i popoli, auche i pifi selvaggi ebbero
un segno intorno a cui raccogliersi nel moment
della battaglia, o nelle feste sacre alla patria, come
tutti hanno oggi le loro bandiere, cosi Israele ha
nel Sciofar lo strumento patriottico.
Pensiamo net Rosc-Ascianh a questo mistico
Sciofar che ha tanti significati moral.
Finalmente il Rosc-Asciana ci dh un grande in-
segnamento, quello dell' obbedienza ai voleri di Dio.
E 1'anniversario di quell'eroico sacrifizio che il
patriarca Abramo stava per compiere, ma che Iddio
voleva soltanto per prova della sua obbedienza.
Ed ora faccio voti a Dio affinch6 conceda molti
anni di vita a questa simpatica Rivista, ai suoi Re-
dattori egregi, ai Collaboratori valorosi, ai lettori
gentili, a tutti i Sionisti. Sia it 5662 anno apportatore
di pace, di concordia, di benedizioni, di gioie, di
more, di sentiment religioso, di sincera penitenza,
di redenzione per i poveri nostri fratelli di fede che
tanto soffrono per 1' unica ragione che si gloriano
di portare il nome di ebrei.
GIUSEPPE CAMMEO.


IL PENSIERO D'ISRAELE
Spigolature storiche
GETTIAMO uno sguardo sul vastissimo quadro,
che ci spiega dinanzi la storia umana, e vedremo
essere storia di lotte titaniche tra la forza e la
ragione, lo spirit e la material, la scienza e l'igno-
ranza, la civilth e la barbarie. I popoli si sovrap-
pongono ai ,popoli, i regni ai regni, gl' imperi
agli imperi. E un precipitate, perenne avvicendarsi
di strane metamorfosi, di .spaventose catastrofi,
un incessante nascere, crescere, mandar lampi di
gloria, ingigantire, decadere e morire. L' Egitto,
la Persia, la Babilonia, l'Assiria, la Media, la Ma-
cedonia, la Grecia e Roma stessa brillano succes-
sivamente di una vita potente, smagliante, che
soggioga ed abbarbaglia, ma 6 vita di un giorno,
vita di un'ora nel giro immense delle umane
vicende. L' ecatompila Febe, la superba Menfi, la
splendid Ninive, 1' avara Cartagine, la gentile e
colta Atene, la vigorosa Sparta, la ricca Tiro, la


santa Gerusalemme, la dominatrice Roma, tutte,
o scompaiono affatto dalla scena del mondo, o
mostrano appena nei loro ruderi i muti avanzi
di una grandezza che non 6 se non una memorial.
E come avviene delle cittd e degli imperi, cosi
accade dei popoli e delle razze. Nel rapido iini-
terrotto incalzarsi delle guerre, delle tirannidi,
delle stragi, tutto si assimila, si .trasforma, si
mesce, in nessuna razza piu si mantiene il natio
carattere, nessuna piu serba un solo esemplare
puro, testimonio vivente della propria origine,
della propria esistenza, della propria storia. II
sangue che score nelle vene dei popoli i sangue
misto, n6 vi ha chi ci possa dire se sia cimbrico
o teutonico, pelasgico od etrusco, celtico od erulo,
vandalo o longobardico, franco od unno, goto,
visigoto od ostrogoto. Insieme colle popolazioni e
col sangue si mescolano e si trasformano gli usi
ed i costumi, sfumano le religion, si annebbiano
le tradizioni, si confondono le lingue, in una parola
tutte vengono meno le manifestazioni di una na-
zionalith discinta. Israele solo resisted all' urto
immane del tempo. Israele solo rimanda ai posteri
fra tanto sfacelo la sua figure tipica, la purezza
del suo sangue, i costumi, la religion, le tradi-
zioni, la lingua, tutti insomma i caratteri della
propria nazionalith, pure assimilandosi e lingue,
e costumi, e tradizioni dei popoli tutti, press i
quali la sventura o la sua mission civilizzatrice
a viva forza lo spingono. Or come si spiega questo
fenomeno ammirabile, unico nella storia? Quale
a il segreto dell' esistenza d' Israele, travagliato
da tante vicissitudini, di cui una sola bastb talora
ad annientare per sempre nazioni di lui assai pit
popolose e piii potenti? D'onde quest prodigiosa
vitalitA che trionfa per secoli e secoli dell' odio
universal. L' ortodosso vi risponderh essere un
miracolo operate dalla divina provvidenza, e ras-
segnato esclamerh: Dio dA, Dio toglie: benedetta
sia la volonth sua. Ma il filosofo che pensa e pur
non escludendo I' intervento divino muove alla
ricerca della verith nei fatti natural con argo-
menti natural, vi dirk risiedere tale segreto in
tre grand fattori, e cio6 nella spirituality puris-
sima dell'ideale religioso d' Israele per nulla coz-
zante colla ragione, nella educazione ed istruzione
diffusa a tutto il popolo come 6 lungi dall'esserlo
ancora oggidi tra le nazioni pill colte e civil,
ed infine nella fede incrollabile in un avvenire
messianico, ossia di fratellanza universal avvenire
che Israele vagheggia da secoli, ed a cui appena
oggi sembra vagamente aspirare il nascente so-
cialismo. Da questa fede messianica emerge come
corollario una solidarieth costante fra tutte le
membra sparse del gran corpo d' Israele, solida-
rieth ingiustamente rimproveratagli, essendo essa
non ultima tra le sue virtit, solidarieth che i
massoni copiarono, ed alla quale si devono non
pochi prodigi dell' odierno incivilimento. Questi
tre fattori, se da un lato ci rivelano il segreto
della tenace esistenza di un popolo pii vigoroso
che mai quantunque bersagliato ancora da mille
traversie, dall' altro ci spiegano perch esso si
trovi sempre alla test del moto ascendente del-
1' umanith. E il pensiero israelitico che soffoca il
paganesimo nel nome di Cristo, 6 il pensiero
israelitico che original la civilth araba; 6 ancora
il pensiero israelitico che tiene vivo il fuoco sacro











L' IDEA SIONISTA 71


delle letter, delle science, della filosofia ed a
quale prezzo non v'ha chi lo ignori durante 'in-
fausto period nel quale le tenebre medioevali
avvolgevano 1' Europa in un luttuoso manto di
iniquity e d' ignoranza. Sark infine ancora il pen-
siero israelitico che inaugurerh quell' era di fra-
tellanza umana, verso la quale, checch& si possa
pensare o dire, noi camminiamo a gran passi.
E tutto cib la storia luminosamente conferma.
II pensiero israelitico aveva ricevuto dagli impe-
ratori romani un colpo mortale, da cui sembrava
non potersi mai piut rilevare. Tito, distruggendo
il tempio, distruggeva 1' unit del culto; Adriano,
sopprimendo il Sanhedrin, uccideva l' unit dell'in-
segnamento e la legislazione religiosa; Teodosio,
abolendo ii patriarcato, cancellava 1' unit delle
memories; ma lo spirit, il pensiero sopravviveva
a tanta iattura, e fugato da Gerusalemme esso si
riparava fidente ne' suoi destini press gli arabi;
1' unit perduta in Palestina si ricostituiva altrove
coll' esilariato o Rese Galudh, e colle fiorenti ac-
cademie di Sora ed altre, d' onde irradiava 1' inse-
gnamento, la legislazione unica su tutte le comu-
nita disperse nei quattro angoli della terra. Poi,
tra gli altri valevoli per ingegno, per integrity,
per grandezza d' animo, spicca la nobile figure di
Saadia, alla cui scuola si formano quei dotti, che
vedremo portare piui tardi la luce del loro sapere
nella Spagna, divenuta poi per alcuni secoli, grazie
agli arabi ed agli ebrei, il centro dell' incivili-
mento europeo.
Gli ebrei vinti nelle ostinate o sempre rina-
scenti insurrezioni control 1' odiato conquistatore
e condotti schiavi dall' Aquila Romana in occi-
dente, venivano in gran numero trascinati nella
penisola iberica, ove trovavano comunith gia co-
stituite da tempo immemore e dalle quali erano
pietosamente riscattati. Perb nella penisola, come
altrove, incontravano mille peripezie, persecuzioni
d' ogni maniera, abiure forzate, esilii, confische
di beni, uccisioni e via via per parte di alcuni
re visigoti dominatori del paese, istigati dall' alto
clero, che vedeva con dolore elevarsi una formi-
dabile barrier alla diffusione ed al consolida-
mento del Cristianesimo. I concilii si succedevano
e ad ognuno di essi si sancivano restrizioni e si
promulgavano editti control gli ebrei e control i
neo cristiani giudaizzanti, cio6 control quei di-
sgraziati, cacciati colla violenza in grembo alla
Chiesa: ritornavano nondimeno ad onta di tutte
]e minaccie in seno al giudaismo, aspirando co-
stantemente a quell' ideale che non isperavano di
trovare altrove. Questo fenomeno non 6 tra i
meno notevoli, nB tra i meno degni di encomio
come prova di una convinzione profonda. Gli ebrei
non curavano gli editti, non si lasciavano sbigot-
tire dalle provocazioni, resistevauo eroicamente
alle flagellazioni, alle torture fisiche e morali, e
versati corn' erano tutti nelle cose si bibliche che
profane lottavano con coraggio, e sarebbe di un
insegnamento non poco proficuo ai timidi d'oggi
il riprodurre le infinite controversies, alle quali
presero parte e colla parola e cogli scritti, ridu-
cendo quasi sempre al silenzio i loro avversarii.
Occasione a quelle polemiche fu tra le altre una
strana tradizione aggadica in voga allora che po-
neva la venuta del Messia dopo seimila anni dalla
creazione del mondo; il settimo millennio sarebbe


stato il sabbato universal, e la leggenda si con-
fortava col testo del Salmo, nel quale 6 detto:
< Mille anni sono appena un giorno agli occhi
del Signore ,.
Tra i piu accaniti persecutori d' Israele figure
1' usurpatore Erwig, successor del re visigoto
Vamba, il quale mirava ad ingraziarsi il clero e
farsi perdonare 1' usurpazione sacrificando i cosi
detti infedeli. Dopo un concilio presieduto da
Giuliano di Toledo, il tiranno li aduno tutti, bat-
tezzati o no, notificando loro che dovevano ac-
cettare il battesimo, sotto pena di avore confiscati
i beni, di ricevere cento colpi di verga, di avere
lacerata la pelle della front e del capo in segno
d' obbrobrio, infine di essere bandit. Gli ebrei
tentarono allora di opporsi a questo colpo colle-
gandosi coi grand elettori di patte contraria al-
1'Erwig; ci6 non ostante riesciva al genero di
lui Egica di succedergli, e siccome egli infieri
piui che mai nelle persecuzioni, cosi i perseguitati,
spinti dalla disperazione tramarono coi loro fra-
telli d' Africa la distruzione dell' impero visigoto;
la congiura venne scoperta e gli Ebrei furono
dichiarati schiavi in perpetuo dei grand, ed i
loro figli al dissotto dei setter anni strappati alle
cure materne per essere allevati nella fede cri-
stiana.
Se non che impero visigoto volgeva al tra-
monto. Tarik conquistatore maomettano, giunge
dall' Africa con un esercito potent, trova negli
Ebrei un valido aiuto, e 1' ebreo Kaula-al-jeudi
alla testa de' suoi, contribuisce molto alla victoria
di Xeres; per questo fatto gli schiavi dell'oggi
sono all' indomani signori di Granata, di Malaga,
di Cordova e di altre important citth. Non si sa
perched Kaula, il trionfatore di Xeres, si ribella
al governatore Alhovo, e vigorosamente sostenuto
da' suoi correligionarii si mantiene per un certo
tempo nell'Aragona e nella Catalogna, finch vinto
e fatto prigioniero e messo a more. Questa ri-
bellione per6 sembra essere stata correlativa ad
altra analoga della Siria, della Palestina e di Ba-
bilonia, provocata da certo Serena clie pretendeva
altresi di essere il Messia. Costui infatti, trovb
aderenti anche fra gli Ebrei di Spagna, che in-
cominciavano a subire vessazioni eziandio dagli
Arabi. I1 movimento era politico e religioso in-
sieme, poiche Serena aspirava in uno alla con-
quista della Palestina ed all' abolizione delle piu
essenziali prescrizioni talmudiche, o dava cosi
origine ad una setta religiosa detta dei Caraiti
od Acraniti dal nome di Acran, che dopo di lui
introdusse un vero scisma in Israele, scisma che
si mantenne a lungo vivissimo in Palestina, ed
ebbe pagine dolorose due secoli dopo anche nella
storia di Spagna. Serena fini miseramente. Tren-
t' anni dopo un altro agitatore sorse, valoroso e
fanatico, Obadiah Abu-Isabon Ishak; anch'esso
ebbe numerosi seguaci, ed approfittandosi della
guerra civil, scoppiata tra gli Abassidi e gli
Ommiadi, volle tentare la sorte delle armi; ma
la vittoria degli Abassidi pose termine anche al-
1' audace tentative di Obadiah.
Questi ultimi fatti ebbero pero una conse-
guenza inaspettata e salutare. Abderamo, discen-
dente dei califfi Ommiadi cercato a morte dai
vincitori Abassidi e salvato da un ebreo, approda
in Ispagna e diventa ii capostipite di una dinastia,






72 L' IDEA SIONISTA


sotto la quale la civilth arabo spagnuola possen-
temente coadiuvata dalla dottrina e dalla intelli-
gente operosita giudaica, doveva raggiungere a-
pice dello sviluppo.
Mentre ii resto d'Europa ricade nella piu pro-
fonda barbarie, 'mentre 1' Oriente decline e tocca
la decrepitezza, in Ispagna auspici gli arabi ed it
popolo d'Israele, sempre giovane, sempre pieno
di vita malgrado le battiture, risorgono, rifiori-
scono e mandano lampi abbaglianti gli studio.
I principi arabi, scevri da pregiudizii, coltivano
ed incoraggiano Ie science, le letter e. le arti.
Le loro corti erano il luogo di convegno di tutti
gli uomini eminenti, poeti, eruditi ed artist che
essi onoravano della loro amicizia, ed ai quali
affidavano le pit important cariche dello Stato
Ivi noi vedremo gli ebrei prendei, part con en-
tusiasmo e con sempre'crescente success al mo-
vimento intellettuale della loro patria d'adozione,
e quando per tristizia di tempi ed instability umana
gli stessi arabi, venendo meno alla loro mission,
deperiranno e cesseranno dalla loro opera reden-
trice, noi vedremo di meglio, vedremo gli ebrei
tener test da soli all' oscurantismo, da soli agi-
tare nel mondo il faro della ragione, del progress,
della civilth. I1 primo di una vera pleiade d' uo-
mini grand che si diedero per cbmpito di pro-
teggere ed illustrare il giudaismo, fu Ab-Jussuf
Chasdai, medico, poliglotta e diplomatic insigne.
Abderamo III, sovrano altrettanto potente quanto
illuminate, attrattolo alla sua corte, lo creava
ministry ed affidava a lui le mission piu delicate.
Un ambasciatore dell' imperatore Ottone. II ebbe
a dire di non avere mai conosciuto uomo cosi
perspicace e dotto come 1'ebreo Chasdai. Quando
nel 944 Costantino VIII, la cui corte era per tra-
dizione tanto hostile agli ebrei, spedi ambasciatori
al califfo di Cordova, ebbe mandate di riceverli
Chasdai, che fu anche in quell' incontro incaricato
di tradurre in arabo un libro di Dioscoride man-
datogli dall'imperatore in latino, essendo egli il
solo medico del regno che comprendesse la lingua
del Lazio. Cog!i ambasciatori dell'imperatore Otto I,
nel Leone, nella Castiglia, nella Navarra ed in
altre ambascierie, Chasdai conduce a termine fe-
licemente con rarissima avvedutezza gravi nego-
ziati diplomatic appianando difficolth che parevano
insuperabili. N6 tra le sue politiche occupazioni
dimentica i cprreligionari. A Cordova, dove fondB
una biblioteca giudaica,' fu insignito del grado di
Nassi o principle, e 1'accademia talmudica di Ba-
bilonia, colla quale era in corrispondenza, lo onorb
del titolo di Capo degli studio.
11 suo more per Israele era vivissimo ed
inestinguibile. Chi sa quanti progetti di gran-
dezza volgeva in mente 1'illustre'diplomatico! Ve-
nuto a sapere che esisteva nell' estremo Oriente
un re ebreo, tanto si adoperb che riusci a met-
tersi in relazione con lui, scrivendogli una letter
elevatissima la quale fu seguita da-una risposta non
meno nobile ed affettuosa. Mecenate intelligence
ed infaticabile degli studii, protegge ii grammatico
Menahem ben Sarouk ed il poeta Dounasch ben
Sabrat.


(Continua)


Prof. G. PUGLIESE


PROGR4MMA DEL V CONGRESS SIONISTA

II Comitato d'azione ha fissato il 5 Congresso
pei giorni che corrono dal 26 al 29 Dicembre 1901
in Basilea, col seguente ordine del giorno:

1.0 GIORNO (GIOVEDI)
A) Seduta antimeridiana, ore 10.
I. Apertura del. congress per parte del pre-
sidente (el Comitato d' azione.
II. Elezioni dell' ufficio della verifica dei poteri
del Bureau del congress, e delle altre
cariche.
III. Regolamento.
IV. Rendiconto del comitato d'azione:
a) Parte general,
b) rendiconto di cassa.
B) Seduta pomeridiana, ore 4.
V. Discussion sul rendiconto del Comitato
d' Azione.

2. GIORNO (VENERDI)
A) Seduta antimeridiana, ore 10.
VI. Question sull' importanza material, spi-
rituale, economic degli ebrei. Re-
latore general, Dott. Max Nordau:
a) Parte general;
b) part special:
1. l'importanza material,
2. 1'importanza spiritual:
a) storia, letteratura e lingue ebraiche,
b) arte ebraica,
c) scienza ebraica,
d) coltura e educazione del popolo.
3. l'importanza economic.
La discussion, seguente la relazione, sara
protratta in quest giorno senza interruzione
fino alle 3 pomeridiane.

3. GIORNO (SABATO)
Seduta serale (comincia alle ore 6)
VII. Organizzazione (relazione e discussione.

4. GIORNO (DOMENICA)
A) Seduta dntimeridiana, ore 10.

VIII. Fonido di cassa.
IX. La banca colonial ebraica.
B) Seduta pomeridiana, ore 4.
X. Relazione dei comitati (uffici) fissi.
XI. Elezione del comitato d' azione e delle
commission.
XII. Proposte d' iniziativa private e cose even-
tuali.
I nomi. dei singoli relatori saranno notifi-
cati pifi tardi.

C. A. CONIGLIANI, Direttore responsabile
Modena, Tipografia degli Operai (Soc. Appnima Cooperativa).










ANNo I. MODENA, OT'TOIlE-N()VIEMIlJ 1901


L' IDEA


SIONISTA


RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA


ABBONAMENTO ANNUO L. 2,00
Per 1' ESTERO L. 3,00 I


SOMMARIO: T1 2." (n rveQ o 8nioitu italiano, fUil inerrmi
nellM razza snitie9s, A. VrexrsnltA. 11 Siojnisig ) Joflofi i
ehrai'dce it Puletino ( lte ) E. )(vuyrnlstj.J 1 Oira preiento,
Ra4,. D, C.AM5(vi. L' hiftit 161 oel ( ve rno fraitcw w l n
Algeria. It pnr-iro d' acIrale, Prof, 0i'en,e'r.i a oto
inars. --n artu olo d(a L'1 Alba n, Per Iguee, Artotm,
Net miondo Sioniita.


31 2: (oufguo Sioista JItaliano

Nei salutiamo coi gioia e vivo compiacimento it
II. Convegno sionista italiano, radunatosi ultima-
rente in Modena, per iniziativa della locale & Asso-
ciazione Sionistica *. Le parole franche ed esplicite
e nello stesso tempo elevate, pronunciate dai I].-'.-.:,ti
dei gruppi rappresentati, hanno riafferwato 1' opera
comuine in no ideale di prI..,'r-e- morale e social
the non temne r.:, ;.'-, corite ii frutto pit pure del
-.r;n'.Eri..'-.iis civile p,,.':'i',, dei temnpi presenuti
L ideal sionista riappare fulgido e ne-l., sua inte-
rezza nei deliberali del C-,.v.:'.!'., di Modena: in
una sintesi efficace segna una delle formu ideali
piU perfette del sionismo .iL. ,.-' Noi i:aliaiui.
noi ebrei, noi sionisfi sentiamo con ogni forza la
ir:'-::itll::. social e morale che i q.!.p..i' t uti
devono raggiangere: e aacenddci forti di questo sen-
timento the atui -.1 alri ri~apiIdola, riassume ed
illumina, abbiamo co-wienza della lotta che ci -i...t.,
per redimere dal I o-5.,., orfurante ltati fratelli di
razza e di f-.ic-, che 1,"'ail';:l l:iu.r.,,., con le sue forune
,:.tiL;. vuol far riwi-ere fra gli orrori d' alri teapi.
La nosira mente, affisandosi a quest' opera di
umnaniti, di dE'jn'i.n e di di-c'L suiur ne vede latia
la poriata, ne rmisura tranquillaimente la diffiroll:
poiendo fede the non 'siijtrs..i. non i.i1 :u1irs- da
part di nessuma classes social sari posta pe'r Asta-
colare un'*opera che, su niriore ai jpiii~L nan ha di
mira che un'ideale, jpe-rcia..... di giustizia e di
fra2ellanza.
II nwome di drou per mano tempo ft e trimante
ancora didianmlo ffrfancamente per us preqibiu-
dizio the non U g f quoi ugo di d5ffeae in qtail Moodi
ltroi il soi assuniro ni ei dai, f caOe sinof a iiliniiio di
oggetto indegln di salimn a & nse anuice dii .i "'
Questo sentimienuo -'ai- nol abiiaim ill daemr did
wincere, facnd m wlasre e in ithe ui siaiimno 1 10 I'' -.. di
tquel che ci si uele lidi aiii, the oia .......o..
iiiglionnrid U dare fmse g -.- i Diiifettui fii ac-i
chiase: ]per bnter seguirie semnp ire a bi jdriri ainella
iLe gaa dli falatellaniiza uniiveriaile, he :..
stat a a nt nina di ichna pial ml eifte s oi n C ia.l j I.' D


4A -


Nt.M," 1(-1 I


Adaeioni o orrispondonxo al iSignor
BENVENUTO DONATI MODENA

d' more al probl)loa 5ocialo, o i cui avvonlo, 11;1-
1' rora mirabilo della flde o dell'unoro, si duliniia
,s ,1coli venieoni. Alltri scivt'lo: sia il nostro iioUto.
rI ri napoti, rhe os noi manterromn fiedo agli iduali
prj. ntli saranno certainentoe Iigliori di 11oi si1
prepareranuli a tramandtare G a complota n l'opera
di perfezionamento, ci sapran grado di non1 avor
declinato a nessouto degli idoali del gludaisnlo. Noi
siato rbrtei, a ehrei vogliaino riiinaiiore. 'ichli
essoro ebrei vuol dire cssere (fiqll0i cui !6 ( lidaltn, in
on libro che seppo sfidare i fail e i tempi, nla moral
pil pura che sia state mai insogmiata: qi'lla chle ha
ispirala ogni forma ctica posteriore: nollna cni cnilla
A sorta quella parole di lonth a di anoro integra-
zione e ermanazione di tutta la alntica civilltAh mnoralo
eraica, Perchi essoro ohrei vul dire potor aidar
,'l',ri,-i della storia dei padri, vnol dire aver aequi-
stato una imisfione .1,-,I.I di assreo trani;aldata, e
che ognor pim si avvalora nella cocie l<-!-.)|i,.-i. universale. Ma non vi ol (Col iJlqOsto gia
dire rinunzia a nessurn altro ?entimnento tar'io ai nostri
c(1ori, 11i rivfedicazionte di idealith I ral truteiontata,.
II '.,:,.!.!. ; ftltore della ufilhf azioml.e spiritialo
delf i-:., it;'-iauo /.: *.i che i diliat in fiaml/wira
noi ci .,,.1 1 .ln1111 possa ili.,t;.:lit di hi0 ogl uIG o't
di israelita e penetrare, sia pure, atorat pi'i in
l., E per la pur'ezza della tradizionei d!llHo spirit,
l:c,. moscienza gindaica che noi siamti ncei in cailpuO
e la nostra l i'ini ::; ln s if ar i'ealizzala lini a lanlto
the uniti tutti da un vincolo 1di al'fetto a di fede,
non ci saremo resi Iniglioi,, per noi, e p(,i popoll
fra i quali viviamto,
Con questi ,ii:'ij-iaii cthe ioi primHi chiamiinno
di reri ebrei, salutiamo il 11 CGonvegno Hionisla
iialiano e il Cu:',.-'-.'i chie proiumenito si terry'
iln tasilea.
La cronaca
del Conve cominif '..,, d;ar relaziont did ricevi-
mento fAtt)o dul As soiazione siciutia. di Modneia
Diwnenica O1 '"-,*1< ,, ai -'.t : di gruppi
italiani.
L'Asc. 'Prf. frl, A, C.oniqliani, ;, nuwmO d41
I' aacs atione sAliuita I corn'inari, e 4i dhiEra li coiA
che4 V i..'. s' stats ielta aome edle di qui so
condle+ .*'.*, .,:.*.i. .gli pen-a "he qinto sKwi andA 4i
ifcs rvnismiil uiatiOrc di utili cone'guan. i p'ic wl in'vincrfZtto
' :[ :..,i,.. E Ip' en lre iti i *i h i die .,r, d14 l m Fe jmin
p..t. ..te- la'-| 3r .! .: E lrl I~' p- rwhoL eti ,, s G fa ti
[ref fh *.*[*'. '-.t.ii d< UIe B pari i ;.i '..'.. '' ,IJA|-
pel Ler di a ...' -;.i hr k e da n o'i.i 'f ,'A ..' .
armaaggiio per Is Dot :. em.ndiimOul O Cn -
4iEseimics.







L' IDEA SIONISTA


L' Avv. Felice Ravenna ringrazia il Prof. Coni-
gliani del salute e si compiace col circolo di Modena
per 1' opera sincera ed efficace. Con luci'tezza dichiara
la sostanza del movimentq sionista; opera generosa
che non intacca, nu6 a detriment di nessun altro
sentiments'. Si augura che nei grand ideal che ab-
belliscono il present movimento giudaico, 1' israeli-
tismo trovi la fede e la costanza per proseguire nel-
1' opera intrapresa.
II Sig. Bettino Levi si aggiunge, parlando come
rappresentante del gruppo sionistico milanese ai pre-
cedenti oratori. Egli si senate fiero e commosso di po-
ter dire nella sua diletta Modena, fra tanti amici e
conoscenti, dell' ideal sionistico che avviva special-
mente in questi tempi lo spirit dell'israelitismo.
11 Sionismo 6 pel giudaismo una sorgente certa di
benessere: mirando alla rivendicazione pei fratelli lon-
tani, dei diritti civil e politics; e lavorando per la
loro material e morale protezione, dobbiamo esser
sicuri di compire opera santa. Noi cittadini italiani,
che in altri tempi abbiam dimostrato di amare cosi
fedelmente la nostra patria, la onoreremo ancora, par-
tecipando a quest alto ideal di giustizia.
I tre oratori sono vivamente applauditi; le loro
parole suscitano vive approvazioni.
Dopo di che si serve uu lauto rinfresco. Allo 10
la bella riunione si scioglieva, essendo fissato per
le 10,30 1' inizio dei lavori del convegno. Il nostro giu-
dizio sul risultato di questi lo abbiamo giA espresso
in altra part della Rivista; non ci rimane che fare
la cronaca fedele ed esatta del pensiero espresso dagli
egregi rappresentanti, come quello che risponde fedel-
mente all' intent e allo spirit del Sionismo in Italia.

SEDUTA ANTIMERIDIANA

La riunione si tiene nella sala del Consiglio della
University Israelitica di Modena, gentilmente concessa.
I delegati che fanno part della riunione nominano a
president 1' Avv. Prof. Cav. Carlo A. Conigliani. Sono
present, oltre il prof Conigliani, il Rag. Amedeo
Donati rappresentante < L' Associazione Sionistica e di
Modena, 1' Avv. Felice Ravenna per o La Fratellanza
Sionistica > di Ferrara, il Signor Bettino Levi per il
<< Gruppo Sionistico Milanese >, il Sig. Vito Anau per
1' < Associazione Sionistica di Ancona >. Hanno aderito
il Rabb. Giuseppe Sonnino del gruppo di Napoli, de-
legando a rappresentarlo il Rag. A. Donati; l'Avv. Gino
Racah, segretario dell' Associazione di Milano, e il
Sig. Mois6 Foligno, rappresentati dal Sig. Bettino Levi:
1' Avv. Amleto Sacerdoti, del Comitato Direttivo del-
1' Associazione di Modena. Della stamp 6 present
Benvenuto Donati, per L' Idea Sionista; con nobilis-
sima letter aderiva il Corriere Israelitico di Trieste.
Benvenuto Donati, prima che si apra la seduta, otte-
nuto il permesso di parlare, port il saluto e 1' ade-
sione ai lavori del Congresso, della stamp sionista
italiana.
Alle 10,30 la seduta e dichiarata aperta. Presidenza
del Presidente Conigliani, funge da Segretario il
Rag. A. Donati.
Gli oggetti all' ordine del giorno sono i seguenti:
Propaganda Federazione Stampa Accordi pel
Congress di Basilea Le Universita Israelitiche.
Ravenna propone di rimandare a un prossimo con-
vegno la discussion sull'ultimo oggetto all'ordine del
giorno: < UniversitA israelitiche >, perch argomento
vasto, e degno di lungo studio e profonda preparazione
prima di essere trattato.
Conigliani si associa, qualora per fino da ora si
prenda impegno di studiare 1'importante question che
tende a portare, nei limiti del diritto e quindi del
giusto, nell' organism delle Comunith quelle innova-
zioni .richieste dalle nuove idee e dai tempi progrediti.
P accettato.


Propaganda
Conigliani, prima di entrare in merito, saluta i
delegati convenuti, e si augura che i lavori del Con-
vegno saranno per ritornare di vera utility e interesse
al Sionismo italiano. Constata che la propaganda, colla
quale principalmente si devono far proseliti al nuovo
ideal dell' israelitismo, e rimasta fino ad oggi fra noi
in un ambito assai ristretto, specialmente pei mezzi
material limitati.
Anau ricorda un deliberate dai congressisti al
Congress di Basilea, che cio6 i singoli Comitati cen-
trali dei diversi paesi possano prelevare il 50 per 100
dello Scekel, per spese di propaganda.
Levi 6 contrario a ridurre il contribute gia ab-
bastanza meschino al Comitato central: propone di
elevare la tassa annual delle associazioni, e contri-
buire alia propaganda con la diffusione di stampati.
Ravenna, per 1' esperienza che crede di avere in
material, nota 1' inutilita della diffusione di stampati
come mezzo di propaganda. Ha fiducia invece nella
propaganda orale, fatta personalmente o col mezzo di
conference.
Conigliani si associa al concerto di Ravenna; ma
crede che per attivare questo sistema di propaganda
occorrano mezzi e non pochi. La via indiretta colla
quale si potra ottenere 1' intent B certamente nella
Federazione.
Si accetta il pensiero di Conigliani, che la Fede-
razione debba essere il mezzo migliore per attivare
la propaganda.
Riguardo alla proposta di Anau di prelevare a
quest scopo il 50 o dello Schekel, Levi e Ravenna
ribattono che, se quest misura pu" essere lecita e con-
sigliabile press gli ebrei di quelle nazioni dove im-
manente si present la question giudaica, non lo 6 cer-
tamente per noi. La nostra propaganda ha un altro
significato, di fatto e di sostanza: di fatto, perch per
part nostra non esistono. neppure lontanamente dei
bisogni urgenti che richiedano alcun soccorso material
per essere soddisfatti; di sostanza, perch il nostro
Sionismo ha per primo scopo di cercare il benessere
material e morale, per gli ebrei, che dai pregiudizi
di razza e di sentiment, sono di quelli private.
Si stabilisce quindi di passare all' argomento della
Federazione.
Donati A. e Ravenna, dopo breve discussion, con-
cordano nello stabilire che si possa discutere ampia-
mente sull'argomento, senza pregiudizio dei deliberate
futuri delle single assemble associative.
Bavenna riferisce su varn oggetti di propaganda.
La Federazione
Conigliani entra in merito all' argomento della
Federazione, dando un breve cenno storico di quel
che si sia fatto press gli altri gruppi esteri: in
Francia, in Inghilterra, in America. Por 1' unit di
azione-del Sionismo italiano propone la Federazione;
essa sara quella forma che indirizzerA 1' opera comune
verso un solo scopo, fissando una volta per sempre
quale si sia 1' espressione del sionismo in Italia. Pre-
senta lo schema di uno statute che sara proposto per
1' approvazione finale alle single associazioni.
Ravenna, a proposito dello scopo della Federazione,
dice che si tratta di fissare definitivamente il pro-
gramma del Sionismo italiano. Ricorda le parole a lui
dette dal Dott. Marmorek, uno dei capi del Sionismo
internazionale, al second Congresso di Basilea: < II
Sionismo tended a raccogliere gli ebrei da quei paesi,
dove non godono garanzia political e personal, in un
organismo autonomo, sotto la garanzia delle nazioni >.
Anau, che con IRavenna ha avuto occasion di in-
tervistare il Marmorek, conferma in quest senso gli
ideali del Sionismo ufficiale.
Conigliani 6 lieto di sentir ripetuta per bocca del
rappresentante in Italia, il programma del movimento











L' IDEA SIONISTA 71


sionista ufficiale. Come si vede, adunque, il Sionismo
tende solamente a ridurre la colonizzazione organic
in Palestina degli ebrei perseguitati. Illustra cosa
comunemente si intend per colonizzazione organic;
stabilimento cioe di colonie, con base organic di di-
ritto interno ed esterno. Ricorda 1' opera delle colonies
inglesi in Australia: cita altri numerosi dati di fatto.
Si compiace che a quest finality ed a questi principi
si informi 1' opera del Sionismo verso il proletariato
abraico indigent e oppresso: compiendo certamente
opera di equity e di giustizia social.
Anau ricorda le parole di Herzl e di Marmorek,
nelle quali 6 detto che si tende a garantire per mezzo
del diritto internazionale la future colonial ebraica
palestinese.
Conigliani fa notare che, limitando 1' opera pratica
del Sionismo alla colonizzazione organic, siamo na-
turalmente ben lontani dai sogni nazionalisti che tro-
vano qualche presa in alcune frazioni del Sionismo.
Si tratta solamente delle fondazioni delle colonies con
autonomia amministrativa.
Bavenna, cogliendo 1' ultimo accenno del Prof. Co-
nigliani, prende occasion per ripetere diffusamente
quale voglia essere 1' opera del Sionismo. II Sionismo
vuol condurre gli Ebrei perseguitati in un asilo sicuro,
la Palestina, costituendoli con autonomia amministra-
tiva, con ordine prestabilito, e sotto la tutela del di-
ritto internazionale. Egli appoggia le sue parole con
parecchi argomenti.
Dopo breve discussion su altri punti dello Statuto,
questo finalmente viene concretato nella forma se-
guente:
Federazione Sionista italiana
1.* costituita in Italia la Federazione delle As-
sociazioni sioniste italiane.
2. I scopo della medesima:
a) di contribuire con le sue forze morali al-
1'opera del Comitato central di Vienna intesa a
dare agli Ebrei, che ne sono privi, I' integrale pos-
sesso dei loro diritli civil e politics, colla coloniz-
zazione sistematica della Palestina;
b) di risvegliare i sentiment di solidarieth fra
i correligionari ed elevarne le condizioni morali e
intellettuali ;
c) di promuovere e organizzare, nei limit
esposti, la propaganda nella palria italiana.

Associazioni federate
3.* Faranno part della Federazione le Associazioni
Sioniste, che dichiarino aderire al programma della
Federazione.
4.0 I1 contribute federative sara di L. 1 annue per
ogni socio, da pagarsi da ogni singola associazione
entro il Gennaio.
Saranno accettate le oblazioni da parte delle asso-
ciazioni o anche dei singoli individui.
5.0 La cassa della Federazione contribuirh alle
spese della propaganda in Italia, in quanto esca dai
limiti di logo e di azione delle single associazioni
federate.
Cariche Federative
6." La Federazione sara diretta da un Comitato,
composto dai delegati delle single associazioni e pre-
sieduto dal Delegate del Comitato Centrale di Vienna.
7.0 I1 Comitato Direttivo rimane in carica un anno;
i Delegati saranno dalle associazioni eletti entro il
mese di Gennaio.
8. La Federazione avrA la sun sede nel luogo di
residenza del Delegate del Comitato Centrale di Vienna.
9.0 II Comitato direttivo si fari iniziatore di un
convegno annual sionistico italiano, in cui darA re-
lazione della sua opera, e al quale saranno invitate le
Direzioni delle single associazioni sioniste.


Disposisione transitoria
10.0 La Federazione Sionista italiana si inizieri
col 1.0 Gennaio 1902.
Dogo di che la seduta 6 tolta: sono le 12 precise.
SEDUTA POMERIDIANA

Alle 14 si apre la .eduta.
Presidenza del Professore Conigliani. Sono present
tutti i delegate del mattino. Si comunicano vari telo-
grammi, letter a biglietti di adesione.
La stamp
Donati A. ha la parole per presentare la relazione
della gestione finanziaria 1901 dell' Idea Sionista, or-
gano ufficiale del Sionismo italiano. Il relatore espone
un dettagliato resoconto, facendo parecchie proposte
per 1' anno venture, e considerazioni intorno alle ri-
chieste immediate della stampa sionista in Italia. Si
augura, pel bene del movimento, possa continuare con
sempre maggior favor la pubblicazione di un periodic
italiano, completamente dedicate alla relazione degli
avvenimenti sionistici.
Ravenna approfitta dell' occasion per rivolgere
una parola di plauso alla Direzione e alla Redazione
dell' Idea Sionista, pel modo con cui ha saputo cor-
rispondere agli impegni assunti o poi oriteri coi
quali redige la Rivista. Egli 6 lieto di notaro l'acco-
glienza festosa fatta all' Idea Sionista, oltre che dal
Sionismo, dall' intiero giudaismo italiano; vuole cho
la sua parole di plauso, suoni incoraggiamento a se-
guitare nella via intrapresa 1).
I present si associano alle parole del IRavenna.
Conigliani, Direttore dell'Idea Sionista, ringrazia.
- interpretando anche i sentimenti della Redaziono
- 1' Avv. Ravenna. Egli si augura che la fiducia degli
amici non sia mai per mancare all' opera modest, ma
sincere del giornale.
Dopo varia discussion, si delibera di emettore, per
garantire la vita .dell' Idea Sionista, azioni da L. 10;
di invitare la Federazione e le associazioni a un con-
tributo annuo.
A questo punto entra a far part della riunione il
Prof. Giuseppe Pugliese, del gruppo sionistico di Ver-
celli. Egli parla del movimento sionista, ed illustra
parecchi concetti che devono informare il programme
sionista. Insisted specialmente sul bisogno di far cono-
scere la storia e la tradizione giudaica, per allontanare
pregiudizi, ed illustrare pagine degne di onoro e di
culto.
Accordi pel Congresso di Basilea
Conigliani prega il Delegate per 1'Italia del Co-
mitato central, di invitare questo a mandare, prima
del Congresso di Basilea, relazioni, bilanci e stampati,
onde potere ultimare una preparazione coscienziosa.
Ravenna di buon grado accetta la proposta Coni-
gliani. e si propone di far pratiche in proposito.
Conigliani dice che occorre accordarsi fin d' ora
sull'opera dei Delegati italiani a Basilea. Deve essere
vivo desiderio di questi esporre 1' indirizzo precise a
senza incertezze del Sionismo italiano.
Ravenna propone di fissare fino da ora una dichia-
razione che si legger& al Congresso.
Conigliani raccoglie la proposta Ravenna, e motiva
un ordine del giorno in questo senso. Esso dice:
SI delegati delle Associazioni Sioniste Italiane:
considerate che lo sviluppo dell'idea sionista
in Italia trova ostacolo nel dubbio infondato sorto
nell' animo di molti israeliti che il Sionismo abbia
per imta tali rivendicazioni che contrastino coi son-
timenti di fedelta e di affetto per la patria italiana;

1) Siamo licti di ripetoro all' amico carissimo Avv. Ravenna,
sullo pagino di quosta Rivista, i nostri ringraziumonti per lo
bone taurolo rivolteci. (N. d. I.).












76 L'IDEA SIONISTA


considerate che tali dubbt possono essere se-
condati dai non rari eccessi di parola e di pensiero,
a cui, mossi da condizioni di ambiente different
dalle nostre, alcuni sionisti stranieri si lasciano tra-
sportare;
riaffermano solennemente
la perfetta compatibility dell'idea sionista coi sen-
timenti piui vivi e affettuobi verso la patria italiana,
come quella che 6 semplicemente una manifestazione
di solidarieth verso i proprl fratelli di razza e di
fede, e un desiderio di giustizia e di miglioramento
social;
riconfermano
che nei rapporti cogli Israeliti degli altri paesi unico
intent del Sionismo 6 quello di procacciare il pieno
possess dei diritti civil e politics, a quelli, fra gli
Israeliti, che nei loro attuali paesi di residenza non
li posseggono; e unico mezzo a raggiungere questo
fine 6 la colonizzazione sistematica in Palestina, cir-
condata cio6 da tali guareutigie di diritto pubblico
internazionale che assicurino a quei coloni il godi-
mento delle pubbliche e private liberty;
deliberano
di presentare al prossimo Congresso di Basilea i voti
present, perch& resti chiaramente e pubblicamente
noto il carattere e il contenuto che la propaganda
sionista assume in Italia ,.
La present dichiarazione e accettata all'unanimita.
Levi, a nome dell' Avv. Racah di Milano, present
due propose che i delegate italiani dovrebbero fare al
Congress di Basilea. Una riguarda la costituzione di
una Scuola di medicine fra le popolazioni ebree di
Palestina e di Siria; 1'altra, il possible acquisto di
alcuni punti e spiaggie (nel Marocco, ad esempio) per
corrispondere ai bisogni urgent del Sionismo.
Le due proposte sono accettate, salvo a studiarle e
a vagliarle nei riflessi della praticitA.
Levi, a nome d' una. richiesta fatta dalla Ch.ma
Prof.Sa Aurelia Ioks di Milano, domanda schiarimenti
sul funzionamento della Banca Coloniale di Vienna.
Ravenna comunica una letter della Presidenza del
Comitato d' azione, dove 6 contenuto incitamento a
favorite lo sviluppo della Banca. RiferirA i dubbi
espressi sul retto funzionamento della Banca; in ogni
modo li ribatte fino da ora con numerosi dati di fatto.
Ravenna domanda che la sede del future Convegno
sia fissata per Ferrara. E accettato.
Si delibera di inviare telegrammi al Rabb. Sonnino
e all' Avv. Bacah.
Essendo ultimate i lavori prestabiliti, Conigliani
dichiara chiuso il II. Convegno Sionistico italiano;
lieto, poich6 da esso tutti trarranno incitamento a
proseguire, con pih chiara coscienza, 1' opera doverosa
di umanita di giustizia, che col nome di Sionismo si
6 iniziata.
La seduta 6 tolta; sono le 17.

Alla sera, nelle sale del Pio Istituto Israelitico
di Istruzione, il Comitato Direttivo dell' Associazione
Sionista di Modena, invitava-i rappresentanti a un
pranzo splendidamente servito.


GLI INCROCI NELLA RAZZA SEMITICA

E OPINIONE generalmente diffusa tra i profani di
science etnologiche che gli Ebrei (ed intend con
quest nome i seguaci della religion mosaica) ap-
partengano tutti ad un' unica e medesima razza.
Recent scoperte stanno perb a dimostrare che l'as-
serita unit d' origine dei fedeli a'Jehova, non va
punto d'accordo con le prove risultanti dai fatti
anatomici.


Un dotto" e geniale antropologo tedesco, il dottor
Felice von Luschan, in una bella memorial letta al
23.V Congresso della Societh antropologica in Ulma,
cerca di determinare sulla base di dati scientific la
posizione degli Ebrei nell'assieme complesso e caotico
delle numerose famiglie umane 1).
Prendendo ad argomento del suo studio i popoli
che parlano od hanno parlato le lingue semitiche,
li distingue anzitutto in otto grand famiglie: i Ba-
bilonesi, gli Assiri, gli Ebrei, i Sabei, i Fenici, gli
Aramei, gli Abissini e gli Arabi propriamente detti.
Queste otto famiglie, qui ora ricordate nell' or-
dine di succession della loro comparsa storica, ven-
gono da molti scienziati comunemente comprese
sotto 1' unico nome di senmii, deducendo senz' altro
dalla loro unit linguistica una correlativa connes-
sione fisiologica. Questa deduzione non 6 pero esatta,
perch appunto si basa sopra un vecchio e dannoso
pregiudizio che ha traviato per lungo tempo dal
vero molti dei migliori studios d'antropologia, e
il von Luschan si 6 creduto specialmente in dovere
di abbandonarlo dopo la cattiva prova da esso fatta
nello studio delle razze cos! dette ariane. Stando in-
fatti al comune patrimonio dei vocaboli ed alla affi-
nith della grammatica, quest razze avrebbero avuto un
unico punto d'origine e non costituirebbero altro che
i rami d'un solo e grande albero genealogico, mentre
numerosissimi fatti d'indole assai diverse, hanno
ormai dimostrato che alla famiglia dei linguaggi
indogermanici non corrisponde punto una sola unitl
etnica, o per dirla in volgare, un'unica razza. In
base a questo concerto, il von Luschan ha dato esclu-
sivamente importanza ai dati anatomici ed 7ia accu-
ralanmenle inisurato col compasso e col nastro quasi
60.000 teste di diverse nazioni e di diverse origine,
la maggiore parte delle quali apparteneva ad Ebrei,
Fenici, Aramei ed Arabi, mentre un material pii
scarso gli veniva fornito dagli Abissini, dai Sabei,
dai Babilonesi e dagli Assiri. Per gli Ebrei tut-
tavia egli dovette accontentarsi di studiare soltanto
sul vivo e quindi di seguire un metodo non mate-
maticaamente esatto, perch gli fu sempre impedito
di entrare nei cimiteri e di far le misure diretta-
mente sul teschio. Non a torto I'autore si lamenta
di questa ingiustificata ostilith e prega i religiosi di
modificare un poco a favore della scienza, la pieti,
del resto cosi rispellabile ed esemplare verso i luoghi
dell' eterno riposo. 2)
*
"-
Dalle ricerche fatte, e che non possono natural-
mente qui trovare luogo, si e constatato, invece del-
1' aspettata unitA, una variety moltcplice e confusa
dalla quale unicamente si staccano, come una grata
eccezione, gli Arabi del desert, o Beduini.
Questo popolo caratterizzato dalla testa lunga e
stretta, dal naso corto, piccolo, poco arcuato e dalle
tinta della pelle molto scura, deve essere per molta
ragioni considerate il vero e genuine discendente
degli antichi semiti, dei quali ha conservato non
solo le forme fisiche, ma anche il primitive lin-
guaggio.
Ora a cominciare da un' epoca non ben precisata
ma certo molto antica, gli Ebrei si sono andati poco
a poco diversificando profondamente in rapporto a
questo tipo primitive. Le remotissime pitture che di
essi si conservano in Egitto, le popolazioni attuali
della Palestina e della Siria, le migliaia di Ebrei
che si possono osservare e studiare in ogni grande

1) FELICE Von LUscHAN, Lu posizione antrpollogica degli Elrei.
Traduzione del Prof. U. Ugolini Archivio per la Antropologia e
1' Etnologin, Firenze, Vol. XXII.
2) Nolle collczioni antropologiche i crani ebraici sono fra le
nmggiori rarity; i musei di Borlino non no contengono cho 3 s
non i partengono ad obrei dell' Europa, ma benst a Spagnuoli di











L' IDEA SIONISTA 77


citti dell'Europa ci offrono facilmente una fonte
inesauribile di dati a dimostrazione di tale assert.
Su cento individui israeliti se ne trovano per lo
meno 50 spiccatamente brachicefali, 11 biondi ed una
forte proporzione caratterizzata da un naso grosso ed
arcuato che in gergo antropologico vien detto, forse
impropriamente, naso giudaico. Abbondano poi i tipi
misti sia per le misfire della testa come per il color
degli occhi, per quello dei capelli e per la tinta
dell' epidermide.
Come si e introdotta questa scoria tanto abbon-
dante di tesle corte, di grossi nasi, di tipi biondi e
di tinte chiare nel puro e primitive tipo semitico?
Questo in brevi parole il problema.
II von Luschan ha potato i suoi studi personal-
mente e direttamente sulle razze dell'Asia minor
ed ha affermato che, escludendo i tipi stranieri fa-
cili a riconoscersi, cioe i Circassi, i Franchi, gli
Arnauti, i Bulgari, gli Zingari e i Negri, tre fami-
glie sono specialmente da prendersi in considerazione
per i loro caratteri di somiglianza con i tipi ebraici
modern e cioe: i Greci, i Turchi e gli Armeni.
Ora, mentre i Greci ed i Turchi presentano un
gran miscuglio di forme, gli Armeni invece offrono
una general omogeneith di caratteri fisiologici:
prima di tutto una straordinaria brachicefalia (tanto
che si possono considerare i popoli piu brachicefali
della terra) e poscia anche i capelli neri e proprio
quel naso grosso ed arcuato che si suole comunemente
considerare ebraico, mentre in avvenire converrh
meglio chiamare, in base a quest affermazioni, naso
armeno. Anche nella Siria si trovano dispersi tra i
Drusi ed i Maroniti, tra i Maomettani ed i Siri or-
todossi, dei tipi identici a quelli considerati e che
vengono chiamati piuttosto armenoidi che armeni,
quantunque non si possano anatomicamente in nes-
sun modo distinguere dalla razza armena pura.
Orbene, la storia college strettamente questa fa-
miglia ad un grande popolo che floriva nella Siria
e nell'Asia minore nel second millennio avanti
Cristo, e di cui restano ancora monumenti e che
aveva una lingua ed una scrittura propria: il popolo
in una parola degli Ittiti. Ormai dalle fonti egiziane
e dagli annali assiri 1' esistenza e la storia di quest
popolo si pub considerare ben determinata e si pub
essere certi che esso costituiva con gli Amariti quella
gene che la Bibbia design col nome di Canarei
e che essa stessa dichiara di origine non semitica.
E quindi natural che la nostra parentela fisiologica
con gli Armeni modern risalga ad una semitizza-
zione di quest popolo presemita. Per quanto riguarda
il piccolo numero degli Ebrei biondi, le ipotesi sono
diverse. Da alcuni essi vengono spiegati con un
incrocio di sangue tedesco e con una conversion
dei tedeschi all'Ebraismo che sarebbe avvenuto spe-
cialmente nel medio-evo. (Le ripetute proibizioni
difatti, che si trovano in quest' epoca, di convertirsi
dal cristianesimo alla legge mosaica, provano che
tali diserzioni dalla fede cattolica non dovevano essere
rarissime). In modo simile si cerca di spiegare la
presenza di alcuni pochi individui a tipo biondo e
a tinta chiara sparsi tra il rest della popolazione
schiettamente bruna cha abita la Siria. Dagli stessi
compaesani questi tipi vengono infatti additati come
un ricordo di qualche tentative troppo spinto di
conversion da part dei missionari stranieri e spe-
cialmente dei militi delle crociate. Ma se questa
spiegazione 6 soddisfacente per i casi citati, non lo
e, nb lo pub essere per certe region della Siria e
della Palestina, nelle quali il numero degli individui
a tinta chiara e capigliatura bionda si eleva moltis-
simo.
Bisogna allora ricorrere ad un' altra ben divers
ipotesi e, risalendo il corso dei tempi, cercare se non
esista nella Siria in epoche remote un qualche po-
polo presentante questi caratteri. E cosi sta infatti


la cosa. Gli Amariti, di cui si parla tanto spesso
nella Bibbia, gli alti figli di Emack, erano per l'ap-
punto un popolo biondo, come si rileva indiscuti-
bilmente dalle picture che ne hanno in buon nu-
nero lasciato gli antichi Egiziani.
Questa famiglia rappresentava appunto in ramo
di quel gruppo di popoli biondi, il quale, per i suoi
rimasugli e per i suoi monument megalitici si pus
rintracciare per tutto 1'orlo dell'Africa settentrionale
ed in cui il Brugsch ha identificato i Giapeti della
Bibbia ed i Tamehu delle scritture egiziane. Essi
vengono dipinti come una gente semiselvaggia, ve-
stita di pelli ed ornata di penne, che, dalle incivilite
popolazioni dell' Egitto doveva essere disprezzata allo
stesso modo che noi disprezziamo gli abitanti del
Congo e quelli della Polinesia: tanto e vero che
veniva da esse chiamata con il nome di < selvaggi
bianchi -. Ora i modern studi hanno trovato una
stretta parentela tra i Tamehui dei monument egi-
ziani e tra i modern popoli tedeschi, parentela che
del rest era gia indicate dal nome stesso che veniva
loro anticamente dato, poiche Tamehu in lingua
egizia vuole appunto significare p popoli del nord ,.
Seguire i inoltissimi altri incroci, che dopo la
dispersione debbono essere avvenuti per i continue
contatti tra gli Ebrei ed i popoli che li hanno ospi-
tati, B cosa certamente assai difficile, per non dire
impossible, specialmente se si vuol tener conto delle
conversion che nell'uno e nell'altro campo sono
avvenute: e credo che nessuno si vorriL assumeie un
cosi arduo compito. Cib che si pub sicuramente af-
fermare ad ogni modo si 6: che non mai come oggi
tali incroci si sono andati tanto rapidamente molti-
plicando e che se si continue di quest pass, verra
certamente assai presto il giorno, nel quale il puro
tipo semitico sara completamente, scomparso. Giu-
dicare se cib sia bene o se cib sia male, non e per
ora nel mio programma,e d'altra parte richiede ri-
flessioni assai piai lunghe e profonde di quelle ch'io
finora non abbia fatte sull' argomento. Anche perb
volendo tenermi in un giustificato riserbo, mi sembra
che sia da rimproverare a chi non conosce il precise
valore intellettuale e morale della nostra razza, se
con molta leggerezza e inconsideratezza la distrugge
per sempre.
ARNOLDO VENEZIANI.


IL SIONISMO
E LE COLONIE EBRAICHE IN PALESTINA
( ontinuazionr e fine)
V. GIUDEA.
NoVE colonie, che contano 1600 abitanti e coprono
una superficie di 40468 dunam (14000 ettari).
1. llikweh-Israil (speranza d' Israele) e, come
si e gia visto, una scuola d' agricoltura fondata nel
1870 dall'Alleanza Israelitica universal. Conta circa
200 allievi, pochissimi dei quali sono originari di
Palestina; la maggior parte viene dalla Russia, dalla
Rumania, dall'Egitto, dalla Turchia, dall'Africa del
Nord ecc. P situata molto vicino a Giaffa. e possiede
2600 dunam (240 ettari). I suoi principii furono
difficili, e non ha cominciato ad assumere qualche
importanza che a misura che le colonie propria-
mente dette si sviluppavano, e soprattutto dopo che
essa 6 sotto la direzione del signor Niego.
Non si saprebbe, naturalmente, paragonarla alle
analoghe istituzioni europee, ma, cosi com' 6, rende
grand servigi. Lo stabilimento comprende molte-
case, dove abitano i maestri e gli allievi; numerose
serre, grand cantine, campi e pascoli. I1 programria


1) Traduzione di Benvenuto Donati.






L' IDEA SIONISTA


d'insegnamento e abbastanza complete; si divide in
due parti, 1' una teorica, 1' altra pratica, fra le quali
si dividono le giornate. Nella prima rientrano la
botanica, la geologia, la veterinaria, la fisica, la
chimica, lo matematiche, la contabilith, le teorie
intorno alle piantagioni dei cereali, dei legumi,
della vigna, degli alberi fruttiferi, sull'allevamento
dei bachi da seta, e sulla preparazione del vino
e, da ultimo, sull' ortcoltura. Una biblioteca e delle
carte murali facilitano la comprensione delle ma-
terie. Quanto alla parte pratica, nulla manca per
render la piui efficace possible; ogni specie d'al-
beri fruttiferi e rappresentata; si coltivano i cereali,
il granturco, il frumento, 1'orzo, i legumi e spe-
cialmente le fave e i fagiuoji. Vi sono vaste pian-
tagioni d'olivi e dei gelsi pei bachi da seta.
I popoli non hanno ancora reso cib che si spe-
rava; diverse malattie, e particolarmente la peste
del 1894, hanno decimato il bestiame. Ogni anno
a Mikweh Israel si raccolgono circa 700 ettolitri di
vino, di diverse quality. La piui leggera non sop-
porta il trasporto e si consuma sul posto.
II vin rosso pub fare concorrenza al bordeaux, e
il vin cotto. e molto simile al malaga o al madera.
II moscato 6 eccellente e molto ricercato in Egitto,
dove d'altronde si vende quasi tutto il vino della
Scuola.
Gli allievi escono dalla scuola fra i 18 e i 20
anni; la maggior parte adempie alle funzioni di
maestri agricoli nelle colonies ebraiche del paese;
gli altri se ne vanno nelle province turche, ove si
allogano come giardinieri press ricchi proprietari.
Quando si volle tentare la colonizzazione ebraica
nella repubblica Argentina, antichi allievi di Mi-
kweh-Israel furono inviati per iniziare i loro corre-
ligionari all'agricoltura.
2. Rischon-le-Zion, una delle pii antiche colonie,
6 passata dopo il 1884 sotto la diretta prolezione del
barone Edmondo di Rothschild, che ne ha fatto una
delle pil belle, se non la pif bella di tutte le co-
lonie ebraiche. In vent'anni un terreno piul nudo
che la steppa, come lo sono ancora i confini imme-
diati della colonia, 6 divenuto un grande e bel giar-
dino, di 9800 dunam (900 ettari), coltivate la mag-
gior parte a vigna.
Questa vigna nel 1895 ha prodotto pif di 7000
ettolitri di vino e 500 di cognac, e si spera di ar-
rivare al doppio di queste cifre quando tutto ii vi-
gneto sarh in pieno sviluppo; completano il bel
prodotto 20000 gelsi e 1000 alberi fruttiferi. II pro-
dotto di questi ultimi si divide fra tutti i coloni;
ogni famiglia possiede circa 10000 vigne che, buona
o cattiva la stagione, producono 3000 franchi di
guadagno.
Rischon-le-Zion ha 540 abitanti, non compresi i
funzionari e i giornalieri; costoro, fra i quali s'in-
contrano talvolta degli Arabi, sono molto numerosi
al moment delle grand raccolte. Le case sono in
pietra, a due piani, e formano tre strade ben sel-
ciate. Una sinagoga, una scuola con cinque maestri,
un ospedale di 30 letti, una farmacia, uno stabili-
mento di bagni, una biblioteca dinno alla colonial
' aria d' una citth completamente civilizzata.
3. Waad-el-Chanin, fondata nel 1883, dipende
attualmente dalla Jewish Colonisation Association.
1800 dunam (170 ettari) 125 abitanti, che coltivano
specialmente la vite, ma s' occupano anche d' agri-
coltura.
4. Rechobth ( 10500 dunam = 955 ettari) e
stata comperata nel 1890 da una society di Varsavia.
II dissodamento 6 stato difficile, perched il suolo
contiene numerosi resti d'antichi edifici e non si
presta dappertutto alla coltivazione. Anche la sua
popolazione, di 281 anime,* non e esclusivamente
agricola, come nelle altre colonies, e pratica diversi
altri mestieri.


Rechoboth produce specialmente vino, un po'di
cereali, e si distingue per la sua estrema luidura,
.che pub rivaleggiare con quella degli Olandesi.
5. Ekron deve la vita a circostanze particolari,
delle quali noi abbiam gih detto qualche parola.
Quando nel 1884 Ednondo di Rothschild perdette
sua madre, fece venire in Palestina, dalla Russia
del sud, molte famiglie d'agricoltori, alle quali re-
galb un terreno, ch' egli aveva battezzato col nome
di Maskereth-Bathja, in memorial della defunta.
Questa colonia, di 4400 dunam (400 ettari) e di circa
250 abitanti, differisce dalle altre per la grande va-
rieth delle sue coltivazioni. I cereali, il frumento,
1'orzo, il sesame, vi hanno la preponderanza; in
seguito vengono le frutta, abbondantissime, poi 1'ar-
mento e il pollame, che sono una grossa fonte di
rendita.
6. Katra, o Gederah, ha un passato romantic,
che ha gia ispirato molti poeti. Abbiamo detto che
fu fondata nel 1884 da student ebrei di Russia, nei
quali le persecuzioni dirette control i loro fratelli
avevano risvegliato il sentiment nazionale. Essi
sono i veri pionieri del movimento sionista. Ab-
bandonarono tutto, essi s' imbarcarono, arrivano a
Giaffa, comprano essi stessi delle terre press il vil-
laggio arabo di Katra e s'improvvisano contadini.
Ma sorgono ostacoti da tutte le parti. i la lotta
dell'idealismo alle prese colla material; non avevano
essi alcuna nozione d'agricoltura; la terra, stata loro
venduta, era ben lungi dall'essere fertile; inoltre
erano tutti celibi, obbligati ad accudire essi stessi
alle bisogne domestiche, che, d'ordinario, incombono
alle donne. I funzionari turchi, invece di aiutarli,
non facevano che suscitar loro delle noie.
Perb questi student non si scoraggiarono per
tutto cib.
Davvero eroi, lottarono e finirono col trionfare,
come gli antichi Maccabei, ai quali spesso sono stati
paragonati
La storia di questa colonia merita di esser rac-
contata e citata ad esempio'tanto per gli oslacoli
dell' inizio quanto per i risultati, ai quali s'arriva
a forza di coraggio e di energia. Molte associazioni
si commossero per la loro situation e vennero in
aiuto di questi bravi giovani. Poscia, student am-
mogliati si unirono ad essi e la presenza delle loro
mogli contribui a facilitare la vita giornaliera. At-
tualmente Katra e la sola colonia, con Artouf, che
indipendente da ogni amministrazione esterna, si
estende su una superficie di 400 dunam (300 ettari),
il terzo dei quali & coltivato a cereali, il resto a
vite.
Bisogna notare che quando gli student erano
ancora all'Universith, quasi tutti i coloni di Katra
facevano profession d'ateismo; sopra ]a terra d'I-
sraele non solo sono divenuti deisti, ma praticano
il giudaismo con una certa ortodossia.
7. Castinie o Ben-Tobia, con 5628 dunam = 550
ettari, 127 abitanti, che specialmente coltivano i
cereali.
8. Artouf, fondata nel 1896 da ebrei di Bulgaria,
che comperarono il terreno da missionari inglesi.
La sua superficie 6 di 5000 dunam (circa 500 et-
tari) dove si coltivano principalmente i cereal.
Questa colonial B ancora nelle difficolth dell'inizia-
zione, ma si pub sperare che ne uscira prontamente.
Ultima di nove Moza, situata vicinissimo a Geru-
Artouf. E appena sorta e di essa non si pub dir nulla.
SAMARIA.
Nove colonie, rappresentanti un total di 71230
dunam (7000 ettari) e 2033 anime, e offrenti per
la maggior part una grande analogia con quelle
di Giudea.
10. Petach-Tikwah: 1360 ettari e 802 abitanti:
fu fondata nel 1878, poi abbandonata, e finalmente











L'IDEA SIONISTA 7(


ripopolata, nel 1882, da Ebrei Russi, che vi colti-
vano la vite, i cereal, gli alberi fruttiferi e perfino
il the.
11. Kaf-v-Laba e una propriety private di 7500
dunam (un po'pifi di 700 ettari), colonizzata da
ebrei di Gerusalemme.
12. Cicdereh (1890) ha il pii gran territorio,
ma non conta, sopra le sue 2700 ettari che 153 abi-
tanti, tutti originari della Russia. Le numerose prove
che vi si son fatte, hanno dato fin qui buoni ri-
sultati.
13. Sichron-Jacob, una delle prime fondate (1882)
e anche la pih popolata, la pif bella e la pii ricca
delle colonies ebraiche di Palestina.
11 villaggio che si chiama il Piccolo Parigi, pos-
siede un grande magazzino chiamato il Louvre, dove
si pub procurare quasi tutto ci6 che si vuole.
E vero perb che questo villaggio, col suo parco,
ornate d' un getto d' acqua e le sue case regolari, ha
un poco 1' aspetto di una piccola citta europea.
Gli abitanti, in numero di 870, sono ebrei ru-
meni, che debbono molto a Edmondo di Rothschild.
Hanno pii di 2000 ettare di terreno, coltivate a vite
e ad alberi fruttiferi, e coltivano anche I'agricolturar
14. Em-el-Gamal piccola colonia di 98 anime.
15. Schewoja, egualmente piccola: 110 abitanti.
16. Em-cl-Tut, 6 occupata da cinque famiglie.
17. Tanlurah era conosciuta per la sua fabbrica
di vetri. chiusa al giorno d'oggi, perched la sabbia
che vi si trova non e atta alla fabbricazione del
vetro.
18. Allit, propriety del barone di Rothschild, non
ha ancora dato risultati.
ALTA GALILEA.
19. Rosch-Pinah al nord del lago di Tiberiade,
copre 640 ettare ed ha 500 abitanti. Accanto all'a-
gricoltura, che vi prospera, la popolazione aiutata
da 50 giovani abitanti Safed, si dedica all'alleva-
mento dei hachi da seta.
20. Aic-Zeilun 6 in via d' organizzazione.
21. Mischmar-Hayarden, sulle rive del Giordano,
offre le pif belle promesse, grazie all'abbondanza
d'acqua.
,22. Jessud-IHamalah e un vasto stabilimento di
tcoltura. I suoi 200 abitanti vi raccolgono le rose,
i gerani, i gelsomini, che servono a fabbricare delle
essenze, degli oli, dei profuni, delle pomate, espor-
tate poi in Europa.
23. Meron appartiene a una comunita israelitica
di Tiberiade; conta 2000 dunam (non 200 ettare in
punto" ecialmente in prati, e 80 abitanti, che si
occupan di piccola industrial.
24. miahanaim e "
25. Sedjera sono propriety private.
26. Metullah e abitata da 236 Ebrei delle pif
diverse provenienze: Russia, Rumania, Galizia, Cau-
caso, Palestina.
Essendo il suolo fertilissimo, 1' agricoltura vi
riesce come meglio non si pub desiderare.
TRANS-GIORDANO.
27. Bud-Jehbuda in questo moment 1' oggetto
delle preoccupazioni degli Amici di Londra, che
cercano di ripopolarla. Fondata nel 1891 da una
ventina di famiglie di Safed, esse, in realty, l'hanno
dovuta abbandonare in mancanza di risorse suffi-
cienti.
28. Sachem-Djolan e di Rothschild che ne pre-
para la colonizzazione.
Questa provincia ha ancora numerose terre ap-
partenenti ad associazioni israelitiche d'Europa o
d'America, che non attendono, per farle fruttificare,
che il moment nel quale il decreto interdicente la
immiarazione sara definitivamente levato.


A quest 28 colonie si pub infine aggiungere
Kaffre-Sabah, alle porte di Gerusalemme, che 6 in
via di formazione.
V.
Le condizioni economiche delle colonie ebraiche
di Palestina sono oggi in general soddisfacenti.
Ma, per arrivare a questo risultato, si sono dovute
spendere some enormi, che, del resto, non v'6
ragione di rimpiangere, visto che antiche lande
sono state trasformate in giardini fioriti, campi di
pietre iif vigneti, desert di sabbia in verzieri e
praterie.
L'agricoltura e l'occupazione principal dei co-
loni. In primo posto figure la vite; essa dh dei vini
di quality superior, che si vendono in Europa dalle
agenzie Carmelo, che si trovano in tutte le grand citth.
In seguito vengono gli alberi fruttiferi di ogni
variety; 1'esportazione delle frutta ogni anno da
5 o 6 milioni di lire.
Gli oliveti non sono ancora in gran numero;
quauto ai gelsi corrispondono a una produzione an-
nuale di 38000 bozzoli. Alcuni si dinno inoltre al-
l'agricoltura, altri alla coltivazione delle paludi o
all' orticoltura.
Dappertutto 1' industrial 6 progredita; le raccolte
e il dissanamento della seta si fanno con process
perfezionati, e la distillazione del cognac da eccel-
lenti prodotti. Le essenze, pomate, profumi divers,
esportati in Europa vi si vendono bene come gli
articoli di Parigi.
Le condizioni social c'impongono di considerable
un istante. Uomini sempre travagliati, spesso cru-
delmente perseguitati, gementi sotto ii giogo della
miseria e della schiaviti political, respirano qui
un' aria di libertA; possono vivere e lavorare a loro
agio, mentre 20 anni fa, sottomessi a leggi d'esclu-
sione, erano spesso esclusi da molte carrier.
Hanno dunque tutto guadagnato nel cambio. An-
che dal punto di vista fisiologico hanno subito una
felice trasformazione: d'anemici ed ebeti ch'essi
erano, per secoli d' esistenza precaria e di fisica
sofferenza, essi sono ritornati forti, coraggiosi, ener-
gici. Non avevano pifl che nervi ed ossa, ora hanno
sangue e muscoli. Le persecuzioni del 1882 hanno
loro rese un immense servigio, mettendoli in pre-
senza di questo dilemma: o disparire completamente
sotto il peso della schiavitil, o rialzarsi. llanno scelto
la second alternative e non hanno che a felici-
tarsene.
Similmente il loro livello morale s' 6 molto rial-
zato; il giudaismo, naturalmente, 6 la religion che
essi osservano; alcuni molto strettamente, ma non
certo con fanatismo, come comunemente s'imma-
gina. Si trovano sinagoghe in tutti i villaggi abitati
da pii di dieci famiglie.
Le scuole infantili e primarie hanno fatto pro-
gressi sorprendenti; non e piu come nei cheider di
Russia, ove non s' imparano che preci. Esse sono sul
tipo di quelle europee. Vi si insegnano le lingue
(ebraico, arabo, turco e francese) l'aritmetica, la
geografia, la storia general e la storia ebraica; la
religion ha un posto a parte. A Giaffa vi e perfino
una grande scuola ebraica che venne trasformata
in collegio. La lingua, che si usa nelle classic, e che
d'altronde 6 parlata dalla generality dei coloni, e
1' ebraico.
II francese 6 abbastanza diffuse; il turco e l'arabo
alquanto di piu.
La donna, in queste colonie, gode di pif favo-
revole condizione che in Europa; e pil liberal e pifl
indipendente. La coltura intellettuale e favorite da
molte piccole biblioteche quasi tutte le colonie
hanno la propria -, da conference pubbliche, da
concert, da rappresentazioni di lavori trattanti sog-
getti nazionali.











80 L' IDEA SIONISTA


Due giornali ebraici, che si pubblicano ogni set-
timana a Gerusalemme 1), mettono i coloni al cor-
rente degli avvenimenti politics e d'altra natural.
Un terzo giornale 11 colono (breo che si pub-
blica anch' esso a Gerusalemme, li tien al corrente
dello sviluppo agricolo delle colonies.
In breve, la nuova civilizzazione orientale, an-
nunciata 3 anni sono dal Dott. Herzl e in via d'at-
tuazione. Ii sionismo s' afferma ovunque e s'affer-
merebbe ben pih senza gli intrighi dei funzionari
amministrativi del barone di Rothschild. I rap-
porti dei coloni coi loro vicini arabi, sono stati fin
qui eccellenti, e non esiste nemmeno, nella mag-
gior parte delle colonie, la polizia.
Abbiamo detto che la colonizzazione ebraica aveva
gia assorbito some enormi. Non possiamo, svcn-
turatamente, darne la statistics, nemmeno approssi-
mativa. Siamo certi per5, che se noi avessimo delle
cifre da citare, esse apparirebbero eloquenti. Fino
al present e il barone Edmondo di Rothschild che
ha pifi fatto per questa causa; egli vi ha consacrato
dei milioni. Dipoi vi sono le society, delle quali
abbiamo gih parlato: i Chowawe-Zion, di Londra,
Odessa, Parigi e Nuova York, la Jewish Colonisa-
tion Association di Londra, il fondo della quale 6
stato costituito dalla generosity del barone Hirsch,
1'Esra di Berlino, l'Alliance israelite universelle di
Parigi e di Vienna, e altre numerose society tede-
sche, russe, rumene, austriache, americane, senza
cessa in cerca di nuovi campi di altivitl. Il carat-
tere intraprendente degli Ebrei, le loro attitudini
industrial e commercial, il loro disprezzo per gli
ostacoli e almeno la loro fede nella victoria, ci per-
mettono di sperare che queste imprese colonial,
non siano, come si persiste a dirle, nate-morte, ma
che abbiano al contrario davanti a s6 un avvenire
fecondo e prospero.
ELIA GRVENBERG.


L'ORR PRESENT2


F ATELLI Una leggenda non nostra rappresenta
Israele sotto la veste di un fantastic personaggio,
eternamente vagante sulla faccia del globo, da tutti
reietto, incalzato da una irrevocabile sentenza che ter-
ribile risuona al suo orecchio: < Cammina, cammina! )
E cammina infatti Israele, da diciotto secoli, di terra
in terra, ad ora ad ora accolto e discacciato, senza
avere dove posare le stance membra, senza trovare
un tetto ospitale, tollerato talvolta, sempre deriso e
segretamente odiato, ancho quando non e con palese
accanimento proseguito. Cammina, cammina e non trova
pace durevole, non per la colpa che gli attribuisce la
leggenda: per ben altre colpe. Ne la condanna e eterna,
irrevocabile. Quei che ha disperse Israele e altresi
pronto a radunarlo: mezarl Israel iecabessenu. Ei so-
lennemente lo ha promesso, e la promessa di Dio e
immancabile, come immancabili ne sono le minacce.
Cammina, cammina il secolare peregrine, ma il suo Dio
6 con lui, e lo ricopre della sua egida, e lo rende te-
tragono a tutti i colpi, e lo dota di una incredible
resistenza alle persecuzioni, ai supplizi, ai flagelli, non
per eternarne la pena, ma per serbarlo ai futuri lumi-
nosi destini. Passa attraverso i secoli e attraverso le
successive civilth quale un'eterea apparizione e le genti
stupiscono in vederselo sempre a lato, superstite di
mille ruine, mille volte atterrato e mille volte risor-
gente Ecco, la sua antica patria 6 stata distrutta,

(1) Uno d'essi, 1c IIazKvi, non si pubblica piu da qualche tempo:
si cercano fondi o si 6 sollccitato la firm di azioni affinch6 possa
essere pubblicato in ebraico, fiancese a arabo.
S) Sermone pronunziato nel Tempio Israelitico di Pitigliano
il 9 Ottobre 1898.


della gloria delle sue vetiiste citth non rimane pietra
su pietra; egli 6 stato, per cosi dire, sminuzzato e
sparso ai quattro venti: eppure ha mostrato una vi-
talita cosi prodigiosa che le lacerate sue membra, pur
disgregate e disciolte, hanno continuato a formare un
solo tutto, vivificato dallo stesso unico spirit, ali-
,mentato da un' onda di caldo sangue che miracolosa-
mente proseguiva a fluire nelle sue vene. Pareva che
il fosco bagliore delle fiamme che avvolsero il gran
/Tempio di Gerusalemme, fosse 1'ultimo sprazzo della
\nazione morente; 1' ultima pagina della sua storia.
/pareva quella su cui Tito a caratteri di sangue aveva
\scritto il suo nome. Lo credette il trionfante general
Romanoo, lo credettero gli storici contemporanei, e forse
;nella disperazione della disfatta lo credettero i vinti.
)Ma non fu cosi. La storia del popolo Ebreo non era
(finita; era solo entrata in una nuova fase, una fase
dolorosa si, piena di peripezie, di strane e complicate
vicende, ma non ispoglia di gloria e, sopratutto, di
future speranze. Anche tra i dolori arrideva al misero
peregrine 1' idea di una grande mission, a cui era
,stato chiamato e della quale non si sentiva indegno;
(per essa volle vivere, per essa visse. Sarebbe non
Inutile, n6 disaggradevole compito studiare i molteplici
( grave.
In pif modest confini voglio oggi racchiudere il
mio dire, e volgere alquanto lo sguardo ai tempi pre-
senti, all' ora che attraversiamo: triste per pii conti,
ma pure per singolarita di event importantissima.
Fratelli! Due cose, tra loro assai diverse, si con-
fondono generalmente rapport al Giudaismo: la con-
dizione inateriale dei professanti la religion, e la
condizione morale dell'idea religiosa; e, bench&' parrebbe
che entrambe quest cose dovessero procedure di pari
pass e che al risorgere degli Israeliti dovesse corri-
spondere il rifiorire delle dottrine e istituzioni ebraiche,
avviene ben spesso 1' opposto e il secol aostro ne e
evidentissima prova. Invero nei lunghi secoli decorsi
dalla rovina della nazionalita giudaica non ve ne fu
altro come il XIX. in cui venisse, non solo post un
freno alle persecuzioni, ma, nella maggior parte degli
stati d' Europa, rese affatto impossibili merc8 1'ugua-
glianza nei diritti e nei doveri accordata dalla legge
a tutti i cittadini senza distinzione di fede.
Se non che le franchigie da tanto tempo agognate,
le quali, al credere di molti, avrebbero dovuto dar
novello lustro alla religion nostra, ne segnarono in-
vece il decadimento; la liberty di credere divenne
licenza di miscredere, la facolta di esercitare il proprio
culto si trasform6 in avversione per esso. Gli Ebrei,
uscendo precipitosamente dai ghetti, vi lasciarono, come
dice un sommo nostro scrittore, la loro gemma piu
preziosa. Inebbriati dai vantaggi material, disprezza-
rono 1'eredita di Giacobbe, fecero getto dei loro ideal.
Jesurum si 6 ingrassato ed ha ricalcitrato, e ha rin-
negato, o poco meno, il Dio-della sua salvezza: simile
ormai pih che a Israele, al grossolano Esai che i go-
dimenti material antepone a qualsivoglia altissima
dignity morale. E cosi siamo giunti a tale, che se
vogliamo trovare il vero Giudaismo, dobbiamo ricer-
carlo li, ove perdurano le inique leggi di eccezione,
dove 1' Israelita e avvilito e segregate. Negli altri
paesi, nei paesi di libertini che vediamo ? Gli Israeliti
si distinguono nelle science, nelle arti, nelle letter,
primeggiano nelle cariche civil, siedono nelle cattedre
dell' university, salgono nell' esercito ai pit alti gradi,
percorrono in dorati cocchi le strade, brillano negli
aristocratic convegni, dove prima neppur sulla soglia
avrebbero potuto porre il piede.... Tutto ci6 6 bensi
attissimo a ridestare, coll' invidia, gli odi antichi, ma
quanto giovi alla religion io non vedo. Vanti chi
vuole queste glorie, per me glorie non sono. Che giova,
in fatti, che person nate in seno all' ebraismo salgano
a grande rinomanza, mentre essi pensano e vivono
come se fossero nati in seno a qualunque altra reli-











L' IDEA SIONISTA 81


gone, mentre pongono anzi ogni cura nel far dimen-
ticare la loro origin, di cui si vergognano? Che giova,
che correligionari nostri abbiano fama di letterati e
di dotti? Spendono essi, forse, una sola line dei loro
scritti, o una parole, per esaltare il giudaismo? non
lo avviliscono, in vece, tutti i giorni, non fanno co-
munella coi suoi denigratori, non vantano, bene spesso,
per debolezza, o per ignoranza, la pretesa superiority
di altre religion? Che giova che sianvi tra noi ricchi
nababbi, se quelle ricchezze a tutt' altro servono che
all'incremento dell'ebraismo ? Non vediamo ogni giorno
i nostri Cresi profondere milioni per iscopi profani,
talvolta persino contrary alle nostre credenze, e lesinare
il loro contribute quando si tratta di opere israeliticlhe?
Non vediamo le comunita languire, o andar avanti
stentatamente, mentre la munificenza dei nostri corre-
ligionari versa a piene mani 1'oro per ogni dove? Non
vediamo persino istituzioni fondate in antico col pre-
ciso scopo di sostenere la religion essere volte a tut-
t' altro intent ? Dov'6 chi incoraggi pubblicazioni
improntate ai nostri principi, dov' e chi favorisca la
diffusione dei pochi libri israelitici che vedono la luce?
La Bibbia, presentata sotto 1' appariscente veste di
ricche edizioni illustrate, si diffonde per 1'Italia in
traduzioni e con comment che ne svisano il senso e
lo ritorcono control di noi, e noi ancora non abbiamo
saputo nulla contrapporvi; nelle famiglie israelitiche il
divino volume giunge travestito nelle infedeli traduzioni,
mentre esistono ottime traduzioni nostre appena note
a pochi, e una quantity di ottimi comment che quasi
nessuno conosce. I libri e le riviste che pullulano in
numero strabocchevole, ribadiscono vieti pregiudizi
antigiudaici, e noi tacciamo, e molti dei nostri, igno-
ranti della propria storia, attingono a quelle appestate
fonti e ripetono le calunniose asserzioni. Chi pensa a
rettificare? E chi potrebbe pensarvi, mentre non tro-
verebbe alcun appoggio, anzi incontrerebbe, pur tra i
suoi, biasimo e aperta disapprovazione ? Si taccia per
caritA, rannicchiamoci, raggomitoliamoci, anzi plau-
diamo agli eruditi scrittori; non sono rispettate le
nostre person, che import dei principii?
E tanta e tale la nostra pusillanimity, che spinge
alle piu incredibili accondiscendenze.
Si profanano le feste proprie per festeggiare le
altrui, si affettano costumi, abitudini, linguaggio di
non Israeliti, tutto ci6 che sa di ebraico si ripudia.
Si pub ripetere con Isaia: Chi natascta gnamexa bed
jagnacov chi malehi michedem vegnonanim cdpelisctim
uvialdi nocrim iasspicu. Quelli stessi che avrebbero
special obbligo di opporsi al cattivo andazzo dei tempi,
seguono vergognosamente la corrente. Son pochi anni
fu convocato un congress delle religion, e tutti i rap-
presentanti dei vari culti fecero i pii grand sforzi di
eloquenza per dimostrare ciascuno 1' eccellenza della
propria fede. Solo la religion nostra ebbe il disdoro
di fare, per bocca di uno dei suoi rappresentanti, di-
chiarazioni che coinvolgono la condanna del giudaismo.
E la stamp israelitica plaudi, anzichB protestare, e
non vi fu, almeno in Italia, chi abbia saputo, o potuto,
smentire una asserzione, di cui gli avversari nostri
dovevano trarre il pih grand profitto. Ho nominate la
stamp israelitica; ma ahime, a che serve questa tra
noi, se non, con mal compartite lodi, con risparmiati
biasimi, ad accrescere I'irreligiositA, a screditare le no-
stre dottrine?
Ieri ancora a solennizzare una fausta ricorrenza, la
gioventh israelitica di una delle pih illustri citta del
regno volle dar fuori per le stampe una pubblicazione
che ne, eternasse il ricordo. Ne esult6 all' annuncio il
cuore di ogni vero Israelita; finalmente, si disse, la
gioventh s' B ridesta. Ahimb quale illusion: In quegli
scritti brilla tutt' altro che la fede, e mentre si esalta
la proclamazione dei nostri diritti civil, si inneggia
al prossimo dissolvimento d' Israele tra le genti. E,
purtroppo bisogna confessarlo, questa sentenza rispec-
chia il pensiero di molti Israeliti alla moda, i quali,


colle parole e cogli atti, pare null' altro si propongano
che di finire con un enorme suicidio un popolo e una
idea che niuno pot6 mii distruggero. Sacrileghi pro-
positi, folli vaneggiamenti! No, in vano v'adoprato
voi, indegui rampolli dell'antico Isracle, ad assimi-
larvi alle altre genti, invano rinunciate ai santi prin-
cipii dell' avita fede! Iddio ha consacrato Israele a
una altissima mission, ei non pu6 sottrarvisi. Cie
che vi passa per la mente cosi Dio stesso parla
per bocca di Ezechiello giammai sara; voi dite:
Vogliamo essere uguali in tutto alle altre genti....; a
nessun patto lo sareto: veagnolh gnal rukachem aiol
lo die: e se rifiutate il dolce giogo della mia leggo,
io regnerb ugualmente su di voi, ma con mano forte,
con braccio steso e con ira traboccante; Kaiani neum
Adonai Eloim im lo beiad Kasaci uvisrougn ncluiu
Uvkama Scefukc emlok gnalekem.
Se quest grave sentenza avesse d' uopo di com-
mento e di riprova, li trova evidentissini nell'attualo
doloroso risorgere dell' antisemitismo nei paesi pih
civil: il quale, scatenando gli odi di razza, rinfoco-
lando antichi pregiudizi e base passion, ha fatto
stupire il mondo con fatti da medioevo, operati control
gente che d' Israelitico ha soltanto il nome, su uoinini
che, spregiatori della loro religion, sono per cagione
di essa perseguitati e che dai nemici ricevono come
insulto I' appellativo di Ebrei, per non aver voluto
darselo da sb quale glorioso epiteto. E questo rina-
scere dell' antisemitismo B pure un male gravissimo
dell' ora che attraversiamo. Solo in Italia pare non
possa attecchire il velenoso germe, quantunque pur-
troppo viva qua e IA latente. Ma sarebbe imprudenza
cullarsi in lusinghiere illusion. Nostro scudo i il
Signore, fuori di lui vano B sperare salute: a noi
avremo sempre a temere il rinnovarsi delle persecu-
zioni, finchi non ci convincoremo cie, non col far
gettito dei nostri principii, ma col saperli dignitosa-
mente professare, possiamo acquistarci la stima durevolo
degli altri cittadini. Ben tristo A, pertanto, il quadro
delle attuali condizioni del giudaismo. Incoscienza,
abbattimento, vilti da un lato, e dall' altro 1' accani-
mento dei nemici implacabili.
Se non che, pur fra tanto tenebrore, spunta un
raggio di luce e, da qualche anno, nel nome santo di
Sionne si e iniziato un moto che, spandendosi con
mirabile prontezza su tutte le region della terra, ha
riacceso negli asimi di molti la fede nei futuri do-
stini d' Israele, e, guadagnatosi, in poco volger di
tempo, le menti di acuti pensatori, 6 uscito ben tosto
dal campo astratto delle aspirazioni per avviarsi a
pratici e ben definiti intent.
E appena un anno trascorso, che i Sionisti si sono
la prima volta riuniti a fraterno convegno per consi-
gliarsi su mezzi piu acconci a far trionfare le loro
idee. E in un anno queste hanno ottenuto la pih
grande diffusione. Per ogni dove, sono sorte associa-
zioni sionistiche: il Sionismo ha riviste proprie, bol-
lettini, accademie e, quel che piu vale, zelanti propa-
gatori i cui entusiastici accenti ricordano 1' inspirata
eloquenza dei profeti. La speranza, anzi l'aspettazione
del risorgere di Gerusalemme fu sempre viva in Israele
e le preghiere nostre ne ripercuotono 1' eco; ma perb
prima d'ora, quest ideal s' era con pih serieti e
risolutezza di mezzi post in azione. Dal che deriva
quell'adesione piena che gli accordano anche le menti
pih came e calcolatrici e, incredible a dirsi, persino
il plauso di ministry di altra fede, i quali, basandosi
sulle predizioni della S. Scrittura, stimano veritA in-
controvertibile la pii o meno prossima ricostituzione
della nazionalitA giudaica.
Faceva contrast a cosi general entuisiasmo in-
differenza dell'Italia, dove, fino a poco fa, nesauna
notevole manifestazione sionistica si era avuta; ma ne
gode 1' animo di poter dire che anche tra noi esistono
ora vari gruppi sionistici e che, al recent congress
di Basilea 1'Italia fu degramente rappresentata. Non











L' IDEA SIONISTA


A meraviglia che una idea tanto grandiosa abbia al-
tresi accaniti avversari. Riesce perb incomprensibile
che tra gli avversari si trovino degli Israeliti credenti.
Infatti 6 talmente connaturata, come dicevo poc'anzi,
1' idea del nazionale risorgimento, colla religion no-
stra, che parrebbe non si potesse a quella rinunciare,
senza implicitamente rinunciare anche a quest. Ma
dicono in prima gli antisionisti che le promesse fatte
in antico da Dio dovranno avere il loro compimento
per via miracolosa, e che noi dobbiamo limitarci ad
una passiva aspettazione; in second luogo pare ad
essi che 1'adoprarsi per ridare a Israele la sua antica
patria sia o possa almeno sembrare, segno di scarso
affetto per le varie patrie in cui gli Israeliti .ora si
trovano. NA la prima, perb, di quest obbiezioni, ni la
second, hanno alcun valore Che la redenzione del
popolo ebreo debba avvenire per via di miracolo non
implica nulla per 1' adoperarvisi degli uomini. Si svol-
gano le pagine della Bibbia e si vedra che non vi fu
grande avvenimento nella storia sacra che non si sia
compiuto col concorso dell' uomo. NA 1' esodo egiziano
si opr5 senza Mos6, nA il ritorno da Babilonia senza
Esdra. In tutti i miracoli Iddio si valse dell'intermedio
dell' uomo.
Pii speciosa, ma altrettanlo facile a ribattersi, A
la second obbiezione. Essa dimostra una imperfetta
conoscenza dei concetti dei sionisti. I quali non si
propongono gia di radunare in Palestina tutti i figli
d' Israele, bensi di procurare un asilo sicuro ai per-
seguitati e, anche quando le piu remote speranze di
ricostituzione nazionale saranno compiute, niuno dice,
niuno pretend che gli Israeliti debbano tutti lasciare
le patrie attuali; potranno rimanervi liberamente, come
gia molti, nel primo esilio, rimasero in Babilonia. Ma
anche per quest, Gerusalemme sarA la patria spiri-
tuale. Che male in tutto cio? Forse sentono meno forte
1' amor patrio quelli che per ragioni di commercio o
di lavoro si recano in remote region ed ivi si stabi-
liscono? Forse i maggiori nostri, in cui piu fervido si
'serbava 1' affetto per Gerusalemme, erano meno di noi
affezionati ai paesi che li ospitavano?
Giuseppe, che non potendo tornar vivo alla terra
'degli avi, pregava i fratelli di trasportarvi il suo
frale, quando fosse giunto per essi il desiato giorno
del rimpatrio, era forse ad alcuno second nell' amare
1' Egitto e nell' adoprarsi al suo incremento ? Mardo-
cheo, che voleva serbare le costumanze. della propria
nazione, merits meno la gratitudine dl Assuero, a cui
salvb la vita, e della Persia, di cui fece rifiorire le
finance? In tempi pii prossimi, Abba, Samuel, Abar-
banello, quest' ultimo specialmente, non furono modelli
'di ministry e di patriotti nei vari regni che li accol-
sero? Eppure essi aveano quasi per insegna il motto:
' S'io ti scordo, o Gerusalemme, si scordi di me la
mia destra >, il quale motto 6 appunto la divisa dei
Sionisti. Ma il Sionismo, o Fratelli, non significa
solo ricostituzione nazionale, significa, e quest A per
noi il pii important, risveglio della coscienza israe-
litica, degli studio e delle tradizioni ebraiche. E l'animo
si riconforta all'udire che pel suo benefico influsso qui
si apra un' accademia di studio ebraici, li un ritrovo
israelitico, altrove corsi di conference; che a Gerusa-
lemme -la lingua santa 6 ridiventata lingua viva e
parlata; che a Londra i capi israeliti delle piu im-
portanti society commercial hanno indetta una con-
ferenza per accordarsi sul modo di mettere in pratica
il riposo sabbatico; che un giovane animoso, uno dei
pih strenui campiofii del Sionismo, recatosi con altri
-prodi a combattere per una nazione oppressa, pur sul
campo di battaglia intuona 1'inno di Sion e con una
franchezza che fa spiccato contrast colla codardia del
maggior numero dei giovani, pare cerchi ogni occasion
per farsi conoscere Israelita, e proclamare alto le sue
opinion. Nobile figure di soldato e di pensatore, che,
deposta la spada, afferra la penna per infiammare
'1'animo degli ignari fratelli e intraprende lunghi


viaggi per diffondere il Sionismo, per fondare nuovi
nuclei, nuovi centri d'irradiazione di quel meraviglioso
moto.
Tali prodigiosi effetti ha prodotto in un breve
lasso di tempo, il Sionismo. E non dovremo esultarne?
Non dovremo, a part anche 1' intent ultimo, che a
taluno appare utopistico, a tutti sommamente arduo,
esultare dei benefizi immediate ch' esso arreca al Gin-
daismo?
Lasciate, dunque, o Fratelli, ch'io unisca la mia
debole voce di plauso ai propugnatori di cosi santa
causa, lasciate ch' io vi inviti a gioire meco di que-
st' unico fatto lieto fra tanti sconfortanti del nostro
secolo.
Lasciate che vi esorti a far rivivere in voi il nome
di Sion, a far rivivere le tradizioni che a quel nome
.si collegano. Lungi dall' essere cib in opposizione ai
inostri doveri civil, vi conferiri grandemente, perch
'tanto pit saremo buoni ed utili cittadini, quanto pii
avremo salde convinzioui religiose e quanto pit mo-
streremo franchezza nel manifestarle. N6 qui 6 tutto;
Iddio ci ha costituiti Suoi testimony Gnedai Atem; ora,
se noi cessiamo di attestare, colla dottrina e coll'esempio,
i veri di cui siamo depositari e in luogo di essere
maestri di religion alle genti, ci facciamo sciocca-
mente imitatori di esse, ci rendiamo in vero colpevoli
in sommo grado anche civilmekte, perch diveniamo
causa di error e ritardiario il trionfo di quei prin-
cipii sparituali che dovranno rigenerare il mondo. E
in fatti cosi proprio dell' ebraismo 1' more universal,
che la future grandezza a cui noi aspiriamo e 1'esal-
tamento, non d' Israele soltanto, ma di tutte le genti.
Quello che ora si appella Dio d'Israele sari ehiamato
Dio di tutta la terra: Elob col aares icarH: la novella
Gerusalemme sarA, non tanto patria material di un
popolo, quanto la citta santa dell' universe: per essa
palpiteranno tutti i cuori, i popoli piu lontani, come
i pit vicini le recheranno riverente omaggio, un solo
Dio sara per tutti e uu solo spirit animera tutti,
uno spirit d' more, di carita e di pace.
L'Onnipotente affretti l'adempimento delle Sue pro-
nmesse e instill nei nostri cuori nuovo ardore di fede,
per il bene nostro e per quello di tutti gli uomini.
Rabb. DONATO CAMEBINI.


L' INCHIESTA DEL GOVERNOR FRFNCESE

IN ALGERIA


In quest stesso numero della Rivista, i lettori
prenderanno vision di un articolo molto bene-
volo dedicate da un giornale italiano al movi-
mento sionista: riportiamo ora quanto La Pro-
vincia di Brescia scriveva nel suo numero del
7 novembre ultimo scorso su K gli Israeliti in
Algeria >. L'argomento e dei piu important;
e jl fatto, che in esso, si accenna e dei pii lieti,
fra quelli che sono da notarsi nella vita attuale
del Sionismo.
Da cinque o sei anni 1' Algeria A conturbata da
movimenti perlurbatori che hanno avuto la loro eco
in Francia e nel Parlamento. Si pub dire anzi che
la lotta fra semiti ed antisemiti e stata feconda di
agitazioni che commossero ed agitarono anche altri
paesi d' Europa oltre la Francia, principalmente per
le convulsive e violent sommosse provocate dal
Max Regis.
Vedendo l'accanimento con cui quest lotte si
svolgevano, e sentendo le accuse violent che gli











L' IDEA SIONISTA 8S


antisemiti movevano control gli ebrei, il governor si
decise a nominare una commission d'inchiesta, la
quale doveva rispondere a molte domande, tra cui
le seguenti:
E' vero che gli ebrei nell'Algeria esercitano
1'usura? E' vero che hanno costumni intollerabili
per gli europei? E sono queste le cause del movi-
mento antisemita che perturba 1'Algeria?

*
La commission andb in Algeria, inquiry, rac-
colse testimonianze e venne anch' essa a tre con-
clusioni.
La prima rignarda 1' usura.
Esistono nell'Algeria le condizioni special che
facilitano 1'usura, e realmente questa vi infierisce
ad onta delle leggi. Ma l'inchiesta ha post in luce
che gli ebrei in Algeria non sono usurai, o almeno
non tutti gli usurai sono ebrei. La massa della po-
polazione ebrea in Algeria 6 poverissima. In una
circoscrizione sopra 6000 ebrei ve ne sono soltanto
10 che posseggono pif di 50 mila franchi, e second
la stessa statistics si ha che sopra 1024 elettori ebrei
non si contano che 10 individui i quali vivono di
rendita, e 146 commercianti in proprio. Gli altri
vivono miseramente, alla giornata.
Non 6 possible quindi che gli ebrei nell'Algeria
tesaurizzino.
Di pif la commission d' inchiesta ha constatato
che vi sono dei francesi non ebrei i quali nell' Al-
geria si danno all'usura. Un testimonio israelita
segnalb alla commission sei individui noti nel di-
partimento di Costantina i quali avevano espropriato
un gran numero d'indigeni; quattro di essi sono
francesi, uno naturalizzato d'origine italiana, ed un
arabo. Uno dei francesi poi e un antisemita arden-
tissimo.
La conclusion dell'inchiesta su questo punto
dunque 6 che gli ebrei non possono essere accusati
essi soli di esercitare l'usura; quest 6 un vizio
della popolazione benestante, e se si facesse la sta-
tistica degli arabi che furono spossessati delle loro
terre in seguito a prestiti usurai, si vedrebbe che
la maggioranza dei prestatori non si trova fra gli
ebrei.
La second conclusion riguarda i costumi.
La commission riscontro che effeltivamente la
differenza dei costumi fra coloni ed ebrei e ancora
grande; ma questo non e un male irrimediabile,
anzi le difference vanno diminuendo di. giorno in
giorno.
Gli ebrei hanno gih rinunciato a dividere le
ereditl second la legge del Talmud adattandosi al
codice civil; hanno adottato quasi dappertutto le
costumanze europee; dimostrano un interesse spe-
ciale per 1' istruzione.
Una differenza esiste fra gli ebrei originari della
Francia e gli ebrei algerini, ma anche fra quest
ultimi molti si sono gia adattati agli usi europei,
tantoch6 i loro medici talvolta muoiono per malattie
infettive contratte per assistere con grande assiduith
i loro infermi.
Per conseguenza, basandosi su quest rilievi di
fatto, la Commissione d'inchiesta conclude che nep-
pure la differenza del costume, giustifica 1'antise-
mitismo.violento che tiene agitala 1'Algeria.

*
La Commission qui aveva finito il suo compito
istruttorio. Ma restava ad indagare quale poteva es-
sere la causa vera dell'antisemitismo, e le indagini
condussero a rilevare che questa causa non e ne
morale, n6 religiosa, nb di minor civilth. Essa e
.essenzialmente political.


Prima del 1870 gli ebrei non godevano dei di-
ritti politics nell' Algeria. Erano cittadini, ma non
potevano essere elettori.
Nel 1870, il ministry Cr@mieux pnbblico un de-
creto col quale in nome dell'uguaglianza furono
tutti indistintamente ammessi all'esercizio del dirilto
politico. In forza di questo decreto gli ebrei contano
circa 8 mila elettori in Algeria.
Non essendo pero preparati alla vita political essi
costituiscono una massa compatta e disciplinata, che
vota come un sol uonio, non per corruzione, ma
perched subisce 1' influenza di chi consiglia a votare
per le candidature che giovano agli interessi degli
israeliti.
I1 gran rabbino non neg6 la sua influenza su
questa massa elettorale, ma oltre al giustificarla
perchb incorrotta, provb che la massa degli elwttori
israeliti aveva sempre votato second il suo consiglio
a favore del candidate gnvernativo.
Di qui, tutti gli odi ed i furori degli antisemiti;
e la region vera per cui li combattono, e che essi
vorrebbero ottenere la revoca del decreto Cremieux,
e togliere a tutti gli ebrei il diritto elettorale.
A tale proposito le conclusion dell' inchiesta
ammettono the il decreto Cr6mieux fu improvvido
ed il diritto elettorale doveva essere accordato bensi
agli ebrei, ma gradatamente, e man mano che si
educavano alla vita political.
Ammette inoltre, che, gli oppositori di qualunque
specie abbiano qualche ragione di risentirsi, perched
una massa imponente di 8 mila elettori getti i suoi
voti sulla bilancia per farla traboccare.
Ma essa osserva che, ritirare oggi il decreto Cre-
mieux e togliere a tutti gli ebrei il diritto elettorale,
sarebbe un error peggiore di quello commesso dal
Crimieux: e finalmente conclude che andando gli
8 mila voti degli ebrei algerini a favor del governor
questo non ha interesse a privarsene per secondary
le furie degli antisemiti, i quali non vogliono altro
che escludere gli israeliti algerini dalle urne poli-
tiche.


IL PENSIERO D'ISRAELE

Spigolature storiche
NON e qui il luogo di analizzare le opere di
Menahem ben Sarouk e del poeta Donaasch ben
Sabrat; basta dire che furono e rimangono gli
iniziatori incontestati di una celebre scuola spa-
gnuola di studii filologici e di poesia, i cui di-
scepoli, Jeudi ben David Chajoudi, Isac iba Gi-
catilla, Bar Chafron, Ben Saul e Chalfon, si
resero non meno famosi dei maestri. Ma il po-
tente Chasdai aspira a trapiantare in Europa il
centro della scienza giudaica, ed apre a Cordova
la rinomata scuola talmudica, a capo della quale
elegge 1' oriental R. Mos ben Chanoch. E in-
teressante conoscere per quali vicende questo
dottore si trovasse in Ispagna. Le accademie di
Sora e di Pombadita, non ostante gli sforzi di
Saadid e di altri eruditi, venivano decadendo
pel misero stato in che si trovavano gli abitanti
del paese. Quattro talmudisti furono percib in-
viati all' estero coll'incarico di chiedere soccorsi.
Sorpresi lungo il viaggio dalla tempesta, di-
vennero preda dei mussulmani, che li trassero
in ischiavitii. Mos ben Chanoch, colla moglie,
donna di alti sensi e bellissima, era del numero.
L'ammiraglio invaghitosi di lei tentava di se-
durla, ed essa rivolta al marito gli chiese in










84 L' IDEA SIONISTA


ebraico se chi periva nei flutti poteva sperare
nella risurrezione, ed alla risposta affermativa
di lui sottraevasi al disonore gettandosi sen-
z'altro in mare. Mose, condotto col figlio schiavo
a Cordova, fu ivi riscattato da' suoi correligio-
narii. Un giorno che il rabbino e giudice Nathan
spiegava mediocremente un pass del Talmud,
Rabbi Most che vestito di cenci se ne stava
umilmente in disparate ad ascoltarlo, chiese ti-
midamente la parola, e mostrb cosi profonda
erudizione, che gli uditori meravigliati lo nomi-
narono rabbino,, e Nathan medesimo con raro
esempio di abnegazione gli cedette il posto.
Questo, I'uomo scelto da Chasdai a reggere la
scuola talmudica di Cordova. Da tutte le part
della Spagna accorreva la gioventh israelita ad
udire la voce del gran maestro babilonese che
faceva rivivere gli studii venuti meno nella sua
patria, e cib con somina gioia di Abderamo, che
aspirava a togliere al califfo orientale, suo com-
petitore, la gloria delle sue accademie ed i
larghi tributi che esso traeva annualmente dalle
Comunita della Spagna. Infatti da questo mo-
mento cessano i rapport coll'autorita religiosa
babilonese ed il capo della scuola di Cordova,
col semplice titolo di Dojan, esercita tutte le
funzioni di gaon o principle, ordina i rabbini,
giudica in material religiosa, pronuncia I'inter-
detto e via via. Cosi la Spagna diventa il centro
del Giudaismo. Ad Abderamo succede il figlio
Hakem, press il quale Chasdai tiene un posto
ancora pif elevator che per lo addietro. Anche
a R. Mose Chanoch, e per consiglio di Chasdai,
succede il figlio non meno dotto del padre,
quantunque avesse per competitor Ioseph ben
Isac Abitour, altro insigne erudito, autore di
una pregevolissima traduzione araba della Mi-
schna. Chasdai cessava di vivere nel 970 dopo
una lunga e gloriosa carrier diplomatic e
dopo di essersi reso altamente benemerito della
causa del giudaismo, lasciando di s6 cara e be-
nedetta memorial tra mussulmani ed ebrei. A
lui sopravvivevano le sue opere ed il lustro
delle Comunita di Spagna e specie di Cordova.
La morte di Chasdai e del califfo Hakem die-
dero occasion ad un fatto notevole, che prova
la nobiltl d'animo degli ebrei di quel tempo.
II figlio di Mose Chanoch ed Abitour, come si
6 veduto, erano stati rivali, aspirando entrambi
alla supreme dignitA ecclesiastica. Ora certo
Diah partigiano di Abitour con altri ebrei molto
potenti a corte, erano riesciti a far deporre
Chanoch per sostituirvi il loro protetto. GiA si
preparavano grand accoglienze al neo eletto,
quando questi con letter nobilissima ricusava
1'offertagli carica, esortando i Cordovani a rein-
tegrare ii suo competitor, di cui celebrava le
virtfi biasimando chi aveva voluto privarlo del
meritato seggio.
Questi i prodromi della civillt giudaica in
Europa, e mentre la civiltA araba per la caduta
degli Ommiadi accennava a declinare, la prima
spiccava il volo a maggiori e piu splendid al-
tezze, producendo uomini, di cui uno solo sa-
rebbe bastato ad illustrate un'epoca. Per forza
di event il movimento scientific e religioso
mutava sede dirigendosi verso l'Andalusia. Primo
tra quegli uomini ci si para innanzi Samuele


Nagrela, che 'riuniva in se la magnanimitL di
Chasdai, la profonditA filosotica di Chanoch ed
it genio poetico di Dounasch. Costretto a la-
sciare Cordova ripara a Malaga, ove apre una
botteguccia, continuando tuttavia ad occuparsi
de' suoi studii prediletti. Egli conosceva oltre
all'ebraico, 1'arabo, il caldeo, il castigliano ed
il berbero ed era peritissimo nell'arte calligra-
fica, origine della sua grandezza. Una schiava
del vis r incaricata di compilare certi rapporti,
avendo avulo occasion di ammirare la bella
scrittura di Samuele, lo pregb di redigerle le
sue comunicazioni. II visir stupito sia per la
bellezza artistic come pel metodo dell'esposi-
zione e la purezza dello stile di quegli scritti
voile conoscerne l'autore. e chiamatolo a corte,
lo nominb segretario intimo, poi, conosciutane
la profonda sapienza, lo additb al re di Granata,
che lo innalzb al grado di Katib, ossia ministry
di Stato, e cosi il Nagrela passava dalla bot-
teguccia al palazzo reale. Di lui si narra un
aneddoto atto a metterne in luce la magnani-
mita e la modestia. Un droghiere arabo, invi-
dioso dei favori accordati ad un ebreo, lo ca-
ricava di ingiurie ogni volta che lo vedeva
passare col sovrano, tanto che questi ordinb al
Nagrela di punirlo facendogli mozzar la lingua.
Samuels invece, saputo che il droghiere versava
in istrettezze, lo regalb di una grossa somma,
per il che da quel giorno il beneficato si pose
a colmarlo di benedizioni, ed il Sovrano avendo
rimproverato Samuele perch avesse trasgredito
i suoi ordini, questi rispose: Anzi, li ho eseguiti
appuntino, gli ho strappato la lingua maledica
sostituendogliene una benefica. Altri maomet-
tani, nemici del nome ebreo, ordirono congiura
control il Katib, ma Samuele era al disopra del-
1'invidia e trionf6. Venuto intanto a morte il
re, due partiti si formarono in ordine alla suc-
cessione: l'uno, e con questo Samuele, parteg-
giando pel primogenito; I'altro pel second ge-
nito e con questo altri ebrei influenti, fra i quali
Giuseppe Migasch, Isac.ben Leon e Neomia E-
scafA. Prevalse Samuele. Quest' uomo straordi-
nario non meno del suo antecessore Chasdai,
era di una operositA veramente prodigiosa. Alle
cure di Stato come Ministro, accoppiava le fun-
zioni di rabbino e di maestro, e come se non
Ibastasse, trovava tempo anche a scrivere opere
di non comune pregio, un Mevb atalmud, meto-
dologia talmudica; delle poesie sul fare dei salmi
intitolate Ben Teilim, delle sentence e parabole
cde vanno sotto it nome di Ben Mischl6, un
trattato di filosofia morale e pratica, Ben Co-
heled, un trattato grammaticale Sefer agnosser,
libro della ricchezza ed altri.
Samuele sostenne inoltre una polemica filo-
sofico-letteraria con un distinto medico e let-
terato, lona Marino. detto in arabo Djanah, ri-
fugiato a Saragozza, il quale lascib anche alcuni
scritti sull'arte di guarire, ed ebbe altresi il
merito grandissimo di aver lottato e vinto control
i fautori di una scuola allora di moda di quie-
tisti religiosi, ciechi credenti, nemici della critical
e del libero esame.
Samuele era il sole d'Israele, che dopo la
dispersione non aveva mai pif goduto di tanta
pace, di tanta stima, di tanta prosperitA. Ormai










L' IDEA SIONISTA 8I


siamo in pieno risorgimento, i grand succedono
si grand con una continuity ed una produtti-
vita stupefacente: it pensiero israelitico brilla
in Spagna di tutto ii suo splendore, mentre
I' Europa continue a giacere nelle tenebre, man-
tenute dense dall'alto clero, nemico della dif-
Fusione degli studii e del progress. La messe
jegli ebrei illustri si fa cosi abbondante che i
liriti assegnati ad una conferenza c'impediscono
di parlare adeguatamente di ognuno, e dob-
biamo tenerci paghi ad una enumerazione, ras-
segnandoci a vederceli sfilare dinanzi gli occhi
some in una lanterna magima.
Nel 1021 nasceva a Malaga Salomone Ben
[eudA Gebirol divenuto poi poeta di sensibilitA
squisitA e filosofo d'ingcgno acutissimo. A 20
anni era gid celebre e superava tutti i suoi
contemporanei. Ebbe per Mecenate dapprima
lekutiel Hassan, ministry ebreo del re di Sara-
gozza assassinate, in una rivoluzione di palazzo;
poscia il Nagrela. Tra Ie opere di questo ele-
gante poeta e profondo pensatore si distingue
il Ticun midod anefesc ( Del perfezionamento
delle facoltA dell'anima) ricco di sentence mo-
rali del Talmud, di Socrate, di Platone, di Ari-
stotile, dei filosofi arabi ed in ispecie del filosofo
ebreo Aleuti. Compose persino in versi un trat-
tato di alta metafisica col titolo Cheder Malcud.
Un altro libro Meeor haim, la sorgente della
vita, rese un important servigio all'Europa
restituendole quella filosofia che scacciata da
Atene erasi rifugiata in Asia. Le opere di Ge-
birol furono tradotte in latino ed occuparono
a lungo gli scolastici arabi e cristiani. Furono
contemporanei di lui il filosofo BarchiA ben
Ioseph Pacudd, autore di un rinomato libro di
teologia morale, il critic biblico Sactar piil
comunemente conosciuto sotto il nome di Ishaki,
il poeta Giuseppe ben Chasdai, il cui figlio fu
poi ministry a Saragozza.
Morto Samuele Nagrela, il figlio Giuseppe gli
succede e come ministry, e come rabbino e
maestro; quantunque non avesse ancora che
ventiquattro anni. Ma i favori dei potenti, che
dimenticano facilmente i servigi ricevuti, sono
poco duraturi, specie allorch6 i favorite hanno
insieme coll' ingegno un carattere fermo ed
onesto. Il principle berbero aveva fermato di
sterminare gli arabi tutti del regno: il ministry
ebreo si oppose con tutte le forze all'iniquo
divisamento e non riescendo a distornelo avverti
secretamente le predestinate vittime; azione tanto
pii degna d'encomio, se si rifiette che ormai
gli arabi erano divenuti nemici irreconciliabili
del nome ebreo. Quest'atto d'integritA e di
coraggio fu la scintilla che provocb un vero
disastro. II ministry venne assassinate nel suo
palazzo dai berberi ed i suoi correligionarii in-
volti nella disgrazia: piii di 1500 famiglie furono
massacrate e le loro abitazioni distrutte.
A fatale per Israele ricevere in cambio dei
suoi eminenti servigi, ingratitudine e persecu-
zione; ma solleva grandemente l'animo il vederlo
non ostante la malvagitA altrui e le proprie
venture perseverare imperterrito nel bene, ne-
gli studii, nella fede. Noi lo abbiamo veduto
cacciato da Gerusalemme risorgere a Sora ed
a Pombadita indi a Cordova poi a Malaga poi


a Granata ed ora da Granata a Saragozza, dap-
pertutto portando la sua non conune intelli-
genzi, dappertutto lavorando a beneficio del-
1' umanitA intera! Spettacolo sublime e che
sembra non trovare riscontro nella storia.
La seric dei dotti e dei grand continue in
Abu Fadel Chasdai, ministry del re di Saragozza,
Isac ben Baruch Albalia matematico, filosofo ed
astronomy del re di Siviglia, che teneva pure
al suo servizio un diplomatic ebroo di nome
Mishal, Isacco Ghiat, Isacco Alburdieloni, Isacco
Saknai, l'Alfassi il celebre autore delle Halachiod,
Salomon Ishaki detto Rasci, Amram Schalbib e
Cidello, 1' uno segretario intirno e altro con-
sigliere del re Alfonso di Castiglia a dispetto
e malgrado le minaccie del papa Gregorio VII,
che dopo aver convocato un concilio quasi ap-
positarnente a Roma, gli scriveva una letter
vibratissima, nella quale lo esortava a non
innalzare la Sinagoga di Satana opprimendo la
Chiesa di Dio. Gli Ebrci dedili allow lettI re, alle
science ed al commercio, specie dulle sote e delle
stoffe ricche e di lusso, che traevano dall'O-
riente, col quale mantenevansi tuttavia in cor-
rispondenza, non venivano percib meno al loro
dovere di cittadini e nella lotta tra Alfonso di
Castiglia ed il re di Siviglia ben quarantamila
ebrei militavano nei due campi.
Ma, mentre una si rigogliosa vita civil al-
lietava gli ebrei della ponisola spagtilola e
rinfocolava sempre pii il loro fobbrile ardore
di studii proficui, promovendo una viva e sana
emulazione, destinata a dare sempro maggiore
e piu segnalato incremento alla scieoza, ecco
sorgere nel resto d'Europa luttuosissimi giorni.
Era il tempo delle crociate; orde indisciplinate
e selvaggie, prima di scagliarsi siill' Asia al-
1'ombra del vessillo della religion pensano di
disperdere quelli che essi chiamavano i deicidi
ed inaugurano un' ra di sangue col consoniso
e gl'incoraggiamenti di monaci, preti, papi, im-
peratori, re e signori. Le due prime bande capi-
tanate da Pietro 1'eremita e da Gualtiero danno
il segnale; altre sopravvengono istigate da un
altro monaco che assevera di aver trovato sulla
tomba di Gesh uno scritto che impone ai pel-
legrini di costringere gli ebrei ad abbracciare
il Cristianesimo; ed a Rouen infatti ve li sforzano
col pugnale alla gola, a Treves moltissimi si
sgozzano fra di loro piuttosto di apostasiare e
le donne e le fanciulle si gettano nella Mosella
per sottrarsi alle violence; altri subirono la
pressione del vescovo Egilberto, al quale ave-
vano chiesto protezione. A Spira pure preferi-
scono la more all'apostasia e sono uccisi; po-
chi scampano protetti dal vescovo Johannsen
pii umano del suo college Egilberto. A Worms
gli Ebrei si difendono valorosamente, finch
soprafatto dal numero si suicidano, esclamando:
1'Eterno nostro Dio 6 unico. Altri rifugiati nel
palazzo vescovile sotto la fede del prelato che
1'abitava, traditi perch ricusano il battesimo,
si uccidono: erano ottocento! A Magonza 1'ar-
civescovo Ruttardo offre agli ebrei un asilo nel
sno palazzo consigliandoli a portarvi le loro
ricchezze; i disgraziati riconoscenti accettano;
i crociati d'accordo con Rutardo invadono il
palazzo, un'orrenda carneficina si perpetra; sono












86 L' IDEA SIONISTA


altri milletrecento (1300) mar-tiri, e I'arcivescovo
divide col truce Emmerich il bottino, infame
frutto del tradimento. Dopo Magonza viene Co-
lonia, dopo Colonia Praga, dopo Praga altre
ed altre citta ancora. Si contano a migliaia e
migliaia i caduti in nome della religion sotto
il ferro di quei forsennati. Si narrano di quei
giorni disastrosi infiniti esempi di un coraggio
veramente sublime, scene eroiche e commoven-
tissime che sarebbe bello ricordare, se non mi
trattenesse la tema di riuscire soverchiamente
prolisso. Gli ebrei morivano col nome di Dio
sulle labbra. Pace alle anime di quei generosi,
che insegnarono ai posteri come gli uomini di
carattere perdono la vita, ma non rinnegano la
fede dei loro padri. Pace a quelle anime elette
e perdono ai carnefici. II perdono B dei forti ed
Israele B tbrte del suo ideale religioso.
Continua.
Prof. G. PUGLIESE.


NOTE SPAR SE
Question semitiche. Con questo titolo, 1' Ecc.mo
Dante A. Lattes raccoglie in elegant opuscolo due confe-
renze che oltre pei pregi di forma hanno special attrattiva
per gli interessanti argomenti che trattano.
Nella prima K L' Antisemitismo e gli Ebrei ) 1'A. fa una
larga e concettosa sintesi di quello che e il fenomeno, del-
' antisemitismo, mettendolo specialmente in relazione con la
vita dell' israelitismo, e con le possibili condizioni social atte
a determinarlo. II Lattes, bene inteso, stigmatizza, con va-
lida dottrina e con logical di osservazioni, quella forma vieta
di stasi nella coscienza social, che di material allo svolgi-
mento della teorica antisemita: pure e per questo gran
lode noi diamo all' Ecc.mo scrittore egli mostra di sapere
penetrare gli avvenimenti con occhio serene, superior ad
ogni sentiment di part, e la sua critical obbiettiva, non lo
disanima dal dire e dallo stampare verith, che se
. . . molesta
nel primo gusto, vital nutrimento
lascerh poi quando sara digesta.
.M Ma il pretesto di quest' odio dipende in part anche da
noi ed e in qualche modo provocato. x Scrive ad esempio il
Lattes < Noi abbiamo dimostrato ora eccessiva audacia, poca
moderazione e poca prudenza, oppure troppa rassegnata ob-
bedienza, troppa profonda debolezza, troppa umilta. Ci
siamo gettati nella lotta control certe istituzioni un po' anti-
civili, qualche volta con troppo accanimento e scoprendoci
troppo, in modo da raccogliere su di noi tutto 1'odio e tutti
i colpi che la lotta cagionava: siamo stati troppo audaci ed
abbiamo preso la difesa della civilth con troppo ardore. -
Forse 6 stata una conseguenza del carattere ebraico che 6
troppo morale e di quello spirit etico, di quella tendenza
che noi abbiamo alla critical dei costumi e delle idee: ten-
denza che trova il suo stadio culminante nel Profetismo, si
continue nel Talmudismo, ispira 1'Evangelo, inteso come
predicazione morale, e prosegue col socialismo di Marx e Las-
salle e colla critical della society modern in cui Max Nor-
dan 6 altissimo maestro. Col Kulturkamf tedesco 6 comin-
ciato 1' antisemitismo in Germania, quando i giornali anti-
clericali erano sostenuti da Ebrei e la lotta v' era condotta
da Ebrei: la reazione, la vendetta, la rappresaglia erano na-
turali e inevitabili, odio che covava scoppi6 e ne venne
fuori 1' antisemitismo appoggiatosi ai partiti ultra-cristiani.
- Allora parve una provocazione, questa difesa che 1'Ebreo
sostenne a favor delle idee di liberty e di tolleranza, parve
una ingratitudine 1' attaccare quegli uomini che poco tempo
prima avevan promesso che gli Ebrei divenissero cittadini e
nomini come tutti gli altri. Quegli attacchi control gli Ebrei
che allora costituirono una necessity di difesa, un argomento
di pift control i nemici, una nuova forza, poi divennero un
sistema e si continue a gridare all' Ebreo; < va indietro >
anche quando se ne stava all' ombra, o quando faceva qucl
che facevano gli altri ,>.
Nella second conferenza q II concerto della vita nell E-
braismo 1' A. combatte il presupposto che il pessimismo sia
prerogative dei semiti. Con una scorsa ai testi biblici di-
mostra il suo assunto: facendo vedere come il pensiero della


vita press gli Ebrei sia improntato a vero e sincere otti-
mismo.
< So perb che la vita collettiva ha perduto il suo ideal
ottimismo e la conservazione della vita ebraica dipende piu
da atavismo e da consuetudine che da ferma e liberal vo-
lonta. L' assimilazione non e altro che una delle conse-
guenze di quest'affievolimento di serenity: gli assimilatori
son person ch' han perduto la speranza dell' uscita: son gli
assediati che, non avendo la fiducia nella vita na ii coraggio
della lotta, dopo aver cantato 1' AscavA anche per gli altri,
si uccidono. Ma io pure credo che non ci sia da disperarsi:
la combattivita serena e ridente cofortata dalle pih liete spe-
ranze, non e ancor morta completamente: quattro lugubri
corvi che gemono sui tetti non possono riuscire, col loro ma-
laugurio, a farci.perdere la speranza dell' altezza. Noi siamo,
come Dante, a pie del colle di Gerusalemme
Vestito gih dei raggi Cel pianeta
che mena dritto altrui per ogni calle;
le fiere non ci devono impaurire; la ragione serena e la fede
ci accompagneranno ancora per lo cammin alto e silvestro,
e poi saliremo ii colle e il sole ci illuminera >.
Antologla ebraica 6 una Rivista mensuale degli studi
ebraici che ha iniziato le sue pubblicazioni in Livorno.
II primo numero, che e gia uscito, si present important
per numero e variety di scritti. La nuova rivista pare voglia
medicare part della sua attivita agli studi storici: e di ciA
Ie diamo lode sincere. Quantunque la Rivista non debba
essere 1' organo di quel movimento nobilissimo che sotto il
nome di sionismo ha risvegliato la coscienza israelitica in
questi tempi, pure, nelle sue pagina, esporr! il pensiero di
chi lo difende e di chi lo combatte senza acrimonie e senza
spirit di partigianeria >. L' Ecc.mo Rabb. Samuele Jona ha
iniziato in quest Rivista la pubblicazione di un suo studio
q Un sionista del secolo XVIII > che, quando sara ultimate,
riassumeremo pei nostri lettori.
Auguri al confratello livornese di lunga e prospera vita.
Una paglna di Ottavio Mlrbeau. Non ci occu-
piamo della o Cameriera > dello scrittore francese per fame
gustar lo spirit ai nostri lettori: non est hic locus! Siccome
per6 fra le pagine veriste del M irbeau si pu6 assai bene rac-
cogliere, quali siano le forme morbose dell' attuale spirit
francese e i suoi atteggiamenti verso la question semitica;
noi riportiamo questa pagina troppo eloquente, perched merita
di essere conosciuta. L' antisemita che ii Mirbeau con arte
satirica ci present, pih che il rappresentante di una intera
specie, pu6 essere considerate come ii frutto di un travia-
mento eccessivo e quindi individual del sentiment. L'autore
poi per conto suo conclude con imparziali considerazioni! In
ogni modo la pagina ha il suo interesse.
<< Terminata la lettura, Giuseppe ha voluto espormi le sue
opinion politiche.... E stance della Repubblica che lo rovina
e lo disonora.... Vaole una sciabola....
Finch6 non avremo una sciabola, e ben rossa, non vi
e nulla di fatto dice.
h per la religione.... perch6.... infine.... ecco.... 6 per la
religione....
Finch la religion non sark restaurata in Francia
come prima.... finch tutti non saranno obbligati ad andare
alla messa ed a confessarsi.... nulla sara fatto, perdio!...
Ha attaccato nella rimessa i ritratti del papa a di Dru-
mont; nella sua camera, quello di DBroulkde; nel piccolo
granaio, quello di Gu6rin e del general Mercier; dei prodi...
dei patriotti.... dei Francesi.... e che!... Preziosamente, fA
collezione di tutti i ritratti coloriti dei general, di tutte le
caricature dei << circoncisi . Poiche Giuseppe 6 violentemente
antisemita.... Fa part di tutte le associazioni religiose, mi-
litariste e patriottiche del dipartimento. P membro della
Gioventi di Rouen, membro della Vecchiaia antiebraica di
Louviers, membro pure di una quantit, di gruppi, e di sotto-
gruppi, come il Gourdin nazionale, il Tocsin normanno, il
Bagados du Vexin.... etc.... Quando parla degli ebrei i suoi
occhi hanno luci sinistre, i suoi gesti delle ferocie sanguinarie:
non va mai in citt- senza un matracco.
Finches rimarra un ebreo in Francia.... nulla vi e di
fatto....
Ed aggiunge:
Ah! se fossi a Parigi, Dio buono!... Ne ucciderei.... ue
brucerei.... ne sbudellerei di questi maledetti volponi!... Non
vi 6 pericolo che i traditori sieno venuti a stabilirsi a Moe-
snil-Roy.... Sanno bene cib che fanno, credetelo, quei venduti!...
Confonde in un medesimo odio, protestanti, framassoni,
liberi pensatori, tutti i briganti che non mettono mai piede
in chiesa, e che non sono, del resto, che ebrei travestiti...
Ma non a clericale, 6 per la religion, ecco tutto....












L' IDEA SIONISTA 8'


In quanto all' ignobile Dreyfus, non dovrebbe arrischiarsi
di ritornare dall' isola del Diavolo.... Ah! no.... E per ci6 che
riguarda 1' immondo Zola, Giuseppe lo avverte di non venire
a Louviers, come ne corre voce, per tenervi una conferenza...
Cio che sarebbe di lui e chiaro.... e Giuseppe se ne incarica....
Questo miserabile traditore di Zola, che per seicentomila franchi
ha abbandonato 1' armata francese e 1' armata russa agli In
glesi ed ai Tedeschi!... E non 6 una frottola.... non sono pa-
role vane.... non chiacchiere: no, Giuseppe ne e sicuro.... lo
ha saputo dal sagrestano, a cui lo da detto il curator, ii quale
1o ha saputo dal vescovo, a cui 1o ha riferito ii papa.... in-
formato da Drumont.... Ah! gli ebrei possono visitare la
Prioria.... Troveranno, scritto da Giuseppe, nella cantina, nel
granaio, nella scuderia, nella rimessa, sotto la fodera dei
finimenti, perfino sul manico delle granate, ovunque, quest
parole: c Viva l'armata!... Morte agli ebrei! >
Marianna approval, di tanto in tanto, con moti della test
con gesti silenziosi, quei discorsi violenti.... Ella pure, certo,
e rovinata e disonorata dalla Repubblica.... Ella pure e per
la sciabola, pei curati e control gli ebrei.... dei quali non sa
nulla, se non che manca loro qualche cosa, in qualche part.
Ed io pure, sicuramente, sono per 1' armata, per la patria,
per la religion e control gli ebrei.... Chi dunque, tra noi
person di servizio, dal pih piccolo al pii grande, non pro-
fessa di quests belle dottrine?... Si puo dire cib che si vuole
dei domestici.... hanno molti difetti, e possibile.... ma cid che
non si pub loro negare, 6 di essere patriotti.... Cosi, per me
la political non e il mio genere, mi fa venir sonno.... Ebbene,
otto giorni prima di venir qui, ho recisamente rifiutdto di
service come cameriera press Labori.... E tutte le compagne
che in quel giorno erano all' agenzia, hanno pure rifiutato.
Da quei majali?... Ah! no, mail...
Pure, allorche interrogo seriamente me stessa, non so perched
sono control gli ebrei, poiche prima, ho servito da loro, al
tempo in cui potevamo ancora far quest senza perdere di
dignita... In fondo, trovo che gli ebrei ed i cattolici, sono
uguali.... Sono anime viziose, brutte, cattivi caratteri, tanto
gli uni che gli altri.... Credete, sono tutti del medesimo mondo,
e la diversity di religions non ci conta nulla.... Forse, gli
ebrei fanno pin sfoggio, piu imbrogli?... forse fanno valer
meglio il denaro che spendono?... Nonostante cib che si rac-
conta del loro spirit amministrativo e della loro avarizia,
assicuro che non si sta male in quelle case, dov' 6 pih ab-
bondanza che nelle case cattoliche >.
II Sionismo in pratica. Sotto quest titolo il
nostro corrispondente da Ancona, Kol Mevasser, ci scrive le
seguenti notizie, alle quali ci affrettiamo a far post:
In Ancona fa di recent, discuss una causa, e furono
pronnnziate sentence che avranno grande importanza nel
Giudaismo Italiano.
La Patria un giornale clerieale dei pih settarii -
pubblic6 un articolo ingiurioso control gli Ebrei, e, piu par-
ticolarmente, control quei molti tra di essi che esercitano la
mercatura, ed eccitava i cattolici ad affamarli boiccottando i
loro negozi.
Gli Israeliti se ne risentirono e la Procura del Re proce-
dette control il giornale per eccitamento all'odio di classes.
Si costitui part Civile nel giudizio avanti il Tribuuale
il Signor Sabbato 'Almagia, non nella sua quality( di Presi-
dente della Universita Israelitica, ma come commerciante
Ebreo di Ancona, ove quell'articolo aveva avuto diffusione.
II Tribunal neg6 il diritto di costitnirsi Parte civil in
giudizio, per un reato assolutamente lesivo dell'ordine pub-
blico, ma la Corte d' Appello ammise, sanzionando una tesi
di libertA della pii alta importanza, per la quale possa co-
stituirsi Parte civil chiunque si senta offeso e danneggiato
nella collettivita cni egli appartiene. La Corte di Cassazione
rigett6 le ragioni della Patria, che control quest sentenza
aveva fatto ricorso.
Tornata la causa in Tribunale con la Parte Civile, dopo
un largo dibattimento a cui presero part le pie alte nota-
bilita del Foro Anconitano, il giornale fu condannato per
eccitamento all'odio di classes. E la Corte di Appello confer6o
la sentenza con fiere parole control la persecuzione incivile.
II giudicato ha veramente grande importanza poiche arma
la magistratura e pone la legge a tutela di una condizione
di cittadini che hanno diritto ad essere protetti e rispettati
nella loro collettivita.
Anima dell' agitazione che condusse a cosi felici risnltati
fu 1' amico nostro avv. Alberto Ascoli, consigliere del Comitato
Sionista di Ancona. Fo egli che diede valida cooperazione
nel sostenere le ragioni del signor AlmagiA e dei suoi corre-
ligionari in tutti i gradi del giudizio, fu egli come lo ha
chiamato la Patria ii Deux ex machine di quest process.


Lo stesso giornale, molti anni or sono, public articoli
ancora piu violent control gli Ebrei; e questi lasciarono correre.
Poichi allora il Giudaismo veniva considerate solo come
religion, e come religion rafforzava solamente il sentiment
morale delle single person.
Ed i religiosi lasciavano al Signore la cura di fare le loro
difese; i non religiosi quelli ehe rimanevano Ebrei per
inerzia, o per comodith di appartenere ad un popolo tra cui
c pin facile arricchire pensavano ai propri affari, sfor-
zandosi di credersi e di essere creduti una eccezione tra la
loro gente, lietissimi, se, in premio della lorn ilth, potessero
sentirsi dire: Peccato che Ella sia un Ebreo!
Oggi uno spirit nuovo ha vivificato ii Giudaismo. Molti,
e sono giovani intelligent e colti, hanno inteso essere neces-
sario, onde i singoli ottengano rispetto, che sia prirma rispettato
la razza cui essi appartengono.
Ed ecco Alberto Ascoli, che ha intelletto d' artist e lo
spirit sottile dell' avvocato, insieme a una solida e geniale
coltura che lo rende bene accolto nelle society che egli fre-
quenta, eccolo elevarsi agitatore e custode dei diritti e della
dignity della sua razza.
Da questi sentiment e su queste aspirazioni sorge il Sio-
nismo, che nel fascino di gloriosi ricordi e di antiche tradi-
zioni mira a dare una patria a chi, perch Ebreo, patisce
diminuzione nei snoi diritti di cittadino e di uomo, e tend
a rinforzare i vincoli e i doveri della solidarietA deigli Ebrei,
sollevandone lo spirit e rigenerandone la morale, onde, al
di lA delle materialitA utilitarie e della vanit. personal, vilri
in una superior idealiti.
Venezia ha festeggiato il 250 annivcrsario dell' assun-
zione al seggio Rabbinico del sig. Moish Coen Porto < le cui
benemerenze a scrive la Gazzetta di Venezia < meritano
l'omaggio di stima e di affetto degli Israeliti Veneziani ,.
Alle feste vive della Comuniti, si i associate in part la cit-
tadinanza.
Nuova pubblicazione. E uscita in Inghilterra
The Jewisk Encyclopedia. Eccone lo scopo: raccogliere
descrizioni e memories di storia, religion, letteratura e co-
stumi del popolo Ebreo dai tempi pid antichi fino ad oggi
L' opera sara complete in 12 volume, ablclliti da pil di
1000 illustrazioni Editori Funk e Naqnulls Company,
Newyork e London.


UN ARTICOLO DE LA LBA

Siamo lieti di riportare pei nostri lettori il
seguente articolo, apparso nel u. ( di novcin-
bre u. s. de L'Alba di Milano.

SIONNE IN SARDEGNA?
Da molti anni, con uno spirit di solidarieta degno non
di sterile encomio, ma d' invidia. i signori e i ricchi ebrei
si occupano dei loro correligionari poveri, di tutti i per-
seguitati dalla ignoranza e dalla prepotenza dei popoli
cosidetti civil. A nessuno 6 ignoto in quale modo gl' in-
felici discendenti di Giacobbe sano trattati in Russia, in
Rumenia e sopratutto nella repubblicana Francia, nella
terra della liberty, egalitd, fraternity e di tante altre parole
altisonanti, create dalla ipocrisia degli uomini per coprire
quanto di bassamente egoistico B nella loro natural.
Tutti sanno oramai che quest questions fu oggetto di
lunge discussion e anche di Congressi solenni, e che
primo pensiero dei banchieri ebrei fa quello di ridonare,
a cost di qualunque sacrifizio pecuniario, la Terra Santa
ai loro fratelli, a tutti i loro fratelli perseguitati dalla
sorts.
L' idea era grandiose e bella; ma ahimb! laggih, nella
ridente terra promressa, tra i neri vigneti del Libano, Abdul
Hamid non govern che di nome. E se egli, necessaria-
mente corruttibile, volesse aprire le port del suo regno
ai dispersi figli d' Israele, senza dubbio il Papa, lo Czar
della santa Russia e il Kaiser della Germania vi si oppor-
rebbero.
Tutti e tre questi pih o meno santi capi di religion
guardano con gelosa cura il Santo Sepolcro; popi, cappuc-
cini, congregazioni laggii fanno buona guardian, ed lanno
ragione: la terra santa B una miniera inesauribile di
freccie, di chiodi, di ossa sante e di vere croci.
Ma scopo delle classic abbienti ebree era ed B di mi-
gliorare la condizione dei fratelli poveri, non altro. E












!8 L'IDEA SIONISTA


allora che importava indirizzare la loro immigrazione in
un post piuttosto che in un altro?
Non 6 possible in Palestina? Ebbene si vada in un
altro post, si vada, per esempio, in Sardegna. In quest
isola, in cui tra i lembischi salta il camoscio, ove tra le
roccie sorge la quercia secolare, ove prosper 1' ulivo,
I'arancio e la vite 6 quasi disabitata; essa, ch' poco meno
grand della Sicilia, non ha neppure un quarto della sua
popolazione; le sue terre sono fertili, ma incolte, quindi
costano poco. Si comprino e si vada 1&: l c' 6 post per
molti. D' altra parts la liberty bene intesa italians ci da
affidamento della loro sicurezza.
Cosi scriveva pochi giorni or sono una rivista tedesca.
A chiunque abbia la visions giusta dells cose quests parole
non potevano fare certo trista impressions. Tanto pil che
lo scopo dei banchieri ebrei non era di mandar laggift
della gentle oziosa a godersi il mite clima e le delizie del
passe, ma al solo ed unico scopo di lavorare, di esercitarvi
' agricoltura, di sviluppare insomma tutta la loro attivith,
tutta la loro energia.

Era una proposta come un'altra quests.
Prima di essere attuata, quante difficolth da superare,
quante question d'ordine politico ed economic.
Ma bast6 la sola proposta per risvegliare la diffidenza
sarda, per suscitare tutto ii loro misoneismo!
Gli ebrei in Sardegna? Non ci mancava che questa!...
E gif tutta una larga, immensa rifioritura di corbellerie;
gift, gif tutti i soliti lamenti, tutti i luoghi comuni che
pullulano sulle labbra degli ignavi!
Nei paesi ove il lavoro ferve i lavoratori sono sempre
i benvenuti.
Quanti tedeschi, quanti stranieri si trovano sparsi nella
Lombardia? Quanti a Milano? Chi li ha mai contati! Chi
ha mai domandato a loro a quale religions appartengano,
a quale partito sono iscritti? Vengono per lavorare, dunque
lavorino e producano: il lavoro 6 ricchezza ed 6 ricchezza
che rest ove si compie.
Ma in Sardegna tutto ci6 ch' 6 iniziativa private desta
sospetto.
Io ricordo bene tutte le difficolth che dovette superare
e che non completamente ha superato la Cooperativa agri-
cola italiana quando port la somma delle sue nobili ini-
ziative nelle abbandonate e paludose terre di Lurigheddu,
ove regnava fiera e paurosa la febbre e la fame. Fu la
grande virth e la costanza ammirabile del Perussi che
ridusse quell terre incolte ad un vero ridente villaggio
avizzero; virtif veramente grande, ch'egli dovette lottare
pift cogli uomini che colle cose e col clima! Ma i sardi
sono fatti cosi: pieni di cuore e d' ingegno, ma non certo
di energia e di attivith. Guai a riconoscere e a dire questi
difetti!

E ora 1' anima sarda si eccita fieramente perch si pensa
da un forte numero di lavoratori di andare a coltivare
le loro terre; a far risorgere le loro industries.
E sfoga il sno sdegno con ogni sorta di contumelie
control il governor. Sicuro, il governor per la Sardegna deve
essere come la divina provvidenza, deve pensare a tutto!
Ed 6 colpa sua, s' essa non ha due milioni e mezzo d'abi-
tanti come al tempo dei romani, sua, tutta sua, tutta del
governor! Esso deve pensare a mandarceli! Come pure do-
vrebbe pensare a mandare il grano e 1' acqua quando non
piove. 0 perch c'6 il governor? E se questi uomini che
mancano vanno per iniziativa propria Dio salvi dall' ira
loro! Se poi il governor credendo di favorite l'industria
agricola, oh' 6 cosi povera laggif e cosi fanciulla, di riu-
scire all'invano altra volta tentato ripopolamento dell'isola,
agevolasse la immigrazione, i gridi arriverebbero certa-
mente al settimo oielo. Per lo meno si direbbe che il
governor vende la Sardegna.
Non import oh' esso vi ha speso milioni e milioni per
costruire delle ferrovie che poco o nulla servono, ma la
frase 6 bella e farebbe colpo!



La Sardegna no, non sarh occupata dai flgli d'Israello,
' idea lanciata dalla rivista tedesca rimarra certamente
allo stato di idea, ma h bene tenerlo a mente: solo dal-
1' iniziativa private, dallo slancio coraggioso dei cittadini,
dall' union delle forze si trade la vera prosperitah e il be-
nessere.


II governor alTa Sardegna molto deve, ed essa molto pu6
chiedere; ma esso ha il dovere di favorite le industries e
il commercio, non di crearli e tanto meno di farli.
Poich6 corrispondeva alle idee e alle abitudini di gran
part degli italiani ha fatto fortune il motto di Richel:
Piove, governor ladro! Conveniamone, in Italia si pagano
molts tasse, ma si hanno anche non minori pretese.
vulpes.



1Per 3 acco Brtom
II 14 Novembre corrente, il municipio di Asti de-
dicava un ricordo marmoreo alla memorial di Isacco
Artom, Senatore del Regno, illustre Diplomatico, amico
e collaborator di Camillo Cavour. Fu orators S. E.
Saracco.
Noi pure volgiamo un riconoscente omaggio alla
memorial di Lui che oprando per la patria, prooacci6
onore al giudaismo italiano.



NEL MONDO SIONISTA

Lo Schekel
In esecuzione delle disposizioni dello Statuto
d'organizzazione viene fissato come ultimo termine
per il pagamento dello Schekel il 17 Ottobre 1901.
Le listed degli Schekel sono in quest giorno chiuse,
e devono essere inviate all'Ufficio centrals del Con-
gresso, al pifi tardi, il 31 Ottobre. Entro il 10 No-
vembre devono essere indette dai singoli Comitati
local, le elezioni che devono terminarsi prima del
26 Novembre. Infine, il 10 Dicembre al pil tardi
devono essere spediti all'Ufficio centrals i Nomi e
gli indirizzi dei delegati eletti, nonche il protocollo
delle elezioni.
Per i delegati al Congresso
Per la esattezza delle relazioni che devono essere
fatte al prossimo Congresso, i delegati devono cer-
care di rispondere alle seguenti domande, sia diret-
tamente, sia comunicando le risposte ad altri delegate:
1. Quante associazioni esistono nel vostro paese?
2. Come si chiamano e dove risiedono ?
3. Qual' il numero dei component di ciascuna
associazione ?
4. Qual'era il numero dei component di cia.
scuna associazione, nell'anno passato?
5. Quante associazioni si sono costituite dopo il
IV Congress?
6. Quali associazioni si sono disciolte dopo il
IV Congress?
7. Come si esplica 1'attivith delle Associazioni?
8. Sono le associazioni puramente sioniste o hanno
uno scopo affine?
9. Qual'B in ogni citth la percentuale degli ebrei
sionisti sul numero total degli Israeliti?
N. B. Si prega di scrivere le risposte in caratteri
tedeschi o latini.
e. v.

C. A. CONIGLIANI, Direttore responsabile
Modena, Tipografia degli Operni (Soc. Anonima Cooperativa).










ANNo I." MODENA, DICEMBRE 1901 Num." 12




'IDEA SIONISTA

RIVISTA MENSILE DEL MOVIMENTO SIONISTA

ABBONAMENTO ANNUO L. 2,00 Adesioni e corrisponuenze al Signor
Per 1' ESTERO L. 3,00 BENVENUTO DONATI MODENA
......... .............................


SOMM ARIO: II problema presented del movimento Sionista. -
II pensiero d'Israele (Fine), Prof. G. PUGLIESE. Note sparse.
Liberth ed Uguaglianza, B. DONATr. La luce, g. r. Nel
mondo Sionista.

Con quest numero 1' Idea Sionista risponde al-
1' impegno assunto, or fa un anno, con amici e con
abbonali.
Le condizioni del Sionismo in Italia, e il bisogno
sentito di un periodic che, dedicandosi completa-
mente alla trattazione dell' important question,
riuscisse a tener vivo anche fra noi il sentiment di
simpatia per la grande iniziativa, indussero parecchi
amici, fra i piii ferventi propagatori dell'ideale sio-
nista fra il giudaismo italiano, a stabilire la pub-
blicazione della nostra Rivista. Invitati a redigerla,
noi non abbiamo potato rimanere insensibili all'onore
che ci veniva fatto; nello stesso tempo, che eravamo
indotti a rispondere con un assenso, per la coscienza
del dovere che a ognuno spetta di portare il contri-
Luto delle sue forze, anche se modest, a favore del
fulgido ideale di giustizia e di progress, che si
chiama Sionismo.
N6 noi oggi abbiamo da recriminare la nostra
determinazionel La soddisfazione di vederci seguiti
con simpatia e con plauso da coloro che con noi
vagheggiano i tIrionfo degli ideali, per la difesa dei
quali una classes di uomini forti con tanto vigore
ora e scesa in campo; di essere discuss con serenity
da avversari; di aver potuto calcolare per un anno
intero sulla collaborazione preziosa ed efficace di
numerosi valenti scrittori; ci ha sempre arrecato si
vivo conforto, che non abbiamo tentato, nE tentiamo
di dissimulare. Certo perb, che un anno di espe-
rienza nella profession della stampa sionista, mentre
ha servito per noi di utile palestra dandoci modo
di svolgere sotto parecchi aspetti i principi di uma-
nilt e di fratellanza che difendiamo, e di intravedere
molti altri vitali problem della nostra question che
sarh per noi dovere di considerare nell'avvenire,
ha anche in noi generate it concerto esatto di quella
che deve essere la vera esplicazione del compito
assuntoci. Per non stare qui ad esporre una lunga
rassegna di concetti riformatori che noi abbiamo in
animo di portare alla nostra pubblicazione periodic,
perch essa diventi sempre pii rispondente al suo
scopo, ci basti accennare che uno dei bisogni mag-
giori di un periodic che si proponga la difesa e la
propaganda di un principio, e quello di trovare
maggiore diffusione che gli sia possible. E di diffu-
sione noi per primi abbiamo bisogno, noi che ci
siamo proposti fra I'altro di far conoscere, nell' inte-


resse della civilla e della vita avvenire del giudaismo
quanto in paesi che passano:.per civil si tollera
ancora nell'inizio del secolo XX.
A questo scopo, il nostro vivo desiderio, ad esempio,
di costituire una < Biblioteca dell' Idea Sionista o,
dove potessero trovar luogo: estratti del giornale,
scritti genuini di vero interesse per lo spirit e la
tradizione giudaica, tutto quanto insomma pub aver
valore pel principio che noi vogliamo difendere, per
mantenerlo e tramandarlo puro ed intatto. Da qui il
nostro desiderio ancora, di potere accrescere le co-
pie del giornale, e il format, e forse anche il
numero delle pubblicazioni annue.
Ma tutti questi nostri progetti non potranno cor-
tamente essere effettuati, se gli amici non si uni-
ranno per dividere con noi i sacrifizt che occorrono
per assicurare alla Rivista quella vita e quella pro-
sperith che sono la nostra viva aspirazione. Gli amici
che ci conoscono, hanno ben comnpreso, che non se
non per 1' more della nostra casa che noi ci.siamo
indotti a richiedere la loro cooperazione; che siamo
certi ci sara concessa aqche questa volta con spon-
taneith e con la solita efficacia.
Sicchb nutriam fede che l'appello che la nostra
amministrazione rivolgerh, non sia per rimanere
infruttuoso, vista specialmente la tenuith del sacri-
fizio individual che si domanda, e il favor che
ormai fra noi ha assunto la propaganda per l'ideale
sionisla.
Ed e con la piena fiducia che sara compreso il
nostro sentiment, che ai cortesi lettori, che con sim-
patia e interesse ci hanno seguiti, noi mandiamo
il nostro saluto e il nostro arrivederci.
L' Idea Sionista.


II prohlema present del Movimento Sionista

IL quinto Congresso sionista, fra poche settimane,
iniziera le sue sedute in Basilea. Questa prossima
riunione delle forze sioniste, 6 fatto troppo impor-
tante nel movimento che noi seguiamo, perch ci
sia lecito passare su di esso senza un cenno, che lo
segnali e che ci dia occasion di riassumere i ca-
pisaldi del nostro pensiero.
Nella liberal Svizzera, paese per tradizioni piu anti-
che sacro ai principi liberal, ebrei, concorsi da tutte
le parti del mondo, distinti per diversity di costumi,
di linguaggio, staremmo per dire, di tendenze, fra
pochi giorni si troveranno riuniti, mossi da un unico
sentiment, da un'unica aspirazione. Nelle sedute del
Palazzo di Citth di Basilea, chi porter la nota sog-
gettiva, rappresentando gruppi che del sionismo fanno
una.causa propria, quella che deve rispondere ad un






90 L' IDEA SIONISTA


loro bisogno immediate chi invece il contribute
del proprio sentimento e del proprio raziocinio in
favor di una causa utile per una intiera razza,
conie anche decoroso che sia risolta, per la storia
e 1' onore delle present generazioni. II problema
present del sionismo, che noi vorremmo fosse ben
presence alley deliberazioni del quinto Congresso, 6
un problema urgent che non ammelle dilazioni, n6
divagazioni.
Non si tratta di andare a Basilea per fare del-
1'accademia su delle forme ormai antiquate e in-
compatibili colla coscienza del giudaismo attuale,
ma per rispondere invece ai problem economic e
rtorall che sulla vita e sulle condizioni attuali del-
1'israeliiismo con tanto fervore si agitano. Nella
nostra Italia, dove saranno in deficenza altre quality,
ma dove non difetta certamente il senso pratico e
giusto delle cose quello che noi ilaliani, con
una parola molto espressiva, chiamiimo buon senso
- i partiti politics, dal socialist, al repubblicnno,
al radical, hanno dato recentemente un esempio di
educazione political e quindi ancora di correttezza di
giudizio, degno di essere segnalato e seguito. Essi
si sono trovati concordi nel trascurare ogni queslione
di forma che informasse la vision ultima dell' at-
tnazione del loro programma politico, per dichiarare
di volere attenersi nelle lotte presenii alla vera so-
stanza economic e morale, subslrato dei diversi
partiti. La quale pregiudiziale, ottima cosa sarebbe
se fosse seguita dal sionismo, che se come programnma
-astratto pub avere per ultimo fine la costituziono di
una colonia in Palestina, giuridicamente riconosciuta
e lutelata, deve d' altra part riconoscere che doveri
pid immanenti e concrete gli spettano, come 6 quello
ad esempio di occuparsi senza indugio delle classic
diseredate del giudaismo, che esistono in numero
cosi grande e della cui esistenza si finge di non
accorgersi.
A. Rokeach, uno dei collaborator pifi efficaci de
L'Echo Sionisle, sintetizza il problema attuale, cui
noi abbiamo accennato, in una sola parola: Pane!
E un problema, nota il Rokdach e noi siamo
lieti di riassumere il pensiero di uno degli articoli
fra i piy veri e pii pratici apparsi in quest ultimi
tempi nella Rivista francese che non 6 disgra-
ziatamente nel nostro potere di risolvere con piena
soddisfazione di quei disgraziati, che attendono soc-
corsi. Lacondizione eccezionalmente disgraziata degli
ebrei in certi paesi, non pub essere intieramente
trasformata: caratteristiche storiche ed economiche
troppo special si notano, che rendono derisorio ogni
sforzo e ogni tentative. Tutlavia, le difficolth innu-
merevoli, gli ostacoli da cui 6 inasprito il problema,
nol. devono service di pretesto all' inazione e all'in-
differenza. Vi 6 una quantithi di piccoli :'imedi prov-
visori che si devono tentare; vi 6 un gran numero
di miserie, cui si deve portare sollievo; vi sono
soccorsi che si pottebbero pii o meno efficacemente
arrecare.
E dovere del Sionismo, la cui attivith e influenza
devono estendersi per tutta la vita ebraica, di stu-
diare i rimedi che si devono portare a questo stato
di cose. La situazione e tanto pifi urgente, in quanto
essa diviene di glorno in giorno pii grave e desolata.
L'oceano delle miserie minaccia di inghiottire la
piccola barca del gindaismo: cib che nh le persecu-
zioni secolari, n6 ii disprezzo, ne l'accanimento dei
bruti hanno potuto, la poverty, la fame certamente
lo otterrh.
Abbiamo present una series di articoli pubblicati
dal Levin, sul pauperismo degli ebrei d'Odessa, che,
fra parentesi, 6 una delle comunith pifi ricche e piu
floride della Russia. Ebbene, cib che nella descri-
zione del Levin 6 rivelato, sorpassa ogni immagi-
nazione: 6 un baratro, in cui si nascondono le tenebre
della vita degli ebrei di quelle Comunith, che nella


miseria piui sconfortante, finiscono per perdere anche
quel po'di forza e di resistenza che ancor loro ri-
maneva.
In una popolaziona ebraica di quasi 140000 abi-
tanti, pii di 36000 person hanno ricorso alla Co-
munith per ottenere sussidi, onde acquistarsi gli
oggetti di prima necessity. Delle famiglie intiere non
hanno abitazioni, si uniscono in cinque o in sei e
vanno ad abitare case infette, umide e nocive: su
13,000 artigiani pii della meta sono senza lavoro;
non vi ha una casa, dove il dolore non vi regni
sovrano.
hi una condizione simile, si pub immaginare ci6
che divengono le condizioni del lavoro e dei salary.
Ecco del resto qualche esempio eloquente: la con-
fezione di un abito si paga ordinariamente 1,50;
quella di un paio di calzoni, 1 franco; un gilet, 50
centesini; un soprabito d'inverno, 5 franchi. La
giornata di lavoro varia tra le 16 e le 18 ore al
giorno; il facchino giornaliero, che affatica a tra-
sportare continuamente carichi pesanLi, guadagna
1 franco al. giorno. La troppo rattristante statislica
potrebbe continuare lungamente.
Quello perb che maggiormente lascia pensare, e
che tutti quest poveri lavoratori sono capi di nu-
merose famiglie, padri di numerosi fanciulli. L'edu-
cazione di quest poveri diseredati avviene sulla
strada, fra queste angosciose scene di miseria; se la
malattia non li toglie ai patimenti prima dell'eth
di 8 o 10 anni, essi entrano negli stabilimenti, dove
lavorano un po' di tuttn con un orario giornaliero
che va dalle 6 del mattino alle 9 o alle 11 di sera:
lavoro pel quale sono rimunerati di cinque franchi
per mese! Cosi, si immagina, le malattie infleriscono
fra quest disgraziati: l'anno passato pium di 50,000
fecero domanda per essere accolti nell'ospedale di
Odessa; ma, naturalmente, per soli 2246 la domanda
fu soddisfatta.
Sulle miserie della Comunith di Odessa si po-
trebbe seguitare ancor lungamente: ma ben si com-
prende che noi abbiamo citato, sulle orme del
Rok6ach, questo quadro rattristante, solo per pren-
derlo come tipo di altri numerosi consimili, che
costituiscono il lato pif tragico della vita del giu-
daismo contemporaneo.
Ora, 6 evidence che il Sionismo, entrando sen-
z' altro nel campo pratico, deve studiare i metodi per
sollevare una indigenza cosi deprimenLe, e che ha
influssi cosi malefici sulle condizioni moral. In un
breve articolo non sarebbe acconcio entrare a discu-
tere sulla queslione piu amupia dei mezzi alti per
venire con efficacia in aiuto del proletariato ebraico:
certo pero noi ci chiameremo soddisfatti, se nel
nostro prossimo numero, dando relazione dei lavori
del quinto Congresso, potremo notare come di questo
problema interessantissimo,i Delegati sionisti si siano
occupati con efficacia e con more.


IL PENSIERO D'ISRAELE

Spigolature storiche
MA ritorniamo in piit spirabil aere. Mentre
quesle cose accadevano allrove, in Ispagna per
opera degli Ebrei continuano a fiorire le science
e le letter. Alla corte di All, second principle
della dinastia degli Almoravidi, sono tre visir
ebrei, due medici, un ministry di polizia, cele-
brato anche come astronomy, ed oltre ai nu-
merosi rabbini, versatissimi nelle discipline sacre
e profane, si distinguono i poeti Tabben, Zakbel
ed Ezra. Troppo lungo sarebbe dir di tutti: e
cib malgrado che anche qui 1' ambiente tosse





L' IDEA SIONISTA 91


poco propizio essendo allora la penisola lacerata
dai partiti, pullulando le cospirazioni fra cri-
stiani ed arabi, n6 potendo gli ebrei rimanere
estranei a simili rivolgimenti, quantunque vi
corressero maggiori pericoli degli altri.
t1 medio evo fu infatti il period piu acuto
delle agitazioni politiche, dinastiche, religiose,
delle discordie intestine di ogni citti, di ogni
borgata, di ogni villaggio; ed in Ispagna tali
sconvolgimenti dovevano assumere un carattere
pii tiero, perched stavano a front razze diverse,
dinastie diverse per ogni razza, tre religion
aspiranti ciascuna all'egemonia: 1' islamismo,
il cattolicismo ed il giudaismo. Quest'ultimo
doveva naturalmente avere la peggio, perched
post fra du6 correnti contrarie, accanite a con-
tendersi il sopravvento nel campo spiritual e
nell' impero temporale. Nondimeno Israele, post
cosi fra due fuochi, anzich6 rimanere schiac-
ciato, non cessa di dare al mondo, stupefatto di
tanta vita, degli uomini sommi, ed alia corona
di poeti, filosofi, medici, scienziati aggiuuge il
nome dello storico Abraham Davud, morto as-
sassinato in una sollevazione control gli Ebrei.
Dire che tutto quanto eravi in Ispagna di
operoso e d'intelligente era in mano degli Ebrei,
e affermare un fatto storico che nessuno potra
mai mettere in dubbio. Commercio, finanze, me-
dicina, letter, tutto apparteneva ad essi. Basti
accennare che quando nel secolo XV furono
espulsi, la Spagna si trovb ad un tratto priva
di contabili, di commercianti, di tesorieri, di
direttori delle finanze, di medici tra i quali di-
stintissimi furono quattro Benvenisti, i due Meir,
.1' Aboulafia, I' Exija, Abenhuacar, Zarza, Pichon,
Crescas, i due Abrabanel ed altri.
Perb il pensiero israelitico di quel tempo
trova la sua pih alta manifestazione in Ibn Ezra
e Abillassan Jeudh Alevi. II primo, autore d'im-
mortali comment, specie sul Pentateuco, avido
sempre di sapere, sempre in viaggio in tutto
.'Oriente, a Roma al tempo di Arnaldo da Bre-
scia, poi a Salerno, a Mantova, a Lucca, in
Francia, in Inghilterra, dappertutto studiando,
dappertutto insegnando, scrivendo, dappertutto
facendo maravigliare ebrei e non ebrei per I'alta
sua sapienza. II second, Jeuda Alevi, medico
ricercato, poeta elegant ed inspirato, pensatore
profondo, troverA. un giorno quando le tenebre
del pregiudizio saranno interamente dileguate,
un post glorioso nel Pantheon spagnuolo. La
mia pochezza e la misura cui e astretta questa
recensione non mi permette di analizzare le
opere nelle quali spiccano e brillano di vivida
luce l'ingegno ed il cuore di questo illustre
letterato. BasterA accennare fra altre ii suo
Chozari, vera apoteosi del pensiero israelitico,
opera magistrale degna di Aristotile e di Pla-
tone, nella quale 1'autore con metodo dialogico
si propone di provare la veritA del giudaismo
e di vendicarlo degli insulti prodigatigli senza
pietA. Entusiasta per la Terra Santa mettendo
in non cale fatiche e pericoli, ei parte. Dolorose
ed interessantissime sono le vicissitudini del suo
lung viaggio, alle quali si debbono i canti so-
pra Sionne, di una sublimitA senza pari di re-
cente bellamente recati in italiano dal distinto
orientalista Debenedetti. Alle porte di Gerusa-


lemme e mentre stava appunto per toccare la
tanto sospirata meta, trova la morte, non si sa
come, ma si suppone ucciso da un saraceno.
Uno sconosciuto scrisse sulla sua tomha quest
semplice quanto eloquente epigrafe: ( La Pietl,
la bonta, la generositA dicono: Noi inoriamo
con Jeuda >.
L'egernonia giudaica si ritrova ancora ,.ella
second metA del duodecimo seco.lo a Toledo
sotto Alfonso VIII press il quale raggiungono
alto grado Joseph Schoschan ed il figlio Salo-
mone, Abraham Alfachar poeta e prosatore ri-
nomatissimo, JeudA ben Salomon Alcharisi so-
prannominato l'Ovidio della poesia Rbraica, irre-
quieto come Ibn Ezra come lui viaggiatore
instancabile in cerca di sapere, autore di una
specie di romanzo drammatico intitolato Tach-
kemoni. A queste glorie gli Ebrei di Toledo
accoppiano il merito di avere valorosamente
secondato Alfonso nella sua campagna control
gli Almoadi, e contribuito alla bella difesa della
capital. Anche Alfonso II di Catalogna e d' A-
ragona conta molti letterati e pensatori alla
sua corte, come il Benvenista medico, diploma-
tico, talmudista e poeta, il Joseph SabrA di Bar-
ceilona emulo del Charisi, altri due Chasdai
padre e figlio, quest'ultimo autore di un ro-
manzo estetico: Ben amelech veanasir, il prin-
cipe ed il Dervis. Una piccola comunitA alla
frontier della Navarra e dell' Aragona, Tudela,
ha essa pure il suo period di gloria nel viag-
giatore Beniamino ben lona, ii cui itinerario
venne tradotto in quasi tutte le lingue moderne.
Un'altra piccola comunit della Catalogna, Ge-
rona, si rende celebre per un Isacco Alevi ed
il figlio Zerachia che a soli diciannove anni
aveva giA composto pregiati lavori, segnata-
mente delle chiose sulle opere di Alfassi. In
Portogallo Don SachiA Sais rende al paese ser-
vigi cosi notevoli, che il re gli cede in pro-
prietA alcuni villaggi dandogli titolo di nobiltl;
da lui discendono altri parent tutti distinti e
stimati alla corte di Lisbona. Giuseppe Kimchi
ed i figli Mose e David trasportano oltre i Pi-
renei, nella Provenza, I'ardore degli studii e la
Provenza e allietata da un Meschullam ben
Jacob degno di essere paragonato al primo
Chasdai, indi dai Tibbonidi Jeuda e Samuele.
Dalla Provenza la letteratura israelitica si dif-
fonde nel resto della Francia ove primeggia
Rabbenu Tam, in Italia ed altrove.
Ma ormai siam giunti ad un'epoca della
storia politico letteraria giudaica, dinanzi alla
quale ci e giuocoforza arrestarci. Un luminare
che sovra gli altri com'aquila vola ci si affaccia
a calcare nel campo scientific un'orma assai
pih profonda e pih duratura; questo luminare
6 l'Aristotile israelitico: Maimonide! Dinnanzi
a tanta altezza ci sentiamo compresi da cosi
grande venerazione che non ci & pih lecito pro-
seguire nella semplice enumerazione di fatti e
di person; e sarA ancor poco se a lui solo
verrA dedicate un' intera conferenza; il perched io
chiudo qui la rapida e quasi vertiginosa corsa da
noi compiuta questa sera attraverso ad oltre due
secoli di deplorevoli lutti e di memorabilia glorie.
Taluno potrA domandare il perch di una
corsa cosi rapida, tale da non dar speranza di







)2 L' IDEA SIONISTA


lasciare traccia durevole nell' animo e nella
mente degli uditori, e 1' umile dicitore rispou-
derA suo precipuo scopo essere stato d'invo-
gliare la gioventh a studiare con more la storia
del popolo ebreo, storia degli antesignani della
ciViltk e sbtto questo aspetto non meno grande
e non meno degna di tutte le altre store del
riondo. L'umile dicitbre risponderA ancora es-
sere stato scopo del suo dire 1'instillare negli
animi giovanili un seoso d'orgoglio di appar-
tenere ad una razza che ha dato di sb cosi no-
bili esempi; d'intiammare tutti in nome d'Israele
e dell umanitA a perseverare nella lotta non
essendo compiuta la nostra mission umanitaria.
La vita d'Israele dal di che le legioni romance
profanarono il tempio, fu vita di lotta inces-
sante, ardente, generosa; senza lotta non v'e
progress; Israele rappresenta il piogresso, dun-
que Israele deve lottare; ma non gia lotta di
odio, di vendetta, di sangue che basse passion
non devono allignare in Israele, sibbene lotta
di studio, lotta di more, lotta di operositA; e
se non bastassero gli esempi gia addotti a pro-
rare come i superstiti dalle persecuzioni, dalle
stragi ridiscendessero ogni volta in campo piui
vivi e pit entusiasti che muai a combattere la
lotta' del pensiero, se non bastasseso i nomi gia
accennati, chiedetene in tutti i tempi nonch6 a
quelli meno remoti ed a noi piui vicini; la messe
e interminable, ve lo dicono e i Newton, e
Mayerbeer, e Mendelssohn, e Smiles, e Pereyra
e Salomon Fiorentino, e Fould, oe Crm&ieux, e
D'Israeli, Salvador, Graetz, Filippson e Sir Moses
Montefiore, e lules Simon, e Lombroso, Finzi,
Maurogonato, Luzzatti, Giuseppe Levi, Castel-
nuovo, Malvano, David Levi, Ascoli, Guastalla,
Benamozegh, Debenedetti, Casales, Ottolenghi,
Artom, 'Massarani, Morpurgo, Parenzo, Rovighi,
Todeschini, Asson, Nanias ed altri infiniti: un
vero esercito di cittadini operosi, di uomini utili
al loro paese ed alla civiltd. All'opera adunque
6 giovani, unico obbiettivo vostro sia quello di
Vendervi sempre pii degni del grande e puro
idiale che rappresentiamo: ecco la vita, ecco
'a lotta, ecco il pensiero d' Israele!
PROF. G. PUGLIESE.


: OTE SPARSE,

t* inno Slonista. Nel libro dei salmi di David,
dettb giustamente il pit bello, il pit vario, il pii affet-
tuoso fra i libri biblici, si legge un salmon che, second
il mio modesto parere, si potrebbe adottare come soggetto
per 1' inno sionista. E questo precisamente il salmon 87 che
eontiene le lodi di Gerusalemme, della citta santa predi-
letta.dall' Eterno, ammirazione di ogni popolo: della citta
cantata da uno dei.nostri grand Poeti italiani, e material
di, studio ai dotti tutti, senza distiqzione di confession
religiosa.
SNon occorre comporre, davvero, un nuovo salmon sio-
t ista, 4uando gia' esiste quello di cui parliamo.
-.: el. alino 87, fra l'altro, troviamo detto: c Gerusa-
lemme .fu fondata sui monti sacri. Iddio ama le porte di
Sioh pit di ogni altra abitazione di Giacobbe. Della cittd
di Dio furono dette cose gloriose ecc. >.
SQualora questo salmon 87, venisse musicato da chi sa-
pesse interpretarne tutto il sentiment, potrebbe venir
cantato nelle riunioni e nelle feste israelitiche; traman-
dando ognor pif viva la poesia, che gih circond6 il nome
aoro di Sion. G. CAMMEO. -


In un romanzo dal titolo < Matrimonio misto > che
vede la luce nelle pagine dell' Antologia di Livorno, il
prof. G. Lattes, a proposito degli antisionisti, scrive: < Vuol
dire che son sordi alla voce dei secoli, vuol dire che ripe-
tono macohinalmente canti e preghiere, che non ricono-
scono come la dignity nostra o'imponga oggi, di front
all' antisemitismo, di affermarci, di lottare, di vivere in
nome dei nostri ideali. Ammettiamo pure che in Italia
non alligni mai la mala pianta che altrove ha messo cosa
profonde radici. Ci dispensa questo fatto, o, meglio, quest
speranza dal sentir che siam fratelli di tutti quei misery
ebrei sparsi nel mondo i quali soffrono per causa della
loro religion? Se le persecuzioni li hanno avviliti, non
dobbiamo noi forse aiutarli a sollevarsi dalla loro miseria
morale? Se la malvagiti umana e 1' odio di razza chiudono
loro tutte le porte, non dobbiamo noi aprirne delle nuove
per loro? Oh quale opera grande e generous di educazione
e di caritl vera da compiersi in nome della nostra fede
santissima !
E MoisA Salchi, accompagnando le sue parole con un
gesto largo e solenne, pareva che nel suo entusiasmo par-
lasse non al figlio solamente, ma a tutti gli infelici della
terra, ai vicini e ai lontani, ai fortunati e agli infelici.....
Alla Enciclopedia Giudaica accennavamo di sfug-
gita nell' ultimo numero della Idea. Aggiungiamo ora al-
cune notizie su questa opera importantissima, che pare
stia per segnare una nuova fase nello svolgimento della
cultural giudaica.
L' Enciclopedia Giudaica (The jewis Enciclopedia) di
cui si A pubblicato il primo volume a Nuova York, press
la casa editrice Funk e Wagnalls, A un'opeia grandiose,
compilata da una societA di dotti, tra i quali Gottardo
Deutsch, Isidoro Singer, Crawford H. Toy, Giuseppe Ja-
cobs, Marco e Morris Jastrow, ecc. Tutto quanto concerned
la razza giudaica, la sua antropologia, la sua etnografia,
la sua storia, la sua letteratura, la sua teologia, vi 6 e-
sposto, narrate e documentato da studios aventi una spe-
ciale competenza in ogni singolo argomento. Gli scrittori
di cose giudaiche pif noti e stimati nel nuovo e nel vec-
chio mondo, in America, in Inghilterra, in Germania, in
Austria, in Francia, in Russia, in Italia, in Isvizzera, nel
Belgio, in Ungheria, hanno portato il' loro contribute a
questa dotta impresa. L' edizione. nitidissima e sontuosa,
6 arricchita da moltissime illustrazioni. in nero ed.a co-
lori, la maggior parts delle quali sono fac-simile di ori-
ginali inediti, appartenenti a musei, librerie e collezioni
private. Pia di duemila saranno le figure che adorneranno
tutta 1' opera, la quale comprendera ventidue volumi eguali
a questo primo or ora apparso. Per care un' idea dell' im-
portanza della pubblicazione, non sara inutile dire che ad
essa 6 destinata ]a somma di settecentocinquantamila dol-
lari. Il voorsanger, professor di lingue semitiche nell'U-
niversith di California, ha giudicato che quest 6 1'opera
pil notevole apparsa in tutto il mondo dalla chiusura del
Talmud, e degna di segnare una nuova epoca nella storia
del giudaismo. E la lode 6 realmente meritata.
Lo spirit ebraico. L' important problema se
esista uno spirit unico, sul quale si uniform il pensiero
dei sparsi figli d' Israele, fu gia in Germania, in altri
tempi, tema di profonde disquisizioni da part di dotti,
come Zunz, Graetz ed altri! Recentemente ]a question
era risollevata in Francia dal critic illuminate del Jour-
nal des Ddbats, e svolta con ampiezza in un volume, di
cui altra volta in questa Rivista fu fatto cenno.
Nell' ottobre ultimo scorso, il signor Jacobsohn trattava
di questo medesimo tema, dinanzi ai soci della Mebas-
sereth Sion di Parigi.
La questione'6 assai semplice. Vi sono due specie di
affermatori dell' esistenza di uno spirit semita: quelli che
sono giunti a quest affermazione, trattando quest que-
stione con argomenti di vera scienza; gli. altri, gli anti-
semiti cioA, che si accalorano nella dimostrazione di quest
unit di sentiment, per dimostrare poi come debba sen-
z' altro essere distrutta, perchA dannosa sotto molti rispetti.
Ora, facendo astrazione da gli uni e da gli altri, 6 a no-
tarsi che uno spirit comune si pub generare in una col-
lettivita di person, per tre condizioni essenziali di fatto:
la razza, il mezzo, e il moment storico. Ora, per ci6 che
concern ]a razza ebraica: gli ultimi lavori antropologidi
hanno, pare, dimostrato che gli ebrei non costituiscono
.una razza a parts; sebbene la forma e la configurazione
del loro cranio, spesso, par voglia attestare una .comune
origin. Al contrario per quanto riguarda il mezzo 6 in-
contestabile che gli.Ebrei'hanno sempre.vissuto in con.











L' IDEA SIONISTA 93


dizioni special, che li rendevano peifettamente atti a for-
marsi una coscienza ed uno spirit special ed uniform.
11 Ghetto ebraico spalso fino a tempo relativamente a
noi prossimo per tutta la faccia della terra, avrebbe
non poco contribuito alla foimazione di questo spirit
comune. Quanto ai moment storici, nella storia dell' e-
braismo, non se ne notano di tali, che potessero dare una
sreciale direzione al suo spirit. Onde, concludendo, non
vi 6 che il mezzo che abbia potuto influire sul carattere
degli ebrei. E quale ora la caratteristica di questo spirit?
E anche su quest question subordinata esistono due
teorie: gli uni afleimano ]a caiatteristica dello spirit
ebraico essere il monoteismo, quel monoteismo ispiratore
del cristianesimo, dell' islamismo, ed anche, della Rifoima;
gli altri, fra cui gli antisemiti, si aflfnnano a dimostrare
che lo spirit ebraico e un dissolvente, un element di-
struttore, tendente a travolgere ]a religion, lo stato so-
ciale stability. Spinoza con il sueo anteismo fu il piu
grande nemico delle religion; Noidau, Brandes, Heine
sono spirit atei; Karl Marx con il suo collettivismo ha
provocato un movimento formidable control lo stato social
attuale. Ma dove le due teorie si trovano d' accord 6 nel
riconoscere la ragione, per cui lo spirit degli Ebrei ha
loro impedito di essere artist: perch la caratteristica
dello spirit degli ebrei e di essere essenzialmente spirit
razionale.
f. aaronsohn e il Dott. S. Sosknin negli ultimi
numeri della Rivista Die l'elt raccolgono un important
< Contribute sulla conoscenza della Palestina >>, in cui danno
relazione degli ultimi studi fatti sul paese oriental; nel
numero poi del 15 Novembre sempre della medesima Ri-
vista, Paula Winkler, complete un suo studio su 4 La
donna ebrea i in cui considerando che cosa sia attual-
mente ]a donna ebrea, e cosa invece dovrebbe essere; con-
clude che essa molto ha da lavorare pel proprio migliora-
mento e che dalla conscienziosa rispondenza dei doveri di
questa, molto bene in seguito si attended 1' ebraismo.



biberth ed ig ualianza

Non pub fare meraviglia che il period in cui
si svolse la rivoluzione francese una di quelle
tappe gloriose in cui la society liberatasi con alto
virile dai gravami del passato, si slancia con ar-
dito pass a effettuare i nuovi portati della coscienza
progredita sia stato fatto segno in ogni tempo,
d'inestinguibil odio o d'indomato more. Da
una parte, coloro che nel tramandarsi inalterato
delle forme e delle tradizioni civil, hanno garen-
tita la conservazione di privilegi o di prerogative spe-
ciali: dall' altra, quanti aspirano ad una condizione
pifi giusta ed onesta, liberatrice di ogni dannosa
prevenzione e di ogni pregiudizio.
E fra questi dovrebbero essere, non occorre il dirlo,
gli israeliti fra i primi: essi specialmente che tanto
giovamento risentirono dai principi proclamati dal-
1'Assemblea nella memorabile seduta del 27 settem-
bre 1791. Riesce quindi incomprensibile, leggere
in qualche scritto, dettato da scrittori ebrei, parole
di recriminazione sugli avvenimenti francesi della
fine del secolo XVIII: specialmente quando si
pensi, che il motor iniziato allora dalla Francia rivo-
luzionaria, oggi, a pifl di un secolo di distanza, non
ha ancora completamente ottenuto ogni suo effettol
- La Russia e la Rumenia a una estremita del-
1' Europa, la Spagna e il Portogallo, dall' altra, sono
ancor rimaste sorde a quella voce, cui, quando
.prima quando dopo, tutte le nazioni europee ri-
sposero. Se la Francia, infatti, fino dal dicembre
del 1791 concedeva i diritti civil agli ebrei, 1'In-


ghilterra la seguiva nel 1849 e 1859; la Danimarca
nel 1849; 1' Austria-Ungheria nel 1867; la Germania
nel 1869 e nel 1871; la Svizzera, nel 1859 e 1874;
la Bulgaria e la Serbia, nel 1878 e nel 1879. -
L' Italia, sebbene appena costituita nazione, abbia
ufficialmente riconosciuto successivamente nei due
period del '60 e del '70 la uguaglianza civil di
tutti i suoi cittadini, tuttavia gi' aveva, in altri
tempi, sanzionali i diritti civil agli ebrei. Ed e
natural: poich6 trovandosi negli ultimi anni del
secolo XVIII, anch' essa, come la Francia, alla mercc
del general Buonaparte, e quindi accomunata al
popolo francese, ebbe campo di poter accogliere
tutti i benigni influssi, che dalla nazione finitima
erano suggeriti.
Perchi si possa fare una adeguata idea di quei
tempi, non trovo di meglio, che riporlare un pro-
clama che il Governo-provvisorio di Modena e Reggio,
pubblicava nel 1796, e che ho motivi per ritenere
inedito. La grandezza del pensiero espresso con po-
che parole in questo scritto sarh giudice il lettore -
potrebbe ben essere invidiata da tante pretese tirate
liberal, cui i contemporanei ci hanno abituati.
Liberty Uguaglianza
Il Comitato di Governo Provvisorio
DI MODENA E DI REGGIO.
12 Frimaire anno quinto della Re-
pubblica Francose, una od indi-
divisibilo 2 dicombre 1796 S. V.
Ogni uomo nasce e rimane libero. Egli deve goderp
pienamente di tutti i suoi diritti. Non avvi in society
distinzione veruna che quella cui promuove il merito
riconosciuto. Gli Ebrei sono cittadini, e come tali in So-
cieth debbono essere riconosciuti. Essi hanno cohtribuito
e dovranno contribuire al pari di tutti gli altri ai gravi
bisogni della Patria; debbono essere pure chiamati ad
unirsi nelle loro Sinagoghe per nominare Deputati alle
due Assemblee elettorali di Modena e Reggio (1), a con-
correre al governor puramente temporale di questi Stati,
giusta ancora i principt della conquistatrice Repubblica
francese, la cui costituzione deve seguire il Governo prov-
visorio.
S' invitano quindi tutti i detti cittadini di nazione
ebrea a formare Ie loro Assemblee primaries e centrionali
per nominare i Deputati ad essa competent all'Assem-
blea degli Elettori, e ci6 nel giorno fissato nel Proclama
degli 8 Frimaire. Fuori delle society ebraiche di Modena
e Reggio, tutti gli altri Ebrei sparsi nello Stato, come
essendo. in picciol numero, manderanno i loro Centurioni
al piiL vicino dei due nominati Capoluoghi.
F. GRUPPI Presidente
S B. MARCHINI
FRANCESCO ROVERE
Segretario del Comitato
112 dicembre 1796, fu un giorno indimenticabile:
le porte del ghetto, chiuse sui loro passi nel 1638,
sl riaprivano ormai agli ebrei di Modena: ed essi,
liberi ed eguali agli altri cittadini, ne uscivano per
accomunarsi alle feste della popolazione.
Nella piazza maggiore, chiamata Piazza della Rivo-
luzione, occupala dai dragoni del 20.0 reggimento fran-
cese e dalla fanteria munita di un cannone e cassone
mitraglia, si era innalzato pochi giorni prima, fra
gli evviva e gli squilli di tromba, 1' albero della
liberal, un pioppo verdeggiante o'nato di bandiere
tricolori francesi e berretti frigi. Tulli i cittadini

(1) I verbal di dette sedute si conservano, e ho auto occaB
stone di considerarli: li prodtirrb in luogo piA opportuno.






04 IDEA SIONISTA


si erano provveduti di coccarde francesi: la sera
venivano illuminate le finestre del palazzo comu-
nale, e nientre la banda del reggin.ento Guardie a
piedi, ed una orchestra suonavano a vicenda Ca ird
e la Carmagnola ed altri inni repubblicani, i pa-
triotti modenesi, uniti ai francesi, ballavano allegra-
mente inlorno all'albero della liberLt, press il quale
venivano abbruciati diversi stemmi estensi.
Non mi 6 lecito indugiarmi oltre in questi par-
ticolari per non uscire dai limiti impostimi in questa
nola storica.
Gli ebrei furon chiamati alla formazione della
guardia Civica, e vissero liberamente sotto Napo-
leone. Con decreto 10 luglio 180i, come 6 noto, erano
invitati a eleggere i deputati che dovevano parte-
cipare al grande Sinodo di Parigi. Ma nel 1814 la
Restaurazione, con Francesco IV, richiamava in vi-
gore tutte le leggi precedent alla rivoluzione, rac-
chiuse nel codice estense del 1774: quindi gli ebrei
sottoslavano di nuovo alle antiche restrizioni. Ma
quando nel 1831, dagli ardimentosi conati di Ciro
Menotti, per la sollevazione general dell'Emilia,
le citta di questa region per breve tempo poterono
credere di avere acquistato la tanta aspirata indi-
pendenza, Modena, sempre leale e generosa si ri-
cordb delle sue liberal tradizioni. E per bocca
del suo Ditlatore Nardi immantinente espresso in un
famoso editto i principi di eguaglianza, che tanto,
onorano 1' Uomo, che con ogni premura li ediceva,
quanto la citti che li aveva ispirati.
IL DITTATORE
della Citta e Provincia di Modena
Considerando che in un Governo fondato sopra prin-
cipii di eguaglianza di tutti i cittadini in faccia alla
legge, quanto sia al godimento dei diritti civil, non deve
esservi differenza fra quelli che fanno part di quella ci-
vile Societh, che ha un Governo Comune, qualunque sia
la sua forma, e qualunque sia la Religione, che ciasche-
duno Cittadino professa, dal moment che viene ammesso
a far part di qualsiasi society civil, in cui sono o pii
popoli siano congiunti fra loro;
Considerando che gli Ebrei o Israeliti sono ammessi
ad aver domicilio e stabilimento e a godere i diritti di
cittadinanza fra i popoli che in addietro formavano gli
Stati estensi;
Considerando che per una necessity di natural e ci-
vile principio, godendo gli Israeliti i diritti civil egual-
mente che ogni altro cittadino di Religione cattolica,
debbono avere il diritto di acquistare e possedere Beni
immobili in quella guisa che loro non 6 vietato di acqui-
stare beni mobili; e non solo il diritto di poter far con-
tratti di compra e vendita in tutta la sua estensione ma
ben anche di far contratti di affitto, salvo le qui espresso
limitazioni
Decreta e ordina come segue:
(Seguono quattro articoli che fissano i principt sue-
sposti: le limitazioni, alla quale qui in ultimo si accenna,
consistevano in una disposizione di ordine pubblico, per cui:
! gli ebrei non potevano acquistare, permutare, o prendere
in affitto case e fabbricati fuori di ghetto, ove il ghetto
esiste, senza lioenza del Governo >).
Dalla residenza della Dittatura que-
sto giorno 20 Febbraio 1831.
NARDI
CIALDINI, Segretario general.
lo vorrei che questa mia esposizione richiamasse
fatti e principi che ormai non attendessero piuh
press nessuna gene civil la loro doverosa san-


zione. Ma ben si sa che molti ebrei sparsi in
alcune nazioni d' Europa, non solamente sono an-
cora in aspettazione che loro si conceda il rico-
noscimento legal di cittadini, ma vivono fra stret-
tezze e persecuzioni, che sarebbe gih vergognoso san-
zionare con un silenzio colpevole. Ecco la ragione e
il problema del Sionismo: redimere tanti uomini, e
rialzarli a dignity di cittadini coscienti.
Asvero, al quale la Francia aveva detto: Ri-
posali deve forse riprendere il suo bastone di
viaggio? Dopo aver creduto di trovare un asilo e
una patria, dovri forse, come scriveva Leroy-Beau-
lieu, ricominciare la sua marcia senza fine, in eterno
viaggio?
BENVENUTO DONATI.


LA LUeE

Vittorio: L'hai vista?
Dante: L' ho vista.
Viltorio: Ebbene?
Dante: Non parlarmene.
Vittorio: Dunque tutto e inutile. E una maledi-
zione. Ma che cosa ti ha risposto? Infin avrh
dovuto dirti qualcosal
Dante (sarcaslico): Che cosa mi disse? Che lei
6 content, arcicontenta di salvare 1'anima sua e
che pregherh ]a santa vergine perched mi tocchi il
cuore e possiamo rivederci in paradise.
Viltorio: Ha avuto questo coraggio? Ma le hai
detto tutto quello che volevi dirle? che dovevi dirle?
Dante: Hai tu parlato mai con. un muro?, con
una colonna? con un albero? (accalorandosi) ahl e
dolorosa! non rispondeva mai, teneva gli occhi bassi
e le mani incrociate nelle maniche. Rispondi! le
gridai, sono tuo padre, non hai il diritto di trat-
tarmi cosi. Allora senza alzare gli occhi, quieta e
tranquilla, senza un briciolo di emozione mi tirb
in ballo, la salvazione e la santa vergine e il para-
diso. L'avrei stritolata! Con un colpo di dita le
alzai il mento: Guardami in faccia, per Dio, guar-
dami negli occhil ti sembra di fare una buona
azione? E un delitto il tuol La monaca ch'era
prcsente intervene: Signore, 6 sevcramente proibito
toccare una novizia, tanto pif alla vigilia dei voti
- io non posso quindi tollerare pii a lungo la sua
presenza qui. La prego di ritirarsi. Io mi feci
vile, supplicai: Noemi, Noemi mia, ho passato i
sessanta, non ho altri che Le a questo mondo. Oh I
Noemi se la tua povera mamma alzasse la testa
dalla fossa, pensa figlia mia che struggimento! A-
spetta ch' io sia morto Noemi vivrb poco lo so, te
lo prometto, sono cose che accorciano Ja vita! Pian-
gevo come un bambino.
Figlia mia, ritiriamoci; disse la voce melliflua
della monaca. Ed io rimasi solo. Noemi ebbe it
coraggio di andarsene con pass piano ed eguale
senza rivolgersi. Io mi sentivo morire, avevo un
singhiozzo convulso e stentavo ad aver fiato .... Se
credessi nelle maledizioni, io avrei maledetto e ma-
ledirei I
Vittorio: Non maledire tu che non hai benedello
mai. Calmati, tenteremo qualche altra via....
Dante: Ma quale via vuoi tu tentare se lei mi
respingel lo le sono indifferent, forse mi odia
perch sono ebreo. E dice ch'l mio sanguel
Villorio: Forse 6 solo suggestionata: se potessimo
togliere la causa, cesserebbe probabilmente 1' effetto.
Dante: Lo credit? ma non doveva lei aver pifi
fiducia di suo padre che dei preti ?











L' IDEA SIONISTA


Vittorio: Tentar non nuoce, andremo in curia,
cerchero di parlare direttamente col vescovo e forse,
chi lo sal....
Dante: E tu t'immagini che ti riceveranno? Tu
non conosci che gene sono i preti io ho bussato
a tutte le porte, ho pregato, ho implorato, io, ca-
pisci figlio di nostro padre, di un rabbino celebre,
mi sono abbassato alle anticamere, ho prodigato
mnancie ai servi in sagrestia quando afferrano
una preda, 6 finita!
Vittorio: E quei nobiloni, quei marchesi Sasso
coi quali avevi tanta amicizia? Essi sono pezzi grossi
del partito clericale, potrebbero aiutarti.
Dante: Non parlarmene, sono quelli che mi hanno
rubala Noemi. Sono spiantati e volevano ingra-
ziarsi i neri coi denari degli altri. Quando Noemi
ha compiuti i ventun'anni e potL liberamente di-
sporre di se e della vistosa dote materna, me 1' hanno
presa: prima erano grand moine, ora nommeno
pilu mi salutano; hanno schifo d'un ebreo, so che
1'han detto pochi giorni or sono.
Vittorio: Ma se si fa monaca Noemi dev'essersi
battezzata; io non 1' ho mai saputo, e tu non avresti
mai dovuto permetterlo; e cosi odioso da parte no-
slra 1'abbandono della parte debole per passare a
quella del pifi forte, dopo venti secoli, che dico ?
quaranta secoli di lotta per poter pensaro colla no-
stra testa 1
Dante: Una sera a pranzo, era il Natale dell'anno
scorso, s' era in parecchi, avevo invitato i Sasso che
dopo molto farsi pregare vennero in massa, tutta la
faniiglia ed altri del parentado loro, sotto pretesto di
star riuniti nel giorno santo .... non avevo invitato
to perch conosco le tue idee.....
Vittorio: Questo mi spiega perch non siete Ye-
nuti al concerto di Hanuch che vi fu in casa mia,
i niei ragazzi vi aspettavano; ma prosegui.
Dante: In fin di tavola s'era bevulo un po', mi
trovavo in vena: alla vecchia marchesa Sasso che
faceva delle disertazioni pie sulla nascita di Cristo
e che s'inteneriva sulla capanna di Bet!emme, ri-
sposi che Cristo era stato il pii gran filosofo della
umanith, che io mi sentivo cristianissimo e che lo
avevo ripetuto sin dall'infanzia anche alla mia bam-
bina. Poveretta! rispose lei, e non 6 battezzata an-
cora? No, risposi facendo lo spirit forte, io detesto
tutte le cerimonie e le forme, non sono pifl ebreo
appunto per questo. Non v'6 confront possible
fra le superstizioni giudaiche e gli angusti riti cat-
tolici disse dignitosamente la marchesa, il prin-
cipe *'" tenne ieri a cresima nella cappella stessa
di monsignor arcivescovo un servitore negro del
Congo. Se un principle del secolo ed uno della
chiesa s' abbassano fino ad uno schiavo 6 segno che
le sante cerimonie cattoliche sono cose veramente
solenni e divine. Le tre marchesine Sasso intanto
catechizzavano Noemi, che del resto avevano gih con-
dotto molte volte per le chiese e nei monasteri spe-
cialmente in campagna quando erano ospiti nella
nostra villa. A farla breve fra il serio ed il faceto
la inarchesa vers6 in capo a me ed a Noemi un
bicchier d'acqua. A me che ridevo pose anche sulle
labbra il sale. Noemi non volle il sale e s'alzb
seria, evidentemente coll' intenzione che la scena
linisse. Passammo in salotto a prendere il call
e non se ne parl6 pifi.
L'assiduita delle Sasso continue specialmente
attorno a Noemi. Due mesi dopo essa cominnci a
firmarsi Maria Teresa e volle ch' io la chiamassi
con uno o coll'altro di questi nomi. Domandai
la spiegazione. Mi disse che senza religion essa
non voleva n6 poteva stare, poich6 io non glie ne
aveva indicate una.ella aveva preso quella che le
avevan posto innanzi. 11 suo batiesimo era stato
registrato alla parrocchia dove avevano cambiato il
norve troppo giudaico in due nomi cristiani: il primo


della vergine, il second di una gran santa claustrale
che le avevano proposto a modello. Ebbi allora
un lampo d'ira. Avevo posto ogni cura nel tener
liberal da ogni superstizione mia figlia ed ecco rhe
essa si dava incondizionatamente a quella ch'io ri-
tengo hostile all'ambiente delle famiglie nostre a
quella che per sentimento e per ragionamento mi
sembrava meno da seguirsi. E feci ancora con-
siderazioni sul metodo da me tenuto e sul presidio
che un' istruzione razionalmente ebraica, avrebbe
potuto dare alla mia unica bimba control le tenta-
zioni cattoliche. Pensai allora alla memorial santa
di nostro padre e di nostra madre e della povera
mia moglie morta quando nacque Noemi. Forse
s' ella fosse vissula non sarebbe success quaito ac-
cadde. Passarono ancora pochi mesi, Noemi fre-
quentava le chiese con assiduith e riempiva la sua
stanza di santini, di rosari, di sacri cuori, di ma-
donne e di altre cose tanto puerili e piccine che non
comprendevo come attaccarvi un'importinza reli-
giosa. Provai a cercar di ricondurla sulla retta
via; n' accorsi che v'era in lato del suo spirit
che mi sfuggiva comipletamnente, era per me uua
porta chiusa. La ragazza stava in guardian control
di me. Assunsi informazioni e ne scopersi la causa.
Essa si confessava tutte le settimane. Le proibii di
farlo, essa lo fece lo stesso e m'accorsi anzi che mi
parlava con maggiore freddezza, direi quasi con
astio. Ho saputo dopo molto tempo che in par-
rocchia ero stato qualificato davanti a lei come un
carnefice, un perverse; essa era stata confortata pel
martirio ch' io le intliggevo volendola staccare dai
beni celesti, ed esortata a perseverare. T' conosci
il carattere impulsive di Noemi; quest maineggi
fecero su lei profonda impression. Appena in
campagna, con donna Giulia Carpegna, cmi le Sasso
per non darmi troppo nell'occhio avevan girato it
lavoro, sotto pretesto di una scampagnata al monte
della Madonna del Faggio, si fermo in quel mona-
stero tre giorni a fare i cosi detti esercizi spiritual.
- Io stanco ed abbattuto ormai impotence ad in-
frangere la barrier che sentivo fra me e lei lasciavo
fare e poi mi fossi anche opposto, a nulla avrebbe
giovato.
Pochi giorni dopo i ventun'anni entire qui in
cittt alle Carmelitane e non mi fu possible Irattenerla
malgrado avessi pianto davanti a loi lagrime di
sangne..... domani prende il velo, la clausura e
tanto stretta che non putr6 pill vedere la sua faccia,
potrL parlarle ogni anti mesi attraverso due grate,
in compagnia della badessa e col cappuccio sul viso.
lo moriro, ed essa non uscira a confortarmi, a ve-
dermi nell'ultimo mio moment.
Viltorio: Fatti coraggio, Dante, forse si stancherh
sentirh la miseria e 1'uinilti della vita monacale,
uscirh e verrh a te e tornera al mondo che le no-
stre teorie ebraiche ci dicono buono e dono di Dio,
alla fainiglia in cui e per cui il vero ebreo senate
dovere di vivere.
Dante: Essa odia gli ebrei, me 1' ha detto; quest
6 colpa mia poiche in sua presenza fin da quando
era piccina mi compiacevo a prenlere in ridicolo
gli ebrei. I Sasso e la Carpegna nobili di quattro
quarti e sostegni di santa madre chiesa seminarono
in terreno gia ben predisposto. Quanto alla proba-
bililt ch'essa possa uscire dal nonastero, levatela
dal capo. Le inferriate non ci sono per nulla e
la discipline e la polizia internal vi sono organiz-
zati in modo ammirevole; credo sarebbe pii facile
fuggir dal cellular.
Vittorio: Essa potrebbe protestare.
Dante: Presso chi? press le autorith ecclesia-
stiche, no. Le rispondono ch' legata dai voti; -
alle autorith civil essa non potrh mai arrivare, poi-
ch6 quelle inferriate e quei muraglioni, sono tanto
strette e tanto alti che non vi passa neppure un






96 L' IDEA SIONISTA


higlietto. Solo dal di fuori al di dentro potrebbe pas-
sarvi la mia eredita quando morrb. Unico conforto
un' idea di gran giustizia e santa, poich6 almeno
sia impedito ad altri lo strazio che provo io, perch
almeno i nostri correligionari (ora mi sento ebreo
e pifi ebreo credo che nessun' altro mai) si servano
di quanto con tanto sangue e tante lagrime fu con-
servato dai nostri maggiori e di cui non pochi pur
troppo ora fanno getto inconsiderate, destiny la mia
sostanza a fondare delle scuole dove con metodo
rationale e modern vengano insegnate le teorie
ebraiche, la filosofia antica del nostro popolo, tanto
semplice, tanto forte e tanto sana da averci soste-
nuto control i tiranni d' Egitto e control le prepo-
tenze romane, control le tenebre del medio evo,
control le inquisizioni, control le ingiustizie e le su-
perstizioni di tutti i paesi, quando tutti dal pift
potente al pift umile vi piegavano avviliti filo-
sofia limpida e compatta come il diamante e che ci
insegna sicure le vie dell' indomani e che porter
noi e gli altri uomini tutti alla perfezione, che gli
antichi nostri adombrarono nella teoria messianica.
- 11 lamentarsi senz' agire e da sciocchi e da im-
belli. A tale opera di espiazione e di conforto
dar6 tutta opera mia sinch6 avrb vita. Domani
verrb da te, Vittorio, unirb la mia biblioteca filo-
sofica alla tua ebraica e chissa che dal sacerdozio
ch' io voglio ora assumere, qualche forza esca ad
abbattere le inferriate dei chiostri.
Vittorio: (commosso e baciando il fratello). Ora
ti riconosco, Dante miol Ti ricordi nostro padre
quando predicava? Correva un fremito perl'udi-
torio ed il Tempio era stipato di gente commossa.
Venivano rabbini da lontano, venivano perfino
cattolici a sentirlo. Era entusiasta e poeta. E
ringrazio Dio che 1'antico spirit d'Israele informi
ora ed ancora il nuovo suo sangue e che la legge
nostra abbia ancor forza di riscaldare e di ritem-
prare con salutare reazione uno gih sulla soglia del-
I' apostasia.
Dante: Ma quale desolazione per me! Insegnerb
agli altri a mantenere raggiante e puro il focolare
della famiglia israelitica, mentre nel focolare mio
non sono che score e fredde ceneri e cib che pii
mi tormenta e che questo freddo, quest buio, questo
sconforto, questa vergogna, sono opera delle mie
mani !... g. r.


NEL MONDO SIONISTA

II quinto Congresso
I lavori preliminary per la elezione dei delegati
del quinto Congresso sono in piena esecuzione. In
conformityh all'avviso del Comitato d'azione del 27
Settembre 1901, le elezioni devono essere terminate
al piii tardi il 26 Novembre. L'esecuzione delle
elezioni, a norma delle prescrizioni dello statute di
Basilea, income alle organizzazioni regional. I1
risultato delle elezioni 6 da comunicarsi al Segre-
tariato del Comitato d'azione in Vienna, IX. Tiir-
kenstrasse 9, sotto forma di memorial del protocollo
ufficiale delle elezioni. II protocollo ufficiale delle
elezioni stesse, va rimesso con tutte le schede di voto
in pacco sigillato al Bureau du Zionistencogresses,
Basel, Schweiz. L'ultimo termine per la rimessa dei
protocolli delle elezioni 6 fissato al 10 Dicembre.
Norme per le eleztoni dei Delegati
Lo Statute di Basilea, relativamente alle elezioni
dei Delegati, contiene le prescrizioni seguenti:
1. Agli atti del Congresso non possono prender
.parte ufficiale che i Delegati, eletti dai pagatori di
Schekel.
2. Ogni pagatore di Schekel ha 11 diritto di ele-
zione -- attivo o passive -- per il Congresso, se


egli emette il suo Schekel almeno 10 settimane
prima del principio del Congresso. Le elezioni de-
vono essere terminate quattro settimane prima che
incominci il Congresso. Soltanto per inipedimento
di un eletto, 6 ammissibile fino al Congresso una
elezione sostitutiva. Nelle ultime quattro settimane,
determinati gruppi local eleggono second 1' ano-
logia delle elezioni sostitutive, in quanto quest
sieno riconosciute dall'organizzazione regional.
3. II diritto attivo di elezione pu6 esercitarlo
chiunque, soltanto .nel gruppo cui appartiene. Si
ottiene il diritto attivo1) di elezione al 18.0 anno: il
passive al 24.0.
4. Ogni associazione sionista sceglie come gruppo
elettivo, tanti delegati per ogni cento membri; in
caso di sopranumero di pii di 50 membri, 1'asso-
ciazione elegge un delegate di pii. Quei pagatori di
Schekel che non appartengono ad una associazione
sionista vengono divisi dal comitato regional, per
ogni 100, in gruppi elettivi. Ma nella stessa locality,
gih 50 di tali pagatori hanno come gruppo elettivo
il diritto di eleggere un delegate, se l'organizzazione
regional lo consent.
5. L' elezione dei delegati pel Congresso e segreta.
6. Ogni delegate ha il diritto di assumere fino a
5 mandati, perb nel Congresso non dispone che di
un voto.
7. I mandati dei delegati non sono trasmissibili.
Metodo di elezione
II metodo di elezione rimane quello gih in uso
per gli anni passati. Dal Conitato central si man-
dano ai singoli sotto comitati un pacco di schede e
la nota degli elettori ufficialmente riconosciuti. II
Comitato invita i soci a una riunione elettiva locale,
oppure racccoglie i voti a domicilio. Ogni scheda di
voto 6 unita a un tagliando in cui 1'elettore scrive
il nome di chi intended eleggere. Staccatisi i ta-
gliandi e procedutosi allo spoglio, la Commissione
dello scrutinio redige apposito verbale; quindi spe-
disce tutto, cogli allegati, in doppia copia al Segre-
tariato general del Comitato d'azione (Vienna, IX.
Tiarkenstrasse 9) e al Congressbureau di Basilea.
The Jewish Colonial Trust
La Banca Coloniale Ebraica ci comunica con
preghiera di.inserzione:
Colla present, si rende pubblicamente noto,
che la quarta assemble ordinaria degli Azionisti
della Banca Coloniale Giudaica, avra luogo nel Pa-
lazzo di Citta, in Basilea, Svizzera, e cio6 Lunedi
20 Dicembre 1901, alle ore 10 precise del mattino,
per ricevere la relazione della Direzione e dei Re-
visori, la consegna dei conti e procedure alla elezione
dei Direttori e Revisori dei Conti, alla esecuzione
dell'ordine del giorno ordinario della Societh ed
eventual.
< In conformity agli Statuti, i libri di cessione
delle azioni e i registri dei membri della Societh
rimangono chiusi dal 17 Dicembre 1901 al 30 Di-
cembre 1901 (questi due giorni inclusi).
Londra, 20 Ottobre 1901.
per incarico del Direttore
JAMES H. LOEWE.
Segretario General ..
1) Per diritto attivo di elezione si intended, evidentemente, ii
diritto ad eleggere; per diritto passive, .di essere eletto.
L' Idea Sionista, oltre ad essere ufficialmente rappre-
sentata al V.o Congresso Sionista, inviera sul luogo appo-
siti redattori, che la terranno minutamente informata dei
lavori del Congresso.
Al prossimo numero interessantissimo pel diffuse
resoconto del Congresso uniremo pei signori abbonati
il Sommario general del I.0 anno della Rivista.
C. A. CONIGLIANI, Direttore responsabile
Modena,; Tipografia degli Operai (Soo. Anonima Cooperatirm):